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domenica 4 gennaio 2015

La vera tragedia greca


I simboli sono sempre rivelatori. Sulla moneta da un euro in Grecia c'è raffigurata la civetta della dea Atena. Il capo del partito che molto probabilmente si appresta a vincere le prossime elezioni politiche anticipate in Grecia, qualche tempo fa è venuto in Italia a fare il testimonial alle elezioni europee per una lista che se non era civetta poco ci mancava.
Io sono brutta e cattiva perché "finanzio i libri massoni" ma pure Tsipras che fa il gregario nella squadra de li mejo compagnucci della parrocchietta per mandare la figlia del "marshalliano e röpkiano Spinelli, antisindacalista imparentato con i Warburg" a scaldare lo scranno a Bruxelles, non è male.
Ah, tanto per chiarire, gentlemen. L'ultimo che mi ha detto cosa dovevo o non dovevo leggere lo hanno trovato agonizzante appeso per le palle alla statua del Nettuno nella omonima piazza. (cit. Grande Lebowska)

Parliamone pure di Syriza e della meravigliosa prospettiva di una vittoriadellasinistra, rigorosamente tutto attaccato, in Grecia. C'è un documentario dove si possono ascoltare i punti di vista di alcuni esponenti non solo del partito di Tsipras ma dei vari altri Fronti Popolari di Grecia.
Sapete che la situazione è terribile, che è un paese in preda alla depressione. Ebbene, ascoltare questi signori e pensare che rappresentano l'unica speranza di quel popolo sventurato, per non restare nelle mani di quello che è stato definito governo fantoccio della Troika da Nigel Farage (un altro che, secondo alcuni, non dovrei tanto bazzicare, come il Gioele, ndr), mi ha dato un senso di assoluto sgomento. 
Mio Dio, questi sono veramente convinti che "la sinistra", anzi LA SINISTRA andrà al governo con Syriza e bella Tsi. 


Per la verità, a sentire uno di loro, uno che sembra il sosia di Bakunin, c'è il sospetto che, dopo la vittoria, Syriza non riesca a privatizzare le banche,  a toccare il capitalismo e la proprietà privata

Say what??????? Prego? 

No, fatemi capire, compagni. Avete il raggio distruttore della Morte Nera puntato sul Partenone e parlate di eliminazione della proprietà privata?
Per il resto, il documentario è il solito rosario di parole chiave del vangelo comunista: assemblee (da indire), movimenti dal basso (da cui trarre suggerimento e spinta), cambiare le cose (senza specificare cosa e come). Come dire: noi siamo fatti per il 70 % di cose da cambiare e per il 30% di riforme.
Più gran bei proponimenti e slogan che proposte concrete, come ben sappiamo anche noi in Italia. Un satellite in orbita permanente attorno al pianeta Bisognerebbe. In generale, l'impressione di una disperante tristezza, inconcludenza, attaccamento al passato.Un esercito di ronin che ancora parlano di rivoluzioni proletarie. Rivoluzioni che verranno sicuramente, vedrete, perché la SINISTRA andrà al potere.
Vi estrapolo dal film qualche concettino: 

"La Grecia è sotto attacco ma questo servirà a far vincere la sinistra". (E' un concetto speculare al "verrà la crisi e servirà a far accettare le riforme." cfr. Prodi)

"Una sinistra che non è corrotta, che è onesta". (Questo lo conosciamo, è l'inno dell'Internazionale eccezionalista.)

"Esiste comunque una sinistra a sinistra di Syriza". (Il girone infernale della sinistra radicale è quello dove i dannati sono costretti in eterno a cercare di fondare partiti più a sinistra del loro.)

"Il vero pericolo è che la crisi possa avvantaggiare estrema destra e nazisti." (Ricatto finale: o ci votate o arriva Berlusconi, pardon, i nazisti).

"Questa in atto è una controrivoluzione conservatrice ma se la sinistra va al governo cambierà la mentalità della gente". (Un po' di pensiero magico alla Harry Potter non guasta mai.)

Ora, la sinistra di Syriza vincerà le elezioni ma, nonostante qualche giornale italiano scriva, riuscendo a rimanere serio, che "la vittoria di Tsipras è temuta in Europa", Tsipras non fa paura proprio a nessuno. Tanto meno all'élite di cui dovrebbe rappresentare il castigamatti. Oltretutto pare che perfino la Germania stia pensando di lasciare andare la carogna ormai spolpata della Grecia, per lasciarne magari le ossa da ciucciare a qualche servo.
Il bell'Alexis non fa paura perché, come scrive Jürgen Roth, in "Der stille Putsch", parla due lingue: una all'interno della Grecia e un'altra all'estero; ha frequenti contatti con politici americani, banchieri e perfino con Soros. Insomma, le due facce gli servirebbero per ottenere il potere.

