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lunedì 15 luglio 2013

Ai bimbi di Seveso vennero i brufoli perché erano stati cattivi


La riprova che sono dei nazisti è l'uso sempre più spudorato che fanno del negazionismo. 
Inquinano, uccidono, alterano il DNA, provocano terremoti, distruggono ecosistemi con la loro merda accumulaprofitti? Negare, negare tutto e sempre. Se dalle loro azioni derivano conseguenze negative per la collettività non è mai colpa loro. Non è neppure del fato, del destino cinico e baro. La colpa, in questi tempi di neo-oscurantismo industriale, è delle stesse vittime. 

Inquinamento dell'ILVA su Taranto? "I morti per tumori sono causati da abitudini insane come il fumo e l'alcool".
Le malattie nelle "terre del fuoco" in Campania? "Dovute a stili di vita scorretti".
Terremoti indotti da trivellazioni selvagge su faglie attive? "L'unica sismicità indotta è quella provocata dalle vibrazioni provocate dai ballerini di flamenco".
I morti per tumore a Fukushima? "Erano già malati da prima dell'incidente nucleare."

(Solo una di queste affermazioni è una mia battuta, le altre sono purtroppo autentiche e provengono da dichiarazioni ufficiali governative italiane e quella sul Giappone dalla dirigenza della TEPCO, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima.)

Il potere industriale si comporta come un killer sociopatico. Se ti ho ucciso è perché quella mattina hai incrociato la mia strada e non dovevi. Oops!
Il suo rapporto con l'altro da sé, tra sé e la collettività è però anche la riedizione del rapporto del mediatore religioso, con funzione di repressione, tra un dio malvagio e vendicativo e la massa dei peccatori. Ciò che dal medioevo passando per l'ossessione per il peccato del protestantesimo, ci ha regalato secoli di pedagogia nera. Senso di colpa e punizione, la suddivisione tra educatori e bambini cattivi che prosegue nel mondo adulto.

Sono quelli del non avete fatto i compiti, dell'avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità, non dimenticate.  E' il bambino che provoca, seducendolo, il pedofilo. Siete pigri, choosy e non accettate il cambiamento che vi chiede il Signore.
Se soffrite per la crisi è perché vi masturbate troppo.


sabato 19 luglio 2008

L'uomo che sussurrava ai cassonetti

Si sa, l'importante è crederci ma, per i soliti malfidati del C.I.C.A.B. (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni Berlusconiane): allora, è vero o non è vero che la monnezza è scomparsa da Napoli? Che il percolato si è miracolosamente solidificato e ridisciolto nell'ampolla?
Ditemelo voi, amici napoletani e dei dintorni, perchè della televisione che appartiene direttamente a San Gennaro non mi fido.


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mercoledì 2 luglio 2008

Monnezzilla contro Megaloman

Amici napoletani e non, fatevi un nodo al fazzoletto e segnatevi questa data: 31 luglio 2008.
Lui ha ridetto che entro e non oltre la fine di luglio la monnezza sparirà da Napoli. Proprio così.
L'11 giugno scorso aveva detto: "Il termovalorizzatore di Acerra sarà completamente in funzione ad aprile" e nelle strade della Campania "entro luglio non ci saranno più rifiuti".
Dev'essere proprio vero anche se, da quella malfidata che sono, temo intendesse il prossimo aprile ed il luglio di chissà quale anno. Detto in quei termini potrà sempre giustificarsi: "mi avete frainteso, intendevo luglio 2042".
Sono malfidata, lo ripeto, e invece Lui ce la farà di sicuro. Fiamma di monnezzopoli!

(Guarda Monnezzilla in tutto il suo mostruoso splendore: versione 1 e versione 2)


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lunedì 14 gennaio 2008

Notizie da termovalorizzare

Naomi Campbell negli ultimi tempi si è improvvisata giornalista e sta collaborando con la rivista inglese GQ per la quale sta realizzando una serie di interviste a statisti di tutto il mondo.
Non vedo lo scandalo. Visto che i giornalisti patentati ormai suggeriscono le risposte ai potenti che intervistano dalla posizione sdraiata a pelle di leone, chissà che qualche buona domanda scomoda non venga d’ora in avanti alle top model. Hai visto mai?

