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martedì 11 novembre 2014

Il nuovo palinsesto televisivo



Fissare il centro dello schermo e ripetere: riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme.



And good luck.


lunedì 20 ottobre 2014

Warning: graphic images!




C'è bisogno di tradurvele o le didascalie le capite da soli? Va bene, proprio perché siete voi.
Tutti i dati si riferiscono al periodo 2008-2013 e le fonti sono l'Istituto greco di statistica, la Banca di Grecia e l'Eurostat.

La prima immagine spaventosa è quella che si riferisce all'andamento degli indicatori economici greci: export, PIL, costo del lavoro, depositi, vendite al dettaglio, produzione industriale ed investimenti. In medicina ci troveremmo di fronte ad una morte clinica ed al suono agghiacciante "piiiiii!" dell'elettroencefalogramma piatto. 

Stesso discorso per la seconda immagine, quella relativa agli standard di vita della popolazione:
salari, welfare, impiego, consumi, reddito e PIL nominale. Un bel grafico da tatuare in fronte a Mario Monti, che dite? Affinché possa ricordare il più grande successo dell'euro.


Infine, terza ed ultima immagine, la pistola fumante del "semo tutti 'na grande famija europea" dedicata a chi preferisce farsi guidare da una tedesca. Invece di "Centro contro Periferia" si potrebbe anche chiamare "Zia Ricca vs. Parenti Poveri". Il concetto è quello.
La Grecia è quella linea gialla che sprofonda a vantaggio del Lussemburgo (ovvero di Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia). Prima il Nord. Platone e Aristotele sacrificati sull'altare di un granducato del cazzo. Se non fosse una tragedia greca, sarebbe un'operetta.

ringrazio @Nicholas___D per averle pubblicate su Twitter.


E se siete invece meno iconici e più linguistici, ecco un bel riassuntino della tragedia greca, altrettanto terrificante.



venerdì 23 maggio 2014

Un voto contro il "grande spazio" nazista


L'euro è la continuazione del nazismo con altri metodi. Senza avere presente questo concetto fondamentale non si può dire di aver capito cosa implichino queste elezioni europee, dal valore più politico di quanto si possa immaginare, altrimenti gli adepti di Bischerology, la grande setta collaborazionista, non si agiterebbero tanto.

Sento già i barriti: "Nazismo???? Ma cosa dici????"
Eppure è così, cari elefanti smemorati e poco effervescenti. "Grande spazio" vi dice niente? Io che sono un po' architetto inside penso subito ad un loft ma leggendo questo articolo stamane mi sono ricordata del Lebensraum, lo spazio vitale nazista, ovvero il progetto di annettere l'Europa al Grande Reich Millenario - dopo averla ripulita dei popoli indegni di appartenervi. Nell'articolo di Gattei è citato un libro: P. Fonzi, "La moneta nel Grande Spazio. La pianificazione nazionalsocialista della integrazione europea 1939-1945", Milano, 2012. 
Cito dalla sua presentazione
"Con l'espressione "grande spazio" si designava negli anni Trenta e Quaranta la struttura che si pensava andasse assumendo l'economia internazionale dopo la crisi del '29: non più un'economia mondiale unitaria ma un sistema di economie regionali comunicanti tra loro. Nell'Europa occupata con le armi dal Terzo Reich questo concetto sembrò divenire realtà. Il libro analizza i piani che la burocrazia e le élite economiche nazionalsocialiste svilupparono a partire dal 1940 per creare una struttura economica centrata sul marco, su cui nel dopoguerra si sarebbe basata l'egemonia politica del Reich sul continente. Il programma di integrazione su cui le maggiori istituzioni si accordarono nel 1940 andò in crisi nel 1941-1943, a causa del caos monetario in cui lo sfruttamento da parte della stessa Germania gettò le economie europee. Infine, con il profilarsi della sconfitta tedesca (1943-1945), le stesse élite pianificarono un dopoguerra in cui la Germania non avrebbe avuto più un ruolo egemone sul continente."
Basta masticare un po' di storia, essere bravi nell'"Aguzzate la vista" della Settimana Enigmistica e saper fare due inferenze finali ed ariecco il deja-vu. Questa storia noi la conosciamo già senza aver mai letto prima questo libro. Come mai?
Non sarà perché, soprattutto la parte sottolineata, sembra descrivere ciò che sta riaccadendo adesso? E non abbiamo forse ritrovato di recente il concetto di Anschluss, che credevamo confinato all'episodio dell'annessione al Reich3 dell'Austria natìa del Fuhrer Adolf Hitler, in quella dei parenti poveri della DDR a seguito della dissoluzione dell'impero sovietico, così ben descritta, nei termini reali di feroce sfruttamento e non di elegia della riunificazione, da Vladimiro Giacchè in "Anschluss"?
E' solo la legge dei corsi e ricorsi storici o la coazione a ripetere e la piromania annessa alla psicosi latente dei tedeschi che li spinge ad appiccare l'incendio all'Europa almeno tre volte in un secolo? Non per essere razzisti e lombrosiani, ma che sia veramente nella loro natura? 

Confesso che, nonostante uno studio accademico approfondito a suo tempo del periodo nazista, la sua componente economica mercantilistica, espressa nei piani Funk e similari, mi era sempre sfuggita, forse perché, parlando di nazionalsocialismo, si preferisce concentrarsi sulle semplificazioni predigerite tipo follia collettiva, "un pazzo che è riuscito a trascinare non si sa come un popolo", "non succederà mai più perché ora hanno capito cos'è stato Auschwitz e ci piangono su tutto il giorno per cui per favore non ricordateglielo". Insomma la mitologia da graphic novel con i cattivi di qua e i buoni di là tipica della riscrittura americana della storia nella variante Marvel Comics, mentre sotto sotto si mettevano in atto le Operazioni Paperclip e chi aveva lucrato sul lavoro schiavistico nei lager e lucrato sui bottini di guerra rimaneva a capo delle maggiori industrie tedesche. Si, sulle prime nell'aftermath volevano pastoralizzarli, ma poi li salvarono perché sarebbero serviti in funzione antisovietica e perché capitalista non mangia capitalista. Non ci aveva visto però così male, diavolo d'un Morgenthau!

Se poi pensiamo a questo articolo di Bazaar pubblicato su Orizzonte48 che scova e riassume egregiamente le radici paneuropeiste del fogno europeo, ovvero il delirio del conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi - il meticcio austrogiapponese - su un mondo di meticci denazionalizzati  e lumpenproletarizzati necessario ad instaurare la dittatura della neoaristocrazia (così lui non si sentirà più Calimero) e uniamo ancora qualche puntino, abbiamo un quadro completo di ciò che nasconde il progetto europeo che siamo chiamati a vidimare domenica. Un progetto esoterico che troppi indizi e recenti accadimenti stanno facendo diventare svergognatamente essoterico e che se ha nella neoaristocrazia dell'1% il vertice di comando, ha nei partiti di sinistra, compresi quelli più di sinistra, come abbiamo visto, il proprio esercito di volonterosi carnefici, per parafrasare Daniel Goldhagen.
Esercito che, per colmo di ironia, candida come suo rappresentante sindacale colui che fu definito kapo da un noto ex statista italiano, nel megacompound di Bruxelles. Fu vera chiaroveggenza, squisita e misconosciuta intuizione politica o la voce dell'idiozia che inconsapevolmente a volte grida le più grandi verità?

Senza la sinistra collaborazionista, che porta in dote al conte Kalergi tre doni preziosi: l'odio post-sessantottino per la borghesia, il ripudio della sua coscienza infelice e l'internazionalismo come lotta a tutti i nazionalismi, la vita del paneuropeismo sarebbe stata molto difficile. Invece è bastato trovare qualche interesse in comune, come la fregola da melting pot e del "semo tutti froci daa globalizzazione", e si è creata una relazione felicissima, seppure contro natura, che va avanti da decenni.

Cito un pensiero di Diego Fusaro: 
"La retorica dell'immigrazione, l'elogio a priori dell'immigrazione ecco un altro punto in cui emerge l'oscena complicità di sinistra e capitale. Non si tratta qui del problema dell'accoglienza dei singoli migranti, che è opera in sé umana e giusta. Si tratta, invece, del macrofenomeno dell'immigrazione che è promossa strutturalmente dal capitale e difesa sovrastrutturalmente dalle sinistre. Il capitale ha bisogno dell'immigrazione per distruggere i diritti sociali e la residua forza organizzativa dei lavoratori. Il capitale mira a renderci tutti come migranti, senza diritti, senza lingua, senza coscienza oppositiva. L'immigrazione è uno strumento della lotta di classe, è lo strumento con cui il capitale uccide diritti sociali e abbassa il costo del lavoro. Chi critica il capitale senza criticare il fenomeno dell'immigrazione è un fesso; proprio come chi critica il fenomeno dell'immigrazione senza criticare il capitale." 
Che differenza c'è tra Licio Gelli che elogia la sofferenza del popolo italiano e la buonanima del compagno della compagna candidata Spinelli che auspicava la shock economy reazionaria perché avrebbe fatto riscoprire la durezza del vivere agli italiani e la suddetta che si candida con Tsipras per difendere l'euro che ne è il piede di porco? "Ma la Spinelli è di sinistra", risponderebbe l'elefante.

