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sabato 3 aprile 2010

Fuori dal calice

"In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli? ”. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.

Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. " (Matteo, 18,1-10)

Ieri sera c'era da celebrare, con la dovuta compostezza e rispetto, il mistero del sacrificio di Cristo, morto per le torture e la crocefissione nella convinzione di poterci trasformare, con il suo esempio, da bestie immonde a uomini misericordiosi e tolleranti. Quando si dice delirio di onnipotenza.
Il Cristo Morto quindi. Al funerale di un Dio che ha avuto il coraggio di farsi uomo ci si dovrebbe presentare con compostezza e sobrietà ma l'oro delle vesti, la ricchezza degli ornamenti, lo sfarzo, lo sfoggio del potere, la vanità, contano più del sacrificio di un Dio e fanno sicuramente più colpo sul popolino di un ebreo che voleva cambiare il mondo in meglio. Quando si dice voler rubare la scena.

Gli ebrei però, in certe occasioni speciali, per la Chiesa della Vanità, sono come la serva, servono. Ed ecco quindi dimenticare secoli di connivenza con l'antisemitismo, di ghetti e "perfidi judei" citati proprio nei riti di Pasqua e, trovandosi con le spalle al muro per uno scandalo vergognoso come quello di migliaia di casi di bambini torturati che finalmente ricordano, parlano e denunciano, lasciare che un predicatore francescano, tale Cantalamessa - nomen omen - sventolando una fantomatica lettera di solidarietà alla Chiesa "di un amico ebreo", paragoni "l'attacco" al Santo Padre all'antisemitismo.
"Oplà", ho detto, quando ho sentito questa cosa al TG di Sky, "ora viene giù l'ira di Dio". Infatti , più che giustamente, il mondo ebraico si è risentito.
Avesse detto che, nell'orrore della pedofilia, la sofferenza dei bimbi è paragonabile all'antisemitismo magari poteva starci ma dire che i carnefici sono delle vittime, permettendo a dei laidi schifosi pedofili di farsi scudo delle vittime degli olocausti antiebraici provocati nei secoli anche dall'antisemitismo cattolico, non è solo osceno, è una bestemmiona in diretta in mondovisione sparata dal cuore del cattolicesimo. Di fronte al Cristo Ebreo Morto, per giunta. Quello che i pedofili li avrebbe volentieri gettati in fondo al mare, facendo un'eccezione alla sua bontà e al perdono che riservava a tutti gli altri peccatori. Quando si dice che un Dio perde la santa pazienza.
Invece ecco la sfida, il porsi al posto di Dio nel giudizio, la sfrontatezza del peccatore incallito di fronte a chi dovrebbe incutergli timore.
Saranno dei pazzi esaltati quelli che definiscono la gerarchia attuale vaticana come satanica ma ci sarebbe da cominciare a considerare l'ipotesi.

Ovviamente oggi dicono, in stile Papa-Papi, che il predicatore è stato Fra Inteso, che parlava a titolo personale, eccetera. Ma dico, non ti informi di cosa dirà un tuo dipendente, tra l'altro esperto di prediche televisive, durante i riti pasquali che andranno in tutte le case attraverso la TV?
Mancava solo questo. Di tirare per la giacchetta i fratelli maggiori in un frangente in cui la gerarchia cattolica ha solo da vergognarsi per come ha insabbiato per decenni la sofferenza di bambini e ragazzini innocenti. Di offendere Cristo cadavere mettendo l'orgoglio e la vanità della Chiesa di fronte alla sofferenza di quei piccoli.

Qui ci vuole il buon vecchio Ezechiele 25-17:

"Farò su di loro terribili vendette,
castighi furiosi,
e sapranno che io sono il Signore,
quando eseguirò su di loro la vendetta".

lunedì 9 aprile 2007

Vuoi tornare a casa? Un fiorino.


A me piacciono le sagre paesane, basta che non mi càpitino sotto casa e che non mi chiedano una "offerta libera" per poter attraversare il ponte che mi serve per tornarmene alla base per i cavoli miei.
Oggi invece sembrava di essere nel film di Troisi. Alt, chi siete, cosa fate, ma quanti siete? Un fiorino!
Nel mio quartiere hanno chiuso la via d'accesso principale al centro della città e, dopo pranzo, per tornare a casa con la mia bicicletta, ho trovato questo simpatico posto di blocco, che ho quasi sfondato, fregandomene, tra il malumore dell'umarell addetto alla riscossione dell'ingiusta gabella.
A me le entrate piacciono libere, se c'è da pagare non mi diverto. Ho sempre evitato le feste dell'Unità per quel motivo. Perchè dovevi appunto pagare il fiorino per entrare anche se poi andavi a giocarti diecimila lire alla lotteria. E' più forte di me. E' una questione di principio. Figuriamoci se poi devo pagare solo per esercitare il mio diritto di passare da una strada pubblica che è di tutti, quindi anche mia. Per la prossima fiera che volete fare, la zona rossa come al G8? I cavalli di Frisia con le comparse vestite da SS? Se volete mi travesto e il doberman ve lo faccio io.

Mannaggia alla Pasquetta, al controesodo, alle gite fuori porta, a tutte le specie animali delle quali hanno parlato al tg2 che ci mancava solo il verme solitario, al picnic, al beltempo che imperversa su tutta la penisola, ai vacanzieri, alla cancelliera imperatrice di Capri, a questa festa stupida che ci ricorda, dopo la Resurrezione del Signore, che dobbiamo tornare alle nostre miserie quotidiane da mercanti del Tempio.
Vuoi passare? Un fiorino. Ma vaffanculo!

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