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martedì 25 novembre 2014

Euro-gender-for

Scusate il rosa

Stamattina mi è capitato di leggere questa perla piddina. E' la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli che parla dell'educazione di genere nelle scuole:

"Sì perché uno non si sente autorizzato a pensare in modo diverso se ti hanno inculcato certe visioni, l'attesa del principe azzurro, la passività. Se chiedi ai bambini cos'è una governante ti rispondono una colf, non una donna presidente di regione." 

E i bambini hanno ragione, povere anime innocenti, perché quella semmai è la governatrice e non la governante. 
Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne ed è dura non immaginare il fiore di dieci chili che userei per accarezzarne certi esponenti.  Vedete che alla violenza si finisce per reagire sempre con la violenza? 
E' sempre la giornata di qualcuno contro qualcosa, ed io mi faccio promotrice di una Giornata contro la violenza psicologica delle minoranze, compresa quella del PD che ormai si considera vincitore plebiscitario anche con il 17% di consenso degli elettori in una tornata locale.
Compresa la minoranza fasulla delle donne che sono in realtà maggioranza ma che si fanno rappresentare solo dal peggiore femminismo piagnone e segregazionista, oltre che lisergico perché certe cose le vede solo lui, anzi lei. Le piagnone sono serve di una visione antropologicamente imperialista che le recluta allettandole con il miele del potere a lungo agognato ed ora finalmente ottenuto, e che fa loro dimenticare, quando parlano di "società maschilista", l'esistenza nel passato ed attuale in altre culture del mondo di aree vastissime di matriarcato.

Tornando alle visioni inculcate, io pensavo di essere vissuta negli anni Settanta della liberazione sessuale e di essere già passata oltre questi discorsi - il principe azzurro, mioddio - e con me un'intera generazione almeno. Se il problema è l'essere donna, da bambina avevo le Barbie ma ho anche giocato interi tornei di Subbuteo. Avevo le scarpette di raso rosa da ballo ma giocavo a calcio in attacco e, all'occorrenza, facevo a botte con certi spocchiosi cuccioli di miliardario con i quali ho trascorso l'infanzia. Ne ho prese, ma quante ne ho date! 
Ho potuto studiare ciò che ho voluto, ho potuto non sposarmi e non avere figli, prendere la pillola, vestirmi mescolando il wonderbra con l'anfibio, truccarmi o no. Ho potuto rendermi indipendente imparando che dovevo contare solo sulle mie forze, come qualunque essere umano vivente in questo crudelissimo gioco di ruolo che è la vita. Soprattutto non mi sono mai chiesta se il mio pensiero fosse femminile o maschile, perché era semplicemente pensiero. 
Insomma credevo di essere libera e quindi, se permettete, visto che non sono vissuta su Marte ma nel vostro stesso paese, tutta questa tematica gender la ritengo un falso problema, oltre che una rottura di coglioni. 
Come tutti gli atti di questa dittatura con il silenziatore, si prende la violenza contro le donne, un fatto che non può essere che esecrabile ma che è pur sempre marginale e che nasconde l'esistenza di una parallela violenza contro i maschi, ebbene si, per far passare un messaggio diverso, che si nasconde nell'ultima frase dell'intervista alla genderma: "Si cambia partendo dai bambini, gli uomini di domani". E' quella cosa dell'Italia cambia verso, immagino. Ecco quindi che vogliono cambiarci. Che carini.
Il gender assume allora un senso se lo inquadriamo in questo gigantesco campo di rieducazione gestito dalla Rivoluzione Culturale delle Guardie Rosse avanguardia della neoaristocrazia.


E che tristezza l'altra minoranza, quella omosessuale, che pensa di insegnare la tolleranza ed il rispetto di sé, quella che perde quando si presta a queste operazioni psicologiche di regime, attraverso i calci nelle palle e la rieducazione delle masse attraverso l'ingoio con l'imbuto del buonismo a tutti i costi.
Chissà come mai, nonostante sia cresciuta in una società borghese di merda e maschilista, sono riuscita a non essere omofoba e a rispettare le scelte sessuali altrui perché rispetto le mie? Non considero un merito né essere etero né omosessuale. Il sesso possibilmente deve rimanere un fatto privato se no, banalmente, perde di interesse. Il genere confuso con il ruolo, qual è questa tematica gender, quindi questo imbroglio, non mi interessa. 
E infine sono cresciuta a pane e David Bowie, il metrosexual c'era già quando io andavo alle elementari, quindi figuriamoci se mi faccio incantare dai donni barbuti del side-show del Parlamento Europeo in versione Barnum. Cantanti mediocri e volutamente osceni arruolati per svilire i diritti civili e ridurli a buffonata, a sberleffo, come quando disegnavi i baffi e la barba con la biro sulle foto dei giornali.
Con tante grazie a coloro che per difendere veramente i loro diritti ci hanno rimesso le penne.

