giovedì 29 giugno 2017

Nessuno era Charlie



Questo stramaledetto secolo di merda ci offre l'ennesimo sguardo in fondo ad un abisso di cui non si riesce a scorgere il fondo. Domani la società del Grande Fratellastro Crono ucciderà un bambino la cui vita è stata dichiarata indegna di essere vissuta, come il povero uccellino deforme che servì a Hitler per inauguare la stagione della Gnadentod, della "morte pietosa" per migliaia di suoi connazionali. Primo atto autocannibalistico del grande genocidio a venire.

Charlie Gard è un piccolo inglese nato con una malattia su base genetica che gli si è manifestata a pochi mesi dalla nascita, che è considerata incurabile e che ne ha fatto rapidamente peggiorare le condizioni di salute. Il suo destino sembrava segnato ma i genitori avevano espresso il desiderio di tentare l'impossibile per curarlo. Invece, la cosa pare incredibile ma è vera (se tutta questa storia non è una gigantesca fake news, il che sarebbe quasi da augurarsi) i medici del "primo non nuocere" divenuto oramai giuramento di Ipocrita, hanno deciso che a Charlie deve essere staccata la spina perché "non vi sono cure disponibili per la sua condizione". Per le malattie rare, come quella diagnosticata a Charlie, che affliggono un numero inconsistente di clienti, BigPharma non ritiene opportuno investire nella ricerca di nuovi farmaci. Mica si tratta di statine o vaccini da somministrare a pioggia e possibilmente a forza su intere popolazioni dichiarate malate per decreto da governi di servi compiacenti.
La Corte di Strasburgo, ovvero i soliti parrucconi con il delirio di onnipotenza a sublimare l'impotentia coeundi, richiesta di un parere sulla questione ha confermato la sentenza e, nonostante lo strazio dei genitori che vi si stanno opponendo con tutte le loro forze, ed ai quali viene negato perfino, pare, di poter portare il bimbo a casa per farlo morire secondo natura e in pace, domani Charlie morirà.

Eppure questa è la stessa società dei "Save the Children", pronta a farsi venire le convulsioni davanti agli Aylan spiaggiati, alle "AnneFrank" siriane e agli altri piccoli messi in posa per la foto lacrimogena e falsa come Giuda da spedire a tutte le redazioni per montare l'ultima pedopropaganda pro domo deep state. La società pronta a farti sentire in colpa, ad obbligarti ad essere genitore putativo e a sentirti responsabile di ogni eiaculazione giunta a buon fine nel terzo mondo ma che in realtà ama i bambini come  li amano i pedofili. E che ti ha inculcato per decenni la voglia di non riprodurti perché era una cosa fica e progressista.

Il pampero non ha detto beo su Charlie quando il vecchio Woityla un paio di madonne cattive, condite da un "guai!" da far tremare il colonnato di San Pietro, allora le avrebbe tirate giù di certo. Nessuno pare "essere Charlie" a parte i soliti bigotti e nonostante perfino i radicali aspirafeti abbiano avuto un piccolo movimento sussultorio alla notizia della baby eutanasia coatta che tante cose brutte del passato ricorda.
Charlie deve morire ed è una cosa ineluttabile, come le migrazioni che dureranno vent'anni, come l'austerità assassina, come la moneta stercoraria dell'eurodemonio.

Sapete cosa temo? Che Charlie sia un pretesto, un monito e un esempio. Il primo vietcong a cui hai sparato, dopo il quale hai tranquillamente potuto sterminare interi villaggi con il napalm. Che sia, come negli anni del nazismo, un la che inizia la marcia funebre.
Perché con un piccolo Mohammed o un migrantuccio la cui vita conta non avrebbero il coraggio di farlo, con lui si.

Non sarà che nessuno è Charlie perché Charlie è bianco? Perché la sua è una famiglia bianca e babbo-mamma di quelle che usavano una volta? Alle quali diventerà legge togliere i figli se non li offriranno in sacrificio per Loro? Perché lui è solo un povero piccolo sotto-Isacco per il quale non vale la pena di scrivere un capitolo delle scritture? 
Che viaggi mi faccio? Giorni fa è stato pubblicato questo articolo su un sito femminista. Non è Lercio, anche perché gli altri post che vi si possono leggere sono altrettanto deliranti, soprattutto quelli sul fottuto gender. Ve lo traduco perché merita. Lo ha scritto una inutile e dannosa stronzetta che, se avesse scritto la stessa roba mettendo ebreo al posto di bianco si chiamerebbbe Eichmann e starebbe in galera.
Il titolo dell'oscenità partorita per via cerebroanale da questa scellerata è:


"Al di là del diritto di scelta. La soluzione alla supremazia bianca è l'aborto bianco."

In una società progressista sono spesso le famiglie bianche ad ostacolare l'uguaglianza e la giustizia. La sistematica supremazia bianca dipende, in primo luogo e per massima parte, dall'unità della famiglia bianca. Quando i conquistatori bianchi penetrarono a forza le nazioni ugualitarie delle popolazioni native d'America, vi replicarono subito le loro società bianche, iniziando a parassitarle fondandovi piantagioni bianche possedute da padri bianchi, devote e sottomesse madri bianche e, purtroppo, bambini bianchi, ai quali era concesso il dominio totale sulle popolazioni di colore oppresse e schiavizzate di questi micro-feudi.

