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venerdì 23 gennaio 2015

La porti un piacione a Firenze

Quanti bischeri vedete voi?

L'ultima volta che un tedesco di frontiera decisivo per le sorti continentali visitò Firenze, il mio povero babbo frequentava da studente l'Accademia di Belle Arti. Amava raccontarmi spesso un episodio al quale assistette e che gli era sempre rimasto impresso nella memoria. Le vetrine dei negozi erano addobbate per l'occasione con bandiere e coccarde e un tripudio di retorica. Tuttavia, una nota pasticceria del centro fu visitata dalla polizia perché, proprio sotto al ritratto dei due duci, qualcuno aveva piazzato, non si sa se volontariamente o no, un'imbarazzante scatola di latta contenente i prodotti della nota ditta Lazzaroni.

“Mi tranquillizza molto quello che viene fatto in Italia, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione“. L' agenda di riforma del governo Renzi è un percorso molto ambizioso e lungo e si fa non perché lo dice Bruxelles [infatti è Berlino che lo dice, ndr], ma perché dà sicurezza alla gente, speranza ai giovani e crea lavoro. Ci sono resistenze, ma auguro a te (Renzi) successo, sono sicura che le riforme creeranno lavoro, sia il Jobs Act, sia la riforma della Pubblica amministrazione. Gli imprenditori tedeschi con cui ho parlato sono ottimisti, vogliono rimanere in Italia e investire.” “Non ho dubbi che quello che Renzi ha proposto venga attuato e anche con una velocità impressionante”. “Italia e Germania hanno le stesse idee su un’Europa unita”. (fonte: Fatto Quotidiano)
Velocità impressionante, il turbo. Il famoso turbocapitalismo di infausta memoria che ora piace tanto alla sinistra wannabe élite. Ecco perché uno ripensa al 1938. Perché quando la finta e pelosissima amicizia tedesca si allinea astralmente ad un'eccessiva sudditanza italiana, ciò prelude ad immani cataclismi. Non solo il turbocapitalismo ma il caro vecchio mercantilismo tedesco unleashed. Quanto si preoccupa la Merkel ci ciò che facciamo o non facciamo. Come se gliene venisse in tasca qualcosa, vero?
Notate come Angela abbia parlato di imprenditori tedeschi e non europei. Vogliono investire. Investire o acquisire asset a prezzo di saldo? 


"Vede, oltre all'argenteria e all'oro, noi volendo s'ha tanti bei quadri."
Se siamo solo dei malfidati infami a fare l'associazione con altre passate passeggiate fiorentine dei conquistadores tedeschi, e ci fanno paura le loro navi all'orizzonte, perché oggi Schauble ha tenuto a fare la parte del nazista con le sue sparate sulla Grecia?  Su un paese fino a prova contraria ancora sovrano e non un Land tedesco dell'Est - di quelli da lui tanto vezzeggiati in passato, per giunta alla vigilia di una delicata tornata elettorale? 
Dovrebbe ricordare, il Signor Schauble, che quando dice che la Germania "ha fatto molto per aiutare la Grecia", sta parlando dei nostri soldi, estorti attraverso i fondi salvastati ed utilizzati per permettere alle banche tedesche di rientrare dall'incauto credito contratto a suo tempo con i greci. Non conta che quella di Stranamore sia la pantomima di qualcuno che sa benissimo che Tsipras non avrà le palle per toccare mai l'euro ma il messaggio, per giunta menzognero, è inequivocabilmente quello di chi parla da padrone dell'Europa.

E ancora, perché quel nazistello del presidente della BUBA ha parlato di QE che potrebbe frenare le riforme soprattutto (guarda caso) in Italia e Francia? Che poi, scusate, è il colmo che Mario Draghi, in tutta questa faccenda, passi per il poliziotto buono! Perché non penserete mica che domani potrete andare al bar e godervi il cappuccino con il bombolone gratis perché Mario ha lasciato la colazione pagata per tutti? Lo sapete che il bar nel frattempo ha chiuso, vero?
E' chiaro quindi cosa sono le riforme per i tedeschi? Che l'Europa per loro è solo un mezzo e non il fine? Qualcuno ricorda che l'Europa fu fatta per evitare che la Germania prendesse di nuovo il comando del continente? Non è che li odiamo, sono loro a disegnarsi così.

Il neologismo di oggi: ottusangela

Ma non ci hai parlato di Renzi e della sua rentrée a Firenze a far da chaperon alla cancelliera! Ah si, lo scolaretto che ogni volta porta il quaderno a Maestra Angela con i compiti fatti?  Vedete, a me Renzi non fa nemmeno più rabbia. Citerò, parafrasandolo, Karl Krauss: "Quando penso a Renzi, non mi viene in mente niente."

5 commenti:

  1. Della potenzia dell’Alamagna alcuno non debbe dubitare, perchè abbonda di uomini, di ricchezze e di armi. E quanto alle ricchezze, non vi è comunità che non abbia avanzo di danari in pubblico [...] vivono come poveri, non edificono, non vestono e non hanno masseritie in casa; e basta loro abundare di pane, di carne e avere una stufa dove refugire il fredo; e chi non ha dell’altre cose, fa sanza esse e non le cerca. [...] Et per questi loro costumi ne resulta che non esce danari del paese loro, sendo contenti a quello che il loro paese produce. Et nel loro paese sempre entra ed è portato danari da chi vuole delle loro robe, lavorate manualmente: di che quasi condiscono tutta la Italia. Et è tanto magiore il guadagno che fanno, quanto il forte che perviene loro nelle mani è delle facture e opere di mano, con poco capitale loro d’altre robe. Et così si godono questa loro roza vita e libertà

    Niccolò Machiavelli
    Ritratto delle cose della Magna
    1512

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  2. Anonimo08:35

    Vedere la merkel agli Uffizi mi ha fatto correre un brivido per la schiena. Considerate però che io sono malfidata di natura.
    Cornelia

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  3. TE NE RACCONTO UNA ALTRA ..
    (OTC)

    La prima volta che andai a Firenze fu da fanciullo, negli anni ’60, ospite della zia Artemia, allora priora agli Innocenti di piazza dell'Annunziata - si, quel luogo nel quale venivano da sempre accolti gli infanti abbandonati nell’umanistica Florentia.

