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mercoledì 12 novembre 2014

L'italiano è ancor più bello con la spranga nel cervello

Phineas Gage con la sbarra che gli trapassò i lobi frontali

12 novembre 2011, anniversario di un golpe e post amarissimo, duro, tremendamente triste e incazzato.
Ci siamo cascati in molti allora, io per prima, ed è una cosa di cui non so darmi pace e che mi causa una vergogna sociale e una tristezza interiore, un tormento di coscienza senza limiti. La vergogna e la rabbia che provi quando ti accorgi di essere stata l'oggetto della seduzione di chi voleva solo approfittarsi di te e tu, come un'idiota, ti eri fidata perché erano i tuoi, erano nel campo per cui hai sempre parteggiato ed ai quali hai sempre affidato i tuoi interessi e che mai, potresti metterci la mano sul fuoco, avrebbero potuto fregarti. 
Sono trascorsi solo tre anni ma sembrano un secolo, perché se penso all'insieme delle mie credenze di allora e a come sono adesso mi pare di aver subìto un cambiamento alla Phineas Gage, l'operaio americano che, nel 1848 mentre lavorava alla costruzione della ferrovia, dopo che una sbarra di ferro gli attraversò il cranio miracolosamente senza ucciderlo, si svegliò con un'altra personalità, completamente diversa. Era diventato un'altra persona. Non più il docile, rispettoso e volonteroso ragazzo di prima ma un ribelle, sboccato e restìo ad ogni forma di controllo, sempre rissoso ed irascibile figlio di puttana.

Ormai ogni giorno che passa escono nuovi particolari e nuove rivelazioni sulle trame di quei mesi, sulla congiura continentale (per i piddini dolci di sale che "i gombloddi" non esistono), che portò alla cacciata di Berlusconi ed alla comparsa come deus ex machina del liquidatore sociopatico. Ultimi in ordine di tempo i cosiddetti Draghileaks, ovvero le confidenze di Tim Geithner, l'ex segretario USA al Tesoro, contenute nelle carte preparatorie del suo libro "Stress test", finora tenute segrete e venute in possesso del Financial Times. 
Geithner, che già nel libro aveva parlato delle pressioni "europee" sugli americani affinché collaborassero al golpe, all'annessione dell'Italia al Quarto Reich finanziario, con gli americani che si ritraggono sdegnati (ma va, va), scrive chiaramente che furono tedeschi e francesi, o bisognerebbe piuttosto dire i rappresentanti delle loro banche, Merkel e Sarkozy, a voler salvare a tutti i costi l'euro, anche a costo di massacrare la Grecia e rovesciare la democrazia in Italia. Ecco spiegato il "whatever it takes", il "salverò l'euro ad ogni costo", pronunciato da Draghi in quei momenti concitati. Occhio che questo ce lo ritroviamo presidente della repubblica.

Tre anni. Berlusconi è ormai uno strano personaggio, un vecchio incinto con il pancione a termine e il borsalino portato curiosamente in stile snapback; una figura insomma innocua, disinnescata dalla propria ricattabilità. 
Governa il PD, il partito che incarna la peggiore mutazione di sempre della sinistra venduta agli interessi delle élite sovranazionali. Un tumore maligno che contiene il peggio del capitalismo e il peggio del comunismo, secondo lo schema vincente che governa il mondo.
Appaltare, da parte delle élites,  la gestione della lotta di classe dall'alto in basso alla manovalanza dei comunisti è stata l'idea vincente del secolo. Strano non averci pensato subito, ma del resto alla pantomima dell'anticomunismo abbiamo creduto un po' tutti. Infatti, il modo dell'anticomunista viscerale Berlusconi di salvarci dal governo delle sinistre è stato quello di consegnarci a Napolitano, Renzi e D'Alema, e prossimamente a Prodi, magari nella parte di colui che ci porta fuori dall'euro e se ne prende pure il merito.