Nessuna meraviglia, dunque, che la fascinazione americana per la famiglia bianca abbia seguito di pari passo la proliferazione storica della supremazia bianca. Dopo la ribellione di Bacon, i micro-feudatari ritennero necessario espandere la definizione di famiglia bianca per circoscrivere l'intera società bianca, al fine di costringere la classe operaia nella lotta di classe su base razziale. I bianchi nascono con il senso di identità comune bianca e questa identità li condiziona a replicare il modello di famiglia bianca, perpetuando così il ciclo della supremazia bianca in America. Ecco perché il modello di famiglia bianca deve essere distrutto.

Nel 1973 la Corte Suprema, composta interamente da uomini, otto dei quali bianchi, stabilirono che l'interruzione di gravidanza era ammessa dalla Costituzione fino al terzo trimestre. Per decenni, i prograssisti hanno considerato questa decisione una vittoria nella causa dei diritti delle donne. Tuttavia è giunto il momento di mettere in discussione questa nozione.

In primo luogo, il punto critico è comprendere che definire l'aborto costituzionale rafforza la supremazia bianca. La Costituzione fu scritta e firmata da uomini bianchi per uomini bianchi. La schiavità era costituzionale. La cosidetta due process del giudizio (procedura a norma di legge) grazie alla quale giurie bianche condonano l'omicidio di neri innocenti, è considerato un procedimento costituzionale. La costituzionalità non rende qualcosa necessariamente progressista o intimamente valida. In effetti, la costituzionalità è spesso sinonimo di "a beneficio esclusivo della razza bianca".

In secondo luogo, il concetto di "scelta" riguardo all'aborto è intrinsecamente bianco suprematista. Le donne di colore non hanno spesso lo stesso privilegio delle donne bianche di poter scegliere di abortire. Per ragioni sociali, religiose, economiche ed etiche, le donne di colore possono trovare ostacoli sul percorso dell'autonomia del proprio corpo che le bianche non sarebbero mai costrette ad affrontare grazie al privilegio di essere nate in una società suprematista bianca che continuamente si prende cura dei loro bisogni. Nelle attuali circostanze, le donne di colore non hanno la possibilità di scelta riguardo ai loro corpi. E' tempo di smetterla di considerarle alla pari delle donne bianche, quando è provato che i sistemi di supremazia bianca non agiscono in maniera imparziale con tutte le donne. Visto che la supremazia bianca impedisce alle donne di colore di esercitare la libertà di scelta, dobbiamo livellare il campo di gioco in altri modi.

Bianche: è tempo che facciate la vostra parte! I vostri bambini bianchi rafforzano la società bianca suprematista che vi beneficia. Se ritenete di essere progressiste e nonostante ciò desiderate per vostra scelta di mettere al mondo bambini bianchi, allora siete delle ipocrite. Le bianche dovrebbero essere incoraggiate ad abortire i loro bambini bianchi e utilizzare il tempo e le risorse liberate per assistere le donne di colore che non hanno altra scelta se non quella dicrescere i loro figli. Le donne di colore hanno bisogno di risorse finanziarie e umanitarie. Se questa società bianca suprematista continua ad imprigionare padri neri, le donne di colore sono costrette a restare da sole a crescere la prossima generazione di americani.

Bianche: invece di dedicare tempo ed energia a bambini bianchi che ostacoleranno la lotta delle donne di colore, perché non chiedete alle donne di colore in quale modo potete assisterle nell'autoliberazione? Perché non adottate bambini di colore che hanno perso i loro genitori a causa della società bianca suprematista che avete incoraggiato e sostenuito?

Naturalmente, la scelta migliore sarebbe di agire preventivamente assicurandosi che i bambini bianchi non rischino di essere messi al mondo. Ma in circostanze nelle quali vi fosse una scelta tra generare o terminare, sarebbe meglio approfittare del vostro diritto di scelta e abortire in favore dell'assistenza alle donne di colore.

E' tempo di superare il concetto di scelta ed iniziare a focalizzarci sui bisogni delle donne di colore. E' tempo per le donne bianche di smetterla di tenere conto solo del loro benessere e delle loro ambizioni quando scelgono di avere figli. Siamo entrati nell'era del "pro futuro" nel quale la supremazia bianca è spezzata e i bambini di ogni colore sono liberi di vivere in una società aperta ed accogliente. Essere pro-futuro è il prossimo passo verso la liberazione della donna. Fate la vostra parte, donne bianche: terminate la supremazia bianca.