E' notorio che l'euro non è una taverna del Pireo, come dice Scacciavillani. Chi vuole restare deve accettarne le regole.
Lo conferma, se qualcuno avesse ancora dubbi o pie illusioni, il principale consigliere economico di Syriza Yanis Varoufakis:
"L'uscita dall'euro non è un'opzione che un governo Syriza concepirà o utilizzerà mai come strategia di negoziazione. Mentre è chiaro e palese a tutti che la Grecia non avrebbe mai dovuto accettare di entrare nella zona euro - e che la zona euro non doveva essere concepita così come è – uscire oggi infliggerebbe grandi danni a tutti.
Allo stesso modo, la “logica” dell'attuale Memorandum sta lavorando proprio per comportare uno smantellamento dell'area valutaria: l'economia sociale dell'Italia, ad esempio, non è sostenibile attraverso le politiche che sono state imposte alla Grecia dal 2010. Per salvare la zona euro, e quindi salvare l'integrità e l'anima dell'Europa, abbiamo bisogno di un New Deal europeo. SYRIZA è determinata a dettare l'agenda per l'inizio di una conversazione su quello che questo New Deal dovrebbe essere."
Quindi Tsipras è un Frodo che non ha nessuna intenzione di andare a gettare l'euro nel fuoco del monte Fato. Secondo la metafora tolkieniana (ma perché citi quel fascista piccolo-borghese di Tolkien?) chi si opponeva alla distruzione dell'Unico Anello, ovvero dell'emblema del potere, è perché lo voleva, e quindi il potere con esso, per sé.

Non solo, ma l'unico New Deal  che mi viene in mente è quello che si basa su una politica economica di tipo espansivo keynesiano. Ce lo vedete er Bakunin, che vuole toccare il capitalismo e la proprietà privata, ammettere che per superare la degenerazione capitalistica attuale bisogna prima ritornare ad una forma accettabile di capitalismo, un ritorno alla socialdemocrazia, prima di pensare a qualcosa di diverso che non sia la decrescina felice che fa perdere i capelli? Le vie delle rivoluzioni proletarie sono infinite ma non credo che tutto il potere ai soviet e l'oriente è rosso potrebbero funzionare, ora che perfino i Castro Brothers approvano il progetto degli imperiali di aumento della cubatura di Guantanamo.

mercoledì 31 dicembre 2014

L'era renziana del poraccesimo



A volte ancor meglio di un post sono i commenti che seguono, soprattutto quelli che denotano lo spirito del tempo, lo Zeitgeist che, attualmente, si esprime in un diffuso poraccismo. Talmente diffuso e pandemico da far diventare questa l'era del poraccesimo. Era renziana, anno quasi II. Il poraccismo d'anima e di intelletto che genera mostri in continuazione in questo bad trip continuo che stiamo vivendo.

Come dimenticare chi ha sverginato la sezione commenti dell'ultimo post, l'ormai celebre Anomimo poraccio, con questo:
"mai visto un proletario che deve spendere 1900 euro di tasse sugli immobili. Borghesi straricchi (quindi nè proletari, nè middle class) imbecilli che spendono così tanto perchè tengono le terze e quarte (perchè con 2 case di dimensioni normali non ci si arriva a 2000 euro) case vuote in quanto le vogliono vendere o affittare alla cifra che pretendono loro (ovvero i prezzi pre-crisi, che non torneranno nemmeno tra un secolo) ne conosco a bizzeffe, ma proletari, nessuno. E chi ha immobili così grandi e numerosi da spenderci così tanto di tasse, sta più che bene, e quindi paga sempre troppo poco!"
Uno dice: peggio di così che vuoi dire? Invece, poi, altrove, leggi quest'altro commento:
"Preferisco annettermi alla Germania. Sostituire la nostra classe dirigente con quella tedesca."
Secondo voi dove può essere stata scritta una tale dichiarazione di poraccismo nella variante Ich bin ein Berliner se non sulla pagina Facebook di Vladimiro Giacché, ovvero di colui che ci ha tolto definitivamente le fette di würstel dagli occhi raccontandoci cosa è stata l'annessione ultraviolenta della RDT  alla RFT di Kohl e Schauble? Si, proprio lo stesso Schauble che ora, assieme al degno compare Moscovici, si comporta in Grecia come il guappo Don Carmine Javarone in casa di Totò.

E poi quelli che vogliono spiegarmi che se ho una casa il comune fa bene a tassarmi a sangue perché la casa consuma la strada, la strada si riempie di buche e chi le deve tappare le buche? Io che non riesco a tenere a freno la mia casa bucaiola.
Amico caro, te lo dico da reduce dei gloriosi anni sessanta. Ai miei tempi le strade si scassavano pari, ma lo stato le riparava senza arrivare a cavare a mio padre il 15% del reddito annuo. Vulisse 'a Maronn che la causa di questa tassazione feroce dipenda dall'essere prigionieri del vincolismo?

Quelli che ho citato finora però sono esponenti estemporanei del poraccismo, amateurs, dilettanti allo sbaraglio, aspiranti Gran Poracci che non applicano il silenzio pitagorico dell'apprendista.
I veri maestri sono i lucidatori di frame, gli spinnivendoli, i dispensatori di luogocomunismi e menzogne al cubo a mezzo stampa.
Poracci non si nasce, lo si diventa. Occorre essere assai ricettivi alla propaganda, allo spirito di corpo, all'istinto di appartenenza, rimanendo sempre fissi sulla linea maestra della mediocrità, del menefreghismo, nel proprio particularismo che talvolta sfocia nella pura pornografia, come degli snuff-tweets di "mira Oman quant'è bbell" Scacciavillani.


Quando l'operatore finanziario incontra Er Canaro sotto coca e quaalude.

