sabato 30 settembre 2006

Viale del Tremonti vol. 2

Sono le ultime... promesso!

Un gruppo di studenti finisce nelle grinfie di un maniaco che si nasconde in una sede dell’UDEUR – Mastel
Un paese in bancarotta – Kill PIL
Con che cosa campava la Maddalena secondo Dan Brown? – La pensione di Cristo
I calciatori sono gelosi delle loro fidanzate – Ma Kakà ti manda sola?
Storia di spionaggio all’italiana – Per un pugno di Pollari
Un povero toro prima di essere abbattuto – Maledetto il giorno che ti ho incornato.
Immobiliarista in difficoltà – Tesoro mi si sono ristretti i palazzi
Un grande avvocato – L’uomo che sussurrava i cavilli
E’ riuscita a dimagrire – La vita è snella
Un cannibale di bocca buona – Mangiare bene uomo donna
Ecco perché non si liberava – Matilda 6 stitica
La storia di un gruppo di sessantottini – Lotte prima degli esami
Circuisce la moglie altrui per arricchirsi – Il patrimonio del mio migliore amico
Giovani toscani maleducati – Le fave ignoranti
Film sdolcinato sugli amori adolescenziali – Melassa P.
La biografia di Didier Deschamps, nuovo allenatore juventino – Il gobbo di Notre Dame
Un giallo nel mondo dei web designers – Il mistero dei templates
Chi vuole eliminare le cooperative rosse? - Coop Killer
Omicidi seriali nel Medioevo – Valvassini nati
Vogliono chiudere i siti sconci – Quel che resta del porno
Rocco ad Amsterdam – Pene e tulipani
Uno sguardo disincantato al mondo del giornalismo – La stanza del Foglio
Quella frittata è andata a male – L’uovo bicentenario
La sfortuna perseguita un giapponese – La sfiga del samurai
La vita erotica di una svedese spregiudicata – Il settimo pisello
Perché quel giocatore sta sempre in panchina? – Il caso Taddei
L’infanzia di Rossella O’Hara – La balia nera
La sorella brutta di Bridget Jones – La racchia umana
Gli piacciono attempate – A letto con mi nonna
Si è comprato un nuovo fucile – Addio mia colubrina
Quei lavori di ristrutturazione dal mio vicino non finiscono mai – La casa dei 1000 colpi
La brioche la porto via – Past Away
Ma dov’è l’uscita dell’autostrada? – Il casello errante di Howl
Fantozzi torna a casa incazzato e picchia la moglie – Dalla Pina con furore
Ambiguità sessuali in famiglia – Eva mio padre
E’ andata via la luce in cucina – Cuoco cammina con me
Come tanti politici hanno fatto fortuna – Harry, ti presento Gelli
Il caso Pacciani – Indagine su un contadino al di sopra di ogni sospetto
Perché il computer non va? – Provaci ancora RAM
Il seguito di Nemo – Polp Fiction
Vita dei meccanici di F1 – I ragazzi del muletto
Giochi finanziari e scatole cinesi – Il triangolo delle permute
I fratelli Vanzina dirigono un film sulla vita di Bobo Vieri - Il ragazzo con l'orecchino da pirla

***
Va bene, ancora qualcuna:

D'Alema invita il premier spagnolo sulla sua barca - Vira, Zapatero
Promessa di un creditore - Io ti salderò
Vespa mette in imbarazzo la moglie di Rutelli - Palombelli rossa
Un fotografo diventa Papa - PapaRatzi
Gli occhiali di Charles all'asta - Eray
Licenziamenti al porto di Genova - La storia del camallo che piange
Schiamazzi di giovinastri - Buzzurri e grida
Una bella storia d'amore - Totti pazzo per Ilary
La Senna è straripata - Ultimo fango a Parigi
Saddam e Tareq Aziz rimembrano - C'eravamo tanto armati
Il riccone mi ha licenziato - Nababbo bastardo
Lady in the Water (ultimo film di Shyamalan) - Il bacio della donna in bagno
Delitti efferati nel mondo delle sfilate maschili - Belli e scannati

venerdì 29 settembre 2006

Viale del Tremonti vol. 1

Ieri sera, visitando come al solito la Biblioteca di Shawshank ho letto che era partito un gioco a sfondo cinematografico sul blog "Qualcuno volò sul nido nel culo": rieditare i titoli dei film giocando con lettere e parole, aggiungendo una mini trama esplicativa.

