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martedì 29 giugno 2010

Carampanismo maschile à deux

Mi hanno rimproverato di aver risposto a Paolo Barnard e non a Massimo Fini.
Tranquilli, nessun favoritismo, ma che dire di fronte a qualcuno che scrive:
"Consiglio uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano."
Forse abbiamo capito male o voleva provocare, come il bimbetto che al tè delle signore si mette a giocare con la pupù nel vasino ma pare proprio un'invocazione al modo di produzione afghano di oppressione femminile. Che non lo sentano gli americani, che da anni si stanno sbattendo per modernizzare il paese a scopo di mercato e per importare colà anche i wonderbra e i perizomi.

Capito? Era partito con un'interessante analisi del capitalismo che non ha affatto liberato le donne dalla schiavitù del doppio ruolo casa-lavoro, ok, bravo, anche se l'argomento non è affatto nuovo anzi, è più trito di un hamburger, e poi si è perso miseramente, forse distratto dal passaggio sotto i portici delle teenager con il solco che occhieggia dal jeans a mezza chiappa. O Lolita, fuoco dei miei lombi ed obnubilamento dei miei neuroni.
Perchè proprio l'Afghanistan e non, mettiamo, l'altrettanto repressiva Arabia Saudita dove le donne, ad esempio, non guidano l'automobile? Scartando l'ipotesi provocazione perchè sarebbe veramente banalotta, sembra che il Fini pensi: "Mettiamo un bel burqa a queste svergognate in tanga, diamo loro una bella dose di svergate a tarantella," così ci sentiamo veri uomini e non dei mezzi finocchi come i babbi che spupazzano i figlioli, aiutano le mogli in casa e, vivaddio, sono capaci anche di disinnescare ogni tanto il modulo "machoman per forza".

Che idea retriva della virilità hanno questi ragazzi nonni che si sfogano strofinando vigorosamente la penna. Oserei dire che stanno per perdere definitivamente l'opportunità di capire le donne. Poi, scusate, ma se alle strafighe mettiamo il burqa, come fa Barnard ad eccitarsi sotto i portici e a darci delle cretine, che ci piace tanto?

Ora basta, stiamo dando eccessiva importanza ad un caso conclamato di carampanismo maschile à deux.

6 commenti:

  1. Adetrax20:30

    Poi, scusate, ma se alle strafighe mettiamo il burqa, come fa Barnard ad eccitarsi sotto i portici e a darci delle cretine, che ci piace tanto?

    Andando a ricordo, uno dei due, forse proprio Barnard, mi pare che abbia scritto qualcosa tipo "rivestitevi sciocchine" perchè altrimenti c'è ben poco da "scoprire" / "scartocciare".

    Il pensiero potrebbe essere il seguente: ma che ti metti in mostra se poi non la dai ?

    Ora basta, stiamo dando eccessiva importanza ad un caso conclamato di carampanismo maschile à deux.

    Sicuramente, ma come forse si è intuito, queste potrebbero non essere mere opinioni o iniziative personali di Barnard e Fini, bensì qualcosa inserito in un contesto più organico ed ampio, considerate anche le modalità espressive a tratti un po' troppo triviali per il background culturale degli autori.

    O tutto questo fa parte di una scommessa, di uno scherzo di pessimo gusto, oppure stanno usando delle tecniche proprie dei poteri triangolari (quando questi hanno fretta di arrivare a dei risultati) per ragioni non ben individuate (che al limite potrebbero anche essere pedagogiche) oppure c'è qualcos'altro ancora, forse anche puro divertissement.

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  2. Adetrax20:30

    Perchè proprio l'Afghanistan e non, mettiamo, l'altrettanto repressiva Arabia Saudita dove le donne, ad esempio, non guidano l'automobile?

    La questione non è casuale o banale come potrebbe sembrare di primo acchito in quanto le differenze sono significative.

    Per esempio in Arabia Saudita le donne portano il velo e vestiti abbastanza leggeri (che non escludono lingerie di una certa classe purchè non visibili), mentre in Afghanistan indossano spesso (anche se sempre meno) dei bei burka, con una certa consistenza, che sono utilissimi per smorzare i colpi di verga leggera o bastone (senza contare il lodevole intento di isolamento igienico verso gli estranei).

