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venerdì 3 giugno 2011

Ne uccide più il cetriolo del radionuclide


Sono d'accordo con chi manifesta sempre più di frequente insofferenza nei confronti di "Annozero". Soprattutto coloro che, come me, si ricordano la puntata memorabile di "Samarcanda" sulla crisi argentina del 2001, giornalismo senza inutili celentanismi.

La puntata di ieri sera del programma di Santoro sembrava essere partita bene, con il reportage da Chernobyl. Immagini che raccontavano, più di tante inutili parole, la realtà di una tragedia le cui conseguenze sulla vita delle popolazioni di Bielorussia ed Ucraina si trascinano da venticinque anni. 
La cittadina fantasma di Pripyat con i calendari fermi al 26 aprile del 1986, le giostre mangiate dalla ruggine, i Geyger che impazziscono appena li avvicini ad alberi e piante, il silenzio irreale di luoghi dove è sparito il canto degli uccelli. E poi l'assoluta ingiustizia, che ti fa bestemmiare un dio troppo crudele, della sofferenza dei piccoli e dello strazio delle loro famiglie. Bambini e cancro, due parole che non dovrebbero mai accoppiarsi, nemmeno per sbaglio.

Ecco, dopo questi pochi minuti di giornalismo, si è passati al vuoto pneumatico del solito dibattito da due ore con risciacquo alla schiuma frenata tra Guelfi e Ghibellini, tutti e due mediocremente competenti ma abbondantemente faziosi, con l'ultima parola data al menestrello di corte che, già che c'era, ci ha rimediato pure il marchettone dell'ultimo video, dopo aver interrotto varie volte il troppo importante discorso con l'annuncio del suo futile arrivo, manco fosse il Deus Ex Machina in persona. Posso dire "che due coglioni!" senza temere l'accusa di lesa celentanità?
Alla fine della trasmissione, il livello di informazione per gli elettori chiamati ad esprimersi con un referendum abrogativo sul ritorno al nucleare in Italia, era penosamente prossimo allo zero, in diminuzione.

Detto che, evidentemente, non è possibile per Santoro andare in onda senza la presenza della Santanchè, occorre, per amor di verità, spezzare una lancia in difesa della Garnero, almeno per una volta. Di nucleare non ne sa una sega e va bene, deve solo presidiare la postazione del centrodestra come una piccola vedetta cuneese. Però, meschina, in confronto agli altri due nuclearofili, quelli che limonerebbero la barra di uranio ancora calda di Fukushima con la stessa voluttà di Gola Profonda, ieri sera è stata perfino sobria e si è addirittura commossa con i bambini malati di cancro.
Gli altri due, quelli che hanno contribuito maggiormente a far diventare la trasmissione un'inutile caciara inconcludente, erano il piccolo chimico Prof. Battaglia e Chicco Testa.

Per dare un'idea della loro posizione sul nucleare e sulla loro obiettività divulgativa, che nega per principio la gravità del danno da radiazioni come unico argomento dialettico, farò un esempio forse estremo ma calzante.
Sarebbe come fare una trasmissione sulla Shoah ed invitare a parlarne, oltre a storici e sopravvissuti, quei negazionisti che sostengono che le camere a gas non sono mai esistite perchè sono andati a grattare sessant'anni dopo il mattone ad Auschwitz e non hanno trovato traccia di Zyklon B.
Il negazionismo, in ogni campo, è talmente idiota che riesce a contaminare qualunque discorso e ad annullarlo completamente. Perchè  si continui a considerare esperti i negazionisti, mi sfugge. A meno che il loro ruolo non sia stabilito da un piano preciso di disinformatja. 

Ieri sera, dopo l'evidenza delle immagini da Chernobyl ed a sconciarne la drammaticità, se ne sono sentite delle belle. A parte il grande successo "Di qualche cosa bisogna pure morire", Chicco Testa ha presentato il suo ultimo singolo: "Anche nelle fonti rinnovabili ci sono interessi economici". Ha pure confessato che lui fa una barca di soldi con il fotovoltaico, quindi è da ritenere credibile quando dice che, se in Ucraina su 4000 bambini malati di cancro alla tiroide ne sono morti solo 15, il nucleare è cosa buona e giusta. "Sapete quanti ne uccide in un anno il carbone? E l'idroelettrico?" ripeteva con l'occhietto strizzato. 
Cazzo vuoi che siano quindici bambini in confronto alla pacchia delle commesse per il nucleare, era il messaggio criptato, o abbiamo decriptato male ed in mala fede noi? E' a questo punto che la Santanché è sembrata perfino riprendere forma umana.
L'altro, il noto Battaglia, non è stato da meno. Anche lui a contestare i morti, le malattie, in puro stile negazionista.  "Io sono stato a Chernobyl un giorno intero, mi hanno misurato e stavo benissimo". Che, detto da un fisico che dovrebbe sapere che il danno nucleare è cumulativo e non immediato, a meno che non ti limoni la barra, appunto, è notevole.

A controbattere i negazionisti e a difendere la scelta del SI al referendum, c'erano il presidente di Greenpeace, efficace come una pistola scarica, e Ignazio Marino, che sembra sempre colpito dal sortilegio di una strega. E' il classico ammodino ma non se lo fila mai nessuno e quindi sembra che l'abbiano invitato apposta affinché manifesti ancora una volta la sua innocuità.
Alla fine, secondo la turpe legge dello spettacolo e della peggiore televisione, tra le urla oscene dei negazionisti e gli spari a salve degli altri inutili compari, è risaltato solo il qualunquismo canzonettaro di Celentano, con gli occhialetti viola da menagramo e il video da toccarseli proprio.  
Non prendetevela sempre e solo con Grillo, perché il vizio di considerare i guitti dei maître à penser è un male contemporaneo molto diffuso, resistente agli antibiotici come l'E. Choli del cetriolo teutonico.

Per disintossicarci, siccome ritengo che le immagini e i fatti, in una questione fondamentale come il nucleare, siano più importanti delle bubbole da salotto e della negazione della realtà che propugnano i pelosi esperti nuclearisti, vi propongo questo documentario di Maryann DeLeo intitolato "Chernobyl Heart". Guardatelo, vi prego, è importante. Prendetevi il tempo necessario a farlo perché è un po' lungo. Linkatelo e ripostatelo sui blog e sui social network. 
Sono immagini dure, a volte insostenibili ma necessarie a capire qual è la posta in gioco. 


domenica 3 aprile 2011

Fukushima mon amour

Fukushima, oggi
"E' una tragedia enorme, abbiamo visto diversi impianti chimici e di gas in fiamme. Mi sento di dire che al momento gli impianti nucleari hanno tenuto, hanno 'retto botta'. (Chicco Testa, 11 marzo 2011)
"Oggi, nel mondo, in oltre 14.000 anni-reattore di funzionamento, vi sono stati solo due incidenti molto gravi, di cui solo quello di Chernobyl ha avuto come conseguenza la perdita di vite umane e la contaminazione della regione circostante. Va al riguardo sottolineato che si è trattato di un incidente reso possibile dalla tecnologia di quel reattore, adottato solo nell'ex URSS e che non potrebbe in alcun modo aver luogo nei reattori di tecnologia occidentale (LWR). Il secondo, Three Mile Island, pur avendo comportato danni materiali molto gravi al reattore, non ha dato luogo a emissioni radioattive significative all'esterno del contenimento e non ha avuto alcun impatto sanitario sulle popolazioni locali. Eventi di questo tipo - causati da carenze progettuali, errori umani e organizzativi - con le centrali di terza generazione avanzata e con le attuali modalità di gestione e funzionamento sono sostanzialmente irripetibili (probabilità di evento catastrofico pari a meno di un caso ogni 100.000.000 di anni).
(fonte: ENEL - EDF - Ambrosetti -"Il nucleare, per l'economia, l'ambiente e lo sviluppo", estratto, pag. 19)
Fukushima, l'impianto nucleare giapponese a nord di Tokio danneggiato in maniera gravissima per quattro reattori su sei dal terremoto e tsunami  di tre settimane fa, è il miglior monumento possibile alle menzogne dell'industria nucleare. E' un fantasma, una grottesca maschera Kabuki che sghignazza delle previsioni probabilistiche sbagliate e della sistematica sottovalutazione dei rischi.
Altro che un incidente ogni 100.000.000 di anni, come scriveva l'opuscolo adorante il Dio Uranio, fabbricato dall'ENEL appena sei mesi fa.
Three Miles Island 1979, Chernobyl 1986, Fukushima  2011.  Sono tre incidenti gravi negli ultimi  trentadue anni. In media, un incidente ogni dieci anni.

Abbiamo tanto criticato, accusato e vomitato tutto il disprezzo possibile nel 1986 addosso alle autorità sovietiche che, secondo noi, non volevano raccontarci la verità su Chernobyl.
Beh, cosa sappiamo esattamente di cosa sta succedendo a Fukushima, nei famosi reattori a tecnologia occidentale che non avrebbero mai dovuto rompersi, in queste ore?
Se al tempo di Chernobyl si pretendeva la verità perché il radionuclide veniva da oltrecortina, oggi invece il sarcofago di silenzio ed omertà colpevole lo si costruisce sulla verità che proviene dal Giappone. Come ha scritto Luca Telese sul "Fatto quotidiano": "Ci sono rumori che servono a depistare e silenzi che servono per occultare."
Le parole d'ordine sono cincischiare, supercazzoleggiare e parlare per enigmi ed assurdità. Si, il tetto di un reattore è scoperchiato ma il nocciolo è solo parzialmente fuso. Anche gli altri sono parzialmente fusi. Fusi ma non troppo. Fusi ma anche no. Come se le barre d'uranio, improvvisamene senzienti, dicessero tra loro: "Oh, per carità, io non mi fondo, mi metto da parte, anzi, mi autoraffreddo così non arreco troppo disturbo alla TEPCO".
Balle, balle e ancora balle. Non sanno come dircelo che le loro preziose tecnologie occidentali, di fronte all'imponderabile, sono vulnerabili come i catorci a grafite dell'ex URSS. Con l'aggravante che qui in Occidente c'e anche il profitto da difendere, si ritardano i lavori di messa in sicurezza per non danneggiare i preziosi gingilli, mentre là fuori c'è già gente che sta già respirando la morte.

