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martedì 15 novembre 2016

L'Ordine Nuovo Universale e i suoi Pacciani


Sono d'accordo nel non doversi ritenere George Soros "il Male" ma solo un messaggero, un abile agente organizzatore al servizio di un Sistema di cui egli è parte ma per il quale agisce solo da esecutore materiale, da sicario dell'interessecomunismo dell'élite. Perché credete davvero che un uomo solo al comando potrebbe "investire 500 milioni di dollari nelle migrazioni verso l'Europa"?
E' evidente che tutti i soldi che dice di spendere per provocare disastri in giro per il mondo non possono essere tutti provenienti dai suoi risparmi, nonostante dia l'impressione di stamparsi i dollari in quantità illimitata di sotto in tavernetta e sia avvezzo alla speculazione hard, potendo contare sicuramente anche su un ottima rete di insider trading. 
Lui organizza, gestisce i fondi, è l'agente pagatore, è Ernst Stavro Blofeld, il cattivo dei fumetti, in un certo senso, ma è il livello manovalanza, il Pacciani della situazione, assieme ai Lotti, Vanni e altri compagni di spirit cooking della situazione. 

E' stato scelto perché è sufficientemente sociopatico dal riuscire a non avere alcun tipo di rimorso nel provocare sciagure epocali su larga scala e a danno di intere nazioni, perché possiede lo stesso frame of mind del serial killer che si esalta nell'avere nelle sue mani il pieno controllo della vita degli altri. 
E' qualcuno che, avendo compiuto il sacrificio dei suoi simili, essendosi lavato nel sangue dei suoi fratelli, può ben auspicare e guidare il più sottile e lento genocidio imposto della dittatura sovranazionale di cui è agente e servo. 
L'esperienza con i collaborazionisti nazisti a quattordici anni in Ungheria, quando indicava con il ditino i correligionari da espropriare, ne avrà infatti senz'altro forgiato il carattere e lo avrà dotato di un devastante senso di onnipotenza ed invulnerabilità. 
In questa intervista rilasciata tempo fa a "60 Minutes", Soros rievoca quei tempi e si dichiara sorprendentemente affatto pentito di quel passato. "Se non lo avessi fatto io lo avrebbe fatto qualcun'altro", risponde all'intervistatore con l'emotività di un rettile. (Dal minuto 7:00 in poi).



Soros è un genio del male (ma non è Il Male, siamo d'accordo) e doppiamente pericoloso e infido perché è fatto passare per qualcuno che fa solo del bene, un filantropo, mentre è solo un esecutore.
Se lui è il Pacciani che procura i trofei da portare ai suoi mandanti, il livello superiore è rappresentato da un potere sovranazionale che se ne serve per implementare cosette come la destabilizzazione di paesi attraverso le rivoluzioni colorate, le migrazioni come arma di ricatto, le speculazioni finanziarie affossa-nazioni, la propaganda mediatica, e che ha deciso di usarlo come frontman, sul quale poter catalizzare tutte le frustrazioni di coloro che lottando contro il mondialismo e il suo modo di produzione, la globalizzazione, hanno bisogno di un'incarnazione del Demonio da maledire.

Giovani premier desinistra a lezione dal vecchio marpione (Justin Bieber Trudeau, premier canadese)
Questo livello superiore è oggi più che mai pervasivamente infiltrato nei gangli della società e in tutti i suoi aspetti, dall'economia alla politica, ma la cosa preoccupante è che negli ultimi tempi pare essere uscito dai sotterranei, dalle catacombe, per andare ad occupare istituzioni ben visibili alla luce del sole. Soprattutto pare aver acquisito, nel senso di comprato a suon di pacchetti di maggioranza, il concetto di Bene, che ha utilizzato come cavallo di Troia per soppiantare la democrazia. 
Esso pare aver ormai infatti occupato tutto ciò che è carità, bontà, altruismo, filantropia, bene comune, al fine di poterne stravolgere il senso e soprattutto l'orientamento che ora, dietro l'apparenza "buona", dirige decisamente verso il Male. Dire che si vuole eliminare la povertà quando invece si fa in modo di moltiplicarla, parlare di uguaglianza agendo secondo il suo contrario, elogiare la diversità provocando l'annullamento dell'identità: ecco ciò che definisco, al di là del materialismo che vi scorge solo l'elemento dell'accumulazione del profitto,  come il vero senso del demoniaco, dello stravolgimento degli scopi e del supremo inganno, rappresentato dal globalismo. Non è più solo profitto è qualcosa di controspirituale.

Non c'è bisogno che vi nomini le istituzioni che paiono essere state svuotate e votate a questo stravolgimento. Una l'abbiamo a Roma, un'altra a Bruxelles e l'altra ancora a New York.

Mentre eravamo distratti dalle emozionanti elezioni americane sono uscite questa notizia e quest'altra:


"Alla luce delle resistenze globali e il giorno stesso dell'elezione del Presidente Trump, le Nazioni Unite stanno premendo per rimuovere gli ostacoli all'implementazione della sua Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile."
Signori, ecco il nuovo FATE PRESTO.

Che cos'è l'Agenda 2030? Se ne leggete il contenuto, ad esempio "eliminare del tutto la povertà entro il 2030", sulle prime penserete che è un progetto bellissimo, fantastico e che bisogna senz'altro appoggiarlo, e così tutto il resto, dalla difesa del pianeta, al diritto alla felicità, uguaglianza, fraternità ecc. Poi però ci ripensate e vi appare, come un'ologramma mariano, il Berlusca che millanta "sconfiggeremo il cancro in tre anni" e qualche dubbio di essere di fronte ad una colossale bullata cominciate ad averlo. Rileggendo ancora una volta i propositi dell'Agenda, cominciate a pensare che il mondo che essa vi prospetta sia talmente perfetto da essere irreale e soprattutto irrealizzabile in soli quindici anni.  Dopo qualche minuto in più di elaborazione, i più scafati di voi penseranno infine, e a ragione: "Dov'è, in tutto ciò, la fregatura?"
Anche perché sono gli stessi, ovvero l'ONU, che prevedono per il 2050, quindi nei vent'anni successivi all'avvento dell'Era dell'Acquario 2030, lavorandoci già dall'anno 2000, il famigerato "ripopolamento per sostituzione" dell'Europa, a quanto pare grazie all'arrivo di milionate di ex poveri salvati dall'indigenza da questi gatti e volpi filantropi che lavorano unicamente per arricchire gli altri.

Sempre a margine dell'elezione del Donald, l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Zeid Raad al-Hussein (un saudita ai diritti umani è come Lecter che gestisce un ristorante vegano) durante una conferenza stampa a Ginevra ha definito il presidente eletto "un pericolo per il mondo." Nemmeno tre mesi fa, sempre al-Hussein aveva attaccato i leader europei non mondialisti come Wilders, Le Pen, Farage e, nuovamente Donald Trump. 
Se non strilla l'ONU, strilla la UE, con i medesimi argomenti, utilizzando i megafoni dei media (vi sarete resi conto in questi giorni che è stato dato un calcio al nido degli scarafaggi, che si erano comprati proprio tutti). Le entità sovranazionali ufficiali sembrano tutte votate alla dittatura del globalismo; ne condividono il linguaggio, le parole chiave, gli slogan e i sottostanti propositi ed agiscono di concerto e nella stessa direzione di un'Agenda ammantata di tanti buoni propositi ma decisamente oscura. 