    Per quanto riguarda le automobili, negli anni '80, in Iran era fortemente sconsigliata la guida alle donne perchè potevano essere tentate di far sporgere il braccio dal finestrino (es. a causa del torrido caldo estivo di Teheran) e quindi di scoprirlo (orrore) impropriamente.

    In molte zone arretrate, Afghanistan compreso, non era e non è infrequente il caricamento di donne nei bagagliai delle auto o nel fondo di furgoni, jeep, ecc. con qualche opportuno colpetto di bastone per facilitare il loro assestamento e la corretta distribuzione dei pesi.

    Sul divieto o sullo scoraggiamento della guida per le donne le motivazioni sono tante, si parte innanzitutto da principi generali relativi alla gestione dei diritti e alla loro sicurezza / "protezione".

    Men have authority over women.

    Poi si dettagliano ulteriormente le motivazioni del perchè le donne non dovrebbero guidare.

    A questo punto entrano in scena i "triangolini" (malefici) che ci mettono del loro nel diffondere senza pudore filmatini e pubblicità sul tema che, per i seguaci di Ayatollah, talebani e consimili, sono peggio di uno shock anafilattico, la personificazione stessa del male !

    In questo modo si crea una forte contrapposizione fra le due modalità interpretative che sfociano in dinamiche gradite ai triangolini.

    In ogni caso è sull'arte del wife beating che si nota la vera differenza; in Arabia Saudita e paesi affini si diffondono una notevole quantità di consigli, tecniche, ecc. tramite vari mezzi mediatici, incluse quindi radio, TV, ecc., es.:

    How to beat your wife (utilissimo talk show pedagogico);

    oppure usando delle comunicazioni più dirette nelle moschee, es.:

    Wife Beating in Islam - Only a rod will help!.

    Tutte queste spiegazioni, giustificazioni, sovrastrutture verbali e mediatiche sono però superflue in Afghanistan dove gli ometti sanno già cosa possono o non possono fare e sono quindi un'ottimo modello delle inveterate usanze nei rapporti uomo-donna.

    Oltretutto l'Afghanistan, assieme all'Iran (del centro-nord) e parti di altri paesi confinanti, è la culla madre delle civiltà ariane, quindi non ci dobbiamo preoccupare troppo se sono stati costretti ad adottare pratiche un po' medievali legate all'islamismo più intransigente, perchè in genere (a parte i soliti casi limite) sono comunque mediate da un certo buon senso legato all'evoluzione storica.

    Oltre a questo in Afghanistan c'è una guerra o meglio una guerriglia fatta per scopi politici-economici-sociali che probabilmente attrae molto l'interesse di chi si occupa di questioni sociali ed economiche.

    Ecco questo è in sintesi una parte del quadretto sotteso al riferimento all'Afghanistan, ritenuto un ambiente più incontaminato rispetto ad altri.

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  3. Anonimo07:28

    come ultimo ,estremo,atto di protesta,al duo fini-barnard rimane solo un'ultima cosa da fare,rifarsi a g. depardieu nel film di ferreri "l'ultima donna".
    un sacrificio per tutti noi poveri "maschi".
    chi piangera'?

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  4. è arrivata l'ora di ricominciare dal femminismo. Ma non quello vieto che escludeva gli uomini, bensì un nuovo femminismo inclusivo, che ci educhi e ci renda più rispettosi. E al contempo sia anche un esercizio di riflessione per le donne stesse, spesso lacerate tra odio del maschio tout court e sottomissione a scopo di tomming (vedi il fantastico libro "Sporche femmine scioviniste").

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  5. Wise21:23

    Dopo un lungo percorso, forse le donne si accorgeranno che la cosa più saggia che possono fare in questo mondo è pretendere di avere degli uomini che siano tali. La scomparsa dell'uomo, infatti, fa scomparire anche la donna.

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  6. Anonimo22:49

    @ wise
    "La scomparsa dell'uomo, infatti, fa scomparire anche la donna"
    io di questo non sarei così sicuro,mentre sono assolutamente certo del contrario.

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