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sabato 1 marzo 2014

Amanita renzaria


Il ritorno dei funghi magici. Non si spiega altrimenti. Solo un esperienza psichedelica da assunzione di un cestino intero di Psilocibe Cubensis ( o CuRenzis) o Amanita Muscaria appena raccolti può far sembrare il governo del boy-scout un governo di sinistra e perfettamente normale l'okkupazione militare da parte del PD di quasi tutte le cariche istituzionali nonostante l'abbondanza di strapuntini per i guardiani del benessere berlusconiano e quella sovra-rappresentazione sospetta dei montiani di Scelta Civica.
Dopo le nomine dei vice e sottocosi stiamo scartavetrando il fondo della petroliera: Gozi, Scalfarotto, solo per citare due eccellenze a caso. Il peggio funzionariume tosco-emiliano, il set completo di apparatchiki ottusangoli da partecipata e consiglio comunale, le donne in quanto tali, i compagnucci di merende, ma va bene così. Ci penseranno l'acido e i funghetti a farli sembrare padri e madri della patria.

Infatti il trucco è proprio quello, far sembrare l'irreale realtà. Lo psicopiddino legge una titolata come questa dell'Huffington Post e vede Berlinguer e Gramsci che gli fanno ciao. I più schiodati arrivano addirittura a vedere la mummia di Lenin rianimarsi e benedire il comunismo trionfante. Bella Ciao gli arriva si un po' distorta, con un curioso effetto eco e sembra suonata da Jimi Hendrix più che dagli innocui chitarrosi da festa del PD ma i colori sono stupendi. Wow, che botta! Renzi appare bellissimo e circonfuso di luce. L'austerità è bellissima e la Germania è meravigliosamente virtuosa. La Grecia è stata rovinata dalla corruzione, non dalla Troika. L'Europa è una immensa distesa di fiori che cantano Beethoven con vocine angeliche. Vieni anche tu in Bischerology e sarai felice.

Caro Karl, aggiornati. Ai tuoi tempi era la religione l'oppio dei popoli. Robetta. Ora l'informazione mediatica è diventata il più potente allucinogeno dai tempi della biciclettata lisergica di Albert Hoffmann. Il TG è viaggio puro. Riescono a farti sembrare i colpi di stato dei momenti di grande democrazia e partecipazione. Le truppe speciali di mercenari stranieri superaccessoriati ti appaiono come pacifici manifestanti locali. 
Leader regolarmente eletti dal popolo diventano, ecco il bad trip, dei mostruosi lucertoloni bavosi e tu sei tanto contento che i buoni arrivino a scacciarli. I buoni come Monti, come Papademos e come il boy scout e il suo giglio magico, pardon, fungo. 

Buon viaggio, e buona fortuna.





mercoledì 26 febbraio 2014

Il Matteista


Ormai lo sapete che l'Untino del Signoraggio mi ispira paragoni con Norman Bates, quello che pareva tanto un ragazzino a modo, un figlio modello ammamma e invece. 
Trovo interessante ed anche inquietante il message in a bottle del neo-premier a Luigi di Maio, con quel passaggio repentino dal tutto stampatello al corsivo; un cambio di mood, segnalato dallo scarabocchio (anche qui) che denota una certa instabilità emotiva e il desiderio di apparire a tutti i costi adeguato ad un ruolo che forse non ha ancora del tutto assimilato ed introiettato (le troiette non c'entrano). 
Due scritture, due Mattei, una pericolosa dissociazione o tendenza alla bipolarità? Anche se in lui convivono in maniera abbastanza conflittuale ma coatta il democristo e l'apparatchik da regione rossa, non parliamo di doppia personalità, per l'amor di Dio, roba da film. Era emozionato, dai, e ha pasticciato un po' pizzineggiando. Era la sua prima volta in un luogo sconosciuto, il Parlamento e respirava l'aria un po' troppo ossigenata ed euforizzante della democrazia.

Ieri l'Untino è riuscito finalmente a diventare premier e ve lo tenete, a meno che il suo amato partito non trovi il modo di affondarlo poco dopo il varo. Anche il Titanic sembrava inaffondabile e invece. 
Vista l'espressione di Letta nipote durante il passaggio di campanella e ieri alla Camera dove ha tentato disperatamente di rubare la scena con una passerella stile "bambole non c'è una lira" assieme al redivivo smacchiatore, fossi in Matteo camminerei con il culetto ben rasente al muro. Dopotutto Letta è nipote si, ma mica è Paperino e Matteo non è Gastone, nonostante le apparenze.

Oltre alla grafologia mi ha colpito l'alto tasso di bugie nel discorso alla Camera, un lunghissimo pistolotto da consiglio comunale che, sospetto, da sindaco di Firenze avrà fatto diventare un Palazzo già Vecchio, decrepito. Accanto a lui c'era una ministra bionda in evidente stato catatonico, che ha mantenuto per tutto il discorso una facies assolutamente amimica. Chissà se era noia o l'estasi renziana? Quella in cui era caduta invece in maniera conclamata una delle sue groupie, lo Speranza, che ha donato il suo voto e forse anche un brandello di animuccia, al suo Matteo, in nome di tutti gli adepti della setta piddina, assolutamente incapaci di accorgersi delle tante bugie e fanfaronate del loro eletto del Primariato.

Ho provato a contarle le millanterie, le contraddizioni (maiuscolo o corsivo?), le confabulazioni, ma il numero mi ha sovrastato. Anche riguardo alla pseudologia fantastica è un berluschino, nonostante il maestro conservi tuttora uno stile inarrivabile. 
Infatti l'allievo non arriverà mai al sublime "vi tolgo l'IMU" in serpentese fissandovi dritto negli occhi attraverso la TV. 'Tacci sua. Il ragazzo è solo un buon incantapiddini, della razza dei mentalisti, quelli che ti fanno credere di aver indovinato la carta e ti strappano un ammirato "ma comme fa?" 
Se dovrà solo tirare a campare in attesa della cavalleria andrà anche bene. Quello che è certo è che non conta certo più di Letta. Come lui serve come la serva ma all'occorrenza lo getteranno come un kleenex. E nei vendicativi e giustizieri libri di storia non sarà ricordato più del morituro per Maastricht.
Renzi chi, quello con l'accento toscano dei cioccolatini dell'imitazione di Crozza?

sabato 22 febbraio 2014

Semicupio dissolvi #thisinotmygovernment


Dopo aver letto la lista dei ministri, viste le loro facce (mi soffermerei sull'inquietante effetto ipnotico-sedativo dello sguardo della Madia associato alla parola semplificazione) e soprattutto pensando a ciò che hanno intenzione di fare, cose che gli stuPiddini maledetti non immaginano neppure, si avrebbe solo voglia di entrare in uno stato catatonico senza fine. Quell'effetto di pietoso loop mentale che ti dava la lobotomia prefrontale.
Vi prego, ditemi che è un brutto sogno dal quale non riusciamo a svegliarci o il peggiore dei bad trip.
Eccolo, il governo delle sinistre per salvarci dal quale Silvio era sceso in campo tanti anni fa. Grazie Silvio, grazie tante eh, chissà come avremmo fatto senza il tuo aiuto. Comincio a pensare che, oltre che interista, tu sia sempre stato un compagno nascosto. E' questo che hai confessato a Don Matteo quando ti sei chiuso in confessionale con lui l'altro giorno?
Tutto il peggio piddino: le cooperative rosse, le partecipate, l'apparato e i funzionari di mestiere, soprattutto le funzionarie mioddio, il peggio democristocomunismo tosco-emiliano di merda. Sembra la cucina della Festa dell'Unità con le azdore. Sono bravi, non c'è che dire. Riusciranno, in articulo mortis, a farmi diventare più anticomunista di McCarthy.

Ci sono le donne. Aaaah, si, allora stiamo tranquilli. Guarda la Madia. Guarda la Lorenzin. Guarda le funzionarie. Ma ci sono i ggiovani. Aaaah, allora l'unico problema è l'eventuale dementia praecox, quella senile rimane confinata in altre stanze. Scusa ma l'elettorato di centrodestra è garantito dalla presenza degli alfaniani. Annamo bene. Padoan è uno che l'economia la conosce (lo dice Bagnai e tendo a credergli), ma allora la cosa non è affatto rassicurante perché significa che l'unico atto che non dovranno sbagliare a fare sarà compiere la rapina del millennio, il più grande trasferimento forzoso di fondi privati da uno stato all'altro in tempo di pace. 
Parliamoci chiaro, questi babbei capitanati dal Capobabbeo, dal pallonbischero Beatrice, vi toglieranno i soldi e vi tasseranno fino alla morte Greek Gnamgnam Style, si, anche voi che avete 5000 euro sul conto corrente e quindi chevvefrega, per coprire i buchi delle banche TEDESCHE. Capito?
Ve lo ripeto e più giù in fondo al post c'è anche il disegnino: la Germania ci ha portato dentro l'euro e finanziato affinché diventassimo suo mercato di sbocco e comperassimo le sue auto naziste di merda che bippano se vi avvicinate troppo agli altri automobilisti e come le mettete in moto vi intimano di "non farvi distrarre dal sistema". Siccome però le loro banche hanno esagerato con i derivati e con i finanziamenti a paesi del Sud Europa che nel frattempo stavano strangolando con l'austerità (pensate che furbi) facendoli diventare sempre più insolventi e, side effect non da sottovalutare, gli USA sono incazzati perché le Deutsche Banken le hanno foraggiate di dollari ma il buco diventa sempre più grande, ecco che è partito l'Operazione Rekuperen Krediten.
La Germania, così ben rappresentata da quella sciatta e ottusa Mutti culona che nemmeno il genio di Fassbinder avrebbe potuto immaginare come metafora del degrado tardo-capitalistico del suo paese (altro che la Maria Braun-Hanna Schygulla) rivuole i suoi soldi e, tanto che c'è, si dedica alla depredazione di quella ricchezza altrui che ha sempre invidiato e che, periodicamente, si impegna con tutte le sue forze, militari e/o economiche, a rubare agli altri paesi. Bentornato Piano Funk.

