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mercoledì 1 maggio 2013

Dobbiamo fidarci degli esperti

Come vengono realizzate le prospezioni geofisiche

In questo post avevo già raccontato del gigantesco impianto di stoccaggio di gas metano realizzato da Edison s.p.a. sotto un territorio molto vasto che comprende diversi comuni della provincia di Ravenna, tra i quali la mia città, e delle perplessità che esso aveva indotto nella popolazione, soprattutto a seguito del sisma emiliano dell'anno scorso, delle eventuali relazioni tra attività umana e sismicità indotta e la concomitante controversia relativa alla realizzazione di un altro deposito di gas, quello di Rivara, che la regione aveva poi deciso di sospendere.

Ora, come ci raccontano i giornali locali, siamo alla seconda fase, quella delle prospezioni geofisiche che dureranno diversi mesi su un'area stimata in 110 kmq. e che sono finalizzate, dice, all'ottimizzazione dell'esercizio della centrale di stoccaggio. In pratica, si tratta di indurre sollecitazioni nel terreno attraverso propagazione nel sottosuolo di onde elastiche prodotte artificialmente in prossimità della superficie.
Però c'è dell'altro. Oltre al collaudo del sito di stoccaggio, le attività di indagine geofisica risultano destinate anche alla ricerca di nuovi giacimenti, come dimostra la concessione di permessi per la ricerca di gas metano in altri territori che andrebbero a coprire, oltre alla provincia di Ravenna, già interessata dal deposito, quelle di Ferrara e Bologna. Le imprese attualmente coinvolte nelle concessioni sono oltre ad Edison (centrale di stoccaggio gas di S. Potito Cotignola), Enel Longanesi e Gygam Energy Italia, mentre la società che ha in appalto le operazioni di prospezione geofisica è la Geotec s.p.a.

Detto che questo territorio è stato già trivellato in lungo e in largo fin dai tempi di Mattei, questo proliferare di concessioni per nuove ricerche e coltivazioni di gas e tutto questo martellare una zona delicata dal punto di vista sismico, è tutta cosa buona e giusta, come descrivono i giornali che, conoscendoli, tendono a rispondere ai principi del "va tutto ben, madama la marchesa" e "non disturbare il manovratore"? Visto che siamo in piena era di Economia dei Disastri, dai quali, lo sapete, può derivare un gran frullo di pìccioli, un po' di apprensione è più che comprensibile. Visto poi che, in questi casi, le decisioni importanti le prendono i politici sempre più proni agli interessi dei colossi energetici, di entrambi i quali ci fidiamo assai poco. 

Timidamente l'anno scorso, proprio in seguito al terremoto di Mirandola, si era cominciato a parlare di sismicità indotta da attività antropiche come quelle coinvolte nel campo energetico come trivellazioni, reiniezioni di fluidi e geotermia ma perfino da costruzioni di dighe ed attività mineraria. 
Attendiamo ancora fiduciosi i risultati della commissione internazionale di inchiesta sull'eventuale ruolo di attività antropiche nell'insorgenza del sisma emiliano del 2012, richiesta dal governatore Errani (su sollecitazione del M5S) e controfirmata dalla Protezione Civile e a tutt'oggi bloccata per un curioso intreccio con la questione dei Marò.
Sullo stato dell'arte della commissione, suggerisco la visione di questo video del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna.

Si attende inoltre la conclusione dei tre filoni di inchiesta della magistratura di Modena sulle eventuali responsabilità umane nel sisma, uno dei quali su eventuali attività illecite di fracking sul territorio colpito.
Un inchiesta doverosa, visto che, se ancora non risultano autorizzazioni ufficiali al fracking in Italia, esistono progetti e volontà da parte dei politici di apertura per il futuro a quel tipo di sfruttamento del sottosuolo a fini energetici. Modalità assai controversa e discussa soprattutto negli Stati Uniti, a causa dei rischi di sismicità indotta che presenta.

Quello sulla sismicità indotta è un filone di ricerca che nel resto del mondo produce innumerevoli studi ma che in Italia è praticamente sconosciuto e ha sempre goduto di uno storico ostracismo ufficiale fin dai tempi del Vajont, quando, è noto, furono ignorati fenomeni di sismicità indotta nella zona del monte Toc, rivelati solo dopo la tragedia.
E' possibile trovare una raccolta di documenti molto interessanti sull'argomento della sismicità indotta sul sito del progetto StoHaz (Valutazione della pericolosità sismica naturale e indotta dei serbatoi naturali di stoccaggio di gas, e degli strumenti di controllo e monitoraggio delle attività), finanziato nell’ambito dell’Accordo quadro 2012-2021 siglato tra il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (DPC) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Ebbene, gli studi internazionali, compresi quelli governativi statunitensi, non negano più il fatto che attività di estrazione di gas come il fracking ma non solo, anche la trivellazione, la costruzione di dighe, l'attività mineraria ed altre attività antropiche possano produrre attività sismica indotta, sa modesta a intensa, su una faglia esistente. Negli Stati Uniti sono stati registrati sismi di discreta entità anche in zone considerate non sismiche, in concomitanza o a seguito di attività antropiche. Molti paesi osteggiano la pratica del fracking. La Francia, ad esempio, ha deciso di proibirla sul suo territorio.
E' importante quindi sapere se questa pratica è già stata applicata nel nostro paese o no e se si prevede di autorizzarla in futuro, assieme ad altre attività potenzialmente a rischio. Questo per predisporre le necessarie procedure di valutazione del rischio da parte di organismi indipendenti e facenti gli interessi dei cittadini e non di chi è in palese conflitto di interesse.

Uno degli scienziati coinvolti nel progetto StoHaz, scrive in questo articolo:
"In tempi recenti, in Italia si stanno studiando le possibilità di stoccare gas metano nel sottosuolo, prevalentemente in giacimenti esauriti. 
Nelle valutazioni di impatto ambientale presentate a corredo delle richieste di questi progetti, non è infrequente trovare una generale sottovalutazione della sismicità indotta, sia per aree naturalmente asismiche o sismiche. Per queste ultime talvolta ci si spinge ad considerare che una eventuale sismicità indotta non farebbe altro che limitarsi ad anticipare eventi che prima o poi sarebbero occorsi comunque. 
Questa considerazione è sbagliata per i motivi sopra esposti (la sismicità indotta non segue la distribuzione statistica di quella naturale, le accelerazioni sono maggiori) ma soprattutto perché il fattore tempo non può comunque essere considerato ininfluente. 
Gli ultimi studi sulla pericolosità sismica in Italia mostrano che per buona parte del territorio nazionale esiste un deficit di protezione dato che sono ora state classificate sismiche zone che prima non erano ritenute tali e dove quindi non si progettava in modo antisismico. Pertanto in queste aree non è auspicabile che i terremoti avvengano prima dei loro tempi naturali, dato che adeguare le abitazioni e le altre strutture strategiche (scuole, ospedali, uffici pubblici, ecc.) richiederà comunque molto tempo." 
Un punto di vista assolutamente sensato e scientifico. Ora però torniamo nel nostro mondo reale governato dal bisinissi e vediamo, da qui in avanti, in quali mani siamo.