E' ormai evidente inoltre che anche l'ex impero americano, gli USA, sono occupati e ridotti a doversi guardare e difendere dalle trame del sicario Soros e dei suoi rivoluzionari no borders co-co-pro a 600 dollari alla settimana, cestino della merenda compreso. 

Se l'ONU è veramente l'ultima ridotta del mondialismo, la sua sede ufficiale di facciata, come ormai troppi indizi portano a pensare, andrebbe completamente rifondata affinché torni ad essere un consesso di nazioni sovrane e non di tanti Manchukuò governati dai CEO delle multinazionali o dai bussanti delle massonerie.  
Una cosa dovrebbe fare il nuovo corso americano di Trump e mi pare che qualcosa in proposito sia stato accennato dai suoi fautori. Con l'immediatezza dello US English: kick the UN out. 
E sapete come potrebbe finire Soros? Con una nuova bella Mivtza Za'am Ha'el ("Operazione Collera di Dio") ma per mandarlo a processo per i suoi crimini passati e attuali, con Gerusalemme come splendida location. La banalità della filantropia.

38 commenti:

  1. Anonimo19:44

    quando scrivi " ...che si erano comprati proprio tutti " io smetto la cura lete e provo molta tristezza sapendo che quello che si erano comprati continua ad essere nelle loro disponibilità .
    ciao
    Tommy Abbellezz

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  2. Nel mentre, moriranno milioni di persone... il male è ben organizzato.

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  3. Anonimo22:41

    E se non strilla l'ONU e non strilla l'UE, l'istituzione a cui tocca strillare e che abbiamo a Roma è il Vaticano?

    izzerix

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  4. scusate l OT ma ho viaggiato per 600 km, speso un capitale fra benzina, autostrada, hotel e ristoranti per sentirmi dire al goofy5 da lazslo andor che "devo rispettare le regole se voglio che la Germania mi faccia un assegno in bianco"

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    Risposte
    1. 1° Laszlo andor è socialista è ex-commissario UE, già questo a me fâ suonare il campanello d'allarme.
      2° Laszlo andor avrà sicuramente scambiato l'Italia con l'Ungheria.
      3° Laszlo andor sa benissimo se salta l'euro è finita la pacchia, sia per la Germania, sia per i paesi del Est Europa. Paesi cacciavite della Germania.
      4° L'Italia non ha avuto nessun assegno in bianco. L'Italia è contributore netto è con questo finanzia indirettaemnte anche l'Ungheria. L'Italia apre il suo portafollio un pò per tutti sopratutto Per i gialtroni al governo italiano è per i loro amici a Brüssel, crucchi in primis. Mentre per il popolo italiano lo tiene chiuso.

      Recapitolando uno dei migliori Goofy's, anche se Andor Alberto se lo poteva risparmiare. :-)))) Perchè non invitare una Petry (AfD) o una Le Pen (FN). :-))))
      Queste avrebbero aumentato anche la quota rosa. :-)))))) Queste due avrebbero sicuramente attirato i pagliacci dei media italiani è Alberto avrebbe avuto visibilità in tutta Italia. :-))))))))))))))


      PS:
      Stanno incominciando i riposizionamenti. La NATO incomcia ad avvicinarsi alla Russia.
      Mentre Obama è partito per un ultimo disperato viaggio in Europa, destinazione Athene è BERLINO. Motivo per il suo viaggio, tenere unita l'europa. Mai un presidente amerciano si è recato cosi spesso in Germania come Obama, questo sottolinea lo stretto legame tra l'establishment democratico americano è la Germania. Adesso bisogna vedere cosa farà la Germania se perderà il suo più importante Partner è sostenitore. La CDU sta perdendo continuamente, la SPD in caduta libera come il parti socialiste francese è AfD in continuo aumento.
      È in Italia cosa succederà, boh. Probabilmente continueranno a scannarsi sul nulla per 5 spicci, non acorcendosi che il mondo sta per cambiare.




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    2. Bagnai non invita "una Petry (AfD) o una Le Pen (FN)" perchè NON vuole promuovere NESSUNA azione politica, ecco perchè. Ha invitato in passato Fassina e D'Attorre nella speranza che l'azione politica la promuovessero loro, che combinassero qualcosa di serio e poi lo invitassero a partecipare come indipendente. Fassina e d'Attorre non hanno combinato niente di serio, come a sinistra NESSUNO ha combinato niente di serio. A questo punto, se Bagnai voleva agire politicamente aveva due alternative: o promuovere lui, magari con altri, un movimento politico antieuro-antiUE nell'ambito della cultura politica di sinistra, o associarsi ai movimenti politici antieuro-antiUE effettualmente esistenti, i quali però stanno a destra. Di promuovere lui stesso un movimento politico nel campo della cultura politica di sinistra, Bagnai evidentemente non aveva e non ha voglia, nonostante di tanto in tanto lasci intendere che nella sua pentola bolle chissà cosa: anzi, come è facile constatare, periodicamente dileggia e scoraggia i suoi lettori che dicono "famo er partito". Di collaborare con le forze antieuro-antiUE effettualmente esistenti (ma a destra) non ha nessuna voglia perchè non coincidono con la sua cultura politica di provenienza e una sua adesione gli costerebbe il ruolo di esperto indipendente e politicamente accettabile per il mainstream (a destra ci sono solo i populisti cattivi, assai impopolari nell'accademia e nei media). Morale della favola: chi aspetta che da Bagnai venga l'impulso a una qualsivoglia azione politica aspetta invano. Da Bagnai viene solo l'impulso a NON fare azione politica. Bagnai fa informazione culturale sull'euro etc., cosa certamente molto utile, e basta.

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    3. Anonimo16:27

      Bagnai è utilissimo da un punto di vista tecnico, da un punto di vista politico, culturale ed umano è al di sotto del livello di un Fassina qualunque.
      Nutro maggiore stima per Borghi, che ha le palle di "andare a Siracusa".



      Matteo

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    4. Roberto sai quanta stima nutro nei tuoi confronti, ma se non te lo ricordi ti dico solo che è altissima, ma in questo caso non sono pienamente d'accordo con te.
      Bagnai ha ripetuto più volte che vuole vincere, o perlomeno credere di poter vincere, e dato che non è una persona che si illude facilmente, nel senso che conosce molto bene la natura umana e Di conseguenza i suoi polli e tutto il pollaio (destra o sinistra o M5S non fa differenza, è tutto un pollaio se lo consideriamo nella sua interezza -- anche delle parti).
      Ne risulta che, non volendo costruire aggregazione raccontando favole demagogiche e simili e valutando lo stato attuale dell'orbi, la sua posizione non possa che essere questa (tralasciando ogni valutazione della persona in quanto tale dato che se dovessimo fare simili valutazioni nessuno ne "uscirebbe vivo" -- o integro, per capirci).

