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giovedì 15 ottobre 2015

Il sostitutore di autoctoni





Twitter sta ancora ribollendo dopo questo. Il tal Enrico Borghi, piddino lettiano, che l'ha retwittato, si occupa di comunità montane, luoghi ove purtroppo ancora oggi latita il kebabbaro e gli autoctoni (la nuova denominazione neolinguale per gli italiani) sono pericolosamente inclini alla conservazione delle proprie identità culturali.
Meglio quindi agire subito ed auspicarne la sostituzione (volenti o nolenti?) con giovani subsahariani amanti delle camminate e vogliosi di ripopolare gli antichi borghi, appunto, montani, per scoprire il gusto della vita in malga. 
Indovinate chi glielo chiede? Non ci crederete mai. Sulla pagina personale di questo eroe della multiculturalità foie gras appare questa tenera elegia:

Chissà se è farina del suo sacco o l'ha trovata già predigerita nel kit del piccolo collaborazionista che ha ricevuto anche, il primo giorno di scuola a Bruxelles, Cecilia Malmström, quella che mica deve rispondere ai cittadini europei delle sue azioni, ma solo alle corporation che non rispondono nemmeno a Dio onnipotente.

La nota ironica della faccenda è che Borghi Enrico proviene dalla Val d'Ossola, come dire la Mecca per i credenti del mito della Resistenza. Quelli che, sollecitati dal compagno Togliatti, già allora cittadino del mondo, anzi sovietico e italiano suo malgrado (i maligni maccartisti sostengono usasse il termine "mandolinaro"), abbiamo sempre creduto combattessero per il bene dell'Italia e invece comincio a temere che già da allora lavorassero per l'Impero. Quell'altro.

Autoctoni. E' andata bene che sono buonisti per statuto e non ci chiamano ancora indigeni. Ma con le nuove leggi razziali ho speranza che presto potremo perfino ambire a diventare vite indegne di essere vissute.



21 commenti:

  1. Anonimo12:27

    Che manica di stronzi cialtroni. Non sono altro che letame!


    Zugzwuang

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  2. Piu' che loro noi, che lasciamo fare.

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    1. @Bisanzio
      ma infatti perchè con una leggerissima correzione (che metto in grassetto) la frase:
      Abbiamo di fronte a noi uno scenario inedito: la di-struzione di una Europa......... ma per la libera scelta dei popoli che la compongono dice chiaramente dove stanno i masochisti responsabili rincoglioniti dalle fantasiose paturnie di una istituzione composta da mantenuti per mestiere ei pedofili per diletto.

      I fessi siamo noi come fessi furono i romani, rincretiniti dalla stessa istituzione di cui sopra (più che loro il loro imperatore) che accolsero i Goti nelle loro terre. L'esito finale sarà identico.

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  3. Mamma mia.Ho aperto il link a E-Borghi e ho scoperto che la camera ha approvato la legge sul diritto di continuità affettiva.Il dubbio:potrò adottare un macaco sileno?

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  4. Fanno paura per la loro determinazione priva di qualsiasi dubbio che ricorda ben altri indottrinati. Nessun dubbio, nessuna visione critica, nessuna empatia per quelli che "devono" essere assoggettati alle "loro" visioni. Questo rivela la natura disumana del progetto: non si può essere cattivi per essere buoni, l'umanità va rispettata in tutti altrimenti c'è vizio di fondo. E c'è.

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  5. "Cecilia Malmström, quella che mica deve rispondere ai cittadini europei delle sue azioni, ma solo alle corporation che non rispondono nemmeno a Dio onnipotente."

    Sai che novità.... :)

    Ad uno dei processi "minori" di Norimberga (questo qui > https://en.wikipedia.org/wiki/IG_Farben_Trial) il procuratore statunitense si alzò e disse: "Dovreste rispondere davanti a Dio per quello che avete fatto!"

    Al che il tizio della IG Farben, molto tranquillo, rispose: "Io rispondo solo al Consiglio di Amministrazione."

