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giovedì 20 novembre 2014

Contro il fottuto voto di appartenenza


Domenica qui in Piddinia-Piadinia si vota per le regionali. Osservando il fenomeno dalla prospettiva piddina, visto che si dà per scontato che questa sia ancora una Regione Rossa, si prevede con preoccupazione una forte astensione, pari ad oltre il 50% degli elettori. Motivo ufficiale: le inchieste sulle spese pazze, compreso un dildo o anal plug, non si è ben capito, di una consigliera, inserito nella lista dei rimborsi. Fosse solo quello ci sarebbe da ridere, in realtà la regione soffre del male comune di tutte le aree governate da un partito che, finché le vacche erano grasse ed esisteva uno Stato che non aveva la paturnia della "spesapubblicaimproduttiva", poteva vantarsi di applicare con successo un socialismo da sugo fatto non di ristrettezze ma di opulenza. 
Oramai, tra le vie Lenin e Che Guevara con i palazzoni in disfacimento, i negozi chiusi ed intere aree industriali di capannoni abbandonati, le strade piene di buche ma con le rotonde intitolate ai "Lavoratori licenziati ingiustamente" (vista oggi a Imola, giuro) che in periodo di Jobs Act e cancellazione articolo 18 voluti dalla sinistra fantasiosa al potere suonano una presa per il culo; la giungla che forma il verde pubblico lasciato crescere indiscriminatamente e il melting pot da società destrutturata che per carità non te ne puoi lamentare se no sei razzista, la ex prosperosa e godereccia Emilia Romagna comincia a sembrare una DDR peri-post-Anschluss. Per non parlare delle zone terremotate o danneggiate dalle recenti alluvioni.

Il piddino guarda tutto questo, che non è altro che lo squallore montante da decadenza programmata da shock economy e, purtroppo ancora in troppi casi, soprattutto tra gli anziani, non si fa la domanda: "Perché ci stiamo riducendo così?" Non sarà per caso colpa del partito che ci governa da duemilacinquecento anni e che ha deciso di partecipare alla nuova versione di Giochi senza Frontiere dove vince la squadra di politici che per prima e meglio deindustrializza il suo paese? In palio uno strapuntino in una Ur-Lodge ultrareazionaria e qualche banca bollita in omaggio per la volonterosa dirigenza carnefice.

Nei paesi anglosassoni, dopo che si è votato un partito e questo ci ha delusi, si vota lo schieramento opposto, salvo poi tornare all'ovile se anch'esso non ci rappresenta nei fatti. Passare da un partito all'altro è normale e non è considerato, come da noi, mancanza di coerenza ed eresia dolciniana.
Qui c'è ancora troppo il voto a vita per il partito. L'ergastolo elettorale. Il voto tramandato di padre in figlio. 
Cambiare bandiera è inaccettabile, come convertirsi ad una religione. Sono convinta che vi sia anche una forma di scaramanzia nel votare sempre gli stessi anche se sono ormai obiettivamente invotabili. Un qualcosa del tipo: "Chissà mai che, se quest'anno non li votiamo, non ci muoia il gatto".

Il voto di appartenenza è una iattura e di fatto paralizza la democrazia, perché garantisce al partito che ha tradito il suo elettorato non rappresentandolo e arrivando perfino ad andare contro i suoi interessi, di farla sempre franca e impedisce al suo elettore di punirlo negandogli il voto alle successive elezioni.
Il piddino d.o.c. non ha il coraggio di incolpare il partito, perché sarebbe come sputare sulla tomba del nonno partigiano e dare un dolore alla mamma berlingueriana, e tanto meno osa votare per "quegli altri" e quindi, al massimo massimo, non va a votare. Da qui la previsione del 50%+ di astensione, salvo sorprese e rinsavimenti improvvisi e posto che, soprattutto tra i più giovani, non si abbandoni finalmente il voto di appartenenza in favore di un voto di opportunità.
Il fatto che, alle ultime elezioni politiche, una parte dell'elettorato di sinistra si sia spostato sul M5S è un segno di possibile ulteriore sommovimento nelle file dell'elettorato. E' facile che, dopo essere passato al M5S ed esserne usciti magari delusi, quel voto si sposti di nuovo in altra direzione, magari a destra o ritorni a sinistra.
In ogni caso, il dinamismo elettorale è solo positivo e se adottassimo tutti un atteggiamento da puttane elettorali, da gente disposta a darla al migliore offerente, per puro interesse e senza guardare in faccia nessuno, colori o bandiere o appartenenze, ma solo a chi ci rispetta e difende, con il prerequisito che, se non fai il nostro interesse, la prossima volta te ce mannamo tutti in coro, forse ne guadagnerebbe anche la democrazia.