Come non citare, come perfetto concentrato del pensiero poraccista, questa lettera del direttore del Sole 24 Ore?  Le prime righe sono folgoranti, indossate i dispositivi di protezione: 
"Dall'inizio della crisi ad oggi l'Italia ha perso un quarto della produzione industriale, nove punti di prodotto interno lordo, quindici nelle sue regioni meridionali, l'Italia che tutti abbiamo conosciuto non esiste più, si è dissolta, potremmo usare un'espressione forte e dire che è morta. Prima prendiamo coscienza di vivere in un'altra Italia, in un Paese più piccolo e sempre più diseguale, nato povero e diventato ricco, ma che ha continuato a vivere da ricco anche quando non lo era più, meglio è." 
Napoletano si tuffa nell'autorazzismo senza pudore, anzi bramando di contagiarsene. Un bugchasing intellettuale di pregio. Le stringhe busoniche tedesche sono qualcosa che ti segnano per sempre. Vi segnalo la notevole esegesi dell'intero articolo fatta da Giuseppe Liturri.

Bagnai su Twitter ha segnalato inoltre questa uscita di uno stranamente poco forbito Vendola:

Qui siamo nel poraccismo variante cifaiociseista. Duole citare la Sanità a Vendola ma verrebbe da dire che qui un'infermiera killer ha scambiato l'ossigeno con l'anidride carbonica.
Tsipras al governo in Grecia fa tanta tanta paura ai mercati, sapete. Perché sanno che andrà con Barbarella Spinelli, la figlia del padre affondatore degli Stati Uniti di Mordor da Sauron e lo convincerà a diventare buono. Sembra quasi il poraccismo nella variante lituana.La Lituania, sapete, è quella che, avendo visto il film, ha fatto tornare indietro il Titanic appena partito per salirci a tutti costi.

Come però non esprimere la mia vicinanza, in queste ore tremende, all'Albania.


Doppio poraccismo carpiato con avvitamento. Non era facile.

domenica 9 novembre 2014

#goofy3


E' in corso il terzo convegno di a/simmetrie, "L'Italia può farcela", per gli amici #goofy3. Livello degli interventi altissimo e una gioia per le orecchie. Vi invito a seguirlo. E grazie ad Alberto Bagnai e ad a/simmetrie per tutto questo.

Link qui se non dovesse funzionare il frame.

lunedì 3 novembre 2014

Il sole nero


Che orrore! La Gabba-nelli e il gatto vi hanno fatto vedere a "Report" come spiumano le oche (pensavate che gliele chiedessero per favore, vero?) e vi hanno fatto andare a letto con il senso di colpa. Per il Moncler (una delle poche aziende con qualcosa di italiano dentro rimaste, per altro), il piumino che tanto non vi potreste comperare lo stesso a Natale perché vi spiumeranno prima il conto corrente, magari per rifinanziare la loro bancaccia fallita di partito nel tentativo di renderla più appetibile per quegli squali incrociati con i vermi dei loro amici finanzieri. Bene, avete sofferto tanto. Il distrattore ha funzionato. Chi non proverebbe orrore per le sofferenze delle povere paperelle? Infatti io non ho guardato.

Bene, and now for something completely different.
Guardatevi questo documentario sui nostri fratelli greci, che tratta in specifico dell'epidemia di depressione che è calata sul paese come un castigo biblico.
Guardate e inorridite. Osservate come con la terapia dello shock si possa provocare un disastro mentale su larga scala, un genocidio senza sparare un colpo e accendere un forno ma solo con la complicità della propaganda dei media, con i telegiornali ansiogeni dei quali parlano gli psichiatri nel documentario. L'ansia, il senso di colpa, quello di vergogna e la disperazione possono essere inoculati a milioni di persone, mentre si opera criminalmente per derubarle della propria ricchezza e gettarle nella disperazione. E' istigazione collettiva al suicidio. E' la prova di un crimine contro l'umanità, uno dei più efferati, che però non interessa a nessuno, tanto meno a coloro che vorrebbero esportare, dopo il grande successo in Grecia, la medesima terapia da noi e nel resto dell'Europa di seconda classe. Per liberarsi delle nuove vite indegne di essere vissute. O che hanno vissuto al di là delle proprie possibilità. Io non ci trovo molta differenza tra i due concetti, nonostante i settantanni che li separano.

Tra le testimonianze raccolte nel video, oltre a quelle degli operatori psichiatrici dei centri di aiuto che raccontano le cifre della tragedia, come l'aumento del 28% dei suicidi e l'impennata della depressione tra la popolazione, stringono il cuore quelle dei bambini e i loro disegni, con quei soli neri. Piccoli già vittime del convincimento che siano stati si i politici a ridurre le loro famiglie alla fame ma che soprattutto la colpa sia stata di quelle famiglie, di avere "speso troppi soldi".
C'è un particolare sadismo in colui che ti toglie la felicità sostenendo che se sei stato felice fino ad ora non ne avresti avuto diritto. C'è un che di pedagogia nera dall'origine inconfondibile in questo senso di colpa inoculato come un veleno in popolazioni talmente solari, per restare in tema, da inventarsi una terapia a base di risate per tentare di sopportare l'angoscia del quotidiano. Uno degli intervistati dice, ad un certo punto:

"Noi abbiamo il sole. Sono riusciti a farci sentire in colpa per avere il sole."