    Non fa una piega.

    C'è però una cosa che mi sfugge in merito al tuo post precedente, quello sulla "deriva autoritaria".
    A parte il fatto che non "deriva" ma ha una rotta ben precisa ed iniziata già da tempo, resto un pò basito davanti allo sbalordimento di alcuni per via del fatto che sia un partito di sinistra a portarla avanti, come se le prerogative autoritarie fossero un esclusiva della destra.

    Dal libro "Nazionalsocialismo e Bolscevismo. La guerra civile europea 1917-1945" di Ernst Nolte, pag. 276

    "Pertanto, dopo il grande catalizzatore della prima guerra mondiale, si dovevano aprire prospettive inaspettate PER UN PARTITO DI DESTRA CON CARATTERISTICHE DI SINISTRA in quei paesi dove l'ordine costituito non era screditato come l'autocrazia in Russia e dove non era saldo e intatto come nelle potenze vittoriose dell'Occidente. Un nuovo tipo di partito si impose dapprima in Italia, che lamentava una "vittoria mutilita": si trattava del fascismo, un partito diffuso in un'ampia cerchia di ceti medi, appoeggiato dalla grande borghesia E FONDATO DA EX MARXISTI O DA UOMINI DELLA SINISTRA".

    Nolte, nel 1987, aveva già "previsto" il PD : un partito di destra con caratteristiche di sinistra.

    Chinacat

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    1. Onestamente resto ancora perplesso dall'uso della dicotomia destra-sinistra. Il fascismo si e' generato da una costola del socialismo e, fra tante cose brutte, ne' ha costruite anche di buone: INPS e INAIL, scuola pubblica gratuita, il sabato non lavorativo per esempio. Quei partiti che chiamate di sinistra, venuti in questo mondo per generazione spontanea come le mosche da un pezzo di carne imputridita, stanno distruggendo tutto cio' Mussolini ha creato. Si parla tanto di tecnocrati, ma poi si prosegue a distinguere in fascisti e "sinistrati", quando il fascismo ha combattuto quegli stessi tecnocrati, all'epoca identificati nelle "plutocrazie occidentali", con cui il fascismo, per lo meno al tempo della Repubblica di Salo', si rifiutava di riconoscere come contrappositori. Quelle plutocrazie hanno distrutto il fascismo, poi hanno infettato il socialismo/comunismo e vi si sono sostituite, come l'alieno nel film La Cosa. Il nemico non sta ne' a destra ne' a sinistra, ma al di sopra delle parti.

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    2. Scusa ma non posso non sorridere davanti a questi concetti:

      "fra tante cose brutte, ne' ha costruite anche di buone: INPS e INAIL, scuola pubblica gratuita, il sabato non lavorativo per esempio"

      Questo è il tipo di boiate che sento ripetere a pappagallo dai "fascisti nostalgici" e mi stupisce che persone dotate di intelletto siano in grado di scriverle senza problemi e soprattutto senza farsi domande.
      O tu hai 80 anni e ti manca "il duce" oppure tu, come milioni di altri italiani, del fascismo non sai una mazza. Più probabile la seconda ma seriamente, ti consiglio di informarti sull'argomento perchè è grazie a quei luoghi comuni che tu citi che quei milioni di italiani beoti pensano che in fondo il fascismo non era poi così male "perchè ha fatto le bonifiche".
      Come se ci fosse bisogno di perdere la llibertà per bonificare una cazzo di palude.

