Pagine

mercoledì 17 agosto 2011

My name is Bond, Eurobond


Ecco cosa si può scoprire chiacchierando amabilmente con qualcuno che lavora in banca all'Ufficio Titoli, di fronte ad un Vodka Martini agitato, non mescolato.
Le agenzie come Standard&Poors, Moody's ecc. che abbassano i rating dei paesi europei fanno soprattutto gli interessi degli Stati Uniti, che stanno combattendo l'Euro con tutte le armi a disposizione, comprese quelle non convenzionali del terrorismo finanziario. E tutto ciò per difendere un impero ormai in disfacimento, terrorizzato che gli scambi petroliferi, ad esempio, in futuro possano effettuarsi in euro e non più in dollari.
(Quando le stesse agenzie però abbassano il rating agli USA cos'è, solo un té avvelenato per Obama o qualcos'altro?)

Per difendersi dagli attacchi dello Zio Sam - cito a memoria e mi scuso per eventuali imprecisioni - ci vuole un ministero europeo dell'economia che permetta di controllare il debito di ciascun paese a livello centrale, unificandolo. Una volta centralizzato il debito sarebbe più facile controllarlo attraverso l'Eurobond. O meglio e più esattamente, l'E-bond, titolo di debito denominato in euro. Questo obbligherebbe i paesi poco virtuosi tipo noi e la Grecia a darsi una bella regolata, inserendo l'obbligo di pareggio di bilancio in costituzione e quelli virtuosi come Francia e Germania ad impegnarsi per venire in aiuto dei paesi in difficoltà.
(La fattibilità di questo collettivismo kolkhoziano finanziario non è che mi convinca granché, ad essere sincera.)

I paesi europei senza l'Euro e ritornati alle vecchie divise farebbero tutti la fine della Grecia, ci sarebbe una spaventosa inflazione, le cavallette e, nel caso che la Germania uscisse dal club dell'euro, visto che non c'è alcuna legge che la obbliga a rimanere, si dovrebbero subito ritirare tutti i soldi dalle banche e ritornare al caro vecchio materasso
(Questa però non l'ha detta il bancario, ma l'ho letta su un giornale in spiaggia, attribuita ad un economista greco. Il quale forse ha preso una Cantonata, chissà?)

20 commenti:

  1. Lasciamo stare la stupidaggine di Cantona, non credo sia il caso di seguire i deliri signoraggisti di un ex calciatore che è stato in psicoanalisi, ne di chi si è ridotto a farsi sponsorizzare dalla Casaleggio.

    Per il resto il tuo banchiere ha descritto lo stato di fatto attuale della finanza che tutti gli economisti (a parte Giulietto Chiesa) ben conoscono.

    RispondiElimina
  2. Bancario, Marcello, non banchiere.

    RispondiElimina
  3. La mia ignoranza in materia è infinita,però vorrei fare alcune cosiderazioni da profano
    "i paesi europei fanno soprattutto gli interessi degli Stati Uniti, che stanno combattendo l'Euro con tutte le armi a disposizione"e qui già trovo una contraddizione,un nonsens,se non si vuole l'euro meglio uscirne e finiamola lì.
    "E tutto ciò per difendere un impero ormai in disfacimento, terrorizzato che gli scambi petroliferi, ad esempio, in futuro possano effettuarsi in euro e non più in dollari"
    quale impero si vuole difendere?quello occidentale?allora per rispondere anche alla alla domanda
    "Quando le stesse agenzie però abbassano il rating agli USA cos'è, solo un té avvelenato per Obama o qualcos'altro?"forse il nemico a questo punto è la Cina sicuramente interssati a che l'euro rimanga nell'oblio visto che tutta la loro economia si basa sul dollaro e che detengono il debito statunitense.
    "farebbero tutti la fine della Grecia"
    Che fine ha fatto la Grecia?
    Già l'abbiamo fatta la fine della Grecia,tra due anni saremo regrediti al 1950,anzi peggio perchè allora c'era da costruire una nazione ora ciò che è stato costruito non sarà più nostro ma in mano a speculatori.
    Ricapitolando,la Cina fa pressione sugli Stati Uniti per affossare l'euro, gli stati europei si accodano per mantenere una egemonia occidentale,tutto con costi enormi a tutti i livelli.
    Qualcosa non mi torna ;-)

    RispondiElimina
  4. Adetrax15:03

    Ah, ah, buona questa, James Bond in missione segreta. :-)

    ... fanno soprattutto gli interessi degli Stati Uniti ...

