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sabato 5 marzo 2016

Meditazioni di una donna che ha smesso di fumare

da "Musings of a cigarette smoking man"
Nei giorni scorsi, per caso, mi è capitato di leggere alcune citazioni di Jacques Attali (uno dei troppi padri dell'Europa) e Zbigniew Brzezinski, ex-consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Carter (1977-1981) e mi sono chiesta: cosa spinge questi personaggi a fantasticare sempre sul futuro e a passare il tempo a colorare il mandala del mondo che verrà? Questi piccoli architetti - ma quelli eurocratici sembrano più che altro geometri - sono per caso tutti scrittori falliti di racconti di fantascienza rifiutati dagli editori, che sublimano la frustrazione esercitando il potere che permette loro di avverare le loro previsioni scritte in saggi che vengono presi sul serio, visto il pedigree dei loro autori? Perché si divertono, dalle stanze dei bottoni, a spoilerare ai pezzenti della plebaglia come andranno a finire le loro miserevoli vite in base a ciò che è già stato deciso in alto e in separata sede?

La differenza tra la loro narrazione e i grandi romanzi distopici di Aldous Huxley e George Orwell, ad esempio, è che questi ultimi hanno utilizzato la forma letteraria, il linguaggio della metafora e dei simboli e che il  futuro totalitario che descrivono non è una progettualità ma qualcosa di purtroppo già avvenuto che ci ammonisce affinché possiamo scongiurarne in tempo l'avvento. Invece i futurologi dell'élite, facendo riferimento non a figure metaforiche come il Grande Fratello ma ad entità realmente esistenti, come l'ONU e il FMI (vedi citazione sotto), e utilizzando il verbo dell'ineluttabilità da un punto di osservazione dominato dal proprio particulare, assai disinteressato alla democrazia, molto probabilmente stanno descrivendo nient'altro che una minima parte, un'assaggio, di ciò che stanno realmente adoperandosi per realizzare nella realtà, traendolo dalla loro agenda fitta di imperativi categorici. E questo senza fornirci alcun ammonimento - visto che nel loro meraviglioso mondo futuro la democrazia non è prevista - se non quello di non osare opporci e di accettare passivamente qualcosa che sembra non possiamo più evitare che accada. 
Il perché non possiamo esimerci lo spiega Attali:

fonte:  J. Attali "Lessico per il futuro"
Nell'introduzione del suo "Dizionario del XXI secolo" le parole chiave ci sono tutte: la sovrappopolazione e l'invecchiamento, l'inquinamento (er globbaluormin), il giovanilismo, la fluidità del mercato, il precariato, il nomadismo, l'iperclasse, la Rete (bravi, miei piccoli lettori, vedo che qualcuno di voi ha già fatto il salto quantico arrivando subito a Casaleggio.)  
C'è un problema, però. Il futuro potrebbe essere bellissimo, ipertecnologico, transumano e transgenico:
ibidem
Sentito? La "civiLego"! Solo per questo bisognerebbe legarlo ai quattro cavalli che si usavano nell'antichità. L'ONU come governatore mondiale, con il FMI come suo esattore ("Le ONG si sostituiranno al dissolvimento degli Stati, dei partiti, dei sindacati"), la riduzione delle ingiustizie (e questa forse è la vera fantascienza di tutto questo sproloquio). 
Questo sarebbe, secondo Attali, il mondo futuro ideale che ci aspetta, ma purtroppo, siccome permangono i retaggi del passato (come la democrazia), ecco arrivare la frase chiave: 

Eccoli là. Il futuro potrebbe essere ipertecnologico e meraviglioso se non vi fosse il passato a remare contro e quindi per questo motivo, per evitare di perdere la democrazia, dovete aiutarci ad eliminare la democrazia e la tradizione.
Il principio fondativo del ragionamento è che il passato è una cosa orribile, che occorre superare ad ogni costo, perché il passato ha creato un presente che è inaccettabile (dal loro punto di vista, in pratica, è troppo democratico). Ecco quindi che il presente oppresso dal passato deve liberarsene e andare fiducioso verso un futuro che, stranamente, non è lasciato al caso ma viene accuratamente predeterminato. 


Il nichilismo, 'o pernacchio in faccia a Dio, la pretesa della fine della Storia. Troppo comodo, signori, negarne il giudizio infallibile, terribile ed inesorabile. La vendetta della Storia sui traditori è una delle poche vere manifestazioni in Terra del divino. La pretesa, infine, di poter inventare il futuro e l'inconfondibile sentore della controiniziazione nella scissione del principio rivoluzionario "liberté, égalité, fraternité", in tre elementi che, separati, ne depotenziano il senso. Che fratellanza può esserci, infatti, senza libertà ed uguaglianza?
Diciamo la verità. Questa è gente che, élite e massonerie a parte, ha completamente perso la testa.

Questo tipo di futurologia è il delirio di onnipotenza di chi è ossessionato dall'idea di plasmare e dirigere il futuro senza lasciarlo al caso, visto che il caso potrebbe anche prevedere un mondo senza più gli Attali, i Bzrezinki e i loro compagni di aristocratiche merende. E' pensiero magico allo stato puro.
In questi mein Kampf dei banchieri, gente oltre i settant'anni che, non sopportando di doverci un giorno lasciare, fa di tutto per condizionare il tempo in cui non saranno più attraverso i loro posteri, si legge anche un netto delirio di immortalità. Speriamo che per allora, quando l'orologio biologico dovrà per forza fermarsi anche per loro, non abbiano veramente trovato l'elisir della vita eterna.

Non commettiamo però l'errore di considerare questi scenari futuri solo alla stregua dei deliri di pazzi. Esiste qualcosa che viene chiamato, in uno studio della Rand Corporation, il nation-building. Una sorta di scienza delle costruzioni delle nazioni che può benissimo assomigliare al body-building, ovvero ad una pratica sportiva salutare se praticata cum grano salis ma assai dannosa se prevede l'utilizzo e l'abuso di sostanze dopanti. In pratica, secondo i think tank che si prestano allo scopo, le nazioni possono essere create e rimodellate a piacimento. Una cosa che gli imperi, per altro, hanno sempre fatto. Non sarà per caso il vecchio e polveroso imperialismo che ancora lotta insieme a noi?
Curioso, vero? Visto che, contemporaneamente, il Verbo mondialista proclama la fine delle nazioni, dei confini e delle identità nazionali. Al punto che, giusto per restare nell'attualità, l'Italia cede parte del suo territorio virtuale e i propri confini immaginari alla Francia, ovvero ad un paese che non esiste.

