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giovedì 11 dicembre 2014

L'eccezionalismo piddino


Che sia #lavoltabuona? Un articolo di Cesare Sacchetti che condivido totalmente si chiede: "Nel 1992 l'annullamento di un'intera classe dirigente portò a Maastricht e all'euro. Oggi?"
La domanda nasce dalla sensazione che questa inchiesta che riporta di prepotenza in prima pagina la CORRUZIONE della politica come male assoluto del nostro paese, non sia altro che il pezzo mancante e finalmente ritrovato del puzzle di Tangentopoli, con la non leggera conseguenza che al serpentone metamorfico attualmente chiamato PD potrebbero arrivare tutte assieme le cartelle con gli arretrati degli anni 90 e prima ancora, quando era PCI. 
Ormai ogni evidenza dimostra che in quel preciso momento storico, alle soglie della perdita del secondo importante pezzo di sovranità - quella monetaria dopo quella politico-militare e strategica del dopoguerra, fu compiuta una scelta: quella di salvare il maggiore partito di sinistra dallo tsunami giudiziario sul malaffare in modo da poterlo affiancare al costituendo nuovo grande partito di centrodestra con a capo l'outsider Berlusconi per portare in scena la grande farsa del bipolarismo all'italiana. Come ha scritto Giulio Sapelli, alla fine di Tangentopoli, se da un lato sparirono partito socialista e democrazia cristiana, a sinistra pagarono solo i secondi anche se si chiamavano Primo.
Furono vent'anni di collusione, quella si mafiosa, di un meccanismo ad opposizione alternata ma in sostanza di spartizione del potere. Un grande gioco democratico, come lo si definisce nei manuali di psyop, e non di vera democrazia, con gli attori che fingevano di combattersi ma al momento giusto ognuno votava diligente le leggi che si sarebbero dovute votare per mantenere lo status quo e soprattutto non disturbare i manovratori sovranazionali. Ovvero l'Europa dei trattati capestro e del mercantilismo tedesco al servizio di un progetto globale di restaurazione reazionaria, da condurre, date le opportune circostanze, con gli strumenti della shock economy ormai collaudata da decenni in giro per il mondo. 
Non escluderei che il quadro attuale, con i paesi del vecchio continente lasciati a sbranarsi gli uni con gli altri a causa della crisi economica cronicizzata dal vincolismo ed aizzati contro la Russia come cagnetti rabbiosi, servisse proprio ad indebolirli a sufficienza per rendere più facile la perdita della terza ed ultima tranche di sovranità, quella democratica. In fondo, basta conoscere il vizietto della Germania e metterla nelle condizioni di riprovarci. Poi sarà l'ennesima passeggiata trionfale sulle macerie fumanti dell'Europa. Divide et impera, anzi, TTIP-era.
Per il futuro in questi giorni tutti si stanno lanciando in profezie più o meno infauste. Da Giampaolo Pansa che vede un generale non dietro la collina ma al posto del boy scout e aspirante ur-lodgista Renzi, fino allo stesso Matteo che minaccia che al posto suo possa arrivare la Troika. E' assai probabile che, nel mondo delle multinazionali trionfanti, come governanti rimarranno solo i loro CEO.

