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mercoledì 14 maggio 2014

Gli italiani e la neuro

La Repubblica sta chiedendo a coloro che la leggono la loro opinione sull'euro e lo fa in maniera obiettiva, precisa e rigorosamente scientifica. Infatti l'indagine, che per fortuna ammettono non avere valore statistico, è stata commissionata al CEIS di Tor Vergata. Una nota afferma che i risultati saranno analizzati e commentati dal giornale. Mi sono divertita a rispondere alle domande e potete immaginare come.

Visto che appartengo alla scuola di Tor Bellamonaca e Torpignattara, dove insegnano che le domande di un'indagine devono evitare il bias della desiderabilità sociale, ovvero non bisogna suggerire le risposte al soggetto, vorrei permettermi di commentare queste domande. 

Se osservate la prima domanda con il primo set di risposte, notate subito che gli vantaggi dell'adesione alla moneta unica elencati sono quattro e gli svantaggi solo tre. Anche un bambino dell'asilo capirebbe che si vuole suggerire che l'euro ha portato più vantaggi che svantaggi. 

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Lascio a chi è più esperto di me commentare eventualmente la questione della riduzione dei tassi di interessi, ma non vi pare, sempre a lume di naso, che si siano scandalosamente sottostimati gli svantaggi, che pure sono sotto gli occhi di tutti, per giunta citando una "perdita di sovranità monetaria" che rappresenta per il lettore medio una questione puramente astratta? E l'ossessiva ripetizione della parola "riduzione" nel set di risposte sui vantaggi, non fa venire in mente qualcosa di desiderabile, per esempio la riduzione del giro vita in previsione della prova costume?

Passiamo alla domanda cruciale:

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Leggete bene. "Opportunità di rimanere" e "conseguenze dell'uscita". Conseguenze ha connotazione negativa, opportunità ha segno positivo. Le conseguenze sono relative all'uscita, non alla permanenza nell'euro. Tra le opportunità di rimanere non vi è, ad esempio, un "si, perché..." ma tanti "si, ma solo se". La cosa buffa è che i "solo se" elencati rappresentano precondizioni che è quasi impossibile possano essere soddisfatte nemmeno in parte e non si dice ovviamente per colpa di chi. 
Notate anche che non è prevista la cancellazione del Patto di Stabilità ma solo la sua riforma. La questione dei trasferimenti è un tantino più complessa della sua riduzione all'esempio del sussidio di disoccupazione. Trasferimento, in un'area valutaria ottimale, significa che la Germania, per ovviare agli squilibri tra paesi del nord e della periferia, dovrebbe rinunciare a parte dei suoi vantaggi di surplus  mettendo direttamente mano al portafogli. Figuriamoci!
L'idea della garanzia sul debito esiste già, è l'ERF, ed essendo una sorta di "Oro al Reich" è quasi peggio del Fiscal Compact. La svalutazione dell'euro non si capisce che c'entri, visto che riguarderebbe solo gli scambi tra l'eurozona e il resto del mondo e non gli scambi tra i paesi che adottano l'euro. La solita confusione tra svalutazione ed inflazione, per caso?

Tra le conseguenze- sempre sei contro sette - si dà fuoco alle polveri del "Daje a Ride". La solita collezione di cazzate. Se togliamo "la maggiore crescita dell'economia per effetto della svalutazione che rende più competitive le nostre esportazioni", che ha valenza percettiva positiva, e la maggiore flessibilità di spesa pubblica che però eccita solo i keynesiani,  il resto sono tutte mezze catastrofi: i mutui, la corsa agli sportelli. C'è però una perla assoluta: "Riduzione del potere di acquisto dei salari per effetto dell'inflazione causata dalla svalutazione."

Ripeto:

"Riduzione del potere di acquisto dei salari per effetto dell'inflazione causata dalla svalutazione."

Come definire chi ancora confonde un fenomeno legato agli scambi con l'esterno come la svalutazione con l'inflazione, che è fenomeno interno legato alla legge della domanda e dell'offerta? Come spiegano che adesso, con una bassissima inflazione e una moneta sopravvalutata assistiamo alle peggiore caduta del potere di acquisto a memoria d'uomo? Meno male che lo premettono che quest'indagine "non ha valore statistico".

