mercoledì 28 ottobre 2015

Doppio ricatto


Vi piace l'idea di Stranamore-Schäuble al posto di Angela Merkel (da appioppare poi all'ONU, e checcevò), come si vocifera da più parti? 
Se il Manifesto crede veramente - a loro basta così poco per eccitarsi - che la cancelliera steatopigia sia quella umanitaria tra i due per via della sua politica verso i pori migranti, io a questo punto quasi quasi tifo Wolfie. In fondo se lo meriterebbe perché è dai tempi dell'Anschluss dei fratelli DDR che non si risparmia in favore del Quarto Reich e del Nuovo Ordine Mondiale, anche se temo che il secondo prema assai di più a questo personaggio da Operazione Paperclip postnazi. 
Inoltre uno come lui eliminerebbe l'equivoco dei tedeschi generosi, compassionevoli e umanitari, appunto, e ce li restituirebbe finalmente come quei masnadieri mercantilisti schiacciasassi che sono sempre stati e che ci piacciono tanto. 
A proposito, sapevate che i principi fondanti della UE, casualmente disegnata - indovinate da chi, follow the beer - sulla falsariga del modello di sviluppo economico tedesco del dopoguerra, sono, secondo ciò che è scritto nei trattati costitutivi, la stabilità dei prezzi e la forte competitività tra i suoi paesi membri? Se non lo sapevate è perché non state leggendo l'ultimo libro di Vladimiro Giacché
Un'unione basata sulla competitività? A voi risulta che gli Stati Uniti d'America siano basati sulla lotta all'ultimo export tra Nebraska e Texas e che i presidenti americani in campagna elettorale parlino più di contenere l'inflazione ad ogni costo piuttosto che di creare nuovi posti di lavoro? No, e questo fa capire perché parlare di Stati Uniti d'Europa significa parlare di qualcosa di molto diverso dagli Stati Uniti d'America, ovvero di qualcosa di molto peggio.

Perché Angela, che pareva inamovibile, sta perdendo consensi a rotta di collo nel suo paese? E perché proprio a causa della svolta umanitaria, materna ed accogliente, seguita alla penosa scenetta sicuramente organizzata del "non possiamo accogliere tutti" sbattuto in faccia alla profughina palestinese in lacrime? 
Non solo perché questo tipo di politiche di autoinvasione non si può sperare di poterle fare per sempre a scapito e contro la volontà dei propri cittadini; perché essi alla fine, nel loro piccolo, si incazzano.
La cancelliera viene messa in buca perché forse non si è accorta o se ne sta accorgendo troppo tardi, della manovra a tenaglia che qualcuno, ovvero chi sta gestendo la fase "arma di migrazione di massa" per la Conquista dell'Europa in forma di Crociata al contrario, ha organizzato ai danni della Germania. 


Guardate questo fermo-immagine che è tratto da un'infografica pubblicata dal sito finlandese Lucify e ripresa dall'Independent - su dati della solita ONUe che va guardato con l'occhio dello stratega e non con quello del buonista piagnone. Esso mostra il flusso dell'esercito di riserva e degli anticrociati bambini che si stanno concentrando verso la Germania provenendo da sud-est. Che non siano solo siriani e che vi sia stato un crescendo rossiniano di arrivi proprio negli ultimi mesi di quest'anno è evidente. 

Ieri l'amministratore del condominio UE Juncker ha informato i condomini che potrebbero esservi allentamenti della garrota del pareggio di bilancio se accoglieranno amorevolmente i "profughi" nei loro appartamenti. 
Juncker parlava per bocca della Germania, ovvero di Angela Merkel che, per paura di perdere consenso e potere, tenta di passare la patata bollente degli invasori in divisa da migrante ai paesi vassalli.

Che fenomenale doppio ricatto è questo, che capolavoro strategico. La Germania ricatta noi paesi periferici credendo di scamparla ma è ricattata a sua volta ed essa per prima, proprio mediante l'arma dei migranti, dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale che attualmente governano gli Stati Uniti d'America, il cui scopo finale è quasi sicuramente l'inconditionally surrender al TTIP, ovvero la vittoria finale delle corporations e del loro profitto sulla politica e sulla libertà. 