Che ci azzecchi il povero Gesù Cristo con una khmera rossa di tal fatta è un X File. Ah, ha usato 47 volte la parola bianco. Io la chiamo ossessione. Gli uomini bianchi che lei non desidera contattare devono avere avuto una particella in causa. Vedete a spezzare il cuore a queste piccole iene progressiste cosa si rischia? Se invece siete un sottosviluppato purché non bianco che le gonfia come zampogne allora diventate l'amore della vita loro.
Anche se si affrettano a dichiarare che il sito è un fake, che è satira (ma che c'è da ridere?) io non sottovaluterei questa infame prosa razzista, né la tratterei come un'eccezione perché in America oramai questa musica è la prassi e presto lo sarà anche da noi. Con il genocidio bianco ci si titillano oramai apertamente non solo le femministe con il berretto a sorca, ma professori universitari ed intellettualoidi di varia estrazione, compresi studentelli da fuoricorso congenito ma del colore giusto, invitati dai loro cattivi maestri a vomitare ex catedra oscenità contro i bianchi che hanno lottato per farli studiare, naturalmente nell'accondiscendenza e nel clima da rutto libero a loro concesso dal satanicamente corretto. Il femminismo intersezionale, che la Nicole professa, è una realtà controculturale, e afferma le stesse esatte cose dette in questo articolo.
La discriminazione e il clima da "i bianchi non sono esseri umani" c'è e non è satira. Noi non possiamo dire negro ma loro possono teorizzare l'aborto selettivo su base razziale. Continuate a dare il potere a questi candidati manciuriani sociopatici pescati nel manuale delle perversioni di Krafft-Ebing e vedrete.
Vi lascio anche la schermata con la versione originale, nel caso dubitiate, oltre che dei vostri occhi, anche della mia traduzione e ora vado ad ubriacarmi perché la storia di Charlie, poro bimbo nostro, cucciolo che non suscita pietà ed oltraggio, inferiore perfino ai cani bloccati alle frontiere e salvati a furor di popolo, mi fa troppo male. Che Dio li maledica per dieci eternità consecutive.

L'originale della stronza:


sabato 27 maggio 2017

Offerte in sacrificio per loro


Non è uno scoop, altri avevano già scritto di questa coincidenza gemellare, ma mi sembra interessante ricordarla a chi non la conosce. Traggo soprattutto da questo breve articolo del Guardian, pubblicato nel 2016 grazie al loro lettore "LM".

Il 10 settembre 2003, appena quattro giorni prima dello svolgimento del referendum svedese sull'entrata nell'eurozona, l'ex ministro degli esteri Anna Lindh, una dei massimi esponenti politici socialdemocratici pro-Euro, fu pugnalata mentre faceva la spesa in un centro commerciale e morì il giorno dopo, l'11, in ospedale.
L'uomo che fu arrestato per questo omicidio e che in seguito lo confessò e per il quale fu condannato all'ergastolo, l'immigrato di origini serbe Mijailo Mijailović, risultò una persona già segnalata per atti violenti e problemi mentali ma a piede libero. 
Nonostante Mijailović avesse indicato nei bombardamenti NATO del 1999 contro la Serbia la motivazione politica del suo gesto; la polizia ritenesse giustamente che questo assassinio potesse avere attinenza ed essere stato concepito al fine di provocare ripercussioni sull'imminente consultazione elettorale  e i media avessero grufolato senza ritegno sul corpo ferito di Anna, sorprendentemente le odierne ricostruzioni dei fatti tendono a negare il movente politico per la morte della Lindh. Anche perché il risultato del referendum, nonostante il clamore per la tragica fine della popolarissima Anna, bocciò l'entrata della Svezia nell'euro. Svezia che si tenne la sua corona ma fu poi comunque avviata sulla strada gradita all'èlite sovranazionale, per esempio quella del ripopolamento per sostituzione del proprio paese, già spianata dall'omicidio il 28 febbraio del 1986 di Olof Palme, la "palma da abbattere".

A proposito di questo omicidio, mai risolto, mi pare interessante questo estratto da un articolo di Reset:


La stessa Anna Lindh fu molto critica riguardo alla Guerra d'Iraq nel 2003, commentando che:

« Una guerra combattuta senza il supporto della ratifica del Consiglio UE è una grossa sconfitta. » 

***

Il 16 giugno 2016, appena sette giorni prima dello svolgimento del referendum nel Regno Unito sull'uscita dalla Ue, Jo Cox, un'esponente politica laburista del fronte del "Remain", fu raggiunta da colpi di pistola e poi pugnalata a morte poco prima di un comizio elettorale a Bristall. 
L'uomo accusato dell'aggressione, Thomas Mair, che sarà poi condannato all'ergastolo per omicidio, fu inizialmente descritto dai vicini come una persona un po' strana, magari, ma tranquilla e che non avrebbe mai fatto del male ad una mosca. Nonostante la polizia indagasse anche in altre possibili direzioni, sui media veniva apparecchiato anche stavolta, con tanto di stoviglie di lusso per le grandi occasioni, il frame del "delitto politico alimentato dai fascismi e populismi legati alla Brexit". Thomas Mair, il classico vicino un po' sciroccato, divenne un neonazista, suprematista bianco che aveva ucciso la povera fanciulla donna-attivista&mamma al grido di "Britain first!" come falsamente twittato da una fonte giornalistica di Bruxelles.

Come ho dettagliatamente raccontato in un post di allora, i suggeritori dei solerti costruttori mediatici del personaggio Mair, l'ennesimo Oswald modello pazzo solitario, fu il Southern Poverty Law Center, fondato nel 1971 in Alabama dagli avvocati Morris S. Dees Jr. e Joseph Levin Jr. come associazione per i diritti civili, e oggi divenuta una vera corazzata del politicamente corretto, sempre pronta a scatenare allarmi su razzismo ed intolleranza (a senso unico) e, a quanto pare, a schedare i cittadini di tutto il mondo per le loro attività "sospette", visto che possedevano le ricevute di acquisti effettuati da Mair su Internet di materiale "sovversivo". 
Attività fruttuosa, a quanto pare, visto il fatturato di 256 milioni di dollari dichiarato nel 2011 e proveniente da un'abile campagna di autofinanziamento, nella quale spicca il contributo di un vecchio amico; il George Soros dell'Open Society.

