Visualizzazione post con etichetta l'aquila. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'aquila. Mostra tutti i post

giovedì 25 ottobre 2012

Dotti, medici e sapienti


E nel nome del progresso 
il dibattito sia aperto, 
parleranno tutti quanti, 
dotti medici e sapienti. 

"L'unico precedente a questa sentenza è Galileo".

Non l'ha detto la Biancofiore ma il ministro per l'ambiente Clini, convinto che i giudici abbiano riesumato l'Inquisizione spagnola per condannare gli scienziati colpevoli di non aver saputo prevedere il terremoto. Se questo è un tecnico. Qui ci vuole l'hashtag #annamobbene.
E poi, stiamo parlando di Einstein, Newton, Darwin o di qualche genio incompreso alla Nikola Tesla, autori di scoperte mirabolanti da cambiare il mondo, ingiustamente carcerati per bestemmia ed eresia dal Santo Uffizio, come dei maggiordomi qualsiasi? No, stiamo parlando di normalissimi esperti della Commissione Grandi Rischi che, per compiacere Bertolaso, si trasformava a gentile richiesta nella Commissione Niente Rischi. La scienza è un'altra cosa, caro Odifreddi. E lasciamo riposare in pace Galileo, per amor di patria.

Non ci fossero le intercettazioni a smerdare questi esperti a 90° potremmo anche credere alla galileata, all'atroce ingiustizia perpetrata dai soliti giudici che non si fanno mai i fatti propri e non lasciano gli italiani delinquere in pace. 
Sentire Clini che parla come B. ci rassicura della continuità, del passaggio morbido tra un regime all'altro. Ma io penso a quei ragazzi che sono morti, invitati a rimanere tranquilli in un edificio che scricchiolava sempre più sinistramente notte dopo notte. 
Una volta per tutte, quindi: i giudici non accusano gli "esperti", gli "scienziati", secondo le prefiche corporative, di non aver previsto la scossa devastante, di non essere insomma degli indovini, ma di aver compiuto un'analisi errata dei dati, di essere stati forse superficiali in condizioni nelle quali non ci si può permettere di esserlo. Di aver tenuto una riunione "cooperativa" per assecondare Bertolaso, alla quale non seguì nemmeno un verbale, come ammette Boschi a Sabina Guzzanti in "Draquila". 
Infatti, nella memoria del pm dell’Aquila Fabio Picuti del 13 luglio 2010 si legge:
“L’intento non è quello di muovere agli imputati un giudizio di rimprovero per non aver previsto la scossa distruttiva del 6 aprile 2009 o per non aver lanciato allarmi di forti scosse imminenti o per non aver ordinato l’evacuazione della città”. Proprio perché, è lo stesso sostituto procuratore a scriverlo, “la scienza non dispone attualmente di conoscenze e strumenti per la previsione deterministica dei terremoti”. A inguaiare gli esperti capitanati dal presidente dell’Ingv Enzo Boschi non è stato il presunto oscurantismo dei giudici, ma l’esigenza tutta politica di “rassicurare” gli abitanti del capoluogo abruzzese, allarmati da una lunga sequenza di scosse e dai primi danneggiamenti di edifici, a partire da una scuola." (fonte "Il Fatto quotidiano").
La politica, dunque, che nulla dovrebbe avere a che fare con la scienza ed invece ogni giorno di più la svuota di credibilità e la sconcia: con le malattie inventate per compiacere BigPharma e i suoi nuovi farmaci, con i dati addomesticati per accondiscendere alle richieste della multinazionale finanziatrice e con la ricerca che diventa sempre più la dimostrazione di qualcosa che si deve dimostrare per forza.

C'è infine un aspetto ancor più generale che emerge da questa vicenda.  Il viziaccio di prendersela con i giudici quando applicano le sanzioni previste dalla legge nei confronti dei reati è il legato più velenoso del berlusconismo morente. B.si ritira dalla politica, ma non temete, vive e lotta dentro di noi.

Update - Questo documento  della Commissione Grandi Rischi dell'aprile 2009 è stato pubblicato stamattina da Repubblica. 

martedì 23 ottobre 2012

Commissione Niente Rischi



"Sono Guido Bertolaso...".

 La Stati: "Che onore...". 

Bertolaso: "Ti chiamerà De Bernardinis il mio vice, perché gli ho detto di fare una riunione lì all'Aquila domani, su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni... Eccetera...". 
Ancora Bertolaso: "La cosa importante è che domani... Adesso De Bernardinis ti chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo... ma vengono Zamberletti (l'unico che poi non parteciperà, ndr), Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto in Italia. Li faccio venire all'Aquila o da te o in prefettura... Decidete voi, a me non me ne frega niente... In modo che è più un'operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale... sono fenomeni che si verificano... meglio che ci siano cento scosse di quattro scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male... Hai capito? (...) Tu parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere (alla stampa, ndr) che ci sarà questa riunione. E che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te... facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia". 
La Stati: "Va benissimo...". 


