Visualizzazione post con etichetta UFO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta UFO. Mostra tutti i post

lunedì 8 luglio 2013

Su cose che si vedevano nei cieli. UFO e propaganda.




Ripropongo, nel giorno dell'anniversario dell’incidente di Roswellquello che è passato alla mitologia moderna come il supposto schianto di un velivolo alieno sulla cittadina del Nuovo Mexico, avvenuto l'8 luglio del 1947, un mio vecchio post che si riallaccia adesso al discorso sulla propaganda e i ballon d'essai che vengono fatti volare sopra le nostre teste. 
A proposito, quante volte i presunti UFO venivano identificati dalle autorità come innocui "palloni sonda"?
L'anniversario segue di pochi giorni quello del primo avvistamento ufficiale di dischi volanti, avvenuto il 24 giugno del 1947 da parte dell’uomo d’affari Kenneth Arnold. L'evento zero.
Settant’anni di storie appassionanti su alieni (buoni o cattivi a seconda del clima politico concomitante), dischi volanti, rapimenti, minacce spaziali, che però, con la fine del millennio,  sembrarono passare di moda da un giorno all'altro. C’era un motivo per l'improvvisa cancellazione di un mito importante come quello degli UFO dalle scalette mediatiche? Secondo me si.

Come tutti i figli degli anni sessanta, sono cresciuta con il mito di questa simpatica oggettistica volante non identificata; impressionata da piccola da film come “Ultimatum alla terra” (ancora oggi guardando l’aletta del condizionatore che si apre penso a "Klatuu Barada Nikto"). Ero appassionata dei libri di Peter Kolosimo, dell’archeologia spaziale, insomma agli alieni ci credevo, pensavo che potessero benissimo farsi un giretto ogni tanto per osservare questi terrestri cosa stessero combinando. Avevo una visione decisamente junghiana del fenomeno: rassicurante, immaginifica e quasi sostitutiva della religione.

Mi sono un po’ insospettita quando, caduto il Muro di Berlino, è caduto all’unisono anche l’interesse per gli UFO, almeno a livello mediatico.
E’ vero che gli anni '90 poi sono stati il decennio di Mulder e Scully e dello straordinario successo degli X-Files, ma era come se, finita la Guerra Fredda, fosse venuto meno il motivo principale di esistenza del fenomeno UFO e gli alieni dovessero venire confinati definitivamente nella fiction televisiva con un evento celebrativo in grande stile.

Gli UFO quindi come fenomeno politico e strumento di propaganda?
Gli UFO come prodotto di una gigantesca PSYOP, guerra psicologica? Le operazioni psicologiche militari (PSYOP) sono “l’insieme di prodotti e/o azioni che condizionano o rafforzano attitudini, opinioni ed emozioni di specifici target quali governi di Paesi stranieri, organizzazioni, gruppi o singoli individui al fine di indurli a comportarsi in modo tale da supportare gli obiettivi di politica nazionale statunitense”.

Ormai è assodato che tutta la fantascienza cinematografica d’invasione degli anni '50 nascondeva un significato politico propagandistico preciso, segnatamente anticomunista. Famoso il caso, tra gli altri, de “L’invasione degli ultracorpi”, riprodotto in successivi e sempre attualizzati remake.


Per far capire a chi non c’era quale fosse la potenza di suggestione mediatica degli UFO ai nostri tempi, ricordo che negli anni tra il 1950 e il 1990, tipicamente d’estate, avvenivano regolarmente le cosiddette “ondate di avvistamenti”. Per l’Italia gli anni di boom furono: 1950, 1954, 1962, 1973 e 1978. Proprio nel 1978, anno di uscita del film di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo” furono registrati alle cronache quasi 2000 avvistamenti. Psicosi collettiva? Suggestionabilità?
Quegli anni non furono per nulla tranquilli, politicamente. Tanto per fare un esempio, nel 1950 il presidente Truman annunciò il programma per lo sviluppo della bomba all’idrogeno, iniziò il maccartismo e dulcis in fundo scoppiò la guerra di Corea. Ogniqualvolta il clima si faceva pesante, gli UFO sembravano giungere a dar manforte, a distrarre e creare angoscia e stato d’allerta. Alla faccia di Jung e dei suoi rassicuranti archetipi.

