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giovedì 20 novembre 2014

Contro il fottuto voto di appartenenza


Domenica qui in Piddinia-Piadinia si vota per le regionali. Osservando il fenomeno dalla prospettiva piddina, visto che si dà per scontato che questa sia ancora una Regione Rossa, si prevede con preoccupazione una forte astensione, pari ad oltre il 50% degli elettori. Motivo ufficiale: le inchieste sulle spese pazze, compreso un dildo o anal plug, non si è ben capito, di una consigliera, inserito nella lista dei rimborsi. Fosse solo quello ci sarebbe da ridere, in realtà la regione soffre del male comune di tutte le aree governate da un partito che, finché le vacche erano grasse ed esisteva uno Stato che non aveva la paturnia della "spesapubblicaimproduttiva", poteva vantarsi di applicare con successo un socialismo da sugo fatto non di ristrettezze ma di opulenza. 
Oramai, tra le vie Lenin e Che Guevara con i palazzoni in disfacimento, i negozi chiusi ed intere aree industriali di capannoni abbandonati, le strade piene di buche ma con le rotonde intitolate ai "Lavoratori licenziati ingiustamente" (vista oggi a Imola, giuro) che in periodo di Jobs Act e cancellazione articolo 18 voluti dalla sinistra fantasiosa al potere suonano una presa per il culo; la giungla che forma il verde pubblico lasciato crescere indiscriminatamente e il melting pot da società destrutturata che per carità non te ne puoi lamentare se no sei razzista, la ex prosperosa e godereccia Emilia Romagna comincia a sembrare una DDR peri-post-Anschluss. Per non parlare delle zone terremotate o danneggiate dalle recenti alluvioni.

Il piddino guarda tutto questo, che non è altro che lo squallore montante da decadenza programmata da shock economy e, purtroppo ancora in troppi casi, soprattutto tra gli anziani, non si fa la domanda: "Perché ci stiamo riducendo così?" Non sarà per caso colpa del partito che ci governa da duemilacinquecento anni e che ha deciso di partecipare alla nuova versione di Giochi senza Frontiere dove vince la squadra di politici che per prima e meglio deindustrializza il suo paese? In palio uno strapuntino in una Ur-Lodge ultrareazionaria e qualche banca bollita in omaggio per la volonterosa dirigenza carnefice.

Nei paesi anglosassoni, dopo che si è votato un partito e questo ci ha delusi, si vota lo schieramento opposto, salvo poi tornare all'ovile se anch'esso non ci rappresenta nei fatti. Passare da un partito all'altro è normale e non è considerato, come da noi, mancanza di coerenza ed eresia dolciniana.
Qui c'è ancora troppo il voto a vita per il partito. L'ergastolo elettorale. Il voto tramandato di padre in figlio. 
Cambiare bandiera è inaccettabile, come convertirsi ad una religione. Sono convinta che vi sia anche una forma di scaramanzia nel votare sempre gli stessi anche se sono ormai obiettivamente invotabili. Un qualcosa del tipo: "Chissà mai che, se quest'anno non li votiamo, non ci muoia il gatto".

Il voto di appartenenza è una iattura e di fatto paralizza la democrazia, perché garantisce al partito che ha tradito il suo elettorato non rappresentandolo e arrivando perfino ad andare contro i suoi interessi, di farla sempre franca e impedisce al suo elettore di punirlo negandogli il voto alle successive elezioni.
Il piddino d.o.c. non ha il coraggio di incolpare il partito, perché sarebbe come sputare sulla tomba del nonno partigiano e dare un dolore alla mamma berlingueriana, e tanto meno osa votare per "quegli altri" e quindi, al massimo massimo, non va a votare. Da qui la previsione del 50%+ di astensione, salvo sorprese e rinsavimenti improvvisi e posto che, soprattutto tra i più giovani, non si abbandoni finalmente il voto di appartenenza in favore di un voto di opportunità.
Il fatto che, alle ultime elezioni politiche, una parte dell'elettorato di sinistra si sia spostato sul M5S è un segno di possibile ulteriore sommovimento nelle file dell'elettorato. E' facile che, dopo essere passato al M5S ed esserne usciti magari delusi, quel voto si sposti di nuovo in altra direzione, magari a destra o ritorni a sinistra.
In ogni caso, il dinamismo elettorale è solo positivo e se adottassimo tutti un atteggiamento da puttane elettorali, da gente disposta a darla al migliore offerente, per puro interesse e senza guardare in faccia nessuno, colori o bandiere o appartenenze, ma solo a chi ci rispetta e difende, con il prerequisito che, se non fai il nostro interesse, la prossima volta te ce mannamo tutti in coro, forse ne guadagnerebbe anche la democrazia.