L'Italia, se non è ancora ridotta come Grecia e Portogallo, lo deve solo al fatto di essere messa meglio di quanto ci hanno fatto credere - altro che default - e occorrerà molto più sangue e molta più merda per farci sputare la nostra ricchezza fino in fondo. Quella che fa gola da sempre ai soliti predatori noti. 
Non siamo ancora morti nonostante la strage di imprese, il dramma degli esodati e dei licenziati, la domanda interna in coma dépassé, la deindustrializzazione, la pressione fiscale disumana, il disagio sociale dovuto alla proletarizzazione dei ceti medi, la distruzione del risparmio e del valore immobiliare, l'attacco ai diritti dei lavoratori, la slow invasion, colonizzazione a bassa intensità da parte dell'immigrazione selvaggia, scientificamente voluta da una classe dirigente criminale per innescare la guerra tra poveri e vedere come si scannano i topolini nella gabbia, secondo i meccanismi classici dell'etologia: la difesa del territorio e l'aggressione che esplode negli spazi ristretti. 
Siamo un popolo straordinariamente tollerante, perché in qualunque altra parte del mondo, una capitale ridotta come è ridotta Roma, in balia di un nuovo Sacco di barbari, farebbe scorrere il sangue per le strade. E non puoi ribellarti perché sei razzista. Non puoi difenderti perché è la globalizzazione, che gli ottusi e nefasti figuri della sinistra sono convinti trattarsi del trionfo dell'internazionalismo. Ecco come se li sono conquistati, con le affinità elettive: l'odio per la borghesia e l'antinazionalismo. Alla faccia di Mao, per il quale il patriottismo era imprescindibile, scorrazzano le guardie rosse a difesa del caos etnico, della nazione destrutturata e stuprata che è così funzionale al nichilismo distruttivo dei loro cattivi maestri e padroni.



Tornando al golpe di novembre. Chissà cosa penseranno i partigiani, sotto l'ombra di un bel fior, di questa gente che li tira in ballo mentre celebrano il trionfo della peggiore mutazione del capitalismo della storia.

E chissà cosa penserebbe Goebbels di questi guittacci di regime, che si prestano alla scenetta nazista sul greco che puzza e alla pratica dell'autorazzismo. La Grecia di Platone sbeffeggiata da volgari teppisti dell'informazione, apologeti di un genocidio in atto. Il dottore ne sarebbe assai orgoglioso, immagino. 
L'unico razzismo permesso è quello collaborazionista contro i nemici degli amici. I nemici essendo noi.


Queste sono le camicie bianche della rivoluzione renziana. I seguaci dell'ideologa Valentina Nappi, quella che ama le gang bang anali con dodici neri. Uno stile di vita che, come dice la Boldrini, sarà presto quello di molti di noi. Sono quelli che ci prendono a sprangate propagandistiche ogni giorno, nella vita reale e nella loro allucinante e schifosa televisione di regime, più pasolininana di quanto Pasolini avrebbe mai immaginato, torturandoci con il buonismo che ci fa diventare per reazione ogni giorno più cattivi ed incazzati.

Se e quando tutto questo finirà, se la rabbia e la spranga nel cervello ci permetterà di ribellarci e trovare la forza di salvarci, il PD, la classe dirigente parassitaria e tutto il suo popoluccio di odiosi bellaciaisti e servi immondi del capitale, questo piddinismo reale insomma, si merita ciò che il capitalismo finanziario tedesco fece alla DDR e che forse è già in previsione per loro: una bella cura Honecker, l'eradicazione, la scomparsa dalla f(e)ccia della terra e sostituzione con altro personale delocalizzato. Ctrl+alt+canc. E format c: per sicurezza. 

26 commenti:

  1. Anonimo18:58

    Alcuni italiani non si arrendono [cit.]

    rudolf.glauer@reichstag.de

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  2. Io auguro a tutti loro, TUTTI, che prima o poi gli venga fatto il culo a brandelli, visto che tanto se lo chiamano.