Il fenomeno UFO quindi inizia e termina in parallelo con la Guerra Fredda. E’ possibile che sia stato creato a tavolino, come mito da dare in pasto ad un pubblico che non avrebbe poi dovuto chiedere conto dell’aumento esponenziale delle spese militari, ingiustificate perfino a fronte della minaccia sovietica?
Pensiamo alla mitica Area 51, per la quale ufficialmente si è favoleggiato di rottami alieni, autopsie di marziani e cospirazioni governative atte a nascondere l’esistenza degli extraterrestri. Ciò che di sicuro di sa dell’Area 51 e delle basi militari ad essa similari è che lì sono stati testati tutti i più celebri aerei sperimentali, dall’U-2 Dragon Lady, agli SR-71, Blackbird, F-117 Nighthawk e stealth. Miliardi di dollari spesi per conquistare un’egemonia imperiale sul mondo mentre degli alieni, quelli veri, diciamo la verità, non si è mai vista traccia concreta da nessuna parte. Nemmeno una cacchina lasciata dietro un cespuglio.

Kenneth Arnold, il primo avvistatore UFO mostra il suo "disco volante".
Molto simile ai futuri aerei militari del tipo stealth (qui un prototipo tedesco Horten anni 40).
Per un impero grande ci vuole una bugia grande. Se il rischio era la guerra atomica con la Russia, ci si poteva sempre imbottire di testate nucleari e pregare Iddio, ma nell'evenienza di un'invasione della Terra da parte di alieni ostili, piovuti dal cielo e dotati di una potenza di fuoco soverchiante, ci sarebbe voluto molto di più. Ad esempio un progetto di "guerre stellari". Nel timore dell'invasione aliena, dai cittadini americani sarebbe stata data altro che carta bianca, al Pentagono. Non è un caso che la serie televisiva con gli alieni più cattivi, "V visitors" una sorta di nazi-alieni rettiliani sterminatori, risalga agli anni 80, quelli del Reagan che invocava ogni giorno i fondi per gli scudi stellari.

Allora facciamola, questa ipotesi sconvolgente. L’avvistamento di Arnold e l’incidente di Roswell potrebbero essere stati i primi mattoni di una costruzione mitologica, di una gigantesca operazione di propaganda psicologica che è andata avanti per quarant’anni.
Per rendere la balla ancora più credibile, grazie ad un abile utilizzo del “dire e non dire” si fece credere che il governo volesse nascondere la “verità sugli alieni”. Ogni tanto si creavano le “ondate” per tenere vivo l’interesse sul fenomeno. Dopo diversi anni si fece perfino uscire un fantomatico documento segreto (Majestic 12), che avrebbe finalmente rivelato le omissioni governative sulla verità aliena. Un falso nel falso.

In fondo il meccanismo è semplice. La mente umana non si accontenta delle spiegazioni semplici (il famigerato rasoio di Occam) ma tende a costruire complicati schemi sulla realtà.
Quindi se io, per dei miei scopi precisi, voglio convincere qualcuno dell’esistenza degli alieni basta che mandi in TV tutti i giorni esperti che neghino la loro esistenza. Per reazione il pubblico si convincerà che non solo gli alieni esistono ma che quegli esperti sono pagati dal governo per negarne l’esistenza. Mentre invece è esattamente il contrario.

Ai giorni nostri di UFO non si parla più se non in qualche enclave di coraggiosi cultori e continuatori della mitologia. Gente che continua a credere nonostante tutto. Giapponesi nel deserto del New Mexico che ancora cercano l'alieno scampato allo schianto di Roswell.
Nel frattempo, il mito degli alieni, ossia del nemico invisibile ma onnipresente e onnipotente da combattere con qualunque spiegamento di forze, è stato sostituito dallo “scontro di civiltà”, dalla “guerra al terrorismo”, dal “nemico islamico”. In sostanza, l’anomalia di un impero onnipotente che deve pur tuttavia rendere conto democraticamente ai suoi cittadini dei suoi atti (almeno per ora), per continuare ad esistere ed armarsi all’infinito per raggiungere i suoi scopi deve inventarsi sempre un nuovo nemico da combattere.
Non è un caso, forse, che il momento mediatico di maggiore terrore che ha segnato l’inizio di questa guerra trentennale al terrorismo sia stato l’impatto di due aerei, due oggetti volanti sulle torri gemelle di New York. Una nuova Roswell, per il nuovo millennio?

sabato 19 luglio 2008

L'uomo che sussurrava ai cassonetti

Si sa, l'importante è crederci ma, per i soliti malfidati del C.I.C.A.B. (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni Berlusconiane): allora, è vero o non è vero che la monnezza è scomparsa da Napoli? Che il percolato si è miracolosamente solidificato e ridisciolto nell'ampolla?
Ditemelo voi, amici napoletani e dei dintorni, perchè della televisione che appartiene direttamente a San Gennaro non mi fido.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 13 giugno 2008

Oh extraterrestre, portali via!

