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| Phineas Gage con la sbarra che gli trapassò i lobi frontali |
12 novembre 2011, anniversario di un golpe e post amarissimo, duro, tremendamente triste e incazzato.
Ci siamo cascati in molti allora, io per prima, ed è una cosa di cui non so darmi pace e che mi causa una vergogna sociale e una tristezza interiore, un tormento di coscienza senza limiti. La vergogna e la rabbia che provi quando ti accorgi di essere stata l'oggetto della seduzione di chi voleva solo approfittarsi di te e tu, come un'idiota, ti eri fidata perché erano i tuoi, erano nel campo per cui hai sempre parteggiato ed ai quali hai sempre affidato i tuoi interessi e che mai, potresti metterci la mano sul fuoco, avrebbero potuto fregarti.
Sono trascorsi solo tre anni ma sembrano un secolo, perché se penso all'insieme delle mie credenze di allora e a come sono adesso mi pare di aver subìto un cambiamento alla Phineas Gage, l'operaio americano che, nel 1848 mentre lavorava alla costruzione della ferrovia, dopo che una sbarra di ferro gli attraversò il cranio miracolosamente senza ucciderlo, si svegliò con un'altra personalità, completamente diversa. Era diventato un'altra persona. Non più il docile, rispettoso e volonteroso ragazzo di prima ma un ribelle, sboccato e restìo ad ogni forma di controllo, sempre rissoso ed irascibile figlio di puttana.
Ormai ogni giorno che passa escono nuovi particolari e nuove rivelazioni sulle trame di quei mesi, sulla congiura continentale (per i piddini dolci di sale che "i gombloddi" non esistono), che portò alla cacciata di Berlusconi ed alla comparsa come deus ex machina del liquidatore sociopatico. Ultimi in ordine di tempo i cosiddetti Draghileaks, ovvero le confidenze di Tim Geithner, l'ex segretario USA al Tesoro, contenute nelle carte preparatorie del suo libro "Stress test", finora tenute segrete e venute in possesso del Financial Times.
Geithner, che già nel libro aveva parlato delle pressioni "europee" sugli americani affinché collaborassero al golpe, all'annessione dell'Italia al Quarto Reich finanziario, con gli americani che si ritraggono sdegnati (ma va, va), scrive chiaramente che furono tedeschi e francesi, o bisognerebbe piuttosto dire i rappresentanti delle loro banche, Merkel e Sarkozy, a voler salvare a tutti i costi l'euro, anche a costo di massacrare la Grecia e rovesciare la democrazia in Italia. Ecco spiegato il "whatever it takes", il "salverò l'euro ad ogni costo", pronunciato da Draghi in quei momenti concitati. Occhio che questo ce lo ritroviamo presidente della repubblica.
Tre anni. Berlusconi è ormai uno strano personaggio, un vecchio incinto con il pancione a termine e il borsalino portato curiosamente in stile snapback; una figura insomma innocua, disinnescata dalla propria ricattabilità.
Governa il PD, il partito che incarna la peggiore mutazione di sempre della sinistra venduta agli interessi delle élite sovranazionali. Un tumore maligno che contiene il peggio del capitalismo e il peggio del comunismo, secondo lo schema vincente che governa il mondo.
Appaltare, da parte delle élites, la gestione della lotta di classe dall'alto in basso alla manovalanza dei comunisti è stata l'idea vincente del secolo. Strano non averci pensato subito, ma del resto alla pantomima dell'anticomunismo abbiamo creduto un po' tutti. Infatti, il modo dell'anticomunista viscerale Berlusconi di salvarci dal governo delle sinistre è stato quello di consegnarci a Napolitano, Renzi e D'Alema, e prossimamente a Prodi, magari nella parte di colui che ci porta fuori dall'euro e se ne prende pure il merito.
L'Italia, se non è ancora ridotta come Grecia e Portogallo, lo deve solo al fatto di essere messa meglio di quanto ci hanno fatto credere - altro che default - e occorrerà molto più sangue e molta più merda per farci sputare la nostra ricchezza fino in fondo. Quella che fa gola da sempre ai soliti predatori noti.
Non siamo ancora morti nonostante la strage di imprese, il dramma degli esodati e dei licenziati, la domanda interna in coma dépassé, la deindustrializzazione, la pressione fiscale disumana, il disagio sociale dovuto alla proletarizzazione dei ceti medi, la distruzione del risparmio e del valore immobiliare, l'attacco ai diritti dei lavoratori, la slow invasion, colonizzazione a bassa intensità da parte dell'immigrazione selvaggia, scientificamente voluta da una classe dirigente criminale per innescare la guerra tra poveri e vedere come si scannano i topolini nella gabbia, secondo i meccanismi classici dell'etologia: la difesa del territorio e l'aggressione che esplode negli spazi ristretti.
Siamo un popolo straordinariamente tollerante, perché in qualunque altra parte del mondo, una capitale ridotta come è ridotta Roma, in balia di un nuovo Sacco di barbari, farebbe scorrere il sangue per le strade. E non puoi ribellarti perché sei razzista. Non puoi difenderti perché è la globalizzazione, che gli ottusi e nefasti figuri della sinistra sono convinti trattarsi del trionfo dell'internazionalismo. Ecco come se li sono conquistati, con le affinità elettive: l'odio per la borghesia e l'antinazionalismo. Alla faccia di Mao, per il quale il patriottismo era imprescindibile, scorrazzano le guardie rosse a difesa del caos etnico, della nazione destrutturata e stuprata che è così funzionale al nichilismo distruttivo dei loro cattivi maestri e padroni.
Tornando al golpe di novembre. Chissà cosa penseranno i partigiani, sotto l'ombra di un bel fior, di questa gente che li tira in ballo mentre celebrano il trionfo della peggiore mutazione del capitalismo della storia.
E chissà cosa penserebbe Goebbels di questi guittacci di regime, che si prestano alla scenetta nazista sul greco che puzza e alla pratica dell'autorazzismo. La Grecia di Platone sbeffeggiata da volgari teppisti dell'informazione, apologeti di un genocidio in atto. Il dottore ne sarebbe assai orgoglioso, immagino.
L'unico razzismo permesso è quello collaborazionista contro i nemici degli amici. I nemici essendo noi.
Queste sono le camicie bianche della rivoluzione renziana. I seguaci dell'ideologa Valentina Nappi, quella che ama le gang bang anali con dodici neri. Uno stile di vita che, come dice la Boldrini, sarà presto quello di molti di noi. Sono quelli che ci prendono a sprangate propagandistiche ogni giorno, nella vita reale e nella loro allucinante e schifosa televisione di regime, più pasolininana di quanto Pasolini avrebbe mai immaginato, torturandoci con il buonismo che ci fa diventare per reazione ogni giorno più cattivi ed incazzati.
Se e quando tutto questo finirà, se la rabbia e la spranga nel cervello ci permetterà di ribellarci e trovare la forza di salvarci, il PD, la classe dirigente parassitaria e tutto il suo popoluccio di odiosi bellaciaisti e servi immondi del capitale, questo piddinismo reale insomma, si merita ciò che il capitalismo finanziario tedesco fece alla DDR e che forse è già in previsione per loro: una bella cura Honecker, l'eradicazione, la scomparsa dalla f(e)ccia della terra e sostituzione con altro personale delocalizzato. Ctrl+alt+canc. E format c: per sicurezza.