martedì 18 novembre 2014

PD's Anatomy


Questa sera offro alla vostra riflessione alcuni brani di un articolo di Giulio Sapelli che è più impietoso di un referto autoptico e che condivido per l'analisi dell'attuale classe dirigente piddina dello gnocco fritto e della ribollita, quella tosco-emiliana, quella che ha partorito Renzi, Delrio, la De Micheli, Poletti, Gozi, Franceschini e altri bei pezzi da novanta, il cui acume economico riempie paginate di storify che, non fossero tragici, darebbero lo spunto continuo per nuovi volumi di barzellette.

Quella di Sapelli è una bella rievocazione storica degli anni novanta e di quello che chiama “golpe morbido”. Di quando cioè, essendo già avvenuto il divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, si preparava il terreno alla cavalcata eroica delle valkirie filotedesche verso la moneta unica o l'unica moneta per soggiogarli tutti, l'euro.
"Gli anni in cui la triade capitale internazionale, capitale nazionale teso al rent seeking delle privatizzazioni senza liberalizzazioni (Da Rold insegna) e magistratura, tutte mossero all’attacco di ciò che si opponeva al disegno della conquista economica dell’Italia. Come ciò che accade oggi sotto i nostri occhi per via europea teutonicamente egemonica. La corruzione certo dilagante offrì l’estro, come del resto accadde e accade sempre in tutto il mondo.
Risparmiò, la triade, solo le alte cariche dello Stato perché le cuspidi della Pubblica amministrazione si adeguarono prontamente al nuovo padrone e risparmiarono altresì gli esponenti delle subculture comunista e della sinistra cattolica democristiana.
Nobili tradizioni. Quella cattolica mutò rapidamente di pelle e divenne le più solerte sostenitrice della nuova dislocazione delle forze in campo, stringendo formidabili rapporti con il mondo bancario nominando alla sua testa i suoi rappresentanti più illustri, oltre a dominare il campo delle privatizzazioni in una inusuale alleanza con ciò che rimaneva della massoneria post-nittiana e post-beneduciana.
I comunisti ebbero un travaglio più tormentato. Sconfissero sul campo, grazie alla cultura della fedeltà indiscussa al partito, quei settori della magistratura e degli interessi occulti che volevano trascinare anch’essi nel baratro della galera. Si salvarono i vertici. Pagarono i secondi, anche se avevano il nome di Primo. Fu una prova del fuoco a cui si sottrassero coloro che successero al vecchio gruppo dirigente dopo la morte di Alessandro Natta. I giovani turchi dalemiani e veltroniani vestirono allora gli smoking del capitale finanziario e della liberalizzazione senza criterio tecnico o scientifico. Costruirono un’identità dimidiata del nuovo partito che veniva facendosi nella perdita dell’insediamento storico: ossia operai, artigiani, piccoli imprenditori, intellettuali di altissimo livello. A ciò sostituirono un insediamento nuovo e volatile, tenuto insieme non più dalla politica ma dalla propaganda, ossia dalla politica minorata: l’impiego pubblico, gli intellettuali della moda e dei rotocalchi alla Eco, i bancari e i banchieri, quei magistrati protesi a trasformare l’ordine giudiziario in potere.