"Facciamo chiarezza: non esistono correlazioni tra estrazioni petrolifere e terremoto
In seguito alle notizie apparse sul web e riprese da diversi organi di stampa e da alcune trasmissioni televisive riguardo alla presunta correlazione tra attività petrolifere e il recente terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, la redazione di petrolioegas.it ha raccolto una serie di testimonianze di esperti, riconosciuti dal mondo scientifico internazionali, in cui emerge chiaramente che non esiste alcun nesso tra questi due fenomeni. Le notizie apparse sono quindi pretestuose e senza alcun avvallo da parte della comunità scientifica."
(Non vado neanche a leggere se esistono rischi sulle attività di prospezione geofisica attualmente in atto sotto al mio sedere, perché conosco già la risposta.)

Apperò, qui non si utilizza più il metodo scientifico della possibilità e della probabilità, che lasciano sempre la porta aperta a nuove acquisizioni di conoscenza, non si usa la formula "allo stato attuale dell'arte non risultano, ecc." ma prevale l'assolutismo del dogma. 
Alcuni esperti (quelli decisi da noi) dicono che non vi è nesso tra attività petrolifere e terremoto e quindi, zitti. Ché noi ci occupiamo di attività petrolifere e, come al cavajere nero, non ci dovete cacà er cazzo.
Capito? Tanto i giornali per i quali in cucina va tutto bene perché l'ha detto il cuoco e i giornalettacci che fingono di fare informazione indipendente ma non sono meglio della merda webbeminkia che sbeffeggiano,  appoggeranno senz'altro la causa del dogma. 

Ora una chicca finale. Tra gli esperti citati dal comunicato di Geotec vi è una nota conoscenza, il prof. Boschi.
Cercando aggiornamenti sull'inchiesta della Procura di Modena sul sisma emiliano del 2012 ho trovato questa notizia, riportata da diversi giornali e dal Fatto Quotidiano, sull'apertura il 25 marzo 2013 di un terzo filone d'inchiesta sulla base delle dichiarazioni di Boschi e dell'on. Giovanardi nel corso di un convegno organizzato nel 2008 proprio in relazione al progetto del deposito di stoccaggio di Rivara.
Soprattutto però ho trovato casualmente questo video.
Non vi rovino la sorpresa di scoprire da voi cosa dissero Giovanardi (vabbé) e soprattutto Boschi, l'esperto internazionale citato nel sito di Geotec, nel corso di quell'incontro.
Non per essere cattivi ma voi ditemi se dobbiamo e possiamo fidarci.



domenica 20 maggio 2012

Arrangiatevi

Le caprette ti fanno ciao

E' naturalmente solo un caso che, appena dopo l'entrata in vigore del Decreto Legge n. 59 del 15 Maggio 2012 "Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile" emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - serie generale n. 113 del 16 maggio 2012, sia venuto il terremoto al Nord, praticamente in tutta la Padania, dalle Alpi alla Romagna. Certo, è solo una coincidenza, non c'è alcun Dio Po che si rivolta nel sottosuolo a causa di recenti avvenimenti. 

Decreto, quindi. Da convertire prima in legge, s'intende, da sottoporre al Parlamento - e immagino già le alzate di scudi dei nostri coscienziosi rappresentanti dell'opposizione - ma vediamo di che cosa si tratta in soldoni. Perché di soldoni si tratta.
Se passa la legge di cui sopra, se domani accadrà qualche catastrofe naturale come il terremoto o l'alluvione, ma anche non naturale, come quelle sciagure alle quali una manina umana ha dato un fondamentale apporto, tipo il Vajont o Seveso, che causano danni irreparabili a persone e cose, lo Stato non si farà più carico delle spese di ricostruzione e dei risarcimenti ai proprietari dei beni lesionati. 
Non date la colpa solo a Monti perché l'ideona era già venuta al governo precedente. Fanno le stesse porcate di prima, solo che i professori, a differenza del nano che aveva rimasto ormai solo dei fuciletti a tappo, sono un po' più alti e armati di tutto punto. Un M16 Viper in mano ad un professore universitario. Come mai nessuno ci aveva pensato prima?

Fine della Protezione Civile, in pratica, e magari di tutto ciò che lo Stato deve fare per la prevenzione dei disastri. Immaginate il trionfo del cemento impoverito, delle regole antisismiche aggirate tanto lo Stato non controlla. Potenzialmente una catastrofe di dimensioni bibliche.
Non consolatevi pensando che finiranno anche le oscene trasferte dei nani con la cappellona rossa da pompiere in testa che vanno, come delle Evite Peron, a distribuire dentiere alle vecchiette terremotate e che non saranno più pubblicati gli albi a colori delle avventure di SuperBertolaso. Questa volta l'idea è di abbandonarvi davvero. E' la demolizione controllata delle Stato sociale anche questa. E' l'anarchia, l'abolizione dello Stato, il liberi tutti e che chi si fotte si fotta. Abbandonano la nave dopo avervi chiusi di sotto in terza classe.
Lo Stato se ne sbatte se perdete la casa o il capannone dove lavorate. O meglio, siccome ci sono sempre e comunque gli amici da favorire, se no non sarebbe Shock Economy, la pensata è quella di cogliere l'occasione per fare regalie alle compagnie assicurative e a chi vorrà farsi avanti in seguito quando ci sarà da ricostruire, al prezzo che decideranno loro. C'è da mangiare per tutti. Ecco perché siamo appetibili. Non capita mica tutti i giorni un terremoto, dicevano quelli che hanno capito come va il mondo.

In pratica, se non volete rischiare e vivete in una zona sismica - in Italia è difficile non trovarne - vi dovrete fare l'assicurazione. Insomma cacciare altro grano sulla casa oltre all'IMU e all'IRPEF. Con un solo leggerissimo problema, ci pensavo questa mattina alle 4.00 mentre il letto mi tremava sotto le chiappe: da quando in qua le assicurazioni stipulano polizze che prevedano risarcimenti per danni provocati da cause naturali come i terremoti?
Ci sono le famose clausole scritte in piccolo piccolo che, quando ancora c'era la minaccia nucleare ricordo che dicevano: "Ovviamente, se scoppia la bomba, vi facciamo vedere il dito medio".
Ci sono le franchigie, che potrebbero suonare così: "Vi risarciamo dei danni del terremoto solo se, nello stesso giorno, Andreotti vuota il sacco sui misteri d'Italia, scendono gli alieni a Piazza San Pietro per rapire  il Papa e George Clooney fa coming out."