Non è odio antigermanico. E' la sconsolata dichiarazione di fallimento di ogni tentativo di estirpare la mala pianta dell'imperialismo mercantilista dalla testa della classe dirigente industriale tedesca. Lasciate una sola fabbrica in Germania e dopo un po' scoppierà la guerra in Europa. E' scienza. Morgenthau l'aveva capito.

Ora, torniamo ai nostri pupazzetti colorati. Sarà divertente guardarli tergiversare esattamente come il governo Letta, perché l'alternativa è dover arrivare a toccare il loro elettorato democristocomunista di merda.
Perché gli strozzini non aspettano e non li tieni mica buoni con l'Orchestra Le Fruste di Romagna, la piadina con lo squacquerone e il dibattito continuo. Prima o poi sarà inevitabile anche arrivare alle chiappe degli statali, privatizzare le partecipate, decimare sanitari pubblici e insegnanti, postali, smantellare i loro sindacati venduti, mandare a lavorare i dignitari di partito e quelli che campano sul fatto che avevano il nonno partigiano. A quel punto vedremo se l'elettorato democristocomunista di merda si accorgerà di quanto aveva ragione la classe operaia ad aver voltato le spalle per prima e a schiacciare la testa a questo orrendo serpentone metamorfico che è la sinistra italiana.
E' la loro maledizione. Si sono venduti ma prima o poi dovranno urlarlo ai quattro venti. Saranno esposti con tutte le vergogne di fuori. Nudi nella loro infamia di vermi traditori collaborazionisti.

Loro sperano che arrivi il deus ex machina, che la Germania magari decida di lasciarci andare o che la Francia di Marine rovesci il tavolo europeo, e sono convinta che, in tale evenienza, tengano pronta la carta Prodi che, come ci ha portato dentro la camera a gas, potrebbe tirarcene fuori, passando paradossalmente dal ruolo di carnefice a quello di salvatore della patria. Sarebbe la beffa più atroce e non me lo auguro proprio perché questi meritano di pagare per ciò che hanno fatto con la scomparsa totale e definitiva dalla politica. Che il PD sparisca per sempre dell'ignominia e le sue rovine morali siano cosparse di sale.

Ho già scritto al Dottor Berlusconi una volta chiedendogli di abbracciare ufficialmente la causa anti-euro. Mi rivolgo anche al padronato del Cinque Stelle affinché si avvii all'imbarco (grazie Carmen) lasciando perdere le stronzatielle della decrescita. Sarebbe un'occasione storica per il primo di riscattarsi come uomo e statista facendo diventare finalmente utili le sue televisioni e per il secondo di non farci più sospettare che il Movimento sia solamente una valvola di sfogo per il malcontento manovrata dagli stessi che il malcontento lo provocano con le loro politiche di austerità. Se entrambi si decidessero, perdio, avendo il coraggio di mandare all'aria il governo golpista piddino e costringendo 'O Re a indire nuove elezioni, non ci sarebbe storia. Vittoria a valanga. Venite a bordo, cazzo!!
Anche se non avrò alcun problema ad aiutare la Lega di Salvini o Fratelli d'Italia o chiunque altro alle prossime europee, mi piacerebbe avere l'imbarazzo della scelta tra i partiti anti-euro. O non avete proprio voglia di sbarazzarvi veramente del regime? Non voglio credere che chi ha preso il potere sia talmente forte da non consentire alcuna speranza. Non lo crederò mai.

Se vi piace RT l'hashtag #thisinotmygovernment

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
(fonte ZeroHedge)

giovedì 20 febbraio 2014

Messer Matteo che discese dal cielo in terra a miracol mostrare e finì asfaltato al primo incrocio


"Beatrice tutta ne l'etterne rote
fissa con li occhi stava; e io in lei
le luci fissi, di là sù rimote.                             
  Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
qual si fé Glauco nel gustar de l'erba
che 'l fé consorto in mar de li altri dèi."

Divina Commedia, Paradiso, canto I


Come si è permesso tale Giuseppe Grillo di offuscare questo diamante, questa novella Beatrice, piccolo padre, maestrino venerabile, unto del Signoraggio, questo nostro (anzi, vostro) duce sfolgorante di luce propria? Come ha osato non cadere in deliquio di fronte a colui che pare disceso dal cielo in terra a miracol mostrare? 

Lo so che è uno spettacolo imbarazzante vedere umiliare qualcuno o, come si dice oggi, asfaltare, se è vita reale e non finzione cinematografica ma vi consiglio di guardare i dieci minuti integrali durante i quali Matteo Renzi (d'ora in poi Beatrice) è riuscito a uscire anche peggio di Pierluigi Bersani dallo streaming, ovvero da quello che ormai è il bad trip piddino. Tenendo conto che per l'ex segretario del PD bastarono i leggermente frizzanti Crimi e Lombardi, appena una leccatina, insomma.
Sinceramente, qualcuno pensa che la moda dell'automacellazione di fronte alle videocamere tenterà qualche altro segretario del PD in futuro dopo quest'ultimo episodio? Chissà cosa provano, che razza di perversione è. Siamo ad Antonin Artaud, al Teatro della Crudeltà oppure agli annunci tra cannibali e aspiranti spezzatini. A me ha ricordato, a proposito di cannibalismo, il rapporto tra Hannibal Lecter e Clarice Sterling. Buonasera Beatrice, che ti ha detto Miggs? Do ut des, Beatrice. Senti ancora gli agnellini urlare?

I media vi stanno dicendo che Grillo è stato maleducato, violento, che non si fa così, che il Movimento Cinque Stelle così ha perso migliaia di voti, per non farvi vedere quanti ne ha conquistati. Lo dicono pure i vostri amici su Facebook, quelli che hanno partecipato alla colletta per comperarsi questo bancario descamisado bravissimo a piazzare i titoli tossici alle vecchiette facendo loro la boccuccia tonda ma che, nel momento di tirarli fuori davvero, prima ha provato con l'arroganza ma poi ha dovuto abbassare orecchie e culo ed andarsene via a retromarcia mentre l'altro gli miagolava sul muso il suo essere maschio dominante. E' pura etologia, credetemi. Grillo e Berlusconi si che sarebbe scontro tra dominanti.

Del resto cosa si aspettava Beatrice dopo questa bischerata di introduzione: "Vi raccontiamo cosa vogliamo fare e vi diciamo, da subito, che, per quello che ci riguarda, non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile, non siamo a chiedervi nessun voto di fiducia, non stiamo a chiedervi un Governo". Lui e Delrio, s'intende.
Come dire, petto o coscia?
A quel punto Grillo l'ha lasciata ancora un attimo a soffriggere, poi si è pappato Beatrice e pure l'erba pipa di Glauco con una leggerezza addirittura British. Il pallonbischero ha cominciato a sgonfiarsi, a raggrinzirsi prima di fuggire via spernacchiando. Povera Beatrice, che figüra da cioccolataia, soprattutto quando ha detto, credendo di ingraziarsi l'attore: "Venivo sempre ai tuoi spettacoli e comperavo il biglietto".
Grillo non ha fatto niente di eccezionale, ha semplicemente ricordato a Renzi chi è, chi rappresenta e soprattutto chi non rappresenta. Ha fatto le osservazioni che, in un paese veramente democratico, la stampa farebbe normalmente ai politici. Riguardatevi l'intervista di David Frost a Richard Nixon per capire cosa intendo, visto che siete abituati al Kamasutra da due sole posizioni: la sdraiata e la pecorina, del giornalismo italiano.
Senza contare che Renzi è pura propaganda, è un pupazzo programmato con istruzioni precaricate del capitalismo assoluto dominante. Non si dialoga con la propaganda ed i suoi agenti perché il dialogo presuppone flessibilità e, per definizione, la propaganda è pensiero rigido.  La propaganda si può solo disvelare e ridicolizzare. Ed è ciò che ha fatto Grillo. Dovrebbero farlo anche gli altri. Pazienza, ci accontenteremo.