Mi accorgo che ho trascurato l'amico Bzrezinki, che pure scrisse le stesse cose, preconizzando il medesimo futuro bello per loro, un po' meno per gli altri, ed ancora più inquietante se è possibile, addirittura nei primi anni settanta, in "L'Era tecnotronica".
"Tutti gli aspetti della vita sono influenzati e controllati da dispositivi computerizzati. Il crescente ausilio di mezzi biochimici di controllo umano favoriscono l'orientamento politico verso le direzioni di cambiamento prefissate. Nella società tecnotronica milioni di cittadini non organizzati sono facilmente attratti verso personalità magnetiche e ricevono le più moderne tecniche di manipolazione del pensiero e delle emozioni. Inoltre, può essere possibile sfruttare i frutti della ricerca sulla mente e sul comportamento umano per fini politico-strategici."
Di conseguenza, un'élite scientifica determina l'indirizzamento politico attraverso un uso estremo della propaganda e perfino di tecniche di lavaggio del cervello e manipolazione genetica.
Il risultato di questi procedimenti sui singoli cittadini dell'era Tecnotronica, è che essi sono persone modificate, rimodellate dal proprio stato naturale a quello di cittadini della nuova era scientifica. Magari ingerendo qualcuna di quelle pillole di conoscenza di cui ha parlato di recente Nicholas Negroponte.

Il trilateralista Bzrezinki loda il socialismo (è risaputo che anche tra i neocon sono numerosi  i trotzkisti) e ha parole di grande stima per Marx.
E qui, per la serie "come mai le sinistre appoggiano progetti reazionari neo-aristocratici", non vorrei dimenticare l'apporto fondamentale dell'esimio Coudenhove-Kalergi e del suo idealismo pratico:
"Il socialismo, che ha già cominciato abolendo la nobiltà di rango e livellando l'umanità, trionferà nella produzione della nuova nobiltà mediante la differenziazione dell'umanità. E' qui, nell'eugenismo sociale che risiede la sua più alta missione storica, tutt'ora misconosciuta: giungere, da un'ineguaglianza ingiusta, attraverso l'uguaglianza, ad un'ineguaglianza giusta. Passando sopra le macerie di tutte le pseudo-aristocrazie verso una vera nuova nobiltà."

Si diceva prima di Casaleggio. Ebbene, la sua visione del futuro presentata nel film "Gaia", che tanta paura fa a Ugenio nostro, il quale però non si accorge di frequentare gli stessi ambienti elitari dai quali promanano sempre quelle visioni, non sarà per caso l'ennesima versione del sogno distopico dell'élite? Dovremmo quindi iscrivere il Gianroberto nella medesima categoria dei Bzrezinski e degli Attali? 
Certo c'è anche quella voce che gira sulla faccenda del gatekeeping e del via libera al movimento dato da ambienti atlantici (che spesso si firmano con il pentacolo) con, immagino, la consegna di marcare stretto il PD per controllarne l'operato. Il che spiegherebbe il livore perfino irrazionale dei piddini nei confronti dei "grillini".  Il Movimento Cinque Stelle è un'entità politica bifronte, che ha il vertice con le scarpe ben piantate nell'élite e una base di assai poco pitagorici apprendisti che parlano troppo e spesso a sproposito e che sembrano rappresentare, oltre alla quintessenza di un'ideale miscuglio di purezza e ingenuità prestate alla cosa pubblica, gli attori ideali di quella che Stefano Zamagni definisce democrazia deliberativa.
“Democrazia deliberativa significa che i cittadini possono intervenire sull’operato del Governo non solo eleggendo i rappresentanti, ma anche influendo su di esso fra un’elezione e l’altra. In Italia, invece, esiste solo la democrazia estesa. E la differenza tra le due è radicale: nella democrazia deliberativa vince chi convince maggiormente, mentre in quella estesa vince chi ha maggiore consenso”. (…)
“Certo, non pochi sono i nodi teorici e pratici che devono essere sciolti perché il modello di democrazia deliberativa possa costituire una alternativa pienamente accettabile rispetto a quella esistente. Ma non v’è dubbio che la concezione deliberativa di democrazia sia, oggi, la via che meglio di altre riesce a affrontare i problemi dello sviluppo e del progresso dei nostri Paesi. Ciò in quanto essa riesce a pensare alla politica come attività non solo basata sul compromesso e l’inevitabile tasso di corruzione che sempre lo accompagna, ma anche sui fini della convivenza stessa e dell’essere in comune. Inoltre, essa è anche la via più efficace per contrastare l’invadenza del “politico” e quindi per rilanciare il ruolo del civile. Il che vale a far sì che lo spazio pubblico cessi finalmente di essere pericolosamente identificato con lo spazio statale”.

Bello il concetto di partecipazione diretta, vero? Peccato quella chiosa, con la rivelazione che la politica (ovvero il luogo di esercizio della democrazia parlamentare) deve lasciare spazio ad un non ben identificato "spazio civile" da contrapporre allo Stato, ovvero alla Costituzione.
E' come per i trip di Attali. Tutto fantastico ma con il trucco e l'inganno.

Come diceva il nostro? "A meno che non si verifichino cambiamenti radicali...." E quando ha scritto il nostro il suo sogno di fantascienza? Nel 1998. Lo stesso periodo in cui fu messo a punto un altro progettone imperiale: il Progetto per un Nuovo Secolo Americano descritto nel manifesto "Rebuilding America's Defense"., dove si legge, a pag. 51: "[…] il processo di trasformazione, anche se porterà ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […]" Altro libro distopico che si è avverato in pieno.

E' il leit motiv. Invocare l'evento eccezionale, far finta poi che sia capitato per caso, quando invece si è fatto di tutto per far accadere l'impossibile. Le profezie dell'élite sembrano le uniche a doversi avverare e la cosa incredibile è che pare che i racconti del futuro dei banchieri e dei vecchi mestatori del potere, e perfino degli scrittori di fantascienza, stiano tutti divenendo realtà.


Robert Charroux, Le livre des secrets trahis, ed. Robert Laffont, 1965

38 commenti:

  1. Anonimo11:59

    In tutto questo però...non ho capito cosa c'entra il fumo.
    Lascio un mio piccolo contributo :)
    http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/decreto-anti-fumo-salutismo-39168/

    Matteo

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    1. kheiron14:58

      Ma come: centra con "l'uomo che fuma" (prima foto in alto), personaggio chiave delle apocalittiche cospirazioni della serie tv X-Files ;)

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    2. Vedi Matteuccio, non conoscere X-Files va bene, non comprendo ma posso giustificare, ma postare il contributuccio tuo andando completamente fuori tema, no. Non farlo mai più.

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    3. Anonimo16:56

      Hai ragione, non avevo minimamente capito.
      Succede anche ai geni come me.