Come nel caso della morte di Anna Lindh (pro-eurozona), anche quella di Jo Cox (pro-UE) non influenzò il risultato popolare del referendum concomitante che terminò nel 2016, come ricordiamo, con la scelta dell'uscita del Regno Unito dalla UE.
E' innegabile comunque che, rispetto al 2003, nel caso Cox lo sforzo propagandistico di creare connessioni a scopo ricattatorio sull'elettorato si spinse fino ad un livello ancora più spudorato ed esplicito.

Lo schema di questi crimini è talmente ripetitivo da assomigliare a quello dei delitti seriali. Una vittima che acchiappa immediata solidarietà (sempre progressista, un buono, ultimamente donna), uccisa in pubblico da un pazzo solitario. L'improbabilità della coincidenza ricorrente tra l'imprevedibile atto di follia del singolo e la concomitanza politica è l'elemento che da un lato fa sorgere il dubbio e dall'altro lo conferma. Dubbio che però rimarrà tale, secondo il principio della lupara bianca. Sai chi è stato ma non puoi dimostrarlo. E' questo il punto di forza della sovrastruttura.



sabato 20 maggio 2017

De Lorenzin


Chiudetemi il blog, non me ne frega un cazzo, ma finché ci sarà un grammo rimasto di democrazia in questo paese dovete guardare questo film. Magari solo per capire perché si sono affrettati ad impedirne, anzi proibirne la visione quando qualcuno ha chiesto di poterlo fare pubblicamente in Senato. 
Perché gli urli, gli strepiti e gli svenimenti, se è solo il delirio di alcuni pazzi? Hanno paura di un video, degli omaccioni e donnicciole come i piddini?
Guardate e ragionate con la vostra testa e ricordate il tempo in cui la scienza era scienza, fatta di dubbi e mai di certezze, di controlli, ricontrolli, verifiche e non di maledetto fideismo per cui chi è contro il profitto spacciato falsamente per progresso indiscutibile è un eretico. Il tempo in cui uno scienziato turco potè impedire che la talidomide sconciasse i bambini del suo paese perché non si fidò dei test di una casa farmaceutica tedesca e li compì in proprio, avvertendo le sue autorità nazionali del pericolo.
Guardate il film per scoprire invece che razza di vita di merda sono costretti a fare oggi gli scienziati. A fare ricerca di nascosto come carbonari e con il tribunale dell'Inquisizione sempre pronto a colpirli.
Scoprite che il decreto del PD è copiato pari pari da una legge americana. Per la serie: gliene uscisse una originale, da quelle zucche. Ma già, loro "eseguivano solo gli ordini".

Prima che qualcuno mi faccia incazzare:

Il film non è grillino. Non è complottista. Non è una cavolata. Racconta e soprattutto mostra sofferenze vere di famiglie che meriterebbero risposte e non risolini o puro negazionismo a prescindere.
Gli scienziati che parlano nel film NON SONO ANTIVACCINISTI. Sono per la somministrazione di vaccini singoli, non in ammucchiata. Perché, ad esempio, non è sicuro somministrare il vaccino trivalente MPR (nel film MMR) dato che si tratta di tre virus neurotropi (che sono attratti dalle cellule cerebrali e quelle possono danneggiare) tutti assieme appassionatamente. Il vaccino che De Lorenzin sta facendo diventare obbligatorio, tra l'altro.

La questione del film riguarda l'osservazione che la sindrome autistica, il cui aumento negli Stati Uniti sta diventanto emergenziale, sembrerebbe insorgere proprio in concomitanza con la somministrazione, in una particolare finestra d'età (attorno ai 18 mesi) del vaccino trivalente in oggetto. Ma questa cosa non si può dire. 
Non si può dire che negli USA sono i bambini afroamericani a pagare il prezzo più alto in termini di suscettibilità agli effetti collaterali del vaccino MMR e, in generale, i MASCHI. Infatti l'insider che parla nel film sostiene addirittura che le prove di questa sconvolgente realtà (i bimbi neri più a rischio) sia stata occultata. Sono accuse gravi, che qualcuno non vuole vengano eventualmente rigettate mediante una inchiesta e una ricerca serie e obiettive. La giustizia e il caro vecchio metodo scientifico.
Non si può compiere una ricerca del genere per verificare se questa concomitanza sia una vera causa-effetto oppure no, nel qual ultimo caso occorrerebbe indagare in altra direzione il perché di famiglie che oggigiorno rischiano di ritrovarsi in casa ben due bambini autistici. Evenienza una volta rarissima. Il sospetto è che una eventuale correlazione positiva danneggerebbe le campagne di vaccinazione obbligatoria che vogliono dire soldi sicuri in tasca a BigPharma, paese dopo paese e, forse una bella sfoltita alla sovrappopolazione.
Infatti, perché se è il trivalente MPR ad essere sospetto di insufficiente sicurezza e i medici consigliano in alternativa i vaccini singoli, i governi mettono fuori legge questi ultimi e le case farmaceutiche cessano di produrli, in nome della difesa del loro "progetto MMR"? Non essendovi logica dietro ciò, può esservi solo l'ideologia.