Altra domanda, le scelte d'investimento. Io per divertirmi ho messo che, dopo l'uscita, avrei investito soprattutto in nuove pesetas e nuove dracme. Chissà se anche i mercati non sarebbero più interessati  a scommettere su paesi finalmente liberati dal vincolo esterno e in grado di ritornare competitivi?
Il marco invece si troverebbe automaticamente rivalutato rispetto alle altre monete. E, come ha ammesso Ska Keller, i prodotti tedeschi diventerebbero carissimi e nessuno li comprerebbe più.. I nostri, invece... Vedi che la svalutazione non è quella cosa orribile, se non abiti a Berlino?

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Vi lascio alla libera interpretazione e commento della domanda finale. Si ignora la sua utilità e soprattutto la sua attinenza con la situazione attuale, ma forse un tocco di surrealismo alla Dalì  non stonava. Oltre che un'altra spintarella verso il pensiero unico.

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Infine, secondo voi, visto anche quel "il totale delle percentuali ezzere 100" sotto alla domanda sugli investimenti, chi l'avrà scritto questo sondaggio? Per caso un tedesco, visto che non si parla di BOT ed altri titoli italiani?


18 commenti:

  1. Ovviamente l'idea che qualcuno volesse investire in titoli italiani non gli è neanche passata per la mente.

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  2. Giuseppe06:43

    Fatto qualche giorno fa.

    Ho trovato particolarmente affascinante l'ultima schermata, subito dopo l'invio del sondaggio: "Per chi non lo sapesse, la Lira rispetto al Marco si è svalutata del 580%" (o qualcosa del genere).

    Sottotitolo: "razza di imbecilli che volete tornare alla Lira, sappiate che siete così ignoranti da non sapere nemmeno che etc..."

    Non so se siano già usciti i risultati, ma scommetto che Repubblica li presenterà così: "Il X% ha risposto che tornerebbe alla Lira, ma il fatto che molti abbiano dato una risposta sbagliata alla domanda sulla svalutazione dimostra che i detrattori dell'Euro non hanno idea degli effetti che questo provocherebbe."

    Due commenti personali:
    - Finalmente gli euristi si sono resi conto che esiste il cambio incerto\certo; ovviamente lo usano solo quando sembra confermare la loro tesi (anche con i numeri, e con la statistica in particolare, si può fare propaganda).
    - ...ma il risultato, per chi sa di che cosa si sta parlando, è esattamente l'opposto: l'ultimo grafico dimostra in modo inequivocabile che la valuta italiana NON può essere legata a quella tedesca, pena catastrofe economica che si sta puntualmente verificando.

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    1. Gli idioti hanno anche fatto un autogol: dimostrano chiaramente che la svalutazione del 580% ha prodotto un'inflazione infinitamente inferiore e una situazione economica molto migliore.
      Ma vanno sul sicuro: sanno bene che i loro lettori non sono in grado di pensare.

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    2. Cerco di esplicitare maggiormente: chiunque dotato di cervello funzionante (dunque escludendo i piddini lettori di Repubblica) e in grado di unire i puntini e capire che l'inflazione è stata infinitamente lontana da quel volutamente terroristico 580% e che, dunque, non ha alcun rapporto causale con l'inflazione. Questo, per un qualunque essere raziocinante, smentisce in modo definitivo il teorema delle carriole, fatto per spaventare le vecchiette, che sostiene un rapporto 1:1 tra svalutazione e inflazione. Ammesso e non concesso che l'inflazione sia il "male assoluto". Ma, purtroppo, al piddino chiedere di ragionare e davvero troppo. Loro hanno la Bonafé: un nome, una garanzia.

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    3. Giuseppe09:34

      Ma il 580%, in sé, è un dato corretto! Sarebbe interessante sapere, però, quanti tra i difensori dell'Euro sanno che, nello stesso periodo, il "Dollarone" si è svalutato rispetto al Marco di circa il 200%!

      Eh ma sa signora, negli U.S.A. c'erano la mafia, la casta, la corruzione, Nixon, le tasse alte, la burocrazia, erano tecnologicamente arretrati, hanno perso la sfida dell'ICT, erano rimasti senza benzina, non avevano i soldi per il taxi, gli è crollata la casa, il terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette...