    Demolizione controllata si, ma molto, molto lenta ?

    D'accordo, ma chi ha in mano gli U.S.A. ?

    E chi controlla da lontano gli U.S.A. ?

    Nel 2005 circa, Ariel Sharon disse a gran voce che "loro" (non si sa bene chi) avevano in mano gli USA (notizia pubblica).

    Poco tempo dopo, un ictus attenuò questa eccessiva imprudenza, silenziandolo adeguatamente.

    Ora, con tutta la buona volontà possibile, non si può non notare che gran parte dell'altissima finanza occidentale, le grandi banche, ecc. sono guidate e ben popolate da personaggi che curiosamente sono intrecciati sia con il mondo ebraico che quello degli onnipresenti grembiulini; personaggi questi che si intrufolano parecchio anche nei vertici delle istituzioni e le pilotano indipendentemente dal reale volere dei cittadini, basta ricordarsi quanto è contata l'inutile contrarietà degli italiani alle campagne militari afghane ed irachene (20 miliardi di finanziamento dal 2010 al 2013 alla faccia della crisi).

    Il fatto che molta di questa gente abbia la sua base negli USA è puramente strumentale e dopotutto non fanno sconti o differenze fra i vari paesi, dato che hanno colpito lo stato sociale degli USA con una vera e propria mazza ferrata, senza contare che il debito USA, grazie anche alle spaventose politiche militari, si aggira sui 12-13 trilioni di dollari, gran parte dei quali è detenuto dalla Cina.

    Fra l'altro certe presenze spiegano come sia stato possibile procedere per così tanto tempo (30-50 anni almeno) a un tale accumulo di debito pubblico in tanti paesi.

    E' poi ovvio che certi desideri unificatori si traducano in direttive, storielle di corridoio, ecc. che discendono dai piani alti fino a quelli più bassi, inclusi i semplici bancari, con lo scopo di indorare la pillola e renderla più accettabile.

    Insomma il motto USA e pluribus unum non deve essere interpretato in maniera riduttiva, bensì estesa e globalizzata.

    La tesi è che forse con tutti questi "babau" dell'instabilità finanziaria, delle minacce militari, ecc. i vari staterelli dovrebbero prendere in considerazione l'idea di accorparsi eliminando le varie differenze.

    Se tu raccogli degli stati in un'unione e questa unione ha l'ultima parola su tutto, incluso il fatto che tu, piccolo "stato", devi partecipare a certe campagne militari, e se poi a questa unione deleghi anche le direttive legislative, le politiche finanziarie e addirittura (ipoteticamente) l'onere del debito, di fatto smantelli il concetto stesso di autonomia statale e autodeterminazione.

    Ecco, tralasciando l'ossessione volta a ricondurre tutta la vita delle persone al denaro (di cui è noto un diffuso soprannome) e tralasciando il fatto che sembra esserci un vero e proprio astio verso i pochi rimasti in grado di vivere autonomamente di sola agricoltura, pastorizia e pesca, bisognerebbe chiedersi qual è il grado di affidabilità di chi tira le fila e di chi dovrebbe essere posto in cima alla mostruosa piramide di potere che si sta costruendo.

    No, perchè un sistema che forse ha scelto di favorire 2 guerre mondiali (senza contare tutte quelle locali) e fatto centinaia di milioni di morti con genocidi a tutto spiano (alcuni dei quali avvengono anche in questo momento) senza battere ciglio e senza il minimo rimorso forse non è del tutto innocuo, anche e soprattutto per chi pensa di avere soldi a sufficienza.

    Detto questo ribadisco che le attuali politiche di risanamento economico sono proprio il minimo sindacale che si poteva concepire e si prenda nota che anche con manovre annuali da "lacrime e sangue" (non si sa quanto sostenibili nel tempo), potrebbero occorrere da 60 a 80 anni per azzerare il debito pubblico italiano.

