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sabato 2 giugno 2012

'Na beata minkia


Quando Corrado Formigli ha chiesto a Mario9000 cosa intendesse fare per i giovani che sono precari e guadagnano cinque euro l'ora e se avrebbe consigliato loro di andar via dall'Italia, l'androide si è bloccato, probabilmente sui cinque euro. Per un attimo abbiamo temuto di vedere una nuvoletta di fumo uscirgli dal cranio, le palle degli occhi ploppargli sulle gote, di sentire due botte secche e due sfiammetti a testimoniare la fusione del circuito interno. 
Niente paura, Mario si è ripigliato abbastanza presto. Dopo l'iniziale conflitto da legge della robotica infranta e appena qualche secondo di "ah, eh, uhm," ha inserito la modalità Bocconiano Ammodino e, sforzandosi di non pensare a suo figlio che, così giovane, è già sistemato per almeno altre sette vite, ci ha ricordato che la mobilità è fondamentale e che dovremo abituarci a cambiare spesso lavoro. Chissà perché, ci esco pazza con questa cosa che uno non può più fare il suo cazzo di lavoro per anni se gli piace. Hanno paura che ci annoiamo, lo so, ma ci dev'essere sotto dell'altro.

Mario non lo sa ma lui è come Cetto La Qualunque. Certo, non ne condivide la volgarità, suo figlio non si chiama Melo, non ha la moglie con la sesta di pocce, non ha la fissa per il pelo e non gira con l'Hummer nero. Però, quando gli chiedono "Cosa intende fare per i bisognosi" - perché tali siamo, sapevatelo - anche lui, in cuor suo pensa: " 'Na beata minchia!" 
Io comunque preferisco Cetto, almeno ha il coraggio di dirlo.

domenica 8 aprile 2012

L'uomo delle pulizie


Per carità, stando al Ministero degli Interni qualche giochetto sporco l'avrà pure imparato, soprattutto di quelli che servono a fottere gli (ex) amici, ma vuole proprio farci credere che la Lega è diventata un'associazione per delinquere di stampo familiare a sua insaputa?

venerdì 16 marzo 2012

martedì 13 marzo 2012

Viva la pappa col pomodoro


«L'Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l'anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro». (Il ministro Fornero rivolgendosi ad alcune precarie.)

Anche da queste piccole cose si può toccare con mano la crisi. Dalle fragranti e deliziose briosche di Maria Antonietta siamo passati alla squallida pasta al pomodoro della Fornero. Magari quella orrenda, scotta, senza olio e con il pomodoro in tracce che ti davano le monache a scuola. Con l'aggravante che, mentre Antoinette le briosche non le lesinava, anzi,  Ilse la belva del Welfare vorrebbe contingentarci il maccherone facendocelo prima guadagnare a suon di spaccaschiena.

Non stupitevi e non scandalizzatevi più di tanto, però, di queste uscite. Le zie ricche del Nord ragionano così, specialmente quando sono costrette ob torto collo a mettersi nei panni dei poveri che, nel loro immaginario elementare a compartimenti stagni, sono sempre terroni mangia spaghetti con le mani. Non a caso non ha mica parlato di gente che si siederebbe nella nebbia a mangiare risotto o bagna cauda. Scommetterei che zia Elsa aborrisce la pasta perché fa ingrassare, perché è roba da pigri, da gente che trova perfino bello sedersi e "perdere tempo" come diceva Mastroianni in quel bellissimo e misconosciuto film che si intitolava "Maccheroni" e che era la cronaca della rieducazione sentimentale napoletana con resurrezione finale dalla disperazione esistenziale del cinico americano Jack Lemmon.

Più che da un supposto psicodarwinismo quindi - che scomodare Darwin a me pare eccessivo, è da un fatto di incroci di razze: razza padrona con razza padana, che nascono certe bastardate involontarie - voci dall'inconscio fuggite - come quella della ministra al pomodoro. Non evocherei neppure Piazzale Loreto, per così poco.
E' un fatto squisitamente culturale. E' il derby Nord-ricco-risotto vs. Sud-povero-spaghetti. I nordisti vedono noi italiani, perfino noi che siamo appena appena sotto la fucking Padania, come ci vedono i più spocchiosi stranieri, attribuendoci ogni tipo di stereotipo classico: spaghetti, mandolino. La Mafia stranamente no, però. La Mafia ce l'hanno vicina, vicinissima, praticamente ormai gli staziona in casa, gli si è amalgamata nel risotto e pasticciata nella polenta ma non si accorgono della sua presenza, non la vedono. Forse perché hanno la vista offuscata da tutto quel sole.

