domenica 17 gennaio 2016

Alle porte di Vienna, un re polacco


Le autorità di polizia tedesche ammettono che in Germania vi sono 500.000 persone straniere che non si sa chi siano e dove siano. Bella notizia. Un suggerimento, visto che si tratta in grandissima parte di uomini, come dimostrato dall'analisi dei flussi dei migranti salvati dalle acque: esercito dormiente? 
Se è vero che è bastato un messaggino per convocarne qualche manipolo al Rape Party di capodanno in mezza Europa, se io fossi nei governantucoli europei inizierei a preoccuparmi e a chiedermi quante ce ne sono, di queste cellule dormienti, in giro per gli altri paesi, in grado di far danno. Quante in Italia, mister Alfano, dove i buonaioli del culto del Santo Migrante possono contare anche sulla benedizione quotidiana di Francis Underpope?
E' la conferma che l'Italia non viene attaccata dal terrorismo perché di fatto si è già sottomessa, e ciò vuol dire che in primis si è sottomesso il Vaticano, dopo il sacro golpe contro Ratzinger? 
Opperbacco, e su chi diavolo possono contare i cristiani adesso? Qualcuno se lo sta chiedendo, per caso, a parte qualche cristiano integrale che comincia a starmi sempre più simpatico?

Un paio di spiragli, comunque. Significativi, per la teoria dei corsi e ricorsi storici e quasi sorprendenti per sincronicità.
 L'Austria sospende Schengen perché esiste un limite perfino alla teutonaggine e Vienna non vuole più riempirsi di potenziali #rapefugees seguendo la stoltezza della Cancelliera Angela, la pelosa misericordiosa del venite tutti che c'è pane, lavoro e figa per tutti. Tanto pagano i terroni europei.
Che la decisione austriaca sia anche la conseguenza dell'annuncio dell'ennesima follia del solito Stranamore Schäuble che propone (privatizzando gli utili) di sovranazionalizzare le perdite dell'accoglienza delle truppe di invasione accollandole agli altri paesi europei, attraverso la tassa sul migrante? "Mein Führer, I can walk!" Vogliono proprio l'atomica, questi bastardi.

Gli Ottomani (finalmente abbiamo capito perché si chiamano così?) saranno fermati alle porte di Vienna ancora una volta, quindi? Allora, l'11 settembre del 1683 (astenersi numerologi e cabalisti) c'era un duce polacco alla guida dell'esercito che sconfisse 'O Saracino.
Oggi i polacchi stanno onorando quella stirpe, gridando in faccia alle facce da culo dell'UE sottomessa ai nuovi saraceni, che la loro democrazia, ergo la loro libertà e sovranità, non sono negoziabili. E che si fottano pure anche i sicari delle agenzie di rating con i loro downgrade ad orologeria. 

Intanto, al ritmo di quasi un attentato al giorno in ogni parte del mondo, si risente Al Qaeda, che rivendica l'attentato in Burkina Faso. Ma non era stata sostituita dall'ISIS, più prestazionale e glamour? C'è per caso all'orizzonte una lotta tra opposti terrorismi, ovvero una lotta tra burattinai?

Solito alleggerimento finale. Il titolo del tweet era "Se negli anni '30 vi fossero stati i media di oggi".
Io la trovo meravigliosa.




giovedì 14 gennaio 2016

Grazie per aver premuto il bottone dell'autodistruzione. Questo continente si autodistruggerà esattamente tra....


Houston, we have a problem with Germany again. E' una mia impressione o il mondo anglosassone sta inviandoci ogni giorno segnali sempre più forti, usando forse anche qualche secchiata d'acqua gelida, cercando di svegliarci?
Per qualche motivo sembrano gli unici, forse per attitudine al pragmatismo, a riuscire ad analizzare i più recenti avvenimenti di terrorismo non convenzionale senza il fardello dei pesanti strati di obnubilamento buonaiolo che ha infettato l'intero continente come una pandemia letale. Quella coazione al "tutti dietro alla Germania ed al suo folle progetto di degermanizzazione ed islamizzazione per sostituzione", e zitti. Soprattutto zitte (tranne, la segnalo più che volentieri, la monumentale Ida Magli sull'argomento).

Si, abbiamo di nuovo un problema con la Germania, ancora più grande dell'altra volta. La cosa s'era intuita da parecchio tempo ma forse ci siamo concentrati troppo sul lato economico e sul problema del mercantilismo - che irrita indubbiamente quel mondo anglosassone - per scorgere, dietro ad esso, un progetto a guida tedesca ancora più subdolo di quello della sottomissione dei concorrenti economici per mezzo dell'arma di dominazione dell'euro.

Parlo di dinamiche psicologiche sociali, di fenomeni che possono essere osservati ogniqualvolta, come oggi, un paese si trasforma in un'unica mente malata e ragiona come un pericoloso sociopatico.
E' di nuovo pulsione di morte ma ancora peggiore dell'altra volta, perché i numeri del genocidio rischiano di offuscare, in proiezione, quelli della Seconda Guerra Mondiale.
Allora, negli anni trenta, fu l'ossessione della purificazione, degli ariani come eletti e tutti gli altri non ariani da eliminare come spazzatura, che portò all'olocausto dei popoli "altri" percepiti come competitors per il ruolo di dominante, espulsi dalla specie e aggrediti con l'alibi dell'inferiorità ed inadeguatezza alla sopravvivenza in un modo ideale all'insegna dell'Aggressione.
Un caso di scuola di pseudospeciazione culturale, concetto eriksoniano descritto qui da Konrad Lorenz.