Tornando all'attualità dell'inchiesta denominata "Mafia Capitale": come mai mafia? Guardate qui sopra la schermata della versione online del "Fatto Quotidiano" di qualche giorno fa. (Ho scelto l'esempio del Fatto ma il discorso vale anche per gli altri giornali che, se scrivono tutti lo stesso titolo, vuol dire che stanno obbedendo alle leggi dello spin.) La parola "mafia" e le sue varianti compaiono nove volte. Eppure l'inchiesta della magistratura non si riferisce alla Mafia propriamente detta, ma casomai ad un intreccio di corruttela tra elementi della malavita romana con la solita Banda della Magliana in prima fila, con le sue propaggini estese nell'eversione nera, qualche esponente politico della passata gestione di centrodestra del Campidoglio dell'ex sindaco Alemanno, e tanto, tanto, tanto PD e cooperative rosse. Ora, se la Mafia è uno state of mind, possiamo tranquillamente definire tale il troiaio romano appena scoperchiato, ma ho il sospetto che l'utilizzo del termine, così ossessivamente ripetuto, sia volutamente fuorviante.
Se leggiamo Mafia, infatti, soprattutto se siamo lettori di rito antimafioso dogmatico del "Fatto", difficilmente pensiamo al PD ma in automatico pensiamo al centrodestra, al "mafioso" Berlusconi di cui Travaglio & Co. ci hanno raccontato le malefatte per vent'anni.
Vent'anni nei quali la propaganda ha dipinto invece il centrosinistra e i suoi esponenti come "le brave persone", per giunta eredi di quelli che avevano fatto propria la "questione morale". E' un poco la ripetizione della leggenda sugli "italiani brava gente", funzionale a loschi ed inconfessabili patti post bellici di coabitazione tra elementi reazionari traghettati dal fascismo alla democrazia con un PCI troppo potente. Gli orrori dell'una e dell'altra parte ben chiusi negli armadi della vergogna e via con la pantomima del poliziotto buono e poliziotto cattivo. Se parliamo poi di patti inconfessabili, ricordo che, se vogliamo andare alle origini, la Mafia, quella vera, fu ricompensata dell'aiuto fornito alle truppe alleate in occasione dello sbarco in Sicilia con la sua penetrazione nella gestione della politica democratica nella Repubblica a venire.

Intendiamoci, non sto dicendo che la storia di Dell'Utri, di Mangano e delle liaisons dangereuses tra Sicilia e Brianza ce la siamo sognata e che Travaglio ha versato fiumi di inchiostro per niente, ma semplicemente che tutto quel concentrarsi solo su una faccia della Luna è servito anche per offuscare altre questioni ugualmente "mafiose", che invece era opportuno nascondere on The Dark Side.
La sinistra ha avuto l'onore di portare gli italiani a Maastricht, a Lisbona e nell'unica moneta per ghermirli e nel buio soggiogarli. In cambio ha potuto costruire una rete di feudi di interesse che sempre di più hanno finito, anche per l'attitudine all'inciucio con chicche e sia, a confinare con il malaffare.
Eh si, il gioco avrebbe potuto durare in eterno se non fosse arrivata una di quelle che Marx definiva crisi periodiche del capitalismo e le magagne sono saltate fuori.

Non solo, ma si ha come l'impressione che sia nell'aria l'ennesimo imminente cambio di referente.
Si comincia ad illuminare il lato oscuro prima impenetrabile. Prima le vicende del "sistema Sesto" e del Monte dei Paschi di Siena, che si è riusciti un po' a tamponare, adesso le cooperative e gli intrecci tra buonismo, carità pelosa e immigrazione clandestina, con i cooperaroli che candidamente ammettono come siano più redditizi i migranti che la droga.

La grossa novità quindi è che questa inchiesta riguarda pesantemente il PD ed il suo meraviglioso mondo affaristico collaterale e perfino le sue cene eleganti  dove, al contrario che ad Arcore, sono le mignotte ad invitare gli imprenditori.
Da come sta reagendo il partito, si può dire che sia passato dallo spostamento iniziale della responsabilità sui soliti "fascisti e mafiosi", dall'antifascismo pavloviano insomma, ad una certa incredulità ed ora anche allo sgomento di chi forse si sta accorgendo di stare perdendo i superpoteri che lo avevano protetto fino a quel momento. Il PD e le sue precedenti mutazioni devono avere sicuramente maturato in questi vent'anni la convinzione di essere politicamente invulnerabili, perché nessuno aveva mai messo in discussione il sostrato, il tessuto affaristico che da sempre nutre il serpentone di gustosi bocconi. Le coop, le partecipate, le banche, le mani in pasta e ciò che in alcune regioni è il Potere amministrativo totale. In un certo senso qualcosa che, ahimé, ha finito per assumere proprio quei connotati inequivocabilmente mafiosi anche in zone sprovviste di coppole e lupare, che la stampa ora tenta miseramente di spostare altrove, su mafiosi immaginari ed allucinatori.
Sta diventando sempre più difficile per il PD, in un paese esasperato dalla crisi, irrorarlo con il proprio senso di superiorità, di bravapersonismo, che non è altro che una variante dell'eccezionalismo.

Per chi volesse farsi un'idea del concetto di eccezionalismo, che si riferisce di solito a quello americano, ovvero la pretesa di un paese di potersi ergersi al di sopra degli altri e di essere immune alle leggi che valgono per tutti, consiglio la visione di questo video.