giovedì 22 dicembre 2011

La Banca della Magliana


E' tornata la  Banda Cavallero, sono tornati i Marsigliesi, i turbolenti anni settanta delle rapine in banca con l'irruzione, il palo all'entrata e quello che aspetta in macchina con il motore acceso, la sparatoria con i pulotti in alfetta e il bottino da spartire tra i soci. 
Solo che, in questo mondo a polarità invertita, non sono più i banditi, i Jacques Mesrine o i Vallanzasca a rapinare le banche ma le banche a rapinare la gente comune. Non si fa più il colpo in banca, è la banca che fa irruzione nelle nostre case, ci fa sdraiare faccia a terra e ci ripulisce ben bene.

Che il fine ultimo di tutto questo terrorismo mediatico fossero i soldi, il grano, i dindini, i dané, gli schei, tanti e tanti schei da perderci la testa, da arraffare per le brame di rapina di questa associazione a delinquere di stampo bancario, questa versione in giacca, cravatta e tailleur di "Romanzo criminale" che si è fumata una fortuna in crack finanziario ed ora è in crisi di astinenza, lo si è ormai capito.  Ai banchieri di Dyo (denaro) sono cadute le maschere di gomma.

Ieri la BCE ha finalmente scucito 489 miliardi da spartire tra le banche europee, 40 miliardi solo per le italiane. A interessi ridicoli, praticamente gratis. Er Drago della Banca della Magliana è riuscito ad arrivare al caveau mentre la Marsigliese, Er Passera e il Professore tenevano in ostaggio l'Euro. Il trucco è stato chiamare la rapina "crisi". Il colpo del millennio, non c'è dubbio. Però era più simpatico Vallanzasca.

sabato 17 dicembre 2011

La manovrata di Giulia Sofia

Giulia Sofia Monti nei panni della più grande zia ricca di tutti i tempi: Margaret Thatcher

Bonanni, che di padroni se ne intende, dice che la manovra del governo Monti gli sembra fatta da suo zio che non capisce niente di economia. Sbagliato. Questa è la manovra di Giulia Sofia, il personaggio citato da Crozza-Montezemolo, che assomiglia molto alla zia ricca. La zia ricca non è assolutamente in grado di immedesimarsi in qualcuno che non appartenga al suo stesso livello sociale. La zia ricca è la teorica del relativismo economico, il cui principale enunciato recita che "se per lei cento euro sono una messimpiega da Evandro, per suo nipote cento euro sono fin troppi e gli devono comunque bastare per almeno un mese." La sua missione è (ri)educare maoisticamente il nipote scapestrato ad una vita di sacrifici e duro lavoro. 

Infatti, spulciando la manovra e le sue gabelle, sembra che Giulia Sofia voglia punire qualcuno di preciso.
Un cinquantino verso i sessanta, nato negli opulenti anni cinquanta e quindi viziato e poco abituato ai sacrifici, che sperava di andare in pensione l'anno prossimo. Sull'andante spiantato ma proprietario della casa di 200 mq che ha ereditato dai genitori e di un velleitario Hummer H3 del 2005 usato. Un duro ex capellone, scapolo impenitente che si rolla le sigarette da solo usando trinciato forte
Questo soggetto assomiglia sputato al nipote di tutte le zie ricche: Gianfilippo Maria Alfonso. 

Il guaio è che, quando la zia ricca va al potere, oltre a subire la sua incapacità di ragionare con 1000 euro in tasca di stipendio, ho l'impressione che diventiamo tutti suoi nipoti da rieducare. O no?

mercoledì 14 dicembre 2011

La manovra quantistica


Non è meraviglioso? Abbiamo il primo governo probabilistico al mondo, metodologicamente guidato dai principi della meccanica quantistica. Sarà l'influenza di Angela, dottoratasi con una tesi sulla chimica quantistica e sempre indecisa, anzi indeterminata, sul da farsi? Secondo il paradosso di Merkel, l'euro è al tempo stesso vivo e morto, come il gatto di Schrödinger. Capisco che sia snervante ma è la fisica modevna che si applica alla politica ed all'economia, bisogna adeguarvisi. Altro che il Newton del "o così o Pomì".
Probabilmente nessuno l'aveva capito ma quando Veltroni affermava che si poteva agire in un modo ma anche nell'altro, non era ambiguo, era quantistico. 

