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lunedì 7 aprile 2008

Il segreto di Dr. House

Ultimamente ci siamo tutti interrogati, sempre per non pensare alle prossime elezioni di domenica, sul segreto del successo dell'irresistibile Dr. House. Io penso di averlo scoperto.

No, non è il meccanismo del transfert o il fascino di Hugh Laurie e nemmeno il taglio particolarmente innovativo della serie.
Dr. House, il personaggio, è uno stronzo di prima categoria, uno che ti dice senza problemi che stai per diventare cliente del beccamorto locale, uno che non vuole sentire lagne dai pazienti e se può li tortura con siringhe e cannule.
Però, e questo è il segreto, è un medico che azzecca la diagnosi. Sempre. Per una che ha scoperto solo dopo quattro anni di aver avuto una meningoencefalite, "che per fortuna era virale e non batterica altrimenti non saresti qui a parlarmene", è una cosa fantastica.
Di fronte a casi sempre più osceni di malasanità, a errori marchiani sempre più frequenti di medici e chirurghi, a malanni che non ti passano nonostante le migliaia di euro spese in medicine e visite, Dr. House ti sembra un miraggio e si fa perdonare tutto, anche la stronzaggine, perchè è un fenomeno, è una risonanza magnetica umana che ti scannerizza con uno sguardo e non sbaglia mai.

E' ovvio che un medico che riesce sempre a fare una diagnosi corretta può essere solo un parto dell'immaginazione. Non è esatto però dire che un medico così non sia mai esistito.
Dr. House in fondo assomiglia al vecchio medico condotto, colui che sapeva far partorire la donna e la vacca e ha permesso a tanti ultranovantenni di invecchiare forti come rocce fino ai giorni nostri.

E' il dono della diagnosi perfetta che ci affascina di House. Se solo potessimo farci visitare da lui, chissà di quali strane sindromi scopriremmo di essere affetti. Partendo dalle nostre mani fredde e da quelle leggerissima e costante ematuria potremmo scoprire, chissà, di non essere uomini ma donne, non donne ma uomini, di avere tre reni, due fegati, un profilo cromosomico aberrato, un fratello gemello nascosto nell'addome (tale da spiegare la nostra tendenza alla pinguedine, per esempio).
Di fronte a qualunque sintomo, anche il più strano, farebbe sembrare il nostro medico di base e perfino il grande luminare dal quale ci facciamo curare invano da anni dei perfetti idioti; scriverebbe una ricettina, ci manderebbe affanculo agitando il bastone e ci cambierebbe la vita da così a così.


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lunedì 16 luglio 2007

Alì Bin Laden e i 40 dottori?

Prendo spunto da un articolo di Pressante che racconta delle ultime rivelazioni sulle cellule di Al Qaeda in Gran Bretagna.
Pare che colà i terroristi si nascondano non nelle moschee ma tra cateteri e fleboclisi, a tramare contro la perfida Albione e l’intero Occidente. Non in cliniche private di lusso, per potersi togliere il gusto così di fare qualche clistere a tradimento a magnati e profittatori dei popoli del terzo mondo, ma nel servizio sanitario nazionale, o di quello che ne è rimasto dopo la cura della gran gnocca Margaret negli anni ‘80.

Gli ultimi arrestati, racconta il giornale impegnato “The Mirror”, erano medici pure bravi di origine palestinese o pakistana che però sotto sotto tramavano le più orrende azioni terroristiche. Per fortuna che l’MI5 vigila e sa sempre dove andare a pescare questi sospetti. Pare quasi che abbia un sesto senso. I media hanno il compito poi di raccontare ”umaronnamia” a cosa siamo scampati.
Forse volevano sciogliere del Guttalax nell’acquedotto di Londra e si erano messi d’accordo per ingessare a tutti l’arto sbagliato? No, preparavano attentati dinamitardi ma con risultati per fortuna scadenti, come dimostrano le ultime rudimentali bombe trovate a Londra.
Ofele' fa el to meste’
, dicono a Milano.
Certo che queste storie, tra gli shampoo esplosivi dell’anno scorso e i terroristi della mutua di quest’anno fanno pensare che gli 007 inglesi abbiano veramente troppa fantasia.

Non che non vi sia una certa tradizione medica in Al Qaeda. Il noto Ayman al-Zawahari, attualmente gran capo in sostituzione del probabilmente defunto Bin Laden, era al seguito appunto di Osama come medico personale quando questi si fece ricoverare per una decina di giorni a Dubai, lui si in un ospedale americano di lusso, per farsi curare i reni da un professorone “ammerecano” ed era tutto un via vai di visite, fiori e pastarelle da parte dell’FBI e della CIA. Era il luglio 2001, mentre a Genova stavano per roteare i manganelli e il principe del terrore stava già evidentemente pregustando il botto delle due torri. Questa notizia, davvero sorprendente alla luce degli avvenimenti successivi, fu pubblicata dopo l’11 settembre da “Le Figaro” e nessuno l’ha mai ufficialmente smentita.


lunedì 4 giugno 2007

Varicella?! E sticazzi!

No, dico io, ma è serio prendersi la varicella a quarantasette anni e dover stare in quarantena?

Magari tra un po' arriva Dr. House che fa il solito cazziatone con il botto al mediconzolo che non ha capito la diagnosi e ne spara una delle sue alternative e infallibili.

Per il momento mi tengo la febbre alta, i dolori, l'esantema, il prurito e la rottura di palle. E sticazzi!

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