Ecco, al Partito Comunista divenuto docile esecutore dei voleri imperiali sotto la guida del comunista preferito da Henry Kissinger, è stato concesso anche di abbigliarsi dell'eccezionalismo dei padroni.
E la citazione del simpatico presidente-attore americano Ronald Reagan "Dio ha messo nelle mani dell'America il destino del mondo" potrebbe adattarsi, in versione italiana, ed ascoltando la prosopopea di Renzi, a qualcosa del tipo: "Dio ha messo nelle mani del PD il destino dell'Italia".
Finché fa comodo, s'intende. Nel mondo dell'aristocrazia maggiordomi e camerieri politici spesso vengono a noia e possono finire in esubero. Soprattutto se un domani dei politici non ci sarà più bisogno.




domenica 16 novembre 2014

Il buco col trippone intorno


Ho appena visto "Interstellar", il nuovo Christopher Nolan. Poteva questo blog, con il nome che porta, non recensirlo? (Attenzione, tracce di spoiler qua e là.)

Sono un po' frastornata perché, diciamolo, è bello ma è un bel trippone. All'uscita per un momento mi è sembrato fossero trascorsi cinque anni, fossimo tornati alla lira e il PD si fosse nel frattempo estinto.
Purtroppo no. Siamo ancora in questo spazio-tempo, in questo bruttissimo viaggio di fine 2014, nell'Italia del 41% al partito bestemmia.
Perché ho fatto quella strana associazione tra il film e la situazione politico-economica? Non è un buon segno quando la realtà condiziona anche il momento di evasione, di fantasia. E' segno di regime.
Ed ecco quindi il grande buco nero, Gargantua, che ti fa pensare a Deutsche Bank e ai suoi derivati, all'ERF, al Fiscal Compact, ma anche il finale che diventa rivoluzionario e consolatorio, constatando che, se il tipo è riuscito ad attraversare il buco nero e ad uscirne indenne, vuoi che noi non riusciamo ad uscire dall'euro?

Ma ora veniamo alla vera fantascienza. Claudio Borghi su "Linea d'Ombra" di Adriana Santacroce, l'altra sera, che cerca di sfuggire al paradosso spazio temporale luogocomunista della piddina e del  sindacalista CGIL su Europa e la questione euro ed alle loro siderali scemenze. Come dice il sindacalista ad un certo punto, contestando i fatti di Borghi? "La fantascienza non dà risultati concreti!" 
Tutto è connesso.




Ma, e la recensione di "Interstellar"?
Eccola, scusate.

M. Night Shyamalan che guarda "2001 Odissea nello spazio" sotto LSD.


mercoledì 12 novembre 2014

L'italiano è ancor più bello con la spranga nel cervello

Phineas Gage con la sbarra che gli trapassò i lobi frontali

12 novembre 2011, anniversario di un golpe e post amarissimo, duro, tremendamente triste e incazzato.
Ci siamo cascati in molti allora, io per prima, ed è una cosa di cui non so darmi pace e che mi causa una vergogna sociale e una tristezza interiore, un tormento di coscienza senza limiti. La vergogna e la rabbia che provi quando ti accorgi di essere stata l'oggetto della seduzione di chi voleva solo approfittarsi di te e tu, come un'idiota, ti eri fidata perché erano i tuoi, erano nel campo per cui hai sempre parteggiato ed ai quali hai sempre affidato i tuoi interessi e che mai, potresti metterci la mano sul fuoco, avrebbero potuto fregarti. 
Sono trascorsi solo tre anni ma sembrano un secolo, perché se penso all'insieme delle mie credenze di allora e a come sono adesso mi pare di aver subìto un cambiamento alla Phineas Gage, l'operaio americano che, nel 1848 mentre lavorava alla costruzione della ferrovia, dopo che una sbarra di ferro gli attraversò il cranio miracolosamente senza ucciderlo, si svegliò con un'altra personalità, completamente diversa. Era diventato un'altra persona. Non più il docile, rispettoso e volonteroso ragazzo di prima ma un ribelle, sboccato e restìo ad ogni forma di controllo, sempre rissoso ed irascibile figlio di puttana.