Vi rode che a fare l'opposizione in questo paese sia l'ex comico? Non è un problema suo. E' di coloro che preferiscono fognare, recitare supercazzore o restare imprigionati nel dilemma se uscire da destra o da sinistra.
Gli italiani, che non concepiscono la critica al potere, tanto meno al regime, e non a caso si sono fatti vent'anni di fascismo e poi quaranta di democristocomunisti più venti di berluperonismo, rabbrividiscono di fronte allo spettacolo dello smutandamento dell'imperatore e si fanno convincere dai suoi servi a scandalizzarsi. Io invece godo e ringrazio Beppe Grillo di essere l'unico a steccare in questa orchestra di filarmonici perfettini, di fronte ad una platea di idioti che accettano di farsi fottere per due euro.
Sul GRA questo sarebbe visto come concorrenza sleale.

martedì 14 gennaio 2014

Le ministre lo fanno meglio


No, non è quello che pensate ma se il titolo da pornazzo vagamente anni '70 è servito a farvi arrivare qui con un metro di lingua fuori, lo scopo è stato raggiunto. Parliamo non di sesso ma della leggenda metropolitana secondo la quale le donne in politica sono mejo. Più oneste, più capaci, più incorruttibili, più sensibili alle esigenze della ggente, più umane e mammose. 

Partiamo dalle mejo fighe del bigoncio del governo Letta, giusto per stare sull'attualità. La foto qui sopra, vagamente inquietante, sembra la riedizione di "E poi non ne rimase nessuna". Una sorta di ritratto di autofemminicidio politico in un interno con testimoni Enrico Lecter e l'altro che non si può nominare, lo sapete.
In questo gruppetto di inseguitrici delle grandi donne politiche del passato, di queste ministre per le allodole, senza petto e nemmeno coscia ma solo due alucce bruciacchiate, c'è di tutto: la fulgida e ridanciana inutilità, il soprammobilismo molesto, la cafonaggine neoburina, la rigidità teutonica che impara a zoppicare all'italiana, il tengofamiglismo ed altro ancora. 
Non è cattiveria ma, oh, ne avesse azzeccata una, Hannibal.

Partiamo da sinistra con la prima di questa serie di ministre colte a vario titolo in fallo o in stato di abuso di potere all'amatriciana oppure risplendenti di imbarazzante incapacità.
Josefa, la tedesca, che si fa beccare ad usufruire del repertorio tipico delle scappatoie da commercialista italiano per non pagare l'IMU più cara d'Italia, quella del ravennate. Colpita e affondata. Un ministero brevissimo e senza storia. Già l'orlo del pantalone era troppo lungo (occhio, Lorenzin).

Cancellieri, la star di "Pronto, Annamaria", il telesoccorso per miliardari finiti al gabbio. Una vicenda imbarazzante di favoritismi con l'aggravante del nepotismo ammamma. Colpita ma non affondata. Si è ripiegata tristemente come la Concordia, da un lato, e per ora rimane lì, a futura memoria, in attesa che qualcuno la risollevi.

Cécile Kyenge, ovvero la ministra della (dis)integrazione, della quale non si ricorda un singolo atto legislativo ma solo il suo essere una sorta di pungolo vivente per tenere in vita il razzismo degli italiani. Soprattutto quello degli italiani che non erano mai stati razzisti prima ma lo stanno diventando. Perfettamente inutile ed ingombrante come un elefantone africano intagliato vinto ad una fiera ma utilissima per tenere acceso il fuoco sotto uno degli argomenti principe della distrazione di massa: la cosiddetta società multietnica ed internazionalista imposta a legnate a questi nazionalisti e populisti di italiani. 

Emma Bonino, il nostro soufflé sgonfiato. Quella che sembrava assemblata con i pezzi di Indira, di Golda e di fior fior di statiste e che pareva potesse tirarti fuori al momento opportuno una grinta da Iron Woman. Invece l'abbiamo scoperta essere come quei pupazzetti di legno push button degli anni '60. Li premevi sotto e loro svenivano afflosciandosi sulla loro basetta di legno; ve li ricordate, cinquantenni? 
Emma che, nel contesto internazionale della grande diplomazia spicca solo per essere quella che si porta sempre in giro una borsa gigantesca, nemmeno avesse la famigerata valigetta con i codici per lanciare gli intercontinentali e quando va a Teheran indossa il foularone a testa bassa. Che brutta immagine.
Emma che finora ha collezionato un'imbarazzante figurina di emme con la vicenda Shalabayeva, quando Angelino non le disse niente del viavai di azeri sotto casa sua e lei non si incazzò nemmeno un po' con l'avvocato; e che infine sta passando alla storia per non aver finora combinato 'na beata con la delicatissima vicenda dei due marò. Emma, stai agli Esteri, non a Torre Argentina.


Lorenzin, la ministra della Salute. O della Sanità? O della privatizzazione della Sanità pubblica? O della distruzione della Salute? In ogni caso anche lei finora non pervenuta. Forse è un bene.

La Carrozza, ministra di quel che resta dell'Università. Talmente sicura delle cose da fare per la pubblica istruzione che indice un referendum sul web (a qualcuno fischiano le orecchie) per farsi dire cosa dovrebbe fare. Fosse stata grillina l'avrebbero crocifissa. Visto che è lei, è democrazia partecipativa. 

E infine la Nunzia nostra. L'ornitologa specializzata in lontre, la ministra con il maritino che anche lui lavora in ditta. Il maritino, per la cronaca, è Boccia, uno dei nobel mancanti in economia del PD.
Che ha combinato la Nunzia, per riempire in questi giorni le pagine della cronaca come ultima vittima di questo squartatore seriale di ministre che è Lecter? 
Ma niente, pora cocca. Il solito marchesedelgrillismo del "io sono io e voi...", tanto bullarsi di un potere provincialissimo ma che fa sempre la sua porca figura tra i forestali e un tocco di vajassa che non guasta mai.

Ragazze, si scherza eh? Però che trishtezza, è la sagra del diludendo. Voi che dovevate dimostrare, da sinistra, no, un po' più al centro, quanto siamo meglio degli uomini (ma chi l'ha detto?) 
E non tentate di giustificarvi dicendo che chi vi ha precedute, ad esempio le ministre berlusconiane, le Silvio's Angels, non hanno fatto granché di meglio e che qualcun'altra, ad esempio la coccodrilla Fornero, è riuscita a fare perfino peggio.  
L'unico dato di fatto è una débacle pressoché totale dell'immagine femminile al potere. Una strage, una Caporetto in tailleur.
Già, che sia stato quel tailleur viola a portare sfiga?




mercoledì 8 gennaio 2014

Lettalizzatela!


Houston, hanno un problema: evitare in qualsiasi modo ed a qualunque costo di affrontare il problema. 
Che consiste, lo ricordo per chi si fosse accorto solo ora della crisi, nella deindustrializzazione dell'Italia su commissione della Germania e per mano dell'euro, con loro, i larghintesisti, come esecutori materiali. 
Affrontare il problema vorrebbe dire inviare subito un fax con un bel "fottiti" al letto di dolore della culona ed occuparsi 24acca24 di come riottenere al più presto la sovranità monetaria e la libertà. Non dovrebbero aver tempo neppure per pisciare.
Invece, siccome sono imprigionati nella trappola del collaborazionismo e non sanno come uscirne, stanno cincischiando in attesa che un asteroide colpisca la Terra il 31 dicembre 2014 per sgamare l'entrata in vigore del Fiscal Compact, e pregano il loro Dio che ciò accada, perché non saprebbero assolutamente come trovare i miliardi (di euro) necessari per quella follia, se già ora si prendono a borsettate tra di loro per i 150 euro degli insegnanti.

Un modo per allontanare il problema, insomma il loro piano B, oltre alla gestione manicomiale dell'ordinaria amministrazione, è stravolgere la scala delle priorità e utilizzare la cosmesi dei diritti civili per mascherare i deficit cognitivi che li affliggono e soprattutto il fatto che loro, come governanti, nell'agone internazionale, non contano assolutamente un cazzo ma sono come la serva di Totò, servono. 
E' una strategia ben precisa. Confondere il popolo con l'elargizione di diritti civili mentre con l'altra mano si sfila ad esso il portafogli e ci si prepara ad espropriarne i beni, mobili ed immobili, per conto terzi e per beccarsi la mancia. 
Se ci pensate bene, la cosmetica dei diritti civili è da sempre la tattica dei radicali, una quinta colonna del neoliberismo che da decenni nasconde quest'anima reazionaria, perfettamente allineata con l'eurototalitarismo, sotto tonnellate di buoni propositi: i matrimoni gay, l'eutanasia - prima il divorzio e l'aborto - ora le carceri, le coppie di fatto e la depenalizzazione delle droghe. Quando uno li ascolta pensa: "ma quanto so' democratici e liberalz!" e invece, dal punto di vista economico, sono più a destra ed incarogniti della Thatcher quando la parrucchiera non le cotonava abbastanza i capelli.
Se al repertorio dei radicali unisci quello solito della sinistra boldrinosa: ius soli, il culto del migrante e dello straccione, l'internazionalismo, il femminicidio usato come arma contundente nella posticcia guerra di genere, e magari hai l'aiuto mediatico di un Papa telefonista e nazionalpopolare quasi più della Carrà e quello di un esercito di leccapiedi a mezzo stampa, ottieni una fenomenale arma di distrazione di massa da somministrare tramite la televisione busona al popolo ormai intontito dalla depressione e dall'inappetenza.