In realtà la teoria della pseudospeciazione culturale spiega solo il tentativo nazista di espellere il popolo ebraico dalla specie per offrire ai carnefici la concessione di non dover provare alcuna remora verso il suo sterminio, pianificato in ogni dettaglio dagli apparentemente insignificanti omini grigi alla Eichmann che "eseguivano solo gli ordini". La reductio ad unum, alla partita tra due popoli, è la tesi dei Goldhagen e in genere dei sostenitori della Shoah come unico elemento significativo da ricordare e mai dimenticare del nazismo, mentre ci fu altro ancora. Un qualcosa che, essendo irrisolto, si è trascinato fino ad oggi ed ha potuto riesplodere in tutta la sua virulenza.

Il problema dei tedeschi, o meglio di questa mente unica germanica sociopatica che ogni tanto riappare alla porte di Brandeburgo, è l'impulso incontrollabile di autodistruggersi in un rito collettivo che ogni volta coinvolge sempre più popoli da sacrificare con sé in questo olocausto, nel tentativo di placare un dio interiore a questo punto implacabile.
Ecco quindi che diventa fondamentale capire la radice autodistruttiva di questa pulsione, sottolineando il fatto che il nazismo si rivolse prima di tutto contro il proprio popolo, non solo contro i dissidenti politici ma tutti gli elementi di diversità, le persone e categorie orientate ad Eros piuttosto che a Thanatos, e perfino i bambini e disabili fisici e mentali, ovvero gli elementi più deboli della società, eliminati mediante programmi di eutanasia pienamente accettati dalla popolazione come ottimo metodo di autopurificazione nazionale. Pratica che invece, al contempo, è la negazione del concetto stesso di nazione. Quale popolo può ammettere l'eliminazione con un'iniezione letale dei suoi bambini e poi dei vecchi e perfino dei soldati che hanno appena eroicamente combattuto se non quello che ritenga, per un qualche motivo. di non meritare egli stesso di sopravvivere?

La soluzione finale della questione ebraica - problema che non a caso arrovellava anche il tedesco ed ebreo Karl Marx - fu l'ultimo stadio di questa furia autodistruttiva. Distruggendo gli ebrei la Germania compiva un genocidio ma rispondeva anche alla pulsione di autogenocidio culturale.  Senza cogliere questo punto cruciale, si fatica a capire il perché la Germania, dopo aver assassinato i suoi ebrei - che si sentivano talmente tedeschi da non capacitarsi il motivo di quella furia - quindi dopo essersi autocastrata intellettualmente, si ritrovi oggi con una classe dirigente ed intellettuale che non vede altro futuro che nel gettarsi nelle braccia dell'Islam, e che produce esseri come Angela Merkel.

In questo video il noto polemista Ezra Levant si domanda, da canadese ed ebreo: quale problema ha la Merkel con il suo paese, tanto da rifiutare di tenere in mano la sua bandiera? In effetti abbiamo dei bizzarri capi di governo. Non è l'unica a soffrire di patriofobia, come sappiamo noi italiani. Le sacerdotesse del culto kalergico preferiscono altri vessilli. Magari quelli con le stelle gialle di così triste memoria che però a loro non ricordano nulla. 



La Germania, incarnatasi ora non a caso in questa insulsa donnetta, l'ennesimo tedesco di frontiera lanciato a corna tese contro il muro della Storia, odia sé stessa di un odio sconosciuto ad altri popoli  - pensate alla Russia, e gli italiani non si odiano, si disprezzano, il che è diverso - che la spinge periodicamente a tentare l'autogenocidio.
L'inaudita violenza distruttiva rivolta contro i propri fratelli della DDR nel 1990 può essere considerata l'aura di ciò che sarebbe accaduto  poi ai paesi europei della periferia dell'eurozona attraverso il progetto dell'euro, un fatto apparentemente solo economico che nascondeva significati più profondi ed oscuri che sono sfuggiti e sfuggono, allora come oggi, a coloro che ritengono sia un mero caso che a guidare l'attuale progetto di distruzione del continente siano gli stessi volonterosi carnefici della DDR: Schäuble e famiglia De Maiziere in primis. Ancora all'attacco del proprio popolo.
Non si tratta di nazisti, però, stavolta, ma di guardie rosse della rivoluzione permanente trotskista ben funzionali ai progetti paneuropei della reazione sovranazionale. A me ricordano, per foga autodistruttiva, i Khmer rouge di Pol Pot.

Sembra che, dopo aver tentato di autoterminarsi strappando le radici ebraiche dal proprio corpo, radici culturali che appartengono per giunta all'intera Europa, ormai però considerata provincia riottosa del Reich, ora la mente sociopatica tedesca stia cercando di eliminare anche quelle cristiane. Un indizio si poteva già trovare nei famigerati trattati europei dove si è spinto in ogni modo per eliminare ogni traccia delle radici ebraico cristiane per inserirne di altre, assai meno importanti o francamente non solo aliene ma ostili.
Poi venne l'allontanamento, dopo un discorso rivelatore dei rischi contenuti nella voglia di sottomissione dell'Europa a guida tedesca all'Islam, di un Papa tedesco ma con un profondo senso della differenza costruttiva tra culture e religioni e cosciente, da teologo, che la misericordia senza giustizia è destinata a far soccombere i misericordiosi di fronte al conquistatore.

L'attuale volontà di autodistruzione tedesca nasconde un pericolo ancora peggiore per la popolazione continentale e non solo, perché questa volta la Germania ha tutta l'intenzione di tirare con sé nel baratro il suo popolo e un'intera civiltà, la sua religione e il suo modello economico. E lo fa perché si è infatuata di una Weltanschauung che l'affascina, come l'affascinò in passato, per il culto del sacrificio, la cieca obbedienza alla Legge superiore così simile al concetto di Gott mit Uns, lo sprezzo della morte e la svalutazione del valore della vita umana. L'ISIS, o meglio l'immagine fantasmatica dell'Islam trionfante, fa da catalizzatore alla pulsione tedesca di morte in un gioco di reciproca attrazione mortale. Facile pensare che qualcuno lo sappia e ne stia approfittando.