Ormai ogni giorno che passa escono nuovi particolari e nuove rivelazioni sulle trame di quei mesi, sulla congiura continentale (per i piddini dolci di sale che "i gombloddi" non esistono), che portò alla cacciata di Berlusconi ed alla comparsa come deus ex machina del liquidatore sociopatico. Ultimi in ordine di tempo i cosiddetti Draghileaks, ovvero le confidenze di Tim Geithner, l'ex segretario USA al Tesoro, contenute nelle carte preparatorie del suo libro "Stress test", finora tenute segrete e venute in possesso del Financial Times. 
Geithner, che già nel libro aveva parlato delle pressioni "europee" sugli americani affinché collaborassero al golpe, all'annessione dell'Italia al Quarto Reich finanziario, con gli americani che si ritraggono sdegnati (ma va, va), scrive chiaramente che furono tedeschi e francesi, o bisognerebbe piuttosto dire i rappresentanti delle loro banche, Merkel e Sarkozy, a voler salvare a tutti i costi l'euro, anche a costo di massacrare la Grecia e rovesciare la democrazia in Italia. Ecco spiegato il "whatever it takes", il "salverò l'euro ad ogni costo", pronunciato da Draghi in quei momenti concitati. Occhio che questo ce lo ritroviamo presidente della repubblica.

Tre anni. Berlusconi è ormai uno strano personaggio, un vecchio incinto con il pancione a termine e il borsalino portato curiosamente in stile snapback; una figura insomma innocua, disinnescata dalla propria ricattabilità. 
Governa il PD, il partito che incarna la peggiore mutazione di sempre della sinistra venduta agli interessi delle élite sovranazionali. Un tumore maligno che contiene il peggio del capitalismo e il peggio del comunismo, secondo lo schema vincente che governa il mondo.
Appaltare, da parte delle élites,  la gestione della lotta di classe dall'alto in basso alla manovalanza dei comunisti è stata l'idea vincente del secolo. Strano non averci pensato subito, ma del resto alla pantomima dell'anticomunismo abbiamo creduto un po' tutti. Infatti, il modo dell'anticomunista viscerale Berlusconi di salvarci dal governo delle sinistre è stato quello di consegnarci a Napolitano, Renzi e D'Alema, e prossimamente a Prodi, magari nella parte di colui che ci porta fuori dall'euro e se ne prende pure il merito.

L'Italia, se non è ancora ridotta come Grecia e Portogallo, lo deve solo al fatto di essere messa meglio di quanto ci hanno fatto credere - altro che default - e occorrerà molto più sangue e molta più merda per farci sputare la nostra ricchezza fino in fondo. Quella che fa gola da sempre ai soliti predatori noti. 
Non siamo ancora morti nonostante la strage di imprese, il dramma degli esodati e dei licenziati, la domanda interna in coma dépassé, la deindustrializzazione, la pressione fiscale disumana, il disagio sociale dovuto alla proletarizzazione dei ceti medi, la distruzione del risparmio e del valore immobiliare, l'attacco ai diritti dei lavoratori, la slow invasion, colonizzazione a bassa intensità da parte dell'immigrazione selvaggia, scientificamente voluta da una classe dirigente criminale per innescare la guerra tra poveri e vedere come si scannano i topolini nella gabbia, secondo i meccanismi classici dell'etologia: la difesa del territorio e l'aggressione che esplode negli spazi ristretti. 
Siamo un popolo straordinariamente tollerante, perché in qualunque altra parte del mondo, una capitale ridotta come è ridotta Roma, in balia di un nuovo Sacco di barbari, farebbe scorrere il sangue per le strade. E non puoi ribellarti perché sei razzista. Non puoi difenderti perché è la globalizzazione, che gli ottusi e nefasti figuri della sinistra sono convinti trattarsi del trionfo dell'internazionalismo. Ecco come se li sono conquistati, con le affinità elettive: l'odio per la borghesia e l'antinazionalismo. Alla faccia di Mao, per il quale il patriottismo era imprescindibile, scorrazzano le guardie rosse a difesa del caos etnico, della nazione destrutturata e stuprata che è così funzionale al nichilismo distruttivo dei loro cattivi maestri e padroni.



Tornando al golpe di novembre. Chissà cosa penseranno i partigiani, sotto l'ombra di un bel fior, di questa gente che li tira in ballo mentre celebrano il trionfo della peggiore mutazione del capitalismo della storia.