A questa sinistra alla ClioMakeUp piace enormemente la strategia della cosmesi, ma anche alla destra piace far finta di opporvisi, schierando il fondamentalista ributtante alla Giovanardi che si scandalizza per la canna libera e il bacio tra uomini.
Piace anche alla sinistrina rosé de iRrenzi che sventola il cannone di maria per infinocchiare ancora una volta la platea piddina, per la quale ha in programma una bella riformina Hartz al cui confronto la Fornero parrà Madre Teresa di Calcutta.

Che bello, saremo poveri e disperati, ma i preti potranno sposarsi tra di loro, avremo la legalizzazione delle coppie fatte e rideremo, rideremo come degli scemi.

sabato 28 settembre 2013

Angelino e Sempretuo



Roma, 27 settembre 2013

Angelino carissimo,

il palazzo che ci vide uniti nella nostra beata incoscienza giovanile oggi assiste alla mia disfatta e alla mia infinita malinconia. Si, è colpa mia se è andata a finire così, se non sono riuscito a tenere insieme i pezzi del nostro rapporto. La colpa è mia e di non averti aperto prima il mio cuore. E' il mio maledetto viziaccio di tenermi sempre tutto dentro e di accettare tutto, soprattutto le tue impuntature e  piccole cattiverie nei miei confronti. No, non è per i tuoi silenzi la sera, per la tua indifferenza ed il tuo avere la testa da un'altra parte quando siamo insieme ma per il tuo ignorarmi a bella posta quando siamo in mezzo agli altri ministri. Lo hai sempre saputo che la cosa mi feriva ma tu sembravi farlo apposta e ultimamente sembravi ancora più contento di farlo. Mi hai umiliato e questo è peggio di qualsiasi tradimento. Non posso più sopportarlo, scusami.

P.S. Ho deciso, torno da zietto,
Addio,
Sempretuo


Caro Sempretuo,

Mi dispiace usare parole che potranno ferirti ma lo sapevi fin dall'inizio che questa storia non avrebbe avuto un futuro. Sei stato tu a volere questa pazzia, sapendo come la pensavo e i patti che avrei comunque dovuto rispettare ma tu, niente, cocciuto come un mulo hai voluto a tutti i costi costringermi a compiere un passo che, non puoi dire non te l'avessi detto fin da subito, non ero pronto per fare. Sono lieto però che tu lo abbia finalmente capito. Anch'io starò via per un po', ed è meglio se non ci sentiamo.

P.S.  Porta i miei rispetti allo zio. Ah, la Vaporella la rivorrei indietro. L'ho pagata io.
Ciao
Angelino


Angelino pur sempre carissimo,

quanta freddezza nelle tue parole. Allora è proprio finita? Ma certo, lo denota l'estrema volgarità della pretesa sull'inutile elettrodomestico. Lo sai che odio le faccende di casa. Prenditi pure tutto! Anzi no, l'home theatre,  il regalo dello zio, vorrei tenerlo, se non ti dispiace. 
Eppure, pensandoci bene, sono sicuro che in te ci sia ancora, pur celato dall'obbligo di restare fermo nelle tue opinioni, quella solarità che mi fece tanto sperare, quando decidemmo di camminare insieme sulla strada del nostro destino.
Scusami se ti sembro patetico, ma è la malinconia e ho finito la nutella.

P.S. Sono passato da casa. Hai dimenticato l'orologio del Milan. E penso che dovremo ragionare sul gatto. Qualcuno dovrà pur prenderselo.
Sempretuo


Caro Sempretuo,

Il gatto non posso tenerlo. Lo sai, sono allergico ma tu hai voluto anche impormi la bestiaccia. Da quando sono qui da zia Carmela non starnutisco più.

P.S. Passo a prendere la Vaporella e l'orologio domani, se non ti dispiace.
Angelino


Angelino,

non c'è problema, sarò in casa tutto il giorno. Ti aspetto. Ci sarà la pasta al forno.
Bacio.
Sempretuo


***
E difatti.... 



Liberamente ispirato da questo.

mercoledì 11 settembre 2013

Le serve padrone


Il parco donne politiche italiane rispecchia, come nella vita reale, la dicotomia schizofrenica tra le tante mule che fanno in silenzio e con eccellente professionalità il loro lavoro e le poche somare convinte che il mondo debba essere sempre preso a zoccolate perché loro sono bestiole tanto discriminate, poverine. Quindi cos'è quella cartaccia intestata con scritto " IL Presidente"? Via, si sostituisce con "LA Presidente". Costerà, ma è questione di principio, echeccà.
Ci sarebbe invero anche la terza categoria, quella del: "Ragazza, ti abbiamo dato un posto che puoi considerarti una miracolata. Stai lì buona, non toccare nulla, non rompere e lasciaci lavorare" ma non ci occuperemo delle sue rappresentanti, pescate soprattutto ma non solo nell'allevamento trote del centrodestra, perché il loro ruolo è volutamente defilato. Se faranno cose buone nei rispettivi ministeri probabilmente non lo sapremo mai, e la cosa in fondo è assai triste.

Tornando alla dicotomia, indovinate chi ottiene più spazio sui media? La professionista e basta o la vajassa? Tra mule e somare non c'è partita. Non a caso il mulo è un ibrido, resistente al lavoro ma incapace di riprodursi e forse anche un po' fessacchiotto. 
Del resto il Potere, ancora maschile nonostante le zie ricche Lagarde a guardia della cassaforte, le vuole così. Arroganti, piccine, altezzose, camurriuse, femministe piagnone ma in fondo bramose di ostentare un poterucolo da badanti che sono riuscite a farsi sposare dal vecchio; potere che comunque è stato dato loro da uomini e con un secondo fine rispetto a ciò che loro credono. 
Perché non crederete mica che Boldrini e Kyenge, ovvero le frontwomen del governo collaborazionista, non servano a far sì che il processo di emancipazione della donna, ogni volta che aprono bocca, faccia tre passi indietro, rendendo vano il lavoro duro nella vita quotidiana delle altre mule e in fondo anche delle ragazze trote. 
In un mondo normale e veramente antirazzista Kyenge sarebbe, visto che è tanto bravo medico, Ministro della Sanità a dirigere tutti quei baroni e BigPharmacisti bianchi e non passerebbe le sue giornate ad insultare a pagamento i suoi concittadini come se fossimo l'Alabama degli anni 50. E Sua Eccellenza Innominabile si limiterebbe a calcare le orme di Nilde Jotti (ma perfino di Irene Pivetti) e non quelle di una Santa Evita con la missione di abbaiare al Movimento 5 Stelle appena qualcuno di loro apre bocca o, peggio, tenta di difendere le Istituzioni dai satrapi e satrapesse che le hanno okkupate, la Costituzione e quei disgraziati degli italiani che  nei valori e nel loro paese credono ancora. Grazie in ogni caso, ragazzi.

Di queste donne(tte) inebriate dal potere, le peggiori viste all'opera sono quelle di sinistra, o che si dicono tali, perché quelle di destra di solito vengono già abituate, vaccinate e microchippate da sciurette. 
Utilizziamo ancora per poco e per intenderci questo termine morente, Sinistra, che sostituirei con Destra 1 e Destra 2, se il ministro Cécile è d'accordo. Tanto da vent'anni funzioniamo a destre alternate e non se ne accorgerà nessuno. 


Alle piddine e affini piace tanto andare in giro con la scorta. Come la ormai mitologica Finocchiaro che, per la propria sicurezza, ha bisogno di tre spingicarrello armati anche all'IKEA, però si veste di un bel rosso fiammante che si vede benissimo con il mirino telescopico e quindi c'è un parametro illogico nelle regole di protezione.
Piace loro talmente tanto avere dei baldi giovani cavalieri a difenderle, le ministre  - "e quando mai ci ricapiterà" - che si portano dietro anche la famiglia quando vanno al cinema in gondola e poi non resistono alla tentazione della manina alla Regina Elisabetta. Scorta confezione famiglia, tanto pagano i milioni di Pantalone che le mantengono ogni giorno a filetto e babà senza averle mai elette. E che probabilmente col cavolo che le eleggerebbero, se potessero esprimere uno straccio di diritto di preferenza.