Una donna, il cui stipendio si è ormai dimezzato e non riesce più a pagare il mutuo, esprime la rabbia di chi ha capito chi l'ha ridotta alla disperazione. "La banca avrebbe dovuto sapere che non sarei stata in grado di pagare le rate. Avrebbe dovuto saperlo meglio di me."
E un altro: "Ci hanno rovesciato addosso un benessere che non avevamo mai avuto, ma noi non volevamo tutto ciò, siamo gente semplice e non abbiamo molte pretese".
L'uomo poi che racconta di essere invecchiato di vent'anni in poco tempo e che non si suicida perché non vuole lasciare da solo il figlio. Un bambino al quale riesce a dare da mangiare solo un piatto di fagioli.
Chi infine ha già preparato la corda appesa e te la mostra.
Un popolo intero, quindi,  in preda alla depressione, una depressione provocata scientificamente dall'invidia di chi è convinto di non potersi meritare il sole a meno di toglierlo agli altri con la violenza.
Un popolo che sembra purtroppo fin troppo adagiato sul proprio destino, se è vero che pensa di affidarsi come unica speranza al toy boy delle damazze eurofile, quel Tsipras che, si, poveri greci ma l'euro non si tocca.


Due parole a corollario sulla depressione.
Questo documentario mi ha fatto stare male perché la depressione la conosco, è la cosa più terribile che possa capitarti e l'ho avuta addosso per dodici anni. Conosco quel dolore atroce e quell'assoluta disperazione che ti danno le bellissime giornate di cielo terso quando normalmente dovresti essere felice solo per il fatto di esistere e vedere tutta quella bellezza; conosco quella vocina insistente che ti dice: "Non hai speranza, davanti a te c'è solo un muro nero oltre al quale c'è il nulla, il futuro non esiste, ammazzati" e quell'altra all'altro orecchio che, se hai la fortuna di ascoltarla, ti sprona a salvarti, a cercare aiuto, a REAGIRE!

Io ne uscii, per fortuna, grazie alla seconda vocina e alla droga. Non sto scherzando. Proprio di recente, cercando notizie sugli antidepressivi di ultima generazione, sempre più inefficaci a vederne gli effetti su alcuni amici, ho scoperto che il farmaco che presi durante la psicoterapia e che posso dire mi abbia guarita, l'amineptina, non solo è stato ritirato dal mercato nel 1999 ma è stato addirittura inserito nelle «Tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative preparazioni» nel 2005 (sotto Sirchia), diventando quindi tecnicamente una droga.

"Il Ministero della Salute, con decreto del 17 novembre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 febbraio 2005, ha aggiunto, nelle tabelle contenenti le sostanze stupefacenti e psicotrope, l’amineptina, antidepressivo atipico con effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale, in grado di produrre uno stato di dipendenza fisica nell’uomo e disturbi delle funzioni motorie o di pensiero o di comportamento o di percezione degli stimoli esterni. Studi clinici condotti sull’uomo hanno dimostrato che l’amineptina provoca dipendenza ed abuso, specie nei pazienti con precedenti storie di tossicodipendenza. Il farmaco viene impiegato anche per la disassuefazione della dipendenza da anfetamine.
Fonte: Gazzetta Ufficiale dell’8/02/2005"


Questo mentre, tanto per fare un esempio, viene tuttora somministrato allegramente il prednisone, un tipo di cortisone che, tra gli effetti collaterali più comuni, comprende episodi di psicosi acuta di tipo paranoideo.
Si sono trincerati dietro la scemenza della dipendenza ma il vero motivo per cui l'amineptina è stata ritirata è che curava davvero la depressione. Te ne portava fuori e per sempre. Insomma era un farmaco che funzionava, quindi un'anomalia nel mondo in cui ogni paziente in più significa maggiore fatturato.
Il "Survector" dava dipendenza? Balle stratosferiche. Quella la danno le benzodiazepine che ti prescrive alla cavolo anche il mediconzolo di base. Avete$ idea$ di quanti$ milioni$ di consumatori$ assumono benzodiazepine per dormire? Per questo, sempre da parte del nostro solerte Ministero della Malattia, viene boicottata la melatonina, (un altro bel caso di sopruso ai danni dei cittadini) che, oltre a farti dormire in maniera naturale, ad esempio silenzia i sintomi della menopausa rendendo potenzialmente inutile il business delle terapie ormonali sostitutive.
L'amineptina, a parte un po' di nausea i primi giorni, ti riconciliava con Eros, ti faceva sentire leggermente survoltata e, diciamo, ti caricava sessualmente a balestra. Ti provocava anche meravigliosi orgasmi spontanei. (Cominciate ad avere qualche sospetto? Lo scandalo delle droghe ricreative!)
Sotto controllo specialistico e con un adeguata psicoterapia di supporto, perché certo il viaggio non era sempre bello, riusciva a schiodare situazioni parecchio difficili e in soli sei mesi. Poi andavi a scalare e via. Chiuso il capitolo depressione e per sempre. Adios amiga.