Conquistare un'Europa saldamente ancorata ai principi democratici e liberali non sarebbe stato facile, in tempo di pace e senza sparare un colpo o lanciare testate. Era necessario prima indebolirla, inventandosi qualcosa come l'Unione Europea e in seguito applicando la moneta unica ad un'area assolutamente non ottimale - come certifica l'abnorme principio della "forte competitività" tra stati. L'unico paese in grado di gestire con solerzia l'appalto era la Germania; bastava solleticarne gli istinti mercantilisti e imperiali e sventolarle davanti al naso il cencio del Quarto Reich per lanciarla pancia a terra alla sua conquista. Questa è stata la fase uno. Quando la crisi economica (fulmine a ciel sereno o cercata?) ha creato l'ambiente favorevole alla fase due, quella dell'applicazione a pieno regime della dottrina dello shock dove nessuno avrebbe mai pensato avrebbe potuto essere applicata, essendo essa considerata una roba da Sudamerica e non da Europa, la Germania si è cacciata dentro la trappola dell'ingordigia, come era ben previsto, con precisione millimetrica. Ha cominciato a fare ciò che le riesce storicamente meglio: distruggere l'Europa. A questo punto, via alla riesumazione delle peggiori paure inconsce degli europei: l'invasione e l'invasione islamica in particolar modo. E poi l'attentato a tutte le certezze acquisite, dai diritti del welfare alla messa in discussione addirittura dell'architettura sociale fondata sulla famiglia e l'imposizione dell'anarchia del gender, mentre la teoria del golpe permanente, anch'esso praticato senza sparare sui palazzi presidenziali e senza carri armati per le strade, si incaricava nel frattempo di fiaccare, sostituire o ammansire le sacche di resistenza politica rimaste nei vari paesi.
Al punto in cui siamo,  come hanno capito la Russia e i paesi dell'ex blocco sovietico, che ci sono già passati, può salvarci solo il nazionalismo, l'autodifesa della propria identità contro il caos imposto dall'esterno dalle mire imperiali.

Nella ricostruzione di questa Terza Guerra Mondiale a nostra insaputa non mancano i misteri. Il primo è il seguente: come pensava la Francia di poter controllare una Germania non solo riunificata ma con una licenza di uccidere (in senso economico) in mano, attraverso un progetto come la UE sbilanciato in favore dei tedeschi e senza subirne conseguenze?
Secondo mistero. Perché i novordinemondialisti stanno usando l'arma dell'Islam ed i suoi eserciti irregolari, compresi i più o meno fasulli terroristi delle varie Al Qaeda e ISIS per conquistare l'Europa? Come pensano cioè di poterli congedare e farli retrocedere, al pari dei tedeschi, una volta che la missione sarà compiuta e i loro trattati saranno stati firmati? Si illudono forse di poter veramente ammaliare con il consumismo sfrenato, come hanno fatto con il resto del mondo, chi viene in Europa non per integrarsi nella nostra civiltà decadente ma per piegarla alla propria sharia, l'unica legge che riconosce? 
Capisco che tenere l'Islam impegnato spostandone l'azione in Europa rilasci la tensione in Medio Oriente ma ho l'impressione che qualcuno stia giocando con un fuoco che è mille volte più pericoloso di quello di Prometeo. E sulla nostra pelle.


lunedì 26 ottobre 2015

Mala tempora collant 2.0



In preparazione ad un post sul gender, vogliate gradire questa  bella secchiata d'acqua. Ovvero la scoperta, raggelante sia per i maschi che per le femmine che mi stanno leggendo, dell'esistenza non solo del collant da uomo ma di quello con apposito contenitore per erezione (ve lo dovete cliccare da soli).
Il collant è scomodo, opprimente, anti-igienico e antisesso. I clienti di Gerbe dovrebbero per giunta indossare qualcosa di assolutamente demodé perché quello sopra satinato e brilluccicoso color carne (ohibò) l'ho visto e indossato l'ultima volta negli anni ottanta e quello nero velato non lo mettiamo più nemmeno alle nonnine in obitorio. 
Il motivo per cui un uomo possa decidere di adottare questo indumento che, per chi se lo trovasse davanti, è l'equivalente alla castrazione chimica, scegliendo per giunta non delle sexy calzamaglie rinascimentali ma nient'altro che fottutissimi collant da donna come cintura di castità, è per me un assoluto mistero che posso spiegare solo con il tentativo, da parte di chi ha queste belle pensate, di farci estinguere per mancanza di desiderio. 



