venerdì 16 agosto 2019

Vengo io con questa mia addirvi...

Questo blog sta languendo in un certo stato di abbandono anche per una mia precisa scelta di parlare solo quando ci saranno da dire cose che non siano già state dette e previste da anni, da me e da altri. Gli esorcismi, come chi sa sa benissimo, possono durare molti anni, appunto, e qui abbiamo a che fare con l'upper class demoniaca, con i massimi livelli. Per cui calma, sangue freddo e tanta costanza e fermezza, nonché coesione di gruppo e fede nello scopo comune. 
Se però sono venuta stasera a riaprire le finestre e a dare aria al blogghino, è per lasciare qualche riflessione ispiratami da questa intervista di Bagnai a Radio Padania, che consiglio di ascoltare dopo aver mollato per una sera il sempre più psicopatogeno Twitter.


La versione di Bagnai della "crisi" di governo è non solo convincente ma dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, e purtroppo ce n'è, la molesta attitudine da pappatacio del tuttosubitismo che, di fronte alla spiegazione del perché una zeppa come il MES, imposto dal tallone di ferro UE (rileggete London), impedisca di fatto qualsiasi azione di governo e stesse rischiando, in previsione della legge finanziaria, di rendere impossibile qualsiasi deroga alla garrota posta al collo dell'Italia, insiste nel voler credere che chi si sta dannando per trovare la quadra al disastro non lo stia facendo abbastanza. Senza contare il gianninismo (nel senso del qualunquista) dei "tanto sono tutti uguali, pensano solo alla poltrona". Insomma il partito dei FUQ you all.
A ben guardare, sono sempre gli stessi che, fin dal primo test di gravidanza positivo del nuovo governo (unione, lo ricordo, non propriamente d'amore ma d'emergenza, quindi fondata sul buon viso a cattivo gioco) hanno sempre anteposto, come prezzo per "fidarsi di loro", il superamento di ordalie sempre più complicate e, diciamolo, hanno sempre dato l'impressione di stare remando contro. Oppure, nel caso della fazione dei "lafannofacilisti", il considerare imprescindibile come prova d'amore, sempre per potergliela dare (la fiducia), la soluzione di un problema che, seppure grave, non avrebbe mai potuto essere risolto se prima non fosse stata rimossa la zeppa di cui sopra. Perché soprattutto non si vuole capire che tutto è collegato, altrimenti non sarebbe tutto così difficile da combattere.

Badate bene, non mi sto riferendo ai grillini che hanno, secondo me, solo il problema di prendere coscienza di essere nati in provetta come gatekeeper eterodiretti, di farci un pianto e un lamento sopra, superare il trauma e di dover ora scegliere se proseguire la carriera di burattino o emanciparsi in quella di ragazzino in carne, ossa e cervello. Se non altro per non finire come quelli del FUQ, ovvero nel dimenticatoio della repubblica. Te li ricordi i grillini, nonna? Chi, quelli del vaffanculo? Ecco.
Mi riferisco invece ai sostenitori della Lega che non nascono leghisti ma che in questa compagine ci si sono trovati, volenti o nolenti. Più nolenti, forse. In questi lunghi mesi di osservazione ho notato che le scuse per non darla (la fiducia) e i mal di testa improvvisi potevano nascondere un motivo profondo. Il disagio di essere stati costretti a votare a destra. Oppure, diciamolo in un altro modo, costretti a non poter votare sinistra come sempre. 

Alberto Bagnai sostiene nell'intervista che sia necessario andare alle elezioni per superare le attuali ambiguità nella compagine di governo e per poter finalmente contare su una maggioranza coesa attorno ad un progetto comune, che noi sappiamo quale essere, senza guastatori a progetto sempre pronti all'azione di sabotaggio. 
Sono d'accordo, se non altro perché sarebbe la soluzione democratica e per questo gli agenti del chao cercheranno in tutti i modi di impedirla. E' una situazione tremenda e, ripeto, occorre coesione tra chi condivide la volontà di salvare questo paese e rispetto nei confronti di chi sta lavorando nel modo più proficuo, ovvero in silenzio. Bagnai fa un parallelo con la stagione del terrorismo e mi pare azzeccato. Anche riguardo al ruolo della fermezza da tenere nell'opporsi alla destabilizzazione.