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  3. Queste considerazioni mi inducono a raccontare brevemente anche la mia storia. Sono nato nei primi anni '70. venti anni dopo circa, nel 1996, mi imbattei in un libro scritto da due giornalisti tedeschi (Hans-Peter Martin e Harald Schumann). Si chiamava "La trappola della globalizzazione", e lanciava un allarme: contro il neo liberismo, l'avvento della società 20:80, l'asservimento dello Stato al capitale finanziario, le stesse politiche che già allora, negli anni '90, stavano distruggendo il benessere della stessa popolazione tedesca.....
    Sapevo, quindi, chi erano "Essi". Il problema è che chi mi informava, tramite quel libro, contribuì anche a fuorviarmi: quando leggi al primo dei punti per difendersi dalla società 20:80 "la moneta unica europea", cosa dovevo credere? Si poneva in linea con la retorica che da sempre m'era stata insegnata: l'Europa come baluardo dei diritti sociali e come società alternativa -di tipo socialdemocratico- al modello delle diseguaglianze incarnato dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. A parziale discolpa degli autori, va detto che proponevano, accanto alla moneta unica, anche un mercato del lavoro con regole uniche e con sindacati europei a tutela di contratti collettivi europei identici per tutti. Utopico, forse, ma che avrebbe "azzerato" la competitività interna, evitando, oggettivamente, politiche come quelle alla base delle riforme Hartz. I liberisti al governo, in ogni caso, si guardarono bene dal realizzare questa seconda riforma. La moneta unica, in fondo, basta e avanza per un mercato senza stato. Per carità, la colpa di avere creduto che "questa €uropa" fosse davvero l'Europa dei popoli a base social democratica è e rimane mia. Non cerco nessuna esimente.
    Non so cosa mi abbia spinto, in quel novembre del 2011, a guardare "oltre" quello che c'era scritto sui giornali. In fondo, nel 2011 credevo che uno come Scalfari fosse ancora un democratico vero (anche se dalla seconda metà degli anni '90 in poi il suo laicismo spinto ed il suo filosofeggiare mi lasciava perplesso: ma "alla ricerca della morale perduta" è un libro che apprezzai, e lo ritengo l'ultimo Scalfari degno di nota).
    Forse fu l'istinto. Capii che c'era qualcosa che non andava. Che gli eventi che avevo di fronte non erano ordinari. Che era necessario documentarsi, provare a capirci qualcosa in prima persona, senza fare affidamento sui giornali. Iniziai a comprare libri di storia economica. Tirai su dalla cantina il vecchio Dornbusch-Fischer della (fallimentare) università. Girai per la rete, ed alla fine trovai il blog di Alberto Bagnai. E da lì, trovai Luciano Barra caracciolo e questo blog. E di strada, sulla via della comprensione, ne rimane ancora tanta........
    Ma almeno, la consapevolezza ce la ho. Possono togliermi il benessere, possono "tagliarmi" lo stipendio. Ma la consapevolezza dei fatti, quella no. Non possono più tagliarla.

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    1. Addendum: riprendendo in mano quel libro, scopro che un capitolo si intitolava, manco a farlo apposta "da Keynes ad Hayek, la lotta di indipendenza del capitale". Si illustra da sè! Ed io avevo letto quel libro quando ero ventenne!
      Gli autori avevano capito molte cose. L'errore, penso, da parte loro fu quello di credere all'illusione ottica che potremmo definire "del grande pennello", ovvero credere che la moneta unica ci avrebbe fatto "grandi" ed inattaccabili. Per il resto, molte soluzioni proposte (come quella di impedire che i paesi UE si facessero la guerra concedendo alle imprese aliquote di tassazione sempre più basse - Irlanda docet), erano valide.....
      Che dire? All'epoca pensai che il nemico era in America ed in UK. Invece, già all'epoca, era già in Europa, e lo avevo dietro la linea del fronte........ Nel 2011 si è rivelato.....

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  4. scusate minuscolo obbligato causa guasto tastiera.
    la radio mi vomita addosso le odierne affermazioni di draghi ad un convegno all'universtà di roma.
    la sovranità nazionale dei paesi indebitati è irrimediabilmente perduta.si può solo ritrovarla nel giusto luogo,ovvero disciolta in un'altra più grande.dalla politica e dai media nessun commento.riporteremo l'orologio alle guerre d'indipendenza.tiocfaidh àr là.

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  5. è il mio primo commento su questo blog, ma è già da un po' che lo seguo....mi sono chiesto spesso cosa si direbbero l'io di adesso e l'io di 3 anni fa se si trovassero insieme nella stessa sala...
    sinceramente non ne ho idea...uno griderebbe: "Piddino!!!" mentre l'altro urlerebbe: "Fascista!!!" ? sinceramente non lo so, non lo saprò mai....ma da qui sorge una domanda: e se oggi incontrassi l'io che sarò fra 3 anni? il cambiamento sarà così grande come lo è stato negli anni passati?
    Lo saprò solo fra 3 anni :) (forse)

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    1. Anonimo21:44

      Sì, fra tre anni probabilmente vi sarete depiddinizzati del tutto, abbandonando anche il Mito della Resistenza e realizzando che già allora in gran parte, erano quislings, ma per l'URSS.