Oggi pomeriggio apro il sito di Repubblica e, come lancio principale di agenzia compare il seguente titolo in rosso: "Il Discovery ha appena avvistato un UFO".
Capperi, quale notizia clamorosa devono coprire per tirare fuori questa vecchia ferraglia propagandistica? Oppure Roberto Giacobbo, con un abile colpo di mano, è diventato direttore di Repubblica e io non lo sapevo.
Poi la notizia dal sapore vintage si sgonfia come una bambola gonfiabile trascurata.
A quest'ora della sera ormai fanno i seriosi e hanno già cambiato tono: "Era un pezzo dello Shuttle, nessun UFO".
Diciamo che giocando sul termine "oggetto volante non identificato" che può voler dire qualunque cosa, ci hanno provato.
Una volta d'estate i giornali ci campavano con gli UFO e noi rimanevamo suggestionati e la notte scrutavamo il cielo. Poi Finardi ci fece una canzone e, visto che mi è tornata in mente grazie all'"avvistamento" odierno, vi propongo un giochino.
Chi vi augurereste stasera che venisse rapito dagli alieni affinchè possa rifarsi una verginità in un altro pianeta, se non è troppo disturbo anche in un altra galassia magari dall'altro capo dell'universo?

L'arbitro norvegese che ci ha negato un gol valido?
Donadoni, possibilimente con il blocco del Milan appresso?
Angelino Alfano che ci ha spiegato oggi quanto dobbiamo essere contenti per non avere più le intercettazioni così inopportune per i traffici della Casta? (Apro una parente: non era sufficiente proibirne la divulgazione non autorizzata visto che non si vuol far sapere al contadino quanto sono buone le veline con le puppe a pere? Impedire ai magistrati di ordinare le intercettazioni sa di coscienza sporca.)
Padre Georg, solo per vedere che faccia farebbe Ratzinger?
Guido Rossi che ha messo Donadoni alla Nazionale?
Calderoli che ha plaudito al NO dell'Irlanda al trattato di Lisbona, solo perchè essendo del Nord e amanti del verde, devono avere per forza ragione?
I telecronisti Guido Meda (motociclismo, Italia1) e Carlo Vanzini (F1, Sky) le cui voci rendono i gran premi un momento di grave inquinamento acustico?

Si accettano ulteriori candidature.

P.S. Finardi non l'ho trovato. In sostituzione accattatevi David Bowie, che è pure meglio.



OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

sabato 24 maggio 2008

Camicie stirate della rivoluzione

Qual'è l'emblema ultimo, l'oggetto simbolo dell'oppressione del sistema capitalistico?
Io non ho alcun dubbio: la camicia. Quella da uomo, di cotone, con i bottoncini, le tasche con i risvolti, le pieghe, le piegoline attorno ai polsi, ed altri bottoncini, possibilmente doppi o tripli, le stecche nel colletto.
La funzione oppressiva della camicia sulla classe lavoratrice si evidenzia nell'atto della sua stiratura.
Si favoleggia che esistano camicie "non stiro" ma sarà un caso, quelle dei miei uomini sono sempre del genere "prova a stirarmi a puntino se ne sei capace".

Abbiamo sbagliato, a suo tempo, noi ragazze a bruciare i reggiseni, non esisterà mai vera emancipazione femminile fintanto che esisterà la maledizione della camicia da stirare.
E i maschi single che ultimamente sono costretti a darsi da fare in casa, obtorto collo?
Parlate con loro e vi diranno che tutto sommato riescono a cucinare, a fare una lavatrice, a coltivare il basilico sul terrazzo, a passare il battitappeto ma stirare le camicie no, terribile, non è possibile, "quelle le porto da mamma".

