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domenica 27 dicembre 2015

Il defibrillatore sarà aiuto di stato


Ieri con Kasalergi abbiamo scherzato ma fino a un certo punto, in quanto l'ipotesi che il suo libro sia nient'altro che una sofisticata presa per i fondelli non mi persuade nemmeno un po'.
Oggi parliamo di quel settore produttivo del pensiero unico che non si balocca con fantasmagorie futuribili e voli pindarici low cost ma pianifica e teorizza attingendo a piene mani dai manuali ormai classici della shock economy.
Si parla sempre di un futuro ma assai più prossimo rispetto alle visioni kasalergiche del duemilanta e, in specie, di futuro della sanità pubblica. Della sua progressiva ed inarrestabile privatizzazione ma non solo. C'è nell'aria, come vedremo, qualcosa di più subdolo e pericoloso che attiene, più che alle leggi del mercato versione ultraliberista, ai diritti fondamentali della persona, a concetti come la libertà di scelta e di cura ed alla Libertà in generale.

La privatizzazione della Sanità in quanto tale, se si limita ad offrire un ottimo servizio a prezzi concorrenziali di mercato in un regime che prevede comunque anche l'accesso gratuito a livelli essenziali di assistenza, non è poi la fine del mondo. Accade perfino che, in certi settori e realtà locali, il privato stia iniziando ad offrire un servizio più rapido, efficiente e a minor prezzo rispetto al corrispondente servizio pubblico. Il che è benvenuto.
La mia preoccupazione riguarda piuttosto certe cose che si leggono e che animano un dibattito che non viene nascosto in qualche rivista specializzata o convegno a porte chiuse ma pubblicato sul web ed offerto liberamente alla lettura di tutti i volonterosi naviganti. Un dibattito che, parlando di sostenibilità del SSN solo come problema economico, sconfina - non so fino a quanto involontariamente - in territori etici che sono come dei campi minati. Un passo falso e salta tutto. Nel senso dello stato democratico.

Il punto di partenza per questa mia riflessione è stato questo articolo pubblicato su NoisefromAmerika, firmato dal Dott. Paolo Piergentiliche discute di una "Proposta di Disegno di legge: Obbligo alla vaccinazione antinfluenzale per gli assistiti dal Servizio sanitario nazionale di sessantacinque e più anni."
Obbligo che prevede, ovviamente, delle sanzioni, come spiegato nell'estratto dall'articolo che offro alla vostra attenzione:


Seguite il ragionamento che perviene alla suddetta conclusione. Tu sei vecchio e stai sul groppone della collettività che ti paga le cure in caso di bisogno, con l'aggravante che tu, essendo vecchio e cagionevole, costi più dei giovani. Ora, siccome non esistono clisteri gratis, se vuoi mantenere il diritto all'esenzione del ticket, dovrai sottoporti ad una pratica vaccinale che NOI abbiamo deciso essere indispensabile e sicura, basandoci (ma questo non te lo diciamo) su un giudizio assolutamente arbitrario (data la nota imparzialità di una ricerca farmacologica quasi totalmente dipendente dalle sovvenzioni dell'industria) e vagamente antiscientifico, in quando la scienza non prevede mai le certezze al 100% ma margini di incertezza, molte ipotesi e pochissime teorie.
Ergo, se tu, vecchio, vorrai continuare ad usufruire di un servizio sanitario pressoché gratuito e non doverti pagare tutto, dovrai sottoporti alle cure ed ai programmi di prevenzione che decideremo NOI.

Naturalmente ci si dimentica di dire che tanti farmaci prescritti giornalmente rientrano ormai nella fascia C a pagamento, ad esempio gli ineffabili "integratori", e che è interesse dell'industria farmaceutica creare sempre nuovi malati da fidelizzare con farmaci a vita, come l'ergastolo della pillola per la pressione o contro il diabete che viene ormai comminato a chiunque, oltre i 40 anni, non eviti accuratamente di oltrepassare la soglia dello studio del medico di base ma lasci ogni speranza entrandovi.

