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sabato 12 gennaio 2013

La scialuppa dell'Eurotitanic


Il 2012, anno del centenario dell'affondamento dell'inaffondabile transatlantico Titanic, abbiamo usato spesso la metafora dell'iceberg che ci viene incontro inesorabile, dell'orchestrina che suona incurante della tragedia imminente, delle terze classi private dell'uso delle scialuppe per permettere ai ricchi di salvarsi.
Una metafora talmente attinente alla realtà di questo secondo decennio del nuovo millennio da non volerci ancora lasciare per ritornare nell'ombra della memoria. Voglio sfruttarla ancora una volta, quindi, visto oltretutto il concomitante anniversario dell'affondamento della Concordia, per farvi notare come l'attuale corsa alla candidatura più improbabile, al tutti a bordo, cazzo! al salti su, che salto anch'io è  proprio l'emblema di una corsa disperata al salvataggio di una classe politica che non ha più nulla da perdere. Che sa che in fondo al tunnel non c'è affatto la bianca luce new age ma una fottutissima montagna di ghiaccio che non farà sconti a nessuno quando spezzerà la nave in due con mucho gusto. E perché questi sciagurati pensano che non ci sia scampo? Perché qualcuno gli ha spiegato che "there is no alternative". O forse c'è dell'altro, come vedremo alla fine.

Qualcuno potrebbe pensare che è solo l'Italia che affonda perché l'ha portata sugli scogli un comandante incapace e terrone, che invece di lavorare, fare le riforme e i compiti a casa, stava a sollazzarsi con le moldave e non voleva rispondere ai richiami dei seri tecnocrati in capitaneria. Questa è una storia parallela, appassionante ed emozionante, ma non è l'intero film. C'è un transatlantico più grande sulla rotta dell'iceberg ed è quello che ha convinto la piccola nave da crociera a seguirlo sulla sua rotta suicida. Eurotitanic, il transatlantico venduto come inaffondabile ed irreversibile che degli ingegneri molto disonesti avevano progettato sapendo benissimo che un giorno uno di quegli eventi periodici e sempre più ricorrenti che scuotono il capitalismo l'avrebbe fatta colare a picco. 
Lo ammettono perfino loro di aver previsto un numero volutamente esiguo di scialuppe a disposizione e di aver sprangato le porte per evitare vie di fuga.  Intanto, però, le classi dominanti in prima classe avrebbero gozzovigliato e si sarebbero divertite, facendo illudere anche quelli delle seconde e terze classi, di "stare sulla stessa barca" del lusso e del benessere, accanto ai bravi e dei virtuosi. Come servi ma, che importa, questo è il grande "fogno" europeo.

I difetti strutturali dell'Eurotitanic non gli permettono di resistere ad ulteriori impatti devastanti. Anche se l'onda lunga della crisi dei mutui subprime del 2007 dovesse infine esaurire la sua carica distruttiva sull'Eurozona, vi è il permanere di una deregolamentazione folle in ambito finanziario mondiale e l'assenza di strumenti di controllo e prevenzione di ulteriori crisi. Non è un caso che si stia facendo sempre più accesa la discussione, soprattutto nel Regno Unito e negli USA, sulla necessità di ripristinare la separazione tra banche commerciali e banche d'investimento e di limitare la follia dell'indipendenza delle banche centrali dai governi,  di fatto concessione di mano libera alla speculazione, introducendo controlli di stato sull'attività finanziaria, a tutela dei cittadini e degli investitori. Il mercato non si autoregola affatto, lasciato senza regole diventa solo neoplastico, con buona pace di liberisti e spaghetti liberisti.

Oltre a questi sommovimenti in ambito finanziario, nella stiva dell'Eurotitanic c'è chi sta già forzando le catene per liberarsene e tentare di invertire la rotta. Non sono solo i poveracci greci, già con l'acqua alla gola, o i portoghesi e gli spagnoli, gentaglia che la comandante dalle giacchette multicolori vorrebbe costringere a ballare ancora sulla loro rovina. 
Ci sono i primi eurocrati pentiti (sentite cosa ha detto Juncker nel suo discorso di addio). C'è un socio importante, la Francia che, secondo le previsioni, nel 2013 potrebbe essere raggiunto dalla crisi vera ed accorgersi della incompatibilità tra la sua aspirazione all'uguaglianza e il desiderio tedesco di egemonia (cit. Martin Feldstein, 1997) e decidere di non poter più accettare di restare nella trappola dell'euro.
La Gran Bretagna potrebbe poi uscire dall'Unione Europea, visto che già rifiutò - saggiamente, diciamo a posteriori - di aderire all'Eurozona.
Uno solo di questi eventi potrebbe significare il liberi tutti, la fine dell'euro e potrebbe dare un inatteso aiuto alla nostra classe politica divisa tra incapaci e spocchiosi incapaci. Il solito culo degli italiani. Trovarsi in una situazione in cui qualcun'altro toglie le castagne dal fuoco per noi.
Intanto guardiamo questi candidati affrettarsi sul ponte per agguantare qualche bambino per poter salire sulla scialuppa delle donne, strappare il salvagente al vecchio paralitico, fare razzia di tutti i posti disponibili per parenti, amici e famigli ed avere l'oscena pretesa di rappresentarci alle prossime elezioni. 
Tra l'altro sarebbe carino chieder loro perché si comportano così, da si salvi chi può, da saccheggio finale, quando dovrebbero sapere che la nave è inaffondabile ed irreversibile e che Mario il Grigio ci ha salvati con il suo bastone magico. Oppure anche loro sanno la verità?