Così, quantisticamente, probabilmente ed indeterminabilmente, la manovra del Prof. Monti è al tempo stesso equa e ingiusta. Soprattutto, questa manovra riuscirà probabilmente a risolvere la crisi che probabilmente c'è veramente e allo stesso tempo non c'è. Che bellezza!

giovedì 24 novembre 2011

Fassino Fassina


L'ala Liberal del PD si è scagliata contro il responsabile economico del partito Stefano Fassina, colpevole di aver detto parecchie cose di sinistra riguardo alle pretese dell'Europa in campo di riforme, e ne chiede addirittura le dimissioni, nella forma del modaiolo passo indietro.
La giustificazione che adducono questi Liberal per la loro sbroccata un tantinello Illiberal è che le critiche di Fassina "appaiono in netta dissonanza rispetto alle linee di responsabilità e di rigore assunte giustamente da Bersani". Traduzione dal centraldemocratichese: "Il segretario ha sempre ragione e la sua linea non si tocca".
E qui viene il bello, nel senso che il segretario, Bersani, dice di non capire la richiesta di dimissioni per Fassina. Leggetevi tutto l'articolo su quest'ultima emblematica vicenda piddina, che merita. 

Vedete, a me queste schermaglie, queste borsettate tra simili, queste querelle per forza, ricordano quelle tra i gemelli siamesi. Obbligati a vivere attaccati l'uno all'altro, amandosi ed odiandosi, finché uno schiatta e l'altro, per la paura di morire anche lui, gli va appresso nel giro di pochi minuti. 
Immaginate la sofferenza di un Fassino - che sta con Marchionne - attaccato per un sottile lembo di pelle a Fassina, che sta con la FIOM e non è tanto persuaso della linea economica destrorsa del partito.
Benvenuti al Freak Show.

domenica 20 novembre 2011

Ego ipertrofico


Ovvero, una settimana senza Silvio.

Il ministro più alto che modesto, quello che non faceva rima con fatto ma con ..., vogliamo ricordarlo così:

“Sono professore come Monti, amo questo Paese e sono una persona seria. Il premier è uomo capacissimo e di prestigio e sarà al di sopra delle parti. Ma voglio che dica bravo Brunetta, brava Gelmini, viva la legge di stabilità. Il governo Berlusconi è stato uno dei migliori della storia e io da Monti mi aspetto un’operazione verità.” (Renato Brunetta, EX ministro, novembre 2011.)

Scenda l'oblìo.

lunedì 26 settembre 2011

giovedì 7 luglio 2011

Non si sevizia un ministrino


Secondo il suo fellow-minister Tremonti, Brunetta è un piccolo abitante di Creta.
Intanto fervono i preparativi delle nozze tra il ministrino e la sua Titti Giovannoni coscialunga. E' meglio che non leggiate la lista di nozze con gli ulivi da 4500 euro se no, in tempi di crisi, a qualcuno potrebbe andare il mutuo di traverso.


venerdì 25 marzo 2011

L'amore vince sempre sullo iodio


Scusate se la meno ancora con il nucleare ma, viste le velleità da apprendisti stregoni dei nostri sciagurati governanti, che credono che sia assolutamente sicuro e progettano perfino gli stress test sulle centrali (neanche fossero le poltrone dell'IKEA), credo sia necessario battere la barra d'uranio finché è calda.

Ieri è arrivata sull'Italia, dopo aver attraversato gli Stati Uniti e l'Atlantico, la "nube" radioattiva proveniente da Fukushima. A sentire il ministro della salute Fazio non c'è stato alcun pericolo e non ci sarà neppure nei prossimi giorni. "Il nucleare è assolutamente sicuro".
Tanto, i media oppiacei tipo la televisione non parlano dell'incidente di Fukushima se non per minimizzarlo e comunque, confondendolo con i nanocurie e i roentgen, i millisievert, i becquerel e le supercazzole prematurate con scappellamento allo stronzio radioattivo, il cittadino medio non riesce a quantificare il pericolo e finisce per non temere più qualcosa che, tutto sommato, non vede e non sente. Che saranno mai questi radionuclidi, con tutte le porcherie che già respiriamo!

