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sabato 14 giugno 2008

E venne l'estate

Immagini di altri tempi? A leggere le previsioni meteorologiche e relative temperature per il fine settimana del nostro mare romagnolo c'è da stropicciarsi forte gli occhi e chiedersi che brutto acido ci abbiano versato nel caffè. Milano Marittima: pioggia fino a martedì. Temperature tra 10° e 22° per domani.
Ah, faccio notare che teoricamente il 16 di giugno sarebbe appunto domenica da mare, con bagni, alberghi e affini pronti a ricevere orde di umani in costume.
Invece non avete idea del senso di straniamento che questo tempo di emme sta dando a noi romagnoli dell'entroterra. "Vai al mare, domani?" è una domanda da non rivolgere in questi giorni a chi è più alto e grosso di voi. Ed è inutile citare l'antico detto cinese: "C'è una cosa peggiore del trascorrere un giorno di maltempo d'estate al mare: trascorrerlo in montagna".

Se continua così non vorrei che si ripetessero da noi le scene dell'ultimo film di Shyamalan. Il mistero delle corpulente turiste spiaggiate. Pedalò che si lanciano a tutta velocità l'uno contro l'altro. Turisti tedeschi che si lanciano dai tetti delle cabine e bagnini che si fanno seppellire vivi nella sabbia.

Oltre al danno per l'economia, se nel weekend d'estate non vai al mare, che cazzo fai la domenica? Meno male che ci sono gli Europei. Grazie no, ricorda troppo un'estate di tanti anni fa quando nella stessa sera Baggio sbagliò il rigore che valeva un Mondiale e io mi presi la salmonella.
Il cinema, appunto, ma è comunque un andare contronatura. I Gran Premi? Meglio la doppia canalizzazione di un molare.

Se il 15 di giugno in Romagna non puoi andare al mare perchè diluvia puoi solo metterti ad ammazzare parole transgeniche.
Mi spiego. Ci sono parole che una volta avevano un significato preciso ed erano usate solo in certi ambiti ma da un certo giorno in poi te le sei ritrovate inflazionate in ogni tipo di discorso. Diventate di facili costumi, si infilano nelle bocche di tutti, specie di coloro che credono che usando termini difficili riusciranno a fregarti meglio. I TG e i giornali ne vanno pazzi.
Non se ne può più, io quando le sento metterei mano alla 44 magnum.
Ne ho individuate quattro, le mie più odiate in assoluto, che strapperò una ad una dallo Zingarelli e farò sparire silenziosamente in giardino tre metri sotto un ciliegio, affinchè non si sentano più nominare:

GOVERNANCE
SISTEMA PAESE
FILIERA
BENCHMARKING

Non ditemi che non siete stufi anche voi di sentirle ogni momento. Magari ne avete altre in mente.
Per consolarci da questa estate inglese che ci fotte i weekend, vi offro, come momento musicale, una chicca assoluta di Elio e le Storie Tese, con Mondo Marcio e, pirsonalmente di pirsona, il grande Stefano Bollani.



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10 commenti:

  1. Anonimo23:37

    Che solitudine stasera.
    è iniziato il coprifuoco e non mene sono accorto?

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  2. Anonimo01:10

    Piove, governo ladro ...
    A parte la battuta, pioggia e freddo mi fanno sentire bene, sono settimane che spero che scenda un grande gelo pacificatore.

    Fra gli anglicismi inutili (in quanto ci sono equivalenti parole italiane) a me danno particolarmente fastidio: performance (prestazione), privacy (riservatezza), welfare (stato sociale).

    Il loro uso continuo, anche in contesti non appropriati, mi da' la sensazione di poverta' intellettuale e poi con che coraggio un ministro si rivolge agli italiani, che possono essere anziani o non conoscere l'inglese, solo con una parola straniera per indicare le sue funzioni ?

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  3. Vorrei aggiungere alla tua lista di parole da odiare (decisamente condivisibile) due locuzioni:

    - piuttosto che (usata in maniera impropria, col significato di "e anche")

    - e quant'altro

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  4. Anonimo10:50

    è solo una questione di 'auditive impact'.
    Stato sociale? fa troppo Soviet.
    Garante della riservatezza? fa pensare ad un piantone sulla porta del cesso.
    Prestazione? dalle mie parti gli anziani dicono:"A là vosù a prestasion"per indicare un rapporto sessuale imposto dal solo obbligo matrimoniale.
    Poi pensa a quanti guarderebbero questo'Cult Movie'
    La stella di Boscodiagrifoglio TOMMASO CROCIERA nella ripresa cinematografica CANNONE AL VERTICE.

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  5. Anonimo12:56

    Figurati, io vieteri in blocco "un vero e proprio x". Così, senza stare a guarre tanto per il sottile.
    E farei un pensierino anche per "letteralmente"...

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  6. Se domenica prossima non si riesce ad andare al mare, andiamo tutti a Gambettola al convegno nazionale sulla decrescita:

    http://mizcesena.blogspot.com/2008/06/sar-in-fabbrica-il-primo-convegno.html

    http://mizcesena.googlepages.com/MDF_21_giugno_manifesto.pdf

    http://mizcesena.googlepages.com/MDF_21_giugno_locandina.pdf

    http://mizcesena.googlepages.com/MDF_21_giugno_volantino.pdf

    http://mizcesena.googlepages.com/MDF_21_giugno_imprese.pdf

    Altre info sul sito del MIZ - Cesena

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  7. Siamo in sintonia, anch'io ho scritto sulla pioggia, ma molto più laconico. Ciao.

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  8. Anonimo15:59

    Personalmente vieteri tutte le parole di origine anglosassone visto che sono tutte traducibili in italiano.
    L'hanno fatto spagnoli e francesi, vuoi dire che noi non ne siamo capaci?
    Concordo con Adetrax.

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  9. Anonimo11:13

    Parole "vuoto a perdere" ? Per difendersi durante le riunioni il sistema c'e', e' il colludato "bingo delle cazzate":
    http://www.bloom.it/vara22.htm

    Il problema rimane il corpo a corpo con i giornali: alla lista di espressioni nocive aggiungerei la parola "record", usata nelle locuzioni:
    e' caldo record
    e' freddo record
    melone record
    sfiga record
    eccetera

    Forse bisognerebbe iniziare una campagna di sensibilizzazione con i professionisti delle parole. Altro che vietare le intercettazioni:sarebbe utile vietare le parole vuote...

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  10. Anonimo16:06

    Aggiungo "assolutamente" utilizzato come risposta ma non seguito da un si o un no.
    Capperi, che ci vuol a pronunciare/scrivere una sillaba in più!

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