martedì 13 maggio 2014

Compagni di prebende

Hanno voglia i bimbiminkia renziani a dire nei salotti bene della propaganda televisiva: "Ma io non li conosco, mai visti, all'epoca stavo tra i semidivezzi o, al massimo, mi schiacciavo i brufoli". Gli anni '90 erano anche quelli di "X Files" e forse Mulder e Scully potrebbero spiegare come mai Primo Greganti, ma non solo, anche il conto Idea, per tacer di altri bei personaggini già noti alle questure, risultano vent'anni dopo ancora iscritti al Partito Democratico, che non è più il PCI ma una cosa diversa, come tengono a precisare i compagni.
"Ah, fosse per me, Greganti l'avrei perfino espulso, guardi!" diceva sdegnata la Bonafé ieri sera da Formigli, commentando la sospensione a divinis del Compagno G. Lo dice, poi però non riesce a fare il salto quantico e a chiedersi: "Già, perché stavano ancora lì a fare la campagna per Chiamparino?" Niente meccanica quantistica neppure per il giornalista che, a proposito, avendo di fronte Di Caterina, è riuscito a non fargli la domandina sulla Milano-Serravalle, giusto per curiosità.

A proposito, sulle nuove inchieste Expo & C. la migliore comunque l'ha detta Bersani, come al solito: "Le indagini vanno fatte, ma questo polverone rischia di danneggiare il Pd alle elezioni”. Ma quanto ci dispiace! Eh, lo sappiamo che alle europee vi giocate tutto quello che vi siete venduti, dall'anima vostra e delli mejo, agli orifizi dei vostri elettori e, per proprietà transitiva, di quelli di tutti noi italiani. Il motto del PD non è forse diventato "E quando ci ricapita"? 
La madonnina in rosso con poppe non ha forse detto in un fuorionda, lo racconta il "Fatto" su spiata di un cinquestelle, che "siamo una democrazia matura e possiamo anche pensare che un solo partito possa governare il Paese”? Matura nel senso di fracica, di prossima alla putrefazione, s'intende. Si narra che Cuperlo, l'esponente della sinistra che su Twitter ha un fake più a sinistra di lui, sia rimasto inorridito dalla sfacciataggine della dama del Palio nel rivendicare la grande ambizione del partito democratico, e cioè quella del Ein Partei, ein Reich, visto che il Fuhrerino lo hanno già trovato. 

Ecco perché Bersani, che ha buon fiuto ed è uomo di mondo, si preoccupa della riapparizione all'orizzonte, come un Django che trascina la sua cassa da morto, di Primo Greganti, colui che imparammo a conoscere all'epoca di Tangentopoli come Compagno G, l'unica mela marcia in bocca al serpentone metamorfico, allora ancora PCI e prima della muta nelle successive pellacce.
Ricordate come finì quella stagione, con DC e PSI annientati dalle inchieste di Mani Pulite, la nascita di Fozza Itaia e il PCI passato indenne dalle forche caudine con l'unica perdita registrata in colui "de quei che parlen no".
Perché fu salvato il bottegone e si fece finta che il PCI fosse l'unico partito onesto sì da traghettarlo nella seconda repubblica? Ora cominciamo a capirlo. Per illudere gli italiani che esistessero ancora la politica e le sue categorie ideologiche e che le classi subalterne fossero ancora rappresentate politicamente; per tenerli impegnati con lo spettacolino dell'antiberlusconismo rituale, del finto bipartitismo conflittuale propedeutico all'avvento del partito unico che, per abilità della sinistra vendutasi astutamente a chi contava, ovvero all'élite, e per manifesta inferiorità personale di Berlusconi, viene oggi identificato nel Partitodemocratico.
Quindi hanno ragione i piddini ad essere euforici al pensiero di un trionfo finale e a temere che qualcosa possa impedirlo, magari Giuseppe Grillo da Genova? Direi proprio di no.

La riapparizione di Greganti, come il nuovo passaggio di una cometa infausta dal ciclo ventennale, è segno che la finzione del sistema politico all'anglosassone sta venendo meno, ma non perché gli italiani si stanno accorgendo della commedia - magari!, ma perché non serve più a chi l'ha messa in scena. Potremmo essere al redde rationem, poveri piddini.
I poteri finanziari e multinazionali che costituiscono l'élite stanno sostituendo uno ad uno nei posti chiave i politici con i loro famigli che nulla hanno a che fare, non solo con la politica ma purtroppo con la democrazia.
Il centro del potere è sovranazionale, rappresentato in Europa dal sarcofago vuoto dell'Unione Europea che non è il sogno lucido di Ventotene ma un campionato ad armi impari tra paesi di serie A e paesi di serie B. La legiferazione e il governo della res pubblica di questi ultimi sono affidati ai trattati capestro sovranazionali che parlamenti sempre meno rappresentativi della volontà popolare approvano senza discutere. I loro governi vengono cambiati, sempre attraverso ukase esterni, con la stessa disinvoltura con la quale Madame Lagarde si cambia d'abito. Il prossimo step sarà la dichiarazione di esubero con successivo licenziamento in blocco della classe politica dei paesi satellite, con il definitivo asservimento di questi ultimi, se non accade un miracolo.

