"Sulla base di ciò, è assai facile smascherare la vera natura delle istanze contemporanee di recupero delle sovranità nazionali, istanze in alcuni casi apparentemente motivate da rivendicazioni di diritti sociali. È del tutto evidente che nell’Occidente capitalista le vere rivendicazioni di diritti sociali (che non si riducano a istanze di riproduzione sociale delle classi piccoloborghesi) sono incompatibili con qualsiasi nazionalismo o localismo. Ed è del tutto evidente che qualsiasi istanza di ‘autonomia’ nazionale o locale non può che essere – nelle sue possibili implicazioni concrete – nient’altro che un’istanza nazionalista o localista.
La radice comune di tali atteggiamenti (come del resto quella del nazismo e del fondamentalismo religioso) risiede in un irrazionalistico rifiuto della dura, esplicita, ‘pornografica’ realtà dei fatti. Una realtà dei fatti empirico-logica che non ammette alcuna relativizzazione fondata sui trucchi antiempiristici e antipositivistici propri dell’ermeneutica, dello strutturalismo, della dialettica, dello storicismo o della stessa ‘nuova filosofia della scienza’ (quella che propina sciocchezze quali la teoreticità dell’osservazione e l’incommensurabilità fra teorie).
Tali irrazionalismi si fondano su forme di ’speranza’ e di ‘felicità’ che sono frutto – e portatrici – di illusioni. La vera speranza e la vera felicità non possono che fondarsi sulla realtà dei fatti e sulle aspettative razionali."
[...]
Le istanze di recupero delle sovranità nazionali sono in palese contraddizione logica ed empirica con le necessità politiche implicate dai problemi più urgenti del mondo contemporaneo, i quali richiedono sempre più una pianificazione a livello globale e sempre maggiori cessioni di sovranità nazionale/locale (sovranità che in molti casi può essere legata a interessi particolari che, se perseguiti in maniera miope, possono essere in contraddizione con l’interesse globale): si pensi, ad esempio, al problema del surriscaldamento globale o a quello della crescita della popolazione mondiale. Di fronte a tali problemi oggettivi che non lasciano alcuno spazio a dialettiche e interpretazioni (e che trascendono la stessa lotta di classe), la nuova politica globale avrà, per necessità di cose, un carattere sempre più scientifico-tecnico, poiché le finalità più importanti saranno sempre più univoche, in quanto dettate dalla dura realtà dei fatti."
E 'sti grandissimi megacazzi con i superscappellamenti a sinistra!
Il porno su MicroMegaloman è la morte sua, perché in effetti non riesco ad immaginare nulla di più osceno di un titolo come quello e soprattutto del pensiero che l'ha partorito analmente, di cui vi ho fornito un immondo assaggio, espressione del discorso osceno, pornografia, appunto, dominante.
La domanda è d'obbligo: è il cervello di Valentina che sta parlando o il suo proverbiale, mi dicono, culo? (Mi dicono, perché io sono antica, sono rimasta al vintage di Moana e Vanessa del Rio.)
Dico la verità, di tutta la disquisizione iniziale sulla differenza tra meretrice e prostituta, ovvero tra puttana e puttana, sulla dicotomia tra quelle che la danno ai ricchi e quelle che la danno ai poveri e che quindi danno fastidio (ossignur! Ma a chi? E lei i film li fa gratis?) non ci ho capito un cazzo, per restare in tema. Ma io sono abituata ai "filosofi", quelli tra virgolette. (Si, mi ha messo Heidegger tra virgolette, la πόρνη. Solo per quello...)
Consiglio, come adozione del cuore, l'ultimo paragrafo, con la dichiarazione di guerra alla coppia feconda come origine della malattia nazionalista (evidentemente il fine dell'umanità auspicato da Culoparlante è l'estinzione). Lo amo perché dimostra, ve ne fosse ancor bisogno, quanto sia subdola lo pseudocultura del progressismo cosmetico. Quello del godimento illimitato - per dirla con Fusaro - del semo tutti froci e puttane che è perfettamente funzionale all'illimitatezza della fame chimica di potere e ricchezza dell'ipercapitalismo attuale.
Vi chiedo infine: non vi dà un leggero senso di straniamento la pornostar che cita l'estetica della durezza del vivere del Padoa Schioppa come se il nostro fosse un qualunque Divin Marchese del cazzo?
L'hardliberismo di questa Nappy dovrebbe ridurvelo a lombrichetto morto, a meno che non siate inguaribilmente masochisti, ma se vi piace la merda adorerete questa filosofa. Senza virgolette, s'intende.