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    4. oltretutto come dovremmo sapere bene conta il tasso di cambio reale non quello nominale. a Repubblica hanno ovviamente considerato svalutazioni nominali e non le fluttuazioni del cambio reale.

      e infatti in base a questo grafico che potete trovare qui

      http://il-main-stream.blogspot.it/2014/05/lo-straordinario-scacciavillani-ci.html

      dove si analizza l'andamento dei tassi di cambio reale tra i due paesi....si vede benissimo che a partire dagli anni 80 (cioè da quando comincia il grafico che suggerisco) e precisamente dal 1987 - "SME credibile" - l'Italia inizia a rivalutare sul marco tedesco.

      notare.

      ovviamente queste cose a Repubblica.....non le vedremo mai.

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  3. E stranamente il valore giusto era il più alto: 600 % di svalutazione con precisazione con grafichetto finale. Che falsi!

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  4. Alla luce di questo cenno storico,si potrebbe rovesciare la domanda,parlando invece della rivalutaZZione del DM,don't you?

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  5. Il modus operandi de La Repubblica è delizoso.
    E' come se nel 1935 un quotidiano avesse proposto questo sondaggio (e calcolate che nel 1935 la libertà di stampa era decisamente maggiore a quella odierna):

    1) Pensi sia opportuno invadere l'Etiopia?

    a) Assolutamente e tetragonamente SI
    b) Si ma a condizione che non si faccia male nessuno
    c) Si perchè altrimenti ci invadono loro
    d) NO*

    * Nel caso in cui scegliete l'opzione D, si prega di specificare la marca di olio di ricino preferita.

    2) Pensi che fare un'alleanza militare con la Germania di Hitler ci porti dei vantaggi?

    a) Romanamente parlando, SI
    b) Si ma a condizione che poi vengano in vacanza a Viserbella
    c) Si ma solo se poi la guerra la fanno loro
    d) Non credo sia una buona idea*

    * Non fate caso alla Luger puntata alla tempia e rispondete tranquillamente.

    Peccato che Mussolini avesse poco senso dell'umorismo altrimenti altrimenti il Ventennio sarebbe stato uno spasso.

    chinacat

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  6. boh,so solo che le stanno provando tutte e ormai 80 euro non si negano più a nessuno,ma non hanno paura dell'inflazione? ;-)

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  7. Cara amica Lameduck,

    in questi giorni alla televisione vedo una campagna a reti unificate in difesa dell'euro. Alcuni argomenti a favore dell'euro sono davvero ridicoli.

    Per esempio la storia della riduzione dei tassi d'interesse non ha quasi senso. In realtà i tassi di interesse sono alti o bassi in rapporto all'inflazione.

    Se i tassi d'interesse sono al 21% e l'inflazione è al 20% i tassi d'interesse sono bassi.

    Se l'inflazione è all'1% e i tassi d'interesse sono al 4% i tassi d'interesse sono alti. Dico questo perchè prima dell'entrata nell'euro spesso i tassi di interessi erano pari all'inflazione e questo spingeva le imprese ad investire e a creare posti di lavoro anche in presenza di tassi di interesse apparentemente alti (nella realtà non erano alti perchè erano più o meno sui livelli del tasso d'inflazione).

    Adesso invece i tassi d'interesse sono molto più alti dell'inflazione e questo strozza le imprese che sono costrette a licenziare per mancanza di credito.

    Quindi quello che contano sono i tassi reali in rapporto all'inflazione e non i tassi reali in sè. Anche gli altri argomenti a favore dell'euro non stanno nè in cielo, nè in terra.

    Quindi la propaganda a reti unificate a favore dell'euro può dipendere solo da due motivi: o siamo in mano a dei cretini oppure a dei corrotti. Lo dice uno che fino a non molti mesi fa difendeva l'euro e ci ha messo nolto tempo ad aprire gli occhi.

    Ciao Davide

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    1. Esatto.
      Se il valore delle case si rivaluta del 20% su base annua e fai un mutuo al 18% stai pagando un tasso reale del 2%.
      Oggi chi ha comprato casa nel 2007 con un mutuo al 3,5% a 200k e ora questa vale 60k che tasso reale sta pagando?