Duchamp è altra merce

Anche la battaglia sul gender ce la chiede l'Europa, come ammette la Fedeli, che credevate? E' l'Eurogenderfor, la polizia politica che irrompe nel nostro privato.

Quando si vuole cambiare qualcosa di solito si ha una visione del futuro, un'immagine del punto di arrivo. Vi state chiedendo quale potrebbe essere la società del futuro e se il gender c'entri qualcosa? Potremmo chiedere lumi al precog Casaleggio ma è meglio fidarsi del buon vecchio conte Kalergi, che è sempre una garanzia quando si parla di architettura europea.
Guardate cosa vi ho trovato, l'edizione francese di "Praktischer Idealismus" del 1925 del quale citano sempre solo la celebre frase sull'umanità futura che sarà all'insegna del meticciato che fa scattare gli allarmi del politically correct, perché viene scambiata per una frase libertaria e progressista invece di un inno all'eugenica qual è in realtà e fa diventare chi ne denuncia il carattere razzista un losco estremista di destra.
(La trovate a pag. 18. Più avanti trovate il libro intero in un comodo reader. E' in francese ma voi avete fatto sicuramente l'Erasmus a Parigi. Io no e non ho mai studiato il francese, quindi non chiedetemi come faccio a conoscerlo e a tradurlo. Chi è traduttore madrelingua può anche bastonarmi se la traduzione non risultasse ad hoc.)

Ecco quindi Richard che, parlando più ampiamente dell'architettura futura dell'umanità, se mi permettere la nota professionale, allucina la propria origine meticcia idealizzandola e mitizzandola come solo uno con un complesso di inferiorità grosso così può fare. 
"Oggi, all'alba di una nuova era, è sorta una nuova nobiltà, scaturita in maniera casuale e pericolosa dalla mescolanza del sangue, che si è sostituita alla nobiltà di rango. Una nobiltà di individui da cui nascerà la nuova razza nobile internazionale ed intersociale di domani.
Tutte le persone eminenti per bellezza, forza, energia e spirito si riconosceranno e si uniranno grazie alle leggi misteriose dell'attrazione erotica che oltrepassano i limiti tra gli umani  imposti artificialmente dal feudalesimo e dal capitalismo. Di conseguenza, le donne più belle ritorneranno automaticamente agli uomini più significativi e gli uomini migliori alle donne più eminenti.
Più un uomo sarà perfetto nel fisico e nello spirito e maggiore sarà il numero di donne ugualmente nobili tra le quali sarà libero di poter scegliere. Gli uomini e le donne di minor valore invece dovranno accontentarsi di persone di valore minore. Di conseguenza, lo stile di vita erotico delle persone inferiori e mediocri sarà l'amore libero, il matrimonio libero. La nuova nobiltà di riproduzione disciplinata del futuro non emergerà quindi dalle norme artificiali della cultura delle caste umane ma piuttosto dalle leggi divine dell'eugenismo erotico.
La classificazione naturale della perfezione umana rimpiazzerà la classificazione artificiale imposta dal feudalesimo e dal capitalismo.
Il socialismo, che ha già cominciato abolendo la nobiltà di rango e livellando l'umanità, trionferà nella produzione della nuova nobiltà mediante la differenziazione dell'umanità. E' qui, nell'eugenismo sociale che risiede la sua più alta missione storica, tutt'ora misconosciuta: giungere, da un'ineguaglianza ingiusta, attraverso l'uguaglianza, ad un'ineguaglianza giusta. Passando sopra le macerie di tutte le pseudo-aristocrazie verso una vera nuova nobiltà."
(fonte: Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, "Idéalisme pratique - Noblesse, Technique, Pacifisme" (1925), pag. 46-47)


Non male, vero? Anzi, proprio esticazzi! Non è sorprendente l'ultimo paragrafo sul ruolo storico del socialismo? "Attraverso l'uguaglianza, giungere ad un'ineguaglianza giusta." I conti, è proprio il caso di dirlo, tornano sempre.

sabato 22 novembre 2014

Avanti ripopolo


Orsù, in attesa dei risultati delle regionali in Piddinia, apprestatevi a baloccarvi con la fiction di regime sugli unici Spinelli che non solo non vi proibiscono ma vi obbligano a passarvi l'un l'altro da bravi piddini, per celebrare il fogno europeo antifassista che, secondo gli allucinanti comunicati stampa di presentazione della RAI, sarebbe ormai divenuto realtà. Chissà quando, visto che l'Europa attuale, in preda al mercantilismo culone, al principio del beggar thy neighbour e del kill PIL, è più un troiaio, una situazione di degrado condominiale da Vele di Scampia, una Tor Insipienza all'insegna della sopraffazione e della riproletarizzazione forzata delle classi medie, piuttosto che un ideale di pace e fratellanza.

