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mercoledì 14 agosto 2013

Chiamatemi Isabelita


Tutto sommato, se Marina Berlusconi non scenderà in politica e preferirà rimanere a guardia della robba con quel bel piglio da rottweiler con lo smokey-eyes espressionista sarà solo un bene per tutti (anche se con i Berlusconi mai dire mai). Tentare di tenere in piedi una dinastia già condannata dall'usura del tempo e dagli interessi superiori sovranazionali, con un vecchio leader ormai sul carrello dei bolliti, andando a pescare tra i parenti, non porta mai bene, né alla famiglia né al paese in oggetto. Soprattutto ai paesi che sono sotto il grande occhio della shock economy, alla quale un bel giro di vite antidemocratico con la scusa dell'ingovernabilità e dell'inadeguatezza dei proconsoli porta sempre innegabili vantaggi e quindi meglio non facilitarle le cose mettendo sul trono o sulla poltrona presidenziale l'Isabelita di turno.


Isabelita, già. Terza moglie di Juan Peron, già eletta vicepresidente-consorte alle elezioni del 1973, l'anno dopo, alla morte del marito, diventa presidenta con l'improbo compito di puntellarne politicamente la mummia e offuscare Evita nel ricordo degli argentini. In una situazione economica spaventosa, tra iperinflazione e stagflazione curate con le solite ricette mortali pro-cicliche, così funzionali all'instaurazione di dittature (vedi Germania inizio anni '30), Isabelita regge per un po' e inizia la repressione contro gli oppositori politici firmando il decreto 261/75, detto dell'"annientamento dell'azione di sovversione" che dava carta bianca alle forze armate e proseguirà nella "guerra sucia" costata migliaia di desaparecidos. Per la serie: le donne quando governano sono migliori degli uomini.
Nonostante l'impegno di Isabelita, come ringraziamento, due anni dopo, nel 1976, i militari preferirono deporla e governare in proprio con la junta dei Videla, Massera ecc.

Fin qui la storia di un paese solo apparentemente lontano e diverso dall'Italia. Sono già stati fatti paragoni tra la situazione attuale italiana e quella argentina. Stesso aggancio ad una moneta straniera sopravvalutata rispetto ai fondamentali nazionali, una classe politica corrotta fino al midollo e interessata solo alla propria sopravvivenza, crisi di debito sovrano, fantasmi di default. 
Non vogliamo esagerare con lo stuzzicare i corsi e ricorsi storici. Però, a questo punto, anni fa dicevo sempre che una dittatura come quelle sudamericane non sarebbe mai stata instaurata da noi perché eravamo in Europa e l'Europa ci avrebbe protetto. Benedetta giovanile ingenuità e ignoranza dei fatti economici! Ci avrebbe protetto fintanto che la shock economy non fosse sbarcata sul vecchio continente per completare il puzzle mondiale con l'ultimo pezzo mancante. Finalmente a casa!
Ora ci siamo, e vedendo cosa sta facendo di noi PIIGS l'Europa (specifichiamo: la Germania e soci), non possiamo proprio più stare tranquilli. Abbiamo già avuto un golpettino nel novembre 2011. Meglio non sfidare ulteriormente la sorte.

6 commenti:

  1. Anonimo11:47

    D'accordo con i paragoni tra Italia e Argentina. D'altra parte, a leggere bene Shock economy, è evidente che lo schema è sempre lo stesso: si privatizza il debito per farlo crescere, si ricattano gli stati con l'unico, solo obiettivo di depredare i beni pubblici. Lo Stato deve 'scomparire' e cos' le Costituzioni democratiche che sono un grave impaccio allo schema ultra-liberista. Punto centrale dello schema è il ruolo del principale partito di centro sinistra che deve praticare politiche neo-liberiste senza dichiararlo apertamente gabbando il proprio elettorato. La domanda è: dove la troveremo mai noi una Cristina Kirchner per uscire da questo incubo? http://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_Fern%C3%A1ndez_de_Kirchner???
    Sere

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    1. Adetrax10:07

      Il punto non è quello di trovare persone che interpretino il ruolo di "front-man" di poteri forti o del "one man show" quanto quello di capire che praticamente tutto quello che accade a livello tendenziale / macro è gestito / voluto da società segrete (che hanno ovviamente dei membri, presiedono organizzazioni, ecc.) e questi accadimenti quasi sicuramente includono anche le eventuali riprese economiche attuate solo per poter poi riapplicare azioni che mirano sempre al raggiungimento del noto scopo, ovvero quello di sottomettere tutto (e tutti) al condizionamento del denaro.