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    5. @Roberto Buffagni
      Ovviamente è come lei sostiene. Diciamo che almeno spostare il Goofy da una provincia lontana da tutto e tutti per Milano o Roma... ma anche in questa scelta Bagnai avrà ottime motivazioni, I guess.

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    6. Grazie a tutti delle repliche, e grazie @Sandro Ceccato per l'attestazione di stima, che ricambio.

      Non do valutazioni della persona perchè non amo dare pagelle a nessuno, registro un fatto. Prendere iniziative politiche, specie se non sistemiche, è cosa difficile, impegnativa e pericolosa, e NON è un obbligo: ognuno lo fa o non lo fa a suo esclusivo giudizio.
      Rilevo solo un fatto, questo. Che se Bagnai dicesse apertis verbis "Io NON voglio prendere iniziative politiche di alcun genere, punto" andrebbe benissimo, nessuno potrebbe nè obiettare nè chiedergliene conto. Le informazioni che ci dà da molti anni sono utilissime, la sua funzione preziosa: non si può che essergliene grati. Se vuole limitarsi a fare quel che già fa, e fa molto bene, perchè no? Chi avrebbe ragione o diritto di contestare una decisione che spetta a lui e a lui solo? Chi sono io per giudicare? direbbe papa Francesco.
      Purtroppo Bagnai NON fa questo. Non dice chiaramente e con semplicità che NON vuole prendere iniziative politiche. Bagnai fa invece due cose: 1) scoraggia chi lo segue dal prendere iniziative politiche, dileggiando i non pochi che parlano, magari ingenuamente, di "fare il partito" 2) Di tanto in tanto lascia intendere che lui, invece, attraverso contatti e progetti che preferisce tenere per sè, ha qualche iniziativa che bolle in pentola di cui darà notizia al momento opportuno (momento opportuno che però, almeno sinora, non è mai venuto).
      Voluto o no che sia da Bagnai, l'effetto di queste due azioni qual è? Che i molti che lo seguono e che vedono in lui una autorità, intellettuale e morale, NON prenderanno iniziative politiche autonome, nè si uniranno a eventuali iniziative di terzi: perchè una persona per loro molto autorevole non solo li dissuade dal farlo, ma lascia loro intendere che vi sarà, in futuro, una iniziativa politica finalmente efficace e meritevole di appoggio alla quale parteciperà anche lui,la persona autorevole.
      Il problema è che l'iniziativa politica non è mai venuta, e penso che mai verrà (penso per le ragioni che ho descritto nel post precedente).
      Questo effetto è negativo. Negativo perchè sarebbe in realtà MOLTO importante che anche nel campo della cultura politica "di sinistra" si sviluppasse una iniziativa politica antieuro e antiUE; se non altro, per aprire così una piccola breccia nel muro ideologico delle sinistre, che nel loro insieme sono i principali vettori della politica UE e globalista: una disunione, anche piccola, del fronte avversario, avrebbe grande valore non solo tattico ma strategico. Sarebbe molto importante specialmente oggi, che gli eventi politici europei e mondiali rimettono in discussione gli equilibri consolidati e aprono una finestra di opportunità decisiva per il meglio (e naturalmente per il peggio).
      Per tirare le somme: penso che Bagnai in questo sbagli, e che farebbe bene a chiarire la sua posizione senza lasciare margini di equivoco. Non facendolo, volens nolens finisce per neutralizzare politicamente le forze che, grazie al suo prezioso lavoro di questi anni, ha radunato intorno al suo blog e alla sua persona.

      P.S. @ a perfect world Penso che goofynomics si tenga a Pescara sia per andare incontro ai desideri dell'Università, che ha collaborato alle prime edizioni e che forse (non lo so) ancora vi collabora. C'è anche da tener conto che Milano e Roma sono molto più costose. Non cercherei altre ragioni, le pare? Non è cosa importante.

      Cordiali saluti a tutti.

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    7. Anonimo19:41

      Penso che bagnai non sia un San paolo folgorato l' 11-11-11 sulla "strada del governo monti" , sicuramente le sue "perplessita'" datavano da molto prima ma le aveva "accademicamente" tenute a bada. La sua "scelta di campo" in quella data fatidica , seppur sicuramente dovuta ad una personale ribellione e' anche legata ad una fazione "romana" e " di sinistra" che ha correttamente visto nell' avvento di quel governo la fine di quel mondo "parastatale romanocentrico e sociale" fulcro della "prima repubblica" .
      La speranza di bagnai era di "uscire da sinistra" rimettendo insieme quella "sinistra nazionale " a meta' tra DC e PCI che quella prima repubblica aveva dominato e che "teoricamente" dovrebbe sonnecchiare nel PD che ne e' l' erede.
      L' operazione e' nettamente fallita, la " sinistra nazionale" non esiste piu' e bagnai si e' trovato nell' imbarazzo che le sue valide argomentazioni vengono raccolte invece da una "destra nazionale" che per quanto confusa non e' tanto compromessa con il sistema e ideologicamente paralizzata quanto cio' che resta della "sinistra".
      Da qui la " posizione equivoca" di bagnai descritta da buffagni.
      ws

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    8. @ ws

      Esclusa l'ipotesi iniziale sulle motivazioni personali di Bagnai, ipotesi che non mi sento di sottoscrivere perché non dispongo di facoltà telepatiche, concordo sul resto.
      La "sinistra nazionale" a cavallo tra DC e PCI è esistita sinchè non si sono verificati due fatti politici di prima grandezza, databili entrambi nel 1978, in coincidenza con il caso Moro, che è il vero spartiacque politico e culturale tra lo ieri e l'oggi dell'Italia. I due fatti politici sono: viaggio in USA di Giorgio Napolitano, premessa del passaggio di campo del PCI dal patto di Varsavia alla NATO; e sconfitta della sinistra "sociale" DC guidata da Moro, sostituita dalla "sinistra tecnocratica" DC guidata da Andreatta (e poi da Prodi). A partire da quel momento, la "sinistra nazionale" a cavallo tra DC e PCI diventa "sinistra internazionale", o meglio "sinistra mondialista", che ha per principale referente USA l'ala mondialista del partito democratico americano. E' questa nuova "sinistra mondialista" che dà alla luce prima l'Ulivo prodiano, e infine l'attuale PD.
      Nello schieramento nazionale e internazionale delle forze attualmente in campo (globalismo/nazionalismo) questa "sinistra mondialista" è IL NEMICO PRINCIPALE degli avversari della mondializzazione a guida USA. E siccome la premessa necessaria di ogni azione politica efficace è la designazione del nemico principale, chi vuole opporsi all'euro e alla UE, che della mondializzazione a guida UE sono parte integrante e decisiva, NON può permettersi nessun equivoco, ambiguità, preterizione nel giudizio sulla "sinistra mondialista": anche e SOPRATTUTTO se la sua cultura politica di provenienza è di sinistra, come nel caso di Bagnai. Comprensibili le esitazioni, anche sentimentali; ma l'indecisione in questa materia ha effetti disastrosi. Lo si vede molto chiaramente nei due recenti esempi di Tsipras e Sanders, che prima attaccano a spada sguainata il mondialismo; poi, appena si tratta di scegliere se stare di qua o di là, per timore di favorire "la destra populista" si zerbinano vigliaccamente e si riallineano con il nemico del giorno prima.
      [segue]