C'è un elemento nuovo, rispetto agli anni trenta, che alimenta la volontà autodistruttiva tedesca e all'occorrenza serve a giustificarla ammantandola di eroismo. Il senso di colpa. Un tratto nazionale ma che, dopo il nazismo, diventa nemesi storica. Un popolo che merita di essere sopraffatto e sconfitto "per quello che ha fatto." Perché loro sono i discendenti di quei nazisti. Ecco quindi il suicidio rituale, l'onta da lavare, il seppuku nazionale che prevede, come kaishakunin, il tagliatore di teste jihadista.

La degermanificazione viene compiuta dal governo tedesco tramite l'accettazione passiva, femminea, da Madre Coraggio in soccorso dei suoi figli, del principio dell'autoinvasione con milioni di migranti, dopo che lo stesso governo non è riuscito a riconoscerne il carattere primario di arma di pressione esterna. Solo io, osservando le mappe dei flussi migratori, ho l'impressione di un attacco concentrico in essere alla Germania?
L'invasione è stata finora scarsamente contrastata da un popolo che è terrorizzato prima di tutto di essere giudicato razzista e quindi tace quando l'invasione è palese, è eterodiretta ma non solo e le sue modalità sconfinano in forme di aggressione particolarmente ripugnanti. Un popolo che ha iniziato ad autodistruggersi castrandosi.
Ascoltate bene le parole sconcertanti di Gregor Gysi, leader di Die Linke, partito della sinistra, su come i "nazisti" stiano per fortuna scomparendo dalla Germania e la bionda erinni dei Verdi della municipalità di Amburgo, Steffi Von Berg (Hitler curiosamente metteva in guarda contro quelli con il Von nel cognome) anch'essa entusiasta del ripopolamento per sostituzione e della riduzione dei tedeschi a minoranza etnica nel proprio paese.
Credo che un orrore simile possa superare quello nazista perché la sostituzione prevista non riguarda solo le fasce deboli o difettose della popolazione o di altri gruppi percepiti come razzialmente diversi ma è appunto simile all'autogenocidio cambogiano dei Khmer. Genocidio di classe, culturale, associato ad un'irrefrenabile voglia di autoestinzione. Un orrore che si alimenta di autorazzismo, con tutto l'armamentario già sperimentato nei confronti degli ebrei pronto a scatenarsi, chissà, contro il proprio stesso popolo. I tedeschi come poveri Neanderthaliani ormai indegni di vivere, da sostituire con il meglio attrezzato homo islamicus.

L'autorazzismo  è anch'esso contagioso ed è fatto proprio dai governanti collaborazionisti, come ben sappiamo.
Siamo di fronte ad un fenomeno oscuro, settario, sacrificale, olocaustico, che rompe lo schema della pseudospeciazione e la sua naturale direzione verso l'altro da sé e si fa implosione, collasso dell'Io collettivo su sé stesso. I lemmings possono rendere l'idea ma fino ad un certo punto.



Vi meravigliate ancora che in un paese dominato dall'élite industriale mercantilista, succube dei poteri reazionari sovranazionali, in mano a sicari della Stasi riverniciati e riciclati come grandi statisti ma la cui matrice di ottusità ideologica genocidaria si riconosce lontano un miglio, possa esprimere solidarietà alle proprie donne fatte oggetto di un attacco jihadista (chiunque ne sia stato il mandante) che deve fungere come shock preventivo e propedeutico alla nuova società tedesca all'insegna di quella Neo Thule rappresentata da Paneurabia? La risposta l'avete già.


Alleggeriamo, va!


"C'è modo di fermarlo? "Non posso, è irreversibile!" Diavolo di un Mel!

domenica 10 gennaio 2016

Scacco matto al femminesimo


I tifosi polacchi si rivolgono alla Merkel
Sono arrivati. I commenti delle femministe, intendo. Forse era meglio fossero rimasti nello spazio angusto delle mentalità cubicolari dalle quali sono pervenuti ma in fondo è meglio così. "Conosci il tuo nemico", si dice. Per femministe intendo anche gli uomini che portano in dono i loro coglioni su un piattino a queste talebane dei rapporti umani, offrendosi alle erinni come volonterosi eunuchi. Mi riferisco al tipico omo desinistra (ma non solo) che in questi giorni ha fatto subito autodafé di fronte alle stupidaggini a uteri unificati delle cretine prevalenti, gridando "si, è vero, anche noi stupriamo le donne accerchiandole ogni volta che c'è un assembramento in piazza." 
Ormai è chiaro. Il generalismo giustificazionista è la versione ufficiale dei fatti di Colonia. Comodo, diluente la colpa, privo di residui razzisti e dal piacevole effetto inebriante come una fialetta di popper. Sono stati tutti, quindi non è stato nessuno. "Chi è stato ad accecarti, fratello?" "Nessuno, è stato Nessuno!!" Ricordate, anche questa fu una trovata di Ulisse, come il cavallo di Troia.

