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venerdì 29 aprile 2011

Nozze da principessi


Visto un matrimonio li hai visti tutti. Sono sempre le solite situazioni, le solite scene, più o meno uguali a tutte le latitudini e su tutti i gradini della scala sociale. Lo sposo, la sposa, i parenti, i suoceri, gli invitati, i fiori,  la predica sulla sacralità della famiglia, il ricevimento, il bouquet lanciato come la palla ovale del rugby, la mischia delle damigelle, le foto, i paggetti, la torta, il mal di piedi, la sbornia e il mal di testa finali.
Qui, trattandosi di reali, ci hanno risparmiato la seconda parte della festa, quella della sposa senza scarpe sotto il tavolo e con il diadema sulle ventitré e lo sposo con la divisa slacciata e un bel rutto liberatorio postprandiale.

Notavo stamattina, durante l'interminabile passerella degli ospiti, che la capienza di Westminster potrebbe tranquillamente raddoppiare se si abolissero i cappelli a larga tesa d'ordinanza. Guardando le fogge in cui erano acconciate tutte quelle teste più o meno coronate si capisce come un personaggio come il Cappellaio Matto non poteva che essere stato creato in Inghilterra. 
Ma non parliamo di cappelli, nemmeno della signora in giallo, come è stata ribattezzata subito da chi commentava in rete in diretta l'evento, la Nonna Betty. Qualche buontempone si è domandato se a guidare la Rolls reale ci fosse per caso Ambrogio e se la regina avesse già il languorino. Poi dicono che la pubblicità non condiziona la gente.
Gli ospiti erano tutti ordinaria amministrazione, niente di particolare, a parte Victoria Beckham che ha scambiato uno dei quattro matrimoni per un funerale e si è vestita tutta di nero con tanto di muso lungo un metro. Da oggi sarà per noi Beckhamorta.
Delusione per i papiminkia nostrani, non c'era B. Meglio così. Se fosse stato presente al matrimonio avrebbe toccato il culo a Kate e raccontato una barzelletta su Diana.

Il clou di ogni matrimonio, ovviamente, sono gli sposi. Stavolta, secondo me, hanno un po' deluso. Lui, William, ha una faccia da bambino su una testa che sta andando inesorabilmente in piazza, con un vago effetto Benjamin Button. Vicino alla sposa la faceva sembrare molto più vecchia, Certo, se la divisa fosse stata azzurra come si conviene al Principe, sarebbe stata tutta un'altra storia. Quel rosso guardia faceva pensare a dove mai gli fosse caduto il cappello di pelliccia durante il tragitto da casa a chiesa.

La sposa. La Kate Middleclass che forse tra cent'anni sarà regina, se Betty non diventa definitivamente immortale, a me è parsa niente di che, ma proprio scialba. Una di quelle facce, avrebbe detto Oscar Wilde, che viste una volta non te le ricordi più. Una Barbie mora, troppo secca e parecchio ingessata e, ahimé, con una sorella che, dietro di lei come damigella, rubava la scena sia per l'acconciatura che per il culo parlante sotto il raso dell'abito, tra l'altro molto più bello del suo. E' proprio il caso di dirlo. Alla sposa, la sorella-damigella gli ha fatto una Pippa.
Detto che, rivisto oggi, il vestito di Diana, la suocera buonanima, farebbe quasi ridere, con le mongolfiere al posto delle maniche e tutto l'eccesso tipico degli anni ottanta, rispetto a quello, comunque, l'abito di Kate sembrava preso al "Paradiso della Sposa". Senza contare che, aver copiato quello di Grace Kelly, anch'essa stampatasi in auto sfilando una curva, sembra un voler sfidare un po' troppo la sorte. Come se non fossero bastati la Bechkamorta in lutto stretto, il celebrare il matrimonio nella stessa cattedrale del funerale di mamma Diana ed Elton John che cantò, sempre in quell'occasione, la Messa da Requiem e che oggi, forse ci ha risparmiato la candela nel vento. Roba da non mollare la presa per tutta la cerimonia.

A parte il look deludente gli sposi mi sono parsi freddini. Va bene che stavolta lei non è affetta da quel meraviglioso pudore virginale di Diana che le infiammava la gota (buongustaia!) e che, fidanzati da tanto tempo ormai, faranno l'amore con il pilota automatico, ma il bacio al balcone, mioddìo, con lui che nemmeno la tocca, che strazio. Proprio il bacio di chi non si bacia più. 
Vuoi mettere Jessica e Ivano? Anche l'anello che non calza loro lo rendevano molto più interessante di 'st' inglesi ingessati. 'Tacci loro!

lunedì 15 febbraio 2010

Cinevisioni di un decennio vol. II

Seconda parte (la prima qui), della classifica dei più bei film degli anni zero secondo la papera cinefila.

