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lunedì 5 agosto 2013

Scene di caccia al falso in Bassa Riviera


In queste domeniche d'estate mi capita di andare al mare usufruendo di un comodo servizio pullman che, partendo dalla mia città,  mi scarica a pochi passi dallo stabilimento balneare a Milano Marittima. Un servizio che è utilizzato prevalentemente da decine di africani impiegati nel settore commercio abusivo di falsi griffati. 
Non pensate siano dei poveri disgraziati. Generalmente vestiti bene, puliti, ("tirati a cazzuola", come si dice dalle mie parti), donne truccate e ingioiellate e tutti muniti di telefonino, con il quale, in meno di un nanosecondo, si comunicano l'un l'altro la presenza del controllore o della Finanza nei paraggi grazie, evidentemente, a basisti sul territorio.
Perché di solito, su venti, solo due timbrano il biglietto, tre dicono di avere l'abbonamento e gli altri semplicemente montano su con borse enormi o sacchi di plastica pieni di roba senza dire beo. Però, se sul pullman sale il controllore, alla fermata successiva, quando ne salgono degli altri, hanno tutti il biglietto in mano. Questa, a casa mia, è organizzazione.

Ieri ho assistito a questa gustosa scenetta. Dopo che i fratelli erano saliti tutti è arrivato un enorme fagottone portato da una donna che, con fare molto energico e in perfetto italiano, ha intimato all'autista di aprire il portabagagli perché lei non ce la faceva a farlo salire a bordo, il fagottone.
Alla richiesta il conducente, un ragazzo dall'accento partenopeo, ha risposto che, visto il genere di mercanzia, lui non era tenuto ad aprire alcun bagagliaio. La volitiva africana ha insistito ancora un po', ne è nato un breve battibecco che è finito da un lato in senegalese stretto e dall'altro in kitemmuort e alla fine il bagagliaio è rimasto chiuso e la tipa si è adattata a trascinarsi il fagottone appresso.

Una volta partiti si è creato un legame, come quelli che si stabiliscono tra compagni di stanza in ospedale, tra gli unici bianchi a bordo: io, il conducente e una ragazza moldava.
L'autista ci spiegava che, in caso di controllo della Finanza, era lui, come responsabile delle persone e degli oggetti trasportati, a potersi beccare paradossalmente il verbale e la multa e non i passeggeri trasportanti la merce illecita.
Al che gli ho raccontato l'episodio accaduto due settimane prima, sempre sullo stesso pullman.
Stessa configurazione di base: 3-4 bianchi, una ventina di neri. All'arrivo a Milano Marittima, dietro una curva troviamo la Finanza che ci ferma. Gli agenti salgono a bordo e iniziano a perquisire i bagagli dei fratelli. Qualcuno tenta di scappare ma viene fermato con il classico "non sgamare, vieni qua ragazzo". Ascolto questo dialogo provenire da fondo pullman:

Finanziere - "E queste borse di Dolce&Gabbana di chi sono?"
Passeggeri - (muti)
Finanziere - "Allora, ripeto la domanda, di chi è questa valigia con le borse?"
Passeggeri - "Mah, non lo sappiamo, non è di nessuno". (Sembra "Chi è che ti ha accecato, fratello ciclope?" "Nessuno è stato, nessuno!")
Finanziere - "Ah, vabbé".

La yellow flame sequestra come proforma un borsone con dentro quattro cazzabubbole, saluta i pochi bianchi a bordo, scende, raggiunge i colleghi e se ne va. Nessun verbale, nessuna contravvenzione. Sipario, fine del primo atto.


Quando arrivi sulla spiaggia la commedia prosegue. Loro, gli africani, ci provano a stendere la merce in prima fila lungo il mare (lo so che devo trattenermi dall'utilizzare il termine fascista "bagnasciuga"): borse origginali perfettamente imitate soprattutto di Prada e Louis Vuitton, orologi-patacca, portafogli griffati. 
Dopo un po', rifacendo la passeggiata in riva al mare al contrario, noti che le bancarelle sono sparite perché nel frattempo sono arrivati i quad con i vigili biancovestiti che le hanno fatte sbaraccare. I fratelli sono acquattati dietro ai gabbiotti dei bagnini e la merce è misteriosamente sparita. Non si sa bene se perché sequestrata dalla Polizia o semplicemente fatta sparire con un incanto patronus dai venditori.
Pare abbiano nascondigli un po' ovunque. Mi dicevano che l'anno scorso le autorità avevano trovato un vero e proprio deposito sepolto sotto la sabbia in una di quelle colonie fatiscenti abbandonate che ancora si affacciano sulla spiaggia. Il telefonino è fondamentale. Un passaparola, un sms, loro scappano nelle retrovie e la merce sparisce.
Andati via i vigili, a volte ritornano (i mercanti), ristendono le lenzuolate di Vuitton e il gioco ricomincia fino a sera.