Se volete invecchiare in un mondo ingiusto, polarizzato all'estremo tra ricchissimi e poverissimi, dominato dal nazismo senza le svastiche ma con le stelle gialle (a proposito, che orrore il David di Bruxelles che ci si ammanta gridando "Grazie Europa!") e il Quarto Reich affidato alla donnetta con il complesso della parente povera (come il piccolo Adolf) cresciuta nella DDR a pane (poco) e sfruttamento (tanto), potete:

1) Votare la sinistra, ovvero il kapo Schultz attraverso il santone di Bischerology, oppure farvi il bidé rituale votando Tsipras, così potrete dire che non avete vinto perché il mondo è cattivo, reazionario e fascista e potete sempre ritentare;

2) Illudervi di votare un partito di destra liberale scegliendo l'idiota sapiente, il suo Cassio o i Chicago Boys de noantri;

3) Credere di poter cambiare le cose votando un partito rivoluzionario che deve ancora chiedere alla rete se Casaleggio ritenga che sia il caso che un referendum possa, interrogando i meetup e stampandosi la domanda sotto forma di cetriolone Schwanstuck in 3D, decidere se sia il caso di aprire un confronto online sull'uscita dall'euro. (Case study #1 "L'uomo byobblu").

Personalmente ritengo si debbano assolutamente votare gli unici partiti che si oppongono alla distruzione dell'Europa attraverso l'arma dell'euro ed alla sua trasformazione in Lebensraum e in Italia la scelta obbligata, oltre a Fratelli d'Italia, è solo la Lega Nord, candidati Claudio Borghi e Francesca Donato.
La creazione di una forte opposizione in Europa che difenda la storia, lo spirito, la tradizione e la cultura di libertà di questo continente, attraverso il rispetto dei suoi popoli con le loro diversità, che conservi il benessere accumulato in decenni di lavoro e ci renda cittadini veramente liberi e sovrani, è la nostra unica speranza di resistenza. Una resistenza ancora una volta antinazista.


E per chi dice che dai trattati non si può uscire perché....

sabato 17 maggio 2014

Il Manifesto del Partito Collaborazionista

Volantini delle Brigate Euriste Argento che si trovano nelle sale di attesa dei patronati in tempi di dichiarazione dei redditi. Materiale sovversivo che può cadere nelle mani dei nostri babbi e mamme, nonni e nonne. Notate come non sia neppure necessario nominare il PD.

C'è uno SPI che si aggira per l'Europa....










Com'è che dicono?

"Il ruolo del sindacato europeo è essenziale per contrastare derive di tipo populistico e/o nazionalistico che rischiano di ributtarci indietro: affossare l'euro oggi vorrebbe dire uccidere l'Europa, ma anche determinare una situazione tipo Argentina, con i titoli di stato svalutati di almeno il 30%, i tassi di interesse alle stelle, banche fallite, redditi falcidiati... poveri più poveri, ricchi più ricchi."

Pagherete caro, pagherete tutto. Terroristi di merda.

martedì 6 maggio 2014

L'Ucraina e il nazionalismo della serva


Guardare questo video sarà utile a farvi capire perché gli argomenti di ieri sera nei TG e nell'immondizia dei talk show di finta sinistra erano Grillo che urla, Matte' 'o Renzi, Genny 'a Carogna e le sue magliette, Matte' 'o Renzi, Piero 'o Ditomedio - Fassino che, lo ricordo, è l'italiano candidato a guidare il semestre europeo, assieme a D'Alema e Letta - Matte' 'o Renzi, il calcio come oppio del popolo, Matte' 'o Renzi, l'antiberlusconismo rituale e tutti i vari ed eventuali altri percolati che il vostro televisore possa aver spurgato nel corso della serata. 
Distrarre, distrarre, creare falsi problemi e riempire le ore di nulla per occultare notizie che potrebbero disturbare i piani di conquista legati all'esito delle prossime elezioni europee. 

Come ci evince dal filmato, l'Ucraina è in mano ai nazifascisti eredi dei collaborazionisti del Terzo Reich della seconda guerra mondiale e non c'è da meravigliarsene. L'impero occidentale tradizionalmente si serve dei peggio reazionari che riesce a trovare nei paesi target. 
L'importante per i media è non far capire cosa succede in quel paese sull'orlo della guerra civile e dove già accadono massacri come quello di venerdì scorso ad Odessa, perché questi "che vengono ammazzati perché vogliono venire in Europa" (Goebbels rules) sono ultranazionalisti e il messaggio che invece i servi prezzolati ci trasmettono in ogni modo è internazionalismo, internazionalismo, aprire le frontiere, condividere lo stile di vita del migrante. Migrante che viene creato portando in casa sua la guerra civile fomentata dai signori della guerra imperiale. Guerra e shock economy come facce della stessa medaglia. 
Nascondere soprattutto, come dicevamo, la contraddizione tra nazionalismo buono, quello che serve (a loro) e nazionalismo cattivo, quello dei popoli europei che si rifiutano di perdere la loro identità e sovranità in nome di questo capitalismo assoluto di merda che riesuma il fascismo dalla tomba grazie all'utile opera dei becchini della sinistra.

Guardate, e inorridite.

Ci sono altre testimonianze ed altri video qui. Direttori dei giornali e cinegiornali luce italiani, vergognatevi per non avere il coraggio di pubblicare queste atrocità sui vostri fogliacci e tg. Siete complici.


domenica 4 maggio 2014

La scalinata di O.D.E.SS.A.



L'altro giorno Obama, nel corso di un incontro con la Merkel, riferendosi alla crisi Ucraina, ha detto che Putin non ha diritto di interferire nelle decisioni di un paese sovrano e del suo governo "duly elected", ovvero pienamente eletto. Se si riferiva per caso a quello guidato dal pupazzetto Arseniy Yatsenyuk, che con un golpe ha rovesciato il governo del presidente Yanukovich scelto a suo tempo dagli ucraini mediante elezioni, non con le primarie, è segno che anche un leader bello, giovane democratico e nero può dire delle stupidaggini peggiori del suo predecessore considerato lo scemo repubblicano del villaggio globale.

L'opinione pubblica americana, che il nervo della democrazia non ce l'ha ancora completamente devitalizzato, ha colto la gaffe e se n'è indignata.
Da noi invece, dopo tre premier nominati e non eletti ma che fanno il bello e il cattivo tempo senza che nessuno abbia da ridire sulla loro legittimità a stravolgere perfino la Costituzione repubblicana, della gaffe di Obama non si è parlato e della crisi ucraina si parla solo stando ben attenti a non far capire come stanno veramente le cose. 

La versione ufficiale raccomandata dalla dottrina piddina deve essere quella che a Kiev stanno lottando e morendo per venire in Europa, e per l'euro suppongo, ma quel cattivone di Putin non vuole e ha scatenato la guerra.
Bisogna nascondere il più possibile la vera natura del golpe di Kiev, targato USA-UE e funzionale agli interessi energetici e di shock economy;  il fatto che tra i cosiddetti combattenti filo-europei o meglio filo occidentali ci sono militanti dei partiti nazisti come Pravy Sektor e bisogna che non si sappia che, per esempio, nel massacro di piazza Maidan le vittime sono state uccise dai proiettili dei cecchini filo-europei, come ha rivelato la caporiona europea Catherine Ashton durante una conversazione rubata con il ministro degli esteri estone, e non dai filo-russi o salomonicamente da entrambe le parti come usa dire oggi. 

La reticenza e la disinformazione hanno riguardato anche l'ultima strage di venerdì scorso, costata la vita ad almeno 38 persone a Odessa. Secondo la cronaca del Guardian, alcune delle vittime sono state uccise a colpi d'arma da fuoco ma la maggioranza di esse ha trovato la morte in un incendio scoppiato a causa di bottiglie molotov nella locale casa dei sindacati, occupato da manifestanti pro-Russia.
In generale, sui media italiani si è fatta molta attenzione a non far notare che i morti dentro il palazzo in fiamme, le cui immagini sconvolgenti (video) sono state divulgate sui social network, appartenevano in gran parte alla fazione dei filorussi e che chi tentava di scappare veniva colpito dagli spari dei nazionalisti filo-occidentali all'esterno o aggredito a bastonate, con le forze dell'ordine che stavano a guardare.
Pare che, come fa notare in questo articolo Pino Cabrasancora una volta per disinformacija si sia distinta l'Unitàil giornale che una volta titolava così e ora, in nome del trionfo del capitale, minimizza le gesta dei neonazisti nella città sacra delle stragi cosacche prerivoluzionarie del 1905. 