      Gaggio Gaggiarelli

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  6. Anonimo21:35

    Quella sera, anch'io ero accecato dall' antiberlusconisco ed ero quasi contento di assistere alla fine di Silvio. Ma ricordo in un tg le parole di una donna romana sulla sessantina , che avvicinata da due scalmanati grido "secondo voi questa è democrazia?". bene quelle parole mi hanno tormentato per molti giorni perché cominciavo a capire che qualcosa non andava. poi ho scoperto,grazie a Bagnai, Borghi e Mazzalai la grande rapina. Ora posso dire che non mi arrendero mai.
    Grazie a tutti.
    Giorgio

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  7. Anonimo21:42

    Beh i greci si posso umiliare e sfottere perché non sono abbastanza negri.

    Gaggio

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  8. altro che format C:, io butterei il disco direttamente. nel tritarifiuti

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  9. guarda Barbara, io sono uno di quelli che non ci sono cascato. Mi ricordo bene quella notte a Roma davanti al Quirinale, quando le note di Bella Ciao s'incrociavano con quelle di un coro che cantava aulicamente l'Alleluiah di Haendel. Dentro di me sentivo una nota molto stonata. Qualcosa non mi tornava. Anzi due cose. La prima era che da veterano di cortei contro mister B., avrei voluto una sua dipartita sull'onda di un plebiscito elettorale che non c'era stato. La seconda cosa che mi stonava era che chi intonava quei cori era simile, troppo simile, a tante, troppe anime belle, a troppe "figlie di maria" che negli anni precedenti avevo visto spendere parole antisonanti per gli ideali "de sinistra", salvo poi accappararsi tutti i posti disponibili, e fregare anche l'ultimo sgabello in qualsiasi stanza, purchè ci fossero anche solo dei "bottoncini" e potessero chiudere fuori dalla porta gli "altri". Gli stessi che erano stati chiusi fuori dalla porta dal PSI, dalla DC e da FI. Stesse logiche, linguaggi diversi, un solo fine: il potere. No. Io non ci sono cascato. Ma dopo tre anni, è una magrissima consolazione. Credimi

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  10. Oppure sarebbe potuto venire in mente che una crisi extraparlamentare con sistema elettorale maggioritario è sicuramente vietata dalla Costituzione della Repubblica italiana.

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  11. Anonimo09:50

    Cara Barbara, solo una postilla su Roma, visto che ne hai parlato.

    Avete letto dei fatti di Tor Sapienza?

    Io sono romana, e, pur non abitando in periferia, ma conoscendo persone che ci abitano, vi assicuro che la gente romana, italiana che sta lì, perchè ci abitano anche tanti italiani provenienti dal sud, non ne può più della situazione che è sotto gli occhi di tutti.

    La gente sta cominciando a capire e, soprattutto sta cominciando a ribellarsi.

    Non per niente il cosiddetto sindaco Marino se la sta facendo sotto e ciancia di redistribuzione sul territorio dei centri di accoglienza e di altre stupidate varie.

    Ma soprattutto quello che, secondo me, sta succedendo è che le persone stanno cominciando a fregarsene della demonizzazione e delle accuse di razzismo.

    Non per niente da Tor Sapienza i cittadini hanno invitato Salvini a venire da loro per un aiuto concreto e lui ha detto che andrà.

    Pensa che fenomeni sono stati i piddini: sono riusciti a far diventare leghisti gli abitanti delle borgate romane.

    Cornelia

    P.S. La lega nord ha acquistato un voto, il mio, e ti assicuro che fino a poco tempo li detestavo, e anche alcuni miei amici e parenti voteranno lega. E si, sono sicura che Roma sarà una bella sorpresa per lo signori.

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    1. Anonimo09:41

      Aggiungo una piccola nota ai fatti di Tor Sapienza.

      Avete sicuramente letto che il centro di accoglienza " Il sorriso " ( eh, la neolingua di Orwell colpisce ancora) sarà sgomberato e i clandestini redistribuiti a piccoli gruppi non si sa bene dove?

      Date retta a me, se la stanno facendo veramente sotto.

      Perfino il Menzognero ( Messaggero, per chi non è di Roma) arriva a dire che Roma est (piena di borgate, le famose Torri) è una polveriera pronta ad esplodere.

      E se lo dice il giornale dei poteri forti romani e del buonismo un tanto al chilo...

      Cornelia

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    2. Cornelia, hai letto il titolo dello "Strafatto quotidiano" di oggi con riferimento a Tor Sapienza?

      "LO STATO SI ARRENDE AI FASCISTI".