Ieri pomeriggio, all'esponente del M5S Di Battista che si è permesso di denudare l'Imperatrice dicendo che il PD è peggio del PDL, enunciando semplicemente la Quinta Legge aggiunta della Termodinamica, Sua Immacolatezza ha risposto come una furia: "Non offenda". Aprendo per altro nel mondo scientifico e filosofico un dibattito tra scuole di pensiero su chi si dovesse offendere all'immondo paragone, se il piddino o il pidiellino o entrambi. O nessuno.
Consiglio alla Presidente l'apposizione di un paio di cartelli in aula: "Non si bestemmia" e "In questo locale non si parla di politica". Di epoca fascista, lo so, ma stia tranquilla che, di questi tempi, dei suoi compagni non se ne accorge nessuno.



lunedì 26 agosto 2013

Sturmundlettentruppen


Che ci volete fare, siamo governati da questo qui. Il bello de zio in versione "proteggo tutto tranne le palle, che tanto non ho", ha avuto, se non altro, il potere di rimettermi di buonumore dopo un inizio di giornata abbastanza fetuso. L'effetto ilarità da associazione con le Sturmtruppen di questo condottiero armato di fuciletto a tappo che ha ribadito l'impegno italiano a difendere le piantagioni in Afghanistan, costi quel che costi, è però svanito presto. 
Ma ci pensate che questo genio, che un Nouriel Roubini sotto l'effetto di sostanze e da squalificare per doping ha definito oggi sul Pude Pravo, "una persona seria e rispettata a livello internazionale" (ma forse li stava solo prendendo solo per il culo, dài), potrebbe cadere per lo sgambetto del solito personaggio che da vent'anni condiziona, sinistra permettendo, i destini di questo paese?

Certo, è ovvio, a toglierci il sonno in queste notti deve essere il pensiero che Violante sia in ambasce per le sorti del suo tecnico televisivo preferito, di nuovo in pericolo, e che Fassino sia ancora fermo tra la casella della banca e quella della barca, motivato nella vita solo dal cambio di consonante. Forse è proprio questo, il timore che questo meraviglioso governaccio di incapaci con la prevalenza del piddino e l'obbligo del controfagotto del PDL stia per tirare le cuoia, che ci provoca il risveglio precoce alle quattro di mattina, con la civetta fuori che urla, le gambe che non trovano riposo e tutti i pensieri più foschi che iniziano a tormentarti.

Come faremo, si chiedono attoniti gli italiani, senza il Giovannini e il suo ottimismo della volontà, per il quale la crisi è finita e forse è stato tutto solo un sogno, un inception di qualche mercato cattivo e invidioso dell'euro? 
Come sopravviveremo senza la Kyenge, che da quando è diventata ministro non fa altro che accusare i suoi connazionali (nel senso di italiani) di razzismo e che, a sentirla parlare, dà l'impressione che Rosa Parks non sia ancora nata e che l'Italia sia il Sudafrika dell'Apartheid? Come proseguirà la nostra vita con il rimpianto di cosa mai avrebbe potuto fare la canoista per noi se quella zozza IMU non si fosse messa di mezzo?
E poi il delirio di Delrio, il sorrisetto da banchiere di Saccomanni (anche lui con l'ipotesi crisi come episodio psicotico acuto ormai superato grazie agli psicofarmaci governativi), il "saggio" Quagliariello, la "cosa" Cancellieri, il duo Mauro-Bonino, quelli che si sono arresi prima che la guerra fosse cominciata, i Lupi, le De Girolamo con le Lontre Volanti, la Carrozza fantasma, nel senso che si dice nessuno l'abbia mai vista, la Lorenzin con le mani in mano per fortuna. 
E poi le Fontanelle, gli inconsistenti, le anime d'o priatorio: Fassina, Moavero Milanesi, Trigilia, Franceschini, D'Alia, Bray. Scheletrucci senza stele, morti senza nome. Una prece e una strusciatina al cranio, che porta buono.

Io sto già elaborando il lutto, non so voi.

lunedì 15 luglio 2013

Ai bimbi di Seveso vennero i brufoli perché erano stati cattivi


La riprova che sono dei nazisti è l'uso sempre più spudorato che fanno del negazionismo. 
Inquinano, uccidono, alterano il DNA, provocano terremoti, distruggono ecosistemi con la loro merda accumulaprofitti? Negare, negare tutto e sempre. Se dalle loro azioni derivano conseguenze negative per la collettività non è mai colpa loro. Non è neppure del fato, del destino cinico e baro. La colpa, in questi tempi di neo-oscurantismo industriale, è delle stesse vittime. 

Inquinamento dell'ILVA su Taranto? "I morti per tumori sono causati da abitudini insane come il fumo e l'alcool".
Le malattie nelle "terre del fuoco" in Campania? "Dovute a stili di vita scorretti".
Terremoti indotti da trivellazioni selvagge su faglie attive? "L'unica sismicità indotta è quella provocata dalle vibrazioni provocate dai ballerini di flamenco".
I morti per tumore a Fukushima? "Erano già malati da prima dell'incidente nucleare."

(Solo una di queste affermazioni è una mia battuta, le altre sono purtroppo autentiche e provengono da dichiarazioni ufficiali governative italiane e quella sul Giappone dalla dirigenza della TEPCO, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima.)

Il potere industriale si comporta come un killer sociopatico. Se ti ho ucciso è perché quella mattina hai incrociato la mia strada e non dovevi. Oops!
Il suo rapporto con l'altro da sé, tra sé e la collettività è però anche la riedizione del rapporto del mediatore religioso, con funzione di repressione, tra un dio malvagio e vendicativo e la massa dei peccatori. Ciò che dal medioevo passando per l'ossessione per il peccato del protestantesimo, ci ha regalato secoli di pedagogia nera. Senso di colpa e punizione, la suddivisione tra educatori e bambini cattivi che prosegue nel mondo adulto.

Sono quelli del non avete fatto i compiti, dell'avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità, non dimenticate.  E' il bambino che provoca, seducendolo, il pedofilo. Siete pigri, choosy e non accettate il cambiamento che vi chiede il Signore.
Se soffrite per la crisi è perché vi masturbate troppo.


martedì 2 luglio 2013

Quel pasticciaccio brutto dei derivati anni '90: vaniglia o cioccolato?


Una delle mie letture estive è stata "Come i servizi segreti usano i media" di Aldo Giannuli, che spiega molto bene, con esempi famosi tratti dalla cronaca recente, come funziona la propaganda di qualsiasi regime, anche il più apparentemente democratico. 
Il potere, per auto-conservarsi e perpetrarsi ha bisogno di confezionare verità, non sempre corrispondenti al vero, da offrire al pubblico e spesso questi non ha alcun modo di controllare se ciò che gli viene raccontato è vero o falso. Giannuli però spiega che, con un certo allenamento, si può imparare a capire, leggendo un testo, una notizia, un'inchiesta, se si tratta di pura propaganda o meno. Vi consiglio veramente la lettura di questo libro affascinante, soprattutto per il capitolo che ho trovato più interessante, quello sulla "guerra delle terre rare", ovverosia sulla lotta per il controllo dell'estrazione e commercio dei minerali impiegati nell'industria high-tech, che vede contrapposti come principali attori Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti e che rappresenta una delle più calde sfide attuali tra queste superpotenze economiche, ben più importante e decisiva per gli equilibri geopolitici delle telenovele sugli spioni del Datagate (chiarissimo argomento di distrazione di massa). Argomento invece, quello delle terre rare, del quale ovviamente non sentite mai parlare al telegiornale, perché non sono cose per bambini. 

Per fare un esempio concreto ed attuale di notizia sospetta, che puzza di propaganda e assomiglia tanto ad una di quelle bugie di Pinocchio che gli facevano rompere i vetri con il naso, questa mi sembra perfetta:
Bruxelles, 28 giu. "Il comunicato stampa del Tesoro ha chiarito che il problema non sta nei termini in cui l'aveva presentato il 'Financial Times', per noi la questione non si pone, sono molto ottimista, è un caso chiuso". Così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto alla domanda di una giornalista americana sulla vicenda dei contratti derivati che negli anni '90 avrebbero aiutato l'Italia a ridurre il proprio deficit, per entrare nell'euro, e che ora, secondo il quotidiano finanziario britannico, venendo a scadenza rischierebbe di creare un 'buco' in bilancio. (fonte)
La solita Perfida Albione aveva insinuato che uno dei prezzi pagati dall'Italia per entrare nel club esclusivo tedesco per lavoratori liberati, fosse la sottoscrizione di contratti derivati swap (come quelli che si usano, ad esempio tra mutui a tasso fisso e a tasso variabile) che, a distanza di vent'anni e sull'onda della Grande Crisi Sistemica, si tradurrebbero ora in un buco di bilancio statale da 8 miliardi di euro.
Per una brillante spiegazione dei vari tipi di derivati, consiglio gli storify su Twitter di Claudio Borghi Aquilini: su opzioni call (diritto ad acquistare), put (diritto di vendere) e swap (quelli del presunto buco del Tesoro).