Assicurazioni. Solo a sentire la parola mi va il sangue alla testa. Se fossi stata un serial killer mi sarei specializzata in assicuratori. Potrei scrivere un libro sulle truffe alle quali ho assistito e che ho subìto.
Vi faranno pagare altri soldi, vi caveranno altro sangue rigirando l'agone nel braccio per trovarvi la vena ormai a pezzi, e si apriranno contenziosi a non finire tra clienti ingenui che chiederanno un risarcimento che la compagnia non vorrà loro dare, sventolando clausole e franchigie. A meno che, in qualche romanzo fantascientifico, il robot Mario9000 non riesca ad indurre le assicurazioni a farsi carico di risarcimenti milionari che spetterebbero allo Stato.
Bontà loro che l'assicurazione non dovrebbe essere obbligatoria (come voleva quello di prima, sempre un signore) ma volontaria. Comunque di classe, visto che potranno permettersela solo i ricchi.

Inoltre, ecco l'altra pensata, per arraffare altri schei da cornuti e mazziati: le Regioni colpite potranno fare cassa, in caso di calamità da affrontare, aumentando le accise sulla benzina. Che idea! Nemmeno Giulia Sofia. Viene il terremoto, ti crolla la casa, dormi in auto ma ti tocca pure pagare la benzina più degli altri tuoi connazionali che non hanno avuto danni. Tanto poi te la prendi con il sindaco.
E' questa l'idea di federalismo che hanno gli shock economisti: noi li ammazziamo ma diciamo che sono stati i sindaci e le regioni. La delocalizzazione anche della responsabilità.
La prossima sarà scrivere questa parola sul tricolore: ARRANGIATEVI. Napolitano ha già firmato il decreto.


lunedì 8 novembre 2010

Peccato, non è successo niente


Qualche giorno fa, credendo di essere spiritoso, il Bertolaso - che l'11 novembre andrà in pensione, ha nominato invano il Vesuvio e ha riproposto un'antica fantasia sessuale bassoleghista di stampo piromaniaco: quella  di vedere Napoli sommersa da lava, cenere e lapilli. Sulle prime questo "Forza Vesuvio" da parte del capo della Protezione Civile pareva una bufala tanto era clamoroso, ma poi è uscito l'audio dove si sente bene il supereroe rammaricarsi del fatto che una bella disgrazia in quel dei Campi Flegrei "ce manca". Lui colleziona le sciagure, sapete. Celo, manca.



Nemmeno a farlo apposta, sarà anche brutto grattarsi ma, come ha nominato la Lega, in Veneto si è scatenata l'alluvione con milioni di danni e a Pompei  è crollata la casa dei gladiatori.

mercoledì 7 aprile 2010

L'Aquila a pezzi

Una videoinchiesta di ActionAid sull'anniversario del terremoto dell'Aquila. Cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto, i problemi tutt'ora irrisolti di migliaia di persone. Lasciando stare i miracoli, le fanfaronate e i record mondiali.
Buona visione.

Introduzione - Daniele Scaglione, Direttore Campaigning di ActionAid.
Primo Episodio - PROMESSE IN FRANTUMI. La ricaduta dell’evento G8 a L’Aquila ha avuto l’esito sperato?



Secondo Episodio - I DIMENTICATI. Dalle tende alle case in 6 mesi?
Terzo Episodio - NON E’ PROPRIO UNA VACANZA. Sono tornati tutti dalle ’vacanze nel mare Adriatico’?
Quarto Episodio - UNA DIFFICILE IMPRESA. E il rilancio dell’economia?



Quinto Episodio - UNA CASA O TANTE C.A.S.E.? Un vero record?
Sesto Episodio - MAP, COSA C’E’ DI MALE? Cosa pensano gli aquilani delle ‘new town’?
Settimo Episodio - TANTE CASE NON FANNO UNA CITTA’. Il passaggio diretto dalla tenda alla casa è stata davvero un’innovazione?
Ottavo Episodio - VITA DA STUDENTE PRECARIO . Si torna sui banchi?
Nono Episodio - LE SPERANZE. Gli aquilani non vogliono più cadere a pezzi.

lunedì 5 aprile 2010

Non si possono prevedere i terremoti (?)



“In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni“.
(Raccomandata inviata dal sindaco dell'Aquila Fausto Cialente il 1° aprile 2009 a: Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), Governatore della Regione Gianni Chiodi, Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, Prefettura dell’Aquila.)

Il giorno prima, il 31 marzo, si era finalmente tenuta in città la riunione della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, una riunione di luminari alla quale però non avevano potuto partecipare i geologi dell'Università dell'Aquila, la cui presenza era pur stata auspicata dal rettore della stessa. Si trattava di studiosi che avevano avuto l'opportunità di seguire l'andamento dello sciame sismico sul territorio e che avrebbero potuto confermare, grazie ai loro studi, un'altissima probabilità di evento sismico a venire ancora più importante. Non fu ritenuto necessario od opportuno interrogarli e la conclusione alla quale giunsero gli esperti della Commissione fu la seguente:
"Uno specifico evento sismico non può essere previsto, chi lo fa procura solo ingiustificato allarme".
Per il profano è difficile capire questo concetto. Siccome sono due mesi che la terra trema, non possiamo, ad esempio, chiudere l'Università e le scuole fino a che l'evento non si esaurisce? Fare delle opportune esercitazioni con la popolazione, approntare dei luoghi di evacuazione dove raccogliere le persone abitanti degli edifici più a rischio (classificati ad alto rischio già dal 1999) almeno durante la notte? Montare delle tende in previsione di una sciagurata evenienza? Se non proprio montare le tende almeno farle arrivare nelle vicinanze per averle subito pronte all'occorrenza? In medicina si dice "prevenire per non dover curare poi". In questi casi ci rispondono che "il terremoto non si può prevedere".

Scusate se insisto. L'evento unico, il Big One che arriva dopo vent'anni di silenzio sismico in un determinato territorio è obiettivamente quasi impossibile da prevedere, anche se qualche ricercatore parla di segnali premonitori che consisterebbero, nell'imminenza di un terremoto, nell'aumentare dei livelli di radon.
Però, quando nello stesso territorio l'attività sismica si protrae per settimane ed addirittura mesi, dovrebbe scattare automaticamente uno stato di preallarme che dovrebbe imporre alle autorità preposte, ovvero la Protezione Civile, di prepararsi ad un'eventuale aggravamento del fenomeno.
All'Aquila, come in situazioni precedenti di altri terremoti in altre regioni italiane, gli allarmi delle autorità locali rimasero inascoltati. "I terremoti non si possono prevedere".