Si, la camicia è uno strumento di oppressione borghese, per usare un termine da Maggio '68 (a proposito, qualcuno si è accorto che è il quarantesimo anniversario? Boh, staranno aspettando il 2009 per festeggiare il 69, inteso come posizione).
Mi sono sempre chiesta, en passant, come facciano gli uomini, oltre alla schiavitù della camicia, a tollerare la cravatta attorno al collo. Solo pensare di dover indossare qualcosa che ti strangola a me pare insopportabile.
Va bene che noi donne potremmo controbattere con il tacco a stiletto, le autoreggenti che se non sono siliconate te le ritrovi giù a gambaletto, il push-up con i ferretti. Insomma, la gara è dura ma non divaghiamo.

Per fare un poco di storia, la camicia per come la conosciamo, capo imprescindibile del guardaroba degli uomini e che contamina anche quello di noi donne, in versione magari peggiorata da ruches e volants, fu inventata, manco a farlo apposta, dagli inglesi, quelli stessi che mandavano i bambini di quattro anni in miniera, nel 1871.

Su Wikipedia c'è una curiosa osservazione. A parte le celeberrime camicie rosse di Garibaldi (portate su delle specie di jeans), molti movimenti fascisti storici si fecero rappresentare da una camicia colorata.
Dalle camicie nere della rivoluzione mussoliniana e dei fascisti inglesi, finlandesi e tedeschi, alle camicie brune delle SA naziste; quelle blu dei falangisti spagnoli e dei movimenti fascisti irlandesi e canadesi, della Solidarité Française e della Società delle Camicie Blu cinesi.
In Ungheria, Romania e Brasile il fascismo vestiva camicie verdi (ogni riferimento a Borghezio è puramente casuale), in Messico camicie dorate, negli Stati Uniti argentate e rosse in Turchia. Per non parlare dei "descamisados" peronisti che si presentavano appunto in camicia, senza giacca e cravatta.

Vuoi vedere che odiare le camicie potrebbe essere un segno inconscio di antifascismo?

Nei tardi anni sessanta, quelli del Sessantotto, appunto, e non a caso del femminismo militante, ci fu un momento in cui imperversarono i colletti alla cinese.
Era soprattutto nei film di fantascienza, quelli che prospettavano il futuro, che sparivano le camicie, sostituite da semplici maglioncini a collo alto.
Purtroppo la rivoluzione tessile del comandante Straker è finita con l'arrivo degli anni ottanta, trionfo di colletti bianchi che più bianchi non si può, di squali da Borsa in camicia Burberry's e di yuppies in preda all'edonismo Reaganiano.

Oggi, tra camicie verdi padane e le camicie scure del Berlusconi ultima maniera, talmente blu da sembrare nere, non si vede all'orizzonte qualcosa che possa eliminare definitivamente l'incubo kafkiano della casalinga e del single.

Chiunque stia progettando una rivoluzione ricordi che essa dovrà obbligatoriamente comportare l'abolizione della camicia. Questa volta non ci sono santi.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

giovedì 4 ottobre 2007

Il Mastella rapito dagli alieni

Non sono l’unica, a quanto pare, ad essere depressa e sfiduciata dalla politica. La mestizia che vedo e sento in giro non è attribuibile solo all’imminente ricorrenza dei Defunti.
Che Berlusconi berci in continuazione contro i comunisti ormai è rumore di fondo, ci abbiamo fatto l’abitudine, come alla faccia da polizia mortuaria di Schifani, le ovvietà di Bonaiuti, le autoreggenti al silicone e il capello rosso-ANAS della Brambilla. Sono cose che cominciano a fare perfino tenerezza. Il centrodestra, ora opposizione, è riconoscibile, scontato. E’ un classico come il loden, che non potrà mai essere che verde, tirolese e di lana pesante.
La cosa terribile è che rischia di risultare più rassicurante della sua controparte governativa che, continuamente squassata da diatribe, lacerazioni interne e scontri con la componente maggiormente di sinistra (non la definisco sinistra estrema perché mi verrebbe da ridere) e i cosiddetti moderati, trasmette un senso orribile di precarietà.
Già l’essere sul filo del rasoio esistenziale è condizione comune di quasi tutti noi ormai, quindi facciamo fatica a sentirci protetti da tale accozzaglia di condomini litigiosi. Il centrodestra se lo conosci lo eviti facilmente ma come la mettiamo con l’agitazione termica che ti provoca nella bocca dello stomaco e più in basso, nei coglioni, la continua manovra di disturbo portata da gente come, tanto per fare un esempio a caso, Mastella?