7 commenti:

  1. vanadio22:32

    "Eurotitanic, il transatlantico venduto come inaffondabile ed irreversibile che degli ingegneri molto disonesti avevano progettato sapendo benissimo che un giorno uno di quegli eventi periodici e sempre più ricorrenti che scuotono il capitalismo l'avrebbe fatta colare a picco."

    Perfetto! questa è la discrepanza analogica, il Titanic è stato viuttima di un "incidente" casuale, l'Eurotitanic non ha nulla di casuale, calza perfettamente con gli interessi del capitalismo finanziario, e non solo, che negli ultimi 30 anni le grandi banche globalizzanti hanno messo in atto con una perfezione diabolica. Qui sta il genio del male, altro che Berlusconi ridicolo quasi quanto Bersani.

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  2. Caro amico Vandio,

    "Perfetto! questa è la discrepanza analogica, il Titanic è stato viuttima di un "incidente" casuale, l'Eurotitanic non ha nulla di casuale, calza perfettamente con gli interessi del capitalismo finanziario, e non solo, che negli ultimi 30 anni le grandi banche globalizzanti hanno messo in atto con una perfezione diabolica. Qui sta il genio del male, altro che Berlusconi ridicolo quasi quanto Bersani."

    Condivido quanto hai detto.

    Però Berlusconi per quanto ridicolo ha capito che l'euro, così come è gestito per volere della Germania, ci porterà alla castrofe. Non mi sembra invece che nel PD, tranne qualche eccezione, abbiano capito qualcosa.

    Ciao Davide

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  3. Adetrax12:05

    @Davide

    "vanadio", un po' come "l'acciaio al vanadio".

    Mi sembra che fino all'anno scorso il tuo motto ricorrente fosse che "B. è il meglio che c'è" e comunque certe cose gliele avranno spiegate sia Brunetta che Tremonti dopo averlo disintossicato dagli effetti delle gare di "burlesque". :-)

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  4. Adetrax12:07

    Dopo "Alex l'ariete" lo soprannomineremo "B. l'ariete".

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  5. Adetrax12:14

    @vanadio

    "... il Titanic è stato viuttima di un "incidente" casuale ..."

    Mah, diciamo che non si è fatto molto per evitare la collisione con l'iceberg.

    Anche la Costa Concordia ha rischiato parecchio, sfiorando a ripetizione promontori, coste rocciose e rocce sommerse fino all'inevitabile squarcio laterale con effetto simil-iceberg ... e "dai" oggi e "dai" domani prima o poi qualcosa accade, se poi aggiungiamo porticine stagne lasciate opportunamente aperte ed altro ancora, le casualità diventano un po' troppe.

    Comunque è sempre colpa dei "passeggeri negligenti" se questi ultimi poi non si salvano, soprattutto se credono ciecamente a quelli che gli dicono che è tutto OK e quindi tornano nelle cabine interne, un po' come gli impiegati della seconda torre gemella e la pubblicità TV del personale aereo di linea che prima di lanciarsi con il paracadute rassicura i passeggeri con il pollice alzato intendendo dire che è tutto OK. :-)

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  6. Adetrax12:24

    Berlusconi e Bersani sono 2 "front-end" (di back-end ce ne sono parecchi) e qui è bene ribadire che un conto sono le valutazioni sulle singole persone (come carattere Bersani non sarebbe neanche male) ed un conto sono certe politiche, smussate fin che si vuole, che si devono perseguire (a prescindere) in quanto appartenenti al genere T.I.N.A.

    A proposito B. ed il suo cucuzzaro sono a soli 7 punti percentuali dal PD ... questo avvicinamento non è un problema se consideriamo che l'ala montiana potrebbe, prima o poi, coalizzarsi con il centro-sinistra, ma è un indice chiarissimo dello stato mentale dell'elettorato medio "italiano".

    Forse la metafora di "Michelino" non ha funzionato. :-)

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  7. Aggiornamento. Sto leggendo dei 169 simboli di partito ammessi per le elezioni. Siamo proprio un popolo all' avanguardia: probabilmente abbiamo il menu più ampio al mondo dal quale scegliere i migliori progetti politici e governanti. Secondo me ci invidiano tutti. Se poi diamo anche i contributi elettorali siamo ad un passo dall' eliminare, con una sola mossa, la disoccupazione. Chi paga, non si sa: forse uscendo dall' euro si potrà procedere, riacquistata finalmente la sovranità sulla Zecca, a stampare abbastanza banconote per questo scopo. Chi pagherà la carta? Ah, questo è un altro problema...

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