Durante lo sciame sismico antecedente al 6 aprile 2009 nella Casa dello Studente i ragazzi erano sempre più preoccupati delle crepe che ogni notte si aprivano sui muri della struttura. Qualcuno decise di tornarsene a casa finchè non fossero cessate le scosse ma furono iniziative singole, nessuno pensò di evacuare la Casa dello Studente a titolo precauzionale. E come avrebbero fatto, le autorità cittadine, che si sarebbero sentite accusare di procurare allarme, quindi di commettere un reato?
Sappiamo come è finita. La Casa dello Studente è crollata lasciando sotto le macerie le vite di sette ragazzi. Nel solo paese di Onna sono morte 40 persone. L'Ospedale dell'Aquila è crollato e si è scoperto che i piloni erano fatti di cemento di sabbia di mare. Altri edifici crollati hanno messo a nudo lo sconcio degli appalti che vengono aggiudicati a chi fa il prezzo più basso ma risparmiando nella qualità dei materiali. Tanto i terremoti sono una calamità imprevedibile.

La notte in cui morirono 308 persone alcune iene ridevano in previsione della ricca torta da spartirsi nel bisinissi della ricostruzione.
Ci sono inchieste in corso che indagano su eventuali responsabilità dei costruttori di edifici crollati nel sisma. Si indaga sui meccanismi che regolano la complessa macchina della Protezione Civile, tendente a favorire spesso e volentieri un complesso intreccio di amici di amici di amici, trincerandosi dietro lo stato di emergenza che permette di bypassare le normali procedure di assegnazione per concorso degli appalti.
C'è un'informativa riservata della Polizia che accusa i vertici della Protezione Civile che parteciparono alla famosa riunione del 30 marzo 2009 di omicidio colposo per non aver attuato le misure preventive adeguate alla protezione della popolazione.

La retorica di quei giorni invece e la sua espressione mediatica appiccicosa e lacrimogena, ci parla di un presidente del consiglio in perenne tournée nei luoghi terremotati, con quell'enorme casco da pompiere che gli formava una curiosa ed alquanto scabrosa protuberanza rossa in testa ; del SuperBertolaso quasi santo, sempre in azione a coordinare e supervisionare, soprattutto, dicono i maligni, la preparazione della torta; la beatificazione quotidiana a mezzo stampa di quella stessa Protezione Civile che si era rifiutata, nei giorni precedenti il terremoto, di prendere sul serio l'allarme degli enti locali.

Dimenticano invece, i media, di parlare della militarizzazione delle tendopoli e dell'occupazione del territorio in occasione della buffonata del G8 spostato all'Aquila dalla Maddalena (tanto pagava il Pantalone statale ed organizzava la Premiata Pasticceria Bertolaso ). Come in tutte le imprese governative, non conta ciò che si è veramente fatto ma ciò che si dice di aver fatto.
"Abbiamo fatto un miracolo", dice il millantatore del consiglio, come al solito sboronando e gonfiando le cifre come palloni.

Cosa è stato fatto allora in un anno, veramente?
La Provincia di Trento e la C.R.I. hanno donato, con iniziativa e fondi propri, quindi Berlusconi non c'entra, le famose casette di legno di Onna. Non ci sono più le tendopoli, è vero, ma molta gente è ancora alloggiata negli alberghi e prima o poi bisognerà collocarle altrove.
Il centro dell'Aquila, quello che più preme ai cittadini del capolouogo abruzzese, in quanto cuore della collettività, è ancora invaso dalle macerie e la gente cerca di rimuoverle, visto che non lo fanno loro, i miracolosi, con le mani nude e ogni domenica con le carriole. Con la Digos che arriva a fermali, è ovvio. L'iniziativa privata non è molto ben vista dai campioni del liberismo, dai paladini della libertà.
Alcune case del "piano casa", consegnate in fretta e furia, già cadono a pezzi ma pazienza. Basta il pensiero e forse non si poteva fare meglio. Il governo ha fatto quello che ha potuto e, probabilmente, ha fatto appena un po' di più di altri governi del passato in occasione di precedenti terremoti. In fondo anche il Friuli è stato ricostruito e senza nemmeno bisogno di Berlusconi. Però la propaganda vuol far credere che c'è stato veramente il miracolo e questo sembra francamente un'esagerazione.

Dov'è la verità? Non resta che ascoltare le voci degli aquilani. Raccontateci. Questo spazio è a disposizione per raccontare esperienze, raccogliere denunce e dare anche buone notizie. Come quella che 308 persone hanno avuto finalmente giustizia, un giorno.

Sulla questione della previsione dei terremoti, allego un documento, segnalatomi su Facebook, pubblicato su "Ingegneria sismica" n° 3/2009 dal titolo: "Prevedere i terremoti: la lezione d'Abruzzo".

giovedì 7 maggio 2009

Terremotati abruzzesi? A cuccetta!

Va bene, non parliamo più di corna, di lolite, di vecchi pistolini viagradipendenti e mogli tradite ma che mostravano le tette in teatro quindi in fondo erano zoccole anche loro, parliamo di cose serie. Non indulgiamo più nel gossip moralistico, che i compagni si incazzano. Non attacchiamo più il piccolo Peron sul piano personale, se no i nanofili frantumano ogni record e riescono ad amarlo ancora di più.

Freghiamocene del leader che dovrebbe dare il buon esempio (principio valido in tutte le culture umane ma non in Italia, dove il mascalzonismo sessuale è virtù teologale), fottiamocene della CEI (e del suo doppiopesismo) e soprattutto dell'uso criminoso del servizio pubblico radiotelevisivo, ridotto a semplice dependance dell'ufficio relazioni pubbliche di Mediaset. Sbattiamocene allegramente di tutto e passiamo a roba pesa da mandar giù con un bel bicchier d'acqua, se basta.

Parliamo della presa in giro degli abruzzesi terremotati. Siccome i mezzi di disinformazione di massa televisivi non ce lo raccontano, limitandosi a dire ciò che il regime del pistolino miliardario dice loro di dire, per sapere ciò che accade veramente dobbiamo rivolgerci ai pochi giornali rimasti che insistono caparbiamente con il fare giornalismo ed ai bloggers che raccolgono le fonti e le rielaborano, mettendoci del proprio, nel grande tam tam della controinformazione.

Il decreto sul terremoto d'Abruzzo, dunque. Le magagne che nasconde le racconta brillantemente Alessandro Tauro in questo post che vi invito a leggere.
Riassumento al massimo, si tratta, per non dire proprio di bugie, di altisonanti promesse costruite su fondamenta di sabbia marina, basate su soldi che non ci sono, come ha denunciato il sindaco dell'Aquila Cialente e che potranno venir fuori in tempi brevi (quelli strombazzati dalla propaganda) solo grazie ad una una tantum, cioè ad una tassa straordinaria da far pagare agli italiani e non con le lotterie, le riffe e il terno al lotto. No tassa, no party.