    RispondiElimina
  5. amichetta16:34

    Tesora, quello che tu chiami "il commercialista" è da mò che preme per gli Eurobond; il tipo in questione ha le mani e i piedi legati, tutto il governo contro e gli inglesi che lo vorrebbero veder morto: sennò un paio di cosette carine le farebbe, e magari ci salverebbe anche la buccia. E' l'unico che ha capito come stanno le cose, infatti durerà poco a meno che (come pare stia facendo) non si metta sull'attenti ad obbedire agli ordini.
    ;-)

    PS Proprio perché è un commercialista, e non un "economista" col certificato di studio anglosassone e il visto si stampi, che usa un po' di pensiero laterale...

    RispondiElimina
  6. Suppongo che il declassamento da tripla AAA a AA+ agli Stati Uniti faccia parte dello stesso processo riservato a noi. E il dollaro contro euro ha il suo peso , ma dato che anche le valute sono oggetto di speculazione, direi che nemmeno i cinesi possano avvantaggiarsene, anche se un domani si negoziasse in renminbi potrebbero essere nelle nostre stesse condizioni tra un po' di tempo.
    Barak Obama personalmente l'unica cosa recente che ha fatto è stato quel ricattino al Congresso, affinché democratici e repubblicani si mettessero d'accordo per aumentare la soglia del debito pubblico il loro indebitamento, perchè altrimenti milioni di americani sarebbero rimasti senza pensione. E infatti l'hanno alzata.
    Non credo che l'agenzia di rating lo abbia fatto per motivi personali nei confronti di Obama. Anche se di politica si tratta da parte dei governi quando difronte ad una emergenza programmano la solvibilità del proprio debito pubblico; la destra storicamente attua tagli alla spesa pubblica e la sinistra aumenta le tasse.
    Alla Standard&Poors come agli altri intermediari istituzionali serve solo la liquidità che con l'emergenza si crea. Un governo che attua politiche di “lacrime e sangue” per il welfare crea di fatto liquidità che è quello che il mercato finanziario vuole, non ha nulla a che fare con il libero mercato o l'ideologia neoliberista o neo-social-liberista.
    Le SIM società di intermediazione mobiliare che si contano su due mani (altro che libero mercato, reale governance di una ristretta oligarchia) hanno bisogno di liquidità per essere solvibili nelle transazioni. Nel caso degli USA l'altro modo di creare liquidità è sempre stato la politica economica di mantenere i tassi di interesse quasi a zero per aumentare il prestito e sostenere così il mercato economico. Particolarmente quello immobiliare, che è anche lo stesso che ha dato origine alla bolla e alla crisi.
    Con la deregolamentazione negli anni novanta del controllo da parte dello stato americano e non solo, su le transazioni finanziarie e gli istituti di credito la finanza ha potuto generare i derivati e le successive bolle, nonché le cartolarizzazioni, così da rendere quasi impraticabile un controllo da parte dei “regolatori” del governo, adesso dopo la crisi globale, il risanamento da parte dei governi perchè non crollasse tutto, si rifanno direttamente sul welfare.
    La creazione di un EuroBond potrebbe quantomeno ostacolare con un tasso fisso le speculazioni finanziarie. Il perchè la Germania non lo voglia resta un mistero, forse perchè vuole “averlo più lungo” degli altri, o dimostrare che solo loro sanno crescere economicamente.
    La maggioranza dei nostri titoli sovrani però sono in mani estere, che hanno quindi la possibilità di ricattarci, di entrare di prepotenza nella nostra economia esportando a più non posso o acquistando le nostre imprese, e l'Italia (il governo) ha tutto l'interesse di vendere, o di spalancare le porte ai nostri creditori che sono seduti sopra i nostri titoli. Non ultimo il tasso di interesse alto richiesto per acquistare altri bond , a rischio per lo stratosferico Debito Pubblico che abbiamo, e che ci indebiterà ancora di più. Il rischio default invece è improbabile, perchè in ambito economico finanziario siamo tra i cosiddetti “too big to fail”. Il rischio default addebitato all'Italia serve solo a farci concettualizzare la crisi e il sacrificio.

    RispondiElimina
  7. @NIKE
    siamo sempre lì che ci giriamo attorno,il punto è se la crisi sia "reale"o costruita per agevolare pochi cravattari,come si fa a rilanciare una economia, basata sulla spesa,non sul risparmio,con finanziarie che di fatto impongono un calo dei consumi del 7/8%,su queste basi la recessione la si cavalca non la si combatte,ha ragione Lame quando parla di guerra,guerra economica,la conquista di stati tramite la finanza.