Dedicato a quelli che oggi se la prendono con i giudici e hanno paura che un domani gli esperti non possano più offrirci i loro preziosi consigli.

giovedì 16 settembre 2010

W la Figaro


"Il y a eu ensuite la situation d'urgence créée par le séisme du 6 avril 2009 dans les Abruzzes. En un temps record, nous avons secouru 65.000 sinistrés et reconstruit une ville entière pour ceux qui avaient perdu leur maison. Nous avons aussi reconstruit toutes les écoles détruites et fait en sorte qu'à la rentrée 2009, tous les écoliers et les étudiants puissent reprendre leurs cours. Devant une tragédie de cette ampleur, aucun autre gouvernement au monde n'a obtenu un tel résultat. "

(Intervista a "Le Figaro", 15 settembre 2010)


mercoledì 7 aprile 2010

L'Aquila a pezzi

Una videoinchiesta di ActionAid sull'anniversario del terremoto dell'Aquila. Cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto, i problemi tutt'ora irrisolti di migliaia di persone. Lasciando stare i miracoli, le fanfaronate e i record mondiali.
Buona visione.

Introduzione - Daniele Scaglione, Direttore Campaigning di ActionAid.
Primo Episodio - PROMESSE IN FRANTUMI. La ricaduta dell’evento G8 a L’Aquila ha avuto l’esito sperato?



Secondo Episodio - I DIMENTICATI. Dalle tende alle case in 6 mesi?
Terzo Episodio - NON E’ PROPRIO UNA VACANZA. Sono tornati tutti dalle ’vacanze nel mare Adriatico’?
Quarto Episodio - UNA DIFFICILE IMPRESA. E il rilancio dell’economia?



Quinto Episodio - UNA CASA O TANTE C.A.S.E.? Un vero record?
Sesto Episodio - MAP, COSA C’E’ DI MALE? Cosa pensano gli aquilani delle ‘new town’?
Settimo Episodio - TANTE CASE NON FANNO UNA CITTA’. Il passaggio diretto dalla tenda alla casa è stata davvero un’innovazione?
Ottavo Episodio - VITA DA STUDENTE PRECARIO . Si torna sui banchi?
Nono Episodio - LE SPERANZE. Gli aquilani non vogliono più cadere a pezzi.

lunedì 5 aprile 2010

Non si possono prevedere i terremoti (?)



“In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni“.
(Raccomandata inviata dal sindaco dell'Aquila Fausto Cialente il 1° aprile 2009 a: Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), Governatore della Regione Gianni Chiodi, Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, Prefettura dell’Aquila.)

Il giorno prima, il 31 marzo, si era finalmente tenuta in città la riunione della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, una riunione di luminari alla quale però non avevano potuto partecipare i geologi dell'Università dell'Aquila, la cui presenza era pur stata auspicata dal rettore della stessa. Si trattava di studiosi che avevano avuto l'opportunità di seguire l'andamento dello sciame sismico sul territorio e che avrebbero potuto confermare, grazie ai loro studi, un'altissima probabilità di evento sismico a venire ancora più importante. Non fu ritenuto necessario od opportuno interrogarli e la conclusione alla quale giunsero gli esperti della Commissione fu la seguente:
"Uno specifico evento sismico non può essere previsto, chi lo fa procura solo ingiustificato allarme".
Per il profano è difficile capire questo concetto. Siccome sono due mesi che la terra trema, non possiamo, ad esempio, chiudere l'Università e le scuole fino a che l'evento non si esaurisce? Fare delle opportune esercitazioni con la popolazione, approntare dei luoghi di evacuazione dove raccogliere le persone abitanti degli edifici più a rischio (classificati ad alto rischio già dal 1999) almeno durante la notte? Montare delle tende in previsione di una sciagurata evenienza? Se non proprio montare le tende almeno farle arrivare nelle vicinanze per averle subito pronte all'occorrenza? In medicina si dice "prevenire per non dover curare poi". In questi casi ci rispondono che "il terremoto non si può prevedere".

Scusate se insisto. L'evento unico, il Big One che arriva dopo vent'anni di silenzio sismico in un determinato territorio è obiettivamente quasi impossibile da prevedere, anche se qualche ricercatore parla di segnali premonitori che consisterebbero, nell'imminenza di un terremoto, nell'aumentare dei livelli di radon.
Però, quando nello stesso territorio l'attività sismica si protrae per settimane ed addirittura mesi, dovrebbe scattare automaticamente uno stato di preallarme che dovrebbe imporre alle autorità preposte, ovvero la Protezione Civile, di prepararsi ad un'eventuale aggravamento del fenomeno.
All'Aquila, come in situazioni precedenti di altri terremoti in altre regioni italiane, gli allarmi delle autorità locali rimasero inascoltati. "I terremoti non si possono prevedere".