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    9. [segue dal post precedente]

      Ecco, anche, perché sarebbe strategicamente importante che nascesse dalla cultura politica di sinistra una forza antimondialista, anche piccola ma di rilevanza nazionale, purché COERENTE nella designazione del nemico principale. Il che non importerebbe la immediata costituzione di un fronte unico degli antimondialisti, di destra e di sinistra (troppo grande la forza d'inerzia delle stratificazioni ideologiche del passato) ma subito testimonierebbe la possibilità di un diverso schieramento politico e ideologico, e spezzerebbe la coesione delle forze avverse.
      Bagnai ha giustamente criticato, e anche previsto con largo anticipo, il voltafaccia di Tsipras: perchè avendo studiato e compreso la funzione dell'euro come strumento di governo POLITICO, aveva ben chiaro che il momento della scelta "di qua o di là" sarebbe presto venuto, e che la subalternità culturale di Tsipras alla UE lo avrebbe condotto al voltafaccia e al tradimento del suo popolo.
      Bagnai, però, evita una deriva alla Tsipras solo perchè NON prende iniziative politiche. Se promuovesse una iniziativa politica, si troverebbe di fronte alla necessità di designare il nemico principale, e per chi non vuole l'euro, il nemico principale sono le sinistre mondialiste. Se lo designasse correttamente, verrebbe immediatamente accusato di "fare il gioco delle destre populiste" (e l'accusa sarebbe, naturalmente, vera). Se, per evitare l'accusa di "fare il gioco delle destre", non lo designasse inequivocabilmente e si mantenesse sul vago, dando un colpo al cerchio e uno alla botte ("sono nemici tanto le sinistre mondialiste quanto le destre populiste") il risultato politico sarebbe l'inefficacia politica, la paralisi, in sintesi il fallimento.
      Bagnai cerca di uscire da questa tenaglia - cerca di evitare l'accusa di "fare il gioco delle destre - definendo "fascismo" la UE, l'euro, etc. "Il vero fascismo sono loro, perchè antidemocratici, liberisti, etc." Purtroppo, il trucco lessicale lascia il tempo che trova, perchè euro, UE, mondialismo, etc., tutto sono tranne che fascisti (a meno che con il termine "fascismo" non si voglia designare tutto ciò che non ci piace e ci pare dannoso, sbagliato, malvagio). Euro, UE, mondialismo sono figli legittimi delle potenze antifasciste che fascismo e nazismo hanno sconfitto sul campo di battaglia; figli legittimi non solo per discendenza storica, ma anche per discendenza ideologica, come vede chiunque voglia tenere gli occhi aperti.
      Morale: questa è una guerra, anche se (da noi) non si spara. In guerra, volenti o nolenti, si sta di qua o si sta di là. Chi non si schiera o resta vittima del fuoco incrociato, o viene risucchiato, di fatto, dall'uno o dall'altro schieramento. E' brutto ma è così.

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    10. Gentile Buffagni, è per me sempre un piacere leggerla (su LPLC la trovo addirittura stoico), anche perché il mio milieu di provenienza è strettamente piddino, per cui i suoi interventi sono sempre intellettualmente stimolanti - soprattutto quelli che implicano una prospettiva militare. Detto ciò

      1) Non sono tanto d'accordo sulla presunta posizione equivoca di Bagnai sul fare o meno politica: anzi, sul punto specifico, mi sembra che non abbia mai derogato, perché ha sempre detto fin dall'inizio che lui non era interessato, il che nel tempo si è declinato nel

      a) non cercare il consenso, neanche tramite l'operazione pedagogica svolta sul blog; ha sempre mantenuto una posizione divisiva e non inclusiva, rispetto ai grillini, rispetto ai donaldiani, rispetto ai rifondaroli - non ha mai cercato il compromesso "politico", allo scopo di allargare la platea, perché era interessato prima di tutto a diffondere una verità scientifica (frase da prendere cum grano salis, ma per capirci).

      b) rifiutare qualsiasi ipotesi di "famo il partito", il che però, vista la prima persona plurale del sintagma e l'andazzo su internet, a naso vuol dire "Bagnai vai avanti tu, che noi ti veniamo dietro (ridendo)".

      c) non vietare o scoraggiare altri da fare attività politica a piacimento di qualsiasi tipo, a iniziare da Borghi, per finire a Antonio Maria Rinaldi, che se ho ben capito un partito (Alternativa per l'Italia) l'ha fondato.

      c) sapere che nel caso l'eventuale formazione sarebbe stata condannata all'irrilevanza politica (come lei stesso evidenzia nei commenti di questa mattina), perché l'unica vera possibilità per incidere in tal senso a sinistra sarebbe stato infiltrare il PD.

      d) è vero che per un certo periodo ha fatto intuire che qualcosa bolliva in pentola, secondo me riguardava l'aggancio con D'Attore (quindi coté bersaniano) e con una eventuale sponda all'interno del partito. Ipotesi che nell'ultimo anno è evidentemente naufragata. Ero a Pescara lo scorso weekend e il convegno è stato aperto con la frase: "non ci sono i politici perché si sono rivelati inutili". A quanto ne so poi a cena si è sfogato con veemenza al riguardo. Tra l'altro, per quanto sia vitale che la Sinistra prenda posizione sul tema, non mi pare che a Destra chi l'ha già presa o sia consapevole del momento storico, riesca a essere particolarmente efficace, né a livello di lotta politica né di consenso.