Nel comunicato citato nel lancio d'agenzia riportante la smentita ufficiale di bello di zio, il Tesoro risponde sdegnato alle perfidie di Albione con quest'altro bell'esempio di propaganda:
"La filosofia di fondo dell’operatività in derivati della Repubblica si basa su criteri ispirati al perseguimento dell’interesse dello Stato, mirando alla protezione dai rischi di mercato, primi fra tutti il rischio di cambio e il rischio di tasso di interesse. Con riferimento in particolare a quest’ultimo, l’attività in derivati è stata mirata a conseguire l’allungamento della duration complessiva del debito, al fine di proteggere da un eventuale rialzo dei tassi, pagando tasso fisso e ricevendo variabile. Tale funzione prettamente assicurativa è stata perseguita attraverso IRS (interest rate swap) e opzioni su tassi di interesse (swaption), fissando tassi a lungo termine che, al momento della sottoscrizione, risultavano storicamente ai minimi per la scadenza cui si riferivano. "
Il trucco comunicativo è utilizzare la parola magica assicurativo", giocando sul fatto che esistano effettivamente derivati di quel tipo, apparentemente meno rischiosi e bastardi di quelli che scommettono sul patatrac di intere nazioni o sul vegliardo che schiatterà per primo. Così uno si tranquillizza e dice, "Ah, beh, allora è come l'assicurazione sui raccolti, mi proteggo dalla grandine. Un bonus malus, insomma, un innocente contratto RC auto, per giunta sottoscritto per il bene dello Stato." 

Quest'affrettarsi a smentire e soprattutto a voler considerare "chiuso l'argomento", senza per altro offrire prove concrete a discarico ed esprimere la volontà di chiarire i dubbi con trasparenza con una commissione d'inchiesta parlamentare ma obbligandoci a credere sulla fiducia alla bontà delle azioni del Tesoro e del governo in genere, mi perdonerà Letta, ma sembra voler proprio nascondere qualcosa di losco.
Pare infatti che le cose non siano così rosee e alla vaniglia ma contengano parecchia roba marrone, tanto che, sulla base dell'articolo del Financial Times, e sulla ripresa dell'argomento da parte di "Repubblica", la procura di Roma ha aperto un'inchiesta. 
Per il dettaglio delle critiche al comunicato del tesoro in oggetto e sui dubbi relativi all'operazione derivati anni '90, comprese le malignità su chi possa, tra gli alti papaveri, aver spiattellato adesso la faccenda ai giornali, rimando a questo articolo di Dagospia

Insomma li hanno beccati con 8 tonnellate di ganja in casa ma loro sostengono che servissero per alleviare i dolori alla zia Pina affetta da sclerosi multipla. Il derivato terapeutico. Voi ci credete?

venerdì 21 giugno 2013

Solstrazio d'estate

History repeating.  Allons enfants de la Turquie.

Primo giorno d'estate nella Repubblichina di Salòtto del governo delle larghe pretese guidato da bello de zio.
Un governuccio, un governicchio che finora si è fatto notare per la consistenza da zucchero filato dei suoi provvedimenti e per la rassomiglianza - per libertà di manovra e spessore - con il governo fantoccio del Manchukuò dell'ultimo imperatore della Cina Pu Yi. 
Governo che non intende assolutamente cacciare la ministra rematrice beccata a fare la furba sulla tassa più odiata dagli italiani, per giunta nella città che applica una delle aliquote IMU più alte d'Italia. Sentitene le giustificazioni, durante la confessione piddiminkia a Don Conchita De Gregorio sul Rude Pravo:  non sapevo che mi avevano fatto una palestra in casa, non mi occupo di queste cose (eh già, lei rema, non ha tempo), da quando sto a Roma non vedo i figli (fotte e chiagne), c'è stato il terremoto, le cavallette. La ministra cambiale: pagherò. Si, ma intanto non si schioda dalla poltrona, bello de zio la difende e, se fosse toccato ad un qualunque cristo di noi, l'avrebbe già azzannato Equitalia alla gola. 

Dopo questo bell'esempio di dare il buon esempio, torniamo al "governo del fare", come si proclamano addosso. Io direi piuttosto del facce (ride). Basta leggere le ottanta misure ottanta "per il rilancio dell'economia" strombazzate a reti unificate sui telegiornali divenuti ormai una broda a senso unico brezneviano.  Ottanta misure assolutamente cosmetiche, palliative, molto piddine, agghindate da pensatone de sinistra. Tante belle idee, molte delle quali in realtà partorite dal M5S,  rapite in culla dal B. e poi date in affidamento familiare a bello de zio appunto.
L'impignorabilità della prima casa, ad esempio. Una vera e propria violazione di copyright elettorale senza vergogna, attuata mentre prosegue ovviamente la campagna mediatica governativa - ma direi soprattutto piddina - contro Grillo e il suo movimento

Non abbiate dubbi sulla bontà del M5S, cari colleghi.  Questo è un perfetto esempio di relazione causa-effetto. Se il piddino si agita e soffre, se scioglie i cani da lecco nei talk show e ogni discussione diventa un'interminabile gara di blow-job reciproci tra piddini, vuol dire che Grillo è nel giusto.  Il giorno che al piddino andrà bene ciò che fa e dice Grillo, sarà il momento di mandare Beppe affanculo per sempre. Per ora state sereni che l'improvvisata all'assemblea di Monte Paschi ha lasciato diversi culi in fiamme ed è per questo che si agitano tanto sulle poltrone di velluto.
Lasciamo pure che delle signore unquartodoradicelebrità si sentano delle Rosa Luxembourg e ricordiamo che l'antenato del PD, quello che parla di purghe, espulse un certo Pier Paolo Pasolini per omosessualità.

Tornando alle ottanta misure antirughe di Vichy, queste non rilanceranno una beddissima minchia, visto che non si parla di cancellare MES e Fiscal Compact, ovvero l'obbligo di pareggio di bilancio e il rapporto debito-PIL al 3% checichiedeleuropa per mantenere i suoi vizietti e pagare al posto della Germania; provvedimenti che matematicamente impedirebbero la ripresa economica nei prossimi vent'anni, se sciaguratamente applicati.
E qui uno si domanda: ma questi lo sanno veramente cosa sono questi trattati capestro che vengono imposti dai tedeschi ai PIIGS a causa dell'esposizione sui derivati di Deutsche Bank, ovvero una cazzo di banca privata per la quale anche gli americani si sono già svenati nel tentativo di salvarla?

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
Ecco una vera misura impressionante, cara Angela (fonte ZeroHedge)
E' che questi politici sono solo degli organismi mononeuronali piddini o proprio dei sociopatici? Non è un enigma facile da risolvere. A volte si ha l'impressione di essere proprio in mano a dei deficienti. Gente che non sa assolutamente un cazzo di economia, non parliamo di quella macro, ma nemmeno di ragioneria, ma che sa maneggiare bene il coltello. 
Gente messa lì proprio per la sua ignoranza e perché priva di ogni curiosità relativa al perché degli avvenimenti. Uomini e donne i cui eventuali dubbi sono già stati preventivamente saldati mediante sostanziose prebende.
E il guaio è che anche gli imprenditori, quelli strangolati dalla crisi, dimostrano di non sapere come stanno le cose realmente. Li senti ripetere a pappagallo le minchiate del pensiero unico eurista e ti verrebbe voglia di prenderli a schiaffi perché è delle loro chiappe che si sta parlando ma loro credono ancora nell'euro, nella virtuosità dell'export e soprattutto nella madre di tutte le fregnacce: la spesapubblicaimproduttiva.
Penso che, senza un'opera di divulgazione a tappeto presso gli imprenditori dei danni provocati dalla trappola dell'euro, dal ruolo della Germania e del sistema bancario, non si innescherà mai una vera rivoluzione in questo paese. La borghesia non si è ancora svegliata.

Il governo del Lettino non ci pensa proprio ad informare il popolo delle vere cause della crisi e, non avendo altro compito che intrattenere e distrarre il pubblico nell'attesa che arrivi la big band,  ovvero il prelievo forzoso che servirà per salvare il culo alle banche private (tedesche maanche italiane), utilizza vari mezzucci noti a noi psicologi come distrattori. Ad esempio il tokenismo, ovvero l'inclusione  decorativa e puramente paracula del ministro donna e per giunta nera, che avrà l'unico scopo di distrarre la Lega pungolandone le terga xenofobe con il teaser del "nero è bello e ce l'ha pure più grosso". Il meccanismo è banale, a livello di riflesso patellare o di cane di Pavlov.
Basta farla minacciare al momento giusto di dare la cittadinanza, il lavoro, la casa e tua sorella a chiunque metta il naso in Italia: i razzisti insorgono e la insultano, così le altre ministre donne devono difenderla e a loro volta insorgeranno le femministe. Una reazione a catena in piena regola che farà scrivere paginate condite di sdegno e riprovazione ai giornali, che così si guadagnano la giornata e giustificano la loro presenza in edicola.
Eppure un perfetto imbecille capirebbe subito che, nel corso della più grave crisi economica dopo il '29, parlare di allargare i diritti agli stranieri mentre quelli degli italiani vengono compressi in una stretta mortale, è una strategia assolutamente demenziale.

In fondo, dall'altra parte, anche le traversie di Silvio sono dei bei distrattori. Lui, con quell'aria da Sansone pronto a far crollare il Tempio sui Filistei ma anche lui in attesa di qualcosa. Già, ma che cosa? No, le sentenze delle sue magagne giudiziarie non c'entrano. Sono già scritte da qualche parte.
Perfino l'oroscopo sostiene che il 2014 sarà l'anno della sua fine politica. Sono solo un  bel gioco di società per tenere impegnato il neurone della Biancofiore e tenere assieme il fan club dei B-liebers.