Se però si arriverà al voto, se democrazia vuole, mi preoccupa quale sarà l'atteggiamento dell'avversario, del fronte europeista, in una eventuale campagna elettorale, soprattutto permanendo le attuali percentuali molto alte nei sondaggi per Salvini, e che può essere riassunto in una equazione: "chi non è con noi è fascista". Una formuletta semplice semplice ma di impatto devastante sull'elettorato. Saranno sparate tutte le munizioni ideologiche dagli avamposti del mainstream (egemonicamente okkupato da essi e mi rendo conto che non sarebbe stata facile la bonifica, soprattutto in democrazia) contro chi, purtroppo, anche tra noi (non certo io), non vede l'ora di poter tornare a votare sinistra perché si sente in colpa per aver deviato dalla linea ed essere quindi un revisionista nemico del popolo. E quale migliore giustificazione di dover fare fronte contro il fascismo, il razzismo, eccetera, ricetta che ha sempre funzionato dal '45 in poi e che ha permesso di fatto di portare i massimalisti non solo al potere, ma ad insinuarli in ogni suo ganglio, da quello della cultura alla giustizia? 
Posso dirlo da ex elettrice di sinistra (cosa della quale non mi perdonerò mai)? Chi ha votato sinistra in passato o vorrebbe ricominciare a farlo, come certi fumatori che spasimano ancora dietro alle sigarette non essendosi mai completamente convinti che smettere fosse un fatto di salute, non va rincorso parlandogli nella sua lingua, ma va lasciato al suo destino. Lasciare che, se non la capisce, espii la colpa nei confronti dei suoi simili estinguendosi come il dodo, ma a questo punto nell'ignominia. Prendi un elettore (di sinistra) e trattalo male. Fuori dal seggio nessuna pietà. Non vanno rincorsi ma sono loro, se ce la fanno, a doverci rincorrere sui gomiti. 

Ciò che deve finire una volta per tutte è la convinzione della sinistra di poter "fare ciò che vuole" e quindi di poter giocare sulle paure della gente evocando il pericolo fascista, ovvero retrodatare il clima politico al momento della fissazione sulla resistenza. E lo si può fare esponendo le sue colpe, le sue vergogne all'elettore, senza paura di offendere un'entità superiore, quella depositaria del BENE.
Dev'essere chiaro che, in risposta al grido di "fascisti!" non bisognerà più negare o razionalizzare o giustificare le responsabilità della sinistra massimalista nel disastro attuale (che è globale, non locale, e all'estero non si nascondono dietro ai pudori del "non è vera sinistra" ma la chiamano con il suo nome, come si conviene negli esorcismi) ma andranno indicate chiaramente a chiunque sarà posto di fronte alla scelta del voto, che è tra il piano inclinato verso baratro o la salvezza. Denunciare le colpe di quella sinistra massimalista globalizzata che evidentemente ha accettato a suo tempo di buon grado il ruolo di boia di un continente, ma in realtà di un'intera civiltà, una volta che fu eliminato dal contesto europeo l'ostacolo rappresentato dalla sinistra socialista che rappresentava un'alternativa compatibile con il mantenimento del livello di benessere ed emancipazione raggiunti dalla classe lavoratrice, per carità, anche grazie alle precedenti lotte di popolo ma non esclusivamente di ispirazione marxista come si crede. 
In effetti solo chi chiama borghesia la carne, sangue e secrezioni umane dei propri simili e la percepisce come entità astratta da poter schiacciare senza remore come un insetto poteva accettare di allearsi con l'élite altrettanto borghesofoba (hanno tante cose in comune, come il ricondurre tutto al denaro) per macellare la classe media ed impegnarsi a cucinare nel pentolone delle streghe il cupio dissolvi della sbobba multiculturale uguale e regressiva per tutti. Fino allo sviluppare questa bizzarra visione del migrante come orco subumano da scagliare a migliaia contro la borghesia, sperando che scorra il sangue in una sola direzione. E siccome in quella classe media ci sono i propri genitori, magari operai con una vita di sacrifici alle spalle premiati da un tardivo benessere acquisito  tramite il lavoro, ecco il culto della patrimoniale che li punisce e il ruolo del marxismo culturale sessantottino della rivolta permanente contro tutto e tutti, soprattutto l'ordine naturale delle cose, dal gender all'educazione, anzi, rieducazione collettiva dei bambini all'insegna della gnosi anti-materialità, strappandoli ai genitori (quelli poveri, però, non toccherebbero mai i figli dell'élite), del politicamente corretto ed eticamente, spocchiosamente e insopportabilmente superiore. Dai khmer rouge a quelli fucsia attuali, il fine è il nihil, il nulla. L'annientamento. Non c'è tanto tempo da perdere. Tantomeno cercando di giustificarne le motivazioni. Si può chiamare tradimento o compimento di un progetto di lunga data, ma deve essere svelato.

E' evidente che se il messaggio di qualcuno, troppi per i miei gusti, continuerà ad essere "ma questa non è sinistra", "è pseudosinistra" "cosiddetta sinistra" o peggio li si chiamerà "i veri fascisti", facendo diventare il gioco politico un estenuante ed interminabile serie di scambi da fondo campo tra tennisti; se insomma si continuerà a non volerli chiamare per nome, essi non se ne andranno. Essi non seguono il politicamente corretto, lo pretendono solo dagli altri, e chiameranno a raccolta contro il fascismo ricompattando chi è convinto che votare sinistra sia l'unico modo per essere umani. Perché ci chiameranno anche disumani, sicuramente, e dovremo fottercene e andare avanti.