    RispondiElimina
  8. @rossoallosso

    Uscire dall'euro sarebbe come se l'america uscisse dal dollaro.
    Immagina i vari stati come il texas, la california, il minnesota, ecc se avessero ognuno la loro moneta. Non varrebbero più una mazza, e il tenesee non potrebbe più permettersi di comprare petrolio texano, per fare un esempio.
    Agli arabi converrebbe farsi pagare il petrolio in euro, ai cinesi anche, perché gli americani hanno usato e abusato del trucchetto di fare debiti, poi siccome i debiti si pagano in dollari, fanno svalutare il dollaro, che equivale a costringere il creditore a concedere lo sconto.
    per farti un esempio, immagina un debitore che ti paga a gettoni; ma questo creditore è lo stesso che decide quanto vale il gettone.
    Quando compra ti dice che un gettone vale 10 euro, quando arriva il momento di convertire i gettoni ti dice che ne vale 8; tu ti incazzeresti, esattamente come si incazzano arabi e cinesi, ma finchè le loro cassaforti sono zeppe di dollari non gli conviene mandare affanculo la FED, perchè si troverebbero in mano solo carta straccia.

    Quello che è successo alla grecia è che hanno vissuto molto al di sopra delle loro possibilità facendo debiti, ed ora è arrivato il momento di pagarli.
    Stipendi statali tagliati, welfare dimezzato, pensioni abbassate, servizi sociali aboliti, investimenti statali eliminati.
    se ti pare poco...

    RispondiElimina
  9. @rossoallosso
    Sono i governi che fanno la guerra a sé stessi o meglio la paralisi della politica che avrebbe l'obbligo di fermare questa follia. Dobbiamo ringraziare la politica economica degli USA se è stato dato tanto potere alla finanza, il fatto è che in un mondo globalizzato la stessa cosa l'anno poi fatta anche in Europa e in Asia. Le bolle sono scoppiate, la crisi è reale, ma non per chi guadagna milioni perchè è bravo a giocare in un mondo di denaro virtuale.

    RispondiElimina
  10. @Marcello
    Non credo sia un giusto paragone Europa-Stati Uniti avendo storie completamente diverse,anzi gli statunitensi storia proprio non ne hanno comunque fose ignori che già esistono le "monete complementari"

    http://rossoallosso-lammazzacaff.blogspot.com/2011/07/una-risposta-alternativale-valute.html

    In merito alla Grecia non credo che abbia fatto nè più nè meno di quello che tutti hanno fatto,da che mi risulta il rapporto debito -pil greco e di parecchio più virtuoso di quello italiano,la Grecia è il classico esempio della vittima di speculazione

    @Nike
    "Sono i governi che fanno la guerra a sé stessi o meglio la paralisi della politica che avrebbe l'obbligo di fermare questa follia"
    Io la definisco complicità,
    gli unici politici paraplegici che conosco sono Bossi, per ovvi motivi, e Brunetta per altrettanti ovvi motivi ;-)

    RispondiElimina
  11. Rossoallosso, fidati, la Grecia stava peggio di tutti, e non hanno fatto niente per sistemare i conti, perchè il loro governo è corrotto e clientelare quanto il nostro.

    Per voto di scambio sono state date pensioni alle zitelle e ai 50enni, 16 mensilità agli statali, e posti di lavoro inutili a pioggia, e come non bastasse hanno buttato via altri soldi pubblici in stadi nuovi e armamenti.
    Per riuscire a piazzare i loro titoli avevano alzato il tasso di interesse al 10%: a quel punto le agenzie di rating hanno sentenziato: "di questo passo i loro debiti non li pagheranno mai"; ma tanto ormai era evidente, anche se fossero state zitte dichiarando AAA, gli investitori, che non sono scemi, non gli avrebbero mai creduto.

    E' così che funziona, se continui a spendere più di quello che guadagni, chi ti ha prestato i soldi pensa che non riuscirai mai a pagarlo e non te li presta più... e così un bel giorno scopri che non ci sono più soldi per pagare gli stipendi e le pensioni.

    Gli investitori non sono misteriosi sicari di chissà quale setta, sono gente normale che investe i suoi risparmi in titoli di stato credendoli sicuri.