A proposito di nazionalismo. Nella copertura del regime dei fatti ucraini notiamo uno strano fenomeno e cioè che il nazionalismo, considerato dal  Pensiero Unico Eurista un concetto generalmente portatore di fascismo perché contrario al nuovo credo dell'internazionalsocialismo variante Kalergi-Van Rompuy-Rehn che livella la classe media allo status del migrante, in questo specifico caso dei golpisti anti-russi è da esso non solo tollerato ma lodato. Si deve quindi presumere che esistano al mondo due nazionalismi: quello che fa comodo al 99% della popolazione, da esecrare e combattere tacciandolo di terrorismo e quello che reca profitto all'1%, magari nazista che, come la serva, serve. Buono a sapersi.

Non è quindi sorprendente che Obama si lasci scappare l'asserzione implicita che la democrazia ormai è qualcosa di non più fondamentale, un optional, e che lo affermi accanto a colei che, dal canto suo, si è ben spesa per favorire la caduta di governi europei non pienamente asserviti agli interessi dell'Euroreich e del potere finanziario globale che ora, attraverso i sicari del FMI, manda a dire al governo fantoccio ucraino che, se lascerà l'est del paese ai russi, non vedrà uno sgheo del prestito a strozzo di cui ha bisogno per sopravvivere.

La situazione è grave e, come scrive giustamente Debora Billi, appare quanto meno folle che l'Occidente, per scatenare disordini nelle città ucraine si stia servendo di squadracce di neonazisti, ovvero di un drappo rosso del sangue di milioni di morti dell'ultima guerra mondiale sventolato di fronte al toro russo.
A meno che questa follia non voglia proprio spingere il confronto tra Russia e Occidente in una guerra aperta sul teatro locale del cortile dell'ex impero sovietico. In fondo le guerre sono sempre state lo sbocco naturale delle grandi crisi economiche. 
Per quanto riguarda l'Italia, La ministra Pinotto ha già detto che siamo pronti a contribuire ad un intervento europeo e se a capo del semestre italiano ci sarà il D'Alema con il Kosovo nel curriculum avremo pure il cacio sui maccheroni. Gli ex-comunisti che fanno la guerra alla Russia schierandosi dalla parte del capitale. Qualcuno nega ancora l'inversione dei poli magnetici?


lunedì 28 aprile 2014

Contro l'euro, con convinzione e senza rimpianti, e per l'Italia



"I migranti oggi sono l'elemento umano, l'avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi."

Le elezioni europee, se non sono le politiche, ne sono un'ottima imitazione.  E, per quanto mi riguarda, le europee di quest'anno sono più politiche di quanto si possa immaginare. Forse ancora più politiche delle politiche, se mi perdonate il gioco di parole. Spiego subito il perché e mi scuso se la premessa ad una dichiarazione di voto sarà un po' lunga.

Prima che deflagrasse la crisi ci potevamo permettere il lusso di mandare all'Europarlamento dei pupi variopinti a far finta di governare l'Europa in base a puri ideali e riconoscendoci nelle varie sfumature politiche di questi ideali. Se eravamo di destra o di sinistra si votava in base a queste etichette identitarie. L'Europa non era certamente cosa da tagliarcisi le vene, né da consumarcisi le meningi, era semplicemente carino mandare i vessilli e i tamburini delle nostre contrade al Palio di Bruxelles. La politica era altra faccenda, era una questione interna, l'Europa era una cosa in più, un diversivo.

Dal 2008 in poi tutto è cambiato. Il terremoto dello shock del debito ha fatto crollare l'intera architettura dell'Europa facendoci scoprire che i sontuosi ponti e palazzi con i quali il Grande Architetto aveva voluto ornare le banconote della moneta unica erano più pericolanti delle villette abusive costruite con cemento depotenziato.
Nel 2011 ci siamo accorti improvvisamente che non eravamo più padroni in casa nostra, che quell'Europa dei pupi stava governandoci per conto terzi, spazzando via governi molesti ma pur sempre eletti da noi, immischiandosi nei nostri affari, facendoci i conti in tasca, contandoci i maccheroni in bocca, mettendo in discussione il nostro stile di vita, il nostro benessere acquisito in decenni di duro lavoro e sacrifici, le nostre capacità, i nostri talenti e trattandoci come Untermenschen (il tedesco non è casuale) o bambini deficienti da rieducare alla durezza del vivere.

E' stato in quel periodo che chi voleva informarsi del perché l'Europa stava interessandosi così pesantemente e così insistentemente a noi ha potuto scoprire quale fosse il motivo di tale intrusione ed il perché di quella sensazione sgradevole che giorno dopo giorno provavamo di occupazione da parte di un governo di collaborazionisti del nemico, quasi di invasione aliena.
Chi scrive e tanti altri come me che avevano vissuto fino a quel momento nell'ignoranza economica e giuridica più completa, crogiolandosi nella democrazia data per scontata, hanno potuto aprire gli occhi grazie al lavoro di Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Antonio Maria Rinaldi, Luciano Barra Caracciolo  - ed altri ma soprattutto loro  - che hanno fatto della divulgazione dei veri motivi della crisi economica, al di là delle menzogne della propaganda dei media, una vera e propria missione, sia detto senza paura di cadere nella retorica.

Grazie a loro abbiamo scoperto che il mezzo per dominarci in quel modo così umiliante non era altro che l'euro, la moneta unica che, la teoria economica e proprio quella neoliberista insegnava ed insegna, non deve mai essere applicata ad un'area disomogenea come un'unione di paesi sovrani senza aver prima stabilito un governo e regole comuni perché altrimenti si dà la possibilità ad un paese forte, in grado cioè di farsi le regole su misura, di dominare gli altri e, per esempio, eliminare pericolosi concorrenti economici attraverso il vincolo della fissità del cambio. Era già successo in Argentina con il dollaro negli anni 90 e, ancora una volta, la teoria dell'OCA, applicata al contrario, stava diventando un'arma di distruzione economica al servizio del capitalismo assoluto.
Infatti, nelle immagini della Grecia umiliata, offesa e ridotta alla fame, stiamo ormai riconoscendo i segni inconfondibili di quella shock economy descritta da Naomi Klein in quello che sta rivelandosi uno dei testi più importanti di quest'inizio di millennio.
Ciò che, negli ultimi quarant'anni, aveva cancellato diritti acquisiti, allargato a dismisura la forbice tra l'1 e il 99% della popolazione, permesso la pretesa del primato delle élites e distrutto secoli di conquiste sociali fino a minare il concetto stesso di democrazia, dal Sudamerica all'Asia, era infine giunto a conquistarci. L'ultima tappa di un trionfante tour mondiale.

L'Europa dei morituri per Maastricht e degli inni alla gioia (ma che te ridi?) non esisteva, era solo un guscio pieno di retorica pelosa, l'europarlamento era solo la scenografia per una messinscena, quella che permetteva alla Germania - il paese dominante della situazione - di riprovarci per la terza volta in cent'anni a ridurre il resto del continente ad un'ammasso di nazioni immiserite a lei asservite.  E' la coazione al mercantilismo. Non è colpa loro, li hanno disegnati così.
Se l'euro era stato un errore ed era noto da decenni che,  alla prima grave crisi periodica, sarebbe finita così, se lo avevano fatto comunque c'era una sola spiegazione: la cosa era stata voluta.
L'Europa era stata costruita in maniera tale da permettere il dominio di alcuni paesi sugli altri, con la finanza ormai degenerata in neoplasia che avrebbe potuto speculare sui destini di paesi interi decidendo chi doveva crepare e chi no, ed eravamo in guerra economica, uno contro l'altro, senza saperlo. Alla faccia dei Nobel per la Pace. Quegli zuzzurelloni degli americani con i loro mutui subprime avevano fatto saltare tutto e, per lo meno, ora si giocava allo scoperto.

Dopo anni, grazie all'opera di divulgazione dei succitati volonterosi e attraverso comitati, congressi, blog, libri, video, film, programmi televisivi e quant'altro, si è riusciti a far conoscere il problema euro, ad esporlo nudo sul tavolo autoptico. E' stato finalmente fatto in Italia ciò che già si stava facendo, in ambito accademico e non, in tutta Europa, soprattutto nei paesi colpiti più duramente dalla crisi, ma perfino nella Germania che credeva di avvantaggiarsi solamente dalla moneta unica e non è escluso potrebbe paradossalmente essere quella che dovrà uscirne per prima per salvare capra e crauti.
Dal lavoro instancabile di informazione di questi esperti al servizio della conoscenza è nata una parola nuova: euroscetticismo.
In Europa sono sorti partiti che mettono in discussione l'euro e che per comodità di etichettatura chiamiamo antieuro o appunto euroscettici, come l'AfD in Germania.
In Gran Bretagna Nigel Farage con il suo Ukip che addirittura vorrebbe far uscire il Regno Unito dall'Unione Europea (seppure l'UK non sia nell'euro, anche grazie alla Thatcher) è attualmente nei sondaggi il primo partito. Ovviamente la stampa di espressione debenedettina lo chiama "il Grillo di Londra".
In Francia Marine Le Pen mette al primo posto del programma del Front National l'uscita dall'euro e la ridefinizione delle regole europee, accingendosi anch'ella ad ottenere un grande successo elettorale.
Sull'onda delle disgrazie patite dai paesi dell'eurozona, altre nazioni stanno rivedendo in tutta fretta i loro piani di ingresso ed altre persevereranno nell'orgoglio di non esserci mai volute entrare, avendo avuto pienamente ragione.