E, indovinate? Ora viene fuori che buttare sopra i reattori di Fukushima l'acqua di mare e quella dolce è stata una cazzata, che l'unico modo per seppellire tutto il calderone infernale (moltiplicato per quattro reattori) è costruirci un bel sarcofagone in cemento come quello che realizzarono i russi. Il problema però è che le falde sottostanti e il mare sono già inquinati e, se non c'è stata l'esplosione del nocciolo come a Chernobyl, qui è pure peggio perché il sarcofago potrebbe solo amplificare e rendere ancora più devastante un'esplosione che non si può ancora scongiurare.

Per il resto si vedono le stesse scene di venticinque anni fa. Il Moloch nucleare è talmente sicuro che richiede anche stavolta sacrifici umani. Sono ritornati i liquidatori. Passata l'emergenza si parlerà poco di loro, ancor meno di quanto se ne parli ora. Diranno che sono morti in pochi. Il famoso livello di rischio accettabile. L'OMS, in combutta con l'AIEA, si guarderà bene dal pubblicare uno studio sugli effetti di Fukushima sulla salute della popolazione mondiale. Niente studio, niente rischio. Se di un problema non si parla, esso non esiste.

Un attivista antinucleare giapponese ha scritto, nei giorni scorsi: "Se siete sicuri che siano così sicuri, perché non costruire gli impianti nel centro della città, invece che a centinaia di chilometri di distanza provocando la dispersione di metà dell’energia elettrica nel passaggio sui cavi?"

E' una buona domanda ma temo che non riceverà risposta tanto presto. Una buona risposta sui rischi del nucleare la possiamo però offrire noi italiani.
Il dodici giugno si va a votare per il referendum contro la volontà della casta di ributtarsi sul nucleare, alla faccia nostra ed in nome del loro profitto.
Ai nostri politici consiglio di giocarsi il 79, l'86 e l'11. Un bel terno secco in omaggio ai più gravi incidenti nucleari degli ultimi trentadue anni. Per quanto riguarda le barre d'uranio già esistenti e quelle future che sognano, sanno già come possono utilizzarle.

martedì 15 marzo 2011

Sindrome giapponese


Il terremoto in Giappone avrà pure spostato l'asse terrestre di dieci centimetri, come dicono, ma non ha certamente smosso di un millimetro le convinzioni dei nostri politici filonucleari, anzi nuclearofili.
In Giappone, a causa del catastrofico terremoto dei giorni scorsi, siamo ad un livello 6 di allarme disastro nucleare per alcune centrali, (Chernobyl raggiunse il 7) e se Angela Merkel corre subito ai ripari pensionando per precauzione le centrali tedesche più obsolete e decidendo di investire ancor di più nelle fonti energetiche alternative ed ecocompatibili, la nostra destra al plutonio, il nostro governo ad alto contenuto di stronzio  non demorde, non si schioda dalla convinzione di dover ripristinare il nucleare sul nostro territorio.  Non in Veneto, però, ha già messo le mani avanti il governatore padano.
Non solo tireranno fascisticamente diritto ma hanno la sfrontatezza di definire "irrazionale emotività" la giusta preoccupazione per la sorte di migliaia di persone a rischio contaminazione. In Giappone oggi e domani chissà, anche nell'Italia rinuclearizzata da Nanocurie.

Il governo delle prestigiacome, dei brunettoli e degli altri fenomeni da baraccone, delle mostruosità politiche scaturite dalla ventennale contaminazione berlusconiana, vuole le centrali nucleari ad ogni costo, passando sui cadaveri di chiunque e soprattutto fregandosene della volontà popolare che, tramite un referendum, bandì il nucleare dal nostro paese nel 1987. "Sull'onda emotiva di Chernobyl", ribattono gli stronzi. Sono sempre quelli che "la volontà popolare è sacra", non dimentichiamolo. Sacra solo quando a loro conviene e se c'è di mezzo il loro Nanocurie e il Santissimo Interesse.
Perché, parliamoci chiaro, quando i politici si accalorano tanto attorno ad un progetto da portare avanti nel lungo periodo non è mica ideologia o desiderio di migliorare la vita di tutti. In quelle occasioni piovono appalti, tangenti, insomma soldi, interessi economici. La casta radioattiva già si lecca le dita al pensiero di quanto bene farebbero le centrali ai loro conti in banca.
Non conta che la Bonino abbia ricordato molto pragmaticamente che, in ogni caso, la costruzione di nuove centrali, quelle famose di "terza generazione e mezza" di Scajola, comunque pronte tra non meno di vent'anni con costi elevatissimi  e sproporzionati allo stato dei conti pubblici italiani, coprirebbe solo il 4% del fabbisogno energetico nazionale.
Le vogliono, se ne sono incapricciati come delle loro mignotte con i labbroni per le quali sono disposti a rovinarsi. O centrale, fuoco dei miei lombi!

Non ci voleva un terremoto come quello giapponese per ricordare che le centrali nucleari, checché ne dicano i sedicenti esperti a libro paga delle lobbies nucleari, sono giocattolini pericolosi ai quali basta una banalissima mancanza d'acqua nel circuito di raffreddamento per surriscaldarsi e rischiare di esplodere o fondersi con conseguente contaminazione perenne del territorio. Cosa vuoi che sia?
Il nocciolo, è il caso di dirlo, della questione, è la sicurezza di queste supertecnologiche e presuntuose carrette.
Le centrali non saranno mai sicure e comunque per metterle in parziale sicurezza il costo è e sarà sempre talmente elevato che il gioco non vale la candela.
Oltretutto, quando succede il disastro, non è che si dà una ripulitina con il mocio e amen. L'uranio è come il diamante, è per sempre. Il sarcofago di Chernobyl, costruito a tempo di record e a prezzo di tante povere vite umane, quelle degli eroi che nessuno più ricorda, i "liquidatori", è già da anni marcio, rilascia radiazioni e dovrà essere sostituito prima o poi con una costruzione più moderna che duri almeno un centinaio d'anni. Costo stimato per la  pezza da mettere attorno al culo incandescente della centrale ucraina: un miliardo di dollari, con tendenza al rialzo.

Quando succede il disastro, le radiazioni portano morte e malattia. Non ai membri della casta ma alle persone comuni, a noi. Nelle zone di Ucraina e Bielorussia colpite dalle radiazioni liberate nel disastro di Chernobyl, a distanza di tanti anni dall'evento, i bambini hanno il cervello precocemente invecchiato come quello di persone di settant'anni, gli adulti e i bambini si ammalano di cancro. Alla tiroide, agli occhi, al cervello.
Andare nei boschi in cerca di funghi significa tornare a casa con il naso che gronda sangue e un mal di testa lancinante.
Eppure secondo alcuni basterebbero 28 miseri dollari per acquistare delle pastiglie da dare a ciascun contaminato e che sembrano essere in grado di aiutarli a smaltire le radiazioni.
C'è qualche scienziato che si prende la briga di andare in giro per i villaggi a misurare il livello di radionuclidi assorbiti dalla popolazioni e a distribuire le pastiglie. Ovviamente non si possono curare tutti, moltiplicando i 28 dollari per milioni di persone il costo sarebbe troppo elevato.
E poi l'OMS, l'Organizzazione Mondiale dell'Oscenità, mentre è capace di inventarsi di sana pianta delle pandemie immaginarie solo allo scopo di vendere milioni di vaccini che vanno ad ingrassare BigPharma, non ti racconterà mai cosa possono farti veramente di male le radiazioni. Leggete le cifre ufficiali sugli effetti del disastro di Chernobyl: sono bazzecole.

Perché l'OMS minimizza? Perché per controllare gli effetti delle radiazioni nucleari sulla salute della popolazione mondiale si fa consigliare dall'AIEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Hanno un accordo fin dagli anni 50. Un conflitto di interessi talmente fosforescente che si vede al buio. Vi immaginate l'OMS che, legata all'Agenzia Atomica da un accordo pluridecennale, dichiara qualcosa che potrebbe danneggiarne gli interessi?
Le radiazioni sono dannose, eppure i sedicenti esperti nuclearofili vanno in tv ogni giorno a dire che non è vero, che le barre d'uranio le potresti anche ciucciare a mo' di calippo.  Una sigaretta, per carità, fa venire il cancro ma una bella sventagliata di radiazioni gentilmente offerta da una centrale in panne invece è quasi una benedizione, a sentir loro.
Tutto ciò non ha senso e quando vedi degli oncologi che sono a favore del nucleare ti chiedi dov'è che si è inceppato il meccanismo. Gente, tra parentesi, che se dovesse sparire il cancro dalla faccia della terra perderebbero i clienti, verrebbe da malignare.

C'è un altro aspetto da considerare, però. I territori contaminati da Chernobyl sono un meraviglioso laboratorio a cielo aperto. Per studiare che cosa? Gli effetti delle radiazioni a breve, medio e lungo periodo su un vasto campione di popolazione, naturalmente. Tutto gratis e su una popolazione tutto sommato a scarso valore aggiunto consumistico e quindi sacrificabile.

Lo so che quando posto i filmati non li guardate ma, vi prego, dedicate una quarantina di minuti alla visione di questo documentario sul post Chernobyl e poi domandatevi: chi paga il prezzo più alto del nucleare? 




martedì 4 gennaio 2011

Pandemia, per piccina che tu sia

Avete notato che quest'anno sui media ci hanno fatto mancare la consueta triturata di maroni sul pericolo pandemia influenzale? Non siete sollevati del fatto che nessuna peste suina, bovina, ovina o aviaria paia minacciarci seriamente, a parte qualche caso in Europa? 
Sarà che negli ultimi anni mi ci ero abituata ma sento la nostalgia di una bella campagna terroristico-mediatica sul pericolo pandemia influenzale con martellamento quotidiano sulla bontà assoluta dei vaccini.
Certo raccomandano di vaccinare soprattutto le categorie a rischio; i medici di base inoculano il nonno a tradimento magari presentandoglisi a casa, ma non siamo ai livelli terroristici dell'anno scorso.