      Matteo

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    4. premesso,che vengo rapito ogni volta dal fascino dei suoi scritti sigra Tampieri,credo che i personaggi da lei citati possano realizzare i loro propositi sempre e solo grazie al contributo determinante dei media(dei loro dirigenti),moderni suonatori di flauti magici,molto piu'efficaci di armi ed eserciti nell'addomesticare le masse al servizio della elite finanziaria.Del resto basta osservare il nostro paese:56m di persone inattive(esclusi alcuni),e riempite con opinioni indotte che attendono la liberazione dal malgoverno che non avverra' mai.Personalmente penso che per scongiurare i piani sinistri di questi pazzoidi potenti,bisogna occuparsi prima dei pifferai loro servi,ristabilendo l'informazione in questa nazione.
      Michele Lollino

      ps:Barbara Tampieri for president

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Anonimo15:50

    Capisco.
    Non ho mai visto quella serie.

    Matteo

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  3. Il mondo di Attali sembra quello della serie Marvel 2099, dove le multinazionali, dopo aver corrotto i governi del mondo, li hanno destituiti e sostituiti proprio perche' corrotti, e dove, dopo aver inquinato l'inquinabile, danno la caccia agli inquinatori, come nei Promessi Sposi davano la caccia agli untori: un facile modo di liberarsi degli individui scomodi. Il nostro futuro distopico e' qui e ora.

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  4. Mi scuso per il fuori tema : vorrei sottopormi alla lettura dei lavori principali di Kalergi (Paneuropa, etc.) ma non conoscendo il tedesco sono un po' in difficoltà... dei pdf in italiano farebbero al caso mio, qualcuno sa dove si possono, ehmehm, scaricare? Mi scuso con la padrona di casa per questa intrusione, spero non me ne voglia.
    Saluti!

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    1. Nell'articolo qui sopra c'è un link ad un altro mio post dove è pubblicato "Idealismo pratico" di Kalergi, ma è in francese.

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  5. Anonimo19:18

    Secondo me devi rimetterti a fumare, cosi' ci guadagno in salute io a non leggere di questi matti pericolosi.

    Ormai allo sconcerto ci sono abituato, ma quando leggo 'sta roba e' sempre come fosse la prima volta. Il mio bias di conferma, pero' ha funzionato. Infatti, dico sempre che non e' una brutta cosa l'immaginare il futuro, un mondo fatto cosi' o cosa'. Non bisogna porre limiti alla fantasia. Ma quando ne hai davvero i mezzi allora cominciano i dolori. Il mio cavallo di battaglia e' sempre quello: e' tutta colpa del Progresso.

    Metti i romanzi di H.G.Wells, grande immaginatore di mondi veri e fasulli, prima ancora che autore di "The New World Order" e "The Open Conspiracy". Era appunto uno scrittore di fantascienza che io conoscevo solo come tale, magari per una riduzione cinematografica vista all'oratorio. O andiamo addirittura a Jules Verne. A me il Capitano Nemo piaceva un sacco. Condividevo le sue vicissitudini e non avevo bisogno di LSD o sottomarini gialli per sognare. Qualunque cosa si leggesse o si vedesse al cinema, sembrava vera (oggi sarebbe imbarazzante per la sua ingenuita'), ma allora no. Pero', rimaneva nel profondo una convinzione: non accadra' mai o se accadra', chissa fra quanti anni. Lo stesso vale per i filmetti fine anni '70 in cui venivano mischiati hippies e marziani che vivevano tutti tavistockianamente in posti che sembravano usciti dalla fantasia di un Bosch. Si pensava, magari sara' davvero cosi', ma chissa' quando. Erano tempi in cui non si faticava come oggi a distinguere tra realta' e fantasia; quindi la seconda era ancora un ristoro: un sogno. Finita la ricreazione si tornava alle normali occupazioni. Oggi e' un incubo; e lo e' proprio perche' si realizza il sogno; non il nostro, ma di questi qui. Metti pure T. Campanella, che ha avuto i suoi successi, ma chi ci vivrebbe davvero in un mondo cosi' ? Nessuno si allarmava perche' tutti sapevano che era appunto un'utopia. Ormai siamo al punto che non si sa se sia piu' colpevole chi queste cose le immagina o chi le realizza. Io non faticherei un attimo a mettere in un lager uno cosi'. Mi dica, dottore sono grave ?

    H.Himmler aka G.Stallman nelle sue ricorrenti crisi da III° Reich

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  6. Anonimo20:29

    PS
    Ho letto, sebbene parzialmente, Praktischer Idealismus con il mio tedesco malconcio. Dal titolo, si intende proprio l'idealismo "reso possibile". Dove tratta della nuova classe dirigente (che c'e' gia' da parecchio), composta dall'incrocio tra l'antica nobilta' superstite e la nuova borghesia cosmopolita composta dai dinamici finanzieri e giornalisti ebrei, intenderebbe la costruzione di una nuova razza (e' proprio questo il termine usato) che unisca le doti del rustico junker con quelle dei "cittadini" di cui sopra. Questa roba veniva gia' dal secchio degli Asburgo a cui l'Adolfo imputava di avere un progetto di germanizzazione del mondo in totale assenza del popolo tedesco (tutti parleranno tedesco ma non ci saranno piu' tedeschi). Ovviamente, il cattivone conosceva perfettamente il Conte, mentre Mussolini arrivo' fino a blandirne il progetto, almeno inizialmente. Stranamente Lenin non sembrava interessato alla cosa, ma sicuramente l'avra' conosciuto in quanto era uso giocare a scacchi nella stessa pasticceria di Vienna in cui tutti gli idealisti usavano andare. Diciamo che c'era grande fermento intellettuale a quei tempi ed ogni giorno nasceva una teoria nuova. Nella brevissima esperienza del parlamento austriaco (chiuso per la troppa confusione) figuravano gia' i sionisti, i nazionalsocialisti ceki, i democratici ungheresi etc. Ognuno con la sua visione del mondo. Questo per rimarcare che la fantasia non e' colpevole di per se' stessa, ma alcuni tipi di fantasie escono solo da alcuni tipi di uomini. Predilezioni come quelle del cosmopolita Attali sono proprie del suo ambiente che e' assolutamente minoritario dovunque.

    G.Stallman

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    1. Anonimo21:11

      Quella di Mussolini affascinato da Kalergi è una invenzione di Ida Magli, sia detto con tutto il rispetto per la persona recentemente scomparsa.
      La verità è che ALCUNI fascisti legati a CERTUNI ambienti (es: Ur e sodali ma non Reghini, forse Evola) avevano simpatie per il Conte.
      E infatti, non troverai mai una fonte DIRETTA che confermi questa idiozia.

