martedì 9 luglio 2019

Serata #Bibbiano. Il sistema che ruba i bambini


Ne parliamo stasera sul vlog con i gentili ospiti Giuseppe Germinario del blog L'Italia e il Mondo, Paolo Roat , responsabile tutela minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus, l'avvocato Maria Rita Mottola e una mamma che racconterà la sua esperienza.

Vi invito ad iscrivervi al canale YouTube del vlog per permettermi di farlo crescere ed offrirvi altri contenuti interessanti.

A stasera. Buon ascolto.

mercoledì 3 luglio 2019

L'orizzonte degli eventi live

Il canale "Orizzonte degli eventi" è nato. 

Mi troverete forse più spesso lì che sul blog. Almeno per quanto riguarda gli incontri che mi piace fare con le persone interessanti che mi incuriosiscono. Per chi ha seguito i primi video che ho realizzato in collaborazione con Libertà di Pensiero MDN, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di scoprire il mondo del vlogging, essi piano piano saranno ripubblicati, assieme a nuovi contenuti.

Questa sera andrà in onda, in un nuovo editing, la seconda parte dell'incontro con la dott.ssa Fiorella Belpoggi, ricercatrice dell'Istituto Ramazzini di Bologna. Nei due video, il primo dei quali è già su You Tube, la dottoressa affronta alcuni argomenti importantissimi dal punto di vista della tutela della salute rispetto all'ambiente. Si parte dal 5G, argomento del primo video, ed alle sue incognite di pericolosità a causa dell'esposizione ad irradiazione elettromagnetica in maniera continuativa e globale che prevede. Si prosegue con gli studi sulla tossicità del glifosato, al meccanismo di interferenza endocrina che condivide con prodotti di uso comune presenti in tutte le case, come disinfettanti e conservanti di prodotti cosmetici (come i parabeni). Se non sapete cosa sono gli interferenti endocrini è giunto il momento di scoprirlo. 
Vi invito quindi a seguire la seconda parte dell'intervista con Fiorella Belpoggi, che ringrazio ancora per la squisita disponibilità.


 

domenica 28 aprile 2019

Nostra Signora dei Fuochi. Ovvero, accendere falò in presenza di ossigeno libero




Quest'immagine, postata da un sacerdote spagnolo su Twitter, che mostra la devastazione interna prodotta dal rogo del tetto della Cattedrale di Notre Dame a Parigi il 15 aprile scorso, mi ispira qualche osservazione sparsa, a fuochi spenti, su questo recente avvenimento e su alcuni suoi elementi simbolici. Consideratele libere associazioni, suggestioni, da prendere sempre con beneficio di inventario.

Fuoco fatuo?

Poteva essere l'undici settembre francese e invece è stata solo 'na fumata 'e sigaretta.
Chi ha vissuto l'evento in diretta avrà provato come me dolore per la profanazione portata dal fuoco su un luogo così sacro al cristiano (ma al contempo assai esoterico per l'alchimista, come si addice alle cattedrali gotiche e soprattutto a Notre Dame) e soprattutto ansia; ansia per qualcosa di imminente e devastante.
Alzi la mano chi, notando le due torri insistentemente inquadrate, non ha pensato ad un loro crollo in diretta, magari con polverizzazione totale della dura pietra (calcare luteziano) della cattedrale, spiegata da Attivissimo con la presenza di una fiamma ossidrica o sigaretta di troppo? Si, è vero, è crollata la flèche, la guglia, perfettamente inquadrata in primo piano dalla telecamera, ma non è stato granché, diciamolo. Un Godard di nicchia, più che un blockbuster hollywoodiano catastrofico.
Alla fine, il rogo limitato al tetto ha lasciato un retrogusto più di teatro che di catastrofe e, a distanza di una ventina di giorni, il tutto appare comunque già archiviato e dimenticato. Perché?

Fulcanelli o zolfanelli?