E in Italia? Spiegare cose che richiedono un minimo di ragionamento a gente tenuta volutamente nell'ignoranza o tutt'al più nutrita con le pappine predigerite della televisione è tecnica sopraffina, non è da tutti. Se poi tra queste tabule rase da alfabetizzare vi sono i politici l'impresa può sembrare senza speranza. Non parliamo poi se i politici sono dei somari, o ragionano in malafede perché sono ignoranti a comando - sono pur sempre dei pupi, ricordate? e fingono di non capire.
Qui sta il merito principale di Alberto, Claudio, Antonio e Luciano nell'aver non solo fatto capire il problema ad un pubblico sempre più vasto, di avere animato e tenuto vivo il dibattito, oltretutto lottando contro un pensiero unico dominante che era espressione di quello che è stato definito il PUDE, il Partito Unico dell'Euro, dotato di una fenomenale macchina di propaganda dotata di tutti gli accessori di mistificazione e menzogna, ma di avere finalmente trovato chi pare aver compreso la gravità del problema e delle conseguenze che colpiranno tutti noi se non vi si porrà rimedio.

Perché, parliamoci chiaro, qui non è in ballo la vittoria del proprio partito al Palio e il portarsi a casa la porchetta arrosto o almeno il pupazzone di peluche di consolazione. Non è il momento di fare distinguo e mettersi a discutere se la porta tagliafuoco dalla quale fuggire deve stare a sinistra perché quella a destra no, non sta bene, come insiste ad incaponirsi da anni il sinistrume economico.
Qui è in ballo la nostra vita. Sono in gioco i nostri interessi, le nostre proprietà, i nostri diritti, Il nostro lavoro, minacciato dai job-acts dei mezzi toscani ricopiati con la carta-carbone dalle leggi Hartz tedesche - perché anche i tedeschi, come l'altra volta, stanno pagando un prezzo alto al Reich, con l'Anschluss interno e la deflazione salariale.
Da noi c'è gente che si ammazza, migliaia di esodati, disoccupati, licenziati, giovani senza futuro e pensionati che stanno vivendo una vita di pura merda. La classe produttiva, dagli imprenditori ai loro operai, è minacciata di estinzione. Il destino della classe media previsto dalla dittatura del debito non è l'incremento del suo benessere ma una drammatica retrocessione nel Lumpenproletariat.
Si sta mettendo in discussione la democrazia, con ciò che ne resta affidato ad una serie di governi non eletti ma nominati da pseudosovrani, che si susseguono con l'unico scopo di portare avanti un'agenda da proconsoli di una provincia, anzi un Land, dell'impero. E' in gioco anche l'identità nazionale, non solo il concetto di patria che non ha mai avuto molta fortuna in Italia perché quando l'Italia è stata fatta non si sono fatti gli italiani. Tra parentesi, questa volta potrebbe essere la volta buona, chissà.

Trovare un partito che si schierasse apertamente contro l'euro e il dispotismo eurocratico anche in Italia non è stato facile.
Chi siano i collaborazionisti è chiaro. E' in primo luogo il Partito Democratico, il famigerato serpentone metamorfico, che considera valide solo le elezioni dei suoi segretari e scherani da parte della propria base. Le chiamano primarie ma sono anche ultimarie, perché sta diventando l'unica forma di consenso popolare che ancora tollerino e chissà ancora per quanto.
Berlusconi, che pure ci ha rimesso le penne da premier a causa delle attenzioni dell'Europa e di quell'agenzia di recupero crediti per conto delle banche tedesche che è la BCE, oltre ad essere politicamente finito non riesce a fare altro che la stampella al PD assieme agli altri partiti frattaglia del PUDE. Non capisce e non vuole capire anche se c'è chi ha tentato in tutti i modi di farglielo capire. Pazienza. Del resto, se non sono in ballo i suoi interessi personali, non è che si possa pretendere più di tanto da lui. Si sapeva.

Dalla parte delle opposizioni, il Movimento Cinque Stelle, caratterizzato da una base anche vogliosa di imparare e bravina, ha però un'altezza che crede di aver già imparato tutto e che alla fine fa come cavolo le pare, infischiandosene della base, quindi farnetica di referendum impossibili e, per bocca del suo manager capellone, si rifiuta di prendere in considerazione l'uscita dall'euro.
Vede, Casaleggio, in questi foschi momenti, la parola d'ordine per salvarsi è "fuori dall'euro", non "Pippo". Chi non la conosce finisce nel tritacarne della storia. Pazienza. Aver mandato i vostri in Parlamento a far schiumare di rabbia il PD è valso il biglietto. Speravamo che avreste capito anche il resto. Non lo volete fare. Grazie di tutto. Per il resto, faremo loro sapere. Chiamiamo noi.

Vorrei spendere un paio di parole in più sulla sinistra, che ho lasciato al suo destino da tempo e che ogni giorno meno rimpiango. Intendo quella specie di sinistra che occupa la sedia a sinistra del PD, ovvero dell'avanguardia della reazione.
L'altra sera ho visto uno spettacolo tristissimo. La Barbara Spinelli, quella che, per far finta che esista una sinistra antagonista all'eurocrazia, manda avanti il greco che non ha niente da perdere e che è venuto a candidarsi qua perché al suo paese, difendendo ancora e comunque l'euro, probabilmente je menerebbero.
L'operazione Tsipras, rappresentata in televisione dalla compagna di colui che propugnava la riscoperta per noi della durezza del vivere è forse il punto più basso, la fossa delle Marianne della sinistra. Mi ricorda quelle infernali graticole elettriche che d'estate servono a friggere gli insetti molesti, attirati dalla loro luce. Infatti ci stanno cascando tutti, soprattutto gli intellettuali, gli ex ragazzi e ragazze immagine della sinistra, gli scrittori, i chitarrosi di partito, i punkamminkia di sessant'anni e quelli tanto ma tanto democratici.
C'è poi SEL, che se possibile, ma per la sinistra ormai nulla è impossibile, è ancora peggio. Ricordate la citazione all'inizio, quella sui migranti e lo stile di vita? Appartiene a Laura Boldrini, quella della ghigliottina. Eccovi il video.

 

La riscrivo così vi si imprime meglio nella memoria: 
"I migranti oggi sono l'elemento umano, l'avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi."


"Per moltissimi di noi". Non dice che sarà lo stile di vita di tutti noi, ovvero lei compresa, ma di moltissimi di noi, cioè di voi. Capito? Voi farete la fine dei migranti, ovvero sarete dei disperati, e lei vivrà su Elysium.
E' lo stesso tono delle funzionarie messe a governatrici dei paesi conquistati dalle guerre imperiali e non vi meravigli che una messa lì dalla sinistra elogi a quel modo la globalizzazione, ovvero il capitalismo unchained, anzi, il capitalesimo. E' l'internazionalsocialismo la loro nuova mutazione.

Ecco, dichiarando il mio prossimo voto alle europee per la Lega Nord, l'unico partito - assieme a Fratelli d'Italia - che ha avuto l'umiltà di studiare assieme a noi e a capire, grazie soprattutto alla buona volontà di Matteo Salvini, che ha imparato la parola d'ordine, dichiaro altresì che lo farò senza alcun rimpianto del tipo "avrei preferito che ci fosse arrivato un altro partito". E questo è l'unico punto di dissenso che ho trovato nella bella dichiarazione di voto di Alberto Bagnai a favore di Claudio Borghi che sottoscrivo. Se la sinistra ci fosse arrivata a capire la questione euro non sarebbe stata sinistra. Ripeto, loro sono il Partito Internazista. Una Boldrini che dice quelle cose, che esprime una tale coscienza elitaria, ultraclassista ed autorazzista ormai è immaginabile solo a sinistra. Che non sia più solo un problema di PD che ha perso la testa lo dimostrano le miserie di SEL e gli effetti del TroikaHeuroCannabinolo (copyright IstitutoPUDE) delle Spinelli. Pazienza, finiranno nel tritacarne storico con i grilli. Il macinato sarà più saporito.
Aggiungo che se Salvini non ci tradirà e sarà disposto a vincere questa battaglia tutti assieme, facendo prima l'Italia sovrana e permettendole di risollevarsi e poi discutendo pure di autonomie, senza più discorsi su terroni ed altro, potrà contare sul mio sostegno anche in futuro. Ecco perché la mia scelta è assolutamente politica. E ribadisco che se fossi francese o inglese voterei Marine Le Pen o Nigel Farage senza indugi.