      Nemmeno Lotta Comunista buonanima.

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    3. Per non parlare dell'editoriale ipocrita di A.Padellaro, in prima pagina, nella colonna di sinistra.......

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    4. Anonimo14:53

      Si ho letto, purtroppo, Barbara, ma ribadisco che oramai la misura è colma, e tanta gente non cade più in questi tranelli dialettici.

      Sai, un conto è parlare e scrivere di queste situazioni abitando ai Parioli, in centro, a Monte Mario, a Vigna Clara, dove i centri per i clandestini non te li mettono manco per sbaglio, perchè ci abita la bella gente,(anche se poi gli appartamenti gli zingari te li svaligiano pure lì) e un conto è vivere in mezzo al degrado più totale.

      Ribadisco quanto ho detto, però: la gente che abita le borgate romane è tosta e si è svegliata e ora tutti dovranno farci i conti.

      Ottima l'iniziativa di Borghezio, che, insieme a casa Pound è venuto a visitare Tor Sapienza.

      La politica della Lega è veramente intelligente ed io mi sono ricreduta sul loro conto.

      Se continueranno così, raccoglieranno veramente molto alle prossime elezioni, anche a Roma.

      Quanto allo strafatto, vabbè, ma di che parliamo?

      Carta straccia che ha preso il posto dell'altra carta straccia, l'Unità, e che devono dire?

      Parafrasando Samuel Johnson, l'antifascismo è veramente l'ultimo rifugio delle canaglie.

      Cornelia.

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    5. Quello che colpisce, è la stigmatizzazione delle conseguenze mentre si tacciono ipocritamente le cause. L'ipocrisia della sinistra cosmetica, si sostanzia nella pretesa di inserire l'immigrato od il nomade rendendolo, di fatto, "legibus solutus" rispetto al normale cittadino come se ciò bastasse a risolvere il problema. E questo tacendo il fatto che molte delle risorse spese in questo modo sono sottratte a fasce della popolazione in gravi difficoltà economiche.
      Padellaro, quando si lamenta che la Polizia si è "calata le braghe" di fronte ai manifestanti di tor sapienza, dovrebbe spiegarci se non è "calarsi le braghe" anche lasciare la stazione Termini (tanto per fare un esempio), nello stato in cui è: lì la polizia, quella che per gli abitanti di Tor Sapienza può tranquillamente tornare ai tempi di Scelba, ha -misteriosamente- le "mani legate". Eppure quello che fanno i richiedenti il pizzo alle macchinette, i molestatori e gli scippatori non mi pare "secundum legem"......

      Mi ricorda un po' l'approccio che certi insegnanti sessantottini (parlo perché lo ho vissuto sulla mia pelle), tenevano, ai miei tempi, con il bullismo a scuola. "Va capito, va compreso, se lo puniamo è peggio, c'è il problema sociale, viene da una realtà sociale e familiare più disagiata rispetto a quella in cui vivono le persone che prende di mira" e così via..... poi con te, che avevi quasi la "colpa" di essere maledettamente normale e di vivere in una famiglia "non disagiata", mostravano i muscoli.
      Risultato? Sono stato per due anni in un liceo che sarebbe stato meglio definire riformatorio. Per fortuna, i miei compresero il problema e mi indirizzarono altrove.....

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  12. Visto il nuovo canale tv Agon Channel? Stanno facendo casting per tantissimi nuovi programmi in partenza e in più hanno annunciato che Sabrina Ferilli condurrà "Contratto”, il talk show di punta del canale in onda in prima serata

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  13. Anonimo14:44

    E' chiaro che stanno creando tutte le premesse per una guerra tra poveri prossima ventura.
    Togliere diritti ai cittadini italiani ma nel contempo darne (di inutili e illusori) ai clandestini. L'operazione di nomina Kyenge rientra in questa operazione già programmata dalla "sinistra" venti anni fa. Inoltre è un ottimo affare per tutti.
    Come da citazione nell'articolo sottostante, l' "accompagnamento" dei clandestini dalla Porta Est (chissà perché non ne parlano mai, o quasi) fruttava già allora 250 miliardi di lire per 12,000 passaggi (documenti della Procura di Trieste).
    Un "bel" giorno, niente di più facile, armare 40,000 "ribelli" della manovalanza clandestina e italiota criminale per farne dell'Italia quello che si vuole. Il cuneo dell'instabilità e come US portaerei soprattutto in vista di una rinascita europea spostata geo-strategicamente sull'asse euro-asiatico.