Ah, sul decreto che in Italia porta a dodici (come in USA e nel Reich) i vaccini da somministrare obbligatoriamente ai nostri piccoli pena, pare:
  • la non ammissione nei nidi e asili
  • la solita pena pecuniaria che a "loro" garba sempre tanto
  • la perdita da parte dei genitori della patria potestà (che faranno i giudici, manderanno i bimbi al Forteto?)

e per giunta vorrebbe imporre la vaccinazione obbligatoria ai medici (ci divertiremo, cadrà proprio su questo) sta lavorando un certo Gelli. Nomen omen. 
Girano tanti tanti soldi attorno ai vaccini. Più che in passato
Auguri, rimpiangerete Poggiolini.

Buon sangue marcio.



mercoledì 10 maggio 2017

Mamma Ebola



Quando la propaganda genocidaria attalista incontra Focus. La sci-enza ridotta a megafono delle ubbie di questa insopportabile cricca di globalisti sadici con obbligo di negrofilia. La ricerca piegata a pecora per subire i colpi della ristrutturazione abusiva del pensiero comune e dei principi della medicina ad usum piddini. E' "la Stampa" oggi a fornirci questo ineffabile compendio di fregnacce eugenetiche a cominciare dal titolo:

"Sempre più allergici e malati. Ma a rafforzare i nostri bimbi saranno i microbi africani.
Succede anche con il clima: i batteri subsahariani arricchiscono l’ecosistema".