Che abbiano capito che, colpendo al massimo 12-15 pazienti su 1000 negli anni più virulenti, l'influenza rappresenta dopo tutto un piccolo problema rispetto a malattie ben più gravi? 
Che si siano accorti che la grande incidenza delle sindromi influenzali tra i bambini è dovuta al fatto che i piccoli il patrimonio immunitario se lo costruiscono prendendosi le malattie, come è sempre successo, e che se gli anziani si ammalano di meno di influenza è perché nel corso della loro vita hanno già avuto modo di farsi gli anticorpi contro i vari ceppi?
Che non se la siano sentita, diciamo la verità, di spendere altri 184 milioni di euro dei nostri per ingrassare ultieriormente quella buzzicona ingorda di BigPharma? 

Chi lo sa. Magari qualcuno potrebbe ancora chiedere un'investigazione approfondita sul procurato allarme del 2009 e chiedere conto delle migliaia e migliaia di dosi di vaccino contro la peste suina  rimaste inutilizzate e pagate comunque da noi, è ovvio.
Qualcuno potrebbe domandare perché chi aveva amici medici si sentiva sconsigliare un vaccino poco sperimentato e secondo loro non perfettamente sicuro.
Qualcun'altro potrebbe voler sapere cosa è successo nel 2009 in Ucraina, dove la pandemia c'è stata veramente ma nessuno ne ha poi parlato.

Così, meglio non svegliare il can che dorme. Non sia mai che venga fuori una peste canina che fa fuori i politici.
In quel caso, voglio fare la monatta.

venerdì 13 novembre 2009

Giuramenti faziosi


"Io so che il vaccino non e' pericoloso perche' abbiamo tanti scienziati italiani e stranieri che lo sostengono. E' stato provato su milioni di persone, vaccini quasi uguali a questo, e non e' mai successo niente. Vi dovete fidare di me".
(Prof. Dott. Ferruccio Fazio, sottosegretario alla Salute)
Uno che, oltre a giurare sui propri figli, li farà pure vaccinare, secondo quanto ha detto ad una platea di innocenti impuberi.
E già che c'è, per tranquillizzarci ancora di più del fatto che il vaccino è strasicuro-me-possino-cecà, lo giura anche sulla testa della moglie di Sacconi.


P.S. Tutti i medici con i quali ho parlato, dal medico di base al Primario con i controcapperi, tutti, dal primo all'ultimo, sconsigliano il vaccino contro l'A-H1N1.
Non scendono tanto in particolari. Dicono: "Non lo fare" e basta e spesso aggiungono "io non lo farò di certo".
A parte tutto, e con tutto il rispetto, parlare di vaccini sicuri perchè "quasi uguali a questo" è un'affermazione un po' forte. Ed anche un po' faziosa.

giovedì 5 novembre 2009

Santa Teresa dell'Informazione



Altre parti: 2 -3- 4- 5- 6

Avete appena sentito Fazio (non quello della Littizzetto ma quello governativo) raccomandare come ogni sera la vaccinazione assolutamente sicura contro la terribile influenza maiala nel più collaborazionista dei TG e temete di finire per credergli?
Come antidoto e vaccino alle "faziosità" ecco il contributo di questa deliziosa suorina, la Dottoressa Teresa Forcades i Vila, monaca benedettina a Barcelona e già medico internista specializzato in igiene pubblica con un master negli Stati Uniti.

Suor Teresa ha pubblicato un testo informativo sull'influenza H1N1 sul suo blog ed ha prodotto il video che vi propongo (è in spagnolo con sottotitoli in inglese), dove parla dei rischi legati al vaccino contro l'influenza H1N1 e del rischio ancora maggiore di una militarizzazione della salute pubblica a base di vaccinazioni forzate con multe e prigione per chi volesse sottrarvisi.

Il testo di Teresa è interessante per la competenza scientifica che ne traspare e per la chiarezza con la quale le tesi che esprime vengono esposte.
Oltre alla visione del video, vi propongo di seguito una sintesi degli argomenti trattati, rimandandovi alle traduzioni in italiano (1 e 2) del documento originale per ogni ulteriore approfondimento e per la bibliografia delle fonti.

Teresa, nell'introduzione del video, fa la storia del virus influenzale rifacendosi ad un articolo pubblicato sul "New England Journal of Medicine".
Ogni anno circolano nel mondo i tre tipi di virus influenzale: A -B- C. Essendo il ceppo C piuttosto raro, si deve assumere che le influenze che compaiono ogni anno siano causate dalla combinazione dei ceppi A e B.
Il virus A-H1N1 è lo stesso che causò la pandemia denominata "Spagnola" nel 1918 (20 milioni di morti nel mondo). Quel virus continuò a circolare in forma meno letale grosso modo fino al 1957, poi scomparve, per riapparire nel 1977 dopo che era stato risintetizzato in laboratorio durante studi sui resti di una donna Inuit deceduta nel 1918 a causa della pandemia.
Dal 1977, quindi, il virus A-H1N1 compare di frequente nel pool di virus influenzali che circolano ogni anno nel mondo. Cosa c'è di veramente nuovo nella versione di quest'anno, detta anche influenza suina? Nulla, a parte il ceppo differente: S-OIV.
I primi due casi comparsi quest'anno di influenza da virus A-H1N1 (S-OIV) risalgono al 17 aprile in California. Al 15 settembre questa epidemia ha causato nel mondo 3.559 decessi, 137 dei quali in Europa. Secondo tutti gli studi epidemiologici si tratta di un ceppo virale ad alta contagiosità ma a bassa mortalità, tenendo presente che ogni anno nel mondo si verificano tra 40.000 e 220.000 decessi per complicazioni da influenza.
Insomma, quella attuale sarebbe una variante assolutamente non pericolosa delle solite influenze stagionali. Non solo. Gli individui oltre i 60 anni mostrano una immunità del 33% maggiore rispetto al virus. Nessuna sorpresa visto che durante la loro vita hanno avuto modo di entrare in contatto già altre volte con esso.

Quello che la dottoressa Forcades nota, rispetto all'epidemia di quest'anno, è una serie di irregolarità, alcune delle quali decisamente inquietanti, che non derivano dall'elemento virale ma da quello umano.
Alla fine di gennaio di quest'anno, come documenta anche un'interrogazione del Parlamento austriaco, la casa farmaceutica americana Baxter consegnò a 16 laboratori di Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e Germania 72 kg. di materiale destinato alla produzione di vaccino anti-influenzale che avrebbe dovuto essere distribuito in quei paesi nei mesi di febbraio e marzo.
Il tecnico di un laboratorio ceco, per eccesso di scrupolo e su propria esclusiva iniziativa, sottopose il materiale inviato dalla Baxter a test di tossicità sui furetti. Gli animali morirono tutti.
Ulteriori test rivelarono che il materiale virale era composto da una combinazione di due virus vivi e non attenuati: il virus dell'influenza aviaria, caratterizzato da bassa contagiosità ma alta mortalità, e un normale virus influenzale umano a bassa mortalità ma alta contagiosità.
Se questa contaminazione con virus vivi di un vaccino normalmente composto da virus attenuati non fosse stata scoperta in maniera del tutto casuale e provvidenziale, staremmo forse affrontando oggi una vera pandemia assai più grave di quelle paventate in questi giorni.
La Baxter si giustificò dicendo che il materiale inviato ai laboratori non era destinato alla profilassi umana ma l'inquietudine legata a questo misterioso episodio rimane. Soprattutto se pensiamo che uno dei laboratori destinatari del materiale contaminato sta preparando il vaccino contro l'influenza A-H1N1.

Altre stranezze. In aprile, come si è visto, compaiono i primi due casi di "nuova" influenza. L'11 giugno l'OMS dichiara ufficialmente lo stato di pandemia.
C'è un dettaglio importante, però, che i media non hanno riportato. Nel mese di maggio 2009 l'OMS ha ufficialmente modificato la definizione di pandemia. Se prima, con quel termine, si definiva "la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente, caratterizzato da alta mortalità", dal mese di maggio si definisce pandemia semplicemente "la diffusione di un agente infettivo in vari paesi contemporaneamente". Togliendo l'alta mortalità è evidente che qualunque malattia sufficientemente diffusa a livello planetario potrà giustificare un Allarme Pandemia e le conseguenti campagne di terrorismo psicologico.
Le motivazioni di questo comportamento sono squisitamente politiche. Dal 2005, dopo i casi di influenza aviaria, l'OMS non offre più ai suoi membri raccomandazioni (sull'uso di vaccini o altri presidi) ma dà ORDINI.
Se l'OMS dice che c'è una pandemia, e oggi lo può dire anche se non ci sono i morti necessari, il governo americano è obbligato a dichiarare l'EMERGENZA SANITARIA e, per esempio, un domani, rendere una vaccinazione OBBLIGATORIA. Nel Massachussetts si stanno già studiando leggi che puniscano con 1000 $ di multa al giorno chi si sottraesse ad una vaccinazione coatta.

Suor Teresa illustra quindi i rischi legati agli effetti collaterali del vaccino contro il virus A-H1N1.
La campagna vaccinale di quest'anno presenta alcune novità.
La prima è che le organizzazioni sanitarie raccomandano di somministrare il nuovo vaccino contro il virus A-H1N1 in almeno due dosi e di non eliminare la tradizionale vaccinazione influenzale stagionale. Quindi si deduce che una persona potrebbe ricevere tre inoculazioni di vaccino in breve tempo, aumentando di conseguenza di tre volte il rischio di reazioni avverse.