Il teatro lo hanno iniziato i media, come al solito, mandando i soliti seminatori di spin e spigolatrici di frame in modalità undici settembre per creare ansia e aspettativa di qualcosa di grosso (un clamoroso attentato?) da seguire in diretta, mentre allo stesso tempo ripetevano ossessivamente che non si trattava di incendio doloso. Il che è il modo migliore per convincere chi ascolta che si tratta proprio di dolo.
A rigor di logica e per principio di precauzione, quando un edificio brucia, a maggior ragione un monumento o un luogo di culto, tutte le ipotesi sull'origine dell'incendio rimangono aperte fino a conclusione delle indagini ufficiali ed è questo che va detto agli ascoltatori, non che "dobbiamo accettare questa distruzione inevitabile", come ho sentito, più o meno. Del resto non era la prima chiesa che prendeva fuoco o veniva profanata ultimamente in Francia e non possiamo certo dire di stare vivendo tempi  dediti alla pura contemplazione della beltà nella pace degli angeli, circondati da creature che spargono love-love-love.
A pochi minuti dall'inizio delle fiamme non si può dire che si esclude la pista dolosa, che "per forza, lì è pieno di legno", se non si è addestrati a doverlo dire, come se si dovesse proteggere il Nerone di turno da chissà quale colpa.
Sarebbe il colmo che l'incendio di Notre Dame fosse stato realmente casuale o al limite colposo, ma che la sua copertura mediatica, per una botta di abitudine, sia stata gestita come una false flag. La realtà romanzesca.

La legge del nove

Si nota nell'immagine dell'interno della cattedrale come il crollo delle travi lignee del tetto non abbia toccato l'altare della tradizione ma abbia praticamente distrutto solo l'altare del Novus Ordo, ovvero l'altare più prossimo e rivolto verso i fedeli, voluto dalle nuove disposizioni liturgiche promulgate da Paolo VI esattamente il 3 aprile 1969 con la costituzione apostolica Missale Romanum. Un cinquantenario quasi spaccato. Il caso che imita la celebrazione della ricorrenza. Resta da capire, escludendo il segnale divino, da quale delle due parti contrapposte notoriamente in lotta e suggerite dalla dicotomia tradizione-nuovo ordine provenga l'ammonimento.

Che bella cattedrale, sarebbe un peccato se prendesse fuoco.

Notre Dame ha vissuto tempi peggiori di questi. Soprattutto durante la Rivoluzione, quando fu trasformata in Tempio della Ragione e ci fu chi, il filosofo Saint-Simon, voleva acquistarla al solo scopo di demolirla. Anche durante la Comune fu oggetto di saccheggi e spesso nella sua storia si trovò in condizioni di grave decadenza e bisognosa di restauri. 
Subito dopo il rogo dei giorni scorsi è partita una strana, per tempestività, colletta da parte di alcuni danarosi pavoni della finanza e perfino la zia Scrooge BCE ha promesso di devolvere una grossa somma per i poveri gargoyle abbrustoliti, addirittura un miliardo di euro. Somma che i bambini greci affamati si sognano. 
Questa pelosa carità ha fatto pensare che dietro al rogo vi fosse una manovra per togliere di mezzo il rudere medioevale pieno zeppo di significato essoterico ed esoterico e sostituirlo con qualche opera architettonica moderna acefala con annesso centro commerciale. Del resto un progettino di copertura del tetto in vetro, con flèche anch'essa di cristallo (e perché non una copertura mobile stile campo centrale di Wimbledon?) è stata pubblicata su vari giornali. Vade retro, archistar.
Ipotesi non da escludere ma che, se fosse vera, risulterebbe ancora più terrificante, nel suo arido materialismo da sterco del demonio, di qualunque "vendetta templare". 

Il tetto

Perché (se l'incendio è stato appiccato) ha bruciato solo il tetto, e il tetto l'hanno lasciato bruciare bene bene affinché tutti vedessero? 
Il danno non è poco. Un edificio privato del tetto, scoperchiato, privato del suo cielo, è reso molto più debole ed esposto alle intemperie. 
Se vi è simbolismo nel gesto, si può intendere il tetto anche come vertice, come sommità di una gerarchia, come apice della Chiesa?  E' la rappresentazione di una chiesa che non ha più di fatto un "tetto" e che è prossima alla distruzione? 
Si tratta di una rivalsa della tradizione sul nuovo ordine, come significherebbe la distruzione dell'altare moderno? Oppure c'è un tetto, fragile rispetto alla pietra perché di legno antico, che ancora resiste ma che brucia improvvisamente il giorno prima del compleanno di Benedetto XVI?
Oppure il libro di pietra, la cattedrale dai mille simboli raffigurati, ha in qualche modo parlato anche altri linguaggi noti a pochi?