Non avete idea. Leggete.
"È in atto una migrazione sotterranea, impercettibile, ma tumultuosa e inarrestabile. Valica le frontiere, si muove a cavallo delle persone o degli eventi atmosferici. Sta scaricando sull’Europa - e sull’Italia che ne è l’avamposto - milioni di microbi, funghi, batteri provenienti dall’Africa. Non sembrano destinati a distruggerci. Anzi, rischiano di aiutarci a combattere uno dei nostri peggiori - e trascurati - mali: la perdita di biodiversità, nell’ambiente ma soprattutto nel nostro organismo. "
Che incipit! Non è sembrato anche a voi di udire l'alta prosa della marxiana "talpa che scava nella Storia"? Il poareto non lo sa, ma questo inizio è preciso, nel suo potere evocativo, a quello di un filmaccio nazista intitolato "Der Ewige Jude", che inizia con immagini poco rassicuranti di brulicanti ratti neri ("rattus norvegicus", portatore della peste) che poi sfumano nell'immagine di una strada dell'Est Europa affollata di ebrei ortodossi. Il messaggio è chiaro: ratto-peste-ebreo. Brutale nella sua semplicità, pavloviano nel voler indurre terrore e disgusto per l'Ebreo, attraverso l'accostamento con l'archetipo della bestia immonda. 
Oggi invece la propaganda neogoebbelsiana si colloca ad un livello superiore di sofisticazione. Il terrore atavico nei confronti delle malattie viene qui evocato e la mente pensa subito in automatico non già agli invisibili batteri ma piuttosto ai loro portatori di 90 chili che sbarcano ogni giorno. Il sentimento verso questi microboni non è affatto fraterno ma ecco la trovata: "l'infezione per il nostro bene." 
Non siete entusiasti all'idea di milioni di brulicanti microbi africani in arrivo sul continente? Ebbene, se non lo siete, siete dei fascisti. E razzisti, ovviamente. 
Proseguiamo a raccogliere perle.
Ci stiamo impoverendo. Sempre meno batteri, sempre meno vari. A Firenze, un team di ricercatori studia da anni i microrganismi del nostro corpo basandosi sui big data ricavati da sequenze di Dna. «L’industria alimentare e i suoi processi, la sanificazione, l’utilizzo massiccio di antibiotici negli allevamenti hanno contribuito a debellare molti agenti nocivi, ma hanno finito per estirparne anche di essenziali», rivela Duccio Cavalieri, professore al dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. «Un esempio sono i probiotici, che acquistiamo per reintrodurre nel nostro corpo elementi un tempo naturalmente presenti».
Aver eliminato funghi, batteri, microbi sta contribuendo all’esplosione di malattie auto immuni, infiammazioni, allergie. «Il sistema immunitario fin dalla nascita si abitua a riconoscere i microrganismi buoni da quelli che non lo sono», spiega Carlotta De Filippo, microbiologa all’Istituto di Biologia e biotecnologie agrarie del Cnr di Pisa. «Tuttavia, poiché la varietà microbica con cui entra in contatto è sempre minore, reagisce a ogni novità come se fosse patogena. E sviluppa infiammazioni».
Si spiega così il boom dei malanni del nuovo millennio. E perché molti - che fino a vent’anni fa insorgevano in persone adulte - attacchino sempre prima. Il numero di bambini soggetti ad allergie alimentari è schizzato del 20% in dieci anni: in Italia uno su venti - secondo l’Organizzazione mondiale dell’allergia - ne soffre. Tra 6 e 12 anni, il 7% ha dermatite atopica, il 15% di rinite allergica e il 9% di asma. Stesso discorso per le malattie auto immuni, come il morbo di Chron: il 25% dei nuovi casi ha meno di vent’anni. La diffusione delle infiammazioni croniche intestinali è raddoppiata nell’ultimo decennio, con 8 bimbi su 100 mila colpiti e un’età di insorgenza scesa a 10 anni. E ancora: artriti reumatoidi, coliti ulcerose, sclerosi multipla, diabete di tipo 1. «La correlazione tra la diffusione e precocità di questi mali e la riduzione della varietà microbica è assodata», assicura De Filippo.
Chissà come mai non viene nominato da questo Pasteurino l'inquinamento chimico, come corresponsabile di questo quadro terrificante di immunodeficienza acquisita, secondo il quale i batteri che ci difendono sembrano sparire per colpa solo del destino cinico e baro. Scommettiamo che tutte queste celiachie hanno a che fare con l'utilizzo di prodotti chimici che finiscono nel ciclo alimentare attraverso la contaminazione del grano?  E che, ohibò, l'iperstimolazione del sistema immunitario attraverso i vaccini somministrati in insensata e folle ammucchiata potrebbe anch'essa contribuire ad indebolirlo, annullando le difese naturali? 
Macchè inquinamento da metalli pesanti, macchè glifosati, pesticidi e parabeni, la colpa è che scarseggiamo di vibrione africano.
Siamo diventati fragili. Meno ricchi. Una ricchezza di cui l’Africa, da cui moltitudini cercano di fuggire, abbonda. La grande migrazione, tra i tanti effetti, potrebbe celarne uno finora poco indagato: milioni di batteri stanno invadendo l’Italia. Nelle popolazioni africane si annida una grande quantità (e varietà) di microrganismi che il nostro mondo ha perso. I ricercatori fiorentini l’hanno scoperto mettendo a confronto alcuni bambini toscani con coetanei del villaggio Boulpon, nel Burkina Faso. «Hanno il triplo di acidi grassi a catena corta, antinfiammatori naturali», racconta Cavalieri. E soprattutto hanno concentrazioni di patogeni inferiori: l’Escherichia (responsabile di cistiti, infiammazioni alle vie urinarie) è presente in misura quattro volte superiore nei bambini italiani, la Salmonella otto volte tanto, la Shigella (dannosa per l’intestino) sette volte, la Klebsiella (agente delle infiammazioni alla vie aeree, come la polmonite) quasi quindici. La differenza sta nei nutrimenti: fibre, amido non raffinato e altre fonti vegetali, pochi grassi animali, ma soprattutto niente industria alimentare. «I bambini africani vivono in un ambiente fortemente contaminato», ragiona il professor Cavalieri. «Eppure i principali patogeni umani si ritrovano in quantità decisamente minori, perché hanno una ricchezza microbica che li difende. Noi non ce l’abbiamo più».
Le popolazioni africane potrebbero aiutarci a recuperarne una parte. Nell’ecosistema sta già accadendo qualcosa di simile. Nel 2014 una nevicata ha riversato sulle Dolomiti grandi quantità di sabbia del Sahara. Non era la prima volta ma quell’anno il gelo ha cristallizzato per mesi l’ambiente. La sabbia conteneva milioni di funghi e batteri: intere famiglie si sono trasferite, oltrepassando il deserto e il Mediterraneo, per colonizzare le Alpi. Il disgelo le ha riversate nell’arco di poche ore. Poteva essere una catastrofe. Invece no. Un gruppo di ricercatori (Cnr, Fondazione Edmund Mach, atenei di Firenze, Innsbruck e Venezia) ha prelevato campioni dal suolo dolomitico e li ha analizzati per tre anni. Per scoprirne l’origine, hanno ricostruito le traiettorie atmosferiche e il Dna dei microrganismi ritrovati, confrontandoli con dati campionati in tutto il mondo.Il risultato è sorprendente: i microrganismi sub-sahariani si sono adattati all’ambiente alpino e, anziché stravolgerlo, lo stanno arricchendo. «Questi eventi sono la diretta conseguenza dei cambiamenti climatici, saranno sempre più frequenti», spiegano i coordinatori del team, Cavalieri, Tobias Weil e Franco Miglietta. «Andranno monitorati nel tempo ma per ora possiamo dire che gli effetti positivi sono prevalenti rispetto a quelli problematici». 
Saremmo anche diventati fragili (questo lo dice lui o meglio il suo suggeritore psicopatico) ma nonostante ciò abbiamo debellato, grazie alla civiltà, all'igiene ed al progresso della medicina, per non parlare dell'abbandono di pratiche incestuose tra consanguinei, dozzine di malattie. Il vaiolo, ad esempio, o la peste che nei secoli passati ci sterminava a milioni. Purtroppo bisognerebbe specificare "avevamo" debellato, perché gli attalisti stanno provvedendo a consegnarci le coperte infette con tubercolosi, meningiti, morbillo ed altre fentenzie d'importazione. 