In Italia, paese retrocesso nella serie cadetta già dagli anni novanta delle prime privatizzazioni del presunto amico Mario Draghi, ora a guardia della Banca Centrale, per demolire il sistema democratico si è cominciato con lo smantellamento del centrodestra: PDL e Lega. Puttane minorenni e diamanti, delfini ribelli e cavalli golosi. Berlusconi eliminato con uno di quei bei regolamenti di conti all'interno dell'élite di cui l'affaire Strauss-Kahn è stato buon esempio.
Ciò che è accaduto nel 2011 è sempre più chiaro.  Ogni giorno ormai escono nuovi resoconti di quei famigerati negoziati di Cannes, quando il nostro destino venne deciso a tavolino tra Francia, Germania e Stati Uniti in una trattativa che non era più solo economica ma bellica. Una guerra alla quale ancora non ci rendiamo conto di partecipare e che è iniziata con l'instaurazione dei vari governi fantoccio Monti-Letta-Renzi. Loro vogliono andare a battere i pugni sul tavolo ma leggetevi come la Merkel, piangendo come una bimba e battendo i piedini per terra, ottenne le lacrime di sangue degli italiani.

Eliminato Berlusconi, l'uomo più famoso d'Italia lasciato al beffardo destino di passare il tempo con anziani non in grado più di riconoscerlo (come ha notato argutamente Carlo Freccero), la cavalcata del PD verso il potere assoluto sembrava arrivata all'ultimo gioioso giro di campo nello stadio della vittoria. Invece appare Grillo con il tutti a casa e le scatolette di tonno. Da italiani sempre bendisposti e fatalmente ottimisti ci siamo illusi che fosse veramente qualcosa di nuovo ma le elezioni europee stanno facendo emergere tutta la sua ambiguità. Del resto ce lo ricorda lui stesso: "Se non ci fossimo noi ci sarebbe Alba Dorata". Sembra "la nonna sta uscendo sul terrazzo", un bel messaggio in codice. Il ruolo del movimento è stato forse quello di sparigliare le carte, di allungare ancora per un po' il brodo della democrazia e l'illusione dello scontro tra opposte fazioni? Ha avuto sicuramente il merito di mandare in Parlamento tanti bimbi impertinenti e magari in ottima fede a gridare che il re è nudo ma ora, difendendo l'euro e quindi la dittatura dell'élite, ma partecipando al tempo stesso al gioco mediatico di far credere di opporvisi, cosa dobbiamo pensare?

Torniamo ai nostri poveri piddini. Riusciranno i loro eroi a farcela anche stavolta a salvare le chiappe e a traghettare i Compagni G, i conti gabbietta, le coop, le banche, le partecipate, i bimbiminkia e tutto il piddinume incrostatosi nei gangli del potere locale a suon di prebende? Loro, distratti dalla madonna popputa si illudono di sì ma forse bisognerebbe chiedere ai bookmakers inglesi a quanto danno la sopravvivenza di quel partito nelle scommesse ai tavoli dei pub. Una Tangentopoli 2 monografica tutta dedicata al serpentone potrebbe spazzare via ciò che era sopravvissuto riuscendo a passare tra una monetina e l'altra fuori dall'Hotel Raphael.
Mi sa che stavolta la fregatura se la siano presa dandosi come leader il Renzi, che quando si definiva rottamatore mandava il messaggio in codice anche lui, come Grillo. Lo mandava alla finanza predona che gli sorregge amorevolmente le terga e che gli ha già probabilmente assicurato una serena vecchiaia quando la democrazia passerà di moda ma potrebbe anche gettarlo via come un kleenex usato alla prima occasione se dovesse dimostrare di non capire chi comanda veramente e gli venisse in mente di voler salvare qualcuno dal bottegone che crolla.