Sapete con quali farmaci non pericolosi e non stupefacenti è stata sostituita l'amineptina? Con i nuovi meravigliosi SSRI, gli antidepressivi che rendono, ad esempio, troppi maschi che disgraziatamente li assumono totalmente asessuati ed impotenti. Riuscite a capire il senso e l'utilità di un farmaco che, visto che sei depresso e non hai voglia di fare l'amore, non trova di meglio che castrarti del tutto fisicamente? Senza contare che la depressione non te la tolgono nemmeno per sbaglio. Oltre che controproducenti, visti gli effetti collaterali, sono anche inefficaci. Chi li prende, dopo mesi, mi racconta di sentirsi ancora più di merda che all'inizio, con in più la vergogna "di non riuscirci" e quindi di conseguenza perdendo la speranza di uscire dalla depressione. Eppure i colleghi psichiatri li prescrivono, continuano a prescriverli e se il problema è l'erezione, che problema c'è? C'è il Viagra, un altro farmaco costoso da buttar giù. Curare il danno da farmaco con un altro farmaco.Che sarà mai?
Non solo ma, a proposito di farmaci pericolosi, hanno sdoganato e riciclato come pillole per smettere di fumare (a cento euro la confezione) vecchi antidepressivi precedentemente accantonati perché inducevano i pazienti al suicidio. Sapete quanti$ milioni$ di consumatori$ vorebbero$ smettere$ di fumare$?

Qual è quindi lo scopo della medicina di questi tempi, anch'essa irrimediabilmente orientata al profitto? Se mette la licenziosa amineptina tra le droghe, allo stesso modo in cui criminalizza la cannabis ma non altrettanto la cocaina, che è una droga depressogena come effetto rebound, per non parlare dell'MDMA che il cervello te lo manda provvidenzialmente in pappa, e permette la commercializzazione della castrazione chimica all'escitalopram, sono paranoica e complottista se penso che in fondo non abbia alcun interesse a debellare la depressione ma anzi, voglia non solo perpetuarla ma renderla endemica? Perché un popolo depresso è più facilmente controllabile, può essere sottomesso più alla svelta e difficilmente ti farà una rivoluzione perché, come per i lemmings, basterà portarlo in cima al burrone e penserà da sé a suicidarsi? Come in Grecia?

lunedì 20 ottobre 2014

Warning: graphic images!




C'è bisogno di tradurvele o le didascalie le capite da soli? Va bene, proprio perché siete voi.
Tutti i dati si riferiscono al periodo 2008-2013 e le fonti sono l'Istituto greco di statistica, la Banca di Grecia e l'Eurostat.

La prima immagine spaventosa è quella che si riferisce all'andamento degli indicatori economici greci: export, PIL, costo del lavoro, depositi, vendite al dettaglio, produzione industriale ed investimenti. In medicina ci troveremmo di fronte ad una morte clinica ed al suono agghiacciante "piiiiii!" dell'elettroencefalogramma piatto. 

Stesso discorso per la seconda immagine, quella relativa agli standard di vita della popolazione:
salari, welfare, impiego, consumi, reddito e PIL nominale. Un bel grafico da tatuare in fronte a Mario Monti, che dite? Affinché possa ricordare il più grande successo dell'euro.


Infine, terza ed ultima immagine, la pistola fumante del "semo tutti 'na grande famija europea" dedicata a chi preferisce farsi guidare da una tedesca. Invece di "Centro contro Periferia" si potrebbe anche chiamare "Zia Ricca vs. Parenti Poveri". Il concetto è quello.
La Grecia è quella linea gialla che sprofonda a vantaggio del Lussemburgo (ovvero di Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia). Prima il Nord. Platone e Aristotele sacrificati sull'altare di un granducato del cazzo. Se non fosse una tragedia greca, sarebbe un'operetta.

ringrazio @Nicholas___D per averle pubblicate su Twitter.


E se siete invece meno iconici e più linguistici, ecco un bel riassuntino della tragedia greca, altrettanto terrificante.



giovedì 16 ottobre 2014

Di Loukanikos e di legatori di cani con la salsiccia

Loukanikos, cane ribelle. 2004-2014
Questo bel muso nobile ed intelligente, dell'intelligenza che è propria, in ambito canino ma non solo, dei bastardi, è Loukanikos, il cane di strada che fin dal 2009 aveva accompagnato le rivolte di piazza di Atene contro la dittatura della Troika, morto qualche giorno fa a dieci anni d'età. Un eroe peloso divenuto leggenda per la sua curiosa e costante presenza a fianco dei contestatori ed assurto alla notorietà anch'essa pelosa dei media internazionali attraverso la copertina di Time che l'aveva eletto "Dog of the Year" forse anche per distrarre, con un bel "maccheccarinooo!" in coro, le dame di San Vincenzo dall'atroce destino del popolo greco ridotto scientificamente in miseria dalla rapacità del Quarto Eureich ordoliberista.

Loukanikos, λουκάνικος ovvero Salsiccia. Il nome greco ricorda la veneta luganega e infatti l'insaccato originario dei popoli Lucani deportati in Epiro da Alessandro I "il Molosso" in Grecia divenne Loukaniko e in seguito ritornò in Italia grazie al principe Zamperetti da Cornedo della Serenissima Repubblica di Venezia come appunto luganega. Per dire quanto siamo interconnessi noi popoli mediterranei e quanto è ricca e antica perfino la storia delle salsicce.