    Saranno stati i racconti di mio padre - agonizzante appena qualche settimana prima – che stringendomi la piccola mano mentre mi sussurrava dell’eccidio di Cefalonia, della sua fuga dalla cattura nazista, dei suoi ripensamenti avuti sulla Maiella prima del ritorno a “casa”, donarmi – orfano autistico – la sensibilità di cogliere il potente messaggio del David scolpito nel marmo bianco di Carrara che zia Artemia mi portava ad guardare.

    E ricordo ancora - mitigando la mancanza - la mente che correva su quei racconti, su quelle immagini del secolo prossimo “nuovo” che avrebbe accolto le aspettative, i desideri, le necessità dei giovani di allora e sancite dal dibattito dei Nostri Padri Costituenti.

    Forse, guardando i fotogrammi e i protagonisti della cronaca odierna, i significati e i messaggi di quel DAVID è certo che non li possono comprendere, capiranno l’alterna paternità degli 8 milioni di n/euri introitati.

    Altri - pochi o tanti che siano– hanno il piacere di guardare l'umano nel Uomo a qualcuno la capacità di raccontalo.

    Grazia Barbara, di nome ma non di fatto ..

    Tiremm innanz(a) ..!

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  4. Non so voi, ma io di bischeri nella foto ne vedo due.
    A sinistra una signora che bischera non è, tutt'altro: piuttosto il contrario.
    Vedo poi un bischero in mezzo alla gambe della statua, e uno alla destra (per chi guarda) della statua stessa.

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  5. tratto da:
    "Il giocatore"
    di Fedor Michajlov Dostoevskij (1866)
    “Il metodo tedesco di accumulare ricchezze [ …]ovunque, in ogni casa, hanno il loro Vater [Padre, n.d.r.], terribilmente virtuoso e insolitamente onesto. Onesto a tal punto che il solo avvicinarlo mette paura [….] Ognuno di questi Vater ha la sua famiglia, e la sera tutti loro leggono ad alta voce libri istruttivi. Sulla casetta stormiscono olmi e castagni. Il tramonto del sole, la cicogna sul tetto, tutto è così straordinariamente poetico e commovente.
    [….] Bene, ogni famiglia di questo tipo qui è tenuta dal Vater in stato di schiavitù e di sottomissione. Tutti lavorano come buoi e tutti accumulano quattrini come giudei. Supponiamo che il Vater abbia già messo insieme un bel gruzzolo di gulden e faccia conto sul figlio maggiore per lasciargli l’attività o il pezzetto di terra; per questo motivo non daranno la dote alla figlia e questa resterà zitella. Per lo stesso motivo venderanno il figlio minore come servo o come soldato e aggiungeranno il ricavato al capitale domestico. E’ tutto vero, qui si fa così; mi sono informato. E tutto questo lo si fa soltanto in nome dell’onestà, di un’onestà esasperata, al punto che lo stesso figlio minore crederà di essere stato venduto solo ed esclusivamente in nome dell’onestà: e la situazione è veramente ideale, quando è la stessa vittima a rallegrarsi del fatto che la stiano trascinando all’olocausto.
    Volete saperne un’altra? C’è che anche per il figlio maggiore le cose non vanno meglio: ha una certa Amalchen, con la quale si è sentimentalmente unito, ma i due non possono sposarsi, perché non sono stati ancora accumulati gulden a sufficienza. E così anche loro aspettano con sincera morigeratezza e vanno all’olocausto con il sorriso sulle labbra. Intanto le gote di Amalchen si sono avvizzite; la ragazza sfiorisce. Finalmente,vent’anni più tardi, il patrimonio si è moltiplicato; i gulden sono stati accumulati onestamente e virtuosamente. Il Vater concede la sua benedizione al quarantenne primogenito e alla trentacinquenne Amalchen, dal petto avvizzito e dal naso rosso…Intanto piange, legge i suoi libri di morale e muore.
    Il primogenito si trasforma a sua volta in un virtuoso Vater , e ricomincia la medesima storia. E così in capo a cinquanta o sessant’anni, il nipote del primo Vater avrà sicuramente messo insieme un capitale considerevole e lo lascerà a suo figlio, e questi ancora al suo, infine, dopo cinque o sei generazioni, spunterà il barone Rotschild in persona oppure la ditta Hoppe e soci o il diavolo sa chi.
    Allora, non è forse un magnifico spettacolo? Un lavoro ereditario di cento o duecento anni, pazienza, intelligenza, onestà, carattere, fermezza, una cicogna sul tetto!
    Che volete di più? Non c’è nulla di più elevato e così essi cominciano a giudicare il mondo dal loro punto di vista e a giustiziare immediatamente i colpevoli, vale a dire coloro che non sono simili a loro sia pure per un dettaglio. [….]

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