      Non a caso le crisi si interrompono sempre improvvisamente quando qualcuno inizia ad usare il "baratto" (o forme surrogate) che è / sono come la "criptonite" per certe etnie "elitarie".

      In breve l'inghippo è tutto nella creazione e nel controllo di dipendenze varie che portano all'utilizzo obbligatorio di risorse e denaro gestiti da qualcun altro (possibilmente soggetti privati non genuinamente pubblici), ragion per cui qualsiasi regione, stato, ecc. dovrà sempre essere troppo piccola/o per fare da sola/o e quindi bisognerà creare "casino" quando il principio non sia ancora applicato al 100%.

      In questo contesto devono essere interpretate certe affermazioni che non sempre hanno / avrebbero un riscontro tecnico-logico effettivo (almeno nella misura prospettata), ad es. come quella di un noto economista "italiano": "... se si esce dall'Euro si va giù dritti in Algeria" (ovvero con una diminuzione media di PIL pro-capite di circa 4 volte); magari in quel caso sarebbe stato più efficace dire che "si va giù dritti in Niger" ... tutti scenari che stridono parecchio con il ritornello periodico che l'Italia è: "the land of quattro". :-)

      Concludendo, il rapporto desiderato è, evidentemente, sempre quello di secoli o millenni fa, ovvero: "master - slave" con una tendenza all'aumento delle sottigliezze e della differenziazione.

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  2. Cara amica Lameduck,

    il paragone con l'Argentina è inquietante ma non fuori luogo. In Agrentina però era attiva un'attività sovversiva dell'estrema sinistra (ERP e Montoners) che usava la violenza in modo sistematico. Questo facilitò il colpo di stato perchè gli argentini non ne pototevano più della violenza e speravano che i militari riportassero l'ordine.

    Quanto ai nostri politici continuano a seguire le misure recessive che ci impone la Germania. Quindi la nostra industria continua a venire strozzata a vantaggio esclusivo della Germania e dei paesi forti.

    Ciao Davide

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  3. Cara amica Lameduck,

    "Ora ci siamo, e vedendo cosa sta facendo di noi PIIGS l'Europa (specifichiamo: la Germania e soci), non possiamo proprio più stare tranquilli. Abbiamo già avuto un golpettino nel novembre 2011. Meglio non sfidare ulteriormente la sorte."

    Comunque la si pensi l'unico governo che ha fatto qualche tentativo, per quanto maldestro, per opporsi alla politica di rigore ultra monetarista che ci impongono la Germania e i paesi forti del Nord Europa è stato quello di Berlusconi.

    Monti e Letta hanno eseguito gli ordini della Germania in ginocchio con la conseguena che l'Italia peggiora sempre di più.

    Quello che è grave è che non si vede nessuno sbocco a questa crisi.

    Grillo dopo le elezioni aveva un'opportunità enorme per salvare l'Italia dire al PD, io accetto di sostenere un governo che vada in Europa e rinegozi la politica del rigore: se la Germani non accetta, cosa certa, subito via dall'euro.

    Non so come sarebbe andata ma un'opportunità così non tornera mai più.

    Ogni giorno che passa l'euro ci strangola sempre di più e temo che ormai le possibilità di salvarci dalla trappola dell'euro siano svanite.


    Ciao Davide

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    1. Adetrax10:45

      "Quello che è grave è che non si vede nessuno sbocco a questa crisi."

      Il punto vero NON sono le soluzioni tecniche, dato che ce ne sarebbero a bizzeffe, bensì quello che il sistema di alto livello vuole ottenere.