Dove vogliono arrivare, si chiedeva un amico su Twitter. Semplice. A dichiarare, come farebbe il Presidente Lolito', che "non è mai esistita una cosa chiamata progresso igienico sanitario occidentale". 
Non fosse abbastanza fantastica l'ascientificità di paragonare bambini toscani e fasoburkini, come dire mele e pere in quanto a differenze ambientali, la truffa ideologica è subito congegnata, grazie al ricatto del politicamente corretto e al contagio con il morbo, questo si, letale, dell'autorazzismo.
Qualcuno può spiegare a Pasteur che un conto sono i batteri intestinali, gli actiregularis e i milioni di fermenti lattici vivi che ci aiutano a svolgere le funzioni digestive e un conto è Ebola o Yersinia Pestis o Salmonella Typhi?
Io ho avuto la Salmonella, caro il mio Pasteurello e, oltre ad essere finita all'ospedale, il mio intestino, come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo, è rimasto offeso.
Secondo il genio della medicina dovremmo gioire del contagio ed offrire i propri fluidi al bacio con HIV che, secondo la sci-enza ufficiale, ebbe origine, ohibò, in Africa e da lì si sparse per il mondo?
I morti di AIDS sentitamente ringraziano e ti ci mandano in coro.
Paradossalmente, infine, a leggere l'infografica, risulta che gli europei non scarseggiano affatto come gli africani (per entrambi si intende quelli del campione, non in generale) di faecalibacterium, la cui insufficienza questa ricerca lega a diverse malattie, incluso il disturbo bipolare. Del resto, dove sono finiti i poveri bambini africani che muoiono perché troppo deboli e senza difese? Pasteur sembra che descriva una super-razza o una serie superaccessoriata di super-soldati.

Suggestiva la nube batteriologica che incombe sullo Strudel e sulla malga, evocatrice delle "risorse che si stanno sostituendo felicemente agli autoctoni". Potevano infine mancare le due botte d'ordinanza al cambiamento climatico - che lui ignora essere spesso indotto dall'uomo e da decenni oramai  - ma che servono per sdoganare pure il migrante climatico oltre a quello batteriologico? In una parola: arrendetevi.

Non perdetevi la chiosa del delirio di Pasteur:
In fondo anche noi siamo un ecosistema: in una persona di 70 chili, i microrganismi ne valgono almeno 2. I nostri sono sempre più standard. 
"Siamo fatti al 3% di microbi." Memorabile. Augurargli un incontro ravvicinato con Marburg, cugino stronzissimo di Ebola sarebbe forse troppo crudele ma magari uno con Esubero, collaterale di Euro. 

Il cancello d'Europa. La nuova Operazione Husky


Dall'ottimo sito Gefira, il primo che rivelò con i suoi articoli i movimenti strani delle Organizzazioni Negriere Globaliste al largo della Libia e ci fece conoscere, tra l'altro, les liaisons dangereuses di Madame Catrambone e gentile consorte con ambientini prossimi alle grandi società di contractors, traggo e traduco parte di un articolo di Daniel Moscardi pubblicato con il titolo "Africa’s gate to Europe: Operation Husky, again"
Per chi non lo sapesse, Operazione Husky era il nome in codice dello sbarco in Sicilia, la missione alleata che permise la liberazione dall'occupazione tedesca e la rioccupazione in senso atlantico del paese sconfitto. Nel back office dell'operazione militare, per preparare il terreno e favorire il passaggio delle truppe alleate in terra sicula evitando troppo scarmazzo da parte dei notabili locali, l'OSS (come si chiamava allora l'agenzia che sarebbe poi diventata la CIA) si affidò all'esperienza e potere di persuasione di don Lucky Luciano, liberato da un carcere newyorchese ed inviato in Sicilia in missione per conto di Dio, ovvero di Allen Dulles.
I maligni sostengono che la mafia in seguito reclamasse in contropartita e in concessione perpetua una partecipazione attiva nella gestione della governance italiana aiutati dal figlio di Dio, James Jesus Angleton.
Dell'articolo di Moscardi vi presento solo questo estratto, che racconta una realtà che desta in noi giustamente una grande preoccupazione. Ovvero l'invasione programmata e lucida del nostro territorio con soggetti che nulla hanno a che fare con esso, sia per cultura che per radici e civiltà e che non si capisce, ma si intuisce, cosa vengano portati a fare, non essendo in grado di diventare automaticamente, per puro contatto con il suolo europeo, né "milanesi", né "tedeschi", né "cinesi".

***

Vallombrosa è un luogo unico in Toscana. Il suo fondatore, San Giovanni Gualberto, monaco benedettino, subito dopo l'anno 1000 scelse questo luogo appartato sulle montagne a 40 km ad est di Firenze per condurvi un'esistenza da eremita assieme ad un ristretto gruppo di monaci con i quali iniziare il suo ordine monastico, quello dei benedettini Vallombrosiani. 

John Milton, durante un viaggio attraverso l'Italia nel 1638, trovò ispirazione a Vallombrosa e ivi un'iscrizione in marmo ricorda ai turisti che proprio qui Milton mise per iscritto il suo "Paradiso perduto". Vallombrosa non è un posto per le folle; piuttosto un luogo dove cercare la meditazione e l'ispirazione.  

Per me Vallombrosa rappresenta i ricordi della mia infanzia. Volendo, potrebbe essere definito un pezzo della mia Heimat personale. Già negli anni '60, quando l'automobile era ancora un lusso irraggiungibile per molte famiglie italiane della classe operaia, prendevamo l'autobus della domenica mattina dalla stazione ferroviaria di Firenze, portandoci dietro un frugale pranzo, e ritornavamo in città con lo stesso autobus in tempo per la cena. Per me bambino quello era il momento clou della settimana - o del mese - ed era tutto ciò che ci potevamo allora permettere come vacanza.