La Grande Natura

Infine una curiosità sul significato ermetico di Notre Dame che traggo da questo articolo
Sul transetto sud vi è questa dedica: 

«Anno Domini MCCLVII mense Februario idus secondo hoc fui inceptum Christis genitus honore kallensi lathomo vivente Johanne Magistra.»

ovvero:
«Nell'anno del Signore 1257, il secondo giorno delle idi di Febbraio, quest'edificio è stato dedicato alla Madre di Dio da Mastro Jean, il cavapietre di Chelles.»

Secondo la cabala fonetica, il significato esoterico sarebbe questo: 

«A mezzogiorno pesa e misura (la materia prima). Purifica e sapara. Consacra il crogiolo generatore, libera con prudenza lo spirito imprigionato nella materia. Vivificalo con il fuoco e(tramite lui) giungi alla Grande Natura.»

Siamo sicuri che, ai nostri giorni, la raccomandazione degli alchimisti di liberare con prudenza gli spiriti imprigionati nella materia, sia ancora valida? La sensazione è che ci sia chi accende fuochi in presenza di ossigeno libero. E che si voglia dar fuoco, dopo a quelli di carta, ai libri di pietra.



P.S. Dimenticavo. Ora vanno le chiese multikulto, come questo troiaio a Berlino. Mentre bruciava Notre Dame prendeva fuoco anche la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. Poi c'è stata la carneficina in Sri Lanka in una chiesa e ieri a San Diego è stata attaccata una sinagoga. Non c'è bisogno del pallottoliere.

lunedì 22 aprile 2019

Tutti da Fulvio martedì sera


Avete idea di quante cose si possa parlare con Fulvio Grimaldi, uno dei più grandi giornalisti italiani, avendo la fortunata opportunità di intervistarlo?
Potete immaginare, per l'apprendista comunicatrice quale mi considero (soprattutto per quanto riguarda il video, mondo nel quale sto appena cominciando a gattonare), l'onore di ascoltare la lezione di vita di un vero maestro del giornalismo d'inchiesta, dell'inviato che racconta ciò che vede e non ciò che gli dicono di raccontare? 

Era tanto tempo che volevo conoscerlo, parlare con lui attraverso questo strumento del demonio che però ci permette anche di trovare delle piccole baie di libertà dove ripararsi dalle onde tempestose della propaganda che cerca di rovesciare i fragili gusci di noce sui quali navighiamo, quasi sempre con le orecchie piene di cera per non cadere vittime delle lusinghe delle sirene. 
Ricevo regolarmente la newsletter con gli ultimi suoi post pubblicati sul blog "Mondocane" e non c'è bisogno che dica che i suoi scritti sono fondamentali per chi voglia disintossicarsi dallo squallore dei giornalacci e giornalini. Un faro di onestà intellettuale nell'oscurità della menzogna istituzionalizzata. Si parlerà del giornalismo e di cosa è diventato, è inevitabile, e ne sentirete delle belle.

Con uno storico inviato nelle zone di guerra non si potrà che parlare di quelle che ha vissuto di persona: dall'Iraq alla Libia, dalla Siria alla Serbia (nell'anniversario dei bombardamenti NATO di D'Alema e Mattarella), delle menzogne che hanno circondato gli "interventi umanitari", nuova denominazione delle invasioni e bombardamenti ai quali lui ha assistito stando dalla parte di chi li subiva, e di come, ad un certo punto della nostra storia recente, vi sia stata quella svolta epocale che ha cambiato il nome alla guerra, pretendendo di farla diventare accettabile e giustificata, e che ci ha condotto fino allo sfacelo attuale. A questi tempi marci dove i cristiani diventano, per i bimbiminkia di Satana, gli "adoratori della Pasqua". 

Grazie all'opportunità che mi sta dando questa nuova avventura, questo percorso di comunicazione e informazione su Meglio Di Niente Radio, sto incontrando persone straordinarie, e Fulvio Grimaldi è decisamente una persona straordinaria. 
Vi invito ad unirvi a noi e ad ascoltarci, ad ascoltare il suo racconto, domani sera alle 21.00 sul canale YouTube de "L'Orizzonte degli eventi" live

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