venerdì 23 ottobre 2015

Ritorno dal futuro


Stanisław Jerzy Lec scrisse: "Quando abbattete le statue dei dittatori conservatene i piedistalli, perché potranno tornare utili". E' ciò che hanno fatto a Odessa, dove un artista ucraino ha sostituito la statua di Lenin con quella di Darth Vader. Non potrei immaginare luogo migliore per celebrare il Lato Oscuro.

Questa curiosa immagine ben introduce l'argomento delle similitudini dispotico/distopiche tra URSS e UE ripreso nell'ultimo post di Byoblu, contenente la traduzione dell'interessante testimonianza video di Vladimir Bukovsky. L'ex dissidente sovietico da anni denuncia le inquietanti analogie tra l'architettura della UE e quella della defunta Unione Sovietica. Autodefinendosi qualcuno che è stato nel futuro e può avvertirci di un prossimo pericolo che rischiamo di dover correre, Bukovsky è in grado di vedere con grande lucidità il carattere illiberale del Parlamento europeo, la sua disconnessione con il concetto di rappresentatività popolare, la sua sudditanza agli interessi dei paesi dominanti, in particolar modo al mercantilismo tedesco e la sua similitudine con il "parlamento" sovietico.



Il brano è tratto da questa intervista a Vladimir Bukovsky del 2006, e vi si parla già di Eurogendfor, di arma di migrazione di massa e dell'aspetto più preoccupante di tutti quelli che caratterizzano l'oppressione eurocratica: quello ideologico. Un pensiero unico fatto di politically correctness, di ideologia gender, di cosmetica dei diritti, di discriminazione degli autoctoni a favore dei "nuovi europei", e della creazione di psicoreati da perseguire. Oggi con l'ostracismo, domani forse, chissà, con la carcerazione, è il monito di Bukovsky.  La crisi del 2008 avrebbe infine innescato la trappola infernale dell'euro, rivelandone non solo il carattere oppressivo in senso tecnico economico ma quello del suo essere un vero e proprio feticcio sull'altare del quale si potevano e si sarebbero fatti sacrifici umani.
Quella che stiamo vivendo rappresenta un salto di qualità rispetto alla classica shock economy già sperimentata, dopo la caduta dell'URSS, dalla Russia e dai paesi facenti parte del suo impero negli anni novanta. E' shock economy rinforzata da una pesante iniezione di totalitarismo internazionalsocialista, ovvero da un mix del peggio dei totalitarismi novecenteschi al servizio dell'ipercapitalismo finanziario. Nessuno può negare che certe indicazioni provenienti da Bruxelles, anche le più apparentemente innocue, come le indicazioni sulle misure delle vongole, sembrino provenire direttamente dalle pagine di Bulgakov se non da quelle di Frank Kafka.

Non è un caso che, come Bukovsky riconosce nella burocrazia eurocratica la matrice simil-sovietica, così gli ex paesi dell'Est Comunista sono attualmente i più reattivi contro il dispiegamento di una delle armi più subdole della penetrazione in Europa di questa shock economy arricchita: ovvero l'arma di migrazione di massa.
Il fenomeno lo ha ben spiegato Naomi Klein nel suo libro. Chi l'ha già subita sulla propria pelle è in grado di riconoscere le caratteristiche della shock economy alle sue prime manifestazioni perché ha sviluppato una sorta di immunizzazione.  Per questo l'Ungheria, la Polonia, i territori tedeschi della ex DDR, la Slovenia, la Croazia, la Repubblica Ceca, già aggredite dall'ipercapitalismo liberista in passato, stanno tutte reagendo in maniera perfettamente conseguente a quello che è un attacco non solo alla loro economia ma alla loro stessa integrità nazionale: difendendosene con le misure che si richiedono normalmente nel caso di unì'invasione militare. Cosa che i paesi del Sud Europa, ancora vergini rispetto agli orrori della shock economy, essendo essa ancora agli inizi ed essendosi dispiegata interamente in tutta la sua crudeltà per ora solo in Grecia, non sono in grado di fare, anche per il fatto di essere governati da compagini collaborazioniste totalmente subordinate ai voleri burocratico-continentali dei proconsoli imperiali. Perché, ovviamente, sopra i Darth Vader vi sono gli imperatori.