E chissà cosa penserebbe Goebbels di questi guittacci di regime, che si prestano alla scenetta nazista sul greco che puzza e alla pratica dell'autorazzismo. La Grecia di Platone sbeffeggiata da volgari teppisti dell'informazione, apologeti di un genocidio in atto. Il dottore ne sarebbe assai orgoglioso, immagino. 
L'unico razzismo permesso è quello collaborazionista contro i nemici degli amici. I nemici essendo noi.


Queste sono le camicie bianche della rivoluzione renziana. I seguaci dell'ideologa Valentina Nappi, quella che ama le gang bang anali con dodici neri. Uno stile di vita che, come dice la Boldrini, sarà presto quello di molti di noi. Sono quelli che ci prendono a sprangate propagandistiche ogni giorno, nella vita reale e nella loro allucinante e schifosa televisione di regime, più pasolininana di quanto Pasolini avrebbe mai immaginato, torturandoci con il buonismo che ci fa diventare per reazione ogni giorno più cattivi ed incazzati.

Se e quando tutto questo finirà, se la rabbia e la spranga nel cervello ci permetterà di ribellarci e trovare la forza di salvarci, il PD, la classe dirigente parassitaria e tutto il suo popoluccio di odiosi bellaciaisti e servi immondi del capitale, questo piddinismo reale insomma, si merita ciò che il capitalismo finanziario tedesco fece alla DDR e che forse è già in previsione per loro: una bella cura Honecker, l'eradicazione, la scomparsa dalla f(e)ccia della terra e sostituzione con altro personale delocalizzato. Ctrl+alt+canc. E format c: per sicurezza. 

lunedì 4 agosto 2014

Il prigioniero di Zanda


Ma tu guarda che curricula hanno certi piddini. Avete presente il capogruppo al Senato, che urla sempre scandalizzato contro i sediziosi che si mettono tra il partito bestemmia e quella povera donna della democrazia? Ma si, quello che sembra un apparatchik communistacosì uscito da una foto di gruppo di un politburo?
Mi avevano passato questo link su Twitter ma speravo fosse complottismo, invece era il calesse con i cavalli e tutto. Sentite che dicono di lui Guzzanti o la normalissima Wikipedia. Cossiga, Moro, Lottomatica, Espresso, Ledeen. Ledeen che salta sempre fuori, che occhieggia anch'egli da sempre dietro al descamisado bolso che piace tanto ai neocon, ricordate? Poi ci meravigliamo degli Scalfari che, a proposito di equini, non vedono l'ora di sellare il cavallo di Troika.

È inutile, certe biografie sono una piena confessione rilasciata di fronte al tribunale della storia.


lunedì 30 giugno 2014

La grande monnezza

Questa è Roma. 
Presidente, in confidenza e davanti ad una fetta di torta di compleanno: ma a lei piace questa Italia? Glielo chiedo perché a me non piace per niente, anzi mi fa orrore e sempre più angoscia come quei sogni dove sei paralizzato e non riesci a muoverti. Mi creda, quando si è depressi per un lutto personale le cose appaiono purtroppo in tutta la loro cruda verità, senza i filtri istagrammatici dell'ottimismo della propaganda o dell'incoscienza di chi non riesce proprio a vedere nemmeno con gli occhi bene aperti la realtà.
Mi capita una cosa paradossale e che in altri tempi sarebbe stata impensabile, quasi folle. Un pensiero di assoluta disperazione. Mi guardo attorno, vedo un paese devastato, post-apocalittico, senza più identità, in preda al degrado ed all'anarchia, popolato da un'umanità orripilante che lo calpesta senza rispetto e non riesco a non pensare, con un pizzico di invidia, che mio padre, morendo, sia andato in un posto assai migliore di questo. Per lo meno in un mondo senza di voi.