Nelle poche righe citate dell'articolo di NfA sulle "sanzioni" per chi non si farà sparare l'antinfluenzale di regime, c'è già - a mio parere, ma lascio il giudizio a chi è competente in materia - una caterva di obbrobri giuridici ed etici, oltre all'ormai immancabile incostituzionalità, ma per comprenderne completamente la pericolosità ideologica sottostante, suggerirei di completare la disamina del pensiero del Dott. Piergentili (medico e manager, ci tiene) attraverso la lettura di quest'altro suo articolo, "La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale", pubblicato sempre su NfA.
Nel paper assai ben documentato e competente, ad un certo punto egli elenca le soluzioni al problema della sostenibilità della sanità pubblica e giunge a queste che, per una inguaribile romanticona come me, suonano conclusioni incredibili e di una gravità inaudita.



Quel "difficile da gestire" mi ricorda tanto una delle mie professoresse all'università che, parlando di alcuni studi di neurofisiologia condotti sull'animale mediante vivisezione, un giorno disse: "Eh, peccato che questi esperimenti non si possano fare sull'uomo."
Lasciamo stare quel "limitare i diritti" che non è "strada hard" ma un bestemmione nel tempio della democrazia e della libertà. Negare la dialisi ad un anziano solo perché si rivolgerebbe al SSN è solo "politicamente insostenibile" o anche vagamente nazista?
Lasciamo stare la "punizione" per gli stili di vita negativi o la "scarsa compliance" (leggi: rivendicare il diritto alla libertà di cura se non alla libertà in genere).
Posso dire che anche solo pensare di "fissare un limite d'età per l'accesso alla dialisi" è mostruoso?
Ho subito pensato, leggendo quelle righe, che ho una zia di 82 anni in dialisi. Se decidessero che è troppo vecchia, quanto dovrebbe pagare, per curiosità, per ogni trattamento? E se non avesse i soldi per pagare o ad un certo punto li finisse, visto che deve sottoporvisi due volte a settimana per sempre, mi state dicendo che dovrebbe rassegnarsi a morire, visto che, con un rene solo e senza dialisi, essendo negato anche l'accesso al trapianto, immagino, non vi sarebbe per lei altra soluzione?

Tutto il ragionamento sulla sostenibilità è strumentale ad una certa visione del mondo perché, riflettendoci, tutti questi obblighi, limiti d'età, cure negate o cure imposte, riguarderebbero solo, naturalmente, i poveri o comunque tutti tranne l'élite. Perché a nessuno, potendo egli pagare, nel pubblico o nel privato, verrebbe mai negata la dialisi a 99 anni, il trapianto di un organo e la cura non convenzionale negata al popolaccio, e non gli verrebbe parimenti imposta alcuna vaccinazione obbligatoria, vero dotto'?

Questa ideologia, che lascia trasparire una visione profondamente reazionaria e classista, nonché eugenetica, tipicamente elitaria, presuppone infatti che:

1) L'assistenza sanitaria agli anziani sia una sorta di regalìa e non il frutto di anni di contribuzione fiscale da parte di ex lavoratori ora anziani pensionati. Qualcosa insomma, un diritto, che si sono guadagnati attraverso il lavoro che rende liberi.

2) Che l'anziano sia sempre e comunque bisognoso di cure e in fondo rappresenti in sé un peso per la società, vista la sua scarsa produttività di pensionato "mantenuto" dalla collettività. Il fatto che l'anziano invece si occupi dei nipotini e sostenga spesso anche economicamente i figli senza lavoro non conta nulla?

Il rischio di una selezione della popolazione in base al censo, magari proficua ai fini di un ripopolamento guidato su base etnica, riguarda tutti noi.
Capite bene che, passato il Rubicone con i vecchi, magari con l'apposita ennesima modifica alla Costituzione, sarebbe un attimo applicare il ricatto economico - perché di ricatto economico si tratta - anche alle altre fasce d'età e di pazienti e ancora oltre, oltre l'infinito.
Alcuni esempi. Tu donna over 45 anni: niente sanità gratuita se non ti sottoponi alle 3-4 mammografie che quest'anno abbiamo deciso di somministrare ad un campione della popolazione.
(Apro una brevissima parentesi. Ecco cosa intendeva forse la dottoressa che mi disse: "Se non si sottopone alla mammografia che le consigliamo [la seconda nel giro di due mesi, nda] non potrà più rientrare in futuro nel programma di prevenzione gratuita.")
Ed ancora. Tu, bambina: niente sanità gratuita se non ti sottoponi alla vaccinazione contro il papilloma virus.
Tu, lavoratore della scuola: niente contratto se non ti sottoponi al nuovissimo set di dieci vaccinazioni dieci "contro tutto" gentilmente offerto dal nostro sponsor, la nota casa Farmaceutica XY.
Amano soprattutto le vaccinazioni perché si può creare un vaccino praticamente contro qualsiasi cosa senza dover dimostrare se funziona o no o è dannoso, perché decidono tutto loro.