      I dirigenti del PD hanno sempre detto che l'UNICA VIA è più Europa ed ovviamente sanno bene che ci sono varie possibilità per alleviare la crisi (sulla scia del "faremo qualcosa"), ammesso e NON CONCESSO che certe soluzioni anti-crisi siano considerate come desiderabili da parte di chi comanda.

      Limitatamente alla situazione finanziaria, fra le proposte più gettonate si va dagli Eurobond alla messa in comune dei debiti pubblici che sarebbero quindi garantiti dall'Europa e sui quali si spunterebbero (con ogni probabilità) tassi d'interesse particolarmente bassi, ecc. cui aggiungere privatizzazioni e svendite varie per fare cassa (ed altre cosucce poco commendevoli), ecc. non per nulla si è accennato alla "crescita senza lavoro" (rif. a teorie su "la fine del lavoro", ecc.).

      L'obiettivo, come dichiarato più volte da Renzi, Vendola ed altri, paiono essere gli stati uniti d'Europa (cos'abbiano in testa come modello di riferimento / funzionamento non è affatto chiaro e comunque, più della loro onirica e temporanea interpretazione, conta quello che ha in testa qualcun altro).

      Si noti che questa piega / evoluzione del concetto di Europa è una novità relativamente recente, non esplicitata ai cittadini al tempo dell'ingresso in Europa e soprattutto nell'Euro (della serie: sai quando entri ma non cosa ci trovi una volta entrato).

      Nel frattempo, in campo economico, ci sarebbero parecchie azioni (se ne potrebbero elencare a decine di significative) che si potrebbero attuare fra i confini nazionali (anche senza uscire dall'Euro perchè altrimenti si attirerebbe ogni tipo di calamità, ecc.) purtroppo molte potrebbero essere considerate pericolose "eresie" da parte dei banchieri e degli eurofili duri e puri, quindi non si tenta neppure di attuarle (il che è tutto dire sul grado di servile ossequienza cui ci si è ridotti).

      In buona sostanza "la crisi economica è un fatto tecnico" e come tale non dovrebbe essere considerata come il problema principale fra tutti quelli attuali e quelli che si prospettano nel prossimo futuro, dato che è una mera "conseguenza" di ciò che si è fortemente voluto.

      Giunti a questo punto, sadismo per sadismo, sarebbe quasi auspicabile la riconferma della Merkel e l'accentuazione del metodo della "clava".

      P.S.
      Sulle virtù del blocco rappresentato da B. lasciamo perdere.

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  4. Adetrax11:18

    "... se Marina Berlusconi non scenderà in politica ..."

    Ha già detto che non scenderà in campo, non solo perchè lei deve badare alle aziende, bensì probabilmente anche per tutta una serie di condizioni congiunturali secondo le quali dovrebbe essere un po' "kamikaze" per farlo ... in ogni caso non ora e con tutta probabilità neanche in futuro perchè non basta dire (in forma traslata) "Marina come te se bela, Marina come te se bela" (citaz. di B. su sua zia nell'ambito di una spiegazione sul concetto dell'autostima e della "bella presenza" durante una passata conferenza in Spagna). :-)

    "Ora ci siamo, e vedendo cosa sta facendo di noi PIIGS l'Europa (specifichiamo: la Germania e soci) ..."

    ... forse un piccolo "anschluss" modificato, ovvero con l'istituzione di una Europa "periferica" composta da stati-regione satelliti ?

    Sulle ragioni della stretta (in gran parte autoinflitta) economico-sociale dei paesi PIIGS ci potrebbero quindi essere varie spiegazioni su vari piani (politici, economico-finanziari, ecc.).

    Ad esempio, dato che tutti sembrano "voler molto bene" alla Grecia e che la stessa è stata visitata sia dalla Merkel, che si è presentata come "amica", sia recentemente da Letta (la troica poi è di casa), sarebbe interessante fare ipotesi su queste particolari attenzioni riservate alla stessa, attenzioni che ricordano più quelle delle iene o dei protagonisti di serie TV come "Beautiful" o "Dinasty". :-)

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