Tornando alle reazioni delle femministe. Ho provato a leggerli, i commenti ma, francamente, letto uno, letti tutti. Fatti con lo stampo. Identici come gli stamburamenti ossessivi dello spin. Monotoni come il porno. Provenienti dalla medesima matrice del monopinionismo, quella che, attraverso poche parole chiave, unifica il pensiero triturandolo nel verbalismo, nell'illusione di esso. E' così che è ridotto ad esprimersi il pensiero femminile stretto dentro il busto del femminismo, attraverso gli slogan della neolingua inquantodonnista.
Come si fa, ad esempio, a leggere qualcosa che, già dal titolo, parla di "Violenza di genere e femminicidi politici", e che, invece di scendere nello specifico ad analizzare il problema dello scontro di civiltà e della minaccia specifica del jihad alle conquiste di emancipazione femminile, sostiene che è il problema è il "patriarcato", così, in generale, valevole per tutta la galassia e oltre l'infinito? 
O la Maraini che riconosce la marocchinata ma dice che non possono essere stati i marocchini perché i migranti "hanno alle spalle storie dolorose"? 
Meglio stuprate che razziste. Negare, negare, negare. Che non si fermi, per carità, la gloriosa avanzata del mostro globalista nato dal coito immondo tra capitalismo e comunismo, che porterà la rivoluzione in ogni paese e la distruzione della nostra civiltà.
Qui ci vuole proprio un intermezzo video e attenti all'ultima battuta.

Sapete qual è l'unica fobia veramente pericolosa che andrebbe combattuta, ma che gli  esperti in Fobofobia del ministero del Pensiero Unico si guardano bene dal denunciare e combattere, anzi ignorano completamente? Si chiama androfobia e viene praticata da coloro che vedono l'origine di ogni problema nella pura esistenza del maschio in quanto tale. E' desiderabile che delle fobiche e i loro eunichi pretendano di rappresentare la voce delle Donne? Direi che è ora di dire basta. 
L'universo del pensiero femminile non ha bisogno dell'etichetta di "femminista" e di brandire l'arma del ricatto dell'inquantodonnismo ogni volta che deve esprimersi. Lo ha sempre fatto quando il femminismo non esisteva. Soprattutto si esprime in ogni campo dello scibile umano e in ogni luogo, non solo nelle riserve indiane delle rubrichette dei giornali dedicate alle "questioni femminili", che una volta erano il cucito,  il ricamo e le pene di cuore, oggi devono essere per forza i femminicidi, il gender e la visione androfoba ed ottusa del mondo. Il grande successo ( à la Monti) del femminismo sembra proprio quello di aver costretto una maggioranza a comportarsi come una minoranza piagnona.

Vogliamo dire che è tempo di togliere il femminismo, ovvero la riflessione delle donne su loro stesse e sulla difesa dei loro naturali diritti umani ovunque vengano negati o violati, dalle mani delle separatiste, androfobe, traumatizzate, nonché globaliste, buoniste, fiancheggiatrici e serve dell'élite reazionaria alla quale, come le sinistre, si sono vendute, che lo tengono in ostaggio? Vogliamo separare una volta per tutte il pensiero femminile dal "femminismo unico" di queste talebane che propugnano, d'intesa con l'élite, il femminesimo, malattia finale dell'autolesionismo occidentale? 
Molto tempo fa scrissi un post - ve lo linko così non mi ripeto qui - dove avvertivo che era giunto il momento di mettere da parte le false guerre di genere, abilmente orchestrate dal M.d.P.U., ed unirsi, uomini e donne assieme, per opporsi al tentativo in atto di cancellare i nostri diritti e le nostre libertà, progetto che può essere sconfitto solo da un esercito unito e non diviso nei mille rivoli della fluidità identitaria. Così capite anche a cosa serve il martellamento gender. 

Sui giornali stranieri, soprattutto quelli del mondo anglosassone, meno inclini alla melassa accoglientista nostrana, si comincia apertamente a collegare il fenomeno della migrazione selvaggia verso l'Europa - che sappiamo essere usata come arma di pressione - ad un tentativo di colonizzazione da parte dell'Islam, che sarebbe funzionale a sua volta ad un più ampio progetto di feudalizzazione globale, a quel famoso ordine mondiale che prevede una ristretta e ricchissima élite che governa una moltitudine di schiavi. Come in Arabia Saudita, del resto. Ecco, forse, il collegamento.
Nel novembre scorso Monica Crowley sul Washington Times scriveva che una parte fondamentale del jihad è la hijra, ovvero la conquista del territorio infedele mediante migrazione. Si mandano avanti gli uomini, poi, tramite i ricongiungimenti famigliari e l'alta fertilità, si diventa auspicabilmente la maggioranza sul territorio. Pensare che, a quel punto, possa ancora essere possibile l'integrazione, il "rispetto delle nostre leggi" come affermano le putain au bon coeur dell'accoglienza, e non la sharia applicata grazie alla hija, è pia illusione.
Ma queste sono cose che sappiamo.

I fatti di Colonia e del resto dell'Europa della sera di S. Silvestro, trattati dai negazionisti nostrani secondo i dettami del femminesimo dominante, ovvero del "mio figlio non è uno stupratore, è un bravo ragazzo, è lei che l'ha provocato", vengono invece analizzati in queste ore dagli studiosi che vogliono veramente analizzare il problema e dalle vere donne, non dalle femministe, come quello che è stato, ovvero un esperimento, un test per saggiare la risposta degli europei all'oltraggio verso ciò che dovrebbero avere di più caro: le loro donne.
Direi che l'esperimento, dal punto di vista di chi vuole conquistarci, chiunque egli sia, è perfettamente riuscito. Purtroppo per noi.