16 commenti:

  1. La finata democrazia anglosassone col loro fintissimo sistema di "alternativa" bipartitica, comunque, non mi pare sta gran aspirazine a cui ambire.
    Infatti, quel modello ce lo stanno imponendo anche noi...

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    1. Ma allora non leggete, santa la Madonna! Del modello anglosassone mi interessa il fatto che l'elettore non sia inchiodato e ribadito a vita sullo stesso voto, non sulla qualità dei partiti politici che esprime.

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    2. Be'.
      In pratica lo e'.
      Non avendo (vere) alternative.
      Vedi livello astensione.

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  2. Per le europee sono andati a tirar fuori dalle case di riposo i poveri nonni... Più che al seggio sembrava di essere in geriatria, quindi aspettiamoci di tutto.

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    1. Si scopron le tombe, si levano i morti?

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    2. Il rischio nn è così remoto...

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  3. Anonimo09:21

    io è da un pochetto che non mi capacito del fatto che se esiste un'abilitazione per qualsiasi interazione umana che comporti rischio , perdita , danno ( patente per guidare , lauree per esercitare professioni , esami per ruoli ecc ) come mai noi sia necessario NULLA per l'interazione con il maggior numero di miei simili il cui rischio e/o danno da errore ed incompetenza potenzialmente genererebbe danni incalcolabili ? intendo il voto . è fantastico , se per guidare devo conoscere i segnali stradali per votare non è importante scegliere tra i programmi politici quello che piu mi aggrada anzi i politici non sono neanche tenuti a presentare programmi politici umanamente decifrabili . posso mettermi all'angolo e vendere farmaci ? non credo proprio, ma posso votare senza capire un cazzo e sarebbe bello se fosse tutto qui . quindi il votante non è tenuto a capire ma vota mentre il politico non è tenuto a dettare nulla che sia da comprendere perche non è necessario . questa oggi la si definisce democrazia e se è questa la democrazia ,come pare sia , io sono contrarissimo alla democrazia anzi devo proprio dire che la democrazia mi fa schifo .le regolo per esercitare una professione o per guidare un treno esistono precedentemente al guidatore di treni o all'architetto . qui c'è un punto : quali regole ? il benessere ! la diffusione del benessere al maggior numero di persone possibili e se possibile anche agli animali ed alle piante . la garanzia di benessere è la regola al quale dovrebbero attenersi i politici per poter fare politica ed i loro programmi dovrebbero indicare il modo per raggiungere il benessere diffuso . non hai un programma che si pone come fine il benessere ? non puoi garantire un programma del genere ? non hai il diritto di chiedere di essere votato , sei escluso dalla corsa politica per il potere . non sei in grado di discernere tra un maggior benessere ed un minor benessere ? non puoi votare ! sei escluso !

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    1. Hai ragione. Io farei votare solo quelli in grado di leggere e capire Valentina Nappi. No, a parte gli scherzi, purtroppo che si voti alla cavolo è vero e ciò provoca disastri inenarrabili.

      FIRMATI CON UN NOME, CAZZOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

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    2. Nel 1932 il 30% circa dei coltissimi, istruitissimi e biondi teutonici votarono per un partito che si chiamava NSDAP. Come ce lo spieghiamo?
      L'ideuzza di far votare solo "i prescelti" è una variante della teoria delle élites di Vilfredo Pareto e cioè uno dei maître à penser del "fascismo". Non regge da qualsiasi punto di vista la si guardi
      Parimenti, nel 1946, uno dei popoli più arretrati d'Europa (noi) diede vita ad una serie di governi che nel bene e nel male, portarono l'Italia a dei livelli di benessere mai raggiunti prima. Come ce lo spieghiamo?