Una cosa però accadde: tragica. Nel vecchio PCI mai nessun emiliano e toscano era mai assurto alla segreteria politica, alla cuspide del partito, dove regnavano da sempre torinesi e romani con qualche sarda e nobile inserzione. Itoscani e gli emiliani erano le furerie addette ai carriaggi e alla manutenzione del sistema burocratico e amministrativo locale e nazionale. Esseri di serie B: ammirati ma distanziati dalla politica di largo respiro. Addetti al finanziamento e alla propaganda. Costoro, i rifiutati, erano considerati utili idioti - in senso tecnico, appunto -, quasi i componenti della cosiddetta sinistra indipendente, i quali dovevano solo e sempre loro fornire tecnici e pontieri a un partito operaista e di competenze umanistiche piuttosto che economiche. E dovevano offrire in primo luogo legittimazione borghese a un partito che tutto era meno che borghese. La mutazione del Partito democratico nelle sua varie fasi ha rovesciato quel sistema di formazione della cuspide della classe politica ex comunista: ora a comandare sono gli esclusi di allora. Privi di logica politica in senso pieno ossia strategico, continuano ad amministrare piuttosto che a dirigere, anche quando a dirigere sono chiamati. La recente avventura bersaniana è una sorta di rappresentazione drammatica di tutto questo. L’antiberlusconismo è la loro sola e unica vis politica e polemica. Di qui il pragmatismo dei Bersani e dei gruppi che li circondano con un fare post-democristiano che solo Cossiga seppe bene descrivere." (fonte)
A proposito di Bersani, quello che nell'immaginario propagandistico piddino è LA BRAVA PERSONA (sottintendendo che gli altri sono evidentemente pendagli da forca?) Eccovi un estratto da un'intervista rilasciata al Financial Times nel 2012 e ripresa in questo articolo. Dopo aver dichiarato che "non intende rinegoziare il Fiscal Compact e gli altri trattati - ma non avevamo dubbi - Bersani presenta le sue credenziali europee:
"I have helped Italy join the euro, I am the secretary-general of the most pro-European party of Italy, and I have supported all the policies and reforms that Europe has asked us to do over the years,” he says, smoking his trademark Toscano cigar.
“We want to accelerate the integration process as a remedy to fight the recession that is hurting the whole of Europe. So far we have taken some important steps forwards but more has to be done.”
Mr Bersani rejects the populist, anti-German stance adopted by Mr Berlusconi.
“I am not going to quarrel with Germany. I want Italy to have a serious, frank and friendly relationship with Germany based on rational and realistic arguments,” Mr Bersani said. “In fact I agree with many of the criticisms Germany makes to countries like Italy because I made the same criticism to Mr Berlusconi.”

