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venerdì 17 luglio 2015

Make it in Germany!



Quella brutta strega cattiva della Cancelliera, in visita in un liceo in Germania, ha fatto piangere una bambina palestinese (ma i palestinesi non fanno punteggio nella scala del buonismo con pelo, dovreste saperlo ormai) che raccontava il suo timore di essere rispedita dalla Germania dei sogni in un campo profughi in Libano, ricordandole che la Germania non può accogliere tutti (e aggiungendo che la politica è una cosa dura, come ben sanno i greci.) 


Però Angela è stata umana, si è perfino mossa per consolarla dicendole "comunque hai fatto un buon lavoro", cioè hai fatto il compito. "Non si tratta di fare un buon lavoro, maestra" ha protestato il professorino, subito rimesso buono a cuccia con un fulmineo "sitz, platz!" 
Che donna! (Ma ha la parrucca, per caso? No, è per l'effetto polendina).

Un momento, ha proprio detto "la Germania non può accogliere tutti", ho sentito bene? 
Eppure, se visitate il sito "Make it in Germany" (Farcela in Germania), un mondo meraviglioso dove si ricercano e fanno ponti d'oro ad ingegneri, programmatori di computer, medici specialisti e tecnici specializzati di qualunque razza, purché aiutino ad oliare la macchina germanica, uno si fa un'idea sbagliata. Ecco la società multietnica tedesca ma upper class oriented, la Germania come Stabilità, Visione e Realizzazione di una roba pulitissima senza cialtroni in giro. 
Obiettivamente, e Bibi sarebbe più che d'accordo con la vision tedesca, che c'azzeccano i palestinesi da campo profughi con un mondo simile? 



Torniamo alla realtà. Ai paesi invece che possono accogliere tutti, anzi, devono. Si parla di noi, dell'Europa B, affidata alle anime buone e generose ansiose di chiudere la partita con i propri concittadini che ancora difendono un po' di benessere, perché la guerra civile per loro non è mai finita. Già, guerra civile. Brutta parola ma è lì che rischiamo di arrivare. I segnali non mancano.

A Treviso il prefetto ordina che i "migranti" vengano ospitati, con l'aiuto disinteressato e unicamente per arricchire gli altri delle coop gatto&volpe che gestiscono l'accoglienza, in un complesso residenziale dove già vivono alcune famiglie che gli appartamenti li hanno acquistati con i sacrifici di un mutuo trentennale e che si troverebbero a questo punto in minoranza in casa propria, circondati da assoluti estranei ai quali invece tutto è concesso gratuitamente. Visto che gran parte di quelli che arrivano, ne ho già scritto, non sono profughi ma giovanotti assetati di consumismo occidentale inviati dalle famiglie affinché rispediscano valuta pregiata (ancora per poco) e senza alcun limite all'export in Africa, mentre noi tra un po' dovremmo rendere conto dei 200 euro che preleviamo al bancomat, comprenderete che è scoppiata la rivolta. Le suppellettili degli appartamenti, già arredati per i clandestini, con tanto di televisori, sono state gettate in strada e date alle fiamme. Zaia ha perfino espresso solidarietà a coloro che lo hanno eletto. Inaudito! Ma come si permette, razzista!
Immaginatevi lo sdegno degli odiatori di italiani alla notizia. Ho raccolto un esempio eccellente dalla cloaca Facebook.


Capito l'anima buona? Non rimproveratelo per l'accostamento ardito con Auschwitz perché sta solo scimmiottando i Lerner che legge quotidianamente sui giornali. Ormai la metafora olocaustica, se finalizzata al progetto totalitario neoliberista, è ampiamente sdoganata. I poveri morti della Shoah possono essere usati come scudi umani a piacimento.

Ecco, però se dobbiamo parlare di nazismo parliamone almeno in maniera corretta. 
A parte che Anna Frank non era clandestina ma cittadina tedesca privata dal suo governo della legittima cittadinanza, ciò che rischiamo di subire noi. A parte che gli handicappati e i matti non furono "allontanati" ma gasati e terminati (vero significato dell'Ausmerzen) con iniezioni letali secondo un progetto governativo denominato Aktion T4 che funse da battistrada per la "soluzione finale". 
La perorazione citata sembra tratta dall'appassionata dichiarazione dei diritti dell'uomo ma invece il Thomas Payne che ha visto Himmler, dopo aver mangiato i peperoni la sera, porello, vuole la sostituzione etnica perché la sua razza gli fa schifo. Ah! Ma allora combatte in realtà lo stesso razzismo che lo divora, come è sempre successo, anche ai tedeschi di allora. Quelli di oggi non so, ma Angela ed il NEIN alla bimba palestinese non è un bel quadretto, anche se a Bibi piacerebbe molto e se lo appenderebbe in camera.
Ebbene, se vuole rendersi utile a combattere il razzismo e le fughe dalle guerre, un bel semestre in Iraq a sminare e a difendersi dagli snipers di tutte le razze non gli farebbe male ma non credo che sopravviverebbe al primo giorno. Temo che non lo vorrebbero nemmeno come Arbeiter nella meravigliosa Germania, se non a pulire il cesso del pizzaiolo italiano nel quartiere turco. La politica è a volte dura, come dice Mastra Geppetta.