E' un clima da Fortezza Bastiani, si, di attesa di qualcosa di clamoroso, ce ne siamo accorti da tempo, ma nei prossimi giorni parleremo in dettaglio dell'ipotesi frattalica e delle sue implicazioni in stile history repeating. Chiedendoci ad esempio se le discese a rete di Silvio contro l'euro hanno un senso preciso e rappresentano un segnale per qualcuno. Con interessanti parallelismi storici.
Tutto ciò che ruota attorno al governo di Pu Letta, alla telenovela "Tormento piddino", alla lotta continua contro Grillo è fuffa. Molto rumore per nulla. Rotoli di pluriball.
E' il silenzio sottostante, sono le manovre in garage che sono interessanti.
Cercheremo di scoprirle.

giovedì 9 maggio 2013

Pagherete caro, pagherete tutti


Il prossimo mese mi attende il pagamento della prima rata dell'IMU. L'anno scorso consistette nell'amputazione di mezzo stipendio, 550 euro. Quest'anno non so, spero non sia di più.
Per gli incauti che facessero la domanda fatale: "Ma come fai a pagare così tanto; che hai un CASTELLLOO??", che di solito mi provoca una fastidiosa identificazione con Hannibal Lecter, fave e chianti inclusi, in questi due post ho già spiegato il perché mi ritrovo a pagare tanto nonostante abbia  un reddito da normale impiegata da 1100 euro (netti) al mese e stia in affitto.

Immaginate la mia contentezza nel sentire in questi giorni che, invece, coloro che ad esempio guadagnano 5000 euro al mese e vivono in una prima casa, magari lussuosa, avranno probabilmente la sospensione della rata fino a settembre.
Nelle mie condizioni vi sono anche quelle persone che, avendo una casa di proprietà, si sono momentaneamente trasferiti altrove per lavoro, pagano un affitto nel luogo di domicilio e vengono salassati da un'IMU che viene applicata sulla "seconda casa" di loro proprietà al paese.
Per non parlare delle attività commerciali che, in pieno crollo della domanda, dovranno pagare cifre da boom economico, addirittura aumentate e perfino nelle aree terremotate.

Come ha spiegato il nostro eroe Luttwak, nei paesi civili le tasse sugli immobili servono per le spese di gestione dei servizi locali. Si pagano al comune affinché il comune provveda allo smaltimento dei rifiuti, alla manutenzione stradale, ecc. Non servono per fare cassa per la fiscalità generale e nemmeno per tappare i buchi fatti al casinò dei derivati dalle banche di partito.
Quei miei 500 euro ( e 1500 complessivi annui) sarei molto più contenta di tirarli fuori se sapessi che serviranno unicamente a tenere pulito il letto del fiume vicino a casa mia e a mettere a posto le buche per strada fatte dal ghiaccio di quest'inverno.
Invece servono probabilmente a continuare a pagare il pizzo all'Europa, la domina sadica che ci vuole sempre più sottomessi, e ad oliare le macchinette della finanza creativa.

Non ho sentito un singolo politico, a parte di nuovo l'amerikano Luttwak, affrontare il vero problema che rappresenta l'IMU: l'iniquità da assenza di progressività. Qualcosa che, sempre nei famosi paesi civili, farebbe tirare in ballo l'incostituzionalità.  Se la tassazione fosse rapportata al reddito io pagherei forse al massimo 200-250 euro e non starei tanto a menarla. Invece, siccome l'importo della gabella si basa su un coefficiente  unico per tutti e svincolato dal reddito, chi più guadagna meno paga. Non si tiene nemmeno conto delle situazioni particolari e nemmeno del blocco del mercato immobiliare che impedisce di disfarsi, volendolo, di un bene che ormai genera solo costi e nessun ricavo.
L'iniquità della tassa emerge con ancor maggior vigore con l'operazione di puro marketing elettorale del fottuto dominante di Arcore, avallata supinamente dai fottuti sottomessi del PD, della richiesta di abolizione e addirittura rimborso per l'IMU sulla prima casa. Sia che si tratti di una bicocca pericolante o di Villa San Martino. Una parvenza di egualitarismo che nasconde la solita manovra salvaricchi.

Ma non temete. Anche se vi sospenderanno la rata sulla prima casa, perché Silvio è tantobbono e Letta è un ragazzo così ammodino e devoto, sono sicura che l'uccello di fuoco uscito dalla porta vi rientrerà dalla finestra. Magari sotto forma di nuova tassa. Dicono che si chiamerà ICS. Come il pareggio. Il pareggio di bilancio voluto dalla padrona.

lunedì 29 aprile 2013

Il governo primavera del Dottorino Morte


Non so se siete a conoscenza del fatto che questo nuovo governo Letta bello de zio  è convinto di andare in Europa (diciamo meglio, in Germania) a "rinegoziare" i patti e le condizioni di partecipazione al Battle Royale dell'euro. Insomma, questi fanno credere al popolo stremato dalla crisi che andranno là con il ditino alzato ad agitarlo in faccia alla Merkel, che lei si impietosirà e cancellerà il Fiscal Compact chiedendo pure scusa.
Che rimedieranno invece in risposta un pernacchio con la mano molle, anche se chi glielo farà sarà tedesco e non partenopeo, evitano di aggiungerlo. Eppure quel simpaticone di Schauble ha già fatto preventivamente capire che non se ne parla nemmeno di discutere il primato teutonico e le regole da Piano Funk reloaded applicate ai vicini europei. Manco era fatto il governo e già dettava le condizioni per la nostra sopravvivenza

Quindi, secondo il mio modesto parere, questo governo parte già con un piede affondato in una menzogna non da poco, direi colossale. Una menzogna che potrà non sembrare tale al piddino che è convinto che l'euro ci abbia salvato dall'iperinflazione delle carriole ma che appare insultante e disgustosa a chi sa qual è il problema e cosa occorrerebbe per risolverlo.
Vedremo come riusciranno a rivendere in casa la figura da peracottari e le quattro palle che rimedieranno a Berlino. I media dovranno sfoggiare veramente tutte le loro doti di persuasione e manipolazione della realtà per far ingoiare la balla agli italiani.

Per il resto, che si può dire di questo governo di Große Inkulation, dove viene sancita l'inevitabilità dell'accettazione del ricatto berlusconiano e la disponibilità del PD a fare di tutto pur di tornare al potere?
Dal punto di vista umano, essendo un governo TINA, potevano andar bene anche il mio parrucchiere, il tuo fruttivendolo e il suo gommista.
Sembra il governo dei bimbi in colonia dai preti in montagna e si ha la sensazione che abbiano mandato in campo la primavera. Nomi tutto sommato sacrificabili se le cose dovessero andare male. Per esempio se il Re Nano non fosse soddisfatto di come gli hanno impiattato il salvacondotto e, con il malcontento crescente per le manovre lacrime e sangue che dovranno indubbiamente fare per "morire per Maastricht", non decidesse di rovesciare il tavolo ed andare ad elezioni per vincere di nuovo. Tanto questo è un governo a DNA piddino, lui non c'è e non c'è alcun  nome importante PDL presente, stanno tutti in panchina, anzi in tribuna d'onore. Non ci sono nemmeno pezzi da novanta piddini, quelli che se la cavano sempre, per la verità, a parte bello de zio, quindi l'ipotesi primavera (e inciucio) è confermata. Governo di pupi, di AmbrAngiolini Alfani con l'auricolare collegato al puparo. Gente che esegue gli ordini, non abbaia e non sporca.

E' un governo di ggiovani, secondo il parametro italiano secondo il quale a quarant'anni sei ancora un poppante con il latte sulle labbra. Un governo di ministri immagine, con una bella dose di paraculaggine tipicamente cattocomunista e centovetrine pour épater le piddin
Le sette donne, ad esempio, come se l'esperienza Fornero non dimostrasse che essere donna non basta, se non a fare demagogia e femminismo vista mare; la dottoressa di colore utile per far saltare subito il salvavita razzista della Lega e sviare l'attenzione, visto che lo ius soli, mi dispiace, non è argomento da economia di guerra quale stiamo vivendo, ma materia per tempi di vacche grasse.
La ex campionessa tantobbrava, il giovane turco, la vecchia marpiona radicale, il banchiere all'economia, i ciellini a mazzetti. 
Le pidielline che da settimane monopolizzavano tutti i talk show e ora capiamo perché: una, la De Girolamo,  convinta che la lontra sia un uccello, all'agricoltura e Meg Ryan Lorenzin paracadutata alla salute (sempre meglio comunque di Sacconi che aveva la mogliera in Farmindustria) e che forse è giusto capisca poco di medicina, tanto lì si dovrà solo privatizzare, mi sa. 