Devo continuare con l'immaginare le possibili applicazioni del metodo della cura obbligatoria o negata per legge? Provate anche voi e verrà fuori qualcosa di peggio del libraccio di Kasalergi e perfino di quello di Kalergi l'originale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Ricordate quel brano de "La Vita è bella" dove Giuliana Lojodice racconta ai bambini di come in Germania hanno risolto il problema degli handicappati che pesano sulle casse dello Stato? Ecco, mi dispiace ma il fondamento filosofico che mi pare di scorgere nel ragionamento dei DoktorsfromAmerika è lo stesso. Il malato come peso, come costo. Non come io, tu, voi, noi che a volte ci ammaliamo perché siamo esseri umani, perdio, e faremmo tanto volentieri a meno di stare male. La sanità come privilegio e la malattia come colpa.
Il malato e il vecchio come problemi da risolvere. Allora con l'eugenetica nazista, oggi con l'eugenetica della shock economy. 

26 commenti:

  1. Anonimo22:54

    Questo é un mostro peggio di Hitler......del resto scrive su un sito che è tutto un programma.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Mia cara, erano anni che me lo sentivo nelle ossa: dopo il parlamento nipponico, quello inglese e altri ancora che ventilarono l'eutanasia a scopo economico, il richiamo alla durezza dell' esistenza come valore da fare assaporare, gli articolini eccitati sui viaggi in svizzera come frontiera del senso civico (del togliersi di mezzo) era inevitabile che si arrivasse a questo. Unico commento: se c'è una classe sociale che si RIFIUTA di vaccinarsi testardamente è quella dei medici. A ognuno le conclusioni. E comunque è come dici tu, si va verso una eugenetica in base al censo e all'età. Ribelliamoci e facciamo almeno fallire le farmacie, che poi sono il secondo negozio preferito (inspiegabilmente) dalle donne odierne!!!

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  4. Asimov si era inventato il sessagesimo... e noi ci stiamo arrivando ad ampie falcate, molto prima di quanto lui preconizzasse.

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  5. Anonimo11:40

    o subito pensato, leggendo quelle righe, che ho una zia di 82 anni in dialisi. Se decidessero che è troppo vecchia, quanto dovrebbe pagare, per curiosità, per ogni trattamento? E se non avesse i soldi per pagare o ad un certo punto li finisse, visto che deve sottoporvisi due volte a settimana per sempre, mi state dicendo che dovrebbe rassegnarsi a morire, visto che, con un rene solo e senza dialisi, essendo negato anche l'a.ccesso al trapianto, immagino, non vi sarebbe per lei altra soluzione?
    Domanda: ha chisto a Sua zia cosa ne pensa?
    La risposta potrebbe sorprenderLa.
    Saluti
    l

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    1. I non è un nome.
      Non dialogo con letterine dell'alfabeto.

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    2. Anonimo18:06

      Certo Barbara che sono dei cagasotto con mille paure se mandano subito il benpagato"social"ista a tentare di minarti nel dubbio che tua zia desidererebbe la sopensione della dialisi per passare docilmente oltre.
      Evidentemente le parole fanno ancora paura (sempre che la gente si svegli).
      Grazie dell'articolo Barbara.