Questo gioco nacque anni fa da una sfida tra Roberto Benigni, Stefano Bartezzaghi e Umberto Eco, come raccontato nel libro "Sfiga all'OK Corral" ed è sempre divertente.

Impossibile non partecipare all'iniziativa... ma come prevedevo il gioco mi ha preso la mano ed ecco, in esclusiva per voi, qualche mia rivisitazione.

L'ennesima vittima di un feroce serial killerLa nona morta
Un giovane dentista aspetta il primo clienteIl deserto del tartaro
Cuoco giapponese in vacanzaUn tranquillo week-end di tempura
Le avventure di un micio goloso a NapoliLa sfogliatella e il gatto
Tragedia sfiorata al reattore nucleareLe radiazioni pericolose
Corrado Guzzanti perseguitato da un suo personaggio – L’odio di Lorenzo
Il dietro le quinte di “Amici” di Maria De Filippi - Cantando dietro i paraculi
Caccia al dermatologo scomparsoAlla ricerca di Nevo
Nazisti nascosti in un conventoDossier badessa
Evasione di ladruncoli da RebibbiaFuga di mezzetacche
Le storie parallele di un gruppo di politici in declinoViale del Tremonti
Un party in cantinaGiù la festa
Rocco a Parigi Il favoloso culo di Amélie
Annullata l'autopsiaNon aprite quella morta
Ogni tre pasticche un acido in regaloOmaggio allucinante
Il fascino di Zingaretti conquista anche i gayA qualcuno piace calvo
Partita a scacchi all’infernoL’arroccato del diavolo
In realtà avrebbe vinto KerryC’era una svolta in America
La magica RomaEcco l’impero dei Sensi
Mi piace spennare i polli a pokerBarando con uno sconosciuto
Le imprese di un gruppo di hackersCosì parlò Altavista
Porno acrobaticoLa foresta delle pugnette volanti
Vivo accanto ad una friggitoria cineseIl fetore dalla Cina colpisce ancora
Mi sono licenziataFuga dal capataz
Dramma della miseria, costretti a rubareLadri di cotolette
Donna rimane incinta di un alienoIl figlio verde
Trovato inedito di Steve McQueen girato ad AmsterdamGullitt
Storia di sangue e camorraIl cattivo fetente
Orrore a TorinoNon si sevizia un Chiamparino
L'incredibile storia di un messicano che un pomeriggio perse improvvisamente la vista - Il buio oltre la siesta
L'ultimo successo di Rocco - Good Night, and Good Fuck


giovedì 28 settembre 2006

Dr. Condoleezza & Miss Rice

Condoleezza Rice nasce in Alabama, il 4 luglio da una famiglia poverissima. I suoi sono così poveri che tutti si accorgono subito, appena li vedono, che sono neri.
Avendo esaurito tutti i nomi disponibili per gli altri 18 figli, suo padre le dà quello di un peschereccio che sta passando in quel momento nel porto.
Condoleza, o Conddolleza (anche sua madre ha difficoltà a pronunciare il suo nome) da bambina è molto vispa e intelligente, e stupisce tutti dicendo che da grande non vuol fare né la parrucchiera né la cantante soul ma il consigliere del Presidente!
Anzi, a dire la verità, quando la bambina, alta un soldo di cacio, sale sulla sedia gridando “sono il Segretario di Stato!” i fratelli e i genitori si spanciano dalle risate.

Condoleezza soffre molto del fatto di non aver un grande futuro per il fatto di essere piccola e nera.