      In definitiva mi sembra che Bagnai abbia sempre voluto mantenere la posizione super-partes di tecnico che enuncia una verità che dovrebbe essere assunta da ogni forza politica, di destra o sinistra, che abbia come interesse quello nazionale, cioè quello dei suoi eventuali elettori. Il che gli ha permesso
      i) di parlare con tutto lo spettro politico (il che, a sinistra, è già alquanto eversivo, vedasi Brancaccio)
      ii) di accedere al dibattito a livello nazionale (cioè in televisione e sui giornali a grande diffusione) e internazionale (sempre cum grano salis) - senza cioè rimanere confinato al blog economico bocconiano della Voce.info o al salotto radical-chic del Manifesto (peraltro, rispondendo a ws, è nel momento in cui la Voce.info e il Manifesto gli hanno rifiutato gli articoli, in coincidenza con l'ascesa di Monti, che ha aperto il blog - cioè quando sulla via di Damasco è effettivamente caduto il fulmine di un golpe, per chiamare le cose con il loro nome)

      Tutto ciò non tanto per difendere il Nostro, ma per fare da premessa al seguente punto
      [segue]

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    11. [segue dal post precedente]

      2) la Sinistra (intesa sia come ceto politico che come bacino elettorale, tanto in Italia quanto all'estero) NON ha gli strumenti culturali e quindi politici per affrontare questo delicato momento storico. E non li avrà temo per i prossimi dieci o forse venti anni (se sta per nascere, come credo, un nuovo ciclo politico internazionale dopo quello partito negli anni '90 all'insegna della terza via: Clinton, Blair, Schroeder, Prodi, Zapatero… a pensarci mi vien da ridere)

      a) La corrente socialista-comunitaria della Sinistra (quindi con elementi contrastivi rispetto all'atomismo e all'individualismo della società a trazione Capitale) è totalmente evaporata - anche perché non esiste più il luogo fisico del lavoro (la fabbrica) in cui quella corrente era nata e si era sviluppata; è rimasta solo la corrente liberale-progressista.

      b) quest'ultima è consustanziale al movimento eternamente rivoluzionario del Capitale. Ribaltando la definizione di Sinistra/Destra a partire dai fattori produttivi (Sinistra che difende il lavoro, la Destra il capitale) è chiaro che, ad oggi, la Sinistra è il partito del Capitale, favorevole alla mobilità dei capitali e delle persone, e a favore di ogni e qualunque innovazione tecnologica, morale, etica in nome dell'Individuo e della sua libertà di essere completamente solo, e completamente idiota.

      c) solo la Destra ha nel proprio arsenale culturale e politico gli strumenti (interesse nazionale, problematizzazione del fenomeno migratorio, difesa di strutture della persona e delle comunità legate alla Tradizione - oserei dire legate al processo stesso di ominazione) per fare una battaglia di questo tipo.

      d) per usare le parole che Gilad Atzmon ha usato per commentare la vittoria di Trump:

      "It occurred to me in recent years that the act of being Progressive is not a political position but rather a mental state.
      The incapacity of the entire American progressive and Left establishment to foresee Trump’s landslide victory suggests that we are dealing with people who are institutionally detached […] How is it possible that the Democratic Party, the mainstream media and Wall Street have managed to totally miss the level of anger that unites the American masses. These questions go far beyond polling strategy or the science of statistics.  We are dealing with a state of being aloof on the verge of total detachment.
      Left and progressive thinking is shaped like a dream. It tells us what the world ought to be. Progressives often seem to forget what the world really is and what its people are really like.  Hillary Clinton and her campaign, just like the New York Times and The Huffington Post, were in a state of denial. Boasting in righteous hubris, they failed to read the map.
      But this shouldn’t take us by a complete surprise. Detachment wasn’t invented by Clinton and her team. Detachment and alienation are ingrained in progressive thought. To be a progressive is to believe that some of the ‘other’ people are simply a bunch ofunaware ‘reactionaries.’ "
      ovvero

      e) gli elettori (e i politici) di Sinistra vivono in uno stato onirico. Può darsi che sia possibile fargli cambiare idea, nel giro di qualche anno, visto la condizione psicolabile in cui si conducono, ma vorrebbe dire prendere possesso manu militari della redazione di Repubblica e Corriere e della direzione del PD, cioè dell'Autorità cui si conformano. Mi sembra improbabile.

      f) "essere di sinistra" per chi è di sinistra è un fattore identitario totale, non ci sono altri elementi irrazionali che possano fare da sostegno, da arché: non c'è religione, non c'è patria, non c'è famiglia, non c'è squadra di calcio. Investe tutta la struttura psichica, per cui ne va della loro salute mentale. Per le generazioni di sinistra attuali non c'è più niente da fare.

      Morale della fava: da sinistra nessuna speranza politica, al limite defezioni individuali. La maggior parte morirà felice e contenta e con senso invitto di superiorità.

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    12. Caro e gentile mikez73,
      grazie dell'apprezzamento e della risposta meditata e articolata.
      Cerco di risponderle.

      Questione Bagnai. Tutto vero quel che lei ricorda. Però, vede: il punto è che Bagnai è uno che è andato a pesca di trote e gli si è attaccata all'amo una balena. Perchè ha radunato un seguito così imprevedibilmente vasto? Certo, perchè dava informazioni e chiarimenti in merito a questioni scottanti e di attualità; ma anche e soprattutto perchè li dava DA SINISTRA (e in modo molto accattivante, interessante, mai arido, adottando uno stile da "diario in pubblico" che disegna un personaggio mai banale). Insomma, perchè era vox clamantis in deserto: ma pronunciate poche parole, si è scoperto che il deserto era molto meno deserto del previsto. In questo senso, è diventato malgré lui un personaggio politico, perchè come disse un giorno il Genio di Gallipoli, che a volte la dice giusta anche lui, "se sei un leader politico lo decidono gli altri". Per fare una analogia storica in omaggio a Pescara, Bagnai è diventato un personaggio politico malgré lui come lo diventò Gabriele d'Annunzio nella battaglia interventista, e poi negli anni dell'immediato primo dopoguerra: cioè un personaggio politico che non è un politico, ma raduna intorno a sé, con la sua parola e il suo prestigio personale, tante persone che hanno bisogno di azione politica. Non ha trovato (absit iniuria verbis) il suo Mussolini. Però l'aura politica continua ad aleggiargli intorno, che lo voglia o no; e non potrebbe essere diversamente. Ora io trovo che da questa ambiguità farebbe meglio a uscire pronunciandosi con la massima semplicità e chiarezza: per il bene suo e di tutti coloro che guardano a lui, e per le ragioni che ho già esposto e non ripeto.