Mi chiedevo, durante un soggiorno marino a Cesenatico in giugno, come mai lì le bancarelle non vi fossero e gli unici abusivi fossero alcuni sparuti cingalesi che giravano tra gli ombrelloni con le loro collanine. Escludendo l'ipotesi squadroni della morte, come pure quella di una straordinaria efficienza dell'opera di contenimento e repressione del reato, rimane la spiegazione economica. E cioè che a Cesenatico non vi sia un frullo tale di MILF danarose disposte a spendere 90 euro per il Prada-tarocco come a Milano Marittima. Per cui Cesenatico è una piazza sulla quale non conviene investire e amen. 
La percezione della presenza del ricco sulla spiaggia ancora tra le più sciccose della Romagna si nota anche dalla sharmelsheikizzazione del territorio. In spiaggia il bianco è continuamente tempestato di richieste perché percepito dal popolo dei mercanti della globalizzazione multicolor come soggetto danaroso da spremere che non aspetta altro che di comperare compulsivamente collanine, braccialettini, cover per i-Phone, gabbiette con finti uccelli gracchianti, aquiloni, radioline moleste, infila-ago (con relativa imposizione di dimostrazione pratica) e naturalmente firme taroccate. Che non vede l'ora di farsi cinque o sei massaggi al giorno, tatuaggi temporanei e treccine rasta.

Come ci ha spiegato Saviano, il mercato dei falsi  è fatto di falsi per modo di dire. Una parte del compenso che va dalle griffes committenti alle organizzazioni criminali che controllano la manifattura a basso costo degli oggetti rivenduti poi a peso d'oro, consiste nel poter produrre una quantità di "falsi" con gli stessi materiali con i quali vengono prodotti gli originali. Da smerciarsi poi nei canali ritenuti più opportuni.
Ecco perché la falsa borsa costa non meno di 70-80 euro, a volte il doppio di quanto paghi l'originale nel circuito outlet e questa è la riprova che si tratta di mercato gestito dalla criminalità organizzata, che utilizza come veicoli "poveri extracomunitari" che, secondo il buonismo piagnone del meraviglioso mondo piddino, si "guadambano solo la ggiornata" e invece sono parte integrante di un sistema florido e ben organizzato di commercio illecito. Capace di tirar fuori una certa spavalderia e strafottenza al momento opportuno. Che agisce praticamente indisturbato sul territorio. Perché sicuramente nessuno ha mai chiesto al senegal chi è il capo che gli fornisce la roba e lo è andato a prendere di conseguenza. E io, come cittadina, mi sento un po' presa  per il culo, dico la verità

Addendum. Per non aver fatto una ricevuta di otto euro, una volta e quella volta sola, ho beccato il verbale della GdF e l'azienda ha ricevuto una multa successiva di seicento euro. Ad un bar della mia città è stato contestato che il numero di cioccolatini serviti per cortesia, secondo il principio 1:1 con il caffé, fosse inferiore al numero di caffé venduti. Ergo evasione fiscale, verbale e multa salatissima. 
Ieri maxicontrollo nei luoghi di vacanza vip per la serie: "colpire un orefice per educarne cento". Per carità, l'evasione esiste e va repressa ma, secondo me, guardando il quadro generale dell'illecito in commercio in Italia dalla giusta distanza e con la dovuta obiettività, non ci siamo proprio.


11 commenti:

  1. Cara amica Lameduck,

    anche se facessero la multa a questi abusivi non servirebbe a niente perchè, anche se in genere hanno tanti soldi in nero, risultano sempre nulla tenenti. Non solo hanno sempre diritto al gratuito patrocinio: che non è più quello di una volta, perchè gli estracomunitari hanno diritto a scieglire l'avvocato che vogliono tutto a nostre spese (e si tratta di spese ingenti).

    Se io e te dobbiamo affrontare una causa dobbiamo pagarci l'avvocato fino all'ultimo centesimo, mentre chi viene a delinquere in Italia l'avvocato glielo paghiamo noi.

    Ciao Davide

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    1. Veramente non è così, chiunque non ha soldi per pagare l'avvocato "scelto", o semplicemente non vuole sborsarli, può scegliere l'avvocato "statale" (gratuito patrocinio).