Peccato che le ultime notizie da Fukushima, che si possono trovare su Internet sui siti che si ostinano a fare informazione e non bunga bunga,  non siano per niente rassicuranti.
Innanzitutto pare che il reattore 3, quello alimentato a MOX (combustibile a base di uranio impoverito e plutonio), sia ridotto più o meno così, (confronta con il reattore 4 di Chernobyl); si sospetta che il nocciolo sia scoperto e stia emettendo radiazioni e, a questo punto, pare quasi certo che il livello INES complessivo dell'incidente sarà elevato a 6 (il penultimo stadio di gravità prima della catastrofe).
Del resto, che fosse successo un leggerissimo casino nell'impianto giapponese, a causa del terremoto, era ormai evidente.
E' stata riscontrata radioattività nel mare, a Tokyo l'acqua potabile è stata vietata ai bambini, i pompieri che lavorano da giorni alla centrale cominciano a patire le conseguenze fisiche dell'esposizione alle radiazioni. Una "nube radioattiva" si è comunque sprigionata dalla centrale e sta facendo il giro dell'emisfero settentrionale. Quindi? Insistiamo a dire che il nucleare è "assolutamente sicuro"?

All'epoca di Chernobyl si disse che il più grave incidente della storia dell'energia nucleare era stato causato dall'imperizia, dalla vetustà dell'impianto, dall'errore umano e, perché no, dalla mentalità sovietica tendente all'inganno ed all'occultamento della verità. In molti documentari tipo National Geographic l'incidente di Chernobyl viene considerato in pratica l'ultimo crimine del comunismo.
Sottintendendo che, da noi nel mondo occidentale e tecnologicamente progredito che ha sconfitto il comunismo, una cosa del genere non sarebbe mai potuta succedere e mai lo potrà.
Ma è proprio così? Vediamo.
Se è indubbiamente vero che, quella notte a Chernobyl, fu condotto un test sperimentale (uno stress test di quelli che piacciono a Romani?) sotto il comando di un funzionario mediocre e ottuso che non fece nulla per evitare il disastro, la classica testa di cazzo nel posto sbagliato al momento sbagliato, è altrettanto dimostrato che quella centrale presentava un difetto strutturale di fabbricazione del quale non erano stati messi al corrente gli uomini che vi lavoravano. In pratica condussero un test su un manufatto che non lo avrebbe retto.

Leggendo le cronache che faticosamente vengono riportate da Fukushima si scoprono cose interessanti. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze.
Pare che anche il reattore numero 4 (numero sfigato) dell'impianto giapponese  presentasse un difetto di costruzione relativamente al contenitore in acciaio del nocciolo. Invece di cambiarlo, visto che costava 250 milioni di dollari, gli irresponsabili della centrale progettarono una "pezza" da applicargli sopra, mentre mettevano tutto a tacere e distribuivano mazzette e prebende a chi avrebbe potuto parlare. La rivelazione è stata fatta alla stampa da Mitsuiko Tanaka, uno dei progettisti della centrale.
E' ormai noto che, nei primissimi giorni dopo il terremoto e con i danni alla centrale, quelli della TEPCO, la società elettrica che gestisce l'impianto di Fukushima, ritardò colpevolmente le operazioni di raffreddamento d'emergenza dei reattori in avaria con acqua di mare per paura di danneggiarli. Solo un'ingiunzione del governo giapponese li convinse a cominciare a raffreddare il calderone nucleare utilizzando l'acqua salata.
Anche stavolta, non mi pare che vi sia stata una grande glasnost nel raccontare la verità sull'incidente.
Le autorità giapponesi  invitano la popolazione ad evacuare volontariamente nei trenta chilometri attorno alla centrale. Non dovrebbero essere evacuati comunque, anche  non volenti, per il loro bene?
Cos'è, il culto capitalistico per il libero arbitrio e la libertà d'impresa?

Riassumendo, c'è uno schema che sembra ripetersi ogni volta che  avviene un disastro in una centrale nucleare. Analizzando lo schema, in caso di nuovi incidenti, si dovrebbe mettere in conto che: 1) chi ha fabbricato la centrale possa aver nascosto eventuali difetti di fabbricazione; 2) chi la gestisce potrebbe ritardare le manovre di spegnimento per paura di danneggiare gli impianti; 3) numerosi e vistosi interessi economici potrebbero avere interesse a nascondere o minimizzare le conseguenze di un incidente nucleare.