Sarebbe bello poter osservare, sorseggiando una birretta fresca sotto un palmizio, il tremendo risveglio del piddino (nel senso più onnicomprensivo del termine) dal sogno dell'appartenere al partito degli onesti e dei seri e scorgere il terrore nei suoi occhi prima che affondi nelle sabbie mobili della storia ma purtroppo il crollo del PD, rappresentando l'ultimo baluardo del sistema partitico, potrebbe coincidere con la fine del sistema democratico.
Se fosse solo per il PD, che si fottesse, ma l'unica tenue speranza che ci rimane per salvare la democrazia è costruire una resistenza contro il progetto reazionario che si nasconde dietro la retorica europea. Appoggiare chiunque vi si opponga, a cominciare da chi si batte contro la moneta unica, anche se magari non ci piace il suo colore. L'importante è creare un gruppo, una compagnia dell'anello eterogenea ma guidata da uno scopo comune, che possa costringere l'élite, seppure nel teatrino di cartapesta di Bruxelles, ad ascoltare le voci non di classi ma di popoli interi che sono sottoposti ad una minaccia di guerra permanente dove l'approdo è solo la povertà e la schiavitù. Dobbiamo farlo in tutta Europa, dobbiamo unire le forze. Non votare alle europee o votare i collaborazionisti significa solo il suicidio.




sabato 10 maggio 2014

Qui una volta era tutta domanda


Se volete la percezione diretta della peggior distruzione di ricchezza dai tempi di guerra e del crollo della domanda interna di un paese, andate per strada e contate i negozi chiusi della vostra città. Io l'ho fatto compiendo il solito tragitto che faccio tutti i giorni da casa al lavoro e ne ho contati almeno una quindicina, percorrendo solo un paio del corsi principali del centro.
Visto che qualche anima bella sostiene che la chiusura dei "negozietti" dei centri storici è dovuta all'avanzata inesorabile del progresso incarnato dalla grande distribuzione figlia della globalizzazione e quasi sta loro bene, ai bottegai, mi sono spinta fino ad un vicino centro commerciale che, porello, sarà nato disgraziato, nonostante sia costato 50 milioni di euro, ma ha già fatto strage di negozi. 
Le immagini che ho scattato nel pomeriggio di un sabato primaverile da cani parlano da sole. Non è la tristezza dei negozi sfitti e abbandonati, delle saracinesche abbassate, e neppure a Cinaaa, perché pure i cinesi aprono e chiudono. E' soprattutto la mancanza dei compratori, il deserto delle vie dello shopping, l'atmosfera da post-catastrofe. Che cosa offri se non c'è domanda?


Post scriptum: il nostro piangere fa male al sindaco (nonostante il balsamo dell'IMU). 

"Il 24 aprile è stata emanata un’ordinanza firmata dal sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi avente per oggetto: “Decoro vetrine dei locali destinati ad attività commerciali e servizi non utilizzati affacciati sulle strade”. Sono vari i motivi per i quali il primo cittadino manfredo ha emesso tale ordinanza che sostanzialmente “ordina” a chi possiede locali commerciali e di servizio sfitti o non utilizzati al piano terra degli immobiii affacciati sulla strada del territorio comunale di tenere pulito. La sanzione pecuniaria per gli inadempienti andrà da Euro 25,00 ad Euro 500,00. È ammesso il pagamento in misura ridotta di Euro 50,00." (fonte)

venerdì 9 maggio 2014

A volte confessano 2 - Timeo Tsipras et dona ferentes


Ultimamente nei programmi di approfondimento politico sembra di stare su Crime+Investigation nel programma "Terzo Grado" con quei cazzutissimi investigatori americani che riescono a far confessare il più incallito dei serial killer. Lì è fiction ma da noi è tutto vero, confessano spontaneamente, con un candore invidiabile e la goduria nostra è autentica.
Dopo la confessione dell'omina verde Keller sul vero scopo pro-tedesco dell'euro, avvenuta a Ballarò, ecco un'altra chicca ripescata dalla Grande Memoria che non perdona. 
Se vi eravate chiesti quale fosse lo scopo della Lista Tsipras, sulla quale si è buttato a pesce il meglio intellettualume che aveva detto agli amici di volersi distinguere dai troppo ruspanti e poco de sinistra piddini, Guido Viale, candidato per la suddetta lista, rivela che lo scopo dell'operazione Ventotene 2.0 non è altro che quella di sottrarre voti all'euroscetticismo.  E' insomma quello che quando lo fa la destra si chiama lista civetta. Oltre alla prova televisiva ve lo sbobino pure:

"E' vero, la lista Tsipras nasce anche per sottrarre voti alle liste antieuropeiste che pensano che si possa risolvere i problemi della crisi con il ritorno alla lira e il recupero della sovranità nazionale in economia. Nel mondo globalizzato questa cosa è impossibile."

Non che la Spinelli's List facesse più paura di Ingroia ma almeno è definitivamente chiarito che, per l'ordoliberismo, i sinistri post-sessantottini sono come i diamanti per le ragazze. The best friends.