E’ capitato che Naomi abbia incontrato il presidente venezuelano Hugo Chavez a Caracas per l’intervista che uscirà nel numero di febbraio.
Non aspettatevi la Fallaci, non tutte le domande contengono profonde disquisizioni politiche. Alcune sono leggere come uno chiffon di Versace e frivole come una mise di Gaultier:
“Chi è il despota più elegante?”
“Fidel, naturalmente.”
“Poseresti a torso nudo come Putin?”
“Perchè no, senti che muscoli!”

Secondo Naomi, Hugo è un fan delle Spice Girls e non gli dispiace il principe Carlo.
Cosa pretendevate? Le interviste con la storia non si fanno più con su l’elmetto di Oriana ma con i tacchi a spillo, c’est la vie. Ciononostante, Naomi offre a Chavez lo spunto per far sapere ancora una volta al mondo come la pensa sugli Stati Uniti ed il loro imperialismo.

Nelle redazioni italiane, quando hanno letto il nome Chavez associato a quello della top model, non hanno resistito.
Figurati se non ci scappava il peto mediatico, la strizzata d’occhi e il darsi di gomito l’un l’altro, a TG unificati. Succo del concetto che è colato giù dal teleschermo: sapete? Hugo si tromba la Naomi, ‘tacci sua.
Perché, sottotitolo, quelle come Naomi possono essere lì solo per trombare. Faccetta nera, sarai venezuelana, avrà pensato qualche vecchio gerarca da Minculpop.

Sono andata a cercare sulla stampa internazionale la notizia della supposta (non uso questo termine a caso) love story, per vedere se la cosa era riportata nello stesso modo in cui è stata raccontata dai giornali e telegiornali italiani in questi giorni. Insomma, se era vera.
La navigazione è stata proficua. Intanto ho scoperto su Fox News (non esattamente il "Rude Pravo") che Naomi ha incontrato l’altro giorno a Buenos Aires anche il presidente argentino Cristina Fernandez con la quale ha parlato della liberazione degli ostaggi trattenuti dalle FARC in Colombia e non di fondotinta e allungaciglia.
Del resto, in passato è stata molto vicina a Nelson Mandela pur senza che i giornali inventassero alcuna love story tra lei e l’anziano leader sudafricano.

Su El Pais si racconta una storia diversa, se vogliamo. Vi si dice che Chavez sta ricevendo negli ultimi mesi le visite di molte personalità dello spettacolo interessate alla sua politica e che recentemente sono stati visti nel palazzo presidenziale attori come Sean Penn, Kevin Spacey e Danny Glover, quest’ultimo presente in una pellicola sovvenzionata dal governo di Caracas sulla vita del rivoluzionario Francisco de Miranda. Tutti là non per scopi sessuali ma per motivi per qualcuno ancora più scandalosi.
Chavez è un abile marpione che sa farsi pubblicità anche rispondendo alle domande sciocchine da passerella ma nello stesso tempo è uno che ha dei progetti. Meglio sminuirlo parlando di lui come chiavatore e basta.

La notizia della tresca, rilanciata dalla nostra stampa, non a caso nasce da un giornale ostile al governo venezuelano, “El Universal” della famiglia Armas. Uno di quei giornali che Chavez accusò di tramare contro il suo governo. Come dire, una fonte disinteressata ed obiettiva.
Nei giornali seri del mondo insomma la love story non c'e e non ve n’è traccia nemmeno su Just Jared, che è la discarica web di tutto il gossip vipparolo, la qual cosa è assai sospetta. Perdersi una notizia del genere non sarebbe da loro.

Al di là del vizio della stampa nostrana di ridicolizzare ad ogni piè sospinto il presidente Chavez, questa notizia è interessante per un altro motivo, al quale ho accennato prima.
Perché non si dovrebbe prendere sul serio una Naomi Campbell che fa interviste ai leaders del mondo quando si considera "Studio Aperto" un telegiornale?
Sembra che la Weltanschauung di coloro che redigono le scalette dei telegiornali sia dominata dal pensiero che una modella debba essere prima di tutto una puttana e poi non debba essere credibile come giornalista. Che gli uomini importanti se la facciano sempre ed esclusivamente con le modelle, quindi con le puttane. E' una visione del mondo serva dell'atteggiamento puttaniere dell'élite, alla quale chi redige le notizie trash è fedele ideologicamente.