Fuori dalle mie finestre in queste sere estive in Piddinia sento la musica provenire dall'immancabile Festa del PD, ex Festa dell'Unità, il tradizionale mazurka party con annesso sabba delle sfogline in onore del Re Serpentone e mi domando cosa avete mai da festeggiare e da rompere i coglioni tutta l'estate con l'autocelebrazione del vostro squallore. Forse il Grande Slam della sinistra al potere, con presidenza della repubblica, seconda e terza carica dello Stato, presidenza del consiglio e prossima cosmetica presidenza del semestre tedesco, oops!, europeo. Ecco, forse a voi basta questo, avere vinto finalmente, contro la Storia e le avversità, dopo esservi venduti al nemico, naturalmente. Il Potere in cambio della lumpenproletarizzazione dell'intero paese, la sua distruzione, la sua cessione chiavi in mano ad orde di cialtroni che hanno fame ma schifano il piatto di pastasciutta che gli doniamo e che, dopo averlo saccheggiato, saranno scacciati a schioppettate dai nuovi padroni che non vorranno noie e straccioni dei loro locali alla moda for rich people only.

Stamattina scorrevo le immagini pubblicate sulle pagine Facebook e Twitter di "Roma fa schifo". Fotografie scattate da romani esasperati dal degrado in cui è precipitata, dopo esserne stata scientificamente spinta, la città più bella del mondo e pensavo con tristezza ed infinita rabbia a quanto sia schifosamente falsa e bugiarda la vostra propaganda dei film di partito come "La grande bellezza".
Che Roma ha visto il vostro giullare premiato dall'Oscar delle multinazionali?  Non certo quella vera ma forse quella che offre l'assunzione dell'L-PD, il nuovo acido lisergico, quello che riesce a nascondere i migranti che si sciacquano le terga nella fontana di Trevi, cacano per strada in centro appoggiandosi alle auto in sosta, bivaccano tra i monumenti, insozzano e sconciano la casa d'altri, che sarebbe la nostra, ed erigono in ogni angolo le loro bancarelle abusive in barba ai regolamenti ed al principio che la legge è uguale per tutti.
La Roma di oggi non è quella del patinato e tronfio "Triumph des Willens" piddino ma è la Salò di Pasolini, di colui che, non a caso, cacciaste dal partito.

Non pensi qualcuno che il degrado sia un problema solo di Roma, o Napoli o Milano o qualunque altra grande metropoli. Nella mia città di una cinquantina di migliaia di abitanti, non a caso governata dalla vostra genia, e popolata da chi ostinatamente insiste a votarvi, ogni giorno passo da una piazza ridotta a uno schifo, a luogo buono per tutte le cialtronate inutili ma costosamente votate ad aumentare il il tipico degrado voluto dal potere globalizzato. E poi stranieri malamente assortiti che bivaccano ad ogni ora del giorno sulle scalinate del duomo, strade piene di buche, palazzi sporchi, negozi chiusi, giardini incolti, gente che non ti rivolge la parola perché non capisce un cazzo della tua lingua, strade di campagna costeggiate da fossi ormai infestati da una vegetazione talmente folta che dentro la quale rischi di trovarci acquattati i vietcong.
La distruzione delle città affidata ai sindaci Mangiamorte e il governo nazionale in mano al supersindaco, al buffone toscano che, nell'intorpidimento generale, finirà di ammazzarci di tasse vaneggiando di Stati Uniti d'Europa per conto di quell'orrenda donnetta, la badante del complesso industriale tedesco ideologicamente fermo al Piano Funk; sempre che non ci pensino i suoi mandanti a dimissionarlo anzitempo per manifesta incapacità e se non calerà dal cielo qualche deus ex machina che abbia voglia chissà perché di venire a salvarci.

Presidente, non gira per Roma, non la vede come è ridotta? Non  fa un po' schifo anche a lei? Non vede come è ridotto questo paese? Forse, per una stravagante perversione, a voi esecutori materiali piace l'Italia orripilante che lei ci lascerà in eredità?
Non creda, un po' la capisco, sa? Alla sua età non si pensa al futuro. Si è egoisticamente proiettati all'indietro e immagino che per lei ciò che conti sia aver finalmente compiuto la grande missione. Occupare ogni piccolo angolo di potere. Sa che la CIA invece è convinta di avere, nel 1948, salvato l'Italia dai comunisti?
Mi scuserà se in questa giornata di genetliaco non intendo farle gli auguri. Per un'italiana che ancora ama disperatamente il proprio paese e la propria gente non c'è proprio niente da festeggiare.

Il PD ringrazia il suo fottuto parco capre per lo splendido risultato. In effetti mi stanno offuscando Attila e i Visigoti.

domenica 3 novembre 2013

Infame a chi?