      Adesso, siccome sono un pò stronzo, ti faccio un esempio lampante e concreto.
      Tu hai scritto:

      "scuola pubblica gratuita"

      Ora, a parte il fatto che NON ERA GRATUITA e quindi già caschi male, ma ti sfugge completamente il concetto di "scuola" all'interno della ideologia fascista e del regime totalitario (tema lungo e complesso).
      Giusto per farti capire quanto era DEMENZIALE la scuola fascista, ti basti sapere che vengono SOPPRESSE alcune materie scientifiche per dare spazio alle materie umanistiche.
      Traduzione: meno matematica, più letteratura, meno geometria più storia. Il risultato pratico? Eccolo:
      per costruire un aereo da combattimento in Germania servono 4.500 ore di lavoro, in Italia per fare un aereo con prestazioni peggiori ne servono 21.000.
      Bel risultato "la scuola gratutita".
      Altro esempio: quando gli italiani venivano fatti prigioneri, venivano spediti nei campi POW. Si da il caso che esistano libri che riportano non solo le cifre ma anche altre utili informazioni (provenienza, lavoro, etc). Ebbene, le percentuali di ANALFABETISMO sono nell'ordine del 30% (variano a seconda delle regioni di provenienza)
      Tre soldati su 10 analfabeti dopo 20 anni di meravigliosa scuola fasssista.
      Per non parlare di quelli che non distinguevano la destra dalla sinistra e a cui veniva legato un fazzoletto ad un braccio per ricordarsi la differenza.
      Per concludere: il ritardo a livello di tecnologia tra l'Italia e il resto d'Europa, che non era affatto spropositato nel 1915, diventa ABISSALE tra il 1920 ed il 1940.
      Mussolini & Co., se li avessero lasciati fare, avrebbero riportato l'Italia al pleistocene.
      Il più è saperlo...

      Chinacat

      *
      Nel 1943 l'aeronautica italiana eseguì dei rilievi comparati con due aerei alleati costretti ad atterrare, un LIberator ed un Halifax. Roba da piangere. La meravigliosa "scuola gratuita fasssista" non era stata in grado di produrre UN SOLO TECNICO capace di progettare un portellone per le bombe che fosse elettrico. Il nostro vano-bombe aveva l'apertura MANUALE, tutti gli altri lo avevano elettrico.
      La pila di Volta è del 1792 e nel 1940 noi siamo ancora alla manovella?

      "Libro e moschetto, fascista perfetto", diceva Crapapelata.

      Peccato che nel 1940 il moschetto del soldato italiano sia stato progettato nel... 1891.

      Sai cosa offriva di gratuito il regime fascista ai suoi studenti? La certezza di farsi ammazzare.

      Chinacat

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    3. Probabile che tutto ciò che dici sia vero, comunque per correttezza d'informazione:

      """ Tutela lavoro donne e fanciulli – (Regio Decreto n° 653 26/04/1923)
      Maternità e infanzia – (Regio Decreto n° 2277 10/12/1923)
      Assistenza ospedaliera per i poveri – (Regio Decreto n° 2841 30/12/1923)
      Assicurazione contro la disoccupazione – (Regio Decreto n° 3158 30/12/1923)
      Assicurazione invalidità e vecchiaia – (Regio Decreto n°3184 30/12/1923)
      Riforma “Gentile” della scuola – (Regio decreto n°2123 31/12/1923)
      Assistenza illegittimi e abbandonati – (Regio Decreto n° 798 08/05/1927)
      Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi – (Regio Decreto n° 2055 27/10/1927).
      Esenzioni tributarie famiglie numerose – (Regio Decreto n° 1312 14/06/1928 )
      Assicurazione obbligatoria contro malattie professionali – (Regio Decreto n° 928 13/05/1929)
      Opera nazionale orfani di guerra – (Regio Decreto n° 1397 26/07/1929)
      Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro I.N.A.I.L. – (Regio Decreto n° 264 23/03/1933)
      Istituzione libretto di lavoro – (Regio Decreto n°112 10/01/1935)
      Istituto nazionale per la previdenza sociale I.N.P.S. – (Regio Decreto n°1827 04/10/1935)
      Riduzione settimana lavorativa a 40 ore – (Regio Decreto n° 1768 29/05/1937)
      Ente comunale di assistenza E.C.A. – (Regio Decreto n° 847 03/06/1937)
      Assegni familiari – (Regio Decreto n° 1048 17/06/1937)
      Casse rurali ed artigiane – (Regio Decreto n° 1706 26/08/1937)
      Tessera sanitaria per addetti servizi domestici – (Regio Decreto n° 1239 23/06/1939)
      Istituto nazionale per le assicurazioni contro le malattie I.N.A.M. – (Regio Decreto n° 318 11/01/1943)
      In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente – attraverso una conoscenza diretta della gestione – all’equa fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori. (Art.12 del Manifesto di Verona)
      Decreto legislativo del Duce – 12 Febbraio 1944 – XXII, n. 375. Socializzazione delle imprese
      Il Duce della Repubblica Sociale Italiana
      Vista la Carta del Lavoro;
      Vista la “Premessa fondamentale per la creazione della nuova struttura dell’economia italiana approvata dal Consiglio dei Ministri del 13 Gennaio 1944;
      Sentito il Consiglio dei Ministri;
      Su proposta del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le finanze e con il Ministro per la Giustizia Decreta:
      Titolo 1. – DELLA SOCIALIZZAZIONE DELLA IMPRESA Art. 1. (Imprese socializzate) – Le imprese di proprietà privata che dalla data del 1° gennaio 1944 abbiano almeno un milione di capitale o impieghino almeno cento lavoratori, sono socializzate…"""