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  8. Anonimo20:31

    A proposito di repubblica ( inteso come giornale )....

    Oggi quell'impareggiabile "scienziato" di Federico Fubini appare sorpreso, in un video commento, su come mai la Finlandia è alla sua terza recessione in 5 anni!

    Che scienziati ragazzi!! Dei veri genii!! Ma li fanno in serie?? In catena di montaggio? Hanno tutti lo stesso cervello insulso.

    Nel frattempo i giapponesi - che per i Fubini di turno sono degli stupidi - crescono dell'1,5% nel primo trimestre e su base annua del 5,9%. Hanno una disoccupazione al 3,6%. Questi stupidini di giapponesi hanno la loro moneta sovrana, la loro banca centrale e hanno svalutato lo Yen. Hanno fatto tutto il contrario degli intelligentoni europei dell'eurozona.

    Poveri giapponesi, così facendo regredirete al livello di cacciatori-raccoglitori come 70.000 anni fa, mentre noi che siamo fuuuuuuuuuuuuuuurrrrrrrbi stiamo correndo verso un radioso futuro pieno di ricchezza e felicità.


    Zugzwuang

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  9. Anonimo14:49

    Inflazione si crea solamente alzando i salari.

    Paolo

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  10. Sulla prima domanda si capisce che giornale è la repubblica e chi lagge. Piddini che ripetendo le solite litanie credono di avere in tasca la verità. Basterebbe solo farsi alcune domande e il velo della menzogna cadrebbe in un sol colpo. A ben leggere gli svantaggi si capisce quale importanza essi sottendono ma al piddino medio quanto gliene può fregare della sovranità monetaria, pensa subito che se adesso rubano dopo a forza di stampare denaro i gestori della cosa pubblica diventerebbero come paperon dei paperoni, del resto dopo un lavaggio del cervello fatto sistematicamente sulla casta e la corruzione come vuoi che reagiscano? Alle loro menti offuscate questi punti non hanno nessun significato.
    Riduzione del potere di acquisto dei salari causata dall'inflazione per effetto della svalutazione. Nel 1992 l'inflazione, tanto per fare un esempio, addirittura diminuì e considerando di quanto fu svalutata la lira (30% se non erro) questo ti dice quanti luoghi comuni vengono ripetuti senza un minimo di conoscenza.
    Maggiore spesa pubblica per gli alti tassi di interesse sul debito.Perchè con l'euro i tassi sono bassi? Se ci ricordiamo dell'effetto spread e non solo l'effetto ma anche l'uso che se ne è fatto non mi pare poco, inoltre uscendo dall'euro si potrebbe di nuovo far collaborare la banca centrale con il tesoro e quindi tenere bassi i tassi d'interesse, ma che vuoi che ne sappia il piddino medio sempre dietro alle ovvità dei suoi padroni.
    Non si capisce poi perchè nell'ultima domanda non vengono considerati ititoli di Stato italiani, ma forse per repubblica sono spazzatura viste le considerazioni che ogni giorno compaiono su quel giornale rispetto all'Italia e agli italiani.

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  11. Anonimo08:37


    Mah … nessuno più parla di redistribuzione del reddito e di imposizione fiscale progressiva ????

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  12. Il Corriere da par suo non perde tempo, oggi tra le ultime offerte del conad e l'imperdibile tv a colori sottocosto di euronics ho trovato nientepopodimenochè.... un'edizione speciale del corriere della sera, a cui fà capo questo sito internet http://italiavoltapagina.corriere.it/ la copia conforme del cartaceo (forse manca solo l'introduzione "Questa edizione speciale del Corsera è dedicata all'Italia che ce la fà. Nulla di artificialmente patriottico o puramente consolatorio. E tantomeno un aiuto al gorverno Renzi che finora vive più di annunci che di misura concrete")
    Sono alla frutta e la paura fà 90, ma contibuisce ad informare la massa ignorante che vede solo la tv e legge questi giornelletti da strapazzo.

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    1. Grazie per la segnalazione. "Volta pagina"... ricorda "cambia verso". ;-)

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