Questo disagio viscerale, paragonabile solo al gonfiore e cattivo umore della Marcuzzi prima di assumere Activia, non sembra avere mai fine.
Come combattere ad esempio, stremati come siamo, contro le continue trovate riformiste da supermarket, prendi tre candidati e paghi uno di Uolter “The Kid” Veltroni? Ora vuole intortare Veronica Lario e portarla nel PD. Io penso che se l’unico Berlusconi sulla faccia della terra si chiamasse Veronica saremmo molto fortunati ma l’idea mi sembra obiettivamente la cazzata del millennio e le cazzate stanno arrivando un po’ troppo di frequente negli ultimi tempi, rischiamo di non tenergli dietro e di rimanerne sommersi.
Non è per cattiveria ma, dato uno sguardo ai candidati del PD e rivolto un pensiero al futuro della sinistra, la tristezza ti attanaglia il cuore. Come pensano di riconquistare l’elettorato perduto? Non con le care e vecchie idee e iniziative dalla parte del popolo ma offrendo un posto da dirigente ad una ricchissima casalinga disperata, per giunta moglie del nemico pubblico numero uno. A furia di vedere buon cinema d’autore Veltroni sta sviluppando una pericolosa attrazione verso il genere trash. Si chiama effetto boomerang. La prossima volta Uolter, guai a te se fai una cosa di sinistra.

Come uscire da questa situazione dove cominci a chiederti dove stia veramente il peggio e dovendo scegliere tra i due hai la tentazione forte di tirare giù direttamente la torre?
Secondo me l’unica sarebbe una bella invasione aliena.
E’ il mio peggior incubo, che sogno anche la notte quando sono particolarmente stressata: piccoli e ostili omini grigi che arrivano dal cielo su macchine volanti per fare polpette surgelate, come quelle svedesi dell’IKEA, di noi terrestri. Tanto in fondo non ci meriteremmo altro.
Come sanno gli amici che come me hanno amato X-Files, l’appuntamento con la grande invasione è per il 2012 ma a questo punto, perché aspettare?

Il segnale d’inizio sarebbe la clamorosa sparizione da Ceppaloni di Clemente Mastella. Titoloni in prima pagina sulla misteriosa scomparsa in un raggio laser del leader dell’Udeur, preceduta da inquietanti luci notturne e avvistamenti UFO in tutta la Campania. Il TG2 attribuirebbe il rapimento agli zingari ma sugli UFO non saprebbe dare spiegazioni, visto che i rumeni non paiono avere una tecnologia tanto avanzata.
A seguire, la deportazione di Fini, Storace e La Russa su Marte. Berlusconi tenterebbe di rifugiarsi in qualche paradiso fiscale ma contro gli alieni che leggono il pensiero non c’è partita. Anche lui in un CPT a Cydonia.
La comparsa una sera, al posto di Porta a Porta, del monoscopio, sarebbe il segnale dell’inizio dell’invasione. Non rimarrebbe che chiuderci in cantina e sperare che gli alieni se la prendano solo con i politici.
Nell’infuriare della battaglia e privati dei preziosi mezzi di comunicazione di massa non potremmo venire a conoscenza della distruzione alla Independence Day dei palazzi della politica, dell’utilizzo di Bossi e della Bindi per orribili esperimenti di ibridazione aliena e infine della ritirata alla “si salvi chi può” degli extraterrestri.
Come racconteremo ai nostri nipoti, fu proprio una polpetta di Mastella a causare i primi disturbi in un povero alieno. Poi l’epidemia e la morìa. I politici italiani erano talmente indigesti che riuscirono involontariamente a salvare la Terra. Come i batteri de “La Guerra dei Mondi”.

martedì 3 luglio 2007

UFO, chi era costui?

In questo post farò straordinarie affermazioni, rivelando quale, secondo me, è la verità ultima sugli UFO. Fico no? Lo spunto me lo danno due anniversari che ricorrono in questi giorni: il primo avvistamento ufficiale di dischi volanti, avvenuto il 24 giugno del 1947 da parte dell’uomo d’affari Kenneth Arnold e soprattutto quello che è passato alla mitologia come l’incidente di Roswell, il supposto schianto di un velivolo alieno sulla cittadina del Nuovo Mexico, avvenuto all’inizio di luglio di quello stesso anno.
Sessant’anni di storie appassionanti su alieni (buoni o cattivi a seconda del clima politico concomitante), dischi volanti, rapimenti, minacce spaziali, che però ultimamente, con l’inizio del nuovo millennio, sembrano essere passate di moda tutte in un botto. C’è un motivo? Secondo me si.