Estrapolo solo un paio di brani dall'articolo di Alessandro, per me assai significativi della mentalità da "clausole scritte in piccolo" che caratterizza il modus operandi del governo dell'apparenza e delle passerelle, cioè di un governo da avanspettacolo:
"Le case distrutte sulle quali gravava un mutuo verranno ricostruite, ma la porzione di casa corrispondente alla percentuale di mutuo non pagato diverrà proprietà della società finanziaria Fintecna (società controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze). Se il cittadino vorrà, come è logico aspettarsi, tornare ad essere proprietario di tutto lo stabile, dovrà far fronte pertanto ad un mutuo aggiuntivo da chiudere con la Fintecna."

"Metà dei costi per le abitazioni previste per ottobre non saranno disponibili prima del 2010."
Allora, l'eterno frainteso disse qualcosa a riguardo del termine entro il quale sarebbero state di nuovo agibili le case dei terremotati: il 10 settembre (e perchè non l'11, già che c'era?).
Se per quella data non saranno ancora pronte, non potremmo contestargli nulla. Non aveva mica specificato il 10 settembre di quale anno. Infatti si potrebbe dover parlare non solo del 2010 ma addirittura del 2033, come spiegano gli articoli che ho citato e linkato e che analizzano il decreto da marinaio.
Le ultime notizie sono che, mentre l'umido Bondi pensa alle chiese da ricostruire, Bertolaso, in un sussulto di coscienza, invoca la modifica al decreto legge affinchè i risarcimenti dei danni subiti dalle abitazioni siano totali e non parziali.

Intanto, mentre gli abruzzesi non sono affatto contenti di come stanno andando le cose, ma a noi non ci risulta perchè filtrano solo i resoconti dei miracoli della moltiplicazione delle dentiere, diciamo anche che molti sfollati aquilani sono costretti a ripararsi dentro gli scompartimenti di treni e a dormire nelle cuccette dei vagoni letto (sperando che siano stati almeno disinfestati dalle zecche, visti i poco edificanti episodi accaduti di recente con Trenitalia).
Va bene che, dopo un mese, siamo ancora in emergenza ma siamo sicuri che la gestione di questo terremoto non sia molto diversa da quella dei terremoti precedenti, checchè che dicano le televisioni? Se gli Aquilani vogliono stare qui, perchè li volete mandare nel vagon-lit?

L'11 settembre 2009 non prendete impegni che si va a controllare alla stazione dell'Aquila se le cuccette sono ancora ferme sui binari.

sabato 25 aprile 2009

Lancillotto al G8

Il sottosegretario Bertolaso era triste. Distratto dalle macerie dell'Abruzzo squassato dal terremoto non poteva seguire più come prima i lavori di preparazione del gran circo del GiOtto in tournée alla Maddalena.
Perchè tra i compiti della Protezione Civile, che stranamente qualcuno insiste nel voler considerare un organismo esclusivamente al servizio dei cittadini che si trovino in condizioni di emergenza, c'è anche questo: accogliere i padroni della terra nel salotto buono, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto, di rimuovere i soprammobili di cattivo gusto, far sparire i giornaletti porno e coprire le macchie lasciate da equivoci bagordi sul divano. Ecco, se vi accontentate, potete accomodarvi.

Bertolaso era così impegnato a far fare bella figura al Governo di Ghepensimì, predisponendo tutto da brava massaia, ed ecco che arriva quello stronzo del terremoto e mica in Sardegna ma in Abruzzo, da tutt'altra parte. Un casino: sessantamila sfollati, castelli di sabbia distrutti, per non parlare delle vittime, delle quali però, appassiti ormai i fiori al cimitero, non si parla più.

Bertolaso era triste perchè il GiOtto era ormai alle porte e non si poteva far brutta figura con i padroni del mondo. Così, con appena lo sforzo di un paio di sinapsi in azione, il Ghepensimì tascabile ha trovato la soluzione. Se Bertolaso non va al G8, il G8 va a Bertolaso. Portiamo il G8 all'Aquila.

Abbiamo capito bene? Come spostare le olimpiadi a New Orleans dopo Katrina e i Mondiali di calcio sulle spiagge spazzate dallo tsunami. Sembra proprio quella SHOCK ECONOMY teorizzata da Naomi Klein, cioè l'economia che sfrutta le catastrofi naturali per scopi di predazione e sfruttamento dei territori colpiti.

All'inizio mi sono meravigliata dell'adesione delle altre nazioni del G8 a questa minchiata ma se la leggiamo appunto in chiave di Shock Economy la minchiata acquista senso. Inutile dire che l'opposizione, tranne i soliti incontentabili, ha detto che per lei non ci sono problemi. Ho il dubbio che non abbiano capito bene di cosa si tratti. Ma sull'opposizione ci torno tra un attimo.

Se fossimo governati da persone che hanno a cuore le nostre sorti, costoro avrebbero detto: "Ma che G8 e G8, c'è la crisi, cosa andiamo a fare gli stronzi sulle navi a strafogarci di caviale e a cianciare tra di noi, cosa che potremmo benissimo fare in videoconferenza da casa nostra con quattro euro di connessione Internet". Rinunciamo e i soldi che si sarebbero spesi dateli alle popolazioni terremotate. Anzi, già che ci siamo, avrebbero detto USA, Francia, Germania e le altre nazioni partecipanti, mettendo mano al portafogli, vogliamo dare un contributo anche noi.
No, invece non rinunciano a pavoneggiarsi, a portarsi dietro le delegazioni, i giornalisti da trifola, le escort a 500 euro per notte, nel Gran Circo del Basso Impero che ogni anno ci costa come dieci case reali inglesi.

C'è un altro elemento disgustoso dello spostamento del G8 all'Aquila. La scusa accampata dal Ghepensimì che per i No Global raggiungere i monti abruzzesi sarebbe stato più difficile e comunque non avrebbero osato andare a distruggere luoghi già distrutti e colpire persone già colpite. Già, non come loro che si fanno scudo delle popolazioni terremotate per impedire di essere legittimamente contestati nelle loro porcate. Gli scudi umani organizzati in tendopoli ci mancavano.
Che coda di paglia, hanno il mondo in tasca ma hanno paura di quattro ragazzotti che li contestano.

Piuttosto, come l'hanno presa i sardi, freschi sposini del Ghepensimì e già abbandonati sulla soglia del nido d'amore con il pancione? Malissimo. Ne hanno intervistati alcuni della Maddalena, su SkyTG24, mica sul TG1, che raccontavano di alberghi che si ritroveranno vuoti in luglio e di promesse che non verranno mantenute.