1) Il Pianista - Roman Polanski
2) La promessa dell'assassino - David Cronenberg
3) Gran Torino - Clint Eastwood
4) Kill Bill vol. I-II - Quentin Tarantino
5) The Believer - Henry Bean
6) The Prestige - Christopher Nolan
7) Bastardi senza gloria - Quentin Tarantino
8) A History of Violence - David Cronenberg
9) Grazie per la cioccolata - Claude Chabrol
10) Million Dollar Baby - Clint Eastwood
11) Le tre sepolture - Tommy Lee Jones
12) Non è un paese per vecchi - Ethan Cohen, Joel Cohen
13) Irina Palm - Sam Garbarski
14) The Others - Alejandro Aménabar
15) Donnie Darko - Richard Kelly

15. Anche se il regista di Donnie Darko non riuscirà più a fare un film così e forse un film in generale, merita una citazione per l'incredibile contorsione mentale a cui obbliga lo spettatore. Gli abissi concettuali della fisica dati in pasto ai bimbominkia che, miracolo, si domandano cos'hanno capito del film. Ancora oggi ci chiediamo che cazzo significa questo film, ed è solo un bene. Cult: Patrick Swayze.

14. Finalmente un film sui fantasmi dove sono i vivi ad apparire e a spaventare. Cult: la rivelazione finale su Nicole e i suoi figli.

13. Per l'incredibile leggerezza, intelligenza e delicatezza con la quale vi si racconta la storia di una signora di mezza età che per necessità economiche - deve far curare un nipotino ammalato - fa le seghe a sconosciuti che lo infilano dentro un buco. Solo gli inglesi potevano riuscirci. Marianne Faithfull sublime. Cult: la malattia professionale di Irina.

12. Javier Bardem, con quell'assurda pettinatura, è il killer più spietato e spaventoso del decennio. Cult: l'arma impropria di Anton Chigurh.

11. Un western? Un horror? Un film straordinario. Dove i cadaveri producono effetti collaterali, specialmente se vuoi portarteli in giro per il Texas. Cult: Tommy Lee Jones regista e interprete.

10. Come fare un capolavoro su una roba come la boxe femminile. Il rapporto padri e figli che sempre ritorna nella filmografia da regista di Clint. L'eutanasia come scelta d'amore e libertà. Clint e Morgan Freeman che duettano in maniera mozartiana e Hilary Swank immensa solista. Cult: i dialoghi.

9. Chabrol è più crudele di Eli Roth ma non sembrerebbe. Il più bel ritratto di mantide del decennio affidato ad una Isabelle Huppert che fa persino rabbia, da quanto è brava. Cult: Mika che prepara la cioccolata.

8. Il passato che ritorna. La metamorfosi di un uomo che ha tentato di eliminare la violenza dalla sua vita senza riuscirci. Cronenberg e Mortensen assieme sono una garanzia. Cult: i camei di Ed Harris e William Hurt.

7. Perchè l'ultima parte, "La vendetta della faccia gigante", è puro cinema e perchè "Orgoglio della nazione" di Eli Roth (per intero sul DVD) è un capolavoro nel capolavoro. La rivelazione Christoph Waltz oscura il bellone Pitt. Evvai! Da vedere assolutamente in lingua originale per apprezzare il multilinguismo del film.

6. Non solo uno dei più bei film del decennio ma di sempre. Duello e duetto logico e oltre la logica e l'immaginazione tra due illusionisti sul tema del doppio. Padrone di casa il grnade Michael Caine. Cult: David Bowie che interpreta Nikola Tesla.

5. Un ebreo che dice peste e corna degli ebrei. Un ebreo nazista. Un ossimoro vivente. Ryan Gosling in una interpretazione stratosferica per un film coraggioso e osteggiato. Cult: "Dove vai, Danny, non c'è nulla lassù!"

4. La Sposa. L'azione e il dialogo. I piedi di Uma Thurman. Gli 88 folli e la sepolta viva. La Pussy Wagon. Simply Tarantino.

3. L'ultimo film (forse) come attore di Clint Eastwood, meraviglioso ottantenne. Il vecchio operaio e la solitudine. Cult: "Mio Dio, ho più cose in comune con questi musi gialli che con i miei famigliari".

2. Ancora Viggo Mortensen e David Cronenberg all'insegna del capolavoro. assoluto La spietatezza delle nuove mafie d'importazione. Film magnetico e insinuante come un cobra. Cult: I tatuaggi di Viggo.

1. Chissenefrega del passato di Roman Polanski. "Il Pianista" è il film definitivo sull'Olocausto e il più bello del decennio. Un Adrien Brody scarnificato per fame è un'immagine assolutamente indimenticabile. Tutto è vero della guerra raccontata da Polanski: l'irruzione improvvisa della morte, l'esplosione che ti assorda, l'assurdità del male, il fatto che i buoni e i cattivi sono da entrambe le parti e il fatto che il caso può farti incontrare, invece di una spietata SS, un tedesco che ama la musica. Cult: Le dita nella marmellata.