Tornando ai nostri ministri che ci rassicurano sulle nubi di radionuclidi che sorvolano il nostro territorio, è probabile che la diluizione della radioattività nell'aria e la distanza geografica dal Giappone consentano l'ottimismo. Una cosa però mi preoccupa lo stesso. Fazio dice che «attualmente abbiamo in stock un milione di pasticche di iodio e non prevediamo di produrne di più».
E' noto che l'assunzione di ioduro di potassio in pastiglie protegge la tiroide dai danni dello iodio radioattivo  in caso di contaminazione ambientale. In pratica si satura la ghiandola con iodio "buono" per impedire che quello radioattivo vi si possa fissare.
Questa profilassi comunque dovrebbe avvenire in teoria su tutta la popolazione colpita, o per lo meno, su tutti i bambini. Anche essendo ottimisti, si tratterebbe di milioni di dosi. Il prodotto costa poco e, in ogni caso, lo iodio radioattivo ha un'emivita breve, per cui si tratterebbe di un trattamento sul breve periodo.
Domandina per il ministro: un misero milione di pasticche in stock a cosa serve? A chi serve? Alla casta ed ai suoi parenti soltanto?
Cos'è, a BigPharma non conviene l'affare mentre invece per i vaccini contro le influenze fantasma si possono buttare nel cesso ogni anno milioni di euro? Dobbiamo arrangiarci privatamente con il farmacista perché lo Stato non vuole pensieri? Giusto per saperlo.

Del resto, anche al di fuori dell'emergenza da centrale in avaria, sul nucleare e sugli effetti delle radiazioni in genere la medicina ufficiale ha un atteggiamento parecchio schizofrenico che alimenta i sospetti nell'utente finale.
A noi ragazze sugli anta, ad esempio, adesso fanno tre mammografie in meno di un anno perché dicono che devi tenere sotto controllo le microcalcificazioni. Tu domandi se non siano un po' troppe tutte quelle proiezioni e loro ti rispondono, con il sorriso da gioconda, che il dosaggio è minimo e che è molto peggio quando vai dal dentista.
Va bene ma, casualmente, quest'anno il dentista mi ha già fatto tre lastre mettendomi il grembiulone ed il collare al piombo e dopo essere scappato nella stanza accanto e, alla stessa domanda, ha risposto che è peggio quando si fa la lastra del torace. Quindi? Quindi, per la dottoressa, il dosaggio è minimo e smettila di fare domande. 
Però, poco prima, prima di farti la tetta alla milanese, l'addetta al mammografo ti ha chiesto se sei ancora fertile, se sei incinta, se hai nei grossi sul seno. Ma il dosaggio non era minimo ed innocuo? Che facciamo, ci mettiamo d'accordo fra noi o chiediamo al ministro?

venerdì 1 ottobre 2010

Millanto dunque sono

Ottobre 1962 - Berlusconi detta le linee guida al presidente Kennedy per la risoluzione della crisi dei missili di Cuba.

giovedì 19 agosto 2010

Scalpi quotidiani

La storia dei pensili da cucina non è ancora finita. Esaurite le preziose testimonianze dei mobilieri di Cantù, restano quelle dei commessi dell'IKEA di Bologna Casalecchio e magari del famoso tabaccaio di Montecarlo, quello della curva. Il Giornale continuerà sicuramente a prendere a sbadilate chi si frappone tra Iddu e la Gloria e a marchiare i ribelli a punta di coltello.

Al manipolo di basterdi arruolati dal sire duca nano di Brianza per far fuori tutti coloro che hanno smesso di leccarlo, con l'ordine di accanirsi, da buoni teppisti, sulle di loro famiglie ed affetti, oltre ai Feltri e ai Bondi si è aggiunto l'Hugo Stiglitz della critica d'arte.
Il redivivo Sgarbi - nomen omen - già in passato star dell'one man show di killeraggio politico "Scalpi quotidiani", in onda sull'ammiraglia del nano, si è incaricato del duro compito di far sapere al mondo intero e magari alla galassia circostante che la compagna di Fini era una che "lo andava a trovare a casa". E siccome bisogna farlo capire proprio bene di che pasta è la traviata che ha traviato Fini aggiunge, nell'intervista rilasciata al compiacente "Corriere", che anche La Russa la frequentava, tanto per restare in famiglia AN, con il Benito Maria che non nega né conferma.
Che uomini! Soprattutto che gentiluomini!
Non solo arrivista, assetata di denaro e campionessa del free-climbing sociale assieme al parentado ma, suggeriscono questi veri cavalieri, con la chiappa facile di ordinanza. Ovviamente tutto serve a far intendere che la ribellione del congiurato è dovuta solo agli effetti collaterali dell'innamoramento, per non dirla in maniera più volgare. Con una rasoiata sola se ne colpiscono due: Zozza Mary e pazzo Gary.