      L'analisi di Barbara è corretta (voto a destra perchè mio nonno era nella RSI oppure voto a sinistra perchè mio nonno è stato partigiano) ma la soluzione non è affatto quella di limitare l'accesso al diritto di voto. O meglio: è una soluzione sbagliata.

      La chiave è una ed una sola: le INFORMAZIONI.

      Dopo la lettura di Anschluss di Valdimiro Giacché, mi sono reso conto che il 90% di quel che sapevo sulla riunificazione tedesca era sbagliato. Dato che non posso costringere 60 milioni di persone a leggerlo (magari!!) c'è un'unica soluzione ragionevole: creare un sistema dell'informazione che non sia sotto controllo di un qualche Miniculpop. Difficile? Assolutamente si.

      Chiunque è in grado di manipolare le informazioni è in grado di manipolare i voti, indipendentemente dal QI degli elettori.

      Chinacat

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    3. Anonimo11:51

      chissa se chinacat mi leggera ...io non ho detto che bisogna essere coltissimi ne istruitissimi perche non credo sia necessario essere coltissimo e/o istruitissimo per avere la patente di guida e sarai daccordo con me che se guido un'auto sto interagendo con altri che fanno altrettanto .Quello che mi chiedevo è : se per qualsiasi interazione è necessaria una sorta di abilitazione perche per l'interazione con il ( potenzialmente ) maggior numero di persone non è necessaria nessuna abilitazione ? io non intendo con questo limitare il voto solo a chi conosce ad esempio il manifesto di ventotene e roba simile perche sarebbe come se limitassi la circolazione sulla strada solo a chi ha coscenza del funzionamente di un motore termico e della sua capacità di rendimento in relazione al potere calorifico inferiore del carburante immesso ...no ! io intendevo la similitudine nel senso minimo indispensabile all'evitare danni che è equivalente a sapere che quelle strisce bianche orizzontali non servono ad abbellire quel tratto di strada ma piu correttamente indicano il luogo in cui qualcuno puo attraversare o se preferisci che la lampadina rossa accesa sopra il giallo diventa intermittente non solo durante le festivita natalizie ...e dato che pare proprio non essere necessario conoscere il minimo per esercitare l'interazione massima io mi chiedo perchè e non solo , sono arrivato a concludere che è una grandissima stronzata .

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  4. Anonimo20:22

    valentina nappi. se ne potrebbe parlare sai ? non é difficile comprendere quello che dice ma é molto piu interessante la sua figura + quello che dice + dove vogliono dirigere le nuove generazioni + la inesistente necessita di rapportarsi conseguentemente con lei ma disattesa da alcuni grossi filosofici stronzi mal cagati . quello di prima yuki.

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  5. Anonimo12:22

    Barbara sono pessimista sul voto in Emilia Romagna. Da quel poco che so tramite testimonianze dirette, gli anziani hanno stracciato la tessere del partito. Si sentono traditi e forse si asterranno. I giovani invece voteranno per il loro partito di appartenenza (PD ). L'Emilia Romagna è, secondo me, una regione totalmente perduta. Non ci sarà mai ricambio politico elettorale. 70 anni di dominio assoluto della sinistra sono difficili da scrostare.


    Zugzwuang

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    1. Giuseppe17:53

      Riassumendo: la gran parte degli Emilia-paranoici, oggi come ieri, potrebbe affermare: "la mia droga si chiama PD"?

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  6. Per arginare il problema dell'astensione elettorale dalla prossima volta il voto sara' addebitato direttamente sulla bolletta ENEL.

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  7. Ciao Barbara.
    mi sono permesso di citare questo post nel mio blog:

    http://scuolazeropuntozero.blogspot.it/2014/11/elezioni-regionali-2014-la-strategia.html

    Titolo del post:

    Elezioni regionali 2014. La strategia propagandistica di Renzi ha fallito!

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