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venerdì 2 dicembre 2011

Dyo ci si arrapa con i marines*


Lo prometto, è l'ultima volta che mi occupo di lui. E' che oggi un amico mi ha segnalato un'altra uscita del nostro eroe sul "Foglio" di ieriun piccolo capolavoro di inutile omofobia contenente almeno una tripletta alla Cavani di perle assolute. Datosi che avevo un po' di tempo libero, ne ho approfittato per leggermi anche qualche paginata di quelle che lui definisce  "preghiere". Alla fine, si rischia di confondersi e pensare di essere finiti su "Pontifex".
Quando parla di omosessualità, argomento della preghiera di ieri, il Langone è tremendo e mi ricorda - anche fisicamente - il colonnello dei marines Fitts di "American Beauty", quello che vede froci dappertutto e perfino camminare sui muri, che tormenta di continuo il figlio per paura che gli si infroci a tradimento e poi, in una notte di pioggia, loro due soli nel garage, stampa un bacio indimenticabile sulla bocca del vicino di casa, Kevin Spacey.
Non voglio insinuare nulla, solo notare che certi gay sono criptati così bene che nemmeno il re degli hacker riuscirebbe a crackarli.

Prima perla del Langone.
"Ho sempre sentito l’omosessualità come un’offesa alle donne: possibile che loro, le vilipese, non la pensino così?" 
Poffarbacco, e perché mai dovrebbe essere un'offesa?  Non è mica obbligatorio amarci o desiderarci, tesoro. Se due ragazzi si amano a noi donne fanno solo tanta tenerezza. Si, magari se scopriamo che il figaccione che ci arrapa preferisce i maschi ci rimaniamo un po' male, lì per lì, ma possiamo sempre diventare amici, nell'attesa di convertirli.

Seconda perla.
"Non credo che una canzone d’amore per gatti possa fungere da canzone d’amore per topi. Non credo in un amore che prescinda dall’oggetto e possa rovesciarsi indifferentemente su maschi, femmine, bestie, piante, minerali…"
Ma certo, un poetastro del Trecento, sicuramente un po' così, perché quella storia degli svenimenti con Virgilio mi puzza, scrisse: "L'amor che move il sole e l'altre stelle". Senza contare che un predicatore ebreo di duemila anni fa ci fece una carriera, sul concetto di amore universale. Finì male perché anche allora il mondo era pieno di pontifexsi.

Terza ed ultima perla:
"Ma come fanno le mie amiche ad ascoltare Antony and the Johnsons, Tiziano Ferro, George Michael?"
Oh, caro Langone, c'è di peggio. Noi donne siamo delle vere depravate. Io riesco perfino ad ascoltare Elton John, Sylvester, i Bronski Beat, Frankie Goes To Hollywood, Dead or Alive, Boy George, (ah, gli anni Ottanta!), Ricky Martin, Michael Stipe, Ciaikovsky, Handel e l'unico ed indimenticabile Freddie Mercury. Senza sentirmi per nulla offesa. Anzi, mi piacciono pure.
A proposito, sto pensando a della musica sicuramente etero, maschia e con le palle dure come il marmo ma, a parte "La sagra di Giarabub" e "La canzone del sommergibilista", sarà un caso, ma non mi viene in mente nulla. Che poi, anche quel "Camerata Richard", in fondo, a me pare ambigua assai.