Orbene, se questi uomini onesti, questi uomini probi che fanno le pulci agli altri si accompagnassero abitualmente con figlie di Maria giunte vergini al matrimonio e pronte a sacrificare la vita per difendere la virtù, capirei.
Ma il colmo, quello che rende la loro faccia ancor peggio del culo, è che presentano al pubblico ludibrio la presunta immoralità degli altri mentre sono dei consumatori compulsivi di donnine a pagamento. Lavorano per uno che normalmente arruola una quarantina di sgallettate per allietare le feste in casa e si porta le escort a due per volta nel letto e vogliono far credere al popolaccio che le puttane sono le mogli degli altri.

E' tipico dell'uomo di potere con il debole per la donna da saloon, per l'attricetta vistosa e arrivista, Peron docet, demolire l'avversario politico a colpi di donna. Anzi di puttana, l'unico tipo di donna che sembra popolare il suo mondo. L'unica della quale crede di poter comperare il silenzio, nel senso di azzittirne anche le opinioni, pagandola o ricompensandola in vario modo con regali e regalini.
Il vero uomo di potere non si fa sopraffare dalla donna. L'avversario politico da demolire di solito lo ha fatto.
Così, non solo l'attricetta assetata di soldi ha circuìto ed inscimunito il Presidente della Camera ma lo ha pure fatto deviare dalla retta via. Magari è pure di sinistra.
Quel gran pezzo del Silvio, da par suo, è pronto a giurare che l'Elisabetta voleva venire a Palazzo Grazioli a fare la ola ma, respintane, ha fatto come la strega cattiva della fiaba, ha giurato di vendicarsi.

Quanto odio misogino affligge questi presunti amatori di donne, tutte trattate come le pupe del gangster.
Usano i diminutivi coccolosi: Evita, Claretta. Le portano fin sugli altari del potere, le fanno diventare pure, sante ed immacolate, magari ministre o presidentesse ma solo per far vedere quanto sono buoni. Se però la prescelta si ribella o esce solo per un attimo dallo schema "succhia e taci" ecco giungere il rinfaccio dell'averla raccattata per strada, il fatidico "zitta, troia". Ricordate il "Velina ingrata" inciso con il pennino sulla candida pelle di Veronica Lario, con tanto di vecchia foto tette-al-vento sbattuta in prima pagina sul "Giornalaccio", ai tempi del divorzio annunciato?
Sono pronta a scommettere qualsiasi cifra che se, per pura lontanissima ipotesi, la Carfagna e la Gelmini si rivoltassero al ciarlatano potremmo finalmente sapere cosa si dicevano per telefono tempo fa a proposito del loro principale. In barba al divieto di pubblicare le intercettazioni ed in spregio alla privacy. In prima pagina sul "Giornale" a puntate e, con la prima uscita, il CD della versione integrale uncut in regalo.


sabato 19 luglio 2008

L'uomo che sussurrava ai cassonetti

Si sa, l'importante è crederci ma, per i soliti malfidati del C.I.C.A.B. (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni Berlusconiane): allora, è vero o non è vero che la monnezza è scomparsa da Napoli? Che il percolato si è miracolosamente solidificato e ridisciolto nell'ampolla?
Ditemelo voi, amici napoletani e dei dintorni, perchè della televisione che appartiene direttamente a San Gennaro non mi fido.


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giovedì 3 luglio 2008

Ne uccide più la spada che la penna

Che farà la sposa? Per un semplice complimento da Supertelepappone-mao a due bonazze, tra le quali "quella là", ricordate, prese carta e penna e urlò il suo disgusto per il vecchio satiro a mezzo stampa. Lui fece il pentito pucci-pucci-cippalippa ma lei partì per un lungo viaggio, speriamo ben accompagnata.

Ora le cose stanno diventando ancora più pesanti, oh se lo stanno diventando, con Novella 2000 che è improvvisamente diventato un giornale serio rispetto al resto della stampa che discetta giornalmente di cosucce come pompini e che non riesce più ad attizzare le lettrici sotto extensions nemmeno con l'erezione di Fini, della quale,"diciamolo", non frega niente a nessuno.