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    2. Cara amica Sara,

      se hai un misero stipendio (operaio o impiegato) non hai diritto al gratuito petrocinio.

      Solo i deliquenti e chi agisce in nero, risultando nulla tenenti, hanno diritto al gratuito patrocinio. Naturalmente questo vale per italiani e stranieri.

      Ciao Davide

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    3. Aggiungerei che in quel caso non ti tocca esattamente un principe del Foro. Va bene che anche i Ghedini e i Coppi perdono le cause, però... ;-)

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    4. Cara amica Lameduck,

      non è detto. Con la riforma del gratuito patrocinio gli avvocati sono pagati bene. Inoltre, dato che il difeso non paga niente perchè paga lo Stato, gli avvocati, anche se sanno che la causa è persa, fanno sempre ricorso in appello e in cassazione ingolfando i tribunali. Tanto paga pantalone.

      Ciao Davide

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  2. Cominci a capire. Meglio tardi che mai... :D

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  3. Adetrax00:36

    Ah, ah, ah, la famosa "lotta all'evasione".

    Anni fa Grillo ironizzò su un cartello pubblicitario della sinistra in cui si vedevano "due italioti" (futuri piddini d.o.c.) con un bambino in braccio (presumibilmente adottato) con il piccolo particolare che era "cinese" e Beppe disse: NON è il figlio è il loro DATORE di LAVORO !!!

    Tornando al tema, a parte il fatto che la merce taroccata può essere sia molto simile all'originale e con una certa qualità (nero concorrenziale) sia prodotta con materiali scadenti o addirittura nocivi alla salute e quindi assolutamente deprecabili, ci si potrebbe chiedere dove è prodotta tale merce taroccata.

    Le provenienze più probabili potrebbero essere le zone del "kitemmuort" e/o le fabbrichette "cinesizzate" che in passato solo rarissimamente sono state visitate dalla finanza ... proprio perchè vige un meraviglioso clima feudale in cui i lavoratori (altrimenti detti "servi della gleba") fanno qualsiasi cosa possa compiacere l'imprenditore (una specie di semi-dio come B.) che li ha salvati dalla morte per fame.

    Il tema cinese (e relativa pubblicità vagamente subliminale) si ricollega ovviamente alla, più volte citata, tendenza alla "cinesizzazione" del sistema produttivo europeo di basse latitudini (Grecia docet) e forse non è un caso che si preveda di dividere l'Europa in Europa centrale ed Europa periferica (PIGS ed eventuali altre "regioni" popolate da "untermenschen"i).

    In effetti qualcuno si sarà chiesto: perchè delocalizzare la fabbrichetta solo in Pakistan quando si possono riprodurre le condizioni del Pakistan in loco e soddisfare quindi anche il mercato europeo ?

    Dato che nella realtà valgono i numeri bisogna dire anche che la legge della domanda e dell'offerta non è qualcosa di astratto; in breve più persone immigrate da paesi poveri si immettono in un territorio, più aumenta l'offerta di lavoro, inizialmente non qualificato poi non solo e meno lo stesso sarà pagato ... se poi non si aumenta o si contrae la massa monetaria il divertimento è assicurato. :-)

    Di conseguenza, con ogni probabilità, aumenterà anche il "casino" generale (la babele) e la competizione all'ultimo sangue, ovvero quella che porta a camminare sui cadaveri degli altri e che piace tanto alle signorine "Terry".

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  4. Adetrax00:36

    Tralasciando tutta una serie di considerazioni che si potrebbero fare sugli immigrati (sull'assistenzialismo magnaccione che gira intorno, ecc.) e su chi, riesce a forzare certe migrazioni, si nota solo che uno dei punti che in passato erano stati evidenziati come se non positivi quantomeno non negativi da una certa sinistra piddina, ovvero le rimesse all'estero da parte degli immigrati, in seguito all'adozione dell'Euro, questo dovrebbe essere in realtà considerato un punto negativo in quanto aggrava la situazione monetaria italiana esattamente come chi dilapida gli "eurini" fuori dall'Italia ... (certo di poco ma spesso è quel poco che fa diventare critica una situazione già difficile).

    Dopo "District-9" c'è "Elysium" e dato che anche li qualcuno vorrà andarci anche se non ne avrebbe diritto, non rimane che la "morte nera" e la relativa distruzione del "pianeta degli inferiori" ... tutte soluzioni T.I.N.A. ovviamente. :-)

    Battute a parte a volte sembra proprio che nei piani medio-alti più di qualcuno sia rimasto incastrato nella mentalità e negli scenari di 50-100 o forse di 300-400 o magari di 3000-4000 anni fa.