      Ogni cosa va contestualizzata, e non vorrei sentirmi dare del fascista senza conoscere le mie intime convinzioni, sarebbe da imbecilli.
      Se oggi ci troviamo in una condizione che somiglia tanto a quella dei garzoni di bottega è per una parte non indifferente grazie al fascismo, e questa è una responsabilità non da poco. Ma per una certa parte, da un Italiano qualunque, non si può fare di tutta una merda un fascio, e per certi aspetti và dato merito.

      Ciao

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    4. Anonimo18:12

      Sul fatto che e' impossibile che qualunque regime autoritario possa fare anche qualcosa di buono, non ci piove. Se poi quel qualcosa puo' essere fatto solo da un regime autoritario ci dice qualcosa circa quello che possiamo attenderci da una "democrazia". Nel regime autoritario per eccellenza (quello nazista), la disoccupazione (enorme, ma inferiore alla nostra attuale) venne quasi azzerata in meno di tre anni. Altro che due o tre "legislature" (quindici anni). E niente "armamenti" e cose cosi' come ci viene narrato da sessantanni. Allora che si fa ? La priorita' non e' piu' il lavoro per un socialista ? Qualcuno non sa piu' distinguere tra un socialista e un libertario. Raccomanderei un ripassino. Quanto alla socializzazione delle imprese della RSI, ricalcava quella tedesca. Quella che e' rimasta ancora oggi in Germania e ci viene portata a modello. L'hanno fatta i nazisti. Funziona da Dio, ma ha un serio difetto per il socialista radicale: manda bellamente a puttane la Lotta di Classe. Ed e' per questa ragione che il papa' di Berlinguer azzero' l'aborto fascista e rimisele imprese nelle mani dei "legittimi proprietari". Gia', se non c'e' il padrone contro chi combatte Cipputi ? Credo sia venuto il momento di levarsi il paraocchi: non possiamo piu' permettercelo. La massima nazista scritta sul cancello di un lager "Arbeit macht frei" sara' anche suonata beffarda, ma se un socialista pensasse che si puo' essere liberi senza il diritto/dovere al lavoro temo abbia sbagliato indirizzo. Forse coi liberali si troverebbe meglio.

