Pagine

sabato 24 dicembre 2016

Il Natale è ad Aleppo


"In diretta da Aleppo. I siriani festeggiano la liberazione dall'occupazione di Al-Qaeda. Perché non c'è la fila dei corrispondenti occidentali per raccontarla?"

Già, perché? La risposta la conoscete.
Sarei tentata di non scrivere altro, dopo questo tweet di Sarah Adballah. Voglio solo guardare senza mai stancarmene e condividere con voi queste immagini del più bel Natale di quest'anno; da una città liberata, da un paese dove "santa" cristiani e islamici festeggiano di nuovo assieme il Natale, dove si festeggia per strada, si fa musica, si illuminano le strade con le luci colorate, si è ricominciato a giocare il campionato di calcio e quello di basket e stasera si celebrerà di nuovo la S. Messa ad Aleppo in una cattedrale semidistrutta. 
Vi lascio queste immagini (OSCURATE da tutti i merdia) da un paese e da un popolo che merita di ricominciare a vivere e di essere lasciato in PACE. Con un ringraziamento a Naman Tarcha, a Sarah Abdallah, a maytham e a tutti coloro che, in questi mesi ci hanno tenuti informati e hanno condiviso con noi, momento per momento, questo lungo cammino dei siriani verso la libertà.

Babbi Natale cristiani e islamici assieme per le vie di Damasco.  (fonte maytham)

Un asilo a Damasco. (fonte maytham)

Oggi, marcia per la Pace ad Aleppo. (fonte Naman Tarcha)
Il Presepe  realizzato da un artista di Aleppo nella Cattedrale di S. Elia saccheggiata, dove si terrà la Messa di Natale. (fonte Naman Tarcha)






Nel frattempo i russi, quelli che, secondo i merdia e quel covo di serpenti velenosi che è l'ONU, "ucciderebbero donne e bambini", consegnano aiuti alla popolazione. Avete visto queste immagini nei nostri immondi TG?





Vigilia di Natale a Homs.  (fonte maytham)
Buon Natale, fratelli siriani. E che sia un Buon Natale, prima o poi, anche per noi. Per questa povera Europa okkupata dove il presepe e l'albero è meglio non farli perché potrebbero offendere qualcuno.

Buon Natale anche ai miei lettori.


16 commenti:

  1. Anche se non ti ho mai scritto ti ringrazio degli auguri e contraccambio con cuore.
    La tua cattiveria ci fa conoscere nuovi orizzonti.
    BN
    Junior

    RispondiElimina
  2. Buona feste a tutti.

    RispondiElimina
  3. grazie per tutti gli interessantissimi posts e spero che ce ne siano ancora tanti per tanti anni a venire (sempre che il Ministero della Verita' lo permetta)

    RispondiElimina
  4. Anonimo00:53

    Buon Natale

    G

    RispondiElimina
  5. È il primo post che ho letto stamattina, e l'ho fatto con gli occhi velati, grazie, mi hai ridato un poco di speranza. Un pensiero affettuoso anche se non ci conosciamo di persona. Buon Natale

    RispondiElimina
  6. Anonimo14:21

    "Per questa povera Europa okkupata dove il presepe e l'albero è meglio non farli perché potrebbero offendere qualcuno"
    okkupata da chi? Chi non ha cuore, oppure ha avuto invidia, per i popoli europei? Chi ha tramato, trama e tramerà sempre contro l'europa? Qual'è il vero nemico naturale che in questa quasi morente europa è presente?
    Che questa giornata della Natività sia colma di Serenità.
    fb

    RispondiElimina
  7. Buon Natale è buon capo d'anno a tutti.

    Intanto il Mister Agenda 2010 cioè le riforme Hartz IV meglio conosciuto come Gerhard Schröder ex cancelliere tedesco spara contro gli USA per la facenda VW, dicendo che gli USA vogliono indebolire l'industria tedesca. ha ha ha, la Germania nel 2015 ha avuto un surplus commerciale con gli USA di 54 Mrd. record assoluto, ma sembra che ai crucchi non basti. La Germania è condannata ad aumentare periodicamente il suo surplus commerciale altrimenti il suo PIL fa Pfffffffffffffffffffff è si sconfia.
    IL programma di Donald Trump "US-First" vuole proteggere gli USA dalla concorrenza estera, perciò la Germania deve intensificare i rapporti commerciali con la Cina, per fare questo però l'Europa deve aprirsi agli investori cinesi.
    In altre parole i crucchi è SOLO loro vogliono aumentare il commercio con la Cina però per fare questo ci vuole un sacrificio del Europa, aprirsi agli investitori cinesi che praticamente vuol dire abbattare i dazi doganali, capito i crucchi.
    Dubito fortemente che gli imbecilli a Roma riusciranno a capire il giochetto dei crucchi, diranno si è amen senza fiattare come sempre. Perchè si sà i crucchi per i pirla al governo ita. sono virtuosi.