      Matteo

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    2. Anonimo22:24

      Non fatico a crederci, dato che il Cosmopolitismo non era certo il primo tra i suoi desideri. Non so dove la Magli abbia preso questa informazione, ma presumo che la tua sia piu' verosimile. Nella politica ficta Mussolini diede molti esempi di spregiudicatezza, come quando caldeggiava la costituzione di un focolare ebraico, mentre contemporaneamente brandiva la spada dell'Islam tra i cavalieri berberi. Questa e' la ragione per cui ritenevo verosimile la notizia. Gli sponsor di Kalergi erano nella stessa famiglia Rotschild. mi pare una spiegazione sufficiente.

      G.Stallman

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    3. Anonimo22:37

      La Magli ha tratto questa (errata) informazione da troppe letture delle edizioni Atanor di Ciro Alvi (padre di quel simpatico massone Staineriano di Geminello) le quali derivano direttamente dal gruppo di Ur.
      Oggettivamente, all'interno del fascismo (e ancor di più del nazionalsocialismo) esisteva una corrente che riprendeva in modo non del tutto casuale certi filoni dell'esoterismo italico (per esempio il neopitagorismo o anche alcune forme di gnosi neoplatonica) e tentavano così di indirizzare la politica in direzioni ritenute più consone.
      Mussolini aveva innumerevoli difetti, e forse alla fine della sua vita non era del tutto padrone di se stesso.
      Ma NESSUNO in buona fede può definirlo un cretino.
      La prova è che di fatto il gruppo di Ur (nelle sue varie incarnazioni) fu tollerato fino ad un certo punto, e poi decisamente represso.
      Purtroppo il grave errore di Mussolini fu quello che gli rimproverò SAtalin, cioè di essere troppo buono.
      Infatti bisognava fucilarli tutti questi bastardi che hanno reso la DR un covo di imbecilli anti italiani.


      Matteo

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    4. Anonimo09:08

      E cosi' anche G.Alvi era massone ? Ammetto la mia ignoranza. Non che mi sorprenda piu' di tanto, visto l'esito bellico. Quanto alla presenza della M nel Fascismo e nel Nazionalsocialismo avrei qualche riserva. Se e' vero che gruppi esoterici influenzarono direttamente Hitler fino dalla sua gioventu' (penso a Liebenfels ed altri), dopo l'ascesa al potere vennero drasticamente emarginati. Personalmente, non vedrei nemmeno un influenza massonica nell'esoterismo di Himmler e dei suoi culti neo-pagani, ma solo un tentativo di creare una nuova classe dirigente profondamente motivata secondo canoni che riprendevano l'esperienza dei monaci guerrieri e dei cavalieri teutonici. Francamente, non riesco a vedere la M dietro ad ogni manifestazione di esoterismo; il caso del Socialismo sovietico spiega perfettamente che si poteva essere massoni anche senza di questi orpelli. La lotta tra diverse logge puo' essere un'altra spiegazione, ma io non la prenderei molto sul serio. La consistenza della nobilta' prussiana era ben superiore a quella della recente nobilta' italica, e questo mi basta per dedurre che il gioco vero era ancora tra Nobilta' e Proletariato (Hitler veniva descritto con disprezzo "prolet"), quindi, non mi pare ragionevole la tesi. Ancor piu dopo la creazione della mostra anti-massonica proprio in quel di Bruxelles. In linea generale sarei portato a vedere il N come ferocemente anti M. Il caso del Fascismo e' diverso, in quanto e stato indubbiamente il precursore in questa fattispecie, ma poi era costantemente tenuto a mediare tra le diversissime linee politiche interne. Del resto, in Italia c'era ancora la Monarchia che proprio alla M doveva la sua ascesa. Il caso della Russia sovietica e ancora diverso, in quanto tutti i legami tra M e rivoluzionari sono stati accuratamente rimossi. Rimangono solo alcune vaghe testimonianze nelle fotografie che ritraggono molti rivoluzionari (e Lenin stesso) mentre fanno il segno del velo. Per non perdersi in troppi dettagli, basta guardare al grosso per capire che la Modernita tutta nasce con la M. L'affermazione di Mussolini circa il rifiuto degli "immortali principi del 1789" mi basta per catalogare il F tra i movimenti anti-massonici, oltre che a giustificare la fine sua e del suo autore.

      G.Stallman

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    5. Anonimo09:46

      Fatico a seguire il tuo ragionamento perché...nel mio intervento delle 22.37 non parlo di massoneria ne nel fascismo ne nel nazionalsocialismo
      Ho detto che esistevano personalità anche importanti di queste due realtà legate ad ambienti esoterici e settari, ma con la massoneria classicamente intesa non c'entravano nulla.
      A parte Reghini che effettivamente su massone fiero per tutta la vita.
      Per dire, la società di Thule, di cui il DAP fu null'altro che il braccio politico (Dexter era stato iniziato alla società di Thule) con la massoneria, il cui motto come noto è "libertà, eguaglianza, fraternità".
      Era pangermanista, neopagana, antiliberale, antiebraica, anticomunista, ecc...
      Non sono, personalmente, così drastico nei confronti della massoneria: vedervi una sorta di "regia segreta" dietro gli eventi di interi secoli è pre-hegeliano, ovvero nega la libertà storica dell'Uomo (idealisticamente inteso come soggetto della storia).
      Il caso del Risorgimento è lampante: i clericali se la sono menata per decenni con il "gombloddo massonico" contro il Vaticano e le "monarchie cattoliche della penisola", citando autentiche bufale come il carteggio Mazzini-Prike...e poi viene fuori Salvemini che li smerda tutti insieme appassionatamente.
      Infatti il fascismo stesso (contrariamente alla destra Radicale) fu al contempo anti-massonico e filo-risorgimentale, in particolare verso la figura di Mazzini, da Gentile considerato una sorta di precursore nobile.

      Matteo

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    6. Anonimo11:18

      Evidentemente ho divagato troppo. Comunque, la presenza anche di un solo massone attivo in un movimento anti-massonico mi pare un segno difficile da ignorare. Tu lo interpreti in un modo ed io in un altro. Se vuoi attenerti a Hegel: libero arbitrio, predeterminazione o casualita': quanto valgano gli uni o l'altra dipende dalle nostre preferenze, in assenza di dati inconfutabili. Quindi, come ti ho gia scritto, per ridurre il margine di errore cerco di guardare al grosso. Magari non ci sara' stato il gomblotto, ma tutti gli imperi, centrali, marginali, soprattutto cristiani e cattolici, ma anche musulmani, sono scomparsi nello spazio di 15 anni. Tu vedila un po come vuoi o come un "segno dei tempi", io vi vedo cio' che nella Storia si vede sempre in questi casi, ovvero la sostituzione di un Potere con un altro. Quale era la comune matrice di questi imperi ? La religione e, nel caso dei cristiani, la romanita'. E' un'opinione mia personale ? No, e un fatto. E' stata la Massoneria, oppure questa ha iniziato un processo che e' proseguito per forza di inerzia ? La M stessa rivendica a se' quello che considera un merito, i suoi detrattori (Mussolini in testa) pensavano esattamente la stessa cosa. Ma factum non valet argumentum. (Segue)