Un altro paese che è stato vaccinato dalla shock economy è l'Argentina. Consiglio di ascoltare i primi minuti del discorso tenuto dalla presidente Christina Fernandez de Kirchner all'ONU il mese scorso, con la sua cruda descrizione degli effetti deflattivi della crisi del subprime sulla zona euro, con i paesi europei che non sono stati affatto salvati perché al loro posto sono state salvate le banche, la constatazione che non è possibile pretendere il rientro di un paese dal debito se non gli si permette di ricominciare a crescere e il pericolo rappresentato da un'attuale espansione della crisi e del suo potenziale deflattivo sulle economie dei paesi emergenti. Un mondo messo molto male, dice la Kirchner, altro che "l'Italia riparte", dove sarebbe necessario porre un limite allo strapotere della finanza e ridare forza all'economia reale. Confrontate il realismo di Christina e il maramaldeggiare pallido e assorto di Pittigrullo.

In fondo nei messaggi di Bukovsky e Kirchner io trovo una certo margine di consolazione. L'Argentina infatti, pur se a fatica, è riuscita ad uscire dalla scelleratezza della parità tra peso e dollaro, follia della stessa razza di quella che ha partorito l'obbrobrio della moneta unica europea, e l'Unione Sovietica è infine crollata, dimostrando anche, con la dissoluzione della zona rublo, raccontata da Brigitte Granville al Goofy 3, che le monete uniche non sono affatto irreversibili come sostengono i direttori delle banche centrali indipendenti dal controllo democratico. Non è indolore ritornare alla sovranità monetaria ma si può.
Così crollerà anche l'Unione €urosovietica e anche l'euro morirà. Speriamo di riuscire a sopravvivere a questa guerra per potervelo raccontare in diretta.

mercoledì 21 ottobre 2015

Vaccini: è l'ora del defensor fidei


Se voleste informarvi sui vaccini e i loro pro e contro, scegliereste il parere di un medico, docente e ricercatore o quello di Walter Veltroni?
Il piddino non ha dubbi, vedi gli imbarazzanti commenti in calce all'articolo molto sensato del Prof. Ferrara Massari sul "Fatto": sceglierebbe Veltroni che, tra un film e un libro dimenticabili, pontifica, dalle pagine dell'ascientifica perché fideistica Unità, su scienza, modernità e mecojonismo. Lo fa scegliendo l'arma cara alla Santa Inquisizione, ovvero il terrore, sventolando davanti agli occhi annebbiati dal dubbio scientifico dei lettori, il lenzuolo dello spettro della Spagnola, la peggior pandemia della storia recente, secondo alcuni addirittura più ferale delle pestilenze del passato. Il suo intento è lodevole, salvare il volgo dal complottismo e dall'infedeltà verso le versioni ufficiali che portano inevitabilmente all'eresia e, prossimamente, al rogo. 
Peccato che, con il suo abituale fare sinuoso e smielato e dopo aver ben bene nominato invano la Costituzione, emerga ugualmente nell'ultimo paragrafo del suo articolino il vero scopo del suo intervento: "Io credo che l’opzione della non obbligatorietà [della somministrazione dei vaccini, ndr] sia da confermare, a patto che si affronti la sfida culturale che la sorregge. Una sfida in qualche modo nuova e che non va limitata al campo medico. Una sfida che riguarda mille campi della nostra vita (non esclusa la politica)."
Ve lo devo tradurre dal serpentese o lo capite da soli? Scommettiamo che i mille campi della nostra vita ammetteranno in futuro sempre più risicati margini di libertà di scelta per il cittadino, per colmo di sfida?