      G.Stallman

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    6. Anonimo10:30

      Due dettagli tecnici sull'aeronautica. Ai tempi del F l'aviazione era la piu' fascista di tutte le armi, proprio perche' incarnazione del progresso. Lo stesso avveniva in Russia, dove si possono vedere ancora oggi celebrati i fasti dell'aviazione e del paracadutismo sovietici nella metropolitana in vicinanza di.Piazza della Rivoluzione. Ovviamente, gente come I. Balbo veniva considerata seconda solo a Lindbergh. I piloti italiani erano considerati i migliori al mondo. L'industria aeronautica era ancora artigianale, ma le piccole industrie site nel varesotto progettavano macchine tra le piu' competitive al mondo e vincitrici di prestigiosi premi internazionali. La scelta del meccanismo di apertura del vano bombe (se elettrico o meccanico) non era quindi dovuta all'incapacita' di concepire un cosi' semplice meccanismo, ma ad una ben precisa scelta tattica. Va detto che l'Italia (come la Germania) non avviarono mai un progetto di bombardamento strategico come fecero gli USA e la GB gia' nel '37. Quindi, il bombardamento tattico non richiedeva aeromobili di grande autonomia e capacita' offensiva come quelli che bombardarono le nostre citta'. Anche qui, si puo' pensare che non fossimo abbastanza moderni. Oppure non abbastanza disumani da concepire un'arma da essere usata solo contro i civili. Dipende dai punti di vista. E lo stesso vale per i nazisti, naturalmente, a cui certo non mancava la tecnologia per costruire bombardieri enormi come gli Halifax inglesi o le Flying Fortresses USA. Semplicemente, questa gente pensava ancora ad una guerra tra eserciti, non a strategie di psicologia di massa. E pure i sovietici non la pensavano diversamente, anche se avevano le forze aviotrasportate piu' numerose ed efficienti del mondo.

      Capisco che a sparare sui mali assoluti non si rischia nulla. Sai che eroismo... Comunque bastano le cose vere, non c'e' bisogno di fare ricorso alla propaganda di guerra fuori tempo massimo. Stessa storia del Togliatti mandolinaro: noi saremmo inferiori a prescindere dal regime che ci governa. Francamente e' davvero nauseante visto come ci hanno ridotti. Equivale ad uccidere l'uomo morto.

      G.Stallman

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    7. Qualcosa di buono...i fatti vanno sempre contestualizzati e non valutati in base alla consapevolezza di un'altra epoca.
      Lascerei perdere la nazionalizzazione delle aziende che ho copincollato paro paro come l'ho trovata (avrei dovuto spulciare anche altre cose ma non è quello il punto, non sono socialista se questa definizione comporta l'accorpamento internazionale sistematico e trasversale tra classi simili).

      Alcune di quelle leggi, tipo le prime cinque, le 40 h settimanali, l'assicurazione nazionale sugli inortuni, l'INAM e altro, sono un passo enorme considerate le condizioni generali del paese.

      Puoi farmi un elenco, ma anche una sola voce se riesci, che abbia avuto una rilevanza simile, compiuta da tutto ciò che, sia oggi che ieri, si possa considerare sinistra?

      p.s. NON SONO FASCISTA, NON SONO PER I REGIMI TOTALITARI, PUNTO. (guardo la realtà e faccio considerazioni generali).