Non ve lo traduco tanto lo capite lo stesso, avendo fatto sicuramente l'Erasmus. Pensate che questi, non solo ci hanno consegnato mani e piedi legati all'Europa ma ora si apprestano a metterci al collo il cappio del (Bad) TTIP. L'unconditional surrender nelle mani di quelle brave persone dei CEO delle multinazionali tipo Monsanto o Union Carbide. La bhopalizzazione globale. Se volete sapere cos'è il Transatlantic Trade and Investment Partnership, leggete questo esemplare post di Bagnai.
Auguri. Grazie alla peggiore morchia piddina, ottenuta scartavetrando il fondo del comunismo all'italiana, lavoreremo vent'anni di più e guadagneremo come se fossimo bambini del Bangladesh.

domenica 26 ottobre 2014

Morti di Leopolda vs. morti di art.18


Ovviamente è un fake, per ora. Non è però meravigliosamente plausibile? Qualcuno ci è cascato. Il formato tabloid, il target da salone di parrucchiere e la copertina dedicata alle inquantodonne: l'avvocata del diavolo e tutto il resto del peggio femminino piddino, con Civati a far da cicisbeo? 
In fondo è la tendenza attuale della politica, di qualunque colore e quindi di nessun colore. La politica grigio topo. O topa, meglio ancora. Mandare in prima fila le groupies e i cicisbei a fare le pazze in televisione a colpi di "maguardiiopènso" (Dio, la Bonafé!)  E quando la nave affonda i topi cominciano a preoccuparsi. Fassina parla di "superamento" dell'euro e l'altra parrucca incipriata dissidente, Cuperlo, addirittura di ipotesi uscita.
Le tope invece, soprattutto la zoccola dura del nefasto piddinismo emiliano-romagnolo, le compagne di merende del mostricciattolo di Firenze, non lo pènsano ancora, per il momento. Andare contro un'Europa comandata da una donna ed essere ancora sotto l'effetto della doppia ebbrezza del potere finalmente ottenuto, inquantodonne e inquantocompagne, deve sembrare loro ancora atto troppo estremo e per giunta maschilista.

Tornando all'Unità ed alla sua possibile deriva terminale nel gossip, in fondo Gramsci sarebbe perversamente contento di vedere i suoi pronipotini contendersi il coiffeur all'edicola con altre riviste underground e psichedeliche come Visto, Miracoli e Il Mio Papa, piuttosto che continuare a difendere i nazisti golpisti nell'ex Unione Sovietica. Ricordo che Cronaca Vera, invece, che mi onoro di avere tra i followers su Twitter, è rivista di ben altro spessore ed impegno politico, economicamente assai più preparata di Fassina e meno opportunista di Zingales.

Parlando invece di televisione, il canale più hard del mainstream piddino, ovvero la televisione dell'editore Cairo, il Franco Maria Ricci dell'estetica renziana, è impegnato in questo fine settimana nella copertura della Woodstock di regime, il grande rave party della Leopolda, dove le groupies si scatenano con roba pesante. Il supplente della Gruber, Floris, respirando anch'egli il profumo dell'Ubalda, era quasi in trance, sembrava all'UFO Club di Londra nel 1967. Chi visita YouDem in questi giorni ottiene gli stessi effetti di YouPorn. Del resto non vanno di moda le pornofilosofe? (Si, Diego ha risposto ma fin troppo signorilmente. Jarno infatti ha commentato: "ma un mò va fèr dal pugnetti non bastava?" Non ve la traduco nemmeno.)

Nel clima di euforia per i successi del PNsF (Partito Nazionale sFascista), non c'è da dare troppa importanza alle manifestazioni della CGIL e degli altri poracci del sindacato che vanno in giro a ripetere ossessivamente "articolo 18,18,18,18,18...), tipo il vecchio trattore pumpum della FIOM o l'omaccio in maglietta che chiede la patrimoniale, per non parlare di Cofferatu che ricordiamo bene nel suo autodafé proeurista.


Trattasi di deliri di poveri psicopatici che prima hanno avallato tutte le peggiori porcate contro il mondo del lavoro degli ultimi vent'anni, si sono innamorati del progetto euronazista, hanno ridacchiato al tavolo della Troika, eletto Renzi alle primarie e poi, come Norman Bates, ora urlano "Mamma!! Mamma, cos'hai fatto??!"
L'unica scissione che io vedo nel PD è quella schizofrenica.



Io non greto, direbbe il Razzi di Crozza, trattarsi però di follia collettiva e difatti, per quanto riguarda la dirigenza diquelpartitolà si può solo parlare di collaborazionismo idiota o consapevolmente criminale.
Per la base e i simpatizzanti il discorso è più complesso, ci torno su in un altro post. E' l'atteggiamento di questi ultimi che rende folle l'insieme, e rende l'immagine di un partito orgogliosamente psicopatico.

Per fortuna che uno dei dati più inquietanti (per loro) relativi allo stato di salute della sinistra italiana è il calo delle iscrizioni al PD perfino in Piddinia, l'ex regione rossa ora color can piddino che fugge in onore della broda incolore di cui si diceva all'inizio.
Niente paura. Come alla fine del Terzo Reich, vengono arruolati i vecchi e i ragazzi un po' gonzi. Marco Pannella ha annunciato che vuole iscriversi al PD e Gennarino Migliore lo ha già fatto con una cerimonia assai toccante. Ferro. Scelta Civica e SEL sono già pronte alla confluenza. Un momento, ma Scelta Civica non è sinistra, si agita il piddino dentro la camicia di forza. Perchè le azzeccagarbugliesse, Davide Serra, il signor Camusso, l'iperpresenzialismo berlusconiano del bischero, con tanto di promesse e bugie, lo sono? Come nelle migliori trame di psicodrammi, odiano il padre ma alla fine ci si identificano.