C'è un'altra ipotesi sullo spostamento del G8 e vale la pena di riportare stralci di un interessante articolo pubblicato sul giornale online Inviatospeciale:
"A luglio del 2008 anno erano partiti sull’isola sarda i lavori per la costruzione dell’albergo, del media center e del centro congressi. L’autorevole agenzia britannica ‘Reuters’, il 14 luglio aveva rilanciato: “Non è certo che sia possibile completare i lavori necessari all’isola della Maddalena per ospitare il prossimo G8 nel luglio del 2009. Il governo valuterà quindi possibili soluzioni alternative, di “emergenza”, che al momento non sono ancora state individuate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8 giapponese. “Ci prepariamo ad una soluzione di emergenza se non saranno pronti i lavori necessari alla Maddalena in tempo”, ha detto Berlusconi nel corso della sua introduzione alla conferenza stampa”.
Dell'organizzazione dell'evento, come è noto, si occupava la Protezione Civile, non senza difficoltà:
"Gli ospiti previsti dovrebbero essere circa quattromila, tra capi di stato e di governo, oltre alle delegazioni. Dovevano essere sistemati su una nave gigantesca, la MSC Fantasia, lunga 333 metri, ormeggiata nel porto di Olbia, al molo ‘Cocciani’ e negli alberghi in costruzione. Tra di loro, però, non ci sarebbe stato il presidente Obama, che è sottoposto a rigidissimi controlli di sicurezza, ed al momento non era stata trovata una soluzione al problema".
Ed ancora:
"All’esercito di personale politico e diplomatico, infine, andavano aggiunti almeno 4500 giornalisti. Per loro Bertolaso aveva pubblicato un primo bando nel 2008 col quale si cercavano navi per poterli ospitare, ma non vi erano state risposte, così il Commissario straordinario (multiplo) ha ripetuto il tentativo anche quest’anno con scadenza 7 aprile scorso."
Per non parlare delle forze dell'ordine, insomma un totale di più di 25 mila persone da alloggiare.
Ora, pare che la causa delle difficoltà organizzative fossero come al solito i soldi. Il 3 aprile, tre giorni prima del terremoto in Abruzzo, il deputato Calvisi del PD aveva presentato un'interrogazione ai ministri Scajola e Tremonti. Come scrive inviatospeciale:
"Calvisi avava scritto: “Fino ad ora come opposizione, abbiamo denunciato con una serie di atti parlamentari, prima il rischio e poi l’avvenuta sottrazione da parte del Governo delle risorse ( 522 milioni di euro ) che il Governo Prodi e la Giunta Soru avevano messo a disposizione per le cosidette opere collaterali al G8″.
Gli interventi riguardano la strada Olbia Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, lo svincolo di Rio Padrongianus, lo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la realizzazione del molo di levante a Porto Torres.
Il parlamentare aveva aggiunto di “non aver ancora ricevuto smentite sullo scippo delle risorse” e aggiunto che “oggi ci sono a rischio anche i finanziamenti considerati sempre sicuri, (233 milioni di euro) per i lavori dell’isola di La Maddalena”.

Il motivo? “A 60 giorni dall’ipotizzato completamento lavori per il G8 quei soldi non sono stati trasferiti alla struttura di missione. Un’ordinanza del presidente del Consiglio del 18 febbraio 2009 dispone che debba essere il ministro dello Sviluppo economico a trasferirli sulla contabilità speciale della struttura di missione. Questo trasferimento non è ancora stato disposto”.

Per Calvisi la situazione era paradossale perchè “si ha la disponbilità contabile delle risorse ma non di cassa”. Il risultato? “I soldi non possono essere spesi, con il risultato che le imprese non sono state pagate. Fino ad ora ha provveduto la Protezione civile con anticipazioni di cassa, ma le cifre sono appena sufficienti ad alleviare i disagi. A fronte del 60 per cento dei lavori eseguiti le imprese hanno ricevuto pagamenti non superiori al 25″.

Il parlamentare aveva concluso: “Gli effetti di questa situazione sono quindi devastanti sia sulle imprese appaltatrici, sia sui subappaltatori e sia sui fornitori. E’ evidente che il perdurare di questo stato di confusione e di incertezze porterà al blocco dei lavori”.
Da questi dati emerge un quadro desolante e nessuna ipotesi di ‘risparmio’. Infatti, i lavori in corso dovranno essere completati in ogni caso e quelli già eseguiti hanno avuto un costo che non è stato ancora totalmente coperto."
Una curiosità: il governo annuncia lo spostamento del G8 dalla Sardegna all'Abruzzo e il PD ora non ha più nulla da dire, anzi approva? Mah.
Se lo chiedono gli amici di inviatospeciale e me lo chiedo anch'io. Come riuscirà la grande macchina organizzatrice di Bertolaso a fare ciò che non è stato fatto alla Maddalena, con in più l'handicap del terremoto?

Giusto per puntualizzare la differenza tra promesse, sparate da campagna elettorale, affermazioni da diva in passerella e concretezza dei problemi da risolvere.

lunedì 13 aprile 2009

Indecenza

“Il giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda.”
Horacio Verbitsky

Che cosa identifica in Italia oggi il concetto di indecenza?
Dopo aver visionato il seguente filmato, indecente potrebbe essere un clown (non quello con il naso rosso) che, durante uno spettacolino davanti alle telecamere, ordina ad una signora che ha perso la casa nel terremoto dell'Aquila di "curarsi di più", di andare dal parrucchiere (mettete tutto sul mio conto) e dice ai suoi giannizzeri di pagare un paio di tailleur neri alla medesima signora perchè deve essere un "figurino" (come avrebbe detto, un secolo fa, la dannunziana scrittrice Liala, parlando dell'incontro dell'eroina con il suo aviatore).
Indecente potrebbe essere il ruolo dell'altro clown, stavolta quello con il naso rosso, che invece di allietare i bimbi malati, come auspicato da Evita l'altro giorno, si presta a fare la spalla al capocomico d'Italia.

Indecente invece, secondo il TG2 delle 13:00, per bocca della intera dirigenza RAI ovvero Garimberti e Masi, di Capezzone, Gasparri, Cicchitto e per ultimo anche di un mesto rappresentante del PD, che più che un partito di sinistra ormai è l'abbreviazione di una nota bestemmia, indecente, dicevo, è stata la puntata di Annozero "Resurrezione" di Santoro. Vediamo perchè.

La risposta più facile, per i bambini piccoli, è: per le vignette di Vauro. Io, personalmente, fossi stata in lui, l'altra sera avrei mostrato solo quella pubblicata sul Manifesto, "Pietà 2009" in assoluto silenzio, e basta. Invece, come sempre, Vauro ha voluto fare il comico che non fa ridere (perchè le vignette devono poter parlare da sole e non si devono leggere ad alta voce) e si è sentito il solito stridore di unghie sullo specchio, con il direttore del Giornaletto a cui non pareva vero di poter fare la faccia scandalizzata e mormorare indignazione. Apro una parentesi: Indro, per fortuna che non ci puoi più vedere.