Se immaginiamo che si sia trattato di un attacco del jihad - qualcuno ha già coniato il termine groping jihad per questa forma di terrorismo sessuale, già messa in atto in altre occasioni, come abbiamo visto, ma negata dal buonismo peloso dei collaborazionisti, l'esito dell'operazione è stata la nostra resa incondizionata. 
Ora loro sanno che: quella del terrorismo sessuale è un'ottima tattica che potrà essere messa in pratica altrove e in maniera ancora più audace, tanto i media taceranno per vergogna e gli emasculati e succubi maschi europei si prenderanno la colpa al posto dei veri stupratori. 
Che i progressisti europei preferiscono offrire le proprie donne in pasto all'invasore, piuttosto che rischiare l'accusa di razzismo.
Che i tedeschi manderanno la polizia a bastonare chi scende in piazza a protestare contro gli stupratori stranieri e non questi ultimi e che l'estrema sinistra sosterrà che il problema non sono gli stupri etnici in casa propria ma il razzismo. Come quello subito attribuito alla copertina di un giornale.




Sanno che le autorità hanno negato fino all'ultimo i rinforzi richiesti dalla polizia di Colonia, e si può pensare che siano ben disposti a "lasciar accadere" questo tipo di cose sulla pelle dei propri cittadini.
Soprattutto sanno che, in generale, l'immagine dell'Europa in questo frangente è stata quella di un continente di vigliacchi senza palle, in balia di governanti totalmente incapaci e soprattutto senza la volontà di difendere i propri cittadini. Nello specifico, le loro cittadine.

Tutto a causa di questo maledetto femminesimo, di questo matriarcato (altro che patriarcato, brutte cretine!) ultraprotettivo nei confronti dei figli di puttana, dei teppisti, della peggio feccia vista sempre come "il mio bambino", che sta tirando su una generazione di decerebrati castrati dopo averne castrato i padri e che è attirata inconsciamente da questi rozzi selvaggi di importazione allevati da donne incapaci perfino di ribellarsi all'assurdità di un velo integrale e perpetuatrici essere stesse di una  società che si basa sul fondamento della loro sottomissione. Gli uomini li fanno le donne ad ogni latitudine, quindi anche nel mondo islamico e in quello africano dove sono sempre le donne a tenere ferme le bambine che devono subire l'atroce tortura dell'infibulazione.

Sapete, non vorrei che dietro alla piaga del femminesimo come femminilizzazione del mondo vi fosse nient'altro che qualcosa a cui non riesco a non pensare in questi giorni e che è un retaggio di miei antichi studi ed esperimenti di etologia. 
Si tratta di questo. Se in una gabbia contenente una famiglia di ratti si inserisce un maschio estraneo, tutto dipende dalla reazione del maschio "autoctono". Se questo reagisce ed attacca l'intruso, per difendere la femmina e i piccoli, bene, ma se egli vi si sottomette, sapete cosa fa la femmina? Si allea con l'intruso, lo aiuta ad uccidere il proprio maschio e uccide anche i piccoli, insomma pratica l'infanticidio, accoppiandosi poi con l'intruso per avere prole migliore. Accade non solo con i ratti, ma con i leoni e molte altre specie.
Ora, noi siamo uomini e non caporali, certo, pensare questo delle donne, che abbiamo cioè inconsciamente già scelto il vero maschio alfa dal quale farsi dominare, dopo aver castrato il proprio ed essersene dichiarate, di conseguenza, deluse, è brutto e assolutamente scorretto ma io lo penso lo stesso. Se una società inverte il suo corso di evoluzione in senso economico, è probabile che lo faccia anche attraverso una regressione psicologica verso modelli primitivi di società e schemi primordiali nel campo delle pulsioni. 

Ad ogni modo i conquistatori ora sanno che soprattutto le statiste accoglienti e materne non sono in grado di difendere le proprie concittadine - come molte madri del resto non difendono affatto le proprie figlie dai padri pedofili - ma possono, all'occorrenza, servire come ausiliarie a causa del loro istinto materno verso gli stupratori.
Mentre si preparava l'attacco simultaneo a sciame e, ultima rivelazione, 500 stranieri mediorientali e nordafricani si preparavano ad assaltare una discoteca a Bielefeld, in Westfalia, a caccia delle donne, mettendo a dura prova la resistenza degli uomini presenti, (noi lo sappiamo da due giorni, i giornali tanto presi dai Rolex di Renzi l'hanno scritto solo oggi, dopo dieci giorni), ricordiamo cosa andava in onda sulla rete ZDF.


Non è meraviglioso, rivisto ora? Non è la distruzione in mondovisione più sottile, sadica ed efficace della credibilità di una cosiddetta statista? Si, quella sera è stata pesantemente molestata anche Angela Merkel, ma lei se n'è resa conto troppo tardi, nonostante le avvisaglie dello scandalo VW.
L'attacco proditorio alle donne tedesche, condotto da manovalanza migrante probabilmente attivata dalla parola magica "jihad" o volgarmente assoldata, sembra avere avuto come ultima destinataria proprio Angela Merkel, questo riuscito esperimento di incrocio tra la Stasi e la I.G. Farben, la Mutti incarnazione del femminesimo, rivelatosi il solito golem lanciato alla terza distruzione dell'Europa negli ultimi cent'anni.

Sul New York Times di ieri, Ross Douthat commenta i fatti di Colonia come una prova del fallimento della politica dell'accoglienza della Cancelliera (che probabilmente è stata costretta ad adottare sotto pressione della famosa arma di migrazione di massa, n.d.r.) e conclude in maniera inequivocabile:
"Occorre ora chiudere le frontiere tedesche ai nuovi arrivi. Occorre iniziare la deportazione e il rimpatrio degli uomini validi e giovani. Occorre abbandonare la pia illusione che i peccati nazisti del passato possano essere assolti mediante lo sfrenato umanitarismo della Germania di oggi.
Occorre che Angela Merkel se ne vada, cosicché il suo paese e il continente che sta dominando, non paghino un prezzo troppo alto per la sua follia."