Vedete, cari, quando vi danno dell'antisemita è perché hanno la pistoletta che al prossimo colpo farà click click. Hanno solo otto colpi in canna: fascistademmerda (tutta una parola), xenofobo, nazionalista, qualunquista, terrorista, populista, antieuropeo e appunto antisemita. 
Magari, se sono fortunati, cercando in una tasca potrebbero trovare per voi un'ultima pallottola: frocio.

Sono dei poveracci. Che siano volontari arruolati dal PD con un contratto simile a quello delle sfogline (le azdore che preparano chilometrate di tagliatelle) alle Feste dell'Unità o prezzolati da qualche agenzia sovranazionale a cura dal Doktor Stranamore della Cancelliera (leggete a proposito l'articolo linkato), non reggeranno all'onda di piena della Storia, quella con la esse maiuscola e con due palle così, che li sommergerà.
Vedete, bisogna essere talmente intelligenti per sposare la causa della moneta unica un minuto prima che crolli e che magari sbarchino i marines a farci il mazzo, che l'unica motivazione valida che io trovo per continuare a difenderla è di essere pagati per farlo oppure di essere una sfoglina, e sono sicura che queste ultime sono in assoluta maggioranza. Poi naturalmente ci sono sempre quelli che "non può essere, ma figurati". 


Quelli che tentano di attaccarci la lettera scarlatta addosso con la spilletta possono latrare disperatamente finché non si seccheranno loro le fauci. Nei talk show, nei social media, sui giornali e sui blog, da giornalisti e non. Quelli con il CV e quelli senza. Gli studentelli confusi e i professori con il PhD. Gli alzamanos collaborazionisti e le loro puttane a mezzo stampa. I communisticosì tornati repubblichini in articulo mortis, i falsi democratici, le mosche stercorarie e tutta la fauna da putrefazione.

Si vendono biglietti per la riva del fiume. Bisognerà affittare il Po perché si prevede grande affluenza di spettatori in attesa dei primi cadaveri galleggianti. Ci sono ottime possibilità di creare posti di lavoro nel settore punti di ristoro, wc portatili, vendita gadgets commemorativi e articoli da pesca e accessori come seggioline pieghevoli e tavolini da pic nic come inganna-attesa. Non guasterebbe nemmeno la prestazione d'opera musicale di qualche orchestrina ad uopo.
Quando l'ultima povera salma sarà giunta alla foce raccoglieremo alcuni mesti ricordi e creeremo il memoriale delle vittime del sogno europeo: giacche sgargianti, orecchini, fogli di carta rosa, papers, CV, PhD e tante, tante tessere del PD, vere e soprattutto false.

Infami noi? Antisemiti seguaci di quell'ebreo di Paul Krugman e dell'ebrea Naomi Klein?
Togliete loro lo specchio, oltre che il fiasco, ai difensori dell'euro, perché i veri nazisti sono loro ed è la loro immagine che li turba così tanto.

Infami noi? Leggete bene queste righe che seguono della loro Carta di Intenti (e notate la porticina lasciata aperta democristianamente alla "eventuale rinegoziazione") e pensate che i sottoscrittori con la goccia di sangue (quello nostro) sono stati: PD, SEL e PSI. Coloro che vi danno dei fascisti e  degli antisemiti. Ricordatevi che, in ottemperanza di questo patto di latta, hanno votato senza nemmeno un'esitazione il Fiscal Compact imposto dall'Europa e commissionato dalla Germania che finirà di ammazzare questo paese a partire dal 1° gennaio 2014. A meno che nel frattempo non sbarchino i marines.

fonte
Ah, mi ero persa il fondamentale fondo di E. Scalfari di ieri, dal quale vi propongo questa perla:

"Se per concludere andiamo dal più grande al meno grande, deriva da questa analisi la vitale importanza che l’Europa divenga al più presto uno Stato federale, l’euro non sia in nessun caso messo a rischio, gli strumenti politici europei si trasformino in strutture federali alle quali i governi, i Parlamenti, le Corti costituzionali, la Difesa, la politica estera dei singoli Stati trasferiscano i loro poteri.
Contro l’irrilevanza degli Stati europei, considerati ciascuno per proprio conto, non esiste altra alternativa."

Fascio a chi?



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