Il cane Loukanikos mi fa però venire in mente anche un detto delle mie parti: "Non si possono legare i cani con la salsiccia".
Il senso credo sia chiaro ed il pensiero corre subito alle manovre depressive spacciate per espansive, ai regali fatti senza avere i soldi per farli, alle partite di (presa in) giro, ai salvataggi che non ci salveranno, ad un governo che è chiaramente impegnato appunto a legare i cani con la luganega, piuttosto che a fare l'unica cosa che dovrebbe: farci uscire dall'incubo.
Non solo, tutto questo sbattersi di promesse non mantenibili serve solo a nascondere la verità. Ad ingannare i Proci-porci-Piigs disfando la tela di notte. La verità ad esempio che di manovre da 30 miliardi ne servirà una all'anno, se vogliamo rispettare i contratti capestro degli strozzini; che un cane randagio ateniese aveva capito ben prima di Fassina e di tutto l'apparato del PD l'atrocità dell'ordoliberismo e infine che il nostro destino, se non interverrà un deus ex machina, sarà assai simile a quello della Grecia. Un destino che viene paradossalmente censurato perfino dalle voci della controinformazione (ragazzi, fatecelo vedere quel film, buttatelo in rete. Se non ora quando?)

Potrebbe il governo nascondere la verità così a lungo e perseguire l'impossibile senza la complicità dei media? Non credo proprio.
Oggi da Bagnai si discuteva di copertura della tragedia greca da parte della stampa nostrana, tutta a base di cure che funzionano, di riprese (inesistenti) e grandi successi dell'euro e veniva in proposito citato questo articolo della "Stampa" che non avrebbe sfigurato, per il suo tono fantascientifico, nella gloriosa collana Urania. 
Dal canto mio, preparando questo mio omaggio al novello Argo, ho trovato un'altra perla nella coccodrillessa dedicata a Loukanikos da tale Ettore (che nome ad hoc!) Livini sulla Repubblichina. Un altro conformista alla Moravia, della specie che in tempi di regime prolifera in maniera incontrollata.
Dopo aver definito Salsiccia "cane black bloc"giusto per accreditarsi, ecco l'epica del greco imbroglione: "Loukanikos irrompe sulla scena politica ellenica nel 2009. Il paese sta iniziando a sprofondare nella crisi, i conti sono truccati, nel bilancio dello stato c'è una voragine. E gli arcigni controllori di Bce, Ue e Fmi mettono sotto tutela la Grecia." Così chiosa Omero:
"Negli ultimi mesi Loukanikos era finito in pensione. Quasi avesse capito che la Grecia è in ripresa." Grazie alla mamma Troika, s'intende.
Inutile dire che la ripresa in Grecia non esiste se non nelle menti stordite dall'assenzio eurista.
Questi non sono giornalisti ma, parafrasando Marx, appendici di carne in un meccanismo propagandistico. Chissà se i cani fantasma sono in grado di mordere giornalisti meccanici, Dio Anubi.


Loukanikos lo aveva capito già dal 2009, cos'era il fogno europeo, i piddini non ancora.




sabato 26 ottobre 2013

Pescara 2013 "Euro, mercati, democrazia - Come uscire dall’euro" diretta video

Live streaming video by Ustream


A Pescara oggi e domani convegno internazionale sui problemi dell'eurozona e le strategie di uscita dalla crisi, organizzato dall'associazione a/simmetrie, con il seguente programma:

Prima giornata
Joao Ferreira do Amaral autore di "Perché uscire dall'euro" (video
Alberto Montero SolerGrigoriou PanagiotisDiego Fusaro (video)

Seconda giornata
Antonio Maria Rinaldi autore di "Europa Kaputt" 
Stefan Kawalec (video)
Alberto Bagnai (video, video)
Gennaro Zezza (video)
Claudio Borghi Aquilini  (video)
Cesare Pozzi (video)

Giampaolo Atzori - Sondaggio sulla percezione dell'euro (video)
Tavola rotonda (video) sul tema “L’impatto della crisi economica sul mondo dell’informazione” (con la partecipazione di Antonello Angelini, Stefano Feltri, Giulia Innocenzi, Vito Lops, Simone Spetia).
Presentazione del libro "Euro e (o?) democrazia costituzionale" di Luciano Barra Caracciolo.

La diretta in streaming dell'evento è a cura di Simone Curini.

domenica 9 settembre 2012

Il cavallo di Troika

dal film "Metropolis" di Fritz Lang

Non sono sicura di aver visto dare nei giorni scorsi, sui giornali e in televisione, troppo risalto alla notizia  dell'invio alla Grecia da parte del Potere Finanziario Mondiale, tramite i suoi scagnozzi della Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale), dell'ennesima lettera minatoria. C'è da capire i nostri media reticenti a divulgarla. La ricetta è destinata presto anche a noi e sperano di nascondercelo fino all'ultimo reggendo il sacco a Monti che gabella di aver salvato l'Italia da un baratro che esisteva solo nella testa di qualche mente raffinata. Quelle che scrivono le lettere non a singoli individui ma ad interi paesi, appunto. Finora solo il Dio della Bibbia aveva osato ammonire popoli interi imponendo le tavole della Legge ma questi intendono evidentemente surclassarlo.
Se leggiamo nel dettaglio le ultime pretese degli strozzini rivolte alla nuora greca ma affinché altre suocere mediterranee intendano, le cose dovrebbero diventare chiare anche per il più ottuso e tardo dei nostri concittadini, compresi coloro che pensano che con la "sinistra" al governo cambieranno le cose.
Ecco cosa gli strozzini chiedono ai Greci, per uscire dalla crisi da loro creata e per rimanere nell'Eurozona che fa comodo a loro. Non una lotta seria alla corruzione endemica dei paesi mediterranei, non una redistribuzione delle ricchezze in senso equo ma questo:

1.
Incremento della flessibilità degli orari di lavoro: in tutti i settori si dovrebbe passare da cinque a sei giorni lavorativi per settimana.
2.
Ridurre il riposo minimo giornaliero a un massimo di 11 ore: le ore occupabili dal lavoro diverrebbero, così, 13.
3.
Eliminare qualsiasi restrizione di orario massimo tra mattina e pomeriggio.
4.
Ridurre a una sola tipologia (e cifra) il salario minimo.