Seconda novità. Nei vaccini sono presenti dei coadiuvanti, ovvero sostanze che, stimolando il sistema immunitario, ne facilitano la risposta. Ebbene, quest'anno è stato introdotto un coadiuvante di nuova concezione che aumenterebbe fino a 10 volte la risposta immunitaria, permettendo, tra l'altro, di diminuire la quantità di antigene (virus) presente nella dose di vaccino. Insomma, come succede con la droga, dovendo preparare un enorme numero di dosi, si taglia la roba con della merda.
Questi coadiuvanti, come l'associazione tra polisorbato e squalene, sono molto chiacchierati e sospettati di causare la cosiddetta "Sindrome del Golfo", una costellazione di sintomi e patologie che si manifestò per primi nei soldati inviati in Iraq durante le guerre dei Bush e che venivano sottoposti a veri e propri bombardamenti preventivi di vaccini contro ogni possibile eventualità di guerra batteriologica.

Iperstimolazione del sistema immunitario con conseguente possibile insorgenza di malattie autoimmuni, tossicità di alcuni componenti (thiomersal e formaldeide) e rischio di insorgenza di paralisi tipo Guillain-Barré.
Molto saggiamente la nostra dottoressa Forcades si domanda se abbia senso rischiare tutto ciò per evitare due-tre giorni di febbre, raffreddore e tosse.

E se il virus dovesse mutare e divenire più aggressivo? A maggior ragione il vaccino sarebbe inutile perchè non programmato per una mutazione. Per giunta non risulta che il virus A sia mai mutato negli ultimi 70 anni. C'è una legge non scritta che stabilisce che,siccome un virus troppo letale uccide l'ospite e quindi anche se stesso, non è salutare per i virus voler assomigliare tutti ad Ebola. Meglio accontentarsi di provocare il raffreddore, disturbo odioso ma assolutamente benigno.

Terza ed ultima novità legata alla "pandemia A", gli accordi che i paesi sono costretti a sottoscrivere con Big Pharma per liberarla da qualunque conseguenza legale e risarcitoria nei confronti di eventuali danneggiati dai vaccini. Non solo i BigPharmamen non saranno punibili nemmeno se nascessero legioni di bimbi con le manine attaccate alle spalle ma anche i politici che hanno firmato il patto con cotanti diavoli resteranno impuniti. Il Lodo Vaccino.
Anche il governo italiano ha sottoscritto qualcosa di simile, tutto rigorosamente mantenuto sotto segreto di stato "perchè siamo in emergenza". Citofonare Sacconi e Fazio.

La nostra Santa Teresa dell'Informazione termina il suo video con un appello alla società civile affinchè vigili su questi rischi di limitazione dei diritti civili, rappresentati da vaccinazioni forzate ed impunità per chi potenzialmente attenta alla salute pubblica.
Fa l'esempio della reazione del popolo spagnolo all'indomani dell'attentato di Madrid, quando il pupo Aznar la fece fuori dal vaso tirando in ballo l'ETA e mentendo spudoratamente alla sua gente.
Il popolo spagnolo si mosse e lo cacciò a calci in culo a furia di tam tam ed SMS che esposero le menzogne governative.

Già, in Spagna una suora incita alla rivoluzione e noi siamo quasi un popolo lobotomizzato che passa la giornata a battere la fronte contro lo schermo televisivo. Che sia proprio che ci meritiamo i Sacconi?

mercoledì 4 novembre 2009

Bugiardini e bugiardoni

Oh, se ne vedono e sentono cose in queste serate al TG1 che voi italiani non potreste nemmeno immaginare.
Flaconi di Amuchina ammucchiati sui bastioni delle farmacie, ragazzini in fiamme per la febbre nelle astanterie degli ospedali; poveri innocenti impuberi usati come testimonials involontari ed occulti di noti antipiretici che cominciano per Tachi e finiscono per pirina.

Tutto questo per celebrare la grande PsyOp (operazione psicologica) messa in piedi da Big Pharma per piazzare diversi milioni di dosi di un vaccino approntato in fretta e furia dopo che in Messico c'era stata, mesi fa, una provvidenziale moria per una volta non attribuibile ai cartelli della droga che lasciano cadaveri decapitati per strada ma alla sporcizia ed al degrado di alcuni allevamenti suini che avevano favorito lo sviluppo di un nuovo ceppo virale. Virus influenzale passato dai porci agli uomini, apriti cielo! Pandemia in arrivo sul primo binario.

Giova ricordarlo. La peste in Europa dilagò nei secoli passati perchè eravamo degli zozzoni e vivevamo in ambienti di assoluta lordura. Leggere il famoso "Profumo" di Suskind, che si riferisce ad un'epoca più tarda e quindi evoluta, il Settecento, per averne una vaga idea.
La famigerata Spagnola del 1918 dilagò soprattutto a causa della guerra, della malnutrizione e della scarsa igiene. Una miscela esplosiva.
L'ultima vera pandemia influenzale risale al 1968-1969. Dopodichè siamo morti più che altro per la paura di morire d'influenza.

Ai giorni nostri, alle nostre latitudini popolate di supernutriti, ipervitaminizzati e lavati e disinfettati in ammollo con schiuma frenata, parlare di pandemia fa un po' ridere.
Eppure i media, senza i quali la PsyOp sarebbe irrealizzabile, ormai da mesi ci stanno triturando i coglioni con la necessità di vaccinarsi, soprattutto le "categorie a rischio" per evitare tre giorni di assenza dal lavoro che potrebbero mettere in ginocchio il "sistema paese".

La definirei una campagna propagandistica, un'operazione psicologica ad elastico. Prima si spaventa la gente, poi la si rassicura. E' un'influenzucola. Però tutti i bambini devono essere vaccinati. No, i bambini non è necessario vaccinarli.
Questo tira e molla non fa altro che accrescere l'ansia ed il sospetto che le autorità stiano minimizzando l'entità del contagio, quindi è meglio correre a vaccinarsi.
Capito come funziona?
Nessuno pensa che non vi sono e non potrebbero esservi mai abbastanza dosi per tutti, per alcuna pandemia. Se veramente arrivasse un'influenza con i controfiocchi a lutto, non rimarrebbe che sperare di essere tra i monatti che vanno a recuperare gli sfortunati che "non ce l'hanno fatta", come dicono al TG. I vaccini sono un bisinissi volutamente limitato ad una fetta di popolazione.

Ogni anno abbiamo qualche decina di migliaia di morti per malattie respiratorie. In questi giorni ci sono diversi morti, certo, ma nessuna prova che siano tutti dovuti al virus A e quindi alla pandemia. Infatti i media ammettono sempre che erano persone affette da patologie pregresse gravi.
Non vi è certezza prima di tutto perchè non si sa se il tampone venga eseguito su tutti i malati.
Se vi sono milioni di dosi di vaccino devono esserci anche i tamponi per il Test per la positività al virus H1N1, non è così? Preoccupa sinceramente sentire dei medici dire: "Non abbiamo fatto il test ma sicuramente il decesso è avvenuto per l'H1N1". L'ipotesi nulla si rivolta nella tomba.

La novità di quest'anno, nel bombardamento mediatico, oltre al solito vaccino ed agli antivirali - farmaci assolutamente inutili, a parte forse solo l'Aciclovir per gli herpes e soprattutto costosi, è che basta lavarsi le mani (e i produttori di disinfettanti se le fregano, le mani). Poi ci sono le mascherine, con il turbo o senza, i gel e tutto ciò che ingrassa il farmacista.

Il vaccino, soprattutto. Apprendiamo che i medici, i primi che dovrebbero in teoria spararselo nel deltoide, per la maggior parte - se mi scusate il termine - vanno in culo e lo rifiutano. Già un dubbio ci viene.
Quando poi altri medici, evidentemente della categoria che arriva a chiedere 60 euro ad una mamma iperansiosa per vaccinare il bambino vanno in TV a giurare e spergiurare sulle teste dei loro figli che il vaccino è sicuro, che chi è contro il vaccino non sa cosa dice, che mi possa cadere un occhio nel lavandino se questo vaccino non è ultrastramegasicuro, allora i dubbi non si contano più.

Cosa c'è di meglio del bugiardino per conoscere da vicino un farmaco o un qualsiasi altro intruglio di BigPharma? Il sito dell'EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) ci offre il foglio illustrativo del Focetria, l'ultima creatura vaccinale contro il terribilissimo e fantomatico più di Bin Laden H1N1.
In TV ci raccomandano di vaccinare le donne incinte. Ma quali, quelle incinte solo un po', agli inizi quindi nel periodo più a rischio di eventuali malformazioni, oppure quelle che hanno la pancia già pronta ad esplodere?
Leggiamo il bugiardino:
Gravidanza e allattamento
Informi il medico in caso sospetti di essere incinta o programmi una gravidanza. Deve consultare il medico relativamente alla possibilità di ricevere Focetria.
Il vaccino può essere usato durante l’allattamento.
Detto che è dai tempi del talidomide che BigPharma si para il culone raccomandando di non dare alle donne gravide nemmeno una zigulì, sembra che qualche precauzione sia necessaria da parte di chi è in stato interessante. Il tono è quanto meno quello dei cartelli che si leggono nei reparti di radiologia.

Quali effetti collaterali potrebbero derivare dall'utilizzo del vaccino? A parte le solite reazioni allergiche dovute soprattutto ai vari eccipienti, alle proteine dell'uovo, eccetera, sono contemplate, seppur raramente, le seguenti estreme reazioni avverse:
Vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni che può causare eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni e problemi renali), disturbi neurologici, come encefalomielite (infiammazione del sistema nervoso centrale), neurite (infiammazione dei nervi) e una forma di paralisi nota come sindrome di Guillain-Barré.
Insomma, è sicuro un vaccino realizzato in così breve tempo ed in assenza di studi di follow-up, quelli che evidenziano eventuali tossicità a medio e lungo termine? Non lo sappiamo perchè le autorizzazioni per la messa sul mercato di questo e degli altri vaccini contro l'H1N1 sono state rilasciate un po' troppo alla svelta, secondo alcuni.
Tanta fretta potrebbe nascondere grossi interessi. 24 milioni di dosi acquistate dal governo italiano da una multinazionale del farmaco grazie ad un contratto molto chiacchierato fanno una bella cifra. Peccato che nessuno la conosca. Ecco perchè la Corte dei Conti vuole vederci chiaro.