      Questione sinistra. Forse sono ingenuo, o forse il fatto che appartengo a un'altra cultura politica mi acceca; ma io la farei un po' meno tragica e irrimediabile. Una cosa che lei dice è certamente vera, almeno a mio avviso: è cioè che il progressismo è un nosos spirituale, come lo furono il comunismo o il nazismo (alludo qui alla lettura delle religioni politiche moderne come manifestazione della gnosi che diede Eric Voegelin nella sua opera). E' vero dunque che per svegliare dal sogno dell'ideologia progressista non basta offrire argomentazioni razionali, ma si deve per così dire entrare nella logica del sogno, e toccare il pathos dei sognatori. Però io ho una grande fiducia nella realtà, una dimensione che ha infiniti difetti (il principale, che in quella dimensione tutti moriremo) ma un pregio incontestabile: che non si lascia negare per sempre. Come diceva Lenin, "i fatti hanno la testa dura". E infatti, come vede, pur con tutti i limiti e le lentezze e le marce indietro che vuole, questa impresa patologica del Sogno Europeo + Governo Mondiale sta conoscendo le prime serie battute d'arresto. IL CAMPO NEMICO PER LA PRIMA VOLTA HA PERSO L'INIZIATIVA. Il nostro campo non l'ha ancora presa, e quindi non si può parlare nè di vittoria nè di rovesciamento delle sorti della guerra: si può però parlare di "fine dell'inizio" e forse, se da questo stallo si esce con la presa d'iniziativa del nostro campo, di "inizio della fine" (Churchill). E' difficile, difficilissimo parlare a chi sogna; ma quando uno scossone lo sveglia, il sogno svanisce senza lasciar altre tracce che un po' di malessere. Ricorda come svanì di colpo, anzitutto nelle menti dei comunisti, il comunismo ("realmente esistente", avrebbe aggiunto il compianto Preve)? Nella natura umana ci sono tante cose. C'è la voglia di giocare e sognare, ma c'è anche la voglia di vivere e di capire. Anche a sinistra, no? ci sono esseri umani. Se vi pungono, non sanguinate? Se vi fanno il solletico, non ridete? Eccetera.
      La saluto cordialmente.

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    13. Anonimo19:03

      @ R. Buffagni
      Analisi ben articolata che condivido. Aggiungo che anche l' unica formazione "sinistra" che offre una coerente analisi "sinistra" della situazione geopolitica " ( i neo-comunisti di M. Rizzo ) evita come la peste la parola "nazionale".
      Non c' e' scampo la " sinistra nazionale" non esiste, e siccome la politica non ammette "vuoto" lo spazio vuoto della " sinistra nazionale" sara' inesorabilmente preso da una " destra sociale" che ancora non c' e' ma che almeno non ha ne blocchi ideologici e ne pretese palingeniche globali .
      ws

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    14. @ ws
      Concordo con lei. Ripeto però quanto ho detto nel post indirizzato a mikez73. Probabilmente le cose andranno come lei prevede, ma continua ad esistere la possibilità di una diversa e auspicabile soluzione del problema, che riempia il vuoto politico da sinistra (auspicabile per le ragioni suesposte, non per ragioni di mia adesione personale che proprio non ci sono). Lo smottamento in corso nel campo progressista può (sottolineo "può") provocare una iniziativa in questo senso. O meglio: una iniziativa in questo senso, oggi e ancor più domani, potrebbe trovare più adesioni di quanto sia prevedibile: perchè la sconfitta apre brecce anche nelle armature ideologiche più catafratte. E' per questa ragione che mi sono dilungato sul caso Bagnai, che in sè e per sè non sarebbe così importante: perchè è decisivo che questa minima possibilità NON sia ostacolata, ma anzi favorita, promossa e coltivata.

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    15. Come sempre Buffagni "illumina", e in effetti anche io è da un pò che cerco di portare l'attenzione su quale dovrebbe essere l'immaginario di un futuro possibile. Ma questo passo trova una difficoltà di prima grandezza (oltre a quelle di origine esterna, cioè "straniera") nella demografia attuale dell'Italia. E per capirlo basta guardare un grafico della popolazione per età.
      Il problema generazionale può non valere per una nazione che tutto sommato è tra quelle che dominano la globalizzazione (e stiamo parlando di realtà relative all'uomo moderno occidentale, chiaro) in quanto psicologicamente vincente.
      Può essere determinante in una nazione che invece ha dovuto subire un trauma profondo come quello di uscire sconfitti e devastati da una guerra totale, per quelli che hanno formato la loro identità in quel periodo o in quello appena successivo.
      Hai perfettamente ragione Roberto quando fai presente le difficoltà di Bagnai nel trovare giusta dimensione e identità al sogno che dovrebbe rimpiazzare quello profondamente fallimentare di "questa" Europa.

      Stiamo cercando...

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    16. Anonimo21:01

      Mi inserisco nell'interessantissimo dibattito scatenato dal buon Buffagni solo su un punto che per me è fondamentale (non avendo alcun interesse reale per Bagnai e le sue turbe psichiatriche e la sua maleducazione da maestrina): la ricostruzione di Voegelin sul nazionalsocialismo (ma in generale di tutte le ideologie moderne, necessariamente non strettamente cristiane) come risorgenza della gnosi è pura e semplice ciarlataneria, esattamente come chi volesse attribuire alle fasi lunari la Guerra dei 100 anni o similari.
      è solo l'ossessione cristiana per l'unico movimento della storia che ha mostrato un disprezzo per la carnalità superiore ad esso, forse una sorta di invidia del menscevico nei confronti del bolscevico.
      è in realtà semplicissimo da capire, basta ridurre tutta la questione ai minimi termini (mi spiace, ho una formazione scientifica indi sono abituato ad andare al sodo): quale è la base imprescindibile di qualsivoglia (perché ce ne sono tante) gnosi?
      Semplicissimo, come ben sa Buffagni è UN RADICALE DUALISMO METAFISICO.
      Benissimo.
      Vorrei che mi si spiegasse come il nazionalsocialismo, che come Mosse e Locchi insegnano è un RADICALE IMMANENTISMO VITALISTA possa essere in qualsivoglia misura associato alla gnosi.
      Beninteso: nemmeno il comunismo (anche se per altre ragioni) c'entra qualcosa con la gnosi.
      E nemmeno il liberalsimo, almeno quello anglosassone, perché ho dei dubbi su quello mitteleuropeo.


      Matteo

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    17. Caro Matteo,
      mi scuserai se non discuto a fondo le tesi di Voegelin sulla derivazione dalla gnosi delle religioni politiche moderne. "Order and History", la sua opera maggiore, è una serie di mattoni per un totale di cinquemila pagine circa. Ne ho letto una buona parte, e ti comunico due notizie: 1) secondo V. la gnosi colpevole di tutto è la gnosi CRISTIANA (quindi una buona notizia per te, è colpa nostra)2) Voegelin NON è un ciarlatano, è uno studioso di eccezionale profondità, se ne leggi qualche diecina di pagine non cambierai idea ma vedrai che lo rispetti, perchè so che rispetti i nemici di valore.
      Per una discussione sul tema, insufficiente ma insomma, ti rimando a due testi. Uno, breve, di Voegelin: Eric Voegelin, «Modernity without Restraint»,in Collected Works of E.V., vol. V, Columbia and London:
      University of Missouri Press, 2000 (purtroppo non in rete). E uno, brevissimo, mio: http://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_853_Buffagni_lettere_sassi.pdf
      Ciao.

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    18. @ Sandro Ceccato

      Guarda che quello "che illumina" era Gianni Rivera con i suoi assist, non io.
      Proseguo il ragionamento sul problema "perchè la sinistra è così de coccio?"
      L'origine del problema (e qui facciamo contento anche Matteo) è l'universalismo. L’universalismo è una cosa sul piano delle idee, dei valori, della spiritualità: tutt’altra cosa sul piano politico.