L'Impero ha parlato. Traetene le conclusioni. Potete anche farvi qualche domanda.

sabato 9 gennaio 2016

Il rito di umiliazione di Lara Logan



"Dobbiamo fermarci per cambiare le batterie della telecamera. A un tratto il nostro interprete egiziano ci dice: "Presto, dobbiamo andarcene subito". Ha udito qualcuno tra la folla dire, in arabo,"Leviamole i pantaloni". 
Poi, all'improvviso, prima ancora che me ne possa rendere conto, sento delle mani afferrarmi i seni, insinuarsi nelle mie parti intime, agguantarmi da dietro. Voglio dire, non si tratta di una persona che ti tocca e se ne va, ma di una e un'altra e un'altra ancora. 
Sto urlando, penso che se urlo qualcuno li fermerà ma più urlo e più questi si eccitano.

Qualcuno tra la folla grida che sono israeliana, ebrea. Non è vero ma in quel momento questa cosa è come gettare benzina sul fuoco. Quell'assalto selvaggio diventa una sorta di furia omicida scatenata.
Mi aggrappo ancora a Ray, la guardia del corpo, ma non so dove siano finiti gli altri. Non ho rimasto che lui mentre sento strapparmi i vestiti di dosso. Penso che la mia camicetta e il pullover siano stati ormai ridotti a brandelli. Ho la camicetta attorno al collo, mi hanno strappato il reggiseno perché sento l'aria sul petto, sulla pelle nuda. Sento strapparmi i pantaloni e poi la biancheria intima. Ricordo che guardavo i miei vestiti sparire e loro che mi fotografavano con il telefonino.
Ray mi ha raccontato che aveva rimasto in mano un bavero strappato dalla mia giacca.

Sento che Ray è la mia unica speranza di salvezza Lo guardo ma abbiamo un mare di gente fra noi, gente che ci tira da tutte le parti e ci sta picchiando. Non mi rendo nemmeno conto che mi stanno colpendo con aste di bandiera, bastoni e altri oggetti, perché in quel momento penso solo all'aggressione sessuale che sto subendo, alle loro mani che mi stanno stuprando ancora e ancora e ancora...
Mi stuprano con le mani per tutto il tempo, senza fermarsi. Da davanti, da dietro, ovunque.
Mi aggrappo disperatamente a Ray e so che se lo lascio andare morirò ma, in quel momento, Ray, che pure è un soldato delle forze speciali, viene sopraffatto e trascinato via.
Quando perdo Ray, penso che sia giunta la fine. E' come se tutta l'adrenalina stesse lasciando il mio corpo. Capisco, dal suo sguardo, che senza di lui morirò. Stanno tirando il mio corpo in ogni direzione, tentando di squartarmi, tirando i miei muscoli allo spasimo e stanno anche tirandomi i capelli come se cercassero di scotennarmi.
Mentre penso di dover morire non riesco a credere che stiano uccidendomi, che non riesca a difendermi. Come posso arrendermi così, cosa posso fare per me, per i miei figli?
Devo lottare per loro e così penso, "ok, devo restare viva, devo solo arrendermi allo stupro. Del resto cosa possono farmi di più di così? Sono già ovunque dentro di me. Così l'unica cosa che mi rimane è lottare per la mia vita. 
La mia lotta va avanti per venticinque minuti. Una lotta durante la quale so che morirò e di una morte orribile, durante una tortura che non sembra aver fine."

Lara viene trascinata dalla folla fino ad una staccionata dove sostano alcune donne egiziane. Finisce quasi addosso ad una di queste, completamente velata di nero dalla testa ai piedi, della quale ricorda solo gli occhi.

"Questa donna mi mette un braccio attorno, mi porta via e non so descrivere cosa provo in quel momento. Le donne mi circondano, fanno quadrato, allontanano gli uomini gettando loro addosso acqua e gettandone addosso a me, che non riesco a respirare e sto soffocando.

Finalmente quelli del mio team sono riusciti a convincere un gruppo di soldati a venire in mio aiuto. Si fanno largo a manganellate tra la folla e quando li vedo penso che forse ho una chance per uscirne viva. Mi aggrappo al primo soldato che riesco a raggiungere e non voglio più lasciarlo andare. Sto urlando come una pazza, sono sporca, con i capelli strappati, sporca nello sporco.
Il soldato mi prende in collo e ancora deve menare fendenti tra la folla per farsi strada per portarmi via.

Quando fui ricoverata in ospedale, dopo il rientro in America, i miei muscoli erano così terribilmente stirati che era come se si fosse cercato di strapparmi le membra dal corpo. Le giunture, ogni giuntura, era slogata. E poi le ferite intime, le lacerazioni interne. E i segni delle loro mani, delle dita su tutto il mio corpo, i tagli e tutto ciò che potete immaginare, tranne le fratture. Nessun osso si era spezzato.

Quella notte, i suoi assalitori - diverse decine almeno - sparirono nella folla. Nessuno di loro è stato assicurato alla giustizia. Non sapremo mai se il regime decise di colpire un reporter straniero, come fece in altri casi, o se si trattò di un atto di pura e selvaggia criminalità. Un linciaggio con stupro.

"In Egitto la violenza sessuale, e non  avevo idea di quanto fosse diffusa, è considerata da molti uomini un fatto normale. Anzi, se una donna viene stuprata, la colpa è solo sua."


Lara Logan, corrispondente del programma televisivo della CBS "60 Minutes" fu aggredita in piazza Tahrir al Cairo, l'11 febbraio del 2011, durante le manifestazioni di piazza seguite alla caduta di Mubarak, mentre stava realizzando il suo reportage.