Come è la reazione del popolo al nuovo governo? Il piddino si è subito mutato in una nuova specie: il potevandarepeggista, variante del vediamoliprimalloperista. La congolese e la campionessa, le migranti modello lusso funzionano perfettamente: fanno dimenticare il Quagliariello alla manipolazione della Costituzione ad usum caimani e i tecnici superstiti del governo Monti ancora tra le palle. Noto un certo entusiasmo nei piddini, poeri nani. Non sarà il meraviglioso governo di cambiamento di Bersani che il Grillo bastardo e cattivo ha impedito loro di fare ma questo dei bimbi in colonia potrà accontentarne comunque  l'aspirazione alla mediocrità e permetter loro di identificarcisi in pieno.

Noi che abbiamo votato altrimenti e siamo cani fuori dall'uscio non ci sentiamo rappresentati da questo governucolo ma è un bene, è un motivo d'orgoglio. Vederli oggi, chiusi al Trianon a suonar campanelle a morto per l'Italia e festeggiare mentre fuori la follia o la disperazione (sperando non si tratti di altro) colpivano i soliti innocenti, li ha allontanati ancora di più dal mondo reale e dalla nostra comprensione.
Non solo, ma sentirli pronunciare quelle parole sacre, quel "giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne le leggi, nell'esclusivo interesse della nazione, ecc.", ecco, soprattutto quell'esclusivo interesse della nazione, pensando a condoni, insabbiamenti e patti inconfessabili, a me ha fatto l'effetto di un porco***  in chiesa.

giovedì 25 aprile 2013

Morire per l'euro?


E così hanno mandato a praticare l'eutanasia alla povera ragazza in coma il dottorino giovane che rassicura tanto e dal quale non ti aspetteresti mai l'iniezione letale ma solo il Buscopan. Un giovine perfetto pour épater le piddin, così ammodino, cattolico e pure de sinistra, questa parola ormai così squalificata, come avrebbe detto Gaber. L'inganno perfetto, il torturatore buono che ti illude che il tormento sia finito ma che ti riconsegnerà presto nelle mani dei peggiori sadici.

Questo Gauleiter piddino scelto da chi comanda davvero per mettere a ferro e fuoco le ultime resistenze italiche e sottometterle all'Europa (alias Germania) è veramente perfetto per il ruolo. Un caso in cui il film si reggerà proprio sulla scelta felice del casting e del protagonista. Era da tanto che ci sperava, e mica solo dal 2011, quando s'offrì tanto per la causa montiana del governo tecnico, come dimostra questa celeberrima missiva che Monti, (casualmente?), regge ben in favore di telecamera. A futura memoria. Manca solo il "riveriamo".

Il pizzino inviato nel 2001 da Letta a Monti e da lui mostrato (casualmente?) in favore di telecamera

Nel post "A Letta con il nemico" del 2008 descrivevo il suo fervore anti-antiberlusconiano, preludio al coming out e successiva ufficializzazione matrimoniale della relazione ventennale tra il suo partito e il vecchio e il suo proporsi come berluschinogiovane modello terza repubblica per un futuro governo d'inciucio.
Apro una brevissima parentesi commemorativa. Rivolgiamo un pensiero affettuoso a Matteo Renzi che, anche lui, ci aveva tanto sperato e s'era offerto, ma che s'è beccato invece un "ragazzo, lasciaci lavorare" ed è stato messo solo a fare il palo fuori dalla banca. Così, se passa il metronotte, ci scambia qualche battuta in toscano e lo distrae.

Banca, perché ho detto banca? Mah, perché questo inciucio immondo sembra proprio la conferma di ciò che sospettavamo. La difesa della robba prima dell'invasione. Mediaset da una parte e Monte Paschi dall'altra. Forse hanno promesso di non toccargliele mentre si dedicheranno allo stupro di guerra di ENI, SNAM, Finmeccanica e ciò che resta dei nostri asset - per non parlare delle povere imprese indifese - sotto gli occhi del primo liquidatore, il Draghi Smaug a guardia del tesoro.

E non pensate che la cosa sia nata dalla mente geniale di giorgionapolitano in questi ultimi giorni. Come preannunciavo in questo post, ci hanno trattato come i greci, come gente che ha votato alla cazzo e ora deve essere rieducata.
Ce l'hanno diluita in modo omeopatico ma la porcata era un'agenda ben pianificata. La pantomima attorno all'incarico a Bersani nella parte dell'utile idiota con l'abile mossa di dare a bere ai piddini che la colpa del mancato glorioso governo di rinnovamento era colpadigrillo (così avrebbero avuto già bell'e pronta la negazione psicotica della realtà come prima fase dell'elaborazione del lutto per la perdita del partito di riferimento). Poi la seconda pantomima con lo psicodramma piddino del Quirinale, con il pepe del redde rationem tra i compari d'anello e i compagni di merende. La terza, con il sacrificio di napolitanogiorgio e il gran finale col botto dell'incarico al nipote di suo zio. Hanno fatto tutto i piddini da soli, eh? B. e gli altri assistevano solamente. Il famoso pilota automatico.

Ormai perfino i piddini più ottusi cominciano ad intuire che abbiamo qualche problema con l'euro e con il predominio della Germania (per onestà intellettuale bisogna ammettere che i berlusconidi  ci sono arrivati da un pezzo, ahimè).
Ebbene, vi annuncio con magno gaudio che Enrico Letta è un fanatico dell'euro. Addirittura, come recita il titolo di un suo libercolo del 1997, vorrebbe morire per Maastricht. La sua idea non è però il kamikaze solitario che si lancia sulla portaerei americana al grido di "Tenno heika banzai!" ma il suicidio di massa stile Guyana del Reverendo Jones. Dobbiamo morire tutti per Maastricht, sostiene questo bel tomo. E il fatto è che possiede tutta l'ingnoranza per farlo.

Dalla presentazione sul sito IBS del libercolo si legge: 
"La strategia argomentativa di Letta presenta l'unione monetaria come il primo approdo di un coerente percorso verso l'unità, durato un quarantennio. L'originalità del percorso - prima l'economia, poi la politica - non comporta rischi secondo l'autore. Riflette piuttosto un'acquisita "simbiosi" di politica ed economia, di cui i parametri di Maastricht sono un'espressione sostanzialmente corretta e che ha già dato buona prova di sé nel risanamento economico degli ultimi anni. Il processo non va interrotto, ma semmai completato, anche attraverso un maggiore e più consapevole contributo italiano." 
E' tutto qui, il prossimo suicidio di massa italiano. Credo di aver spiegato ormai alla nausea, riprendendo autori assolutamente autorevoli di ogni parte del mondo, che l'aver cominciato dalla moneta unica prima di completare l'unione politica, fiscale, economica e culturale dell'Europa (per chi ci teneva tanto a questa immane minchiata, il famoso fogno) ha rappresentato un errore fatale di programmazione che, quando è arrivato lo shock esterno nel 2008, ha mandato il sistema in schermata blu.
Lo sapevano che sarebbe successo, non solo perché stava scritto fin dal 1961 nella teoria dell'Area Valutaria Ottimale (che un bimbetto sveglio come Letta non dovrebbe ignorare, visto che è un fondamentale). Lo sapevano i leader degli anni ottanta, i tanto bistrattati Thatcher e Craxi, che oggi rischiano di apparirci come inascoltati salvatori della patria che, dio non voglia, dovremo rimpiangere.

Quindi questi euromorituri o sono idioti o sanno perfettamente cosa stanno facendo. E cosa stanno facendo è ormai chiaro. I collaborazionisti di coloro che hanno scatenato, approfittando di un casino globale provocato dai guastatori finanziari, una guerra economica di espansione verso il Lebensraum mediterraneo.
Finirà male per tutti, anche per chi oggi dà quattro palle a tutti, perché l'economia ha poche regole, forse solo una, la legge della domanda e dell'offerta, e quando non ci saranno più importatori e compratori, morti per fame, esportatori e venditori creperanno anche loro. Come diceva Keynes?

P.S. Oggi 25 aprile l'ELetta, offerto in streaming per noi, con il suo eloquio da ipnotizzatore democristiano, un vero marine della politica, di quelli da assalto, ha messo agilmente in buca il duo Crimi-Lombardi. Due pischelli rei, agli occhi dei twitteri, di non essere lui un Che Guevara e lei una Evita Peron.
Come sempre ci si è concentrati sul dettaglio e sull'apparire e non sull'essere e sul totale. Nessuno ha notato il fatto non marginale che i due non governeranno e che il nipote prodigio, ogni tre parole, ci infila l'Europa, non l'Italia.
L'Europa che sappiamo, che ci sbeffeggia attraverso quel frustrato di Schauble al quale oggi nessuno ha risposto, di questi Quisling traditori da quattro soldi, con un bel "fatti i cazzi toi, vastaso!"
Schauble che ha mandato a quel paese proprio il Letta che aveva detto agli amici che sarebbe andato in Europa a rinegoziare e a romper culi. La risposta della Germania l'ha avuta prima ancora di cominciare. E una risposta l'ha avuta anche, se vogliamo, Grillo che vuole essere invaso dall'efficienza teutonica. (Un'idea nemmeno originale.)

Cari piddini e affini, affidatevi pure alle cure del giovane primario e, se la paziente Italia muore, datene pure la colpa all'addetto all'obitorio.

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