Quella di Veltroni è stata solo una delle manifestazioni della terribile epidemia di appellismo che è scoppiata sui giornali di regime in questi giorni di ottobre quando bisogna di solito sensibilizzare gli italiani sull'argomento vaccinazioni. Nel giro di poche ore si sono infettati, neanche avessero cenato tutti allo stesso desco la sera prima, Beppe Severgnini, Gad Lerner e Paolo Mieli nella rubrica "Battaglie irrazionali" (al quale risponde per le rime Byoblu), insomma i soliti che tanto amano ritrasmettere, da bravi ripetitori, gli ukase dell'ONU e dell'Unione Eurosovietica. In questo caso sono stati nominati a fil di spada defensor fidei e chiamati alla grande crociata contro i negatori del dogma.

L'appellite acuta a mezzo stampa non nasce dal caso e non è la tardiva risposta di Veltroni alle perorazioni dell'industria. Giusto per coincidenza l'OMS, che sta terrorizzando da mesi il mondo con la minaccia della diffusione del nuovo flagello, il morbillo, aveva richiamato all'ordine l'Italia per il calo delle vaccinazioni e prontamente il governo aveva pensato di investire in un piano nazionale che inoculasse quanti più italiani possibili con sempre nuovi vaccini. Piano che però si sta scontrando con la necessità dei tagli alla sanità richiesti dall'Europa. Andarono per inoculare e furono inoculati.
Oltre agli esperti per caso, incaricati più che altro di farcire il messaggio ottobrino con un po' di propaganda anti-opposizione, in questo caso pentastellata (perché, altrimenti, inserirci il discorso delle scie chimiche che non c'entra una mazza?), sono stati richiamati i riservisti dalla pediatria, i congressisti ad invito e anche l'ubiquitario S. Veronesi protettore dei mammografi, che auspica, dalle colonne della prestigiosa rivista scientifica "Oggi", la vaccinazione obbligatoria di stato.

Come al solito la sinistra rivoluzionaria si distingue sempre per merito e si piazza in zona medaglia. Sul Manifesto, leggete cosa rispondeva pochi mesi fa, sempre sull'onda dell'allarme morbillo, il giornalista Celada al povero pediatra dott. Eugenio Serravalle, che ingenuamente rimproverava i compagni di un eccessivo appiattimento sugli interessi della grande industria farmaceutica. Ve l'ho salvato perché merita.


Questo sarebbe un ragionamento razionale e scientifico? A me pare fede e di quella in grado di far danni. Quel tipo di fideismo, di cieca obbedienza all'ideologia che permetteranno ai cialtroni nominati di far passare robaccia come il TTIP in base alla disciplina di partito, aprendo la porta a qualunque richiesta possa provenire dall'industria farmaceutica, dalla vaccinazione e somministrazione coatta di farmaci e terapie alla fornitura, Dio non voglia, di cavie umane (non ridacchiate, ci fecero un intero processo a parte a Norimberga su questa roba). Industria farmaceutica che, da parte sua, non dovrà rispondere di fronte ad alcun tribunale per eventuali danni arrecati alla salute delle persone, né per dolo né per colpa, come già è previsto da tempo dalle leggi americane e non solo. Senza contare le frodi e le condotte pericolose per la salute generale.
Con le organizzazioni sovranazionali come l'OMS pronte a riscrivere le regole ad uso e consumo degli interessi della stessa industria, come nel caso della ridefinizione del concetto di pandemia. Se prima del 2009, con quel termine, si definiva "la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente, caratterizzato da alta mortalità", adesso si definisce pandemia semplicemente "la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente". Togliendo la caratteristica di alta mortalità è evidente che qualunque malattia sufficientemente diffusa a livello planetario potrà giustificare un allarme pandemia e le conseguenti campagne di terrorismo psicologico da parte dei defensor fidei e magari di vaccinazione obbligatoria di massa, senza conseguenze legali ed economiche per i produttori se qualcosa dovesse andare storto e con l'intero costo dei risarcimenti a carico della collettività, cioè nostro. Bello, eh?