Ricordate che questo è il vostro presidente del consiglio

venerdì 25 luglio 2014

Loro tireranno diritto


Oggi, 25 luglio, una citazione fascista ci sta a pennello. E' la morte sua, come si dice.
I loro del titolo sono il PD e ciò che resta del PDL, ovvero il cavaliere discavalierato con le palle strette non più nella garota de Ipanema ma nella garrota della Troika, ormai ridotto a fare lo sparring partner dell'ex nemico De Maledetti. Loro sono l'avanguardia del collaborazionismo italiano, incaricato di liquidare questo paese a prezzo d'incanto per i loro amichetti delle banche d'affari internazionali tenendo al contempo il popolo sotto scacco con il buonismo piagnone, criminale e filostraccione delle damazze di San Vincenzo, che ci impone di fatto l'invasione delle truppe cammellate. Perché questa è una guerra che solo in parte si sta combattendo sul fronte finanziario. Per l'occupazione materiale del territorio si impiegano ancora i vecchi metodi. L'importante è non chiamarli invasori ma migranti. Poveri battilocchi, se pensate che un esercito di invasione si accontenti solo dell'accoglienza parrocchiale, del maccherone incellofanato e dei dieci euro di ricarica. Il fatto che ad ogni angolo vi vogliano appioppare le collanine e gli specchietti non vi ricorda nulla? Chiedevi chi sono i selvaggi, gli indiani, questa volta. 

Ieri intanto è successa una cosa fantastica. Non mi riferisco alla marcia verso il Quirinale delle opposizioni stufe delle tagliole sulla riforma del Senato che, una volta giunte al colle, si sono fatte ricevere da un sottocoda qualsiasi perché 'O rre probabilmente era troppo invischiato nei propri sfaceli e non hanno nemmeno convocato la stampa estera per denunciare lo scandalo. 
Già questo vi fa capire con chi abbiamo a che fare, purtroppo da entrambe le parti. Perché, si, dài, SEL, fammi godere, fammi credere che ora fai l'opposizione al PD! Per quanto riguarda l'inquilino, ci furono altri che rifiutarono di ascoltare il popolo e leggerne i cahiers de doléances e il seguito è nei libri di storia. Parla di ghigliottine, più che di tagliole; di cannonate e lavori a maglia, più che di primarie e feste dello gnocco fritto.
No, non parlo di questo. La cosa fantastica è che ho visto un TG che normalmente non parlerebbe di Gaza nemmeno sotto tortura, aggrapparsi disperatamente ai morti palestinesi nella speranza che offuscassero lo stupro della democrazia in Italia rappresentato dal comportamento del governo. Poro Mentana e pora LaSetta, che pena mi fate. 

Tornando all'oggi, 25 luglio, la Repubblichina titola "Riforme, Renzi: 'Vado avanti. No alla dittatura della minoranza", il che fa capire quale idea distorta, questa si allucinatoria, cara ministrina, della democrazia abbiano. Quando mai una minoranza ha instaurato una dittatura? Casomai una maggioranza come quella attuale, bulgara e delirante del PD.
Loro tireranno diritto, appunto, e non è fantastico che non vi sentiate per niente minacciati? Certo, il simpaticone toscano con l'espressione un po' così, diciamo da ipersedazione, e l'acquacheta dama del Palio con gli occhioni manga non sono mica un generale cileno o una guardia rossa maoista. Eppure sono altrettanto pericolosi.

lunedì 7 luglio 2014

2014, anno I del ventennio renzista

foto da Dagospia
Il mio affezionato lettore Chinacat ha postato questo commento qualche giorno fa:

"Dato che anche io vivo circondato da piddini, credo sia utile (e sommamente divertente) sapere come mandare in tilt l'unico neurone sopravvissuto alla "piadaina".
Come fare impazzire un piddino. Istruzioni per l'uso:
A) chiedere al piddino cosa ne pensa del Senato NON elettivo;
B) attendere la risposta del piddino, il quale ovviamente giustificherà tale misura (ah, la casta-cricca-corruzione!)
C) fargli notare che tra averlo non elettivo e non averlo affatto non cambia poi molto;
D) il piddino a questo punto inizia a dare segni di disagio ma, granitico, continua a difendere la "riforma";
E) a questo punto è con le spalle al muro e gli si fa notare che già ben prima del PD a qualcuno era venuto in mente di togliere di mezzo il Senato;
F) ora il piddino è nella posizione giusta, detta altresì "mosca-sul-muro" ma ancora non intuisce il pericolo;
G) il colpo di grazia consiste nel fare leggere questo al piddino:

"Il programma fascista del 23 marzo 1919:

Di solito il piddino resta basito. Se poi siete davvero bastardi dentro (e io, modestamente, lo nacqui) potete fare notare al piddino che per avere un Senato elettivo, migliaia di italiani hanno dato la loro vita e che quindi, in sostanza, il PD fa oggi quello che il PNF fece tra il 1922 ed il 1925: togliere la libertà agli italiani."

Dal canto suo, l'altrettanto ottimo Zugzwuang aggiungeva:

"Chinacat, devi anche far leggere ai piddini, che sono intimamente fascisti a loro insaputa, l'appello del P.C.I. ai FRATELLI FASCISTI in camicia nera. Riporto un piccolo stralcio della lettera totalmente leggibile in internet: " I comunisti fanno proprio il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori [...]"

Mi sono incuriosita assai perché il protoinciucione con i fascisti in effetti giuro mi era finora sfuggito, per dire quanto può essere sorprendente lo studio della storia se si ha la pazienza di andare oltre i testi scolastici e ringrazio i miei lettori per avermi permesso di colmare questa succulenta lacuna.  Sono andata quindi a leggere il testo di quell'appello.
Sulle prime uno dice: guarda! Guarda, guarda, guarda! Guarda, guarda, guarda, guarda, se non è il caro P.C.I., baluardo dell'antifascismo, e poi dell'antiberlusconismo, dell'antigrillismo e a Dio piacendo, non mettiamo limiti alla futura provvidenza, antichissacosaltroancora. 
Comunisti che vogliono allearsi con i fascisti? Nel 1935? Ma è proprio vero? Lo avete detto ai kompagni dei centri sociali che fanno dell'antifa e del bellaciao una questione di sopravvivenza, e magari anche a quei residuati del sessantotto per i quali lo scontro di piazza con il fascio era imprescindibile?