      G.Stallman

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    7. Anonimo11:19

      Invece, quanto dici a proposito del Fascismo anti-massonico, ma filo-risorgimentale mi trova d'accordo. Al solito, e' sull'interpretazione del fatto che non lo sono. La M ha fatto il Risorgimento e l'Italia. Ancora di piu': Mazzini scriveva "La Repubblica Universale" intendendo con cio' che l'Unita' d'Italia era solo una parte del progetto: la parte iniziale e meno faticosa, a ben vedere. Allora, come e' possibile essere filo-risorgimentali pienamente consapevoli e anti-massonici. Tu ne deduci una cosa, io un'altra. Mussolini era contemporaneamente nicciano e pragmatico come lo erano quasi tutti i social-rivoluzionari formatisi alla scuola di Sorel. L'essere nicciano dovrebbe equivalere all'essere neo-aristocratico nel pensiero debole odierno; in realta' la cosa era molto piu' complicata. Magari era anche massone egli stesso. Altrimenti come spiegheresti l'Interventismo prima ancora della nascita del F ? E Interventismo contro la cattolica Austria a fianco delle massoniche potenze, come prescritto e propagandato dal nostro Vate filo-francese. Portare i socialisti alla guerra non era facile, perche' erano pacifisti, ma contemporaneamente erano rivoluzionari, quindi sapevano che la conditio sine qua non era togliere il potere alla Chiesa e a chi avrebbe potuto sostenerla. Sta di fatto, che il fronte pacifista internazionale si spacca e tutti i socialisti si schierano a favore della propria nazione. Da noi, la propaganda post-bellica, ha sempre inteso questo fatto come un tradimento del Socialismo da parte di Mussolini. Pero', guarda un po il caso, gli imperi sono tutti spariti. Tutti quanti, dopo la Grande Guerra. Pero', quando nella Germania post-Weimar sale al potere un socialista nazionale l'Italia vi si allea (e non solo per la dimostrazione di forza). Tutti questi fatti farebbero pensare che Mussolini fosse massone a tutti gli effetti: massone e socialista. Ma quando ti accingi a fondare un Socialismo nazionale, non puoi riferirti al Proletariato internazionale. Hai bisogno di un riferimento nazionale. Ed eccolo pronto: la Roma dei Cesari a cui gia' aveva fatto ricorso la propaganda risorgimentale. La guerra e' stata un massacro e una mezza sconfitta (o vittoria mutilata) ? Forse da un punto di vista nazionale ma, come ho scritto ad nauseam, gli Imperi sono tutti spariti. Perche' l'obbiettivo della M e' sempre stato internazionale. Mica me l'invento io ora. Quindi che e accaduto ? La guerra c'era gia' stata, i miti erano belli che pronti, mettiamoli al lavoro per la costruzione nazionale. E che Mussolini fosse d'accordo anche con D'Azeglio non e' una novita', ma quando si accinge fisicamente ad ostacolare il progetto internazionale e si allea con la socialista Germania, la M lo condanna a morte.

      Come avrai notato non ho minimamente toccato la questione della Chiesa cattolica. Pero', dopo la Breccia di Porta Pia chi e' stato il primo a dirimere la controversia ? E cosi', il genio di Mussolini riusci' a mettere insieme Massoneria nazionale e Vaticano a vantaggio della Nazione. Pure Lenin era ammirato per cotanta abilita'. Ma l'Internazionale ebraica, quella massonica, quella finanziaria e quella socialista gliel'avevano giurata. Il problema e' sempre quello delle varie internazionali: anche oggi.

      G.Stallman

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    8. Anonimo12:16

      Sull'internazionalismo di Mazzini, che mai fu massone, c'è una intera biblioteca di commenti posteri, che lo interpretano nella corretta maniera, ovvero come "Banchetto di nazioni sorelle".
      Perdonami, mi sembri molto intelligente quando scrivi, ma dire che gli imperi sono crollati in 15 anni è una minchiata colossale.
      Dal grande Ugo Capeto in poi (ergo un pochino più di 15 anni) la storia dell'Europa è stata una tensione fra la nazionalizzazione progressiva ed i tentativi egemonici imperialistici (che con l'impero di Roma nulla avevano a che fare).
      Io ne conto almeno 5 da Carlo magno (viscido servo del papato, che ha trasformato la regalità sacra indoeuropea nell'unzione da parte del sacerdote tipica del mondo semita) ad Hitler, probabilmente di più se contiamo i tentativi minori.
      Nel Risorgimento, la massoneria è stata praticamente ininfluente fino al 1861 (fondazione del Grande Oriente d'Italia), su questo non esiste uno storico che sia in disaccordo.
      Blondet o Nitoglia non sono ovviamente storici, sono dei ciarlatani papisti.
      Certo, gli stessi storici ammettono tranquillamente che dopo essa ha assunto un enorme peso in Italia, ma basta leggersi Gramsci: "la massoneria è stata l'unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo".
      Emblematica è la storia del grande Nathan, sindaco di Roma (massone, ebreo, filobritannico).
      Sull'alleanza funesta con la Germania il discorso sarebbe molto lungo, ma basti notare come Mussolini avesse tentato di allearsi a Francia e Albione per tentare di contenere l'espansionismo hitlerita.
      Albione, da sempre nostra nemica (sostanzialmente il mediterraneo è nella loro visione un mare britannico), ce lo ha, per dirla carinamente, messo nel deretano senza vasella.
      Allora l'unica opzione fu allearci con chi sembrava forte ma non lo era.
      Mussolini, che se fosse morto per dire nel '36 sarebbe oggi celebrato come un padre della Patria ed avrebbe strade, piazze e scuole dedicate, ha scelto di legarsi ad una avventura che gli è sfuggita di mano.
      Non lo giudico moralisticamente: probabilmente non esistevano alternative in quel momento dato che sembrava che Hitler e Stalin fossero diventati amiconi.
      Matteo

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    9. Anonimo14:15

      Ti confesso che mi diverto in quanto mi capita di rado di avere un interlocutore intelligente e istruito. Pero ti correggo: dire che G.Mazzini non era un massone lo puo dire solo un massone. L'Illuminatenorden non era infatti Massoneria (che disprezzava), ma era comunque una societa' occulta egualmente iniziatica la quale G.Mazzini presiedette dopo A.Pike. A.Weisshaupt (alcuni lo scrivono con una sola s ma e' questo il nome), che si faceva chiamare "Spartacus" gia' nel 1700, avra' mai avuto qualcosa a che vedere con gli Spartachisti della Luxenbourg di due secoli dopo ? E certo che si': i fatti accaddero entrambi in Baviera, gli Illuminati si chiamavano di Baviera e l'ispirazione di entrambi era di tipo social-radicale (oggi diremmo comunista). Quindi, per quanto riguarda G.Mazzini direi che abbiamo chiuso: se non era un massone era un illuminato e per me che non sono massone l'una cosa vale l'altra. Semmai entrero' in Loggia avremo modo di discuterne piu' approfonditamente.