Infine, giusto per sentirmi Oriana Fallaci (domine non sum digna), ecco la mia piazza l'altra sera, a cura dell'amministrazione comunale. La piazza che, concedetemi la piccolopiccoloborghesaggine, mi costa, solo di IMU, due stipendi all'anno. 
Non mi interessano le bravissime persone che celebrano la fine del Ramadan. Qui non c'entra la libertà di culto, visto che hanno la loro brava moschea che affollano ogni benedetto venerdì facendo un po' di invidia, per cotanta devozione, a noi cristiani scristianizzati. 
Mi interessa la simbologia dell'atto, il messaggio delle autorità ai propri cittadini autoctoni che dice: "il centro simbolico della comunità non è più vostro ma di chiunque decidiamo noi debba essere". E' in fondo ancora nascosta, subliminale ed esoterica, ma è una dichiarazione di guerra.




13 commenti:

  1. Anonimo22:33

    guerra persa in partenza, siamo pochi, vecchi e divisi su tutto

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  2. va' a finire che la gente si rivolta contro la merkel quando ha ragione, l'hanno voluta una società oclocratica? adesso se la puppano

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  3. Di cosa non si scherza? Di un cancro. Avete mai sentito i comici scherzare sul cancro? Io no.
    Si scherza addirittura sula morte come evento inevitabile ma inatteso, non si scherza sui tumori, non si sa mai.
    Qual'è l'altra realtà sulla quale stiamo imparando tutti a non scherzare (in primis Charlie Ebdo)?
    Si, quello.
    C'è un parallelismo esplicito: le cellule si trasformano per mancanza di ossigeno e si nutrono di alcune proteine animali aggressive fino ad attaccare i centri di smistamento molecolari.
    La psicologia islamica sta tutta richiusa in un solo libro, più di un miliardo di persone che "respirano" in un libro solo..."l'ossigeno" per la mente finisce in fretta. Si alimenta materialmente della nostra ricchezza e in cambio ci danno una sostanza nera e appiccicosa da cui noi traiamo l'energia necessaria, e psicologicamente dalle proteine degli imbecilli che, andando contro ad ogni ortodossia antropologica ed evolutiva, sostengono concetti idioti quali la presunta uguaglianza, sotto ogni aspetto, della natura umana. Il sindaco del mio paese in ossequio alla piddinitas ogni tanto va in moschea al venerdì. Indubbiamente sono una bella carrettata di voti, e di sti tempi ad appecorarsi i conti tornano sempre.
    Ecco che il cancro è pronto a manifestarsi e a guadagnare terreno.
    E si nutre anche di un'altra idiozia: l'islam moderato. Quale ossimoro, quale mancanza di cultura.
    Bisognerebbe leggere il corano, è molto semplice.
    Quando Maometto parla di tolleranza nei confronti delle altre confessioni, lo fa dalla precondizione della dominazione dei mussulmani sugli altri. A quel punto, come gesto di magnanimità, concede che si possa praticare la propria fede ma rispettando i precetti fondamentali del corano.
    L'islam moderato è una delle bufale meglio congegniate della narrazione.
    Il mussulmano che si modera non è un buon mussulmano e come tale va educato (e la loro cricca lo educa).

    Il cancro non lo si debella con la democrazia, se ne sbatte della democrazia, la fagocita la democrazia, la stermina. Infatti il cancro lo bombardano.
    Sarebbe stato meglio non arrivare a coltivarlo, ma una volta che si manifesta è difficilissimo contenerlo. Bisognerebbe evitare il petrolio (le proteine animali) ma ai livelli dei massimi sistemi non è possibile.

    La foto è veramente inquietante.

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    1. Non so, mi sembra semplicistico. Se parliamo di cancro, diciamo che le potenze coloniali lo sono da parecchio tempo. Gli USA sono un cancro per l'America Latina ed il Medio Oriente, la Germania per l'Europa. Quello che una volta era chiamato il cancro del comunismo di fatto ha protetto le maggioranze europee dalle metastasi del capitalismo coloniale occidentale. Il rifiuto di una bella fetta marcia del "modello occidentale" dovrebbe affratellarci ai musulmani, ma non mi sembra praticamente possibile, vedi il sogno di "proletari di tutto il mondo unitevi".

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    2. L'ho anche specificato, la differenza è: hai letto l corano? si, no? poco e male?

      E ancora; hai mai vissuto in un paese anche solo marginalmente mussulmano?

      Io ho fatto "la guerra" anche coi miei fratelli, anche coi miei parenti, molto più frequentemente coi miei paesani, e la solfa potrebbe ampliarsi ulteriormente, ma alla resa dei conti c'è un non so ché di familiare anche nello "scannarci" vicendevolmente: Forse le stesse miserie umane chi lo sa, forse la consapevolezza di poterci scherzare su, forse perché abbiamo superato insieme l'aria soffocane del moralismo assoluto e abbiamo riso pensando a Gesù che scoreggiava in una barzelletta.
      Ecco, abbiamo la stessa intelligenza dell'ironia.