La saga continua...

mercoledì 28 ottobre 2009

Il curioso caso di Benjamin Silvio

E' commovente il nostro premier rinfanciullito, questo anziano affetto da una malattia da poppanti, quasi un Benjamin Button che invece di invecchiare regredisce verso una pericolosa prima infanzia.
Cosa dovremo attenderci adesso? Un'assenza dall'agone politico a causa dei dentini che fanno male? Morbillo, rosolia ed orecchioni in rapida sequenza? Un rigurgito da latte? Che tenero. Scatena quasi l'istinto materno.

Nonostante la lingua a lampone e la gola infiammata che, in altri tempi ed in ben altre condizioni igienico-sanitarie provocava l'exitus da soffocamento - ricordate signore mie coetanee la dolce Beth, la sorella angelo di "Piccole Donne", morta per i postumi tubercolosi di una scarlattina, quante lacrime ci provocava? - il nostro bimbetto non perde la tradizionale cattiveria.

Ieri sera a "Ballarò", nonostante appunto un lievissimo impeciamento linguale, non ha mancato di riprendere con la solita arroganza del padrun il conduttore che si ostinava a non assumere la posizione a pelle di leone ed ha appiccicato la lettera "C" scarlatta di "COMUNISTI" sul petto dei giudici cattivi che hanno il torto di considerare ancora la corruzione di testimoni e giudici un reato. "COMUNISTI!, COMUNISTI!" inveiva, e chissà che dolore quella c dura da pronunciare con la lingua ancora sofferente. L'ennesimo crimine del comunismo.
Ha addirittura invitato Floris a casa sua per contagiarlo meglio. E' per questo allora che ha ricevuto Tremonti?

Che poi sarà malato per davvero? Dopo la fantomatica tempesta di neve (o nebbia, in una seconda versione) postsovietica che nessuna webcam ha catturato, questa strana infermità da semidivezzo.
Nessuna meraviglia, l'ha contratta dai nipotini. Ne ha a vagonate. I Berlusconi si riproducono per scissione. Villa San Martino è un kinderheim.
E' Marcello Veneziani che si è fatto un brutto viaggio, ma proprio da acidi scaduti, una fantasia un sacco losca su presunti contatti pedofili attribuendo poi la propria fantasia malata alla sinistra. Lo so, è difficile da credere che siano ridotti così ma il delirante articolo è qui sul "Giornale".

Auguri al piccolo Silvio e complimenti a Dio che, dovendo inviargli una malattia stagionale, ha pensato a qualcosa di ROSSO. Quasi una divina zingarata.

venerdì 24 luglio 2009

Pharmageddon

Il terrorismo globale non svolazza più con aeroplani sui grattacieli minacciando sfracelli e controlled demolitions ma si insinua più comodamente nelle nostre case utilizzando il portale di quella Grande Cloaca alimentata a propaganda che è diventata la televisione.

Che le notizie sulla Pandemia influenzale siano una di queste belle psyops create ad arte per spaventare i consumatori e spingerli ad acquistare il Nuovo Grande Prodotto, ovvero il vaccino miracoloso contro la Pandemia, non vi sono dubbi. Lo dice il modo schizofrenico con cui se ne parla: un uso sapiente del bastone e della carota.
Un giorno titolone a tutta pagina e quello seguente, trafiletto in cronaca. Oggi apertura del TG a tutto strillo, domani servizietto dell'esperta in marchette farmaceutiche con intervista al medico che sdrammatizza. "Il virus non muta", "il virus non è pericoloso". E allora, dico io, perchè cazzo dovremmo correre tutti a vaccinarci?

I motivi di questa campagna vergognosamente terroristica sono plurimi. Il più basso e infimo di grado in assoluto possiamo chiamarlo "al lavoratore non è permesso ammalarsi e mettersi in malattia" e nasce dal fatto che chi si ammala si assenta dal lavoro e tocca pagargli lo stesso le giornate. Una cosa che al capitale sta proprio qui, sul gargarozzo, come un rospo che non va né su né giù. Addirittura, il loro idolo Brunetta, dall'alto della sua efficienza, aveva pensato di punire i malati di cancro che rimangono a casa in occasione della chemio. Cosa volete che sia un pò di vomito. Su, su, a lavorare, pelandroni!
Figuriamoci se milioni di impiegati, operai e stipendiati misti dovessero restare a casa una settimana in inverno per un pò di febbre e costipazione. Chi lo manda avanti il "Sistema Paese"?

Così Big Pharma, il braccio armato di siringa del potere si inventa il bisinissi del vaccino antinfluenzale, una delle più colossali stronzate di tutti i tempi. Che, da una parte, masturba il padrone promettendogli manovalanza immune da ogni male come un esercito di termiti e dall'altra promette a sé stessa miliardi di dollari di guadagni.

Dice: "Ma i vaccini sono utili, hanno debellato le malattie più terribili". Eh, passò quel tempo, Jenner!
Le malattie di cui si parla: poliomielite, difterite, scarlattina, vaiolo ed affini, sono scomparse solo in parte grazie ai vaccini. Senza dimenticare che le malattie spariscono anche per un processo evolutivo naturale, (chiedetelo a Yersinia Pestis), il vaccino del vaiolo, ad esempio, fu abolito, nell'ormai lontano 1977, perchè si era dimostrato più dannoso del vaiolo stesso.

Le vaccinazioni sono un fatto relativamente recente. Nel mondo circolano ancora milioni di persone che non sono state mai vaccinate e potrebbero essere contagiate, eppure certe malattie sono scomparse ugualmente.
Ancora un esempio: le persone immuni alla poliomielite sono coloro che non hanno più di cinquant'anni. Sono quelli circa della mia età, che furono sottoposti alle vaccinazioni nei primi anni sessanta, la prima volta con il vaccino Salk (alcune partite del quale erano contaminate con virus di scimmia, simili a quello che è poi diventato famoso e famigerato come HIV), e la seconda, dal 1964 in poi, con il vaccino Sabin, preparato con virus non accoppato come nel Salk, ma vivo (anche se attenuato). Se ne deduce che le persone oltre i cinquant'anni non siano coperte dalla vaccinazione antipolio. Eppure la polio non è più ricomparsa a colpire le persone non coperte dall'immunizzazione.

Per quanto riguarda le altre malattie attualmente trattate con vaccinazione preventiva: epatite B, meningite, morbillo, rosolia ecc., si tratta di vaccini che comportano una certa percentuale di rischio "effetti collaterali". E ciò vale anche per i vaccini antinfluenzali, comunemente ritenuti innocui come caramelline Zigulì, tanto da essere somministrati alla carlona anche alla nonnina già con il passaporto pronto per l'aldilà.
Non si parla di effettucci così, di un pò di rossore cutaneo e di febbre, si parla di seri danni neurologici.
In un post precedente ho raccontato cosa accadde negli Stati Uniti nel 1976 in occasione di una campagna di vaccinazione antinfluenzale di massa condotta in fretta e senza valutarne le conseguenze: un'epidemia di casi di sindrome di Guillain-Barré, una sindrome neurologica altamente invalidante.

A parte la "Spagnola", che uccise milioni di persone per una concatenazione di sfortunate circostanze, l'ultima grande pandemia influenzale è stata quella del 1968-69. Tutte le statistiche epidemiologiche suggeriscono che l'influenza è una malattia in calo. E' però quella che si presta maggiormente a fungere da spauracchio per operazioni di marketing "virale" (è proprio il caso di dirlo) su scala globale.
Proprio il terrore inconscio che ispira il vaghissimo ricordo di un morbo che spazzò via milioni di persone nel 1918 permette oggi di terrorizzare le masse con minacce di altrettante micidiali sciagure in arrivo.
Eppure, chi appartiene alla classe d'età che sopravvisse la Spagnola o che contrasse le influenze del 57-58 e del 68-69, non ha mai più avuto l'influenza da allora. Tosse, raffreddore, si, ma influenza vera no.
Perchè anche l'influenza, come tutte le malattie virali, una volta contratta, ci rende immuni ad un secondo contagio. Loro, i venditori di fialette, sono pronti a dire che il virus muta, ma è una sciocchezza. Un virus muta si ma entro certi limiti e le caratteristiche base sono quelle che vengono riconosciute dall'immunità natuale, che è in grado di debellare anche le varianti del prototipo.

Il sistema più efficace di crearsi un'immunità contro la malattia provocata da qualunque tipo di antigene è di ammalarsi della malattia stessa.
Anche i sassi sanno che chi ha avuto il morbillo non lo avrà una seconda volta.
Se la medicina si concentrasse nella ricerca su come potenziare, riparare ed ottimizzare il sistema immunitario avrebbe la chiave per sconfiggere tutte le malattie, compreso il cancro.
Tutti noi conosciamo persone che non si ammalano mai, che hanno contatti intimi con portatori di malattie sessualmente trasmissibili ma non ne vengono contagiati, che superano infezioni con appena due-tre giorni di malessere, che sconfiggono il cancro e ne guariscono ripetutamente.
Queste persone non sono superuomini o superdonne, sono individui dal sistema immunitario perfetto.
Andrebbero studiati dalla mattina alla sera, impegnando mezzi, ricercatori e denaro e invece Big Pharma preferisce insistere sulla strada del vaccino per ogni cosa. Tradotto in bigpharmese significa: milioni di dosi=milioni di dollari.