      Sul piano politico, l’universalismo non può che incarnarsi in forze inevitabilmente particolaristiche: perchè esistono solo quelle, nella realtà effettuale.

      Volendo, chi se ne sente all’altezza può parlare a nome dell’umanità; ma non può agire politicamente a nome dell’umanità senza incorrere in una contraddizione insolubile, perchè l’azione politica implica sempre il conflitto con un nemico/avversario.

      Senza nemico/avversario e senza conflitto non c’è alcun bisogno di politica, basta l’amministrazione: “la casalinga” può dirigere lo Stato, come Lenin diceva sarebbe accaduto nell’utopia comunista (in attesa del passaggio dalla preistoria, in cui c’è conflitto, alla storia in cui fiorisce l’accordo universale, vai con la polizia segreta, le condanne degli oppositori per via amministrativa, il terrore di Stato).

      A questa contraddizione insolubile si può sfuggire solo postulando come certo e autoevidente l’accordo universale, se non presente almeno futuro, di tutta l’umanità: "Su, lottiamo! l'ideale/ nostro alfine sarà/l'Internazionale/ futura umanità!" (il "governo mondiale" è un surrogato o avatar della "futura umanità" dell'inno comunista).

      Il problemino è che l’accordo di tutta l’umanità non si dà effettualmente MAI. E’ da questo paradosso che vengono la superbia e l’accecamento ideologico della sinistra mondialista, che si sente in diritto e in dovere di parlare ed agire a nome dell’umanità (presente e/o futura), e si sbalordisce e scandalizza se gli altri (gli arretrati, i razzisti, i populisti, nazionalisti, etc.) avanzano obiezioni e non vedono quel che a loro sembra lampante e certo come che 2+2=4.
      [segue]

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    19. [segue dal post precedente]

      Chi agisce politicamente a nome dell’umanità agisce sempre, nella realtà effettuale, nel proprio parziale interesse, e lo erige a metro campione dell’appartenenza all’umanità. Colui che egli designa come avversario o nemico sarà dunque avversario o nemico dell’umanità. Si proclama così, in nome dell’umanità, una guerra di religione nella quale il nemico è un criminale da assicurare alla giustizia o un eretico che deve convertirsi o perire, e al termine vittorioso della quale si darà, finalmente, l’accordo universale di tutti i superstiti.

      L’universalismo come sistema di valori si può tradurre politicamente solo in uno Stato culturalmente omogeneo, nel quale esso sia effettivamente condiviso dalla quasi totalità dei cittadini. Nelle relazioni internazionali, l’unico criterio praticabile è il relativismo: ciascuna comunità organizzata sceglie i valori che le sono propri, ed entra in rapporto con le altre sulla base degli interessi, non dei valori. Se c’è comunanza di valori meglio, ma il criterio ordinatore è l’interesse, che dichiara apertamente la sua parzialità.

      Il paradosso dell'universalismo si vede molto bene nel processo di Norimberga. Il liberale all'antica Churchill non aveva nessuna voglia di processare i dirigenti nazisti (era favorevole a fucilarli sul posto senza tante cerimonie). In nome di chi e di che cosa si poteva giudicare il nemico sconfitto, pensava il liberale all'antica? In nome di quale legge, di quale giurisdizione, di quale legittimità? Evidentemente, nessuna legge, giurisdizione, legittimità esistenti nella realtà effettuale. La sua posizione deriva da questo: che il liberalismo classico si pensa come un rimedio POLITICO alla guerra di religione, un modo di limitare il conflitto e riportarlo nei limiti del socialmente e politicamente tollerabile. La scelta americana di giudicare in tribunale i dirigenti nazisti, invece, esprime con la massima chiarezza la mutazione del liberalismo classico in liberalismo moderno e progressista: i vincitori del conflitto si arrogano il diritto di giudicare gli sconfitti in nome dell'umanità, cioè traducono sul piano direttamente politico un concetto filosofico o religioso.

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    20. Come faremmo senza Buffagni? Grazie di cuore per questo interessantissimo dibattito. Grazie anche al controcanto. Vi rispondo con calma con il prossimo post.

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    21. Grazie a te che sei la padrona di casa. Approfitto per dare il link al "Manifesto per un populismo democratico" che mi ha segnalato stamani un amico: http://www.senso-comune.it/ (non so chi sia l'autore).

      E' un primo passo molto interessante, ma rilevo la mancanza di due temi fondamentali: 1) designazione del nemico principale (le destre populiste sono avversari all'interno del medesimo campo del "populismo democratico", o nemici?) 2) il problema immigrazione di massa brilla per la sua totale assenza. Coraggio, encore un effort.

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    22. Anonimo11:33

      Quello che adoro del buon Buffagni, oltre alla sua cultura estrema, è anche il conflitto interiore fra la sua fede e quella realtà che la sua fede nega apertamente, e che giustamente però non può essere negata in eterno.
      Questo lo porta ad utilizzare categorie meta-storiche contorte (non importa se un signor nessuno ha scritto un tomo di 5000 pagine: se dice che il nazionalsocialismo è figlio della gnosi dice una minchiata ripetuta per 5000 pagine) per dire e non dire.
      Parla di universalismo, ma in effetti ancora dice e non dice, dato che sostanzialmente qualunque visione del mondo vitale e non necrotica è universalistica.
      La romanità era universalistica, il mondialismo è universalista allo stesso modo, cosa cambia?
      Cambia tutto, e di fatto ce lo dice lo stesso Buffagni quando parla con linguaggio schmittiano del conflitto come base dell'agire politico.
      Cosa accomuna infatti le ideologie escatologiche moderne (liberalismo, comunismo, anarchismo)?
      L’identità di libertà e natura, ossia la concezione che la libertà sia una proprietà originaria di un individuo fuori dal contesto politico, determinato cioè come naturale.
      Questo impedì persino a Marx (e Preve) di capire che la conciliazione della società civile è reale soltanto sulla base dalla possibile ostilità esterna, da cui l'eticità immanente dello Stato come conciliazione delle particolarità nell'universale.
      Poi, ovviamente ci sarebbe da discutere sulla figliazione intima di queste ideologie, ma questo è un altro discorso.