    Comunque questo è un altro chiaro segnale che il vento sta cambiando.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anonimo13:11

      e speriamo che il vento ci trovi vivi ...
      ws

      Elimina
  8. Auguri a una voce che ci fa sentire anche il don sul soverchiante din.

    RispondiElimina
  9. Buon Natale Barbara e grazie per questo grande apporto alla Verità!! la gioia di Aleppo libera contagi tutti!!

    RispondiElimina
  10. E' altresì scandaloso il silenzio degli organi d'informazione mainstream sulle commoventi celebrazioni del Santo Natale in tutta la Siria. Soprattutto quelle avvenute nelle caserme delle forze di sicurezza, laddove sono stati allestiti degli alberi di Natale addobbati con le palle sottratte ai prigionieri politici. Molte di queste sono vecchie, ma perfettamente conservate nel loro involucro scrotale, dati i decenni di regime della famiglia Assad associati a una importante consuetudine di omicidi, torture, sparizioni, pestaggi, evirazioni, nel perfetto rispetto della tradizione medio orientale.
    "Avete presente i lembi di pelle che saltano via per le percosse e le frustate?" ci ha detto il sergente Tarek Karet, detto Il Macellaio di Damasco, "Se cotti nello strutto formano dei ciccioli friabili e gustosi da consumare la sera della Vigilia. Il sanguinaccio di dissidente è una nostra specialità, l'importante è che la materia prima sia freschissima e noi disponiamo di una filiera a chilometro zero. Con le interiora essiccate si fanno i festoni colorati da appendere alle pareti. Insomma, si può dire che del prigioniero politico non si butta via niente. A proposito, vuole assaggiare questo torrone? E' fatto coi brandelli umani grattati dalle pareti dopo i bombardamenti." "No, grazie".
    Racconti come questi scaldano il cuore e accendono il lumino della speranza per il futuro. Tutti noi dovremmo fare uno sforzo per farli uscire dal silenzio in cui la propaganda obamiana e antiputiniana li ha relegati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parodia del buonismo verso Assad

      Elimina
    2. Non è buonismo. E il confrontarsi con i siriani che vivono là e che ti raccontano un'altra storia rispetto alla propaganda occidentale.

      Elimina
    3. La famiglia Assad, e in particolare il padre di Bashar (il quale è il buono della famiglia, e infatti s'era defilato in Inghilterra a fare il dentista), non si è mai candidata al premio Tocqueville.
      Il problema è il seguente: che in Siria come altrove, ad esempio nel Levante o in Africa, una democrazia rappresentativa non sta in piedi cinque minuti. Colà, le linee di faglia dei conflitti sono profonde e molteplici: oltre alla solita ricchi/poveri, ci sono le linee di conflitto etniche, religiose, tribali, di clan. Se metti in piedi una demnocrazia rappresentativa, chi va al governo coglie l'occasione per impadronirsi della macchina dello Stato e per investire tutti gli altri, mettendoli sotto senza pietà, si veda l'Algeria con il FIS. Quindi, il nazionalismo autoritario è l'unica forma di governo che previene l'anarchia sanguinosa e/o la dittatura (davvero terrificante) degli estremisti religiosi. Non è bello, ma non è neanche un'alternativa tipo padella/brace. E' un'alternativa purgatorio/inferno. L'opzione paradiso non c'è. Probabilmente, l'alternativa paradiso era l'Impero Ottomano, ma l'Impero Ottomano non c'è più, e se resuscita resuscita nella forma del Califfato dell'IS, quindi meglio di no.

      Elimina
    4. Caro Roberto, è il vizio di credere che, culturalmente - e forse, dispiace dirlo, etnicamente - siamo tutti uguali e tutti sensibili al fascino della democrazia, e che il treno della storia passi alla stessa ora in tutte le stazioni.

      Elimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).