Come tutti i quarantenni e oltre, sono cresciuta con il mito di questa simpatica oggettistica volante non identificata; uno dei film che mi faceva più impressione da piccola era “Ultimatum alla terra” (ancora oggi guardando l’aletta del condizionatore che si apre penso a "Klatuu Barada Nikto"). Ero appassionata dei libri di Peter Kolosimo, dell’archeologia spaziale, insomma agli alieni ci credevo, pensavo che potessero benissimo farsi un giretto ogni tanto per guardare ‘sti fetenti di terrestri cosa stessero combinando. Avevo una visione decisamente junghiana del fenomeno, rassicurante, immaginifica e quasi sostitutiva della religione.

Mi sono un po’ insospettita quando, caduto il Muro di Berlino, è caduto all’unisono anche l’interesse per gli UFO, almeno a livello mediatico di massa.
E’ vero che gli anni 90 poi sono stati il decennio di Mulder, Scully e dello straordinario successo degli X-Files, ma è come se, finita la Guerra Fredda, fosse venuto meno il motivo principale di esistenza del fenomeno UFO. Gli UFO come fenomeno politico e strumento di propaganda? Uhm, può darsi.Ormai è assodato che tutta la fantascienza cinematografica d’invasione degli anni 50 nascondeva un significato propagandistico preciso, segnatamente anticomunista. Famoso il caso de “L’invasione degli ultracorpi”.

Gli UFO come prodotto di una gigantesca PSYOP, guerra psicologica? Le operazioni psicologiche militari (PSYOP), secondo gli americani, sono “l’insieme di prodotti e/o azioni che condizionano o rafforzano attitudini, opinioni ed emozioni di specifici target quali governi di Paesi stranieri, organizzazioni, gruppi o singoli individui al fine di indurli a comportarsi in modo tale da supportare gli obiettivi di politica nazionale statunitense”.

Per far capire a chi non c’era qual era la potenza di suggestione mediatica degli UFO ai nostri tempi, ricordo che negli anni tra il 1950 e il 1990, tipicamente d’estate, avvenivano periodicamente le cosiddette “ondate di avvistamenti”. Per l’Italia gli anni di boom furono: 1950, 1954, 1962, 1973 e 1978. Proprio nel 1978, anno di uscita del film di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo” furono registrati alle cronache quasi 2000 avvistamenti. Psicosi collettiva? Suggestionabilità?
Quegli anni non furono per nulla tranquilli, politicamente. Tanto per fare un esempio, nel 1950 il presidente Truman annunciò il programma per lo sviluppo della bomba all’idrogeno, iniziò il maccartismo e dulcis in fundo scoppiò la guerra di Corea. Ogniqualvolta il clima si faceva pesante, gli UFO sembravano giungere a dar manforte, a distrarre e creare angoscia e stato d’allerta. Alla faccia di Jung e dei suoi rassicuranti archetipi.

Il fenomeno UFO quindi inizia e termina in parallelo con la Guerra Fredda. E’ possibile che sia stato creato a tavolino, come mito da dare in pasto ad un pubblico che non doveva poi chiedere conto dell’aumento esponenziale delle spese militari, ingiustificate anche a fronte della minaccia sovietica? Se il rischio era un'invasione della Terra da parte di alieni ostili, al Pentagono sarebbe stata data altro che carta bianca, dai cittadini americani.

Pensiamo alla mitica Area 51, per la quale ufficialmente si è favoleggiato di rottami alieni, autopsie di marziani e cospirazioni governative atte a nascondere alla popolazione l’esistenza degli extraterrestri. Ciò che di sicuro si sa dell’Area 51 e delle basi militari ad essa similari è che lì sono stati testati tutti i più celebri aerei sperimentali, dall’U-2 Dragon Lady, agli SR-71, Blackbird, F-117 Nighthawk e Stealth. Milioni e milioni di dollari spesi per conquistare un’egemonia imperiale sul mondo mentre degli alieni, diciamo la verità, non si è mai vista traccia concreta da nessuna parte. Nemmeno una cacchina dietro un cespuglio.