    Tu, se avessi soldi da investire in questo momento, compreresti BOT italiani? certo che no, nessuno lo fa più, giustamente non si fidano, così li ha dovuti comprare la BCE.

    In Italia le tasse dei cittadini non sono sufficienti a pagare gli stipendi e a rimborsare i creditori che gli hanno prestato i soldi in precedenza, così è costretto a fare nuove "cambiali".
    L'asta per la vendita di queste cambiali ad agosto non c'è stata, sarebbe andata deserta perchè non c'erano richieste.
    Se la BCE non fosse venuta in soccorso, gli statali non avrebbero ricevuto lo stipendio di settembre.

    Ma il peggio deve ancora arrivare; quando taglieranno stipendi e pensioni vedrai che botti...

    RispondiElimina
  12. paolo08:41

    il debito pubblico USA reale è del 118 e rotti % con deficit al 16%. Praticamente sono i numeri della Grecia. Se qualcuno vuol capire cosa sta succedendo parta da qui. E dalla disastrosa eventualità di un fallimento del maggior acquirente di beni a livello mondiale.

    Eurolandia 80%, 6-7% deficit.
    Ma se in area euro si tagliassero i rami secchi (noi, i greci, etc.) i conti sarebbero ancora migliori. Ecco perchè i crucchi non sono entusiasti degli E-bond.

    RispondiElimina
  13. @Marcello
    Paolo mi ha anticipato nel commento,aggingo solo che il debito USA non è certo colpa del walfare o altra forma di assistenzialismo sociale,tutto è partito dal comparto immobiliare,dal fabbisogno di liquidità delle banche prontamente elargito dal governo usa,quindi si deduce che è la finanza la vera autrice di questa crisi e che continuano a lucrare alle nostre spalle facendo su e giu con la borsa, che è anche un riferimento sessuale,loro trombano e noi ci mettiamo il culo ;-)

    poi ho letto questo:

    "Sommessa domandina antiterroristica: e se contestualmente alla cancellazione del debito nazionalizzassimo il sistema bancario? In questo caso, con lo Stato diventato proprietario degli istituti bancari (e assicurativi aggiungo), avremmo, in prima battuta, che esso non solo diventerebbe titolare dei crediti delle banche, ma pure dei loro asset, accrescendo così il proprio patrimonio e la propria stessa solvibilità. Venendo al sodo: accadrebbe, con la nazionalizzazione, che quello che per lo Stato è oggi inscritto a bilancio sulla colonna dei debiti verso creditori esterni (relazione che soggiace alle spietate leggi dello strozzinaggio finanziario globalizzato, per cui i creditori hanno tutto l'interesse a trarre il massimo guadagno a spese del debitore) si sposterebbe nella colonna dei crediti.

    Chi non vuole questo se non politici corrotti e cacasotto?

    RispondiElimina
  14. paolo09:30

    @rosso: per avere quell'effetto sui debiti e crediti bisognerebbe nazionalizzare senza contropartita, non so se mi spiego...
    ;)

    RispondiElimina
  15. Come tutti quelli di zona investimenti, il tuo amico non ha capito una cippa.

    Ma d'altra parte non è tenuto a capire, deve solo rifilare ai suoi clienti titoli fuffa della sua banca, che rendono solo alla sua banca e non al cliente.

    RispondiElimina
  16. c'è una grossa differenza tra USA e Grecia.
    Lo stato americano si trovano indebitato anche a causa delle spese che assorbe il loro gigantesco apparato militare.
    In qualsiasi momento possono decidere di tagliare i fondi alla Difesa (che nel loro caso sarebbe più opportuno chiamare "Attacco") e rimettere a posto i conti.
    L'economia greca invece non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella americana.

    La nazionalizzazione delle banche non mi pare una buona soluzione.
    Lo Stato dovrebbe pagare le loro azioni con credito di imposta, quindi da debitore delle banche diventerebbe debitore degli azionisti, e non vedo il vantaggio.

    Il denaro non è solo un simbolo astratto che può valere quello che ti pare, il valore del denaro è dato dal lavoro, quindi dalla produzione.
    La crisi immobiliare è nata perché sono stati concessi mutui per l'acquisto della casa a gente che non produceva abbastanza per poterli pagare. Colpevoli gli speculatori che hanno rivenduto quei prestiti che sapevano che non sarebbero stati onorati (i derivati), ma colpevole anche chi ha contratto un debito che non poteva permettersi di contrarre.