      Hart

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Anonimo12:01

    il problema non sono i piani genocidiarii delle elites che sono noti da tempo ma l'entusiastica adesione a questi da parte di tanti "dottorini" ansiosi di fare i kapo'.
    Ed e' questa particolare "fauna" che andrebbe "curata" DA SUBITO , perche' non volendo noi " poppolo" finire come "pecore" ed essendo sempre difficile arrivare ai "pastori" , l' unica difesa sara' mordergli i "cani" ; perche' questultimi , proprio per l' esercizio dei loro pessimi "servizi", non potranno mai nascondersi bene.

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  7. Lorenzo da Faenza15:24

    Carissima,
    dopo averLa lodata, via email personale, per alcuni precedenti articoli, mi permetto questa volta di bacchettarLa aspramente.

    Possibile che anche Lei appartenga al genere diffuso di libertaria o liberale a tempo parziale o a scartamento ridotto? Genere che non differisce poi tanto da quello statalista, sociopatico, socialista, sociocapitalista che impera ormai ad ogni latitudine. E' indifferente definirsi di destra o di sinistra; sono solo distinzioni orizzontali menomate di spiritualità verticale...
    Come fa a non capire, una preparata e colta come Lei, che tutti i "diritti" conculcatici nel tempo dall'attuale statolatria, una volta esaurito la Schema Ponzi, qualcuno dovrà poi pagarli e profumatamente?
    Non sono in possesso della Sua dialettica ma provo a piegarmi semplicemente:
    1) Ovvio che non esistono clisteri gratis. Gratis esiste l'amore, forse.
    2) Bigfarma esiste perché c'è uno stato (la minuscola è voluta) in combutta e in affari(loschi) che si vuole occupare di me e di Lei dalla culla alla tomba, senza peraltro chiedere il permesso.
    3) Suddetto stato esiste e si finanzia perché mi deruba del 70% del frutto del mio lavoro per "darmi dei servizi". E se ci metto tutto, tasse, contributi, accise e compagnia cantante, arriviamo all'85%.
    4) Chi si è fatto derubare nel passato (gli anziani) ignora che il maltolto non esiste più; è stato speso, sperperato, dilapidato in stipendi (pubblici), pensioni (anche baby), invalidità, cure mediche inutili e in tutto ciò che è servito a prender voti e a autoperpetuarsi.
    5) Il "diritto alle cure mediche" poggia quindi solo su una montagna di 2.200 mld di debiti pubblici e altrettanti di privati.
    6) Lei sa quanti clisteri, ricoveri, tac, squartamenti vari potremmo pagarci da soli e a testa alta senza i sacrifici che ci impone il Nuovo Dio? E come potremmo essere anche solidali con chi ha veramente bisogno?

    La libertà bisogna essere disposti a pagarla e a difenderla anche con la vita.
    La libertà è meno che mai una elemosina statale, dopo che ti ha rubato tutto.
    Cordialità!

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    1. ...insomma, un altro di quelli che " dagli alla castacriccacoruzzzionebrrrrruuuuutttttaaaaastatoladrooooooooooo" !

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    2. Anonimo19:39

      I libertarians sono anche peggio dei nazisti, e questo commento demenziale e criminogeno lo dimostra.
      MATTEO

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    3. Lorenzo10:18

      Non c'è schiavo più schiavo di chi non sa di esserlo.
      O sei un dipendente pubblico?
      Ti avviso che il mio latte non lo succhi più da un pezzo!
      Presto finirà anche quello degli altri....

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    4. Anonimo11:12

      Dipendente privato, per quello che gliene può fottere, dottor Facco.
      MATTEO

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    5. Lorenzo Facco12:46

      Allora non si guarisce più!
      Ma forse dipendente Equitalia SPA, Poste Italiane SPA, Hera SPA, Ferrovie SPA, ecc...
      Se così non è, buon licenziamento prossimo venturo.
      E saranno c....i!!!!