      Se devo proprio scegliere tra i prepotenti (intendiamoci, fosse per me avrei messo punti, puntini e virgole molto tempo fa, come ho sempre fatto nella mia vita con chiunque non sia stato al suo posto, spesso perdendoci, ma da solo non posso fare un popolo), scelgo quello che almeno mi permette di ridere.
      Se posso riderci non è un cancro, sarà peste, vaiolo o altro, ma non cancro.

      Paragonare il "modello occidentale" al modello "Allah u'kbar" significa non conoscere almeno una delle due culture a fondo.
      E' una cosa tipo: visto che l'imperialismo americano mi fa incazzare sto coi palestinesi con Hamas e con chiunque lo combatte. Che equivale a: visto che sono internazionalista e di sinistra, sto con l'euro sennò sarei nazionalista e di conseguenza reazionario.
      .

      p.s. meglio l'euro che il Riyal se proprio... ed è tutto detto.

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    3. Anonimo10:51

      Ottime considerazioni, Sandro Ceccato. Non esiste l'islam moderato. L'islam è una religione "politica" nel senso che non ammette altra forma di governo che la propria, in quanto espressione della volontà di allah. Anche in quei paesi come l'Iran dove un islam moderato ha preso il potere l'applicazione della sharia è imprescindibile
      Saverio

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    4. Se posso contraddirti Saverio...
      L'islam non è politica, è giustizia.
      E lo è lasciando ben poco spazio alla politica e all'economia.
      Hai mai sentito parlare di elezioni in Arabia Saudita?
      Hai mai letto la costituzione Iraniana? Oppure lo statuto di Hamas?
      Mah, è talmente evidente che pare assodato: nel mondo islamico non esistono diritti, punto.
      Ma dato che hanno il petrolio e investono quella immane quantità di ricchezza che gli forniamo, ecco che si trova sempre qualcuno che si mette a pecorella, vuoi indotto, vuoi dedotto.

      Lasciamo perdere i ragionamenti economici che non hanno proprio base alcuna.
      Io non ci vedo politica.

      Ciao.

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    5. Ah, per curiosità; vai a vederti cosa significano le due spade incrociate che stanno al centro della loro bandiera. :-)

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  4. Anonimo09:55

    I tuoi articoli sono sempre un secchio di acqua fresca nel deserto. Poi arriva sempre quello che avvelena il pozzo. Chi ostinatamente vira il dibattito sull'odio anti islamico, compiendo l'equazione invasori = mussulmani, ignorando volutamente le ormai numerose e autorevoli testimonianze su chi ha voluto e finanziato il "terrorismo islamico", chi criminalizza in toto un credo religioso (come se le altre religioni fossero migliori) di un miliardo e mezzo di persone paragonandolo a un cancro da bombardare, serve gli stessi padroni di quelli che ci impongono con la propaganda e ormai anche con la forza di diventare un Paese multietnico. Se poi si vuole invitare a leggere un libro religioso pieno di violenza in cui il dio di turno ordina continuamente ai suoi fedeli di fare pulizia etnica, distruggendo tutti gli infedeli, comprese donne, bambini e beni, per imporre il loro dominio,basta aprire la Bibbia. Bibi & friends non si sono mica inventati niente!
    Grazie Barbara
    Lettrice Affezionata

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    1. Gentile Barbara, e' un problema di spazio. Se le abitudini sono differenti, serve piu' spazio per una pacifica convivenza, moltissimo spazio e mura se le differenze culturali sono totali. Il decoro delle nostre meravigliose citta', costruite ed abbellite nel corso di secoli, che non hanno uguali in tutto il pianeta, non puo' essere distrutto cosi'. Ma appunto andiamo verso il modello americano, il centro lustro e protetto, appena tre isolati piu' in la' la mer.da totale, ubriachi svenuti, senzatetto, disperazione, con rigidissime divisioni per etnie. Ma il nostro territorio non e' strutturato cosi', abbiamo gioielli sia in centro che in periferia. Comunqie gioverebbe sempre ricordare che alla base del problema c'e' sempre e solo la disuguaglianza. In centro ci sono gli abbronzati, in periferia i negri. Quindi immigrazione libera e distruzione del welfare vanno a braccetto.

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    2. Infatti io non noto differenze sostanziali tra gli uni e gli altri, anche se la bibbia non l'ho letta.
      Mentre non mi pare che nel vangelo vi sia alcuna esortazione violenta verso altri.
      Che poi non ci si riesca è un altro paio di maniche, ma almeno ci si prova.
      Ribadisco che se non si può scherzare su qualcosa è l'equivalente del cancro.
      E' talmente semplice che è difficile comprenderlo.

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  5. Barbara abbi fede che Allah é grande ma sopratutto é feroce e sarà la ferocia dei suoi seguaci che ci libererà dagli stronzetti che scivono su Facebook quello che hai riportato.

    Poi avremo un altro problema, ma una cosa alla volta.

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