Non vi è bisogno di commento. Dev'essere la stessa inebriante sensazione che avevano i medici nazisti quando avevano a disposizione cavie umane o le industrie tedesche che sfruttavano la manodopera schiavistica dei lager. Poter disporre delle vite di coloro che servono solo allo scopo di cederci le loro ricchezze e poi possono essere buttati via.
L'Oro alla Finanza Mondiale. Care spose, preparate a sacrificare i vostri anelli.
I comandamenti di cui sopra non sono altro che la teoria dello shock economico, i cui dogmi sono: deregolamentazione del mercato, tagli al welfare e riduzione in povertà dei lavoratori attraverso la riduzione del potere d'acquisto di fronte all'aumento incontrollato dei prezzi. E' la maledizione di Friedman. E' la guerra totale dichiarata dai ricchi ai non ricchi per la conquista della ricchezza suprema. La lotta di classe perfetta. Però la chiamano "salvataggio della Grecia". La nemesi del cavallo di Troia.

Se qualcuno ancora si domanda come mai una teoria economica che in quarant'anni dalle sue prime applicazioni sperimentali in Sudamerica, ha impoverito milioni di persone e ucciso più che una guerra, sia ancora così ottusamente applicata a forza ad interi paesi ma non solo: sia l'unica teoria economica insegnata nelle università e considerata alla stregua di una religione, incontestabile ed ineluttabile, basta fare il semplice ragionamento del cui prodest. Basta cambiare punto di osservazione.
Perché, secondo il suo scopo dichiarato, essoterico, il neoliberismo dovrebbe favorire la liberalizzazione della concorrenza e del mercato e propugnare il bene dell'economia ma, visto il suo totale fallimento, dato che i popoli soggetti ai suoi dettami sprofondano nella povertà, potremmo parlare, guardando come tentano in tutti i modi di mantenerlo in vita, di un caso di accanimento terapeutico applicato ad una dottrina economica.
Ma se invece interpretiamo il liberismo secondo il suo scopo esoterico e più profondo, mai apertamente dichiarato ma nemmeno mai negato, che è arricchire una elite in maniera illimitata, allora dobbiamo ammettere che è il sistema economico perfetto per il fine che si propone. Ecco perchè non si studiano altre teorie economiche nelle università. Ecco perché Mario Monti riesce a passare per un grande economista. Perché il potere ha trovato lo strumento perfetto, l'arma finale, la sua arca.

Insomma, per riassumere. Nel secolo scorso, la presenza di potenze nucleari comuniste nel mondo e, nei paesi industrializzati, di partiti di sinistra  detentori di un certo potere di contrattazione sociale, aveva impedito al capitalismo di assumere la sua forma estrema, già vista appunto durante il nazismo, e di trionfare nello ristabilimento della diversità (in)naturale e quasi razziale tra ricchi e poveri.
Le soluzioni economiche keynesiane della prima metà del secolo scorso, secondo alcuni, sono proprio l'espressione di un capitalismo che, spaventato dalla possibile rivoluzione proletaria in senso comunista, si mette la maschera buona e accetta di scendere a patti con gli straccioni. Ovunque però i lavoratori sono deboli e non rappresentati e difesi, come nel terzo mondo, il liberismo può cominciare ad impratichirsi con i metodi più brutali di espropriazione del bene comune a vantaggio di pochi eletti. Con l'indebolimento della controparte imperiale comunista negli anni ottanta, anche i paesi industrializzati come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna introducono le idee liberiste in economia. Sono gli anni di Reagan e di Thatcher.
Con il crollo del comunismo nel 1989, per il capitalismo sarà valanga. Niente riuscirà più a fermarlo. I paesi dell'Est comperati con l'illusione della libertà - era solo liberismo - e gettati in pasto agli oligarchi locali. La Cina che crea un ibrido economico mostruoso con pezzi di totalitarismo comunista ed altri di liberismo sfrenato. Le Tigri Asiatiche in balia della speculazione selvaggia.
Gli anni novanta e duemila sono gli anni della degenerazione finanziaria, della forma neoplastica del capitalismo, della speculazione, della deregolamentazione che diventa caos e che prende il sopravvento, distrugge le economie reali per creare grandi ricchezze singole ma anche immensi numeri di denaro virtuale.  Che crea attentati, guerre, nemici, per nascondere le sue crisi periodiche sempre più frequenti ed aver l'alibi di andare a metastatizzare nuovi paesi. Quel cancro, insomma, che io credo distruggerà un giorno o l'altro il liberismo che lo ha lasciato proliferare nel mercato, proprio a causa del dogma friedmaniano che il mercato va lasciato libero di autoregolamentarsi.