      Adesso passiamo alle mie minchiate.

      "Nel Risorgimento, la massoneria è stata praticamente ininfluente fino al 1861 (fondazione del Grande Oriente d'Italia), su questo non esiste uno storico che sia in disaccordo."

      Questo e' un argomento capzioso. Sarebbe come dire che siccome nel 1848 non c'era ancora il GOI la Carboneria non esisteva o si occupava solo di giocare ai tarocchi. La massoneria britannica, ugualmente, non esiste e Garibaldi andava ramingo per il mondo solo perche era sfortunato e scelse la giubba rossa perche' era daltonico. La sua adesione alla mazziniana Giovine Italia non va interpretata in chiave massonica in quanto gli Illuminati non erano tra le logge riconosciute ne' in Francia ne' in UK... e alla via cosi. Puoi fare di meglio, impegnati.

      A.Gramsci: e certo che e cosi, da Berlinguer a Cossiga che credi che ci facessero quattro famiglie collocate in un triangolo (absit injuria verbis) sardo di appena 500 metri ? Ne faceva parte anche Gramsci, non lo sapevi ? Guarda in archivio.

      Imperi: ovviamente intendevo gli imperi superstiti. Non capisco che centrino i "papisti"... un fatto e' un fatto e gli ultimi imperi legati al cattolicesimo e al cristianesimo in generale (ma anche la Sublime Porta) sparirono nel periodo che ti ho riportato sopra. Non ne rimase piu uno a parte, ovviamente, l'unico che doveva rimanere. Quello che sta in quella nebbiosa isoletta e i suoi irrilevanti congiunti sul continente...

      Tutti i buoni fascisti informati che conosco propendono per la tesi che Mussolini si alleo' con Hitler su esplicita richiesta di W.Churchill. Il famoso carteggio perduto, ricordi ? Io credo che la cosa sia verosimile anche se molto piu complicata. Riconosco che, volendo esercitare l'egemonia sul Mediterraneo, il Duce non avesse alcun interesse a che la Germania vi partecipasse. Ricordi la storiella delle truppe inviate al Brennero dopo lAnschluss dell'Austria ? Niente di piu' se non l'affermazione della propria influenza regionale: la Germania si prenda pure il nord, ma il Mediterraneo e roba nostra. (segue)

      G.Stallman

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    10. Anonimo14:18

      Quella di Hitler e Stalin amiconi e veramente comica. Negli ambienti fascisti italici il Nazionalsocialismo veniva spesso definito Nazionalbolscevismo, il che e' semanticamente corretto, ma si trattava solo di baruffe chiozzotte. Tutti in Europa sapevano perfettamente: da Chamberlain fino a Mussolini, che l'URSS avrebbe prima o poi attaccata l'Europa. Ti invito a leggere i rapporti di ex ufficiali dell'Armata Rossa (soprattutto i testi di V.Bukovskij -pseudonimo-), che testimoniano come la disposizione tattica sul confine polacco fosse tale da non poter essere interpretata altrimenti se non come un'invasione imminente. Hitler ne era il piu consapevole di tutti, ma cercava di sfangarsela alla meglio. O di prendere tempo. Certo, l'invasione dell'URSS fu un'impresa disperata, ma evito' che Stalin portasse a termine il piano che prevedeva la conquista dellEuropa fino al Portogallo. Anche questo non me l'invento: la IIIa Internazionale prevedeva la conquista _militare_ dellEuropa. Nei mercatini si trovano ancora i libriccini che venivano distribuiti ai soldati dell'AR con le varie traduzioni in tedesco e traslitterazioni in cirillico. E sono stati editi intorno al 1938, mentre l'operazione Barbarossa e' del 1940, mi pare...

      E una cosa lunga, Matteo, magari ne parliamo in privato altrimenti rischiamo di farla fuori dal vaso.

      G.Stallman

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    11. Anonimo14:44

      Non preoccuparti.
      Io la chiudo qui, da buon massone che difende i suoi confratelli ho imparato il valore del silenzio.
      Del resto, se a studi storici si contrappone l'argomento buono per tutte le stagioni del "Tizio era massone" (Gramsci massone fa ridere i polli), in particolarr in un'epoca in cui tanti lo erano (contrariamente ad oggi che la massoneria è poco più di un club di bottegai), allora è inutile proseguire.
      Keynes era SICURAMENTE massone, mentre Friedman non lo era.
      Chi devo preferire dei due?
      Ai tempi di Mazzini gli illuminati manco esistevano più, ed anche se fossero esistiti con la massoneria non c'entrano nulla.
      Garibaldi era certamente massone, ma questo non ha impedito ai Savoia di bloccarne le mire per ben due volte.
      Non dimentichiamoci che quando "fu ferito", non fu certo ferito dai difensori della Tradizione immortale e blablabla, bensì dalle truppe di quello che solitamente viene considerato a sua volta iniziato.
      La storia è più complicata del complottino buono per tutte le stagioni.
      Se gente come Bagnai ha un merito, è quello di aver dimostrato che possono anche esistere i segreti, ma non i misteri.
      Quello che l'oligarchia vuol fare ce lo dice in faccia spesso e volentieri.
      Non se le tiene nelle ur lodges inventate da quel buffone petulante di Magaldi.


      Matteo

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    12. Anonimo16:09

      Non ti offendere, era solo una boutade. Comunque io non credo di essere il depositario della verita', ma ultimamente ne ho viste di quelle che non avrei mai immaginato. E non sono nemmeno di quelli che se le beve tutte. I buoni argomenti mi convincono ancora, ma gli appelli generici al buonsenso, quelli no. Da Ockam ho preso anche troppe rasoiate in gioventu' e ho deciso di smettere.

      G.Stallman

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    13. Anonimo08:12

      Chiedo scusa alla gent.ma Barbara che ci ospita tutti.
      G.Stallman, Matteo: vi prego, ancora! Ne voglio ancora!
      Scrivete un libro, aprite un blog, un vlog, un canale Youtube!
      E' bellissimo leggere i vostri interventi, interessantissimi sia nel modo che nel contenuto.

      P.R.

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    14. Anonimo19:00

      è presto detto: oggi muore Mazzini, e muore ogni giorno in cui comunisti, pretaglia e massoni sputano sulla sua tomba.
      Dio lo benedica, il Dio che si incarna nello sviluppo della nazione, e non il Dio degli sconfitti.