* Sergente Hartmann "Full Metal Jacket"

giovedì 1 dicembre 2011

Forza nuora


Mi piace quest'idea di fare l'autopsia agli articoli altrui, mi piace assai. Così, rubo l'idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su "Libero", nell'articolo "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli". Uno di quei titoli da perfetta suocera fascista vs. nuora troppo emancipata che si pensava fossero ormai scomparsi da tempo immemorabile nelle nebbie della storia e che invece ogni tanto riemergono dall'ombra in pochissimi e preziosi esemplari. Volantini di Forza Nuova inclusi.
In soldoni, il fatal concetto è quello che, per evitare il sorpasso demografico delle femmine islamiche e straniere in generale, sempre con la pagnotta nel forno e presumibilmente ignoranti come capre, è necessario che le donne italiane non si dedichino più a studi superiori (lui parla di Università, speriamo che almeno possiamo continuare a frequentare le elementari così da imparare a leggere e far di conto). Private delle distrazioni culturali e ripiombate nei secoli bui dell'analfabetismo, le italiane ricominceranno così in automatico a fare figli, a scodellare marmocchi fino a farsi scoppiare i lombi.
La base scientifica di tale bizzarra tesi sarebbe tratta da un fantomatico e non citato studio partorito dall'Harvard Kennedy School of Government. I poveretti si erano limitati a far notare che statisticamente, le donne più colte tendono più facilmente ad essere nubili. Non l'avessero mai fatto. L'intellettuale teo-con ci si è subito catapultato a pesce, fraintendendo a suo vantaggio.
Il poveraccio però, colpito da innumerevoli fendenti di ludibrio elettronico a causa di quest'articolesso, è ora ridotto molto male.

Incominciamo dunque l'autopsia. Alla ricognizione esterna il soggetto appare maschio, di età indefinibile ma presumibilmente da quarantino che ne dimostra cinquanta o da cinquantino schietto portato male. Cattolico praticante, quindi non circonciso. Razza caucasica.
Pratico il taglio a T ed asporto la cassa toracica per l'esame degli organi interni. Niente di particolare da osservare, quindi passerò all'esame dell'encefalo.
Il cervello è ben formato ma presenta numerose recidive di pensiero misogino. Una, molto recente, risale all'anno scorso, quando scrisse: "Genitori che avete una figlia in età da università: se volete nipotini che vi tramandino e che la realizzino, risparmiate sulle tasse universitarie e regalatele un bel vestito». (1.9.2010, Il Foglio) che, più o meno, è identica a quella che ne ha provocato l'exitus.

Un'altra, molto interessante, situata proprio al centro del cervello primitivo, tra la negazione del Darwinismo (che lui definisce: "superstizione pseudoscientifica che ci considera discendenti dalle scimmie") e l'oscurantismo cattolico, si intitola: "Maschio, vuoi sopravvivere? Non cucinare." Dove si auspica che le donne tornino ai fornelli a spignattare piatti a lunga preparazione tipo u tuccu e la pastiera napoletana per evitare che escano a complottare con Umberto Veronesi per instaurare un'hitleriana superiorità biologica femminile. (Giuro!)
E che, ovviamente, gli uomini la smettano con quell'hobby un po' ambiguo della cucina. In culo a Vissani e a tutti i più grandi chef (maschi) del mondo, immagino.
Occhio anche alla ceretta maschile.
"...il damerino liscio, depilato e fotogenico è invitato a lasciare il campo a chi sa cambiare una ruota, a chi è capace di difendere la fidanzata dai malintenzionati, pagarle la cena e consentirle di licenziarsi. Perché una vera donna lavora solo in casa, per il suo vero uomo." (L'elogio del maschio con le palle: alle donne piace fascista." (Libero, aprile 2011)

Sto cercando eventuali tracce di ironia in queste placche misogine ma non riesco a trovarle, per cui il quadro è più grave di quanto pensassi. Temo proprio che il soggetto pensasse ciò che esprimeva per iscritto.
Prelevo dall'articolo incriminato alcuni campioni da inviare in istologia:

"I figli una volta erano braccia per i campi e da grandi bastoni per la vecchiaia".
"Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo." [Però crede nella più clamorosa utopia di tutti i tempi, il Cristianesimo. n.d.r.]
"Mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo."
"Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà."

Basta, ok, riportatelo in cella frigorifera.


P.S. Io ho condotto l'autopsia, ma la diagnosi impeccabile e fulminea, da Dr. House, l'aveva già fatta Galatea.

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