"Un mondo nuovo", si intitola il marchettone europeista, uno degli ultimi atti di devozione alla Sovrastruttura di una TV pubblica destinata a confluire dell'Istituto Luce nel senso dell'ENEL. Chissà se il rimando ad Aldous Huxley ed al suo romanzo distopico "Il mondo nuovo" su una società futura sovrappopolata e superorganizzata divisa rigidamente in caste e dominata dall'élite, dove sono permessi la promiscuità sessuale e il godimento illimitato artificiale ma il dissenso è vietato, è un atto meravigliosamente inconscio, una di quelle straordinarie coincidenze che si possono cogliere interpretando la realtà come un continuum multidimensionale di coscienze.
Un mondo nuovo all'insegna del più rigoroso antinazionalismo, si intende, visto che Emiliano Brancaccio ci ricorda che "le nazioni sono l'espressione del capitale." Chissà invece l'internazionalismo, ma sarebbe meglio dire la globalizzazione delle multinazionali, di cosa saranno espressione. Magari scoprendolo si potrebbe capire che l'attuale anticapitalismo finanziario è più pericoloso del capitale ma poi si rischierebbe di ammettere che, per i lavoratori ed il loro benessere, ha fatto di più Keynes dei sindacati.


Tornando all'epopea della mejo gioventù che voleva solo il nostro bene (pensate se ci avessero voluto male), il ritorno nostalgico alle origini è tipico dei regimi in avanzato stato di putrefazione, e in clima ormai da Seconda Repubblica di Salò, anzi di Ventotene, la sinistra si arrocca sull'europeismo ad oltranza. Ovvero sul momento in cui ha scelto di votarsi al più neoaristocratico e reazionario progetto di design sociale di tutti i tempi, disvelando così la sua vera natura pauperofila. In fondo la perversione delle missionarie la cui santità si esprime solo se permangono la povertà e la sofferenza dei disgraziati che hanno affidati in comodato d'uso.
E se vi dicessi che l'ultima incarnazione dell'internazionalizzazione da loro tanto amata nasconde un progetto potenzialmente genocida? 

Fate molto male a ridere dei talk show. Se li guardaste capireste cosa hanno in serbo per voi e fareste in modo di prendere alcune misure precauzionali. Su quelle poltrone diventano straordinariamente sinceri. Basta accendere la lucina rossa e sventolar loro davanti una felpa con scritto EMILIA a mo' di muleta e confessano senza problemi che "la proprietà immobiliare deve avere una funzione sociale" (cit. Emiliano, del PD) e quindi le case sfitte vanno affittate se non addirittura requisite per darle a chi ne ha bisogno. Il punkabbestia che è in loro. E lo dicono pure due giorni prima delle elezioni, senza alcun pudore. 
La scopolamina che li fa confessare è l'ebbrezza del potere che hanno raggiunto e che credono essere ormai indiscutibile perché il pinocchietto si sta sbattendo come un ossesso per uno strapuntino nella Ur-Lodge e il biglietto per Elysium credono di averlo già tutti in tasca.

Ma lasciamo perdere Ventotene, che fa parte al passato, e guardiamo al futuro - che non appartiene agli Stati Uniti d'Europa perché di Stati Uniti bastano e avanzano quelli imperiali - ma che apparterrà alle corporation, alle multinazionali che potranno farvi causa anche solo per aver osato pensare che possano inquinarvi. Se la sinistra, pur di rimanere abbarbicata al potere accetterà il TTIP, preparatevi a recitare la preghiera: "O Monsanto onnipotente che sei nei CEO, sia sacrificato il nostro nome, venga il tuo regno". Rimpiangerete la Thyssen-Krupp, i Riva dell'ILVA e l'amianto.

Volete sapere qual è il vero sogno europeo del futuro, pensando ad un periodo che si estenda grosso modo fino al 2050? Ricordate cosa disse la Barbara Spinelli (figlia di Altiero, tout se tient) tempo fa da Mentana?
Chi sono i demografi che "ce lo dicono", che abbiamo bisogno di una decina di milioni di migranti in Italia?
Ed inoltre, ricordate la Presidenta della Camera e "lo stile di vita del migrante che sarà presto quello di molti di noi"?



(Un giorno parleremo del perché mandano sempre avanti le donne a dire queste cose.)

Ebbene, i demografi in questione sono l'ONU, attraverso il suo Dipartimento di Affari Economici e Sociali.
In questo paper del 2000, intitolato "Il ripopolamento per migrazione può essere una soluzione all'invecchiamento e diminuzione della popolazione?" vengono proposti alcuni scenari futuri riguardanti paesi come Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione Russa, Regno Unito e Stati Uniti e macroregioni come l'Europa e l'Unione Europea. All'Italia è dedicata questa parte della ricerca.