La storia di quella lettera-appello è qui e, come scrive  anche Michele Pistillo (il grassetto nel testo è mio):
"Questa iniziativa politica nasce ai primi del 1935. E’ del 25 marzo 1935 una lettera di Togliatti a Grieco, nella quale, tra l’altro, si afferma: “bisognerebbe dire qualcosa ai militi fascisti in generale. Ma qualcosa che essi capiscano, perché non dire ad esempio pressappoco così. E’ ora che vi convinciate che colla marcia su Roma non avete fatto nessuna rivoluzione, ma […] se volete fare una rivoluzione per davvero dovete unirvi con noi per farvi rispettare dai padroni, per cacciarli […].
E’ ora che vi convinciate che il bastone bisogna adoperarlo contro i padroni […] non contro gli operai che sono mal pagati. Solo con espressioni simili ci si può rivolgere efficacemente ai fascisti…2
Chi per primo solleva l’esigenza di un richiamo al programma fascista del 1919 è sempre Togliatti, secondo la testimonianza di Boni (Bibolotti)3: “Dobbiamo riuscire a riporre in movimento le grandi masse, lavorando nei sindacati fascisti e in tutte le organizzazioni fasciste e cattoliche, facendo valere fortemente le tradizioni nazionali progressive, liberali e democratiche del nostro popolo […] rivendicando e utilizzando politicamente il programma fascista del 1919”.
Già nel 1935, nell’Appello del C.C. del P.C.I., scritto da Togliatti, contro la guerra all’Abissinia, è delineata la linea della “riconciliazione nazionale” (l’Appello ha per titolo “Salviamo il nostro paese dalla catastrofe”)4. Si tratta di una politica ardita, che solleva dubbi e discussioni (Di Vittorio è contro l’entrata nei sindacati fascisti, ma poi converrà con gli altri sulla politica della “riconciliazione”). L’estensore dell’Appello non è il solo Grieco, anche se gli si assume tutte le responsabilità. L’Appello è scritto da Grieco, da Sereni, da Di Vittorio. Togliatti, che pure si era fatto promotore di questa linea, non partecipa alla sua stesura, e la sua firma apre il lungo elenco dei firmatari, con proprio nome e cognome."
Vi offro anche una gustosa discussione storico-esegetica con citazioni ed analisi delle motivazioni di quell'appello e della svolta "entrista" del partito di Togliatti. Nel testo dell'appello non mancano inquietanti parallelismi con la situazione attuale. A chi piacciono i corsi e ricorsi storici la lettura integrale offrirà orgasmi garantiti. Eccone un breve estratto:
"ITALIANI!
La causa dei nostri mali e delle nostre miserie è nel fatto che l'Italia è dominata da un pugno di grandi capitalisti, parassiti del lavoro della Nazione, i quali non indietreggiano di fronte all'affamamento del popolo, pur di assicurarsi sempre più alti guadagni, e spingono il paese alla guerra, per estendere il campo delle loro speculazioni ed aumentare i loro profitti.
Questo pugno di grandi capitalisti parassiti hanno fatto affari d'oro con la guerra abissina; ma adesso cacciano gli operai dalle fabbriche, vogliono far pagare al popolo italiano le spese della guerra e della colonizzazione, e minacciano di trascinarci in una guerra più grande.
Solo la unione fraterna del popolo italiano, raggiunta attraverso alla riconciliazione tra fascisti e non fascisti, potrà abbattere la potenza dei pescicani nel nostro paese e potrà strappare le promesse che per molti anni sono state fatte alle masse popolari e che non sono state mantenute.
L'Italia può dar da mangiare a tutti i suoi figli."

Però, però, c'è un però. Miei cari commentatori attenti e colti, quell'appello bisogna appunto leggerlo e dice anche altro, oltre ad esaltare da parte comunista le radici sansepolcriste del fascismo del pur socialista Benito Mussolini che per noi figli degli opposti estremismi post-sessantottini suona logicamente come un bestemmione in chiesa. E' per questo retaggio di contrapposizione forzata che ci fa tanta impressione l'inciucio con il centrodestra degli ultimi governi post-golpisti perché siamo condizionati dal "con quelli mai" e dalla logica della spranga nel cervello.

In fondo quello di Togliatti e compagni era un richiamo alle comuni radici anticapitaliste che di fatto ancora oggi caratterizzano le ali estreme di destra e sinistra e che si traducono in una critica similare della globalizzazione ed dell'ultracapitalismo. Che poi l'estrema destra suoni più di sinistra dell'estrema sinistra, è un'altra questione.
Allora il PCI faceva ancora il partito di sinistra, quindi non mi scandalizzo affatto. Togliatti, visto che il capitalismo mondiale e la Germania nazista, espressione del complesso militare-industriale tedesco, stanno spingendo verso la guerra e i presupposti della catastrofe economica per il popolo ci sono tutti, cerca una sponda tra i fascisti "socialisti" per combattere il capitalismo e compiere la rivoluzione. La logica c'è ed è condivisibile perfino oggi.