La risposta meno facile, per i bambini più grandicelli, è che l'indignazione è stata provocata dagli attacchi alla Protezione Civile.
In realtà per tutta la puntata si è detto solo che non c'era uno stato di preallarme, come avrebbe dovuto esserci viste le centinaia di scosse registrate in zona fino a quel momento, che i segni inequivocabili che poteva succedere qualcosa di grosso, come il crollo della Casa dello Studente, sono stati ignorati. Insomma, che la Protezione Civile poteva prepararsi prima, se non altro per scaramanzia. Non stiamo parlando di un nono della scala Richter capitato per caso, all'improvviso, in una zona a bassa attività sismica. Stiamo parlando dell'ultima di centinaia di scosse premonitorici di un disastro. Frega un cappero che Bertolaso sia tanto bravo. Non spetterebbe alla Protezione Civile in questi casi dove la natura fa di tutto per farci capire le sue intenzioni, cercare di muoversi preventivamente per non farsi cogliere impreparata? Già, siamo il paese delle Tine Merlin e deil Vajont.

Nessuno ha criticato i volontari, gli angeli che si sono prodigati come pochi di noi avrebbero le palle di fare veramente. Chi lo afferma è solo maestro nell'arte di rivoltare propagandisticamente a frittata, e in questo i seguaci dell'uomo (di)strutto sono imbattibili.
Si è solo detto che la gioiosa macchina da emergenza della Protezione Civile ha avuto qualche pecca, ma di qui ad inserire nel Codice Penale il reato di leso Bertolaso, ce ne corre.
Fateci caso, come per l'episodio della Lucia Dannunziana, aspettano solo un piccolo appiglio al quale aggrapparsi con tutte le loro forze. "Siete antisemiti!", "State attaccando la Protezione Civile!" "Insultate i volontari!".
Non è vero niente, ma se hai sei telegiornali e una mappata di giornali che il giorno dopo riportano la bufala, il gioco è fatto.

La terza risposta, la più difficile, solo per i dottorandi alla Normale di Pisa, è: si sono indignati per i fatti riportati in trasmissione, per le informazioni date, per le notizie. Notizie e fatti ai quali non sono più abituati.
Travaglio ha raccontato qualche fatterello di appalti, di interessi delle mafie nelle grandi opere edilizie, di imbrogli, gente intercettata che al telefono discute di percentuali di sabbia nel calcestruzzo e che dice: "Ma si, facciamolo al 15% che si risparmia".

Claudio Fava ha fatto presente che, tra i compiti della Protezione Civile, vi è anche la gestione dei GRANDI EVENTI, come il prossimo G8 e addirittura i mondiali di ciclismo. Non sarà che questo sant'uomo di Bertolaso ha troppe cose da pensare? E non sarà che i fondi e le risorse, invece che essere dislocati preventivamente in zone in piena attitvità sismica, vengono dirottati alla Maddalena per mettere su il salotto buono per gli squali del NWO?

Luigi De Magistris si è chiesto, nella sua ingenuità: perchè non accantonare il progetto del Ponte sullo Stretto e destinare i fondi già preventivati alla ricostruzione dell'Aquila e magari messa in sicurezza delle scuole pericolanti d'Italia? Non sa, il giudice, che nel nostro Paese si conserva la terza tavola della Legge, dove sta scritto: "Non nominare Impregilo invano" e "Non avrai altra opera pubblica che il Ponte sullo Stretto".

Perfino il prode Boschi, dopo aver esordito con la supercazzola del terremoto che non si può prematurare ha convenuto, alla fine, che in altre regioni la Protezione Civile funziona meglio e ha fatto l'esempio dell'Emilia Romagna (famme dà na toccatina) dove pare siano già tutti pronti con le tende, i pasti caldi, i cani e le ruspe, in caso di calamità.
Quindi è un problema di organizzazione locale? Può darsi ma se il sindaco Cialente afferma che la Protezione Civile non faceva che ripetergli: "Sta tutto apposto, non vi preoccupate", qualcuno dovrà indagare sull'eventuale sottovalutazione del problema a livello di coordinazione nazionale e qui, dispiace per i suoi fans, c'entra eventualmente Bertolaso.

Ecco i fatti scandalosi che hanno tanto indignato le demi-vierges del centrodestra ed i loro giornalisti da riporto. Fatti, appunto, non pugnette propagandistiche da saltimbanchi e domatori.
Se si considera Santoro indecente perchè fa informazione allora non avete mai visto una puntata di "60 minutes", un editoriale di Keith Olbermann o perfino un monologo di Jay Leno, (che vanno in onda tutti regolarmente senza contraddittorio) in quella televisione americana che tanto piace a Garimberti e che lui dice di guardare.

Ma non parliamo di giornalismo americano, che mi viene da piangere. In Italia, nel campo informazione siamo alle solite scene di ordinaria pornografia. Tanto per non far capire da che parte sta, il servizio pubblico televisivo "che userebbe i nostri soldi per fare propaganda indecente", ritiene una notizia il fatto che l'uomo designato dal governo a dirigere la RAI omaggi pubblicamente un altro uomo designato al suo compito dal governo.
Ecco il lancio del TG1 del 10 aprile, edizione postprandiale.

Ai funerali solenni ha partecipato anche Il Direttore Generale della Rai Mauro Masi*.
"La Protezione Civile ha svolto e sta svolgendo in Abruzzo un lavoro straordinario ed encomiabile" - ha detto Masi - da Segretario Generale della Presidenza del Consiglio ho lavorato a lungo a fianco di Guido Bertolaso* e so bene quanto l'opera sua e dei suoi uomini sia sempre stata svolta con efficienza, competenza e professionalita' riconosciute e invidiate nel mondo."

Dopo questo soixante-neuf, la prossima mossa dell'informazione governativa sarà fare tutto da sola e farsi asportare all'uopo le ultime due costole.

Good night and good luck.


* Autore, tra l'altro, dell'articolo: "La pirateria, peccato veniale? No, un crimine " sul Sole 24 ore 8 febbraio 2007
* stralci dalle intercettazioni dell'inchiesta sui rifiuti in Campania.

Aggiornamento. Per la serie "lo stiamo perdendo", ecco un ragionamento su giornalismo, inchiesta e informazione di Sergio Zavoli:
"So che Michele Santoro al dibattito vero e proprio, con la sua preminente ritualità - preferisce la forma dell'inchiesta costruita sui servizi degli inviati e le testimonianze raccolte sui set (??) qua e là allestiti. Con questa modalità è più facile venir meno al principio della completezza, una carenza non sempre emendabile dallo studio. Cruciale, in ogni caso, è dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi, rivelatesi poi fondate, ma che abbia visto il Paese chinato su una tragedia in un sollecito, diffuso e responsabile atteggiamento di solidarietà".

Immaginate Woodward e Bernstein che, prima di pubblicare l'inchiesta sul Watergate, sul Washington Post, si fanno correggere le bozze dal portavoce di Nixon.


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mercoledì 8 aprile 2009

Pronto, Silvio?

