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martedì 2 dicembre 2014

Fatevi inoculare



Perdonate la battutaccia volgare del titolo ma l'immagine del Bruno Vespa che a "Porta a Porta" si fa inoculare (non immaginate la sofferenza di una povera disgrafica a scrivere quel verbo senza sbagliare) il vaccino antinfluenzale è l'immagine top spin dell'anno. Chissà se era vero vaccino o un placebo? "Perché Macbeth hai portato quel pugnale?", insomma, un po' di teatro. Ma no, che malfidata, era sicuramente quello proveniente proprio dal lotto ingiustamente incriminato e subito scagionato a furor di multinazionale.

Sono ufficialmente una precog. L'altra sera avevo twittato che vi sarebbe stato un giornalista che si sarebbe fatto vaccinare in diretta al TG. Il candidato più probabile per me era Chicco Mentana, visto come si era speso subito ed ardentemente in difesa del bambinetto difficile di BigPharma, prima ancora che il ministero, la ministra e tutto il cucuzzaro della Salute comunicassero ufficialmente che non c'era alcun problema, che i vecchi erano morti per i cavoli loro, soprattutto perché vecchi e che il vaccino era certamente sicuro, in attesa di ulteriori indagini. (Notare la conclusione che precede la verifica.) Insomma, il Grande Fratello ammonisce: non sono ammesse discussioni politiche sui vaccini perché i vaccini non si discutono.
Quindi ho sbagliato giornalista ma azzeccato in pieno la previsione che ci sarebbe stata la cavia umana mediatica offerta in sacrificio per Loro.

Ed eccola, l'inoculata live con tanto di medico in camice bianco. Quanti ricordi quella foto, perché in fondo mica è un'idea tanto originale, caro Bruno. Il più celebre precedente è il presidente americano Ford che nel 1976, per una di quelle pandemie annunciate e strombazzate a suon di media e che per fortuna poi non si avverano, si fece inoculare (aridaje) il vaccino approntato in fretta e furia contro l'influenza suina. Il buon vecchio topolino Gerald, da brava cavia, e consigliato da ottimi spin doctors, lo fece per convincere il popolo americano della bontà della vaccinazione di massa ma, oops!, purtroppo il vaccino causò un mucchio di problemucci neurologici con gli effetti collaterali. Quella storia l'ho già raccontata qui, per chi volesse rispolverarla.

Sono passati tanti anni ma, nonostante lo smacco di allora che fa giurisprudenza e che scoraggia tutt'ora l'avvio di campagne di vaccinazione di massa negli USA, ogni tanto ci riprovano. Il vaccino antinfluenzale è uno dei bisinissi più redditizi, soprattutto se sono gli Stati che pagano per milioni di dosi che spesso finiscono invenduti sugli scaffali. Si scatena una bella paura collettiva, si arruolano gli eserciti degli inoculatori, le teste di legno staccano gli assegni statali e il gioco è fatto. Dite che non è vero? Se avete voglia guardate questo istruttivo documentario della Televisione Svizzera sui tanti, forse troppi, falsi allarmi pandemici e gli enormi conflitti di interessi che allignano nel settore della salute, dove chi dovrebbe controllare risulta spesso a libro paga della multinazionali del farmaco.




Tornando all'attualità di questi giorni, la morte di undici anziani merita senz'altro di essere indagata seriamente e senza pelose pagliacciate televisive di contorno. Purtroppo, visto il dispiego di mezzi corazzati mediatici e nonostante i flebili belati di protesta dei medici di famiglia, a meno che i morti diventino molti di più, e Dio non voglia mai, siccome ci si è accontentati della fallacia del "certamente sicuro in attesa di ulteriori indagini", il che vuol dire che il dogma vaccinale non si discute, il vaccino tornerà ad essere somministrato ai nostri vecchi. Dovesse essercene bisogno, ci saranno ancora giornalisti che, in diretta TG, ne raccomanderanno la somministrazione "soprattutto ai bambini" ed altri eroici che si faranno inoculare in diretta.  E tutto ciò per puro amore della scienza e della razionalità, s'intende.
Ma no, non siate severi con loro, seguono semplicemente il frame, si fanno trasportare dalla corrente, rispondono ad un preciso condizionamento. Ormai per certi argomenti viaggiano con il pilota automatico. Infatti, se leggete gli articoli di giornale e servizi televisivi su questo allarme vaccino, sono tutti perfettamente uguali, usano le stesse parole, le medesime fallacie, le frasi ad effetto e non offrono alcuna cifra da sottoporre a validazione e questo può significare una sola cosa, che è in azione lo spin. La cosa preoccupante, al di là dell'elemento grottesco del "poveretto come s'offre" alla Vespa, è: chi garantisce veramente il consumatore, il paziente quando è in funzione una tale macchina da guerra a favore della bontà a prescindere di farmaci stabilita da chi li produce e che viene certificata da chi viene pagato dai produttori per farlo?

Per carità, chi vuol farsi inoculare lo faccia. E' come il discorso dei due euro e delle primarie. Basta crederci. Ma ricordi che, come si impara guardando qualunque film hollywoodiano su pandemie e contagi, in caso di pandemia vera non ci sarebbero mai comunque abbastanza dosi di vaccino per tutti, perché non sarebbe economicamente conveniente prepararne tante. Gli affari sono affari.

martedì 4 gennaio 2011

Pandemia, per piccina che tu sia

Avete notato che quest'anno sui media ci hanno fatto mancare la consueta triturata di maroni sul pericolo pandemia influenzale? Non siete sollevati del fatto che nessuna peste suina, bovina, ovina o aviaria paia minacciarci seriamente, a parte qualche caso in Europa? 
Sarà che negli ultimi anni mi ci ero abituata ma sento la nostalgia di una bella campagna terroristico-mediatica sul pericolo pandemia influenzale con martellamento quotidiano sulla bontà assoluta dei vaccini.
Certo raccomandano di vaccinare soprattutto le categorie a rischio; i medici di base inoculano il nonno a tradimento magari presentandoglisi a casa, ma non siamo ai livelli terroristici dell'anno scorso.

Che abbiano capito che, colpendo al massimo 12-15 pazienti su 1000 negli anni più virulenti, l'influenza rappresenta dopo tutto un piccolo problema rispetto a malattie ben più gravi? 
Che si siano accorti che la grande incidenza delle sindromi influenzali tra i bambini è dovuta al fatto che i piccoli il patrimonio immunitario se lo costruiscono prendendosi le malattie, come è sempre successo, e che se gli anziani si ammalano di meno di influenza è perché nel corso della loro vita hanno già avuto modo di farsi gli anticorpi contro i vari ceppi?
Che non se la siano sentita, diciamo la verità, di spendere altri 184 milioni di euro dei nostri per ingrassare ultieriormente quella buzzicona ingorda di BigPharma? 

Chi lo sa. Magari qualcuno potrebbe ancora chiedere un'investigazione approfondita sul procurato allarme del 2009 e chiedere conto delle migliaia e migliaia di dosi di vaccino contro la peste suina  rimaste inutilizzate e pagate comunque da noi, è ovvio.
Qualcuno potrebbe domandare perché chi aveva amici medici si sentiva sconsigliare un vaccino poco sperimentato e secondo loro non perfettamente sicuro.
Qualcun'altro potrebbe voler sapere cosa è successo nel 2009 in Ucraina, dove la pandemia c'è stata veramente ma nessuno ne ha poi parlato.

Così, meglio non svegliare il can che dorme. Non sia mai che venga fuori una peste canina che fa fuori i politici.
In quel caso, voglio fare la monatta.

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