Sostengo quindi anch'io la candidatura di Claudio Borghi, se non altro per riconoscenza verso colui che ha contribuito con i suoi storify, video e articoli ad aprirmi gli occhi e, non potendolo votare direttamente, appartenendo ad un altro collegio, voterò molto volentieri Francesca Donato, non perché dddonna ma perché brava, tenace ed altra instancabile animatrice del dibattito sull'euro. Sono felice di poter appoggiare e votare persone che conosco, non ancora personalmente purtroppo ma attraverso il loro lavoro che seguo ormai da anni. 
E' tutto. Così è se vi piace. Astenersi maldipancisti e distinguaroli, usceri da sinistra e cagacazzi dei vari Fronti Popolari di Giudea. Qui si salva l'Italia o si muore.

giovedì 24 aprile 2014

25 Aprile a Malebolge




Questo articolo del "Fatto Quotidiano" di ieri, segnalatomi su Twitter, è da leggere tutto, perché merita. E' un momento di vertigine assoluta. Un'ebbrezza da fatina verde con punte di surrealismo al laudano. 

No, scusate, perché vorrei capire. Soprattutto dove sarebbe la provocazione.
La Lega Nord sta girando l'Italia con il "Basta€uro Tour" con l'intento di far conoscere agli italiani le motivazioni con le quali sempre più numerosi economisti, inclusi diversi premi Nobel, uomini politici e giuristi sono giunti alla conclusione che la moneta unica è ciò che sta uccidendo la nostra economia e quelle dei paesi del Sud Europa. Uno dei primi e più attivi divulgatori da anni di questo pensiero che auspica la riappropriazione della sovranità monetaria e il rifiuto dei trattati capestro imposti da un'Europa sempre più squilibrata a vantaggio della Germania e a scapito degli altri paesi, è Claudio Borghi Aquilini, candidato appunto per la Lega Nord nel Nord-Ovest ed esponente del "Movimento di Solidarietà Europea"
E' capitato che una delle tappe del tour capitasse il 25 aprile a Reggio Emilia, tutto qui. 

Qual è il problema, compagni? L'invasione del territorio? La bestemmia contro una delle vacche sacre della sinistra: l'Europa e il suo figlio deforme, l'euro? E quando è stato che siete passati dal mito della Resistenza alla mitologia monetarista? Cosa vi rode, il fatto che la destra abbia capito e la sinistra no? Capisco.
No, credo che il punto sia ancora più semplice. E' il noi contro voi, la coazione alla contrapposizione, la guerra che non è mai finita, il giapponese nella giungla. La manifestazione e l'automatismo della contromanifestazione. Il 25 aprile inoltre - assieme all'ormai quasi grottesco Primo Maggio, festa di un lavoro che non c'è più,  non è solo la celebrazione della liberazione dal nazifascismo ma un momento di autocoscienza, durante il quale, inesplicabilmente, il popolo di sinistra si sente ancora vivo, nonostante sia morto da anni. Volete disturbare questa preziosa autoterapia di gruppo insinuando il dubbio che il bonaccione bolognese abbia venduto l'Italia per ancor meno di un piatto di lenticchie? Che la sinistra sia l'esecutore materiale di un crimine contro l'umanità e della più grande operazione di ridistribuzione verso l'alto della ricchezza?

Non mi sono meravigliata che, ancora una volta, si trovi in Emilia il wormhole che permette di passare da quella che conosciamo ad un'altra dimensione dove i centri sociali e ciò che resta dei partigiani stanno sorprendentemente seppure in maniera inconsapevole, dalla parte dell'euronazismo ordoliberista delle élites.
Sono le regioni rosse che hanno giocato per decenni con il bubbolino del comunismo nell'unico belpaese, campando di rendita grazie alle lotte del passato ed al ruolo imprescindibile del welfare socialdemocratico keynesiano, ovvero la magnanimità padronale come conseguenza dell'allora minaccia sovietica.
E' proprio nel cuore di questo paradosso spazio-temporale che la sinistra può compiacersi, ad ogni festa comandata, dell'assoluta fedeltà delle due ali estreme, generazionalmente parlando, della sua fauna, ossia i giovani e i vecchi, i centri sociali e ciò che resta dei partigiani.
Gente che vive, lo dimostra la reazione delirante alla iniziativa "Basta€uro", con la testa rivolta all'indietro come gli indovini di Malebolge dell'inferno dantesco e che non si accorge che il giorno in cui i traditori dovranno ammettere di fronte alla loro insulsa base elettorale che quello stato sociale e quel benessere sono stati venduti in cambio di uno straccio di banca fallita con la quale i loschi dirigenti di partito potessero pavoneggiarsi, il giorno delll'Armageddon insomma, è più vicino di quanto non pensino.
Gente che non ha ancora compreso che l'euro è lo strumento di oppressione del capitalesimo su tutte le classi esclusa l'élite del famigerato 1%. Che stanno vincendo i padroni semplicemente perché la sinistra è salita sul carro del vincitore della lotta di classe.


Eppure il tempo per capire c'è stato, così come abbondano i mezzi per acculturarsi sui motivi della catastrofe. Una montagna di articoli, libri e video per chi ama solo le figure.
La crisi globale è iniziata nel 2008 (sono oramai sei anni) e la sua onda di tsunami ha raggiunto l'Italia nel 2011, con la nota guerra dello spread, la cacciata del nemico pubblico numero uno e l'instaurazione (ma nemmeno questo hanno capito) di un governo fantoccio della Troika dopo l'altro. Ora sono euforici perché i superpadroni hanno permesso ai traditori di prendere in mano il volante e far baloccare il loro Pinocchio di ciccia con l'automobilina a pedali, mentre loro hanno in mano i veri comandi.
Hanno appena approvato una legge sul lavoro che scimmiotta, probabilmente in peggio, la legalizzazione della deflazione salariale tedesca ma sono tranquilli perché l'inutile ministro del lavoro è un personaggio pittoresco alla Maurizio Ferrini, il tipico comunistavistamare della tradizione emiliano-romagnola.

I partiti della sinistra difendono disperatamente l'euro perché non riescono ad ammettere di avere sbagliato, come sostiene Alberto Bagnai? Certo, è una razionalizzazione come quella del compagno che sostiene che i traditori non sono "veramente" di sinistra, che "questa non è la sinistra" e "la sinistra non esiste più".
Il fatto che ciò che più di sinistra abbiamo in Italia, centri sociali e associazioni partigiane abbiano reagito pavlovianamente all'unisono all'intrusione della verità nel loro casello di meccanismi di difesa dall'angoscia del crollo del sogno, dimostra invece che proprio della sinistra si tratta e di quella DOP. Quella governativa e quella ancor più irreale che si affida al leader straniero che fa tanto internazionalismo flambé.
Perché il nazionalismo, l'avete sentito il centrosocialista nell'articolo, è il male. Il nazionalismo e la combutta, nel sacro giorno dell'antifascismo, con il fascismo (nonostante che, dopo l'inversione dei poli magnetici, Marine Le Pen sia più a sinistra di Fassino e Fassina). No, compagno, la sinistra esiste ed è quella che ci ha traditi. Mommy was very bad.

A proposito di mezze stagioni che non ci sono più. Guardate questo estratto dal TG4 (avete letto bene, TG4).


La cosa più memorabile di questo ottimo servizio (grazie a Mario Giordano) è Fabio Fazio(so) che striscia sulla scrivania di 'o Rre. Guardate l'orrore in Grecia, ascoltate chi non fa che raccontare l'evidenza dei fatti cercandola di farla vedere anche ai ciechi che vogliono continuare ad esserlo. E poi confrontate ciò che vedete con la propaganda piddina che ammorba l'aria con i suoi percolati di menzogna ogni sera dai telegiornali considerati altezzosamente più seri del TG4.

Ma siamo ancora al destra-sinistra? Finché non vi sarà in Italia una santa alleanza trasversale contro il nemico comune, e cioè l'ordoliberismo e il tallone di ferro dell'euro, saremo ancora costretti a ragionare nei termini desueti di destra e sinistra.
Tradotto in soldoni, la destra ha capito, la sinistra no. Traiamone le conseguenze alle prossime elezioni europee. E per i mali di pancia c'è l'Antispasmina Colica.

giovedì 10 aprile 2014

Grulli e pupe


Poteva, la dolce dolce Alessandra Moretti, costretta di recente a pronunciare in TV la parola (sconosciuta alle piddine timorate) "pompini", non venire risarcita con un ticket per una poltrona Fraulein in Europa, non essendosi qualificata per un ministero per un ette? E potevano altresì non venire beatificate e poste sotto il ceruleo manto orostellato dell'UE altre fenomene del PD come la Mosca, la Bonafé e la Picierno? Di queste prime quattro abbiamo ammirato diverse performances televisive che ce le fanno qualificare a metà tra l'OMG (Oh My God) e il WTF (What The Fuck). 
La Mosca, bionda economista Lettiera e moritura per l'euro dalla voce soave come una smerigliatrice, la Bonafé in quota emiliane letali, sottocoda di Bersani assieme alla Moretti. La Picierno, una specie di Carmen La Qualunque dalla bocca larga e dalle idee ancora più letali delle emiliane di cui sopra.
La signora Chinnici non ho il piacere di conoscerla e spero vivamente che sia la migliore del bigoncio se no annamo bene proprio.
Cinque donne che il PD manda a Bruxelles affinché compiano i crimini dell'eurodittatura ai danni dei PIIGS. Ragazzi, ma qui è tornata la famiglia di Charlie Manson e non ci avevano avvertiti.