Il presupposto dello studio è che la diminuzione della natalità in questi paesi e il progressivo invecchiamento dei loro abitanti siano un grave problema. Indi per cui in futuro, a meno di elevare  l'età pensionabile fino ai 75-77 anni di età, si dovranno ripopolare questi paesi con migranti che, con il loro lavoro, possano mantenere la popolazione più anziana. Per l'Italia si parla di una dozzina di milioni di migranti necessari per mantenere costante il tasso di popolazione. Come sostengono appunto le posizioni delle missionarie qui sopra: la figlia del padre dell'Europa e la portavoce dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati.

Ora, lo suggerisce anche il Galton Institute a commento del paper, perché mai la diminuzione della popolazione nei paesi suddetti, se il livello di servizi e welfare viene preservato e non cancellato dall'iperliberismo della shock economy, dovrebbe costituire un problema? Per la denatalità non sarebbe più pratico ristabilire il principio di piena occupazione e far si che le donne, aiutate da opportuni programmi di sostegno alla maternità, possano ricominciare a fare figli?
E perché i futuri anziani dovrebbero aver bisogno di manovalanza straniera che li mantenga (magari a minijobs che non basterebbero neppure per la sua sussistenza) se non ipotizziamo una popolazione futura di italiani, nel caso nostro, a quel punto ormai spolpati di ogni loro proprietà e ridotti in miseria da pensioni da fame?
Come mai il paper non cita gli ovvi effetti collaterali di un ripopolamento  ritenuto inevitabile, imposto e non liberamente scelto sulla popolazione autoctona e sembra parlare dello spostamento di pedoni su una scacchiera e non di esseri umani? Quelli dell'ONU credono veramente che l'aumento esponenziale di migranti in territori già densamente popolati, possa avvenire senza alcun problema di ordine pubblico e convivenza civile, se non addirittura di spargimento di sangue? Conoscono la storia delle tribù pellerossa e di cosa accade generalmente, anche nel mondo animale, quando una popolazione vuole sostituirsi ad un'altra in un territorio? Hanno idea di cosa parlano quando pensano di "ripopolare" il Giappone?
Io credo che si tratti di un progetto folle e criminale di totalitarismo genocidario, che persegua i suoi scopi attraverso lo shock dell'invasione.

Ma non basta. Visto che i paesi target sarebbero quelli occidentali e maggiormente industrializzati, si deve dedurre che i flussi migratori debbano provenire dal resto del mondo, in specie dall'Africa? Come mai, a far da contraltare alla preoccupazione per la diminuzione della popolazione dell'occidente industrializzato non si accenna alla sovrappopolazione del terzo mondo, suggerendo magari di adoperarsi per un riequilibrio tra i due opposti problemi? Se si migliorassero le condizioni di vita nel terzo mondo non vi sarebbe alcun bisogno di migrazioni forzate (o è giunto il momento di chiamarle deportazioni?) e si aprirebbero nuovi spazi di benessere nel mondo, da aggiungere a quelli già raggiunti e preservati nel primo mondo..
Qui sembra invece che si voglia mantenere la subalternità del terzo mondo in modo da produrre quei milioni di migranti "necessari" alla terzomondizzazione del primo mondo, ovvero il compimento della colonizzazione totale da parte dell'anticapitalismo delle corporation per la realizzazione di un Mondo Nuovo. Un mondo che celebra l'unione contronatura tra i principi dell'internazionalismo e i piani elitari di meticciato imposto e di distruzione delle identità dei popoli. Un mondo all'insegna della povertà diffusa e della ricchezza segregata nelle mani di pochissimi.
Ricordate, non parlano più di ospitalità e di accoglienza. Parlano di ripopolamento. Soylent Green is made out of people.

domenica 9 novembre 2014

#goofy3


E' in corso il terzo convegno di a/simmetrie, "L'Italia può farcela", per gli amici #goofy3. Livello degli interventi altissimo e una gioia per le orecchie. Vi invito a seguirlo. E grazie ad Alberto Bagnai e ad a/simmetrie per tutto questo.

Link qui se non dovesse funzionare il frame.

venerdì 7 novembre 2014

Keep calm and fuck euro


Forte, Mario Draghi. Non stampa moneta ma stampa banconote e poi ci fa il video con lo sfottò.
La nuova banconota da dieci euro "a volte è tanto! Altre volte è una piccola cosa!"
Infatti i dieci euro del video sono la paghetta del piccolo della Merkeljugend e al pischello nordico servono per offrire da bere e poscia trombarsi le amichette, ma per la cameriera italiana diventa "la sua prima bella mancia!" Noi siamo quelli bocca, gli altri ammore. Non è uguale uguale al relativismo della zia ricca?