      Matteo

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    15. Anonimo12:45

      Piu che un commento sembra un'epigrafe. Premesso che ho sempre avuto grande stima di Mazzini, ma dove hai mai visto un massone sputare sulla sua tomba ? Me ne basterebbe uno. In ogni citta' e paesucolo infinitesimale c'e' una via intitolata all'illustre patriota. Se io fossi fascista come dichiari di essere tu mi spenderei per intitolare almeno un vicolo a Benito Mussolini. E ti darei pure ragione. Non mi pare che Mazzini sia cosi discriminato. Pure l'appartenenza di Gramsci alla benemerita ti piace poco. Secondo me sei un fascista fasullo e un massone vero.

      G.Stallman

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    16. Anonimo13:38

      Se mi porti una prova (per prova non intendo uno scritto di Blondet) che Gramsci fosse massone faccio pubblica ammenda.
      Buona parte di quelle strade e piazze sono state intitolate a Mazzini da parte di Mussolini, evidentemente anche lui frammassone (del resto, per voialtri sanfedisti tutti sono, pardon, SIAMO iniziati).
      Che la sua eredità reale non possa essere accettata, nemmeno in parte, dagli apostoli della sovversione (cristiana, liberale, comunista) era cosa un tempo abbastanza nota, per esempio a Togliatti (che su Mazzini spese parole non tenerissime), e ripresa da studiosi serissimi (quasi mai italiani).
      Consiglio questo, per chi fosse realmente interessato:

      http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842093985

      In realtà, il significato del pensiero mazziniano era CHIARISSIMO anche ad Emilio Gentile, ma transit, si preferisce sempre il complottardo di youtube piuttosto che i vecchi e polverosi tomi.
      Comunque, so bene che è tutto inutile: tu ti sei convinto che la storia degli ultimi secoli sia un GOMBLODDO ad opera di strani culti iniziatici, hai letto da qualche parte che tizio e caio sono massoni, e quindi non ti schioderai da questa convinzione.
      Magari hai letto Magaldi, quello che dice che "Non metto le fonti bibliografiche perché altrimenti il libro sarebbe troppo lungo".
      Fatti tuoi, io non sono un prete e non voglio convertire nessuno.
      Dico solo che un discorso sovranista che in Italia prescinda da Romanità, Rinascimento e Risorgimento (Roma Renovata Resurgat) è pura e semplice vanità.
      Sarebbe come se i francesi pretendessero di uscire dalla UE per tornare all'Ancien Regime...ah, giusto, anche la rivoluzione in Francia era un complotto massonico.

      Matteo

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    17. Anonimo20:51

      Matteo, io non ce l'ho con Mazzini, sia chiaro. Non ce l'ho nemmeno con i massoni fino al 1900. Piu' obbiettivo di cosi' non potrei essere. La mia ultima lettura e' stata "Bakunin e l'internazionale in Italia dal 1864 al 1872", quindi ho ben presente il contenzioso tra Mazzini e l'Internazionale socialista. In tale contesto, non fatico a riconoscere la di lui grandezza e la sua visione ancora nazionale. Nondimeno, visto che ti dichiari fascista, non capisco come tu possa rimuovere l'esperienza socialista che a Mazzini si opponeva. Credi che i "fasci degli operai" siano nati in un contesto mazziniano ? Dopo M di acqua sotto i ponti ne e' passata parecchia. I socialisti lo vedevano come un fautore della ricca Borghesia. Infatti, come sempre accade, i patrioti erano tutti appartenenti all'alta B se non addirittura alla vecchia nobilta'. Anche il livore anti-cattolico lo trovo fuori luogo. Ma hai presente che nel momento in cui scriviamo la Massoneria si e' presa anche il Vaticano ? Non c'e' piu' Pio X sul soglio pontificio. Personalmente non sono religioso, ma non sono nemmeno un mangiapreti. Sarebbe facile oggi che in chiesa non ci va piu' nessuno. Ma quando ci andavano quasi tutti se ne doveva tenere conto, a meno di non fare come Napoleone e Stalin, il quale ultimo ha dovuto fingere di ripristinare la liberta' religiosa, ma solo perche' i russi morivano a tonnellate. Pure il patriottismo ha dovuto recuperare, il che per un socialista radicale era gia' una mezza abiura, o il solito strumento. Non si puo' tratteggiare in due righe la Storia moderna, nondimeno, quando i massoni dicono che la Modernita' e' cosa loro (e degli ebrei) non fatico a credere loro. E' questo il Potere che ha sostituito quello cristiano. Liberissimo di non crederci, ma se non credi a questo temo che di Socialismo e Fascismo tu abbia capito poco o niente, in quanto il primo nasce per correggere le aberrazioni dell'Industrialismo e del Capitale, mentre il secondo nasce per gli stessi motivi, ma soprattutto per opporsi alle varie internazionali. Oggi, opporre Mazzini alla visione capitalistica del mondo e' anacronistico. I suoi meriti sono gia' Storia, ma domandati cosa farebbe oggi un pensatore del genere. Sarebbe ancora un fautore dell'autonomia nazionale ? Io non lo credo. E questo perche' il mondo e' cambiato nel frattempo. E non e' cambiato per forza d'inerzia. Comunque, non vedere nel sottoscritto un avversario. Io sono sempre stato consapevole del fatto che ogni popolo deve fare i conti con la propria storia, quindi l'espungere il Ventennio come fosse un corpo estraneo non e' mai stato nelle mie corde, nemmeno quando ero giovane e meno istruito di oggi. L'accademia che possiamo fare circa il passato e' ampiamente superata dai fatti che viviamo ogni giorno. Quindi, e' evidente che nella narrazione storica ci sono buchi grandi come una casa. Io penso che, niccianamente, si debba avere il coraggio di guardarci dentro.

      G.Stallman

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    18. Anonimo11:03

      Io più che darti due autori serissimi e riconosciuto che suffragano la mia tesi di coerenza totale fra mazzinianesimo e fascismo non so cosa fare.
      Poi, io non ragiono più da anni in termini politicamente identitari (lo lascio ai sinistri che alla fine tiferanno Hilary), indi posso anche bellamente fregarmene se la cosa piace o non piace ai miei presunti "camerati".
      Su cosa avrebbe detto Mazzini se fosse vissuto oggi, lo trovo un esercizio abbastanza sterile.
      Cosa avrebbe detto Platone? E Confucio? e Gesù?
      Boh?