Stasera ho ascoltato sul solito PD Channel, la tele purpurea di vergogna di Cairo, l'esponente del M5S Giulia Sarti affermare che si candidano certe soggette solo perché donne. E' vero, è il fenomeno delle "inquantodonne" che ho già descritto in precedenza. Al che la Moretti, dall'alto dell'eurolista, ha detto che le donne del PD sono candidate perché hanno tutte delle storie. Tese, immagino.
Intanto però Matteorenzi, detto tutto in un orgasmo, alla Formigli, con la scusa delle quote rose di 'sta minchia e secondo il principio dell'inquantodonna acchiappapiddini ha piazzato tutte le sue groupies nei punti strategici. Compreso l'allucinante Nardella sulla poltrona ancora calda del suo culo di sindaco di Firenze.
Lo avete mai ascoltato il vicesostitutobischero discorrere sull'euro che avvantaggia il turismo, soprattutto nel cambio con il dollaro? E' roba pesa, a vostro rischio e pericolo, attenti perché dà dipendenza. Grulli e pupe, insomma*.

Del resto, se guardiamo alla fine ingloriosa che hanno fatto le donne del governo Letta, con la Cancellieri, la pagaiante e la De Girolamo kaputt, la Kyenge beccata con conti da decine di migliaia di euro alla faccia dei fratelli neri che muoiono di fame e la Bonino colpita e affondata dalla vicenda dei Marò, dovremmo sostenere che le donne lo fanno meglio? Per non parlare di Madame Tojetequeicartelli con le sue tagliole e del vario cucuzzaro femminile posto in otto ministeri del governo Renzi. Anche lì un ampio repertorio di appartenenti alla nuova frontiera della misoginia: le piddine. Affiancate solo da pochi esemplari scelti di altre categorie molto amate: la sciuretta e la zia ricca. 

Promettono bene anche queste. Come la Pinotti alla Difesa (tanto cosa c'è ormai più da difendere in Italia?) che ha un'idea leggermente confusa dell'utilizzo dei cacciabombardieri, e la Guidi (Sviluppo Economico) con il  "Marchionne è un privato e la FIAT può fare ciò che vuole".
Tecnicamente queste non sono nemmeno donne, sono privilegiati femmina perché vanno al potere in quanto pezzi di apparato di partito e membri dell'élite. Saranno bravissime a battersi in Europa per difendere i propri privilegi, infatti.
Ah, dimenticavo. C'è un leggerissimo problema con il virus Ebola in Africa e in Europa si stanno approntando misure di controllo contro il propagarsi del contagio, tipo negli aeroporti. La Lorenzin, oltre ad impararsi a memoria i bugiardini per ammazzare il tempo e far sera al ministero, pensa di fare qualcosa anche in Italia o verrà introdotto l'obbligo di lingua in bocca con il migrante ebolizzato se no sei razzista? 


* Ringrazio Giuseppe, lettore di questo blog, per avermi regalato questa definizione.

sabato 5 aprile 2014

Bad TTIP

Com'era quella dell'autorevolezza?

Che cos'è il TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, l'accordo di partenariato transatlantico che il bimbominkia del consiglio (guardate quant'è autorevole), Re Giorgio e tutto il cucuzzaro collaborazionista pidduista non vede l'ora di approvare per ripetere i grandi successi del Trattato di Lisbona e degli altri eventi capestro imposti all'Italia negli ultimi maledetti trent'anni? 

Se leggete il sito ufficiale della Commissione Europea, il TTIP vi verrà quasi voglia di volerlo firmare personalmente. Una pacchia: aumenti di PIL e pilu come per magia, zecchini che crescono sugli alberi, creazione di posti di lavoro, benessere, cellulite scomparsa, capelli ricresciuti, un boom di erezioni mattutine, macchinette acchiappapupazzi che ti regalano ogni volta delle Peppa Pig giganti e restituiscono pure gli euro, figa e piadina per tutti. 
Tutto grazie ad una sciocchezzuola: all'abolizione di fastidiosi lacci e lacciuoli che impediscono la libera circolazione delle merci tra Stati Uniti ed Europa. 
Merci? Allora esportazione libera di parmigiano, prosciutti, cantuccini e provole in da Uesei, ma non sarà in cambio degli OGM e della merda della Monsanto? Non lo ammettono ma è molto probabile. Se non ti lecchi le dita godi solo a metà, come dicono nei consigli di amministrazione delle multinazionali.
Quindi libera circolazione anche dei capitali? Beh, si, che credevi?
Ma le nostre disgrazie non nascono da un'eccessiva e scriteriata circolazione di capitali esteri, che ad esempio creano debito privato a dismisura nei paesi nei quali si vogliono "aprire" dei mercati di sbocco? Certo. La deregulation finanziaria è uno dei principi cardine del fottuto neoliberismo. Farla girare senza che la pula rompa i coglioni. E se un paese è insolvente gli si manda il messaggino: "Che bel paese, sarebbe un peccato se andasse a fuoco", e giù con lo spread. Tanto ci sono gli useful idiots a libro paga che, piazzati nei posti di comando (ma i bottoni che premono sono finti), faranno tutto ciò che vogliono coloro che li hanno messi lì.
E, scusate una domanda, se il trattato è così benefico e innocuo per i popoli che vi saranno soggetti, com'è che le trattative per metterlo a punto, iniziate nel luglio del 2013 a Washington, stanno avvenendo riservatamente e pare vi partecipino solo i rappresentanti delle corporation e non quelli delle istituzioni nazionali? Capisco che la democrazia ormai venga considerata quella roba vecchia più di Woodstock ma stiamo pur sempre parlando dei nostri culi o di quel che resta di loro.

Incollo dal sito della Commissione: 
"Throughout the negotiations, the European Commission is keeping the EU Member States in the Council and the European Parliament informed of developments. In the end, once the negotiators have come up with an agreement, it will be the Council, together with the European Parliament, which will examine and approve or reject the final agreement. On the US side, it will be the US Congress."
Tradotto nella lingua di Dante: "Nel corso del negoziato, la Commissione Europea mantiene informati gli stati membri nel Consiglio ed il Parlamento Europeo dei suoi sviluppi. Alla fine, una volta che i negoziatori saranno pervenuti ad un accordo, sarà il Consiglio, assieme al Parlamento Europeo che esaminerà ed approverà o rigetterà l'accordo. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sarà il Congresso a decidere."

Quindi vedi che un palettata di paranoia aiuta sempre a sciogliere i dubbi? 
La differenza sostanziale è che il Congresso americano, pur espressione di lobby, interessi loschi e quant'altro (guardatevi questo gustosissimo film in proposito) è pur sempre eletto, slot machine Diebold a parte, dal fucking American people. Il Consiglio Europeo è quella poltiglia umana di Gollums eurofili che si sono fottuti il cervello con il tessoro e che non sono stati eletti proprio da nessuno e il Parlamento Europeo è un noto luogo di villeggiatura, una Marienbad per trombati alle elezioni nazionali. Un organismo che conta meno del due di coppe.
Ricordo inoltre un dettagliuccio. Gli Stati Uniti sono uno stato federale, nonché un'OCA, di cui il Congresso è l'espressione legislativa, mentre l'Europa è un blob tenuto assieme solo dal vincolo monetario. Non è uno stato federale né un'OCA, non esprime un potere legislativo vero e figuriamoci la volontà dei popoli. 
E' evidente che si tratta di un accordo con un'infinità di clausole in piccolo tra diseguali, che andrà a svantaggio di questi ultimi. 

I più preoccupati oppositori di questo TTIP sostengono che con questo trattato le multinazionali avranno campo libero e potranno forzare i governi locali a privatizzare l'inimmaginabile, imporre controverse tecniche di estrazione come il fracking, gli OGM e tutto ciò che vorranno; potranno costringere a proibire di usare sementi autoctone per imporre quelle prodotte dalle corporation and more. Loro negano ma chissà perché si sono incazzati quando sono stati leakati alcuni documenti sfuggiti al controllo. 
E la cosa che essi stessi ammettono è che, per salvaguardare gli investitori (uuh, che bruciore!) da eventi come, ad esempio, le nazionalizzazioni (anvedi che uno stato non pensi di rinazionalizzare banche o aziende di servizi), le corporation potranno richiedere al singolo paese o all'Unione risarcimenti immagino impossibili da pagare. Quindi il paese dovrà cedere alle richieste delle multinazionali, prima che qualche drone imperiale cominci a volteggiargli sopra a mo' di avvoltoio.
Siamo in pieno capitalesimo, come dice Diego Fusaro e, aggiungo io, il capitalismo è come o cazzo, nun vo' penziere. Facciamo bene quindi a preoccuparci e ad aggiungere questo tassello al kit di maledizioni che ogni sera riserviamo, prima di addormentarci, al governo collaborazionista. 
Mi sbaglierò ma, alla luce di questa ennesima calata di braghe imminente, il voto europeo diventa una volta tanto forse più importante di una consultazione nazionale. 