Ricordate comunque che i camerieri, avendo accesso alle cucine, sono quelli che possono più facilmente sputarvi nel piatto o, all'occorrenza, pisciarvi nella suppe.

giovedì 23 ottobre 2014

L'accalappiatreccani

Fabio Puelli, "La cena dei tre cani"
Grazie al sempre più prezioso Zugzwuang che mi ha segnalato un tweet di Claudio Borghi, ho trovato questi video di "Europe's Got Talent", il talent show per intellettuali collaborazionisti, a cura di una celebre enciclopedia, che lascio al vostro commento ed a futura memoria, quando tutto questo sarà finito.

Il casting si svolge su un curioso set & setting allucinogeno come quelli di Timothy Leary, viste le assurdità proferite dagli aspiranti in evidente stato alterato di coscienza e distacco dalla realtà. C'è una pila di volumi accatastati alla bell'e meglio alle spalle del candidato che fa pensare (ipotesi ottimistica) ad un trasloco imminente e (ipotesi pessimistica) ad una pira nazista di libri pronta a prender fuoco. In primo piano c'è una statuetta dell'euro, quasi la deificazione di uno dei loghi più brutti e nefasti dai tempi della mascotte di Italia 90, e l'immancabile cencio orostellato, il Palio delle Contrade Periferiche Morte, steso ad asciugare con le mollette. In sottofondo, un'agghiacciante colonna sonora di Ennio Morricone, che io da piccola avrei definito "musica pericolosa", e che mi pare oltretutto copiata da John Williams.
E poi loro, gli intellettuali, le figurine che parlano dell'Europa e soprattutto dell'Euro per questo progetto editoriale di fantadivulgazione che si intitola "La sfida europea" (o piuttosto sfiga?)
Una carrellata di scemenze e menzogne colossali, scarafaggi che enunciano metafore su calabroni e libelluleun'accozzaglia di luoghi comuni e slogan propagandistici venduti come opinioni illustri di esperti, che Claudio Borghi ha definito giustamente ignobili.
Una sequela di affermazioni assolutamente dogmatiche, come DALL'EURO NON SI ESCE, INDIETRO NON SI TORNA, PIU' EUROPA, L'EURO HA GARANTITO LA STABILITA' DEI PREZZI,  che di fatto si configurano come apologia dei reati contro l'umanità che l'euro ha perpetrato in Grecia (ma loro non credo se ne rendano conto).
Tutti i simpatici pupazzi parlanti di questa pantomima infame non nominano mai la Germania, il suo vantaggio indebito sugli altri paesi, le sue velleità da Quarto Reich, spalleggiata da nazioni del Nord Europa con la vocazione della mosca cocchiera e ben rappresentate dal bamboccio finlandese che oggi bacchetta l'Italia in palese conflitto di interessi, visto che il suo paese è tra quelli che beneficia dalle nostre disgrazie.
Tra parentesi, sapevate che quel Wolfgang Schauble che ora è nel governo della Merkel tra i più feroci fautori dell'austerità per gli altri paesi, ovvero per i concorrenti nel libero mercato, è stato uno degli esecutori materiali della feroce riunificazione tedesca a colpi di terapia dello shock economico? Uno che è stato capace di affamare il suo stesso popolo, quello che viveva nella Germania Est, figuriamoci  se ha scrupoli nei confronti di greci, portoghesi e italiani e potrebbe intenerirsi perché qualche bischero dalla lingua lunga crede di gabbarlo barando sul peso.

Tornando a questi provini per decidere chi un giorno avrà preso la cantonata più epocale della sua carriera, ne segnalo otto: quelli di Fabrizio Galimberti, Fabio PammolliIgnazio ViscoMario Monti Giuseppe De Rita, con menzione speciale e video in risalto per Umberto Eco, Lorenzo Bini Smaghi e l'ineffabile Romano Prodi.  
Ecce Homunculi. Scegliete voi il vincitore, il più europeo, il più zelante adoratore del supermarco.

Ecco Eco, definito da un esilarante refuso nei titoli "semilogo", invece che semiologo. Un logo venuto male?


Il suo è pistolotto d'autore con retorica della cultura tedesca mentre il poro Marcel Proust viene usato come scudo umano. La varietà delle lingue, l'Erasmus che ha una funzione "sessuale" perché favorisce matrimoni misti. Erasmus o Orgasmus, o forse solo povere fantasie di vecchi sulle studentesse straniere? Il nome del bocciolo di rosa. Rosebud.