UPDATE: L'amica Patrizia Grilli mi segnala quest'articolo de "La Stampa" del 2013 che riporta un'altra testimonianza, questa volta di una donna italiana, vittima del "cerchio" a Piazza Tahrir in occasione di un'altra manifestazione.

venerdì 8 gennaio 2016

Buon Anno e arrivederci a Carnevale



C'è un boomerang che si aggira per l'Europa, dicevo. E' il boomerang dell'accoglienza alla cieca e senza rete di orde incontrollate di immigrati, la maggior parte dei quali, lo sanno tutti, anche i muri, non ha alcun titolo di vero rifugiato ma potrebbe in compenso avere in tasca uno delle migliaia di passaporti siriani falsi rilasciatigli dall'entità terroristica chiamata Califfato o ISIS. Ci si sta perfino accorgendo, finalmente, che si tratta per oltre il 70% di uomini. 

La cartina mostra, ma è incompleta perché in continuo aggiornamento, le cittàin maggioranza tedesche, dove la sera del 31 dicembre sono avvenuti decine e decine di casi di molestie sessuali di gruppo ai danni di donne europee da parte di stranieri appartenenti alle nazionalità tipiche del migrantato.  Nella cartina mancano BerlinoZurigo, la cittadina di  Weil am Rhein dove sarebbe stato registrato il caso più grave di stupro di gruppo ai danni di due ragazzine minorenni, Salisburgo e Vienna, la Svezia e soprattutto Helsinkicon il  caso finlandese che merita un discorso a parte. 
Circola infatti una strana storia, sicuramente da approfondire, che riguarderebbe informazioni riservate passate, nei giorni precedenti, dalla polizia tedesca a quella finlandese, sull'allerta per possibili atti di violenza da parte di immigrati da effettuarsi in concomitanza dei festeggiamenti di fine anno. Queste informazioni avrebbero permesso alle autorità finlandesi di eseguire perfino alcuni arresti preventivi. Questa notizia si basa su un'intervista radiofonica con il ministro degli Interni finlandese Petteri Orpo, che però non ha rivelato la fonte dell'intelligence. Interessante, no? 
Qualche servizio sapeva per caso qualcosa in anticipo, come sempre? A quale livello si è poi deciso di cancellare completamente dalle cronache, per giorni e giorni, dalla stampa e  televisione europea alle reti televisive americane, ogni traccia degli eventi? Perché questo è stato senza dubbio l'elemento più disturbante del caso.

Conoscete peraltro altri attacchi terroristici di cotale estensione territoriale ed allarmante coordinazione  - ammessa da tutti gli organi inquirenti coinvolti nelle indagini - che, dal 2001 ad oggi, siano stati passati sotto silenzio e per giunta volutamente? Credo vi sia una spiegazione anche per questo, ma torniamo alla dinamica dell'azione.
Uno swarm attack di stampo razzista (anti-autoctono, anti-bianco e, perché no, anti-cristiano) e misogino, che ha avuto come obiettivo le donne europee, scelte accuratamente in mezzo alla folla dei festanti e colpite nel momento in cui si trovavano fuori casa, in luoghi aperti, sole o in compagnia di altre donne, insomma indifese. "Andavano a caccia delle donne", "sembravano un vero esercito", riportano le testimonianze, tra le tante, di un portiere d'albergo, di uomini della polizia, e delle stesse ragazze vittime degli accerchiamenti.  
Non essendo riportate al momento notizie di risse tra maschi appartenenti a gruppi diversi, come accade normalmente quando qualcuno di un gruppo fa apprezzamenti o molesta una ragazza dell'altro gruppo e gli accompagnatori di lei reagiscono, si può dedurre che le ragazze da circondare e colpire siano state scelte tra quelle che non si trovavano in compagnia di uomini. Lo spero, almeno, per la reputazione dei tedeschi maschi.
Questa tecnica di attacco, nonostante qualcuno abbia parlato di ubriachezza dei responsabili (Travaglio dice che a Capodanno sono cose che càpitano, signora mia), denota invece un'estrema lucidità e grande sistematicità.

Dal punto di vista dei governi coinvolti, soprattutto quello tedesco, non sarà che si è tentato di occultare al pubblico questo swarm attack nel tentativo di limitarne - ma troppo tardi - il dirompente effetto di shock psicologico, proprio a causa della sua straordinaria riuscita? Il bello invece è che proprio da questa censura coloro che hanno organizzato il rape mob hanno ottenuto altri effetti positivi a cascata forse addirittura insperati. Per difendere la regina si è finito per scoprire il re. Uno scacco matto da manuale. 
Quello avvenuto il 31 dicembre 2015 è uno degli atti terroristici con la più alta percentuale di efficacia che si ricordi. Non ci sono stati morti né bombe ma le ferite inflitte sono peggiori, perché in un colpo solo, oltre alle mutandine strappate ed all'intimità brutalmente violata delle ragazze, è stata denudata la ignobile vigliaccheria dei governi responsabili di aver fatto entrare i selvaggi indiscriminatamente e per giunta sotto il ricatto ignobile dell'obbligo all'atto umanitario; di questo cadavere putrescente di Unione Europea e delle sue statiste di prima e seconda linea, risultate peggiori, se possibile, dei loro vituperati colleghi maschi; dell'informazione mainstream, ormai dichiaratasi definitivamente inaffidabile, dopo l'autocensura di fronte ad una notizia che non si poteva non dare e che ha accettato deliberatamente di non dare, assestando uno degli ultimi colpi ai rimasugli della dignità del giornalismo. La reazione a catena scaturita dall'attacco a sciame della notte di Capodanno sta continuando a travolgere tutto ciò che incontra ed il suo effetto si protrarrà ancora per giorni e giorni, facendo cadere un birillo dopo l'altro. L'Occidente ed il suo modello di civiltà ne sta uscendo a pezzi.

