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venerdì 7 ottobre 2011

Operazione Patonza


Scajola vuole solo evitare che mettano insieme un nuovo governo a sua insaputa. Ormai ha imparato la lezione. Di Pisanu mi fido già di più ma che mi dite di Bruto e Cassio in Tod's e Ferrari? Baccini e il biancofiore possono ridiventare Rosa Bianca ma, oggi come allora, se non arriva la benedizione degli Alleati non si combina nulla. 
Sarà, ma in Italia qualcuno con i maroni di un Von Stauffenberg non lo vedo.

martedì 4 maggio 2010

Casta spudorata e cialtrona

Dalle parti di Imperia si è sempre detto che Claudio Scajola è una specie di vicerè, di signorotto feudale che controlla politicamente tutto il controllabile. Si è sempre detto che ad Imperia non muove foglia che Scajola non voglia.
Certo che quando il signorotto, da gloria locale, è stato promosso a ministro grazie al termovalorizzatore di scorie democristiane tossiche denominato Forza Italia, ne ha combinate di belle.

"Si è dimesso un ministro capace" ha detto il nano imbellettato commentando l'odierno addio forzato di un suo fedelissimo. Capace di tutto, aggiungerei io.
In un ideale "Greatest Hits" commemorativo del due volte ministro e due volte dimissionario per colpa sua (un record non mondiale ma galattico) ce ne sarebbero da citare di queste sue clamorose dimostrazioni di (in)capacità.
Anche se il Tafanus ha riassunto con grande cura e dovizia di particolari l'intera Scajoleide, ovvero l'epopea di un castaman spinto con le spalle al muro da chi ha ancora il viziaccio di andare a perseguire la corruzione e le esagerazioni di una casta talmente vorace da far impallidire un branco di squali, giova ricordarne almeno tre pilastri fondamentali: l'appellativo di "rompicoglioni" rifilato al povero Prof. Biagi, poi assassinato dalle BR, causa delle sue prime dismissioni, la sua demenziale gestione da ministro degli interni dell'ordine pubblico durante il G8-mattanza di Genova ed infine la celebre definizione, captata in un TG1, delle centrali nucleari di "terza generazione e mezza".

Non so se ci siamo liberati di Scajola per sempre. Visto che è già stato ripescato una volta non mi meraviglierei che ce lo ritrovassimo tra un po' in un altro ministero, quello dell'Impunità, magari.
Non dimentichiamo che fino alla scorsa settimana il nano bistrato lo aveva esortato a "non mollare" e a tenere duro", come si conviene a chi è abituato da decenni a farla franca e a considerare le infrazioni al codice penale come medaglie al valore.
Se ora si è dimesso bisogna proprio che la faccenda stesse diventando grossa e collosa come un immenso blob in grado di ingoiare l'intero governo.

In altri paesi ci sono stati ministri dimissionari perchè non avevano pagato i contributi alla colf, o che avevano omesso di pagare il canone della tv di stato.
Qui si parla di un appartamento da 900.000 euro con vista sul Colosseo, quindi non certamente un bilocale dello IACP, pagato (dice Scajola) 600mila e gli altri trecentomila non si sa da chi. Occhio ragazzi, in Italia gira un maniaco che si diverte a pagarvi un terzo dell'appartamento a vostra insaputa.
Secondo gli inquirenti la faccenda sarebbe meno fantasiosa e ben più banale. Si sospetta che i 300mila in nero, in assegni di piccolo taglio, siano stati pagati dagli intrallazzatori del Sistema degli Appalti sotto inchiesta da mesi.
Noi ministri siamo fatti così. C'è chi si accontenta dei SUV discount e chi invece punta all'appartamento in zona extralusso.

Di fronte a tale sfrontatezza, perchè solo di questo di tratta a meno di voler sposare la tesi dell'idiozia, di fronte a chi vuole rivendicare a tutti i costi il privilegio di una casta spudorata e cialtrona, ci si può solo rallegrare della dipartita dell'ex ministro. Si può gioire al punto da brindare con uno spumantino brut. Una bottiglia di champagne no, sarebbe sprecata.

Purtroppo Scajola non è l'unico castaman che ci ammorba e per uno che si leva dai cosiddetti, altri ne verranno. Sappiate che, mentre il governo vi tartassa con l'autovelox e l'etilometro e vi toglie i punti sulla patente per una birretta d'accompagnamento alla pizza serale, tutte cose sacrosante per impedire la piaga delle morti sulle strade, ha appena varato un emendamento di modifica al codice della strada che prevederà l'immunità dei conducenti delle auto blu dalla decurtazione dei punti della patente. In pratica, per gli autisti della casta licenza di correre e di scorrazzare in lungo e in largo i cialtroni in auto blindata. Perchè loro devono arrivare presto, dice.

Questo è il governo della casta nanofila, spudorata e cialtrona. Forte con i deboli e debole con i forti. Sempre attento a mantenere le distanze tra chi secondo lui conta e chi non conta.
Il governo capitanato da chi si lamenta che in Italia c'è fin troppa libertà di stampa. Fin troppa, capite.
Ecco, mi raccomando, non provate a spiegare quest'ultimo concetto berlusconiano ad un americano a casa vostra. Don't try this at home. Non capirebbe mai ed è anche pericolosissimo, potrebbe scoppiargli la testa.

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