Allora facciamola, questa ipotesi sconvolgente. L’avvistamento di Arnold e l’incidente di Roswell potrebbero essere stati i primi mattoni di una costruzione mitologica, di una gigantesca operazione di propaganda psicologica che è andata avanti per quarant’anni.
Per rendere la balla ancora più credibile, grazie ad un abile utilizzo del “dire e non dire” si fece credere che il governo volesse nascondere la “verità sugli alieni”. Ogni tanto si creavano le “ondate” per tenere vivo l’interesse sul fenomeno. Dopo diversi anni si fece perfino uscire un fantomatico documento segreto (Majestic 12), che avrebbe finalmente rivelato le omissioni governative sulla verità aliena. Un falso nel falso.

In fondo il meccanismo è semplice. La mente umana non si accontenta delle spiegazioni semplici (il famigerato rasoio di Occam) ma tende a costruire complicati schemi sulla realtà.
Quindi se io, per dei miei scopi precisi, voglio convincere qualcuno dell’esistenza degli alieni basta che mandi tutti i giorni in televisione esperti che neghino la loro esistenza. Per reazione il pubblico si convincerà che non solo gli alieni esistono ma che quegli esperti sono pagati dal governo per negarne l’esistenza. Mentre invece è esattamente il contrario.

Oggi il mito degli alieni, ossia del nemico invisibile ma onnipresente e onnipotente da combattere con qualunque spiegamento di forze, è stato sostituito dallo “scontro di civiltà”, dalla “guerra al terrorismo”, dal “nemico islamico”. In sostanza, l’anomalia di un impero onnipotente che deve pur tuttavia rendere conto democraticamente ai suoi cittadini dei suoi atti (almeno per ora), per continuare ad esistere ed armarsi all’infinito per raggiungere i suoi scopi deve inventarsi sempre un nuovo nemico da combattere.
Non è un caso, forse, che il momento mediatico di maggiore terrore che ha segnato l’inizio di questa guerra trentennale al terrorismo sia stato l’impatto di due aerei, due oggetti volanti sulle torri gemelle di New York. Una nuova Roswell, per il nuovo millennio?

venerdì 20 aprile 2007

E forza aliene

Revocato lo sciopero di Repubblica. Non potevano perdersi questa foto, che ha già fatto il giro del mondo, rubata durante una sosta ad uno SpazioGrill del lungo viaggio di Silvio Berlusconi verso il Pianeta della Libertà.
Mentre lo staff del Cavaliere denuncia la violazione della privacy, la signora Veronica ha commentato, scuotendo mestamente il capo: "Pure le aliene, adesso."

Nel servizio esclusivo che sarà pubblicato dal settimanale "Domani" in edicola sabato, una delle giovani aliene ritratte con l'ex presidente del consiglio però rivela:
"E' stato Berlusconi a chiederci di posare con lui. "Anzi", continua la procace "grigia", "ha proprio insistito, non mi rovinate, diceva".

Raggiunto dai giornalisti, Fabrizio Corona ha detto: "Non guardate me, non sono stato io, sto a San Vittore."

***
Avete ascoltato: cosa non si fa per cercare di non pensare a ciò che è accaduto oggi... Chiamiamolo cazzeggio terapeutico.

giovedì 19 aprile 2007

Sette giorni senza quotidiano e non sentirli

Il CdR di Repubblica ha proclamato uno sciopero di 7-giorni-7 e qui trovate le motivazioni dell’agitazione.
Ormai siamo abituati agli scioperi fiume nella carta stampata, anche se questo è da record. Penso solo cosa succederebbe se qualunque altra categoria osasse incrociare le braccia per così tanto tempo. I ragazzini ci metterebbero subito la firma e si giocherebbero volentieri il cellulare per sette giorni di sciopero della scuola ma immaginiamoci noi adulti sette giorni senza benzina, o senza pane, o tabacchi.

Verrebbe da chiedersi: ma è un grave disagio anche quando scioperano i giornali? A parte il fastidio di vedere sempre la stessa homepage sul sito del quotidiano online, non mi pare.
L’unica cosa spiacevole, qualora scioperassero tutti i giornali e i telegiornali assieme per sette giorni, sarebbe la perdita della copertura di notizie importanti. Pensate se, proprio in quei sette giorni, accadessero fatti di enorme importanza storica.

Lunedì - Con decisione unilaterale, il primo ministro Olmert ha annunciato che Israele si ritirerà da tutti i territori occupati, con decorrenza immediata, e che sono già stati presi accordi con la controparte per la immediata creazione di uno stato palestinese.
Da Mosca giunge la clamorosa notizia del blitz e del rapimento di Vladimir Putin da parte di guerriglieri ceceni. Non è stato ancora chiesto alcun riscatto. La capitale russa in stato d’assedio.