Chi ha avuto finalmente il via libera di poter raccontare i fatti, dopo una settimana di voluto silenzio, non riesce a far altro che balbettare. (Mission accomplished.)
Ieri sera Mentana in apertura di TG:
"...Si è saputo solo oggi... vere e proprie... ronde organizzate... di... uomini non...tedeschi... eh, che... sono andati, come si sa, a compiere atti.. eeh, iih,  molto molto gravi, soprattutto ai danni di donne... alcune delle quali, ehh, sono state anche, anche stuprate". 
La mitraglietta inceppata. Che meravigliosa metafora!

Ancora non riescono proprio ad evitare di mentire, manipolare, deviare. Non si è affatto "saputo solo oggi", ovvero ieri 7 gennaio. Il primo sito di lingua inglese a riportare la notizia, il 4 gennaio, è stato Breibhart London. Io, nel mio piccolo, riportai la notizia su Facebook, riportandola da qualche giornale tedesco, il 5 gennaio.
Il Guardian, ovvero la gloriosa stampa inglese, ha atteso otto giorni per parlarne e così gli altri.

Volete vedere il più grande successo del jihad? Eccolo.



Questa del movente del furto è una delle scuse a basso tenore di grassi saturi più utilizzate fin da subito, fin da quando ci si è resi conto che i fratelli minori l'avevano combinata grossa.
Il furto. E' noto che le ragazze portano il portafoglio e il cellulare tra le cosce.
Un ministro del governo Merkel ha dichiarato che "associare i delitti ai migranti è cosa altrettanto grave che i delitti stessi". La stessa cancelliera sottotitolata in arabo ha detto che "pur immaginando l'orrore di trovarsi circondate da uomini" (notarella freudiana, Angeli'?) non bisogna indicare i responsabili delle aggressioni nei migranti. Capirai, è lei la fata madrina del migrante.
Invece si è trattato proprio di uomini di origine mediorientale e nordafricana, di assai probabile religione musulmana, che hanno compiuto un atto di guerriglia urbana di tipo inedito, a fini terroristici, sul suolo europeo, come era già stato praticato con modalità simili in Egitto e Turchia.

Parentesi. Il nostro governo che fa, nel frattempo? Questo.


Essendo lo scopo dell'attacco quello di aggredire il simbolo dell'emancipazione occidentale, ovvero le donne libere di circolare senza stracci in testa per strada a qualunque ora del giorno e della notte o, come nel caso della giornalista Lara Logan, mentre sta facendo un reportage dalla piazza Tahrir al Cairo, qualche anno fa avremmo tranquillamente definito questi mascalzoni con il termine proprio di terroristi islamici. Non mi risulta però che, le manoleste arrestate finora vengano accusate di terrorismo. Bisognerebbe avere il coraggio di farlo, per prevenire che, in altre occasioni simili, penso all'imminente celebrazione del Carnevale, l'episodio possa ripetersi.
Invece ho appena assistito, su SkyTG24, ad una approfondita analisi sui fatti di Colonia che, in sostanza, andava quasi a giustificare le intemperanze di questi giovanotti in maggioranza uomini e, capirete, soli. State sereni che il "se la sono cercata" con il ditino alzato ad Helga, Ingrid e Dietlinde è in arrivo sul primo binario. Speriamo che Angela e le sue amiche della Stasi non abbiano bisogno di otto milioni di stupri per sedersi al tavolo della pace.


L'orgia di negazionismo seguita alla rimozione della censura ed alla libertà di divulgazione della solita versione ufficiale di questi casi, si esprime in tutte le sue più ributtanti varianti, secondo il principio della #lineaeditoriale.

Variante poro Gramsci, ovvero la #lineadelpartito (dubbiosi e, nel dubbio, negare, negare o, alle strette, buttarla sul "migrante che sbaglia" ) : 
Variante Forteto (Zucconi, femministe): "Il sessismo e la violenza stanno piuttosto all'interno della famiglia".
Variante femminista pervasivo-ubiquitaria: "La violenza è tutta intorno a te." (scusa Ennio, tu non c'entri).
Variante separatista favedifika: ("Il problema sono gli uomini")
Variante negazionista hard à la Faurisson. "Le bande di immigrati che NON hanno assaltato Colonia". 
Variante "il buon selvaggio scorre potente in noi". "La violenza non c'entra con l'immigrazione" 

E' inutile tentare di ragionare con chi non ha ancora capito cos'è successo esattamente la sera del 31 dicembre. Primo, perché non si prende nemmeno la briga di andarsi ad informare sulle modalità di azione del terrorismo internazionale di stampo jihadista (che aveva preannunciato come imminente un'azione simultanea in tutta Europa che, se non è questa, ne è comunque un'ottima imitazione) e, secondo, perché occorre che il soggetto si faccia rimuovere il blocco al cervello del politically correct che impedisce di vedere i reati commessi dai diversamente autoctoni. 
Cosa volete che possano cogliere, questi odiatori di tutto ciò che gli è simile, gli odiatori del padre,  i dispensatori dell'accusa di razzismo ad cazzum, dell'atroce e cupo sadismo del terrore indotto da uno stupro etnico solo mimato, per ora, ma che la prossima volta potrebbe essere agito in tutto il suo orrore? Con questi progressisti, queste statiste giustificazioniste kapo, queste sindache "amico stammi lontano almeno un braccio", queste mezze calzette, ommemmerda e cretine prevalenti, questi uomini troppo impegnati a farsi sbiancare l'ano per pensare di alzarsi e combattere, nessuno, care ragazze, è in grado di difenderci se non lo faremo da sole. Hanno castrato il re e ora la Regina è fottuta. 


Nota di speranza:

Ci proteggeranno i replicanti?



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...