L'ineffabile, dicevamo. Il solito orrendo piddino emiliano, rappresentante di ciò che si viene delineando come prova di un'invasione aliena, con i baccelloni che hanno posseduto l'intera dirigenza post comunista della regione rossa ibridata con il doncamillismo per conquistare non solo l'Italia ma il pianeta. Gente la cui ignoranza colpevole, incapacità e ottusità ideologica passerà purtroppo alla storia sulla pelle di milioni di persone.
Sentitelo, colui che in un momento di black out mentale abbiamo considerato un leader della sinistra.


"Lo sapevamo che c'erano dei problemi, perché  UN PO' DI ECONOMIA LA SAPEVAMO TUTTI."
Un po', mica tanto, quanto basta per far danni, comunque. "Kohl che diceva: si, faremo i passi successivi per un'unione politica ma occorre tempo perché Roma non fu fatta in un giorno". 
Peccato che l'unificazione shock della Germania sia stata fatta praticamente in fretta e furia proprio da quel Kohl, trasferendo con la carta carbone le leggi della RFT alla RDT, usando come maglio un marco sopravvalutato assieme alla minaccia fasulla di default per smantellare le industrie dell'est e favorire quelle dell'ovest. Non sarò mai abbastanza grata a Vladimiro Giacché per aver scritto con "Anschluss" la storia dell'antefatto del disastro dell'eurozona, indicando nell'élite industriale tedesca e nei suoi spregiudicati volonterosi politicanti, i responsabili di quest'ennesimo disastro continentale. 
Prodi che  fa finta di non vedere il ruolo criminale della Germania nel nazionicidio del sud Europa. Che sull'euro dice INDIETRO NON SI TORNA (ma io non ci giurerei, potrebbe anche riuscire ad avere la faccia di colui che da un giorno all'altro si rimangia tutto e ci porta fuori). E conclude con l'immagine dell'Europa come laboratorio. Si, di vivisezione umana dove le cavie più ambite e a buon mercato vengono dalla Grecia. 

Infine Bini Smaug, il trombato dalla stessa Europa, colui che Berlusconi faticò non poco a svellere dalla poltrona che difendeva disperatamente nella famigerata estate del 2011 perché i tedeschi non lo volevano più alla BCE.
A lui il compito del fuoco d'artificio finale del luogocomunismo, del gioco pirotecnico della liretta, dell'Italietta, dell'Italia che da quando è arrivata la crisi non cresce (chissà perché, eh?), e infine, il botto finale:

L'AUSTERITA' CE LA SIAMO VOLUTA NOI. E, ovviamente, TORNARE ALLA LIRA E' IMPOSSIBILE, E' INUTILE.


La merda è pesante da digerire. Gradite un ripassino storico?

"Questo sentono i fascisti di fronte ai loro avversari e perciò hanno una fede inconcussa nel trionfo della loro parte e non transigono; e possono ormai con pazienza longanime attendere che le opposizioni, come hanno abbandonato il terreno legale della lotta in Parlamento, finiscano col persuadersi della necessità ineluttabile di abbandonare anche quello illegale, per riconoscere che il residuo di vita e di verità dei loro programmi è compreso nel programma fascista, ma in una forma balda, più complessa, più rispondente alla realtà storica e ai bisogni dello spirito umano.

Allora la presente crisi spirituale italiana verrà superata. Allora nel seno stesso dell’Italia fascista e fascistizzata matureranno lentamente e potranno infine venire alla luce nuove idee, nuovi programmi, nuovi partiti politici.

Gli intellettuali italiani aderenti al Fascismo convenuti a Bologna per la prima volta a congresso (29-30 marzo) hanno voluto formulare questi concetti e ne vogliono rendere testimonianza a quanti, in Italia e fuori d’Italia, desiderino rendersi conto della dottrina e dell’azione del P.N.F. »
(Il manifesto degli intellettuali fascisti, 1925)

Bon appétit.