Big Pharma non fa guarire la gente, non ha interesse a che il cancro sparisca (sparirebbero anche i chemioterapici) vuole solo appioppargli dei farmaci ed altri prodotti costosi o costosissimi e possibilmente inutili, così le malattie continueranno a colpirci e loro a guadagnare. Se poi gli intruglietti sono anche dannosi, chi se ne frega. Si può sempre dare la colpa a qualche virus concomitante che ti ha provocato la diarrea emorragica.
Non scandalizzatevi di questo assalto frontale alla medicina tradizionale ed all'industria farmaceutica. Qualcuno mi spieghi perchè ogni giorno sconfiggiamo il cancro in situ semplicemente con un buon uso delle cellule K e non si potrebbe trovare il modo di far funzionare le cellule K evidentemente difettose dei malati di cancro senza ammazzarle con i chemioterapici.

La cosa più triste, come vediamo dal battage pubblicitario atto a vendere ai governi milioni di dosi di un vaccino dagli effetti collaterali sconosciuti perchè non ci sarà il tempo di scoprirli e catalogarli, è che la salute pubblica diventa un dettaglio di fronte alla prospettiva di guadagno.
E' vero che la Sanità ha un costo e per questo si giustificano le vaccinazioni di massa ma la Malattia è soprattutto business e la contraddizione si gioca sulla nostra pelle.
Big Pharma si comporta come una Wanna Marchi imbonitrice di acqua fresca e l'informazione è il suo Do Nascimiento.

lunedì 27 aprile 2009

Danni nucleari di ventesima generazione

Chernobyl, 26 - 4 - 1986
Vittime di cancro alla tiroide da radiazioni ionizzanti.

L'OMS non ha mai voluto rendere pubblico uno studio sugli effetti dell'incidente di Chernobyl sul genoma umano, secondo il quale i danni genetici provocati dall'anomala irradiazione del 1986, coinvolgeranno le prossime venti generazioni umane. Lo studio esiste ma la popolazione mondiale non ha il diritto di conoscerne il contenuto.

L'OMS, per quanto riguarda gli studi sui danni da radiazioni sulla popolazione mondiale, dipende dall'AIEA, ovvero dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. In pratica, chi promuove e si suppone abbia interessi economici nel settore nucleare o difenda gli interessi di altri, dovrebbe finanziare ricerche sui danni provocati alla salute dell'Uomo e dell'ambiente dai prodotti della stessa industria nucleare.
Ovviamente non lo fa e se lo fa, minimizza, parlando di "livelli accettabili di rischio".
Attorno alle centrali nucleari crescono i tumori e le malformazioni, ma un'opportuna cortina di silenzio mediatico impedisce che l'opinione pubblica possa preoccuparsene. Così i politici che hanno appena firmato contratti milionari con i boss dell'industria nucleare, possono parlare senza pudore di centrali prive di rischio, di impianti di terza generazione e mezza, di "ritorno al nucleare" perché il nucleare è sicuro e la barretta d'uranio la potete dare da ciucciare anche ai vostri figli.
Le radiazioni non si sentono e non si vedono se non quando i loro effetti si manifestano facendo nascere pecore senza occhi e bimbi senza braccia.

Non parliamo del nucleare militare dei danni da nanoparticelle. Sappiamo tutti che le autorità negano decisamente l'esistenza di una Sindrome da Uranio Impoverito, nonostante l'evidenza clinica e l'incidenza oltre la norma di malattie come le leucemie nei reduci dai teatri di guerra dove si utilizzano le armi ad Uranio Impoverito.
Vicino al poligono militare di Salto di Quirra in Sardegna, luogo di sperimentazione di nuove armi, nel paese di Escalaplano, comune di 2500 abitanti, con una natalità annua di circa 20 nuovi nati, nel 1988 ben 6 bambini, il 30%, presentavano malformazioni che normalmente hanno un'incidenza bassissima sulla popolazione generale.
Difficile pensare ad un caso, quando oltretutto, sempre nello stesso territorio, il 30% della popolazione adulta è affetta da forme di leucemia ed altre neoplasie , dieci volte più della norma.
Ufficialmente però, non esiste alcun problema Salto di Quirra. Per chi vuole informarsi, qui c'è un'interessante inchiesta (prima, seconda , terza parte).

Esistono epidemie conclamate, ad eziologia praticamente nota, che però vengono minimizzate o addirittura negate per coprire gli interessi ad esse legati.
Altre epidemie o pandemie, più o meno immaginarie, vengono invece utilizzate per terrorizzare la gente e spingerla a comportamenti sanitari motivati dagli stessi interessi.
E' il caso di Big Pharma e delle periodiche campagne terroristiche mediatiche messe in atto ogniqualvolta si devono vendere vaccini e svuotare i magazzini di farmaci inutili ma costosissimi.
Di questo, agganciandomi all'attualità dell'influenza suina, parlerò domani.

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giovedì 2 aprile 2009

Le bufale alla somarotropina

Questa sera si cena a base di bufale. Bufale vere, con le corna, produttrici di gustose mozzarelle, che sarebbero bombate mediante l'utilizzo di ormoni e bufale mediatiche, ben più dannose.

Andiamo con ordine perchè c'è un po' di confusione con i termini medici sui giornali. Vestitami da Pieroangela, faccio un po' di chiarezza tra somatropina, somatotropina e una nuova variante mediatica: la somarotropina.

La sigla hGH si riferisce all'ormone della crescita somatotropina, prodotto normalmente dal nostro organismo nella ghiandola pituitaria (ipofisi). L'h significa "human".
L'Ormone Sintetico della Crescita (HGH) è chiamato somatropina ed è in uso dal 1985, quando iniziò a sostituire quello estratto dalle ipofisi di cadaveri (hGH) a causa del rischio di trasmissione del prione ritenuto responsabile della malattia di Creutzfeld-Jacob, la variante umana della encefalite spongiforme bovina, comunemente chiamata "malattia della mucca pazza". L'ormone sintetico viene anche chiamato ormone della crescita ricombinante, o rhGH.

Questo per quanto riguarda la versione umana dell'ormone della crescita, quella che utilizzano palestrati, pelati in vena di qualunque pazzia pur di farsi ricrescere la chioma e, a scopo terapeutico, persone che ne sono deficitarie. Compresi alcuni tipi di nani, quelli chiamati "ipofisari".
Un uso sconsiderato di hGH, magari per dimagrire secondo i dettami di diete alla Mengele da 500 calorie al giorno più una o due pere di hGH alla settimana, (don't try it at home!), può provocare vari disturbi anche gravi come ipoglicemia, sindrome del tunnel carpale, dolori alle articolazioni e , in soggetti predisposti, l'acromegalia, ovvero una crescita anomala delle estremità: fronte, mento, mani e piedi.

Tornando alle nostre bufale campane, in quel caso si tratterebbe della somministrazione di bST, somatropina bovina sintetica, iniettata alle povere bestie per incrementarne la produzione lattea. Si tratta di un prodotto largamente utilizzato negli Stati Uniti, commercializzato con il nome Posilac dalla MONSANTO (oplà, ecco la multinazionale del demonio!). La controversia sull'uso di ormoni per l'allevamento del bestiame riguarda principalmente alcuni paesi europei che nutrono dubbi sulla loro sicurezza riguardo alle ripercussioni sulla catena alimentare.

Mozzarelle, nani, ormoni, bufale. Il nano e le mozzarelle, la bufala del nano protagonista al G20. Veramente commovente questa sera la Susanna Petruni, (dimenticate le Bond-girls, ora vanno le Silvio-girls, ben più letali di quelle di 007) ) al seguito di uno dei più ignorati leader mondiali, che si è inventata un servizio celebrativo delle gesta inesistenti di Berlusconi al G20, sulla base di un unica immagine, quella di Silvio che appare dietro ad Obama, in un quasi Paolini mode.
Come quelli che si fanno fotografare ai matrimoni agguantando la sposa, per rubare la scena, Silvio si è attaccato alle costole di Obama e gli spettatori del TG1, grazie alla CastaSusanna, hanno creduto che i leaders del mondo non abbiano fatto altro in questi giorni che pendere dalle labbra di Mr. Berlusconi e prendere ordini.

Si, è vero, hanno poi mostrato, con un coraggio da Saviano, il filmato dove Elisabetta stizzita si è lamentata del casino che faceva il nano in libera uscita ("Mister Obaaaamaaaa!!!!") ma, alla fine, l'impressione è stata: "Come osa quella stronza di regina riprendere il Nostro Silvio?"
Sono sfumature, dettagli, ma servono per rivoltare la frittata di una figura di merda rimediata di fronte ad una regina e ad un manipolo di presidenti e parare il culo al padrone. Davvero, se Belpietro riuscirà a fare di peggio di così, sarà da medaglia al valore.

Con una tal profusione di bufale, fossi nei NAS andrei a fare una visitina nella redazione del TG1. Temo qualcuno faccia uso di somarotropina.


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sabato 10 gennaio 2009

Mille giorni a pieni polmoni

Scusate, non è una notizia, se questo fosse il TG rientrerebbe nel chiacchiericcio da "Costume e Società". Però è qualcosa di cui io vado molto fiera. Oggi sono 1000 giorni che ho smesso di fumare. Mille giorni nei quali ho riscoperto cosa vuol dire respirare.

Ce l'ho fatta senza farmaci e psicofarmaci riciclati, grazie solo a questo signore, che Dio lo benedica.
Dieci euro o meno, quanto costa il libro "Smettere di fumare è facile se sai come farlo", una buona motivazione che ha bisogno solo della spinta decisiva, ed è fatta. Via le sigarette per sempre. Via senza rimpianti. I colleghi che fumano non ti fanno soffrire nè causano invidia. Semplicemente, ti chiedi come hai fatto a fumare per tanti anni, a mandarti quella merda nei polmoni e come fa la gente a fumare ancora.

Non si sa esattamente come ma il metodo semplice di considerare il fumo una tossicodipendenza, funziona. Quindi colgo ogni occasione possibile per consigliarlo a chi ancora non lo conoscesse.
Smettere di fumare si può!

(Questi simpatici ragazzi non stanno festeggiando me, ovviamente, ma mille giorni senza incidenti sul lavoro nella loro fabbrica. Sarebbe bello vederne in tutti i posti di lavoro, di questi cartelli.)