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    8. Anonimo14:01

      Certo che dovrebbe essere cosi', ma quando si chiede perdono per il Colonialismo e fino per le Crociate, significa che il criterio adottato e' proprio quello opposto. Gli Stati e le Istituzioni (comprese quelle religiose), si fanno carico del proprio passato solo quando questo puo' nuocere loro; mai quando si tratta di eredita' positive per le quali potrebbe essere loro riconosciuto un plauso. E non parliamo nemmeno del Fascismo... essendo la Costituzione della Repubblica Italiana fondata sulla Resistenza, e' fino comprensibile, ancorche' poco logico dopo 70 anni. Evidentemente e' un punto di non ritorno che viene spostato sempre piu' avanti: anche in epoche nelle quali il F non c'era gia' piu'. L'oggi idolatrato Vaticano IIo data a 15 anni dopo la fine della guerra, ma guai a rivendicare la visione cattolica precedente. Lo stesso vale per la "rivoluzione culturale" del '68: e' un dato acquisito e indietro non si torna. E su su, fino alla 101, la 181 e fino la rimozione dell'Immunita' parlamentare. Queste sono state tutte battaglie "di sinistra" sulle quali non e' piu' lecito rivendicare alcuna forma di revisione senza beccarsi del reazionario. Per questa ragione credo poco alla "deriva neoliberista" di cui sarebbero artefici i Neoaristocratici revanscisti. E' un fatto. Come e' un fatto quello citato sopra (che ho appreso da un propagandista fascista) il quale spiegava che i diritti dei lavoratori sanciti da Fascismo e RSI sono stati ridimensionati proprio dai politici comunisti. Cosa che non credevo vera. Ora che gli eredi di questi si apprestano a sostituire addirittura il Popolo italiano fingiamo ancora che sia qualcun altro a volerlo ? Sarebbe consolatorio, ma la verita' e' che siamo tutti stati presi per il culo. E piu' lo siamo stati a sinistra che a destra.

      G.Stallman

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  6. Ci lasceranno qualche riserva, a noi Nativi Europei? Auguro di cuore a questi personaggini che i loro figli sposino tutte le piu' esotiche ed ovviamente diseredate genie del pianeta, per riempire la vecchiaia di niente, visto che appena possono se li riportano nei loro paesi. Avessimo votato una sola stramaledettissima volta per qualche scelta importante, no, la memoria si trastulla con divorzio & aborto, tutto qui.

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  7. Ok, credo che oramai chi doveva capire lo ha fatto. Chi c'è c'è e chi no saran cazzi suoi.
    La lista delle malefatte, delle bugie, degli inganni ha raggiunto una dimensione che è troppo grande per poter essere ricondotta nell'ambito della ragione, e fino qui ci siamo.
    Ma vogliamo schiodarci da lì e provare a ipotizzare un percorso.E la mia domanda resta quella, e in pochi han provato a rispondervi: in base a quale tratto comune, politico, antropologico, in base a quale identità, immaginaria se vogliamo, riusciremo a unire il dissenso a queste visioni demenziali che restano comunque maggioritarie e generalizzate.
    Non so se ve ne siete accorti, ma il dispiegamento di buoni propositi, solidarietà e virtù sta tutto nel loro campo.

    La costituzione per esempio; la G.B., modello mondiale di democrazia e diritti civili, manco ce l'ha.
    La lotta di classe è oramai, con la neoglobalizzazione mercantilistica, fuori portata (e chi non lo capisce è un mammuth ideologico).
    L'identità nazionale è devastata da quarant'anni di propaganda e di privilegi generazionali.
    La borghesia si è appiattita in un "..non capisco..." senza fissa dimora.

    Ogzzi (alla Renzi), non c'è più destra e sinistra -- e ormai l'ha detto anche la casalinga di Voghera -- ma neppure tra alto e basso, come piacerebbe tanto ai marxisti dell'Illinois.
    Ogzzi, la differenza sta tra chi ha nel fogno un uomo moderno occidentale in ogni parte del globo (millantando diritti e doveri) e chi sa che l'identità comune (ho scritto comune, non personale) ha una dimensione mooolto più ristretta (in natura si chiamano barriere naturali, in politica frontiere nazionali e sovrane).

    E ora ragliate pure di complotto giudaicoplutomassonico e affini.

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  8. Il PD secondo mè non mette solo in serio pericolo l'italia è il popolo italiano ma anche tutta l'europa.
    Non ho mai visto talmente tanta stupidità, ignoranza è incapacità politica condita con una spaventosa indifferenza è menefregismo come nei ultimi 3 governi italiani. Forse ancora peggio del regime fascista di Mussolini.
    Questi pirla non si rendono minimamente conto di quello che stanno combinando.

    Come dice Cipolla, lo stupido fa più danni che un criminale.
    Adesso non voglio nemmeno pensare cosa può combinare un esercito intero di deficienti al comando della 3° potenza economica europea.