Non so se il TTIP è la Morte Nera dell'impero e noi siamo Alderaan, ma per come viene descritto in questo articolo molto dettagliato di Filippomaria Pontani penso che il caro vecchio timeo danaos et dona ferentes di Laocoonte non ci stia male, anzi, sia la morte sua, appunto. E ricordate che Laocoonte non era né paranoico né comunista come Papa Francesco.

mercoledì 2 aprile 2014

€ur()maniac


"Ogni volta incontro premier sempre più giovani" ha dichiarato David Cameron dando il benvenuto in Albione al bimbominkia del consiglio, e qui riconosciamo il tipico humour inglese di chi  non riusciva probabilmente in quel momento a scacciare dalla mente il famoso concetto dell'avere "meno carisma di uno straccio umido" reso celebre da Nigel Farage e nemmeno l'associazione con le migliori interpretazioni mimico-facciali di Rowan Atkinson.

Giovani. In effetti, un governo così pieno di ggiovani intenti a fare le riforme è quasi un riformatorio. 
Li vedete nei talk trip in televisione. Hanno quegli occhietti fissi e scuri da squalo, soprattutto la Madia ma anche Gozi o la Serracchiani o quella con l'effetto manga sulle ciglia, la Boschi.

Tutti affetti dalla bellezza di Ken e Barbie e con quegli eyes wide shut, occhi senza vita, che esprimono il vuoto mentale di chi è stato addestrato dal progetto PDULTRA, la versione nostrana dell'MKULTRA di quell'altro Cameron, guarda le coincidenze, le sincronicità e i ricorsi. Addestrati ad onorare e servire il dogma dell'Europa e del suo tessoro, l'euro, contro qualunque cosa che si frapponga tra il trionfo del capitalesimo e la democrazia. Veri supersoldatini vogliosi solo di frantumarsi le testoline svuotate con il cucchiaio contro il muro di cazzate che i loro padroni li addestrano a ripetere in pubblico.
Ricordo ancora con orrore il suddetto Gozi l'altra sera da colui che condivide con il defunto Rudolph Hess lo stesso entusiastico attaccamento al capo, il descamisado di Piazzapulita, dichiarare con l'occhietto fisso da Carcharodon Carcharias che "la Troika è terrorizzata dall'avvento di Renzi". 


Era dai tempi di "Salò" di Pasolini che non si vedevano dei giovani sottoposti a tali degradanti pratiche di autoumiliazione, con la differenza che quelli piangevano e si ribellavano, questi sono contenti così. Chissà quali incentivi, oltre al denaro, li hanno convinti ad immolarsi sull'altare del culto della propria disintegrazione. Culto che comprende sacrifici umani, anche se i baby squillo della politica non se ne rendono conto.
Riforme, riforme, riforme, riforme, riforme, gli hanno sparato in testa quando li addestravano. Hanno una gran fretta, avete notato? Presto, presto, le riforme. Alla cazzo ma riforme. Prendi il sacco, dai fuoco a tutto e scappa. Forse perché sanno che il fogno è instabile e collasserà presto come in Inception.


In questi giorni sulle locandine dei cinema compare la faccia di Berlinguer. Credo sia un film dedicatogli dall'insulso Veltroni, uno che è subdolo come i virus latenti: ogni tanto si slatentizza e reinfetta.
Ebbene, questo "Quando c'era Berlinguer", espressione dell'ipocrisia di chi si è nettato il culo con il testamento del leader del PCI, mi fa l'effetto di un porcozio nel bel mezzo della urbi et orbi e dovrebbe indignare anche i cascami e percolati della sinistra, soprattutto i suoi simpatizzanti, se ancora presentano attività elettrica residua. Quando c'era Berlinguer voi giovani da riformatorio neoliberista non sareste stati immaginabili nemmeno negli incubi più tremendi, ora governate per conto capitale. Essere governati da Gozi, Serracchiani, Boschi e il Bischero. Questa è la vera oscenità, la vera pornografia, altro che Nymphomaniac.

mercoledì 26 marzo 2014

Per Elysium



Ridete, ridete, poveri necrofori incaricati di trasportare il cadavere della sinistra al crematorio per poi spargerne le ceneri sulle rovine del nostro paese.
Avete notato come l'eternamente immusonita Garbo della CGIL si scompisci quando ha vicino i Gauleiter difensori del primato tedesco che impongono i sacrifici ai lavoratori italiani? Ricordate quanto si divertì al tavolo dei padroni con Monti, tra un astice e un "coeur d'ouvrier à la sauce suprême"?
Sapete perché irRenzi ride così, pensando alle sue riforme? Perché gli hanno promesso un posto su Elysium. Una di queste sere lo vengono a prendere con il carro trainato dai ciuchini.

Vedete, in contrasto, il teutonico Schultz apparentemente immune all'ilarità piddina che lo affianca? Non è che non comprenda il fine umorismo renziano che titilla i rigidi neuroni della sindacalessa, è che è troppo preso dalla serafica contemplazione mistica dell'ennesimo trionfo della volontà del suo paese, vero caso di psicosi latente applicata al concetto di nazione.
Ad ogni modo ce ne sarà anche per la sinistra tedesca, non dubitate. La sua idiozia ci ha regalato due nazismi e due guerre in un secolo esatto. Grazie, non dovevate, ma la prossima volta io tifo Morgenthau. Un bel ventennio di ritorno all'arcadia non vi farebbe male. E nei cofani delle Mercedes ci potete coltivare le patate.

Dice, ma sei antitedesca. Embé? Che loro sono filoitaliani, con i loro stramaledetti compiti a casa? Considerate più amichevole un black mamba o Schauble?
Sei antieuropea. Si, sempre di più e me ne vanto. L'ormai odioso "inno alla gioia" (de che?) mi da il vomito e me ne fotto se è del Ludovico Van. In culo pure a lui. Io rivoglio il mio paese e voglio uscire da questo incubo.
Ma il problema non è l'euro, come dice il direttore di un giornale, non il giornalaio sotto casa, ovvero Antonio Padellaro. No, il problema è proprio quello ma i sinistri di merda ci ridono sopra.
L'euro non è un problema nemmeno per Grillo. Ok, pazienza, si voterà Giorgia Meloni o la Lega, adesso vediamo. Peccato non poter votare Marine Le Pen. Adieu mon ami, je t'aime moi non plus.

Ma così non sei di sinistra. Ebbene, vi darò un dolore ma mi sono dimessa da sinistra. Sono l'esempio vivente che dall'essere di sinistra si può guarire.  Voi state pure a piangerci su, a rollarvi le Spinelli e a farvi i fogni lucidi con i lotofagi greci,  io sono già lontano, oltre. Se vi schiodate potete anche raggiungermi.

lunedì 3 marzo 2014

In Ucraina un colpo di stato appoggiato da Europa e Usa



Ricevo e volentieri pubblico un'intervista a Giulietto Chiesa di Gianni Ventola Danese, giornalista freelance da quindici anni, prima sul web e poi sulla carta con "Liberazione" e il "Il Riformista".

In Ucraina un colpo di stato appoggiato da Europa e Usa
Intervista a Giulietto Chiesa

“Gli estremisti nazionalisti ucraini sono stati incitati, organizzati e finanziati dall’Europa e dagli Usa. E’ con questo appoggio esterno che sono riusciti a portare a compimento un colpo di stato”. “l’Europa e gli Stati Uniti riconoscano di non essere più in grado di conservare il loro potere”. “Non possiamo accettare questa linea perché ci porterebbe alla Terza Guerra Mondiale”.

di Gianni Ventola Danese

Giulietto, come interpretare l’escalation della tensione tra Russia e Stati Uniti? Siamo veramente alle porte di un conflitto? Assistiamo all’esasperazione di una nuova guerra fredda o c’è qualcosa di più?

No, siamo già oltre la guerra fredda, credo che ormai siamo nel pieno di una crisi le cui dimensioni sono paragonabili a quelle della crisi dei missili di Cuba del 1962. Io su questo non ho dubbi, Unione Europea e Stati Uniti hanno superato la linea di guardia andando direttamente all’offensiva contro la Russia. Gli scopi sono chiari perché è evidente che sia l’Europa che Gli Usa sono nel pieno di una crisi politico finanziaria senza precedenti, hanno bisogno di distrarre l’opinione pubblica internazionale e tentano di uscirne forzando la mano e creando una netta linea di demarcazione coi russi. Hanno giocato una partita ad altissimo rischio e, adesso, appare evidente che era solo una ingenua illusione pensare che Vladimir Putin potesse in qualche modo cedere ed arrendersi agli accadimenti.

Possiamo realmente immaginare un intervento degli Stati Uniti con gli interessi che questi hanno a salvaguardare un rapporto con i russi su altri scenari, pensiamo alla Siria o all’Afghanistan.