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sabato 20 dicembre 2008

Il cenone nudo

Stavo pensando al tradizionale Cenone di Natale, che poi a casa mia è un Pranzone, visto che la sera della vigilia si cena a base di pesce e derivati e il 25 a pranzo si va a cappelletti in brodo di cappone, pasticcio di maccheroni, panettone, torrone e vari ammazzacaffé.

Riflettevo ancora una volta sulla spaventosa quantità di sofisticazioni, adulterazioni, vere e proprie truffe compiute sui cibi, gentilmente offerte da quel mostro sanguinario che è la globalizzazione.
Mi è già capitato di scrivere qualcosa sulla mia xenofobia alimentare, cioè sul fatto che il cibo di provenienza esotica che ormai domina i supermercati francamente mi disgusta perchè lo immagino preparato in condizioni igieniche spaventose e contaminato dalle più indicibili porcherie e sostanze tossiche. Come tutti i razzismi è assurdo perchè anche dalle nostre parti, in quanto a zozzeria, non scherzano. Però, tant'è, alla vongola del Mar Nero preferisco sempre, pur aborrendola, la cozza nostra.

L'altro ieri mi hanno servito un pesciaccio insapore e vagamente gelatinoso spacciato per coda di rospo; un animalaccio che nemmeno sei chili di capperi e peperoncino erano riusciti ad insaporire. Dopo aver sapientemente fatto parlato l'oste, perchè non mi facevo persuasa che si trattasse della gloriosa Rana Pescatrice nostrana, ho saputo che era un non ben identificato pesce del Pacifico, parente dell'odioso Pangasio e nemmeno lontano collaterale della rana.
Che volete, mi dicono pesce del Pacifico e io immagino gli effetti dello Tsunami del 2004 sulla catena alimentare ittica. E' più forte di me. Oppure penso a certi incubi cronenberghiani.

Per reazione, questo Natale sulla mia tavola ci sarà un cappone che proviene da un'azienda agricola sita a meno di una quindicina di chilometri da Faenza, animale che ho personalmente sottoposto ad autopsia e sezionamento e che se avesse potuto parlare mi avrebbe volentieri mandato affanculo in romagnolo.
Per il resto degli ingredienti del pranzo mi raccomanderò l'anima a Dio.

Negli ultimi tempi, le continue notizie su sempre nuove adulterazioni e truffe alimentari ci stanno portando a limitare se non a escludere del tutto un numero impressionante di cibi. Il menu del profitto a tutti i costi, anche a scapito della salute pubblica ci offre una serie infinita di prelibatezze.

Settore lattiero-caseario: formaggi scaduti, ammuffiti e marci riciclati nel grattugiato, sottilette dove potrebbe esserci rimasto mescolato dentro qualche topino e suoi derivati, mozzarelle teutoniche di origine innominabile, latte alla melamina oppure allungato con l'ammoniaca.

Carni ed insaccati: maiali irlandesi alla diossina, pesci pescati ai tempi delle guerre puniche, congelati, scongelati, ricongelati e rivenduti come freschi, la new entry di questi ultimissimi giorni prosciutto, scaduto da anni, putrefatto e riciclato nei discount.

Riusciamo a salvarci con i vegetali? Macchè, abbiamo fatto i conti senza i pesticidi che contaminano i seguenti prodotti: pesche, mele, peperoni dolci, sedano, nocepesca, fragole, ciliegie, lattuga (ricordate le verdure a foglia larga del dopo Chernobyl?), uva di importazione, pere, spinaci, patate.

Non ci si salva nemmeno con i cibi di lusso: caviale contraffatto e spumante camuffato da Champagne, soprattutto nel prezzo. Citiamo infine, per non far torto a nessuno, il famoso vino al metanolo e l'olio contaminato con la colza.

Se andiamo al ristorante è peggio. Quasi quasi si rischia di dover rivalutare McDonald's e le sue patatine immortali.

Come ci si salva? Escludendo il digiuno, per ovvi motivi, non resta che sperare nell'effetto omeopatico del veleno. Chissà, magari, con tutte le tossine che mangiamo tutti i giorni l'Amanita Phalloides ormai ci fa una sega.



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venerdì 5 settembre 2008

Come un topo nel formarcio

Quando ero bambina, in casa mia i formaggini erano banditi. O meglio, me li davano ma in dose omeopatica, con la speranza che non mi facessero troppo male. Già allora, quasi mezzo secolo fa, sentivo i miei genitori paventare la presenza di schifezze in quei rettangolini confezionati nell'alluminio. "Li fanno con gli scarti", diceva regolarmente mio padre, scuotendo la testa.

Nell'Italia di oggi, quella dell'informazione adulterata, si riesce a raccontare uno scandalo che all'estero scatenerebbe immediatamente più di una class-action, senza fare uno straccio di nome di responsabile ma grattugiando in un'unica poltiglia i produttori onesti assieme a quei pezzi di merda dei sofisticatori.

E' una sensazione unica cenare con questo gustoso prodotto della natura e sentir parlare la TV di muffe, larve, escrementi di topo senza, ripeto, sentir venir fuori almeno il nome dell'imprenditore siciliano che è stato preso dalla magistratura come un topo in trappola attraverso le intercettazioni telefoniche.
Era lui che riciclava il formaggio sporco facendolo ritornare sulla tavola degli ignari consumatori.
Non è solo un problemuccio con il grattato, per la solita superficialità parishiltoniana dei TG, la realtà parrebbe molto ma molto più inquietante e l'inchiesta in corso sta cercando di farvi luce.

E Lactalis, il megasuperpadrone di quasi tutti i marchi europei, pare coinvolto dell'affaire?
Per carità, non nominare la multinazionale invano, nonostante sia già stata condannata in Francia per truffa e frode alimentare (allungavano il latte, tra l'altro, con l'acqua ossigenata).
Si sa come funziona in questi casi. Si getta il sasso, si accenna, poi si lascia che siano i portavoce delle aziende a smentire il coinvolgimento. Noi non siamo stati. Oro colato, fine della storia e se per caso si tratta di multinazionale, è cassazione.

Visto che viviamo all'interno di un grande cartone animato, dove ogni giorno cadiamo dal Grand Canyon abbracciati ad un razzo ACME ma non ci facciamo un graffio, no, forse non parlavano di vero formaggio, di quello che sto addentando in questo momento e che da domani guarderò con sospetto nel frigo ricordando la saggezza da capo indiano di mio papà ma di cacio virtuale, come quello del quale va matto il topino Remy.


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sabato 16 agosto 2008

No, non è la frutteria

Ci vuole proprio poco per ricrearsi la propria oasi tropicale anche in città. Basta un bel viale alberato di pini, fornitori di ombra, frescura e inconfondibile profumo che ricorda le località marine e una frutteria all'aperto, quelle con gli ombrelloni-oni-oni di paglia, i tavolini, la musica etnica e tante prelibatezze esotiche e non.
La frutteria che frequento in questi giorni in maniera compulsiva per illudermi di stare ancora in vacanza e disintossicarmi a furia di vitamine e sali minerali, è un luogo che invito chiunque passi da Faenza a visitare. Si trova in Via Tolosano, il viale che si imbocca, venendo da Imola, quasi di fronte all'Ospedale, per andare alla stazione.

Ideale per la pausa del pranzo, sempre frequentata ma incredibilmente tranquilla, una vera oasi, offre non solo frutta, gelati, frappé, centrifugati e cocktails ma la possibilità, ad esempio, di farsi la propria insalata-compilation con gli ingredienti preferiti.
Per la frutta c'è solo l'imbarazzo della scelta. Oltre al classico cocomero, i miei preferiti sono i piattoni di frutta mista da gustare con lo yogurt. In questi ultimi giorni, complici il caldo e una certa nausea per il cibo tradizionale, mi sono mangiata quantità industriali di cocomero, ananas, cocco e melone.

Oggi, per cambiare e per la serie "o magnamo strano", mi sono concessa un "Laguna Blu" tutto di frutti tropicali. Confesso che alla mia tenera erà non avevo mai mangiato il Rambutan, la carambola, il Litchi, la Pitaya e nemmeno il Mangustan. Per dire la verità nemmeno tanto spesso il frutto della passione, il mango e la papaya. E' stato divertente e gustoso anche se certi frutti esotici hanno sembianze un po' inquietanti, tipo certe pallette pelose chiamate Rambutan.

Il bello è che mangiando al pasto solo frutta, anche quella aliena con il pelo, ci si sente leggeri come piume. L'unico effetto collaterale è che, soprattutto quella tropicale, è piuttosto diuretica ma per sgonfiarsi è l'ideale.
Ecco, oggi mi sono sentita veramente ai tropici ed ero a meno di un chilometro da casa. Se passate da Faenza, non mancate di fare un salto in Frutteria.


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giovedì 14 agosto 2008

Paté de Phelps gras

12 mila calorie al giorno. Ingozzato come un'oca da foie gras.
Vale la pena di riportare il pezzo di cronaca per intero, ripreso da Repubblica (anche se si stenta a credere che non abbiano preso lucciole per lanterne e non si sia un po' esagerato nella traduzione).
"Mangiar bene, per sentirsi in forma. Con l'oro conquistato nella 4x200 stile libero, Michael Phelps è entrato ieri nella storia vincendo l'undicesimo titolo olimpico e salendo per la quinta volta a Pechino sul gradino più alto del podio.
Dopo l'ultimo trionfo, il nuotatore statunitense ha rivelato il segreto che gli consente di sostenere durissimi allenamenti, cinque ore per sei volte la settimana: un'incredibile dieta - si fa per dire - da 12mila calorie al giorno, sei volte la quantità standard di un adulto maschio.

La colazione del campione capace di oscurare Mark Spitz prevede tre uova in padella con il pane, con l'aggiunta di alcuni selezionati ingredienti: formaggio, lattuga, pomodori, cipolle fritte e ovviamente maionese. Poi due tazze di caffè e una scodella di fiocchi d'avena, una "pappa" di cereali spezzettati. Ma non è ancora finita. Ci sono tre fette di pane tostato, con zucchero a velo per assicurarsi che non manchino calorie. Per finire, tre piccole frittelle di cioccolato.