mercoledì 4 giugno 2014

Cominciare a progettare il futuro



Non conoscevo questo manifesto di propaganda democristiana delle elezioni del 1948, l'ho scoperto oggi per caso e quei bimbetti falcemartellomuniti mi hanno fatto trasalire perché mi hanno immediatamente ricordato quest'altro bimbetto. Il disegnatore è riuscito a preconizzare un piccolo Matteo ("tesoro di mamma") e un piccolo Valter ("siamo buoni") in marcia verso il futuro dell'attuale piddinismo, fenomeno indubbiamente caratterizzato da quella anencefalia che è nominata nella volgare e popolaresca rima baciata dello slogan.
Non so voi ma io trovo desolante che questa immagine ormai rappresenti purtroppo la realtà di un popolo "di sinistra" composto da decorticati, contenti di vedere il governo applicare politiche pro-cicliche suicide per la nostra economia solo perché toccano la proprietà privata, perché sembrano offrire l'opportunità di giungere al  redde rationem con l'odiata borghesia. Muoia il ricco con tutte le partite IVA. Non sono quelli che trovano assolutamente erotica la parola patrimoniale? Che di fatto vogliono che la tassa di successione (si parla di portarla al 40%) diventi la giusta punizione di chi subisce un lutto in famiglia?
"Ma i figli che hanno fatto per meritare quel lascito? E' giusto, quindi, pagare la tassa di successione" ti commenta il solito piddino, sul social. Come se fossimo tutti figli di Bill Gates)
Se gli ricordi che si tratta comunque di patrimoni accumulati in anni di lavoro e sacrifici, già ampiamente tassati negli anni, risponde: "Ma quei padri che hanno potuto, quanto hanno rubato?"
Ecco, la proprietà come un furto. Sono ancora fermi lì. Ma cos'hanno nella testa? Si sospetta il nulla, appunto.
Ma non parliamo più di queste miserie e di questi fottuti cialtroni, prigionieri del passato che presto sentiranno anche loro sul collo il fiato di Madame Lagarde. Passiamo alle cose serie e pensiamo al futuro. Un futuro che dovrà per forza di cosa rappresentare qualcosa di nuovo, superando i dualismi artificiali ed artificiosi e che dobbiamo sforzarci di cominciare ad immaginare.

Vi suggerisco la lettura di due articoli che ho trovato assai interessanti e che potrebbero rappresentare un ottimo punto di partenza per la discussione sul superamento dei concetti di destra e sinistra in funzione di un fronte comune contro il mondialismo e, nella realtà europea, l'eurocrazia: "Se fossi francese", di Costanzo Preve (del 2012), e "Un Front National anche per l'Italia", l'ultimo post del blog di Eugenio Orso.

Da quest'ultimo traggo questa citazione che mi pare cogliere il punto cruciale: 
"Infine, nella fase “protorivoluzionaria” le battaglie, realisticamente, avverranno in buona misura dentro il capitalismo e non fuori, si cercherà di modificare, non di superare, i rapporti sociali e di produzione combattendo la prevalenza della classe globale finanziaria sul resto della società e quella del capitale finanziario sul capitale produttivo. Di questo occorre prendere atto, senza continuare a cullarsi in sogni di crollismo improvviso o di miracolosa fuoriuscita, che gli esiti del novecento dovrebbero avere già dissolto."
Questo percorso dovrà essere compiuto da partiti esistenti o nuove entità politiche coalizzate per realizzare un progetto comune, assai simile a quello che portò alla nascita della repubblica. Simile nello spirito e non nella prassi, nel senso che bisognerebbe evitare stavolta le ambiguità, complicità e gattopardismi che caratterizzarono quell'esperienza. 
Ed ecco, in proposito, altro manifesto di propaganda del 1948, questa volta del Fronte nazionale, ovvero la coalizione PSI-PCI. Notate l'uso di parole come PATRIA, NAZIONALE, ONORE, INDIPENDENZA. Termini che settant'anni dopo il Partito Democratico considera reazionari e fascisti. Un certo senso di vertigine è normale, non preoccupatevi. E' l'inversione dei poli magnetici. 
Vi meravigliate ancora del fatto che se fossi inglese voterei Farage e se fossi francese voterei Marine, come Costanzo Preve?


lunedì 2 giugno 2014

Il mostro europeo genera sogni


Secondo lo statista ateniese Alexis Tsipras, le mostruosità create dall'austerity sono Marine Le Pen e Nigel Farage, non l'euro e le politiche di shock economy eurocratiche che infiniti lutti addussero agli achei suoi compatrioti. 
Tsipras è colui che ha appena fatto l'Erasmus politico in Italia pescando a strascico tutto il meglio intellettualume della sinistra griffata per mandare la figlia del poro Spinelli a Bruxelles a difendere il sogno europeo. 
Farage invece è quello che a Bruxelles da qualche anno dice in faccia a Van Rompuy, a Barroso, a Schultz e agli altri anominati che il loro sogno sta traballando e rischia però, crollando, di distruggere i popoli europei come ha già distrutto la Grecia. 
Secondo voi non è questo uno scontro, oltre che tra politici e cialtroni, tra realtà fattuale ed allucinatoria? Tra un signore lucido, Farage, e un lucido sognatore, Tsipras, convinto di poter modificare l'assetto dell'Europa e dell'eurozona come manipola i propri sogni? 