Bonus - Il miglior peggior film del decennio

La Passione di Cristo di Mel Gibson

Il pregio di questo film, al di là del kitsch sanguinolento sparso con i cannoni sparaneve è che ha stabilito una volta per tutte che la Passione ha da essere una Passione, non il megasantino di Zeffirelli con i chiodi per finta. Altrimenti i cristiani non si smuovono più e non comprendono fino in fondo l'entità del sacrifico divino. Quindi ci stanno anche le mazzate iperrealistiche ed il sangue ad ettolitri. Cult: i romani che parlano finalmente in latino.

domenica 14 febbraio 2010

Cinevisioni di un decennio vol. I

Non è un post originale, lo hanno già scritto in alcuni milioni, tra cinefili con i controcazzi e gente che di cinema non distingue un cinepanettone da un capolavoro. Mi riferisco alla classifica dei migliori film del decennio 2000-2009.
Ecco la mia, commentata e motivata, secondo i miei personalissimi gusti.
In due parti perchè altrimenti il post diventava troppo lungo. Domani i primi quindici più un bonus sul miglior peggior film del decennio.
...
16) Shrek (DreamWorks)
17) Ratatouille (Pixar)
18) Il Signore degli Anelli - Peter Jackson
19) Wall-E (Pixar)
20) Dogville - Lars Von Trier
21) Signs - M. Night Shyamalan
22) Casino Royale - Martin Campbell
23) Marie Antoinette - Sofia Coppola
24) Il favoloso mondo di Amélie - Jean Pierre Jeunet
25) Pane e tulipani - Silvio Soldini
26) La 25a ora - Spike Lee
27) Traffic - Steven Soderbergh
28) Borat - Larry Charles
29) District 9 - Neill Blomkamp
30) La stanza del figlio - Nanni Moretti

30. Nanni Moretti racconta il dolore più grande con spietato realismo, fino alla scena della chiusura della bara del figlio. Iperrealismo anche nella raffigurazione della giornata di uno psiconalista. Cult: la sbroccata del paziente Stefano Accorsi.

29. Appena visto, già cult. Visitors reloaded. La scusa degli alieni per ricordarci che razza di bastardi sono gli umani. Soprattutto con i diversi. Cult: il fiore di latta.

28. Lo so, Sacha Baron Cohen è volgare, irriverente, politically uncorrect. Appunto. Cult: La lotta nudi nella camera d'albergo.

27. Un film a tre colori sulla droga. Assolutamente da vedere in lingua originale. Cult: il generale Tomas Milian.

26. Uno Spike Lee mai così dolente, in un film girato nei giorni successivi all'11 settembre. Immenso Ed Norton, pura disperazione incarnata. Cult: il monologo.

25. Pane e Tulipani perchè è una storia lieve, è romanticismo senza mocciosità, perchè l'idea che si possa dimenticare una moglie in autostrada per restituirle la libertà è deliziosa. Cult: Bruno Ganz cameriere.

24. Amélie è una storia folle ma dove tutto si incastra secondo una logica narrativa tagliente come un rasoio. Cult: il nanetto da giardino che manda cartoline dai suoi viaggi.

23. Sofia Coppola che mette nel guardaroba della regina decollata e bimbominkia ante litteram un paio di Converse AllStars? Embé? Kirsten Dunst non era più stata così bambolosa e deliziosa dai tempi di "Intervista con il vampiro". Cult: Antoinette che guarda per l'ultima volta Versailles.

22. Bond rivitalizzato e maschiato nella nuova versione Daniel Craig, al servizio di una sceneggiatura grandiosa. Difficile mantenere la magia nei film a seguire. Già da "Quantum of Solace" i bambocci si sono rotti. Cult: gli occhi che lacrimano sangue di Le Chiffre, il cattivo.

21. Signs ma anche "E venne il giorno", "Lady in the Water" e "The Village". Insomma M. Night Shyamalan. Uno dei narratori più originali del decennio. Cult: il filmato dell'alieno in Brasile.

20. Lars Von Trier è un genio. Lo dimostra questo film che è una versione precog di Farmville, con le case dentro i quadretti dipinti sul pavimento. Cult: Nicole Kidman che si vede in trasparenza dentro il camion.

19. Il robottino abbandonato sul pianeta dei rifiuti con i suoi vecchi film e gli umani disperatamente obesi è il film più straziante del decennio. Cult: il magazzino dei ricordi di Wall-E.

18. Non ci si rende conto del lavoro che ha richiesto e che ha dato quest'opera. Come un'industria siderurgica dei vecchi tempi. Il merito di Jackson è di aver reso digeribile un mattone come quello di Tolkien e di averci fatto capire che in fondo di fascista negli Hobbit non c'era proprio nulla. Ma se si fanno pure le canne! Sauron e Saruman assomigliano molto ai neocon che hanno imperversato nel decennio, piuttosto. Cult: le scene di massa.

17. Un ratto in cucina che prepara manicaretti. Ho detto tutto. Meraviglioso. Cult: la rivelazione della ratatouille con l'antico sapore di quella della mamma che scioglie finalmente il critico necrofilo.

16. Le fiabe prese a sberle e spogliate della loro seriosità. Shrek è un orco che rutta e scorreggia. Il principe azzurro è uno stronzo. La rivincita dei brutti sui belli. Geniale. Cult: le citazioni cinefile nascoste dappertutto.

(continua)

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