      Matteo

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    23. Caro Matteo,
      si adora solo il Dio delle religioni abramitiche che ti piacciono così poco, non il sottoscritto.
      Ti perdono cristianamente, così impari, la qualificazione di Voegelin come "signor nessuno" (specifico che non parla del nazismo per 5000 pagine, dice anche altre cose interessanti, comunque vedi tu se leggerne un po' o meno).
      Per tornare al punto "universalismo". L'impero romano, finchè non fu anche cristiano, NON era universalista, era ecumenico come tutti gli imperi seri. Cioè a dire che si pensava come il centro del mondo (tale e quale l'impero cinese) ma non stabiliva l'equivalenza romanità = umanità. Conquistava nazioni e popoli, "debellando i superbi e perdonando i sottomessi", permetteva che continuassero ad adorare i loro dèi integrandoli nel Pantheon, e imponeva soltanto (in età imperiale) la venerazione alla divinità (simbolica, non teologica) dell'imperatore; integrava poi, gradualmente, i popoli conquistati nella compagine politica e giuridica dell'Impero, concedendo via via, ma con juicio e con un occhio attento all'equilibrio di potenza, sempre maggiori diritti giuridici e politici alle varie comunità.
      Era un gran bell'andare politico e civile, e infatti l'Impero romano non solo è durato veramente tanto, ma ha fornito il template per tutti gli Imperi a seguire degni di questo nome.
      Il modello è saltato con il cristianesimo, perchè il cristianesimo sì che è veramente universalista: dice infatti che siamo tutti figli dello stesso Dio, un Dio che perdipiù si è incarnato in un singolo uomo; e dunque "non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Galati 3,28). QUESTO sì che è universalismo vero, duro e puro.
      Come vedi, vengo dalla tua: il colpevole è il cristianesimo. E' possibile rendere politicamente e socialmente vivibile e praticabile l'universalismo cristiano (secondo me la ricetta migliore la fornisce Nicola Cusano nel "De docta ignorantia" e nel "De pace fidei", 1440 circa) ma non è per niente facile, si tratta di materiale fissile di estrema potenza per il bene come per il male; estremamente pericolosa poi la sua dimensione escatologica, si sono GIA' verificati gravissimi incidenti nelle centrali nucleari europee, con spaventoso fallout radioattivo.
      L'attuale guerra mondialismo/nazionalismo, che secondo me è una guerra di religione, si svolge tutta nel contesto cristiano (ininfluente che nel Dio cristiano credano ormai in pochissimi).
      Perchè il cristianesimo è il più decisivo fatto storico e culturale avvenuto nel mondo negli ultimi millenni, e nostra storia si svolge in quel contesto. Lo si può deplorare, ci si possono mordere le mani perchè l'Imperatore Giuliano non ha vinto lo scudetto, ma è un fatto irreversibile, proprio come l'invenzione della bomba atomica.

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    24. Anonimo12:39

      Certamente che è irreversibile, a meno di non avere una macchina del tempo che ci consenta di uccidere Costantino ancora bambino per impedirgli di inventare questa religione.

      Non sono del tutto in accordo con la distinzione che fai fra universalismo ed ecumenismo, ma probabilmente è la mia formazione attualista che parla indi ci mediterò su in un secondo momento.

      Ovviamente sono d'accordo sul fatto che il colpevole sia il cristianesimo (e quindi NON lo gnosticismo, che non esiste più da millenni), e sono in realtà d'accordo anche sul fatto che esso possa essere reso vivibile.
      Infatti, io non considero nemici i cristiani, anche perché di fatto non esistono più se non in senso esistenzialista, ritualista, tradizionalista.
      è senza ombra di dubbio una guerra di religione, ma il campo non è il cristianesimo perché presto o tardi lo schieramento populista/nazionalista/sovranista (quale che sia la definizione che pudicamente si vuole usare ora per non usare quella semanticamente corretta) per essere tale dovrà superare anche nel linguaggio la sedimentazione egualitaria e tornare ad un sano "o noi o loro".
      La storia alla fine si riaprirà, contro tutti i tentativi di chiuderla, e fra qualche millennio probabilmente guarderemo con compatimento quei tizi che volevano un mondo piatto di eguali.
      La vera questione è un'altra?
      Saremo noi (europei) a riaprire la storia o non sarà piuttosto l'esplosione di culture aliene e disumane come quella cinese o quella islamica?
      Non ho ovviamente una risposta.




      Matteo

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    25. Anonimo15:48

      la risposta l' ha gia' data toynbee. Adesso che l'oceania e' davanti ad una crisi che sembra senza possibilita' di successo e' l' eurasia che ha raccolto e sta vincendo le "sfide" portate dall' oceania alle sue diverse civilta' ( in primis la cinese), tra le quali pero' direi di escludere quella islamica la cui cristallizzazione invece continuera'.
      ws

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    26. Caro Buffagni, grazie per la risposta e scusi il ritardo, due giorni lontano da internet e mi siete scappati via…

      Sulla questione sinistra: forse sono accecato io dalla troppa vicinanza, ma so per esperienza diretta che il comunismo dalla mente dei comunisti non è svanito, si è solo trasformato in europeismo. Non si sono risvegliati da un sogno, mai, hanno solo cambiato contenuto onirico visto che la struttura della scena fantasmatica è rimasta la stessa. Una macchina burocratica che in lontananza si incarica di compiere la Ragione della Storia, un ministro (lo stesso in entrambi i sogni, Napolitano) che comunica attraverso le frontiere, il soggetto del sogno che assiste allo spettacolo passivamente, cioè dovendo solo leggere il giornale e votare, e un rumore di fondo che cerca continuamente di svegliargli: la Destra (ora Populismo), cioè chiunque ignori quella Ragione.

      Loro sono sempre dalla parte Giusta ma, come dice Ranciére, "non è colpa loro se la Storia si è sbagliata". Ora, benché a un lettore di Rep puoi far credere anche che i Renzi volino, temo che nel campo ideologico della sinistra la coperta in questo momento sia troppo corta, se la tiri dalla parte del lavoro ti rimane scoperto il problema del nazionalismo (come evidenziato da ws), se la tiri dalla parte della nazione ti rimane magari scoperta la parte dei Diritti… troppi fronti tutti assieme, e non c'è tempo. Ci vorrebbe una nuova sintesi, ma chi la fa? Certo, vale sempre il "solo per chi non ha più speranza c'è speranza"...

      Avrei i miei pensierini anche sulla gnosi, Voegelin, il mondialismo, ma l'ora è tarda, io mi sono attardato e forse ci saranno altre occasioni.

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  5. Quando mi sento dire con sicurezza: "Tutto torna indietro" ribatto sempre: "E Soros? e i Rotschild etc?" Tutti vecchi marcioni in ottima salute e sempre operativi.

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  6. ma se sono profughi, perche a decine e decine si riversano nei parcheggi dei centri commerciali seguendo le persone fino all auto per chiedere un euro per un panino. Tutti i giorni all Auchan o all Ipercoop è un vero e proprio presidio, uno spettacolo veramente disgustoso e francamente indecente al qual era impensabile assistere solo fino a cinque-sei anni fa.

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    1. @let it be 17:05

      Ti lamenti delle 'risorse' che Soros e papa Pampurio I ti mettono gentilmente a disposizione? Sei un ingrato!

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    2. Almeno il supermercato si può scegliere, c'è ne sono di postulanti-free, è un vantaggio commerciale. Il problema sono i posteggi degli ospedali...

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  7. Alessandra01:30

    segnalo questo, anche se e' OT (e sperando che non mi becchi anch'io un "Troll" :-)):
    https://www.youtube.com/watch?v=ykpZ7Zh7i8w

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  8. OT Scusate, ho ripulito un po' la palude.

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SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).