Un giorno, mentre è seduta tutta sola nel cortile dietro a casa sua, cioè dietro la capanna, mentre lo Zio Tom sta zappando l’orto, sente una voce che le dice:
Non piangere, Condoleezza, tu non sei nera, sei solo povera”.
Detto ciò la bambina si sente sollevare per aria e ricadere in una grande tinozza piena di acqua saponata. Superato lo spavento e riaperti gli occhi, Condoleezza si trova di fronte una fata, identica ad Aretha Franklin in ciabatte e grembiule che le dice: “Ascolta sorella, queste magie ce le concedono solo una volta ogni tre secoli, perciò ascolta bene Mama e fai come ti dico. Cosa vuoi fare da grande, il segretario di Stato? Qui ci vorrebbe Merlino in persona ma vedrò cosa posso fare. Vai a casa ad asciugarti e vedrai che da domani i tuoi sogni si avvereranno.”

Condoleezza non fa in tempo a ringraziare la fata Aretha che questa… puf! è sparita. Voltatasi per rientrare in casa non crede ai suoi occhi. La capanna non c’è più e al suo posto c’è una casa bellissima, tale e quale quelle dei ricchi, con un giardino meraviglioso. Anche i suoi famigliari sono cambiati. Suo padre sta scendendo in quel momento da una macchina stupenda e sua madre indossa un abito di alta moda. Stranamente la loro pelle è sempre nera ma nessuno se ne accorge più.

Da quel momento la vita di Condoleezza è un susseguirsi di successi: studia e si laurea a pieni voti, diventa manager, grande manager e super manager, le petroliere cominciano a chiamarsi come lei. Entra in politica e finalmente il Presidente la chiama a ricoprire il ruolo di Segretario di Stato.

Tutto bene finchè un giorno, mentre è a farsi un giro di shopping sulla Quinta Strada, le arriva un messaggio sul cellulare, che dice:
Ciao Condi, finalmente ti trovo! Sono mortificata, ho dimenticato di dirti una cosa importante, che testa!
Perché la magia continui devi farti eleggere Presidente entro il 2008. Se non ci riuscirai, ritornerà tutto come era prima. Dici che è quasi impossibile che una donna nera diventi presidente degli Stati Uniti?
Beh, se è diventato presidente George allora tutto è possibile.
Un abbraccio, Mama".


mercoledì 27 settembre 2006

I folgoratori

Miniraccontino di fantascienza

Uscire di casa era diventato quasi impossibile se non trovavi modo di ripararti sotto un portico o il tendone di un negozio. Attraversare una piazza e qualunque altro spazio aperto era diventata un’impresa.
Erano apparsi qualche giorno dopo l’arrivo delle astronavi ed erano sempre più numerosi.

Ci chiedevamo come potesse quel reticolo di cavi e quelle specie di lampade metalliche rimanere per ore ed ore sospesi sulle nostre teste.
Qualcuno cominciò a notare che quelle specie di faretti seguivano i nostri movimenti come le telecamere a circuito chiuso, sembravano osservarci e studiarci. Un giorno vedemmo l’occhio di uno di quegli oggetti accendersi improvvisamente di una luce verde molto intensa.
Aveva iniziato a puntare un nostro amico e, mentre si avvicinava sempre di più a lui, emetteva un suono strano, un sibilo come quello di una miccia che stesse per far esplodere un qualche ordigno. Improvvisamente dall'occhio verde partì un raggio che colpì il ragazzo dietro l'orecchio con una scossa elettrica che non lo uccise ma lo lasciò stordito e dolorante.

I folgoratori, cosi vennero chiamati da quel momento in poi, comparvero ovunque e non passava giorno che qualcuno non venisse colpito dalle loro scariche, mai mortali ma dolorosissime.
Eravamo costretti ad andare in giro coperti anche d’estate, perché i bastardi ci colpivano in ogni centimetro di pelle scoperta.
Uscivi di casa e il primo folgoratore della giornata era lì, con la testa girata verso di te a guardarti. Se riuscivi a ripararti eri salvo ma solo fino all’angolo, dove ti attendeva il secondo folgoratore, e poi via via fino alla fermata del metro e ovunque andassi. Vi erano folgoratori nascosti anche tra gli alberi nel parco.

La sera il reticolo degli invasori illuminava e ricopriva tutta la città.
Si stava con le finestre chiuse, ma dietro le tende e le imposte potevi ancora vedere il tuo folgoratore che muoveva l’occhio cercandoti, quasi annusandoti, e quella luce verde che andava su e giù, a destra e a sinistra sibilando.

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