Il problema fondamentale ora è che Putin, a mio avviso, ha fatto una mossa molto ragionevole e meditata, ovvero quella di inviare truppe in Crimea. Lo ha dovuto fare prima che fosse il governo di Kiev a intervenire, un governo, non dimentichiamolo, sostanzialmente di fascisti e di neonazisti che sta puntando apertamente a una rottura con la Russia. Kiev si sta preparando a una aggressione contro la Crimea e contro le regioni russe e russofone dell’Ucraina, e l’unico modo per fermali era ricorrere a un deterrente. A questo punto vedremo fino a che punto l’Europa e gli Usa vorranno insistere appoggiando un gruppo di estremisti nazionalisti fascisti, dovranno decidere se questi gli servono oppure no. Se gli servono, sarà una guerra vera, guerreggiata, si sparerà coi cannoni e auguriamoci che a sparare saranno solo i cannoni.

Volevo arrivare a questo, la rivolta di piazza Maiden viene interpretata da alcuni commentatori come l’ennesima manifestazione delle faide politiche interne all’Ucraina, come già accaduto in passato con la rivoluzione arancione o l’incarcerazione di Julija Tymošenko. Sei d’accordo o questa volta ci troviamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso?

Sì, qualcosa ora è cambiato, gli estremisti nazionalisti ucraini che, come giustamente tu dici, sono da tempo ostili alla Russia, sono stati questa volta ampiamente incitati, organizzati e finanziati dall’Europa e dagli Usa, in particolare da un gruppo di Paesi: dai servizi segreti polacchi, dalla Germania e dai Paesi baltici. Questi sono i protagonisti di questa operazione che, come ha scritto anche il “New York Times”, non sono stati neppure così premurosi da consultare il resto dell’Europa. Hanno fatto tutto loro, l’Europa non è stata coinvolta se non attraverso una serie di personalità che hanno fatto la fila sulla piazza Maidan per incoraggiare i rivoltosi. Questa è la differenza rispetto a prima, questi signori hanno avuto il pieno via libera dall’intero sistema degli stati occidentali che hanno partecipato all’operazione con l’incoraggiamento evidente degli Usa. Non per niente il senatore McCain è andato a stringere la mano ai neonazisti che guidavano il partito di estrema destra ucraina Svoboda.  E’ con questo appoggio esterno che sono riusciti a portare a compimento un colpo di stato, agitando, come si è potuto vedere, un’azione militare vera e propria.

Quando parli di paesi baltici ti riferisci anche alla Lettonia dove le minoranze russe sono già discriminate per legge anche a livello linguistico?

Mi riferisco alla Lettonia e all’Estonia, che sono i più aggressivi, ma anche alla Lituania. Tutti i governi e i leader di questi tre stati hanno fatto, per così dire, la fila a Kiev per incoraggiare i rivoltosi. Tra l’altro, attraverso numerose informazioni rivelate dalla stampa polacca, erano presenti sul terreno della piazza Maidan squadre militari o paramilitari provenienti dalla Polonia, quindi c’è anche un intervento diretto dall’esterno dei servizi segreti che hanno contribuito e hanno aiutato. Aggiungo che la signora Victoria Nuland (diplomatica statunitense che ricopre la funzione di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, ndr) ha affermato lei stessa come gli Stati Uniti abbiano finanziato l’intera operazione con 5 miliardi di dollari, e c’è la fonte sicura di questa informazione, dagli Stati Uniti, “noi avevamo investito 5 miliardi di dollari affinché l’Ucraina potesse avere il destino che merita”, queste sono le testuali parole, riportate sul blog di Paul Craig Roberts (economista ed editorialista del Wall Street Journal, già sottosegretario al Tesoro sotto l’amministrazione Reagan, ndr). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, hanno portato al potere un gruppo di estremisti che minaccia di far scoppiare una guerra civile.

Ecco il punto, come sottolineava anche Massimo Fini, per la prima volta dal dopoguerra è stato rovesciato con la violenza un governo regolarmente eletto. Questo precedente cosa può significare per l’Europa?

Può significare che non c’è nessun paese che può salvarsi dalle operazioni, chiamiamole, di “rivoluzione democratica” guidate dall’esterno. Fino a ieri la motivazione era pubblica ed evidente, bisogna abbattere i dittatori sanguinari. Sfortunatamente Viktor Janukovyč non è né dittatore né sanguinario perché è stato eletto dal popolo ucraino in elezioni che sono state considerate legittime, quindi abbattere un presidente democraticamente eletto si potrà fare ovunque.

Siamo entrati quindi nell’ambito delle “guerre sussidiarie”, le “proxy war” come vengono definite, conflitti pilotati per fini superiori?

Sì, è proprio così, è un salto di qualità esplicito dove l’occidente manifesta la sua volontà di comando, ma la crisi nasce proprio da questo, dal fatto che sia l’Europa che gli Stati Uniti si ostinano a non riconoscere di non essere più in grado di conservare il loro potere. E’ come una partita a poker, non volendo riconoscere questo fatto, rilanciano, hanno in mano una doppia coppia, vestita, se va bene, e vogliono giocare come se avessero in mano un tris d’assi. E’ questo che aumenta massimamente il pericolo di guerra.

Non c’è solo la crisi Ucraina, basta vedere cosa sta accadendo in queste settimane in Venezuela, c’è lo Yemen, la Siria, ma anche in Europa ci sono scenari di tensione dovuti al crollo degli indici economici, Spagna, Francia, Italia e ovviamente la Grecia. A che cosa può portare in definitiva quello che appare a molti come un conto alla rovescia?

Porta direttamente a un conflitto con la Cina. Posso semplicemente dire a chi ha qualche curiosità di leggere il mio libro “Invece della catastrofe” uscito l’anno scorso. Bisogna conoscere lo scenario di crisi mondiale per comprendere l’altissimo rischio che stiamo correndo. La convivenza tra un miliardo e trecento milioni di persone in continuo sviluppo e un paese in recessione come gli Usa non è possibile e porterà a una collisione inesorabile. Ovviamente i tempi per uno scontro con la Cina non sono ancora maturi e bisogna passare attraverso la Russia. E’ il piano Brzezinski (Consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter, ndr) che prevedeva lo smantellamento e la demolizione della Russia per arrivare al grande confronto. Siamo in una fase intermedia.

L’Europa quindi dovrà schierarsi.

Quello che sta accadendo in questo momento, con il trattato transatlantico che si sta cercando segretamente di approvare tra Europa e Usa, è infatti la premessa per avere l’Europa interamente agganciata e subalterna a questa strategia. Io credo invece che sia il momento di affermare che gli interessi dell’Europa non coincidono più con quelli degli Stati Uniti. Non possiamo accettare questa linea perché ci porterebbe alla guerra mondiale, alla Terza Guerra Mondiale.

L’area islamica in tutto questo, che ruolo gioca?

L’area islamica per il momento è stata marginalizzata, anche come conseguenza del fatto che Obama si è reso conto che sul fronte della Siria la partita non sarebbe al momento vincibile, e per questo ora il profilo è basso. Piuttosto, gli Stati Uniti stanno impegnandosi in due aree dove sembravano essersi ritirati da tempo, e cioé il Venezuela, e ci sono anche forti indizi che indicano come anche il Brasile sia sotto l’attenzione degli Usa. Il copione è sempre lo stesso, organizzare proteste popolari contro governi legittimi per innescare una repressione e per poi finanziare e sostenere una conseguente guerriglia urbana. Quello che sta accadendo in Venezuela è l’antipasto di quello che potremmo vedere in Brasile. E’ questo il punto, io credo che stiamo assistendo a un’offensiva su larga scala che è destinata a creare il caos all’interno del quale il clamore della crisi economico finanziaria mondiale verrà seppellito sotto il fuoco della guerra.

***

Ringrazio Gianni di avermi concesso di pubblicare questo punto di vista alternativo alle visioni ergotiche da TG: la retorica ad ettolitri dell'eroina trecciamorbida vs. il mostro dittatore, le "belle ciao" che celebrano un golpe dal retrogusto neonazista, gli appelli dei fighetti oscarati in favore dei fognatori ucraini, mescolati mescalinicamente con quelli venezuelani a "casso", come direbbe Papa Francesco. 
La realtà è la guerra come via di fuga dalla crisi economica, la guerra come supremo distrattore dalle conseguenze della medesima sulla vita delle persone comuni. Niente di nuovo ma che, per carità, non ce ne accorgiamo e vai con la cortina lisergica.
Sembra proprio la quarta guerra mondiale della quale parla Diego Fusaro, perché la terza in realtà è stata la guerra fredda terminata nell'89 con il crollo del muro, la sconfitta del comunismo reale e l'instaurazione dell'impero del capitalismo assoluto. 
La conferma della sensazione che questo golpe ucraino sia il tentativo dell'impero globale delle corporation di punire la Russia per non aver permesso la propria colonizzazione e la svendita dei suoi asset più preziosi ai tempi della transizione da comunismo ad economia di mercato. Rileggetevi, in proposito, il capitolo di "Shock Economy" di Naomi Klein sulla Russia, che racconta di come la ricchezza dell'ex impero sovietico sia potuta rimanere, a differenza di altri paesi postcomunisti, in mani russe, rappresentando un'intoppo nel percorso altrimenti trionfante del capitalismo assoluto verso la conquista del mondo. Tocca tifare Putin, a quanto pare.

Good night and good luck.

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