Durante lo sciame sismico antecedente al 6 aprile 2009 nella Casa dello Studente i ragazzi erano sempre più preoccupati delle crepe che ogni notte si aprivano sui muri della struttura. Qualcuno decise di tornarsene a casa finchè non fossero cessate le scosse ma furono iniziative singole, nessuno pensò di evacuare la Casa dello Studente a titolo precauzionale. E come avrebbero fatto, le autorità cittadine, che si sarebbero sentite accusare di procurare allarme, quindi di commettere un reato?
Sappiamo come è finita. La Casa dello Studente è crollata lasciando sotto le macerie le vite di sette ragazzi. Nel solo paese di Onna sono morte 40 persone. L'Ospedale dell'Aquila è crollato e si è scoperto che i piloni erano fatti di cemento di sabbia di mare. Altri edifici crollati hanno messo a nudo lo sconcio degli appalti che vengono aggiudicati a chi fa il prezzo più basso ma risparmiando nella qualità dei materiali. Tanto i terremoti sono una calamità imprevedibile.

La notte in cui morirono 308 persone alcune iene ridevano in previsione della ricca torta da spartirsi nel bisinissi della ricostruzione.
Ci sono inchieste in corso che indagano su eventuali responsabilità dei costruttori di edifici crollati nel sisma. Si indaga sui meccanismi che regolano la complessa macchina della Protezione Civile, tendente a favorire spesso e volentieri un complesso intreccio di amici di amici di amici, trincerandosi dietro lo stato di emergenza che permette di bypassare le normali procedure di assegnazione per concorso degli appalti.
C'è un'informativa riservata della Polizia che accusa i vertici della Protezione Civile che parteciparono alla famosa riunione del 30 marzo 2009 di omicidio colposo per non aver attuato le misure preventive adeguate alla protezione della popolazione.

La retorica di quei giorni invece e la sua espressione mediatica appiccicosa e lacrimogena, ci parla di un presidente del consiglio in perenne tournée nei luoghi terremotati, con quell'enorme casco da pompiere che gli formava una curiosa ed alquanto scabrosa protuberanza rossa in testa ; del SuperBertolaso quasi santo, sempre in azione a coordinare e supervisionare, soprattutto, dicono i maligni, la preparazione della torta; la beatificazione quotidiana a mezzo stampa di quella stessa Protezione Civile che si era rifiutata, nei giorni precedenti il terremoto, di prendere sul serio l'allarme degli enti locali.

Dimenticano invece, i media, di parlare della militarizzazione delle tendopoli e dell'occupazione del territorio in occasione della buffonata del G8 spostato all'Aquila dalla Maddalena (tanto pagava il Pantalone statale ed organizzava la Premiata Pasticceria Bertolaso ). Come in tutte le imprese governative, non conta ciò che si è veramente fatto ma ciò che si dice di aver fatto.
"Abbiamo fatto un miracolo", dice il millantatore del consiglio, come al solito sboronando e gonfiando le cifre come palloni.

Cosa è stato fatto allora in un anno, veramente?
La Provincia di Trento e la C.R.I. hanno donato, con iniziativa e fondi propri, quindi Berlusconi non c'entra, le famose casette di legno di Onna. Non ci sono più le tendopoli, è vero, ma molta gente è ancora alloggiata negli alberghi e prima o poi bisognerà collocarle altrove.
Il centro dell'Aquila, quello che più preme ai cittadini del capolouogo abruzzese, in quanto cuore della collettività, è ancora invaso dalle macerie e la gente cerca di rimuoverle, visto che non lo fanno loro, i miracolosi, con le mani nude e ogni domenica con le carriole. Con la Digos che arriva a fermali, è ovvio. L'iniziativa privata non è molto ben vista dai campioni del liberismo, dai paladini della libertà.
Alcune case del "piano casa", consegnate in fretta e furia, già cadono a pezzi ma pazienza. Basta il pensiero e forse non si poteva fare meglio. Il governo ha fatto quello che ha potuto e, probabilmente, ha fatto appena un po' di più di altri governi del passato in occasione di precedenti terremoti. In fondo anche il Friuli è stato ricostruito e senza nemmeno bisogno di Berlusconi. Però la propaganda vuol far credere che c'è stato veramente il miracolo e questo sembra francamente un'esagerazione.

Dov'è la verità? Non resta che ascoltare le voci degli aquilani. Raccontateci. Questo spazio è a disposizione per raccontare esperienze, raccogliere denunce e dare anche buone notizie. Come quella che 308 persone hanno avuto finalmente giustizia, un giorno.

Sulla questione della previsione dei terremoti, allego un documento, segnalatomi su Facebook, pubblicato su "Ingegneria sismica" n° 3/2009 dal titolo: "Prevedere i terremoti: la lezione d'Abruzzo".

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...