Come si fa a non allarmarsi quando anche solo si pensa di prevedere la galera (non la sanzione amministrativa) per i medici che dovessero rifiutarsi di vaccinare i bambini (magari perché lo ritengono clinicamente opportuno) e per i loro genitori, e si auspica, come se niente fosse, l'obbligatorietà della terapia, magari di qualsiasi terapia, in barba al diritto inalienabile all'autodeterminazione ed al consenso informato.
L'articolo del prof. Ferrara Massari, se lo leggerete, spiega in maniera molto sensata il motivo per cui si può e si deve andare molto cauti con la somministrazione di vaccini, come di qualunque altro farmaco. Di come si debba tenere conto, vivaddio, delle differenze individuali da paziente a paziente, contro l'idea che esista un paziente modello unico che reagirà sempre e solo nello stesso modo di fronte ad una malattia e ad un farmaco, e contro il concetto di massificazione del rimedio che è molto industriale ma per nulla scientifico. La possibilità di esenzione dai vaccini, se motivata clinicamente, è sempre stata possibile ma cosa succederebbe se una legge dello stato proibisse ai medici, in nome di un interesse nazionale basato sul principio di "immunità di gregge", qualunque esenzione per se?

Dovrebbe essere l'intrusione nella salute della politica che agisce in nome e per conto del profitto, dovrebbero essere questi propositi di attacco alla libertà individuale, gli ennesimi e forse i più subdoli, riguardando il nostro corpo, a doverci preoccupare, come ben dice il dott. Stefano Montanari. Altro che il morbillo, che non è la causa della morte dei bambini ma è solo l'infezione opportunista che attacca e finisce chi, nel Terzo Mondo, è già debilitato dalla povertà, dall'insalubrità dell'ambiente, dalla denutrizione e dall'immunodepressione, o chi, nel primo mondo industrializzato, è stato impoverito e devastato, come nel caso dei bambini greci, dalle politiche economiche criminali del FMI.



martedì 20 ottobre 2015

Decidiamo noi


Lo spocchioso "decidiamo noi" dei giorni scorsi, riferito alla possibilità di poter abbassare le tasse in barba ai diktat europei, è stata forse la migliore battuta dell'anno del grullo del consiglio. Che fosse una battuta lo dimostra questo odierno titolo di UniPorn, impaginato, involontariamente ma assai freudianamente, con l'immagine del santo segretario taumaturgo. L'elemento freudiano è il rimando inconscio a quando tutto questo (il tradimento) cominciò, in quei lontani anni settanta.

A proposito di via libera (sempre provenienti dall'estero, è il loro destino, guardate anche qui) ripropongo quindi questo post del 2012 di Roberto Buffagni: "Un’ipotesi sul ruolo del PCI nel caso Moro", che si lega perfettamente a questo recente articolo di Matteo Volpe: "L’“onestà” politica, il cavallo di Troia delle oligarchie".

Man mano che la Storia comincia ad appiattire su un unico sfondo i puntini che rappresentano gli eventi politici italiani degli ultimi quarant'anni, essa li rende più vicini e più facili da unire, e un giorno sarà impossibile anche per i peggiori seguaci della disciplina di partito non vedere finalmente la verità.

Update 21/10. Stamattina ho trovato segnalato su Twitter questo articolo. E' interessante perché, al di là delle necessarie verifiche alle affermazioni di Vladimir Bukovsky, egli disegna un ritratto assai convincente e purtroppo realistico di un'Unione Europea pericolosamente simile al regime sovietico, rivelandone lo spirito totalitario comune. E' curioso il fatto che questo progetto di sovietizzazione dell'Europa, di estensione del socialismo ad Ovest nel momento in cui il socialismo reale rischiava di scomparire per sempre sotto la spinta del neoliberismo economico sia risultato così funzionale ai progetti dell'élite reazionaria fautrice della shock economy. La dittatura finanziaria che ha bisogno, per il suo trionfo, della fusione con il totalitarismo socialista. Sembra un paradosso ma forse potrebbe essere andata veramente così.
Detta in altro modo, la sinistra rimase vedova, dovette prostituirsi per sopravvivere e alla fine trovò addirittura uno ricco da sposare. Sembra proprio la metafora di Maria Braun di Fassbinder.

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