Terminata la prima colazione e con le fitte della fame per l'incombere del pranzo, Phelps non rinuncia a mezzo chilo di pasta condita e due grandi panini con prosciutto e formaggio, pieni di maionese. E senza dimenticare mille calorie di bevanda energetica.

La cena è il pasto in cui il nuotatore fa la scorta di carboidrati per l'allenamento del giorno successivo. Ancora mezzo chilo di pasta, accompagnato però da una pizza e altre mille calorie di bevanda energetica. Poi a letto per il meritato riposo. "Mangiare, dormire e nuotare, è tutto quello che so fare", ha detto ieri Phelps all'emittente statunitense Nbc".

Come si dice in certe trasmissioni televisive di sport estremi: "DON'T TRY THIS AT HOME!" (non rifatelo a casa vostra.)

Prima domanda idiota: con tutto quello che mangia, come fa a digerire e subito buttarsi in piscina? Vi ricordate quando ci dicevano da piccoli che dovevano passare due ore almeno dai pasti prima di fare il bagno, se no potevamo morire di congestione e noi in spiaggia guardavamo il mare impazienti e contando i minuti?

Altra domanda sciocca: mi sbaglio o appena attaccherà gli occhialini al chiodo questo giuggiolone americano comincerà ad ingrassare come un capodoglio e se è fortunato riuscirà ad invecchiare senza schiattare a quarant'anni per un colpo secco?

E' ancora sport questo o è solo una succursale del freak show di Barnum? Amminchiarsi il fegato in quel modo, si può considerare doping estremo?
E che nessuno mi dica che comunque Phelps è obbligato a mangiare così perchè solo in un'ora di allenamento consuma più di 500 calorie. Che lui fa del moto (per usare un eufemismo). E' una cosa mostruosa lo stesso.

Mostruosa come l'atroce ingozzamento delle oche per fare il foie gras, appunto. Una pratica che andrebbe abolita in tutto il mondo e contro la quale vi sono campagne di mobilitazione animalista. Tanto si può vivere anche senza il foie gras che, detto fuor di metafora, fa schifo.


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domenica 25 maggio 2008

Il governo Grandi Opere

Hanno mandato avanti Scajola a dare l'annuncio e la scelta mi sembra ottima, non c'era persona più adatta di lui.
Il nostro paese risolverà la crisi energetica non con le fonti rinnovabili e con l'energia pulita ma con l'uranio. Si torna al nucleare.

No, non pensate subito a Chernobyl e ai gemelli Michael e Vladimir, 16 anni, uno sordo e l'altro idrocefalo, di Minsk (foto Robert Knoth). Se sono così dopo tanti anni, è a causa del comunismo, non delle radiazioni uscite dal reattore numero quattro nel lontano 1986.
Il nucleare è assolutamente sicuro. Scommetto che per convincerci, faranno dei chupa-chupa al plutonio da far ciucciare ai bambini e li pubblicizzeranno in TV.

L'uranio è meno dannoso per i polmoni delle sigarette. Lo scrivono i ricercatori.
Le città coinvolte nel disastro sono a distanza di vent'anni ancora troppo irradiate per viverci. In Bielorussia muoiono ancora oggi per leucemia e cancri alla tiroide? Nascono bambini ritardati, deformi, psicotici? Finchè uno scienziato non troverà il marchio Made in Chernobyl guardando le cellule tumorali al microscopio pagatogli dalla multinazionale che magari ha una zampa anche nel nucleare, non ci crederà. Non ci sono prove, dicono, come quelli che sanno di essere colpevoli.

Certo, l'incidente di Chernobyl fu dovuto alla rimozione delle sicurezze, ad uno sciagurato "esperimento", al fatto che la centrale era di prima generazione, a grafite, che il tutto era fatiscente come il regime comunista già in preagonia.
Ma ora che il vecchio sarcofago che copre il reattore ancora in ebollizione, costruito mescolando cemento e il sangue di migliaia di "liquidatori" sta marcendo e andrebbe sostituito ma nessuno fa niente, nonostante che a Mosca regnino i boss della moderna Russia, è ancora colpa del comunismo?

In quei giorni di Chernobyl ci fu gente nel nord Italia che si vide schizzare i valori dei leucociti verso livelli leucemici ma poi, passata la paura dell'insalata a foglia larga e del latte che pensavamo dovesse diventare fosforescente di notte nel frigo mentre noi dormivamo, fu tutto dimenticato. Sono rimasti i "bambini di Chernobyl" (quelli bellini e biondi, non quelli inguardabili che nascevano con un occhio solo in mezzo alla fronte) da invitare generosamente a passare qualche giorno sulla spiaggia di Rimini.
Poi più nulla. Come sempre quando c'è di mezzo il nucleare, non si sa. Le radiazioni nessuno nega siano pericolose ma non sappiamo nemmeno quanti morirono esattamente dei gran botti di Hiroshima e Nagasaki, figuriamoci se ci deve fregare di quattro contadini e matrioske bielorussi. Quando un disastro coinvolge i poveri state tranquilli che non è successo niente. Si, un pianto e un lamento e un paternoster e poi si pensa di nuovo al nostro culo.

Ora che vogliono ritornare al nucleare diranno che Chernobyl deve essere dimenticato. Ancora di più, se è possibile. Stanno già dicendo (la Marcegaglia) che le scelte antinucleari di allora furono troppo "emotive".
Si potrebbe dire che Chernobyl rappresenta il passato. In teoria, si potrebbe anche essere favorevoli ad un uso limitato e coscienzioso del nucleare.
Sarebbe sciocco negare che dal 1986 non siano stati fatti progressi nella progettazione delle centrali. E' vero che le più moderne sono relativamente sicure ma ci sono comunque dei problemi pratici, che si possono riassumere brevemente nei concetti che seguono.

Le centrali di terza generazione (quelle di quarta sono solo in via di studio e se ne parlerà forse nel 2030) costano moltissimo, necessitano di molti anni per il loro completamento e prima di iniziare a dare i frutti desiderati in termini di produzione di energia, devono passare ancora degli anni, anche cinquanta. Funzionano ad uranio, che deve essere lavorato per arricchirlo. L'uranio non è una risorsa economica ed ubiquitaria, che si trova al supermercato con il 3x2, ma è sempre più rara e costosa.
Gli Stati Uniti, per fare un esempio di paese nuclearizzato, dipendono solo per il 40% del fabbisogno energetico dal nucleare. Le automobili continuano comunque ad andare a benzina. Le centrali necessitano di grandi quantità di acqua, che sta diventando un bene sempre più prezioso. Rimane insoluto il problema delle scorie che vanno smaltite e non bastano certo le discariche di Bertolaso.

Se permettete, se parliamo di nucleare mi fido di più di Carlo Rubbia che di Claudio Scajola.



E allora, perchè i dirigenti delle società energetiche italiane, all'annuncio del governo sulla ripresa del nucleare le hanno sparate grosse?
''Famiglie e imprese potranno concretamente risparmiare dal 20 al 30% sulla bolletta elettrica''.
"Con l'atomo l'Italia può raggiungere l'indipendenza energetica che oggi e' uno dei nostri maggiori problemi''.
Strano, vero? Non si trovano quattro stracci di aziende italiane pronte a salvare la compagnia di bandiera Alitalia subito ma c'è grande entusiasmo in Edison, Enel ecc. nell'infilarsi in una impresa che se darà frutti lo farà tra non meno di trent'anni, ad essere ottimisti. Un investimento a lungo periodo che così male si adatta alla voglia di "tutto e subito" degli italiani. Mmmh, ci deve essere sotto qualcosa.
Non è che per far presto e senza il tempo per centrali ultramoderne e sicure ci si accontenterebbe di qualcosa di meno raffinato? Non è che per lesinare sui costi si ripiegherebbe su roba meno sicura? Che si risparmierebbe sulla sicurezza?

Un'altra malignità. Magari non c'entra niente, ma dai prodotti di scarto dell'arricchimento dell'uranio si ricava uranio impoverito, ingrediente sempre più apprezzato nella fabbricazione degli armamenti e non solo. Non importa se il DU (depleted uranium) è sospettato di tossicità e fa morire i reduci dalle zone di guerra bombardate con tali armi e fa nascere creature malformate e tumori nelle popolazioni colpite.
Sempre a disposizione, si trovano plotoni di ricercatori aviotrasportati da pronto intervento che giurano sulla innocuità del DU, pronti a mangiarsene intere barrette in diretta tv.
Intanto i soldatini perdono i capelli e muoiono, con gli alti comandi che negano, e a Quirra in Sardegna detengono il record nazionale delle leucemie.
L'uranio impoverito può essere ricavato dalle scorie derivanti dalle centrali nucleari.
E allora non sarà che il vero interesse e il treno da prendere al volo, con la trentennale guerra globale al terrorismo in corso e in attesa di clamorosi sviluppi, sia quello? Dopo tutto siamo un paese che con le industrie di armi facciamo la nostra porca figura.

Non deve stupire la sparata sul nucleare facile facile. Questo è un governo che pensa e realizza in grande.
Il dubbio è che più che realizzare grandi opere, realizzi grandi sparate mediatiche, tanto nessuno poi andrà a controllare se ciò che è stato millantato si è poi effettivamente realizzato. Si potrà sempre dire di essere stati fraintesi o che "abbiamo ereditato i guasti della sinistra".
Si tratta, guarda caso, di progetti per i quali non risultano esservi i soldi, a meno di andare a mettere le mani nelle tasche di Pantalone o praticare altri tipi più estremi di fist-fucking fiscale. Altro che abolizione dell'ICI per festeggiare l'incoronazione.
Si riparla del Ponte sullo Stretto, della TAV poi delle megacentrali nucleari di quarta generazione che esistono soltanto nei sogni.
Prossimamente: le piramidi.


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