L'amico Davide, il Cornacchione ufficiale di questo blog, in un commento al post precedente, mi rimprovera di fare inutili polemiche antigovernative quando "mai come questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato così bene".
Ecco cosa succede a guardare troppa televisione, a fidarsi dei TG a veline unificate e dei discorsi che si fanno nel Vespasiano in seconda serata.

Guarda, Davide, sono disposta stasera a dirti che Silvio non ha colpa se, intervistato dalla tedesca RTL ha paragonato la vita in tendopoli ad un camping e per questo ci sbeffeggiano anche in Brasile. Si, non fraintendetelo, lui si riferiva solo a questo fine settimana e poi ha detto che per i terremotati vi saranno ben altre sistemazioni: gli alberghi.
Vedi Cornacchio', quest'uomo è il contrario dei terremoti, è prevedibilissimo. Sai esattamente a che ora e a che minuto secondo sparerà la prossima cazzata, senza nemmeno bisogno che emetta radon con gli isotopi di bismuto-214.

Non è colpa sua. E' il prodotto finale della bollitura del buonismo iperglicemico di Portobello, dei fagioli della Carrà, delle lacrime dei fratelli d'America ritrovati, dei centrini dei carcerati, delle Telethon, della retorica del volemose bene, dell'itagliano brava gente e, in quest'ultima versione padana, del milanés dal coeur en man.
Cos'ha detto lui nell'intervista, e non è un caso che la valkiria microfonata non abbia afferrato, che i terremotati sono "circondati dall'amore dei volontari, hanno maccheroni al sugo e la coperta di pile, poi andranno al mare in albergo", cosa potrebbero desiderare di più?
L'unica cosa che differenzia Silviobello da Raffaella è che non è un'icona gay ma forse, applicandosi, potrebbe un giorno eguagliare la mitica di Bellaria.

Quando io "faccio inutili polemiche", me la prendo solo marginalmente con Berlusconi. E' questa mentalità emergenziale itagliana che non è in grado di prevenire i disastri ma è solo capace di sfoderare i volontari e lo sforzo di generosità tramite l'SMS da un euro, che mi fa violentemente incazzare.

Non è vero che solo questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato bene. Noi funzioniamo sempre bene nelle emergenze, è la nostra specialità, nessuno al mondo ci batte. Sono la quotidianità e la normalità che siamo incapaci di gestire.
Non so quanti anni hai ma io ne avevo sei quando venne l'alluvione a Firenze e ciò che ricordo meglio, come tutti del resto, sono gli angeli studenti che ravanano nel fango per salvare i codici miniati e le tele del Pinturicchio. Abbiamo volontari meravigliosi che ogni volta danno il massimo per salvare gli altri, nessuno lo nega.

Però, e qui siamo al nocciolo della questione, se mettiamo in moto la parte razionale del cervello, dovremmo sapere che in un paese ad alto rischio sismico come il nostro, il terremoto E' SEMPRE PREVEDIBILE. Nel senso che non si può vivere come se non dovesse mai venire.
Prevedere i terremoti significa fare prevenzione, come nei paesi civili, due a caso: Stati Uniti e Giappone.
Lo Stato di un paese ad alto rischio sismico impiega la protezione civile non solo in situazioni d'emergenza ma per fare esercitazioni periodiche ed educazione della popolazione alla reazione all'evento sismico.
Torno noiosamente sull'autobiografico ma serve per spiegare meglio. Durante lo sciame sismico a Faenza del 2000 nessuno ci disse, ed ebbero un mese di tempo per farlo, cosa avremmo dovuto fare in caso di ulteriori scosse e, Dio non voglia, in caso di disastro. Non fu affisso uno straccio di manifesto in piazza, non girò per le strade un auto che desse informazioni utili, non si organizzarono punti di raccolta, niente. I giornali e telegiornali ci ignorarono. Per fortuna non successe nulla, lo ripeto, ma non è così che si gestisce un evento come il terremoto, con un parente che a Milano non sa che ti svegli ogni notte con il letto che trema dato che nessuna gazzetta mediatica l'ha informato.

Uno Stato serio, prevede il terremoto occupandosi della messa a norma di edifici pubblici e di applicare incentivi e detassazioni per quella destinata ad edifici privati; controlla l'applicazione delle norme antisismiche nelle nuove costruzioni, concentra risorse d'emergenza in punti strategici dai quali raggiungere i luoghi maggiormente a rischio, studia e sviluppa i più moderni sistemi di previsione, che siano le radiazioni o i lombrichi. Se non possiamo fare nulla per impedire il terremoto tanto vale studiarle tutte. Non è questione di indovinare quando e a che ora, queste sono cazzate, si tratta di non farsi cogliere impreparati.

Affermare che i terremoti non sono prevedibili rappresenta l’alibi delle istituzioni per la loro impreparazione e per il menefreghismo riguardo la prevenzione e riduzione del danno. Se costoro affermano, e i loro servi “scienziati” che vanno in TV e fanno si si con la testolina, che “i terremoti non si possono prevedere”, come si fa ad accusarli poi di impreparazione, quando tira veramente il terremoto? Mica potevano essere indovini.

Se avessero ascoltato per una volta sola non dico Giuliani, ma la legge della probabilità, avrebbero semplicemente concentrato mezzi di soccorso e materiali in Abruzzo, in modo da averli subito pronti. Come scusa avevano anche le più di 200 scosse registrate in zona fin da ottobre. Chi parla di evacuazioni dice stronzate. Nessuno pensa di evacuare Los Angeles in caso di BigOne, però la popolazione di L.A. sa come ci si deve comportare in caso di terremoto. Altrettanto in Giappone. Ogni scolaro delle elementari ha il suo elmetto sotto il banco da indossare in caso di sisma. Da noi si vive alla giornata ma quando c'è l'emergenza, dio quanto siamo buoni, generosi, altruisti, volontari e meravigliosi.

Mi dà un fastidio enorme la retorica dell'eroismo dei volontari, dello slancio di generosità delle raccolte di fondi (occhio a dove andranno a finire i soldi, nel solito posto), i servizi sui bambini con la musica stracciabudella in sottofondo, i clown di Evita Carfagna, la mistica dei cani, della solidarietà, della beneficenza, come se chi perde la casa in un terremoto fosse sempre obbligatoriamente un poveraccio che ha bisogno dell'elemosina. Mi sta sulle balle la discesa del Deus Ex-Elicottero che va a benedire gli sfollati ( nei TG viene raccontata con toni da battaglia del grano ma nel filmato tedesco si sente un'anziana mandarlo cordialmente affanculo).

Mi dà fastidio perchè nessun giornalista pensa, ad esempio, di andare a chiedere alla Impregilo come mai quell'ospedale costruito da loro a L'Aquila è venuto giù come un castello di carte. Giusto per curiosità. Se permettete, visto che si occuperanno di ponti a minchiata unica sullo Stretto io tanticchia mi preoccupo, preventivamente.

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