    Non credo alla Grande Mente Occulta che trama nell'ombra, credo a una serie di eventi concatenati di cui tutti siamo protagonisti.

    Per esempio, la prossima bolla riguarderà la truffa delle energie rinnovabili. Tra una decina di anni al massimo chi ha montato i pannelli solari capirà che grande fregatura ha preso, ma intanto la gente è entusiasta e crede di aver fatto la cosa giusta, credono anche di essere ecologisti. Quando scoppierà la bolla della green economy a chi daremo la colpa?

    RispondiElimina
  17. "Chi non vuole questo se non politici corrotti e cacasotto?"

    Chiunque non sia un bandito.
    Fammi capire, ti presto i soldi e tu invece di restituirli mi rubi il portafoglio, i documenti, poi mi dici che sono io che devo pagare te?

    Nazionalizzare le banche senza contropartita significa che oggi io ho 10.000 euro depositati in banca, domani ho 10.000 euro di debito con lo stato, e neanche più un risparmio da parte.
    Questa non è una soluzione, è un esproprio proletario. Libero di pensare che sia giusto farlo, però chiama le cose con il loro nome.

    RispondiElimina
  18. @Marcello
    "i 1900 miliardi e passa di debito (più gli interessi che annualmente maturano) sono posseduti al 50% circa da banche straniere, il resto da banche italiane. Quando si dice banche italiane non si pensi ai Bot-people degli anni '80. La quota di titoli in mano ai risparmiatori italiani non supera il 10%. Lo Stato, una volta nazionalizzate le banche, può ben decidere di ristrutturare i debiti verso questo dieci per cento, stabilendo una soglia politica plausibile"
    "E i debiti verso le banche tedesche, francesi, olandesi o inglesi? Che questi strozzini vadano alla malora!"

    In verità Marcello nessun governo può esigere che si lavori non per il proprio interesse ma per favorire intrallazzatori senza scrupoli a discapito di tutto il tessuto nazionale.
    Riguardo alla bolla immobiliare la colpa va attribuita a chi ha elargito e non a chi ha richiesto prestiti,il fatto poi che ci abbiano pure e continuano a marciarci sopra ti dovrebbe far capire di come stanno veramente le cose

    RispondiElimina
  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  20. Le bugie hanno le gambe corte

    http://domenicolosurdo.blogspot.com/2011/08/le-imprese-statali-cinesi-scalano-i.html

    inoltre, in culo ai venditori di fumo, posto l'andamento delle borse virtuose

    "A fronte di questi dati catastrofici, ci sono quelli delle borse in crescita, alcune delle quali possiamo dire che sono in forte crescita. La borsa venezuelana, per quanto sia una piccola borsa (capitalizzazione inferiore a10 miliardi di dollari) è indubbiamente una delle migliori del mondo. Nel corso dell’ultimo mese (+10,06%) e nell’anno in corso (+50,87%) è in assoluto quella che offre la maggiore crescita. Oltre alla borsa del Venezuela, nel corso di questo mese di agosto solo altre dieci borse sono in terreno positivo o non stanno perdendo. Comunque quella venezuelana è di gran lunga la migliore del mondo e praticamente triplica i guadagni della borsa che segue in graduatoria; infatti la borsa della Giamaica, seconda miglior borsa, sta crescendo solamente del 3,32%.

    Come detto, nel corso del 2011, la borsa venezuelana possiamo definirla in forte crescita dato che sperimenta guadagni superiori al 50%; segue la borsa della Mongolia (+41%) e quella iraniana (+33%); l’unica borsa dell’europa occidentale in terreno positivo è quella islandese, il paese dove c’è stata letteralmente una rivoluzione, sia pure pacifica, che ha scardinato il sistema vigente. Tra le borse statunitensi, l’unica a non perdere è Amex (+0.86%), già fusa con la borsa di New York (NYSE); al momento sono solo 19 le borse che guadagnano o meglio sarebbe dire che non stanno perdendo.

    L'Argentina dal 19/10/2007 al 18/8/2011 vanta +25,25%

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).