    Ad esempio solo pochi anni fa (6-7) Prodi diceva in Egitto che Italia ed Egitto erano simili (certo, stesso mare, stesse facce, ecc. e questo già basterebbe a dimostrare la natura "aliena" di certi politici), che l'Italia era un naturale sbocco per i giovani egiziani, ecc., sottointendendo che in Italia c'era tanta offerta di lavoro, spazi infiniti come negli USA, ecc. mentre B., nel nordafrica, diceva che in Italia c'era casa e lavoro per tutti (per milioni e milioni di persone).

    Ovviamente entrambi sapevano perfettamente (e da anni) che stava per arrivare o era già in atto una brutta crisi economica aggravata dalle regole europee, dei mercati e dell'Euro, quindi a cosa stavano pensando di preciso i sopracitati figuri, che cosa cercavano di attuare / indurre ?

    Domandina: una volta raggiunta la densità del Bangladesh cosa potrebbe succedere ?

    Sarebbe bello risentire il parere di qualche ventenne / trentenne che qualche anno fa classificava i sopracitati esponenti come simpatici ed innocui "vecchietti". :-)

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  5. Adetrax00:59

    Solo qualche ulteriore riflessione sull'oggetto.

    B.: "il nero è vera economia".

    Perego: "Alegher, alegher che il ... ... ... l'è negher ... sotto col nero" !

    Se uno stato volesse moralizzare il comportamento dei suoi cittadini non dovrebbe iniziare con il dare l'esempio ?

    Se al contrario uno stato utilizza tutti i soldi in più che ricava dalle tasse, per armamenti (F35), trasferimenti verso fondi europei (che sembrano tanto fondi neri), interessi crescenti sul debito, ecc., il nero (mafie, eco-mafie e relativi reati ambientali a parte) è così deprecabile come appare a prima vista ?

    Se poi invece di essere uno stato è una ignobile "regione" governata da satrapi alieni e corrotti, che cosa si pretende ? :-)

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  6. Adetrax12:27

    Spesso si tende (colpevolmente) ad enfatizzare solo il lato ironico di certe questioni politiche, sociali ed economiche ma in realtà le stesse questioni, spesso banalizzate, sottendono e forse nascondono molte altre problematiche infinitamente più gravi e purtroppo assolutamente sottovalutate.

    Quello che è certo è che gran parte dei cittadini non ha ancora compreso a fondo la VERA NATURA di chi li ha governati e tuttora li governa (o finge di farlo).

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  7. Benvenuta in Fognolandia!

    Il set del film sul grande Fogno Europeo splendidamente multietnico e multischiavistico della sinistra globalista gentilmente sponsorizzato DA quelli con l'orecchino PER quelli con l'anello al naso. Come sempre alla regia i "DemoCratici", poco Demo e tanto Cratici con le terga altrui.

    Per tutto il resto c'è Masterc.... c'è l'articolato e informato commento di Adetrax che condivido in toto.

    D'altra parte, allargando di poco l'orizzonte, comunque ce la raccontino con lavaggi del cervello H24 sulla Grande Famiglia Europea, Schengen e minkiate varie, la verità è che in Europa (e a casa nostra) oggi:

    LO STRANIERO SONO IO . . . (!)

    ...divertente ed illuminante avventura di uno di noi "perdutosi" nelle magiche terre di Eurolandia.

    Quindi stai serena, i tuoi "vu cumprà" marinari sono solo un piccolo fastidio. Sono stato recentemente in vacanza dalle tue parti durante le "notti rosa" e ti posso assicurare che nell'Urbe la situazione è invece precipitata. Simpatici esempi di cronaca qui, qui, qui, qui, e dulcis in fundo qui. Poi, per non farci mancare nulla, abbiamo pure veri e propri mercatini di paccottiglia rubata stile "Timisoara in miniatura" sui marciapiedi in pieno centro. Decisamente unforgettable!

    Pertanto o ci godiamo questa bella estate africana e ne facciamo tesoro con abbronzature di qualità che potrebbero tornarci utili per una futura "integrazione" a casa nostra... :D
    o apriamo una sottoscrizione per poter metter mano, alla bisogna, ai "gioiellini" apprezzati anche dal simpatico J.d.Krampus ;-) e premere per ottenere l'indispensabile esenzione "Stand your ground" della Florida con interpretazione estesa a tutto lo stivale.

    Con uno Stato, in rapida via di smantellamento, che è sempre più un mero ologramma mi pare che "tertium non datur".

    Una cosa è certa, a futura memoria, sappiamo chi dover "ringraziare"... >:@

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