Viste le anticipazioni sulla nuova carriera di Naomi che ho letto sulla stampa estera mi permetto di suggerire ai gossipologi con specializzazione in corna comparate il seguito della telenovela.
Come racconta Daily News, tra le prossime interviste di Naomi vi sarà quella a Nicolas Sarkozy. O-la-la.
Potrete così inventare la gelosia di Carla Bruni che prende Naomi a chitarrate e se ne va sbattendo il portone dell’Eliseo oppure masturbarvi pensando a giochi erotici a due o a tre, magari con Cecilià che li frusta tutti quanti.
Il materiale c’è e il giornalismo da termovalorizzare è come la monnezza, praticamente inesauribile.

martedì 15 maggio 2007

Munnezzemol

Mentre si discute stancamente di legge sul conflitto di interessi in Parlamento, con la sensazione diffusa che ciò che ne verrà fuori sarà un pateracchio che non lederà minimamente la posizione dominante di Mediaset, ci sarebbe in concomitanza un’occasione storica della quale purtroppo i nostri governanti pallemosce non sapranno trarre vantaggio.

Berluschino, tra un palestramento e l’altro si è comperato la Endemol con i soldi faticosamente raccolti da papi in tanti anni di duro lavoro e allora, dov’è lo scandalo?
Forse nel fatto che è dimostrato ancora una volta che Berlusconi senior mentiva quando accusava la sinistra di averlo rovinato, perché non credo che 2.629 milioni di euro siano venuti fuori dalla rottura dei porcellini di terracotta dei suoi figli e dalle monetine raspate dalle macchinette per il caffè di Segrate.

La Endemol è quella cosuccia che nel 2006 ha fatturato a livello mondiale 1.114,4 milioni di euro, dalla quale ogni giorno partono carichi di munnezza mediatica che vengono mollati in tutte le discariche televisive private e purtroppo pubbliche.
Pacchi rotti, piatti sporchi e avanzi di cucina con qualche capello della Clerici, ex-divi, ex-cantanti, ex-nullità da rottamare e aviotrasportare su isole deserte esotiche, scarti di braccia rubate all’agricoltura, veline sode e opinioniste sfatte, critici fatti e conduttori rintronati. Munnezza accuratamente impacchettata con nastri luccicanti, ma sempre munnezza.
La preoccupazione di questi giorni è che la RAI, la discarica pubblica ufficiale di questo tipo di spazzatura televisiva, debba sottomettersi ancora di più allo strapotere di Piersilvio e Pierfidel.

Ecco allora la mia modesta proposta, che richiederebbe però da parte del governo almeno le palle di Chuck Norris, e un coraggio che deabbondianamente Prodi non può darsi: riformare la RAI sul serio, facendo pulizia ed eliminando la munnezza.
Lasciamo i pacchi e i contropacchi, i cuochi bisunti e le fregnacce assortite a Mediaset. Lasciamogli i grandi fratelli, le menate, i giochini, le isole e i sottoprodotti del Vippume alla Lele Mora, il monnezzaro della cronaca rosa.

Facciamo una RAI dove si (ri)trasmette cultura, la prima della Scala, il teatro, il cinema d’autore (magari senza interruzione), un’informazione fatta da giornalisti e non da parrucchiere di notte e puttane di giorno.
Facciamo si, una RAI pallosa, vecchia, antica, anni 60 e scommettiamo una cena di pesce che funzionerà. In Spagna Zapatero l’ha fatto. Ha fatto tornare la televisione pubblica spagnola un servizio pubblico, con programmi più intelligenti di quelli della tv privata.
Risultato? Un successo.
Tanto, più nella merda di così la RAI non può sprofondare e allora facciamolo questo tentativo.
Si tratta in fondo di applicare la raccolta differenziata anche ai prodotti televisivi. Ciò che si può ancora recuperare di qua e i rifiuti organici di là. Et voilà.

(Finale alternativo)
Il messaggio subliminale contenuto in questo post è: facciamo qualcosa per liberare il Sud dal problema della munnezza. Noi nordisti non riusciamo neanche a renderci conto di cosa significhi dover vivere con un tale disagio sotto casa. Leggete il libro di Alessandro Iacuelli, è per informarvi meglio.

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