Non posso esimermi dal segnalare anch'io questa sera una notizia che, circolata per tutta la giornata in blogosfera, sulla stampa e sulla BBC, non ha trovato eco nel frivolo TG1, troppo impegnato a raccontarci le paturnie menopausiche di Hillary Clinton e le bravate del nano che fa cucù settete alla Merkel (sperando non le abbia messo una mano sul sedere).
Non conta nemmeno che la notizia riguardi un cittadino italiano. Sapete com'è, nell'informazione italiana che si preoccupa, a fronte di 3000 morti per un terremoto in un paese del terzo mondo, di tranquillizzarci per prima cosa che "nessun italiano è rimasto coinvolto", se un nostro connazionale viene invece arrestato in Palestina, il fatto non sussiste.
Per i tre arrestati stranieri vi sarà con molta probabillità un decreto di espulsione dallo stato di Israele. Lo stesso destino che fu riservato a Norman Finkelstein qualche mese fa. Se qualcuno va a ficcare il naso nella questione privata tra israeliani e palestinesi e osa schierarsi con i pacifisti, ottiene il grande onore di non poter più mettere piede in Israele. Anche se è ebreo come Norman.
Tanto, nel silenzio concordato dei media sulla Palestina, a parte qualche reportage sui catfight tra cristiani che si rotolano nel fango davanti al Santo Sepolcro, giusto per movimentare le giornate, far finta di fare informazione e giustificare lo stipendio dell'inviato, la lezione è che, a noi europei ed americani, di ciò che accade in quel lembo di terra non deve interessare. Non è cosa nostra. Israele nun vo' penzieri.
Nel video si vede come i pescherecci palestinesi al largo di Gaza vengano attaccati a colpi d'arma da fuoco e colpiti da forti getti d'acqua per impedir loro di svolgere la loro attività di pesca, adducendo il fatto che violerebbero il limite di sei miglia prestabilito. Gli attivisti internazionali accompagnano i pescatori per proteggerli ed è proprio durante una di queste azioni che Vittorio, Darlene e Andrew sono stati catturati.
AGGIORNAMENTO del 19/11
Leggo e riprendo da Secondo Protocollo il seguente comunicato:
Non conta nemmeno che la notizia riguardi un cittadino italiano. Sapete com'è, nell'informazione italiana che si preoccupa, a fronte di 3000 morti per un terremoto in un paese del terzo mondo, di tranquillizzarci per prima cosa che "nessun italiano è rimasto coinvolto", se un nostro connazionale viene invece arrestato in Palestina, il fatto non sussiste.
"Quindici pescatori palestinesi e tre attivisti sono stati arrestati al largo di Gaza dalla Marina israeliana. Stavano pescando a sette miglia dalla costa di Deir Al Balah, all'interno dei limiti dettati dagli accordi di Oslo del 1994. [ Limite che invece, evidentemente, Israele non riconosce.]Victor Arrigoni è noto in rete come Guerrilla Radio e soprattutto per le sue testimonianze da Gaza. E' uno che le sue battaglie le conduce sul campo mentre noi stiamo qui al calduccio a discutere di massimi sistemi. Va difeso e occorre che sia fatto tutto il possibile per arrivare alla sua liberazione e a quella dei suoi compagni attivisti e pescatori. Se potete, rilanciate questo appello per la sua immediata liberazione.
I pescatori e gli osservatori sui diritti umani sono stati trasferiti da tre diverse imbarcazioni sulle navi da guerra israeliane. Secondo testimoni di parte palestinese, le tre imbarcazioni sono state viste dirigersi a nord, scortate dagli israeliani.
I tre attivisti sono Andrew Muncie, scozzese, l'americana Darlene Wallach e l'italiano Victor Arrigoni. Le rispettive ambasciate a Tel Aviv sono state contattate e sono a conoscenza della situazione. "
(Mia traduzione dall'originale inglese. Il testo integrale sul blog di Audrey.)
Per i tre arrestati stranieri vi sarà con molta probabillità un decreto di espulsione dallo stato di Israele. Lo stesso destino che fu riservato a Norman Finkelstein qualche mese fa. Se qualcuno va a ficcare il naso nella questione privata tra israeliani e palestinesi e osa schierarsi con i pacifisti, ottiene il grande onore di non poter più mettere piede in Israele. Anche se è ebreo come Norman.
Tanto, nel silenzio concordato dei media sulla Palestina, a parte qualche reportage sui catfight tra cristiani che si rotolano nel fango davanti al Santo Sepolcro, giusto per movimentare le giornate, far finta di fare informazione e giustificare lo stipendio dell'inviato, la lezione è che, a noi europei ed americani, di ciò che accade in quel lembo di terra non deve interessare. Non è cosa nostra. Israele nun vo' penzieri.
Nel video si vede come i pescherecci palestinesi al largo di Gaza vengano attaccati a colpi d'arma da fuoco e colpiti da forti getti d'acqua per impedir loro di svolgere la loro attività di pesca, adducendo il fatto che violerebbero il limite di sei miglia prestabilito. Gli attivisti internazionali accompagnano i pescatori per proteggerli ed è proprio durante una di queste azioni che Vittorio, Darlene e Andrew sono stati catturati.
AGGIORNAMENTO del 19/11
Leggo e riprendo da Secondo Protocollo il seguente comunicato:
Secondo Protocollo si è immediatamente attivata per sapere quali siano le attuali condizioni di Vittorio e attraverso il Ministero degli Esteri abbiamo saputo che la notizia che Vittorio sia al momento all'aeroporto Ben Gurion in attesa di essere espulso è del tutto priva di fondamento. Vittorio è attualmente in stato di arresto secondo quanto riferito al MAE dal Consolato generale di Gerusalemme che si è subito attivato.
Il problema, che non va sottovalutato, è che Vittorio aveva già un decreto di espulsione da Israele dal 2005 e potrebbe essere considerato recidivo, il che aggraverebbe notevolmente la sua posizione. C'è da considerare però che, secondo il Diritto internazionale, l'arresto di Vittorio è avvenuto in acque internazionale (a 7 miglia dalla costa di Gaza) per cui è da ritenersi (sempre per il Diritto Internazionale) del tutto illegittimo.