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    6. Anonimo09:17

      Non ci ha preso, ed è normale che sia così: a parte nella mente dei nazi-libertari (e di Massimo Fini) l'Italia non si divide in parassiti di Stato (che poi a ben vedere sono tutti) e partite IVA che eroicamente resistono.
      MATTEO

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  8. Anonimo19:29

    Io insisto a difendere i pur indifendibili nazisti. Questa roba e' molto peggio proprio perche' classista. L'Eugenetica, come tutte le Eu* (guarda un po' come sanno coniugare il termine dove e' stato coniato) e' figlia del Progresso. Dopo aver dissezionato cadaveri per secoli, si sono accorti che potevano osservare l'organismo ancora in funzione. Dopo aver convissuto con tare e malattie ereditarie di ogni genere hanno cercato il modo di assicurarsi una prole sana. E chi non la vorrebbe ? Con questo fine (i nazisti) hanno cercato (senza riuscirvi) di obbligare i portatori di tare a non riprodursi e a rendersi utili alla societa' adottando gli orfani. E' proprio in questa fattispecie che individualismo e collettivismo fanno il botto. Da un punto di vista sociale (ma anche etico), e' ammissibile che il malato procrei altri malati pur essendo consapevole di esserlo ? E' ammissibile se non lo sa, ma quando merce' il Progresso ne e' edotto che si fa ? Stessa cosa vale per i vecchi. Il vecchio, al contrario, e' un peso solo per la societa' egualitaria. Per quella non egualitaria e' una ricchezza, perche' l'eta' raggiunta e' di per se' segno di successo, non solo di fortuna genetica. L'eschimese che non e' piu' utile alla comunita' se ne allontana volontariamente e va a morire. E' un nazista ? Parimenti, fino tra i ghiacci, il vecchio esperto che e' in grado di trasmettere la propria esperienza, non solo puo', ma deve sopravvivere il piu' a lungo possibile per comunicarla ai posteri. Qui si vede come siano dinamiche assolutamente sociali. Si parla di casi estremi; di luoghi e fattispecie nei quali la vita e' gia' di per se' molto difficile a causa del clima. Ma se ne puo' parlare anche a proposito degli spartani. Avevano qualche ragione per imporsi regole cosi' dure ? Certo che le avevano. Non era un mero approccio ideologico il loro. Ma veniamo a noi. Questi provvedimenti aberranti si pongono almeno due scopi: accelerare lo sfoltimento della popolazione e assicurare l'immortalita' all'elite. Ma quando la selezione dell'elite si basa solo sul censo e' legittimo sperare che duri poco. Eppure anche tra questi ci saranno certo stati brillantissimi cervelli. Altrimenti non sarebbero riusciti a conquistare il mondo. Pero' nemmeno loro parrebbero capaci di assicurarsi una prole che assicuri la continuita' del loro potere. E allora a che si affidano ? Al Progresso. A quale etica si puo' ricorrere una volta scomparsa quella religiosa e le sue varianti politiche ? Questo e' il Materialismo realizzato di cui il Progresso e' il solo catalizzatore. Quindi e' meglio se ce la prendiamo con noi stessi piuttosto che non con gli sconfitti di 70 anni fa che, almeno, non erano cosi' totalmente materialisti. Prima ancora dell'elite noi dobbiamo temere noi stessi. Dobbiamo convincerci che molte delle aberrazioni che lamentiamo oggi le abbiamo desiderate. Non tutte, ma molte.

    G.Stallman

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    1. Il (sacro) principio di mutualita', se non e' culturalmente, fraternamente condiviso, allora purtroppo scricchiola. Perche' dovrei contribuire alle cure di accaniti fumatori? Di bambini che ancor oggi sono lasciati in auto senza cinture? Di persone che non riescono a controllare il proprio peso? Di genitori che si ostinano a procreare un figlio down? La mutualita' deve essere bidirezionale, una responsabile disciplina di vita... ma ovviamente ci si scontra con la pratica: chi decide nonche' sanziona i comportamenti socialmente "scorretti"?

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    2. Anonimo19:43

      Sono abbastanza d'accordo, ma il concetto di progresso è troppo vago.
      Diciamo che la cultura utilitarista liberale anglosassone ha trabordato da Albione ed è giunta anche in popoli storicamente ad essa ostili.