L'Europa come ologramma, la sua trasformazione in illusione, in prestigio, grazie ai media compiacenti, serve unicamente a nascondere il carattere servile e criminalmente collaborazionista dei suoi esecutori materiali. I mandanti sperano che il pubblico, catturato dal prestigio dei maghetti sul palco, rimanga imbambolato e, alla fine, applauda la sparizione nel nulla del benessere di intere generazioni. 
Le Pen e Farage sono quelli che, seduti tra il pubblico, rivelano il trucco ad alta voce ed è ovvio che il pubblico, che vuole cadere nell'inganno del prestigio, che vuole la magia e non la realtà, che sa benissimo che è un trucco ma non vuole che glielo si sveli, si rivolti e cerchi di linciarli.

Su questo sentimento di attaccamento all'illusione conta la propaganda del complesso militante-industriale ideologico del PPU (Partito del Pensiero Unico),  che mira a mostrificare i dissidenti. 
In Italia, ancor più di Marine Le Pen, che pure è uscita vittoriosa in Francia dalle elezioni europee e si è alleata con la Lega Nord antieuro di Salvini, è Nigel Farage, il leader dell'UKIP, il partito indipendentista britannico a preoccupare il mainstream.
Oltretutto dopo che Beppe Grillo ha annunciato di volerci fare gruppo assieme, piuttosto che con i Verdi della patriota tedesca Ska Keller e del residuato bellico sessantottino Daniel Cohn-Bendit.
E' bastato questo per far distogliere l'occhio di Sauron da Marine e Matteo e farlo posare sull'inglese. Non sia mai che venga dalla Contea e sua madre si scopra fare Baggins di cognome. La saga tolkieniana potrebbe avverarsi nella storia: Nigel che getta l'euro nel fuoco del monte Fato con Van Rompuy attaccato ai bullocks.

Se Grillo è percepito come il pericolo (più per i suoi sottosignificati, probabilmente), Grillo + Farage è la bomba atomica. Pori piddini, sempre affamati di un oggetto sul quale proiettare il loro delirio paranoideo di persecuzione, dopo che Berlusconi è stato ormai cooptato come disinnescato e perciò innocuo alleato. Il paradosso è che pure i militanti del M5S sono preoccupati dell'alleanza con Farage perché "è fascista". Sapete, l'antifascismo in assenza di fascismo, che si accompagna all'anticomunismo in assenza di comunismo nella grande nube tossica sprigionata per confondere gli schieramenti politici da quello che sarebbe l'obiettivo comune per il quale i cittadini dovrebbero lottare assieme.

E' fascista Farage? E' un nazionalista, indipendentista e mette il suo popolo al primo posto, prima degli altri. Come Putin, del resto. Tutto qui. 
E' normale che in un paese di lavoratori per il re di Prussia, di persone che considerano la patria un valore fascista e il patriottismo una cosa che si usa ogni quattro anni quando ci sono i mondiali di calcio la cosa sia sconvolgente. Un'eresia contro il Partito della Parte Giusta, i cui principali miti fondativi sono il Falso buonismo, la Cosmetica dei diritti civili, il Femminismo piagnone, l'Omologazione e la Retorica del migrante.
Sapere che c'è qualcuno che si oppone a questa weltanschauung (la maiuscola è muta) che serve così bene la globalizzazione al servizio del capitalismo assoluto, li sconvolge.

In questo filmato, piuttosto lungo e in lingua originale senza sottotitoli (ma che ve frega, voi avete fatto l'Erasmus, no?) tratto direttamente dal sito dell'UKIP, dove si trovano anche i programmi politici per le tematiche locali ed europee, così leggete da voi di cosa si tratta senza bisogno di quei giornalacci e delle trasmissioni di sprofondamento, sono raccolti alcuni dei più interessanti interventi di Nigel Farage al Parlamento europeo. Nigel che dice a Van Rompuy "Ma lei chi è, chi l'ha eletta?", che strapazza il compagno Barroso, che ricorda il ruolo dominante della Germania e gli errori nell'applicazione della moneta unica; che ricorda come i governi legittimi di Grecia e Italia siano stati rovesciati da manovre di palazzo europee e sostituiti con governi fantoccio. Che ricorda come Francia e Germania non possano coabitare in questa Europa a queste condizioni; che denuncia la tragedia greca e quella prossima spagnola. Che ne ha per Monti e per Draghi e soprattutto per quelli che, ascoltandolo, ridacchiano e scuotono la testa, non immaginando che un giorno, quando saranno chiamati a rispondere del loro operato, avranno ben poco da ridere. Solo guardare la loro reazione alle parole di Farage è uno spettacolo con goduria annessa infinita.

Onestà intellettuale vorrebbe quindi, anche se è ormai noto che le due parole formano un ossimoro, che si riconoscesse a Farage il merito di essere l'unico a raccontare ai cittadini europei con una certa passione Cromwelliana, il vero volto dell'istituzione europea per metterli in guardia contro di essa. Soprattutto riguardo alla minaccia che essa rappresenta de facto per la nostra DEMOCRAZIA. Dovreste dirgli grazie, almeno.


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