Se la UE è un progetto dell'élite reazionaria imperialcapitalista globale, bisogna rispondere a tono. Ricordare agli elettori  i viaggi a Washington degli antifascisti padri dell'Europa e come s'offrirono. Non è difficile, ci hanno perfino scritto dei libri. Bisogna ricordare il tradimento e le svendite progressiste, uliviste, buoniste, dem(oniache); il doppiogiochismo, il continuo spuntare di nuove narici in un unico naso e la tendenza alla mutazione maligna. La gente deve sapere, oltre a cos'hanno fatto e per conto di chi, cosa vorrebbero fare ancora.
Bisogna insomma spiegare agli italiani e ai fumatori nostalgici tra loro che non c'è l'uscita da sinistra, anzi, questa volta si salvano solo se evitano accuratamente l'uscita da sinistra.
Pazienza, se ne faranno una ragione. Esisterà di nuovo in futuro una sinistra? Certamente, ma non questa. Mai più.

7 commenti:

  1. Anonimo21:13

    Come sia possibile che una persona così intelligente come Barbara Tampieri sia finita così in basso, al livello della più indifendibile groupies di partito è per me fonte di dolorosissimo stupore.
    Già in passato l'utilizzo del lessico dell'insopportabile piddino con la maglietta della salute divenuto senatore per grazia ricevuta fu registrato da me come odioso, in particolare laddove si psicanalizzava il dissenso attribuendogli valenze monomaniacali (es: "tuttosubitismo").
    Ora, tutte le scienze umane sono ciarlataneria positivistica come insegna Gentile, ma non è questo il punto.
    Evidentemente, non si trattò di un fugace errore dovuto alla foga politica, che avrei capito benissimo: faccio militanza dai 15 anni, di cazzate ne ho fatte a iosa, di idiozie ne ho dette ad iosa al quadrato.
    Si tratta di un pensiero evidentemente maturo, e ben inquadrato all'interno di una visione del mondo precisa, che è quella di San Paolo.
    Una vita a perseguitare i cristiani, poi una volta illuminati sulla via di Damasco si diventa i più furiosi, intolleranti e depravati propagandisti del nuovo culto.
    Esattamente come una ex progressista divenuta ancella di chi vuole smembrare questo paese, senza manco avere la scusa di una allucinazione dovuta all'insolazione ed all'alcool come al Paolo di cui sopra.
    Non te ne fregherà nulla, non essendo io nessuno, ma hai perso un lettore ed un ascoltatore.
    Con mutata stima.
    Matteo.

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  2. Cara Barbara, mancando tuoi nuovi scritti io mi leggo quelli vecchi che vecchi non sono...
    Grazie

    M

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  3. Thanks for another great post.This is so amazing.

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  4. Tutto quello che dici è giusto, se aspettiamo che la sinistra si avvii sulla strada del sovranismo, campa cavallo...Però ho un tarlo che mi corrode, non vorrei che Salvini abbia fatto tutto questo per i leghisti duri e puri che sono nel partito e che hanno puntato sull'autonomia delle regioni che rappresentano pensando e sperando che in un futuro prossimo potrebbero far parte della grande Germania (auguri! regalerei a tutti costoro Anschluss di Giacchè)oppure a Giorgetti che non ha fatto partire i mini bot di Borghi stroncandoli sul nascere, credo poco al fatto che abbia smentito, insomma parti importanti del suo partito preferiscono una lega anche più debole e con meno percentuali di voto ad una lega patriottica. Forse questi personaggi sperano anche che Salvini in qualche modo si tolga dalle scatole per riportare il partito nell'alveo del Po.Insomma le spiegazioni di Bagnai convincono certo, ma questa mossa di Salvini mi da la sensazione di uno che è tirato troppo per la giacchetta da ogni parte e che per questo abbia perso di lucidità. Come si fa a pensare che ti facciano votare, vedi Mattarella, stasera ho sentito Sallusti che scriverà domani sul giornale una lettera al Presidente della Repubblica chiedendo che incarichi Draghicome presidente dl consiglio! C'è troppa gente che tifa contro, non so ma mi sembra tutto molto surreale. Il fatto è che siamo rinchiusi in questa cella con targhetta UE e per liberarsi dovremmo realizzare un sapiente gioco, ma dove sono gli ideatori?

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  5. Anonimo05:31

    Continuare a ripetere le stesse azioni aspettandosi sempre un risultato diverso.... forza e coraggio, vecchi coglionazzi senza arte né parte, la prossima sarà sicuramente #lavoltabuona

    Un millennial

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    1. Anonimo14:32

      ...millennial... come millennial bug...

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    2. Anonimo14:47

      Scommetto che sei un grillita, babbeo del cazzo: pensi di uscirne vivo tu che dai la patente del coglionazzo che sei dalla nascita? E se pensi di uscirne morto allora la cosa di dà soddisfazione? Ragiona, se puoi, su questi semplici, anche per un saprofita come te, temi e ringrazia se zio Beppe non ti ha ancora portato via la tastiera e il telefonino, mentecatto o se qualche nigeriano non ti ha fatto a pezzi e messo dentro una valigia ... o se una femminazista lesbica arcobalenata non ti ha portato via, sperabilmente in questo caso, i figli. Continua a spararti le tue cazzate, chissà che qualcuna non vada a segno.

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