      MATTEO

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    3. Anonimo18:28

      Il concetto di Progresso e' come quello di Umanita': sono concetti, appunto. Quando si tratta della legittima aspirazione a migliorare il proprio stato, o trovare una via di mediazione tra popoli diversi che altrimenti si combatterebbero, si tratta di principi positivi. Ma alla fine prevale una visione inequivocabilmente politica che in nome dell'uno e dell'altra abbassa l'umanita' ad un livello tanto piu' basso quanto e' il suo numero. E' l'unica via possibile per l'Eguaglianza. A questo punto non conta piu' l'uno ne' l'altra. Basta vedere come alla luce delle diverse visioni del mondo viene interpretata la Storia. Per i progressisti (che sono sia i liberali che i socialisti) il Medio Evo finisce con la Rivoluzione industriale. Da allora non si puo' che migliorare e marciare uniti verso l'Eden in Terra. E questo sarebbe un atteggiamento razionale che si contrappone all'oscurantismo precedente ? E' evidentemente una questione filosofica.

      G.Stallman

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  9. Scusate, il senso generale del post è perfettamente condivisibile, ma mi impunto su un dettaglio: ritengo francamente sia superficiale sparare ad alzo zero sulle vaccinazioni. Indubbiamente le case farmaceutiche cercano (anche) li il loro guadagno, ma questo non significa che di per se siano inutili o pensati (sempre) per il nostro male. Ai vari complottardi andrebbe rammentato che il vaiolo (esempio facile per esprimere il concetto) non è una bella cosa e se è stato debellato (tranne per gli intelligentoni che si tengono un paio di ceppi sotto il cuscino) è proprio grazie all'uso di questo strumento sanitario. Inoltre ciò che permette adesso questo tipo di polemica (vaccino si, vaccino no) è anche la grazia dell'effetto gregge, vale a dire che se la maggior parte dei saltamartini attorno a me è immune ad una malattia virale, si abbassano le probabilità che io la contragga. Questo effetto è prezioso in ottica epidemiologica, e non andrebbe buttato alle ortiche tanto a cuor leggero. Poi per carità, uno dovrebbe poter fare quello che vuole, ma bisogna stare molto cauti sulle generalizzazioni. (sui commenti riguardo ai medici di famiglia mi astengo, io personalmente ho un'ottima esperienza, e ritengo che se il SSN ha ancora il livello qualitativo che ha, nonostante i tagli forsennati a scopo privatizzante (Chomsky etc..) è anche grazie al valore del personale (generalizzo pure io, poi per carità, un pirla lo si trova ovunque) che lo compone. Nulla è perfetto e vi sono sbagli come ovunque, ma ho la sensazione che tutto il parlare di malasanità, dagli agli spreconi etc, abbia il preciso scopo di creare le premesse per un consenso alla privatizzazione. Questa si, foriera di periodi cupi davvero.

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    1. Concordo pienamente con Ursus.

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    2. Altrettanto condivisibile questo commento che tiene conto degli effettivi successi della strategia delle vaccinazioni in determinati casi e per determinate malattie. Il discorso sottostante è, se ho ben capito, come ci si tutela se attraverso l'obbligo con ricatto di effettuare determinate vaccinazioni allo scopo di contenere complicazioni e spesa sanitaria, dopodomani, attraverso quegli stessi atti medici si decidesse di veicolare mezzi per la soppressione di determinate categorie di persone "troppo costose" per la collettività. Vogliamo ricordare le sterilizzazioni coatte sulle donne native americane nella patria della democrazia occidentale? Ciò che è stato già fatto è ripetibile e ciò che è immaginabile è altamente probabile.

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    3. Anonimo18:39

      Invece non concordo. Cosi' come e' piu' importante chi impugna un'arma piuttosto che l'arma stessa, e' piu' importante chi raccomanda/somministra il vaccino piuttosto che il vaccino stesso. Non siamo piu' ai tempi di Sabin, mi pare di capire. Gli interessi economici c'erano anche allora, ma la mentalita' dello scienziato era profondamente diversa; almeno nella maggioranza di questi. Insisterei sul fatto che il Progresso non viene piu' accettato come una volta. E questo perche' e' venuta meno la fiducia politica in chi lo gestisce. Ovviamente, la sfiducia genera sfiducia e un'innovazione positiva potrebbe essere rifiutata solo perche' chi l'amministra ha tradito la nostra fiducia. Comunque, tutto si riduce a questo: e' venuta meno la fiducia dei governati nei confronti dei governanti.

      G.Stallman

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