Ragazzi, tutto ciò è spregevolmente sadico e anticristiano ma chi se ne fotte.
Sembra che anche i sanpietrini per strada sappiano chi è la Lewinski de noantri, eppure si respira un'aria da partenza di gran premio, con i motori che rombano sulla pista, aspettando il semaforo verde e la staccata di frizione, il via alla grande corsa allo sputtanamento integrale e al disvelamento della svergognata che, tra parentesi e sempre secondo i giornali seri, parrebbe essere una nostra stipendiata, mia e vostra, da € 15.269,72 circa al mese.
Una nota candidata belga promise 40.000 pompini da praticare agli elettori se fosse stata eletta. Altre realtà.

Hanno ragione, il gossip ammorba il clima politico quando riguarda loro. Chissà se da nonni racconteremo ai nostri nipotini davanti al caminetto la favola del nano che scivolò sulla banana e finì inghiottito da Gola Profonda. E' estate, tempo di stelle cadenti e desideri da esprimere. Filippo, facci sognare.

Ma torniamo alla mia simpatia, alla Sposa. Che farà se scoppia il barabum?
Io mi sbaglierò ma la sua vendetta sarà tremenda, come solo le spose per troppo tempo tranquille e silenziose sanno vendicarsi. Il suo silenzio, per l'appunto, terrorizza il fedifrago, dicono, e ne ha ben donde. Dove non poterono le toghe rosse potrebbero i matrimonialisti, che stanno già affilando le parcelle.
Segnalata tempo fa in Thailandia, la Sposa potrebbe benissimo essere in questo momento a scuola da Pai Mei, ad imparare non solo ad uscire dalle gabbie dorate spaccandole con le nocche ma impratichendosi nel colpo mortale denominato "l'esplosione del governo con cinque colpi di gnocca".


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venerdì 30 novembre 2007

Jeeg Vartere d'acciaio contro li tassinari

No, nun se po' paralizza' na città pecchè quei zozzoni de li tassinari nun vonno quell'artri cinquecento co li taxi nuovi fiammeggianti già pronti a gira' pe Roma.
A Vartere, guai a te se cedi. Guai a te se te fai convince a rinuncià alla bellezza der mercato e de la concorenza. Noi semo tutti ammericani e volemo er mercato libbero. Sti fregnoni li devi da fermà.
Mandaje un po' de lame rotanti e arabarde spazziali. Vola Vartere lassù, vola tra lampi de bblu, trasformate nun razzo missile co' circuiti de mille varvole, trasformate nun Waltermite dâ tera der foco, in un Gigghe Vartere d'acciaio e sdrùmali!
Aumentà le tariffe der dieciotto per cento? Aho, ma questi so' proprio matti!



venerdì 20 aprile 2007

E forza aliene

Revocato lo sciopero di Repubblica. Non potevano perdersi questa foto, che ha già fatto il giro del mondo, rubata durante una sosta ad uno SpazioGrill del lungo viaggio di Silvio Berlusconi verso il Pianeta della Libertà.
Mentre lo staff del Cavaliere denuncia la violazione della privacy, la signora Veronica ha commentato, scuotendo mestamente il capo: "Pure le aliene, adesso."

Nel servizio esclusivo che sarà pubblicato dal settimanale "Domani" in edicola sabato, una delle giovani aliene ritratte con l'ex presidente del consiglio però rivela:
"E' stato Berlusconi a chiederci di posare con lui. "Anzi", continua la procace "grigia", "ha proprio insistito, non mi rovinate, diceva".

Raggiunto dai giornalisti, Fabrizio Corona ha detto: "Non guardate me, non sono stato io, sto a San Vittore."

***
Avete ascoltato: cosa non si fa per cercare di non pensare a ciò che è accaduto oggi... Chiamiamolo cazzeggio terapeutico.

venerdì 2 febbraio 2007

Ciccio qua, Ciccio là

«La Margherita è un partito centrista e profondamente riformista... Noi siamo liberali, democratici, popolari, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti e questo me lo dice la mia esperienza personale frequentando i singoli aderenti della Margherita, non esaminando necessariamente le personalita' dei nostri vertici nazionali.»

Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.

Architetto mancato, forse spaventato dall'impossibilità di applicare l'ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell'arco costituzionale.

Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.

Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.

Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.

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