E' con questi ricordi in mente che ho guidato la mia moto lungo la strada che si snoda attraverso il parco nazionale che fa parte di Vallombrosa, ma quando ho spento il motore non mi ha accolto il silenzio che, come al solito, mi aspettavo ma una cacofonia inquietante che ha attirato la mia attenzione. Proveniva da una folla di giovani africani, tutti sui 20 anni, in piedi o seduti attorno alla zona del monastero e tutti a fare la stessa cosa: urlare dentro ai loro smartphone, evidentemente per parlare con i loro cari a casa. Benvenuti nella nuova Italia, dove la sostituzione della popolazione originaria, una volta conosciuta come "italiani", è in pieno svolgimento. Solo pochi anni fa questa affermazione avrebbe causato incredulità sarcastica, ora è realtà di fronte ai nostri occhi. 

E' successo durante la notte (letteralmente), in inverno, quando più di 100 “migranti” provenienti dall'Africa, appena sbarcati in Sicilia, sono stati scaricati in questa oasi di pace e tranquillità. Si potrebbe pensare che il luogo fosse stato scelto perché i monaci benedettini erano pronti ad aprire le loro porte in segno di carità e compassione ma non si tratta di niente di tutto questo. In realtà, e senza alcun aiuto da monaci, si è trattato di puro business: minimo sforzo per il massimo profitto.

Prendete un gruppo di imprenditori locali e date loro un vecchio albergo abbandonato nei pressi del monastero; uno di quegli alberghi dove hanno sempre soggiornato i viaggiatori. Fateglielo ristrutturare alla bell'e meglio per renderlo un ostello quasi decente per potervi ammassare più africani possibile. Raccogliete 25/35 euro al giorno per persona accolta, per gentile concessione dei contribuenti italiani. Ed eccoci, benvenuti al business più redditizio e in forte crescita d'Italia. (1) L'esempio di Vallombrosa non è un'eccezione, piuttosto la regola di ciò che sta accadendo in Italia, ovvero ciò che potrebbe altrimenti essere definita “invisibilità redditizia”. Fino ad ora i governi locali - specialmente quelli prossimi ad elezioni - erano stati molto accorti a “smaltire” i migranti in zone appartate, periferiche, in modo che la gente del posto non notasse la loro presenza nella vita quotidiana. Ora, ad un tasso stimato di arrivi/sostituzioni di oltre 250.000 persone all'anno, mantenere l'invisibilità di questo business sta diventando e diventerà sempre di più un serio problema.

Infatti, se i migranti non sono confinati nei loro alloggi e sono quindi liberi di muoversi, con qualsiasi mezzo di trasporto pubblico a disposizione, la conseguenza ormai difficile da nascondere è che una città come Firenze assomigli ogni giorno sempre più un suk africano, con un giovane africano fuori da ogni esercizio commerciale ad elemosinare soldi o cercando di vendere inutile chincaglieria cinese. Se si parla con loro, vi racconteranno tutti la stessa storia: non sapevano che sarebbe stato così brutto. In Nigeria, Ghana, Mali, Senegal, Costa d'Avorio, Burkina Faso - e l'elenco potrebbe continuare - era stato loro promesso che una volta qui (in Europa) ce l'avrebbero fatta. Ho chiesto: "In che modo? Chi vi ha raccontato queste favole?"
Non ho potuto ottenere una risposta convincente, e ho avuto la sensazione che non avrei dovuto nemmeno fare quella domanda. Considerando che, in media e come minimo, ogni migrante paga per arrivare in Europa tra i 2.000 e i 4.000 euro, tale somma è considerata come un investimento per la vita che dovrebbe garantire un futuro migliore non solo a loro ma alle loro famiglie in Africa.

Se avete investito tutti i vostri risparmi oltre a contrarre un potenziale debito futuro per arrivare nella terra della prosperità non avrete di certo intenzione di andarvene tanto presto. Dopo tutto, anche se vengono trovati come clandestini sul suolo italiano, tutto ciò che possono ricevere è un foglio di via in cui le autorità statali italiane intimano loro di lasciare il territorio italiano entro - normalmente - una settimana o giù di lì. Dopo il clandestino è lasciato libero di andare, fino alla volta successiva in cui sarà di nuovo preso, magari in occasione di un reato commesso, o dopo l'ennesimo foglio di via quando ormai avrà capito di trovarsi in una repubblica delle banane.
(Daniel Moscardi)

A proposito di fogli di via, l'energumeno che sere fa ha aggredito la troupe di Matrix facendo urlare l'inviata Parisella che poco prima si era preoccupata di "non disturbarli", è risultato un ivoriano di 37 anni, clandestino (Costa d'Avorio, una delle economie più prospere dell'Africa) con precedenti penali per violenza privata e per questo già corredato di invito a smammare, ovviamente disatteso. 
Per conoscere l'origine dell'energumeno, che per il MSM era rimasto sempre e solamente "un uomo",  ho dovuto andare su Breitbart che poi mi ha rimandato alla cronaca romana locale. 

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