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  9. Ci ho pensato un po', prima di scrivere questo commento. Non voglio togliere niente al messaggio del post, che mi trova perfettamente d'accordo, eccetto su un punto. Che questi "sostitutori di autoctoni" stanno piegando per i loro fini. Io vivo all'estero da alcuni anni, a Londra per mia sfortuna. Qui mi capita spesso di incontrare italiani e Italiani. E devo dire che la lettera maiuscola non la fornisce il passaporto. Perche' quando senti l'italiano "doc" che non fa altro che offendere l'Italia, pieno di rancore ed egoismo e auto-razzismo, autorizzando cosi' i cittadini del paese "ospitante" a trattarci da inferiori, mentre quando parli con persone di colore che si inalberano per difendere l'Italia, la sua cultura, la sua accoglienza, le sue persone, nonostante loro non vi siano nati, quando senti queste persone dire che l'Italia manca loro e che "la' stavano meglio di qua" e che sono dispiaciuti per cio' che sta succedendo, beh quando senti questi discorsi non puoi fare a meno di chiederti chi siano i veri italiani e se, forse, la speranza dell'Italia non risieda proprio nei "non-autoctoni". Aggiungo, per chi volesse leggerle e sperando di non irritare la padrona di casa, i link ad alcune delle mie esperienze, dove meglio esprimo queste idee.
    http://mondialternialternateworlds.blogspot.co.uk/2014/04/samuel-e-cedric.html
    http://mondialternialternateworlds.blogspot.co.uk/2015/10/pensieri-estemporanei-italiani-si.html

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    1. Anonimo18:56

      La risposta e' semplice. L'immigrato che acquisisce la cittadinanza italiana la difende come un privilegio. Ed e' un privilegio. Lo sminuirne il valore non e' nel suo interesse. L'italiano autoctono, invece, in questo privilegio ci e' nato e non ne vede che i difetti.In ogni caso il primo e' oggettivamente un italiano acquisito mentre il secondo lo e' per diritto ereditario. A parte il "razzismo", e le infinite categorie di pensiero che questo porta con se', se dobbiamo valutare l'italiano sulla base del suo orgoglio di esserlo, tanto vale che ci facciamo sostituire tutti, facilitando il lavoro dei nostri boia. Alla fine bisogna pur stabilire un criterio sul quale basare la Sovranita'. E non puo' certo essere un criterio volontaristico: deve essere oggettivamente (e legalmente) verificabile. E' un po' come i miei parenti bergamaschi che parlando dello straniero tal dei tali dicono: "E' un gran lavoratore". E a me che frega se e' un gran lavoratore ? Non e' italiano e il "lavoratore" lo fara' a casa sua. Altrimenti ci prendiamo sessanta milioni di cinesi che quanto a lavorare non scherzano.

      G.Stallman

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    2. Noi stiamo vivendo una situazione anomala, da tempo di guerra e in tempo di guerra non ci si può permettere di considerare gli stranieri come connazionali. E' un ragionamento semplice. Quando sarà ritornata la pace e non saremo ormai parte dello Stato Islamico, perché in quel caso avremo perso la guerra, potremo ragionare a freddo sul diritto di chi nasce in Italia di poter diventare italiano. Tenendo presente che lo ius soli non è un'automatismo negli altri paesi e che dove fu introdotto è stato abolito.

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    3. Noi stiamo vivendo una situazione anomala, da tempo di guerra e in tempo di guerra non ci si può permettere di considerare gli stranieri come connazionali. E' un ragionamento semplice. Quando sarà ritornata la pace e non saremo ormai parte dello Stato Islamico, perché in quel caso avremo perso la guerra, potremo ragionare a freddo sul diritto di chi nasce in Italia di poter diventare italiano. Tenendo presente che lo ius soli non è un'automatismo negli altri paesi e che dove fu introdotto è stato abolito.

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