      Matteo

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    19. Anonimo12:20

      Mi documentero' come hai raccomandato. Comunque ti invito a fare altrettanto, perche' si puo' dire che l'esperienza mazziniana viene anche visibilmente ripresa dal F in istituzioni come il Quadrumvirato, ma non si puo' far finta di non sapere che i quadrumviri venivano tutti quanti dalla Massoneria, che comincio' ad appoggiare Mussolini gia' prima della Marcia su Roma perche' apprezzava il suo anticlericalismo. E questo fa dire ad alcuni che M fosse massone egli stesso. Non si possono conoscere i dettagli piu infinitesimali, ma si puo dedurre qualcosa dagli sviluppi successivi. Che nel F ci fosse anche una corrente mazziniana e noto, come c'era quella socialista, liberale e pure cattolica. C'era di tutto e questo si concretizzo' anche in scontri interni. Pero', il dato che non si puo' ignorare riguarda proprio la Massoneria: dopo i Patti lateranensi M viene scaricato, anche se i massoni che ormai erano nelle alte gerarchie (Balbo e De Bono su tutti) vi rimangono. E non bisogna nemmeno dimenticare che M nasce e muore socialista, avendo designato suo esecutore testamentario P. Nenni. Non sono questioni pelose, queste, perche' illustrano come la situazione fosse molto, ma molto complicata. Da ultimo, per il teorico di Pensiero ed Azione il pensarla piu' o meno diversamente su una certa fattispecie avrebbe sicuramente significato qualcosa di diverso anche nella linea politica scelta.

      G.Stallman

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  7. Platone, Moro, Campanella, Marx, Galton e chissà chi altro dato che non ho studiato filosofia (ma anche chi scrisse la Bibbia e i vangeli e il Corano).
    Eppure dopo più di tremila anni l'uomo è ancora li a scannarsi come una bestia (che a leggere quei tipi di società non sapresti davvero scegliere se sia peggio l'utopia o la realtà).

    Sul lungo termine saremo tutti morti, ma le mie preoccupazioni vanno ai figli, ai nipoti.

    Ultimamente ho anche notato una certa stanchezza da parte di alcuni tra i più impegnati, tipo Bagnai e alcuni di coloro che ci hanno provato nel loro piccolo, impegnandosi in una sorta di giusta "crociata" (termine usato come metafora sia chiaro) a cui non pare sortire l'effetto sperato e desiderato.
    A parte Bagnai, che ha compiuto un'opera che nella sua interezza attualmente non ha pari, tutto il resto non è pervenuto a certi livelli nel mainstream.
    Ma possiamo e dobbiamo apprezzare questi accadimenti; questo mancato feedback sia dagli intellettuali che dalle "masse", sono quelli che ci dovrebbero dare la speranza che anche un certo tipo di progetto, e più utopico è e meglio è, produrrà solo qualche devastazione culturale qua e là e nulla più.

    Sarà il fatto che ho quasi definitivamente accettato i limiti della cultura ciò mi sta aiutando a non adombrarmi innervosirmi e smarrirmi nella salutare ignoranza di quell'organismo olistico che è l'insieme dell'umanità.
    Si potrebbe essere addirittura tentati di mettersi, per quanto sia possibile, comodi, a osservare le inevitabili dinamiche di scontro, tra gli sforzi autistici di una certa cultura che cerca di piegare la natura ai suoi voleri, e "l'ignoranza" di una natura cui quel tipo di cultura rimbalza (prima o poi).

    E' vero, per loro la storia nulla conta, ma è solo perché non ci hanno mai capito un beneamato ...

    Osss

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    1. Anonimo16:23

      La stanchezza e il frutto della mancanza di azione. Per il sottoscritto, il motto mazziniano ha molto valore, anche se rifuggo dal farne l'autore un santo o un martire. Preferisco vederlo per quello che e' stato con le sue geniali intuizioni e la sua storia segreta. Noi abbiamo, in teoria, evidenziato e risolto la maggior parte dei problemi che ci angustiano, ma non agiamo perche' tutto cio' sembra farsi dal nulla. L'esistenza del Nemico contro il quale rivolgersi e' essenziale per suscitare l'azione. Meglio inventarselo che ignorarne i connotati. Non credo ci siano altre strade oltre questa.

      G.Stallman

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    2. Quando parli di "Noi", esattamente cosa intendi?

      Io faccio un semplice ragionamento; mai sulla faccia della terra è esistito tale numero di umani, e mai neanche, il genere umano, aveva accumulato tutta questa immensa capacità culturale (cioè di trasmissione di dati tra le generazioni).
      Eppure le ultima tre (generazioni) che sono in essere ora si trovano in una impasse di individuazione delle cause che avrebbe dell'incredibile.

      Se quando parli del motto ti riferisci a cosa credo io...no, non l'ho scelto per il Mazzini.
      Sapevo che avrebbe richiamato un certo "animo", e poi credo che solo una generazione "ignorante" di certe "abitudini consolidate" possa porre in atto un autentico cambiamento.

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    3. Anonimo17:45

      Beh, Sandro, allora bisognera' affrettare la nostra sostituzione se proprio vogliamo risolvere il problema delle abitudini consolidate. Se sradicarle in malo modo non si puo' piu', che fare ?

      G.Stallman

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    4. :), no, per "abitudini consolidate" intendo per esempio quella di sputare in alto e mettercisi sotto, che è stata indotta come molte altre.
      La sostituzione però dovrebbe avvenire da parte della prossima generazione, prima rifiutando alcune "prassi", e al contempo facendo una approfondita ricerca antropologica, sia culturale, sia...della nostra natura (verrebbe da dire materiale ma il discorso è parecchio più complesso ;).

      Un immenso grazie a Barbara per tutto quello che continua a fare (e che mi lascia fare).

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  8. Piccolo aneddoto sul nostro Attali: l'anno scorso é capitato che un'orchestra con cui lavoro spesso abbia dovuto suonare un concerto sotto la direzione di Attali al centro ebraico di Londra. Certo l'amore per la musica gli rende onore, ma l'arroganza e la totale incompetenza con cui ci diresse mi fece domandare all'epoca se questa persona avesse un minimo di coscienza delle proprie capacitá, o meglio dei propri limiti. La risposta per quanto riguarda la musica é scontata, di amatori che si credono bravi ne é pieno il mondo, ma oggi cara Barbara il tuo articolo mi fa venire il dubbio che certe personalitá si comportino ugualmente in qualsiasi ambito, avendo l'arroganza di chi si crede illuminato.

    Grazie ecomplimenti per i tuoi articoli sempre interessanti,

    Alessandro

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    1. Anonimo20:25

      Il libero mercato e anche questo. Prova a mandare un dilettante a dirigere le orchestre stabili, tipo Wiener e Berliner... il direttore se lo scelgono loro. Saranno anche paraculi che tengono alla propria immagine (tanto suonano benissimo anche senza), ma oltre tanto non vanno. Ma quando le orchestre sono piene di precari (o "aggiunti" che poi e lo stesso), o mangi la minestra o salti la finestra. La prova del nove e' comunque facile: basta che qualche parte non essenziale non entri o che ci si scambi la parte per vedere se il direttore se ne accorge. Se si ha voglia di rischiare il contratto...

      G.Stallman

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