Martedì - Ad un commissariato di New York si è presentato un uomo alto, emaciato, dall’apparenza mediorientale, che ha chiesto di costituirsi. Poco dopo, nello stupore generale, l’individuo è stato identificato come Osama Bin Laden, di nazionalità saudita.
Mike Buongiorno confessa in tv da Vespa: ero una spia della CIA fin dal dopoguerra. Passavo le risposte del Rischiatutto a Giuliano Ferrara.

Mercoledì - Il presidente della neo-repubblica di Palestina si è insediato ed ha immediatamente chiesto un colloquio con la controparte israeliana per la firma di un trattato di pace.
Giunta la richiesta per il riscatto del rapimento Putin. I ceceni accettano uno scambio tra il presidente russo e Silvio Berlusconi. Bonaiuti dichiara: non se ne parla nemmeno. Emilio Fede si offre al posto di Berlusconi.

Giovedì - Annamaria Franzoni ha confessato di aver ucciso Samuele in un momento di follia. “E’ vero, sono stata io, non posso più andare avanti con questa commedia”. Bruno Vespa, in una conferenza stampa annuncia la chiusura immediata di “Porta a Porta” per carenza di argomenti e il suo ritiro nell’Eremo di Camaldoli. Silvio Berlusconi da alcune ore è irreperibile. Preoccupazione in casa Bondi.

Venerdì - Nella città-stato di Gerusalemme, alla presenza dei capi di stato di tutto il mondo e di Sua Santità Benedetto XVI, storica firma del trattato di pace tra Israele e la repubblica di Palestina.
Annunciata la prossima liberazione di Vladimir Putin.

Sabato - Colpo di stato a Washington, arrestato il presidente americano Bush e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Una giunta militare ha preso il potere ed ha annunciato l’immediato ritiro di tutte le truppe americane dai teatri di guerra mondiali. In serata il generale Rogers, presidente ad interim degli Stati Uniti, leggerà alla nazione un documento che prova inconfutabilmente le responsabilità del governo Bush nell’ideazione dell’attentato dell’11 settembre. Stupore ed incredulità in tutto il paese.

Domenica - Un enorme disco volante si è posato fin dalle prime luci dell’alba su piazza S. Pietro. Immediatamente allertati sia la protezione civile, sia le forze armate e la NATO. Una squadriglia di F16 sorvola la città eterna.
Verso le 8 del mattino, dall’astronave sono scesi alcuni ominidi che, in perfetto italiano, hanno rivolto un monito all’umanità affinché cessino le guerre.
Gli extraterresti poi hanno chiesto di poter consegnare personalmente un messaggio importante per il presidente del consiglio Prodi. Accompagnato dal sindaco di Roma Veltroni e dal ministro degli esteri D’Alema, Prodi ha incontrato gli alieni.
Pare che il messaggio consegnato dagli extraterrestri contenesse solo alcune laconiche parole: “E il conflitto di interessi?”
Liberato Putin, già in viaggio per Roma, dove incontrerà la delegazione aliena. Il capo degli extraterresti visto nei pressi di Palazzo Grazioli. A mezzanotte meno un minuto, con un comunicato letto da Chicchitto, il presidente Berlusconi annuncia la sua partenza per il pianeta HJT67, già ribattezzato “Il pianeta della Libertà”. “Ho bisogno di cambiare, di staccare dalla politica, di ritornare ad essere ciò che sono, un grande imprenditore. E in quel pianeta c’è un mucchio di figa, pardon, di possibilità di sviluppo. Anche l’amico Vladimir viene con me, è entusiasta. Stiamo convincendo quei generali sovversivi americani a lasciare che George venga con noi.

Sono le prime luci dell’alba a Roma e nel resto del mondo, in questo lunedì. Gli alieni sono ripartiti con la delegazione di ospiti terrestri: Vladimir, Silvio e George. Per tutta la notte sono proseguiti i caroselli di auto strombazzanti e la gente non accenna ancora a cessare i festeggiamenti e le libagioni. Ci volevano gli alieni per risolvere il conflitto di interessi.
E’ un nuovo giorno per l’umanità.

P.S. Ovviamente si fa per scherzare. Nemmeno gli alieni riuscirebbero a convincere Prodi a fare la legge per il conflitto di interessi.
Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è affatto casuale.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...