Link al video, non dovesse funzionare.

mercoledì 7 maggio 2014

A volte confessano


Ieri sera ho guardato l'immondo Ballarò dell'Uomo che ride, che di solito evito, solo per vedere Tsipras, immaginando che questo nerboruto acheo avrebbe fatto strame della marmaglia piddina al grido di "Questa è Spartaaaa!"

Macché, lo hanno schiaffato con il Partenone sullo sfondo per farci capire che parlava dalla Grecia, se no non ci saremmo mai arrivati, gli hanno dato un simultaneista che invece del greco probabilmente gli si rivolgeva in bergamasco antico, visto che non capiva le domande; è riuscito solo un attimo a dare l'impressione di essere contro l'austerità ed a quel punto Floris, credendo che fosse anche contro l'euro (lo rassicuriamo, l'acheo è dei loro), gli ha immediatamente tolto la parola passandola ad altre ben più autorevoli personalità politiche come la Bonafé. Un trattamento demmerda che il povero Alexis non si meritava, dopotutto. Già la Spinelli è un pain in the ass, figuriamoci il resto della combriccola della sinistra italiana che è costretto ultimamente a frequentare. Son cose brutte.

Sbrigata la pratica greca si è giunti a parlare di euroexit (grazie a Francesca Donato) e qui è accaduto 'o miracolo. La deputata verde tedesca Ska Keller, Ska come un genere musicale famoso negli anni '80, alla domanda sulle conseguenze dell'uscita dall'euro ha detto, papale papale, che rinunciando all'euro in Germania si perderebbero moltissimi posti di lavoro nel settore dell'export, perché nessuno più comprerebbe i prodotti tedeschi diventati carissimi. Quod erat demonstrandum.
Oh, benedetta ragazza, da quant'è che noi lo diciamo, venendo regolarmente derisi dalla marmaglia, che la nostra classe dirigente fa gli interessi della Germania e non dell'Italia. Meno male che è arrivata l'omina verde a dirlo in TV su TelePUDE. Floris l'ha zittita prontamente à la Tsipras con la scusa dei tanti ospiti ma ormai l'omelette era fatta ed avevano tutti sentito.
Ribadisco il concetto: uscendo dall'euro la Germania è fottuta, c'est foutu, ist alles futsch, it is fucked up. Ormai è cassazione.
One step beyond!


martedì 6 maggio 2014

L'Ucraina e il nazionalismo della serva


Guardare questo video sarà utile a farvi capire perché gli argomenti di ieri sera nei TG e nell'immondizia dei talk show di finta sinistra erano Grillo che urla, Matte' 'o Renzi, Genny 'a Carogna e le sue magliette, Matte' 'o Renzi, Piero 'o Ditomedio - Fassino che, lo ricordo, è l'italiano candidato a guidare il semestre europeo, assieme a D'Alema e Letta - Matte' 'o Renzi, il calcio come oppio del popolo, Matte' 'o Renzi, l'antiberlusconismo rituale e tutti i vari ed eventuali altri percolati che il vostro televisore possa aver spurgato nel corso della serata. 
Distrarre, distrarre, creare falsi problemi e riempire le ore di nulla per occultare notizie che potrebbero disturbare i piani di conquista legati all'esito delle prossime elezioni europee. 

Come ci evince dal filmato, l'Ucraina è in mano ai nazifascisti eredi dei collaborazionisti del Terzo Reich della seconda guerra mondiale e non c'è da meravigliarsene. L'impero occidentale tradizionalmente si serve dei peggio reazionari che riesce a trovare nei paesi target. 
L'importante per i media è non far capire cosa succede in quel paese sull'orlo della guerra civile e dove già accadono massacri come quello di venerdì scorso ad Odessa, perché questi "che vengono ammazzati perché vogliono venire in Europa" (Goebbels rules) sono ultranazionalisti e il messaggio che invece i servi prezzolati ci trasmettono in ogni modo è internazionalismo, internazionalismo, aprire le frontiere, condividere lo stile di vita del migrante. Migrante che viene creato portando in casa sua la guerra civile fomentata dai signori della guerra imperiale. Guerra e shock economy come facce della stessa medaglia. 
Nascondere soprattutto, come dicevamo, la contraddizione tra nazionalismo buono, quello che serve (a loro) e nazionalismo cattivo, quello dei popoli europei che si rifiutano di perdere la loro identità e sovranità in nome di questo capitalismo assoluto di merda che riesuma il fascismo dalla tomba grazie all'utile opera dei becchini della sinistra.

Guardate, e inorridite.

Ci sono altre testimonianze ed altri video qui. Direttori dei giornali e cinegiornali luce italiani, vergognatevi per non avere il coraggio di pubblicare queste atrocità sui vostri fogliacci e tg. Siete complici.


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