    Hart


    "60,000 all'anno: "Porte Aperte" a Trieste - COSE DA ITALIA® by LdG

    QUANTI SONO GLI INGRESSI ILLEGALI DALLA PORTA EST?
    Mentre le tragedie del mare (talune pilotate per abbattere il reato di clandestinità?) ci obbligano ancora una volta a volgere lo sguardo ai mari nostri del Sud, una piccola storia ci lascia qualche domanda aperta disvelando probabilmente una delle grandi bugie nazionali coperte o quanto meno "trascurate" dai media.

    Anno 2006. Autunno in Val Rosandra. Il celebre attraversamento di confine con la Slovenia. Le vecchie stazioni di controllo cadono in stato di abbandono. La bella e stretta valle alle porte di Trieste è uno degli ingressi favoriti dai "portatori" di nuovi schiavi illegali per il capolarato, fino alla manovalanza della mafia, prostituzione. E via declinando di "piccola criminalità" tanto cara a certa sinistra, nella definizione ventennale da neo-lingua di presunta "innocuità" sociale.

    La guida escursionista CAI (Club Alpino) locale, incontrata casualmente sul sentiero, racconta dei cambiamenti del confine italo-sloveno dopo la frammentazione della Jugoslavia di inizio anni '90. Le unità di 7-8 militari jugoslavi (armate anche di un bazooka) che controllavano ogni spanna di confine sono un lontano ricordo. I traffici di umani c'erano anche allora ovviamente ma limitatissimi. Pure allora in mano a feroci "umani". A questo serviva il bazooka in dotazione: per neutralizzare qualche mitragliatore eventuale di troppo in giro nella zona confine.
    La guida CAI ci racconta che nessuno passava in pratica il confine dalla parte jugoslava. C'era in vigore inoltre un efficace sistema di incentivi da parte dell'esercito per ogni cattura al fine di contrastare azioni di corruzione dei trafficanti.
    Noi ribattiamo che, come i media nazionali affermano, il maggior numero di ingressi illegali avviene via mare. Lampedusa, Puglia, e via dicendo. La guida ci guarda con un misto di commiserazione (riservata ai creduloni) e aria da professore: "Qui si registrano, da dieci anni almeno, circa 60,000 passaggi illegali all'anno!".
    (continua)

    https://www.facebook.com/letteredallagermaniablog/photos/a.191351317632450.30654.191294434304805/414937055273874/

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  14. Anonimo13:45

    precedentemente informato pur avendo sempre votato a sx seppi allora immediatamente che si trattava di una porcata. oggi continuo ad informarmi da est senza mai dimenticare i soldi ...seguo i soldi sempre e le informazioni che non contengono il fine denaro le scarto come si farebbe con il letame. yuki.

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  15. Anonimo17:54

    Barbara da psicologa dovresti spiegarci da dove nasce tutto questo SADISMO economico e non. Non che l'altra faccia della medaglia, il MASOCHISMO, sia meno inesplicabile. La Grecia, a mio parere, è un esempio perfetto.


    Zugzwuang

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  16. luca21:55

    sei una bella furbastra visto che anche te esultasti e sperasti in monti, sei proprio una cialtrona finto fascistoide...

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    1. Senti stronzo, ho ammesso una quarantina di volte di essermi sbagliata, come ho sbagliato a fidarmi della sinistra, quindi non rompere i coglioni. Click.

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  17. Anonimo14:35

    Chi ha sbagliato una volta può sbagliare ancora e ancora ... oppure può rinsavire completamente, guardare la realtà, analizzare la situazione dopo aver fatto autocritica e non sbagliare più.

    Guardando alla realtà, è evidente che non si possono attaccare direttamente i centri di potere sopranazionali (bombardare Francoforte e/o Bruxelles, la City londinese e/o Wall Street?), ma si possono colpire duramente, in modo "non politicamente corretto" (spero di farmi capire), i loro collaborazionisti locali. Politicamente il piddì e la sinistra euroserva (con la massa rimbecillita che li segue), poi i giornalisti, i sondaggisti, gli accademici prezzolati ("economisti renziani" come Tito Boeri, giuslavoristi nemici dei lavoratori come Pietro Ichino, etc.). Si creerebbe il vuoto intorno ai predetti centri di potere finanziari internazionalizzati, che avrebbero maggiori difficoltà a controllare i popoli ...

    Meditiamo su questo.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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