Loro hanno creato la crisi - o solo il suo mito - ma non fanno nulla per eliminarla. Ne agitano lo spettro per imporre la vittoria finale del capitalismo peggiore sugli ultimi paesi che ancora non hanno sperimentato fino in fondo la dottrina dello shock economico. A ben pensarci, rimaneva proprio solo l'Europa occidentale per completare l'album.
Pregate che vincano davvero la battaglia finale quei massoni che dicono di lottare da jedi buoni contro il lato oscuro della forza per ristabilire un briciolo di keynesismo in economia perché se aspettate che vi difenda la sinistra, potete già cominciare ad arrendervi e ad offrire spontaneamente i conti correnti. 
La sinistra l'hanno comperata promettendo ai suoi apparatchik di non toccare i loro feudi, i loro protettorati locali. Vi hanno traditi già vent'anni fa. Ma questo è materia per un altro post. Per ora dico solo di temere  non i greci ma i banchieri, anche quando portano doni.

giovedì 30 giugno 2011

Il condominio di Montecarlo

Ma si, in fondo Montecarlo assomiglia un po' ad una Scampia con in più gli yacht.

C'era una volta una ricca coppia: un francese e una tedesca che andarono ad abitare a Montecarlo in un lussuoso condominio. Avevano enormi disponibilità di denaro ma il loro passatempo preferito era giocare al Casino. Spesso vincevano ma ancor più di frequente perdevano ingenti somme.
Per una loro bislacca stravaganza obbligarono per contratto a prendere la residenza in appartamenti nel medesimo condominio, le cui spese di gestione erano altissime, la badante greca, il giardiniere portoghese, la donna delle pulizie spagnola e l'autista italiano. Ben presto, a causa del loro stipendio troppo basso ed inadeguato ad un ambiente adatto più ai miliardari che ai lavoratori, e del potere d'acquisto che calava ogni giorno di più, per i quattro dipendenti divenne quasi impossibile tirare avanti.

I ricchi padroni, che di loro avevano comunque bisogno per dividere le spese condominiali, per qualche tempo prestarono alla badante, al giardiniere, alla donna delle pulizie e all'autista i soldi per pagarle ma, ben presto, nemmeno questo bastò più.
I ricchi quindi convocarono i dipendenti e cercarono di far loro capire che avrebbero dovuto consumare di meno per non spendere e permettersi di pagare le spese di gestione del palazzo. Niente più consumi a volontà di elettricità, gas e acqua ma razionati. Ad un certo punto dissero ai domestici che, per poter continuare a vivere nei loro lussuosi appartamenti potevano sempre limitarsi nel mangiare fino magari a smettere del tutto.

Mentre la rabbia dei quattro montava e si respirava aria di rivolta, a nessuno venne in mente che forse i padroni avrebbero dovuto giocare meno al Casino e i domestici, visto che non potevano permettersi di vivere nel lusso, avrebbero dovuto traslocare in un quartiere più economico del "Condominio Europa".

giovedì 17 dicembre 2009

Meno male che Pisistrato c'è

(…) questo Pisistrato di cui si parla, il quale, approfittando che gli Ateniesi della costa erano in discordia con quelli della pianura (capo dei primi era Megacle, figlio di Alcmeone, e di quelli della pianura Licurgo, figlio di Aristolaide) e mirando al dominio assoluto, diede vita a un terzo partito: raccolti, quindi, dei partigiani e facendosi, a parole, capo degli uomini dei monti, ricorse a questo stratagemma: dopo essersi ferito da solo e aver ferito le mule, spinse il carro nella piazza del mercato, come se fosse sfuggito ai nemici che, mentre egli si recava nei campi, avrebbero voluto uccciderlo. Chiedeva, perciò, al popolo di ottenere un corpo di guardia, egli che, già prima, s’era particolarmente distinto nella campagna contro i Megaresi, avendovi conquistato Nisea e compiuto altre valorose imprese.
Il popolo di Atene, lasciatosi ingannare, gli concesse di scegliersi fra i cittadini 300 uomini che furono non già i portatori di lancia di Pisistrato ma, piuttosto, portatori di clava, poiché lo scortavano seguendolo armati di clave di legno. Costoro, sollevatisi insieme con Pisistrato, si impadronirono dell’ acropoli.
(Da: Erodoto, Storie, I, 59, Mondadori)

In seguito all'instaurazione del potere assoluto di Pisistrato vi fu una compattazione del fronte dell'opposizione: un'alleanza tra Licurgo e Megacle costrinse il tiranno all'esilio.*

Nota a margine:
Esistono le teorie del complotto, quasi sempre volutamente ridicole, per le quali tutto nasce da un complotto.
Esistono poi coloro che per principio
mettono in ridicolo le teorie del complotto sostenendo, allargando il discorso, che i complotti non esistono.
Mentre complottisti e debunkers si prendono reciprocamente per i capelli, i complotti hanno luogo indisturbati.

* (Ogni riferimento a fatti e persone attualmente esistenti è puramente sincronicistico.)

Su Pisistrato è stato girato nel 1992 anche un film: "Bob Roberts". Storia di un miliardario dell'ultradestra candidato al Senato americano che, quando rischia di venir incastrato dall'inchiesta di un giornalista su un traffico di droga, inscena un falso attentato per impietosire l'elettorato. E di fatti viene eletto...



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