Chiediamoci piuttosto cosa è successo dopo, perché qualcosa è sicuramente successo ed ha stravolto completamente i presupposti di quell'appello, visto che di anticapitalismo nel PCI, per non parlare delle sue successive metamorfosi sempre più scolorite, ne è rimasto ben poco, a parte forse solo la fissazione sulla patrimoniale che resiste all'usura dei secoli e che viene mantenuta perché funzionale alla vessazione delle classi medie invise anch'esse al potere reazionario.
Se stabiliamo infatti che un'alleanza infine sia idealmente nata da quell'appello, ma non tra le componenti socialiste ma tra quelle reazionarie dei rispettivi schieramenti, che per la componente di sinistra doveva comprendere  il ripudio della rivoluzione e della critica al capitalismo, tutto diventa più chiaro, anche l'attuale fascinazione di "sinistra" per la shock economy neoliberista reazionaria e il neofilogermanesimo di tanti volonterosi carnefici autoarruolatisi con il proprio tamburino nell'esercito del Quarto Reich, per non parlare del "tradimento" del sindacato.
La storia successiva, dal dopoguerra ai nostri giorni, se l'anticapitalismo non era più un principio fondante, come abbiamo visto, doveva essere dominata da un altro principio altrettanto forte, che non poteva essere trovato altro che nell'antifascismo.

Se i proletari di tutto il mondo non riuscirono ad unirsi, lo fecero i reazionari e l'anticomunismo da un lato e l'antifascismo dall'altro, servirono a corruttori (i fautori dell'ultracapitalismo) e corrotti (i loro collaborazionisti arruolati tra i politici più vicini ideologicamente alle classi subalterne) a disegnarsi un mondo a propria immagine e somiglianza, a spese del famoso 99%. Lo fecero mantenendo il popolo impegnato in una guerra ideologica che va dalla stagione degli opposti estremismi, con annessa strategia della tensione al compromesso storico; dall'antiberlusconismo rituale come copertura a vent'anni di complicità, come testimonia la famosa "confessione" in Parlamento di Violante ad infine la fascistizzazione attuale di tutti coloro che non si sottomettono al potere unico della democrazia totalitaria della quale scrive ora Travaglio, lasciando finalmente perdere i vizi privati di Berlusconi, per cominciare ad inquadrare il vero pericolo per l'Italia rappresentato dal renzismo. Ovvero, da quella smania del partito democratico di ottenere il potere più assoluto possibile e la sua conseguente allergia alla dissidenza ed all'opposizione che rappresentano forse la riscossione finale della vendita dell'anima, ceduta al Diavolo non in quel lontano 1935 ed ai fascisti ma allo stesso potere che corruppe anche il fascismo.

Dietro alla facciata di cartapesta della sacra rappresentazione della contrapposizione destra-sinistra non meraviglia che si siano potuti stilare patti-ricatto dei poteri forti ai dirigenti del PCI, i cui giovani virgulti di nomenklatura sarebbero stati cacciati dal comodo posto assicurato negli uffici studi delle banche, ai tempi del divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia nel 1981, se il PCI si fosse opposto, assieme ad alcune frange della DC, alla prevista cessione di sovranità monetaria, come pare testimoniato da una telefonata di allora tra Ciampi e Berlinguer citata in questo video da Nino Galloni. Oppure la successiva salvaguardia del Partito e del suo apparato dallo tsunami di Tangentopoli in cambio della partecipazione alla ventennale tragicommedia berlusconiana nel ruolo dello sparring partner di poteri anche innominabili mentre il paese veniva preparato per la spoliazione finale in nome e per conto di poteri finanziari ultranazionali.

Oggi forse ci vorrebbe un altro appello ai "fascisti", con più o meno le stesse motivazioni, per opporsi tutti assieme alla forma più maligna di capitalismo ed alla morte per cachessia economica del nostro paese. Il problema è che da una parte almeno non c'è nessuno. Sono tutti morti assieme al comunismo o sono in banca.

martedì 27 maggio 2014

I Piddino Boys e la Carosellonomics


Ieri sera a "Piazzapulita" abbiamo saputo da Edward Luttwak che, nel 2011, Merkel e Sarkozy andarono da Obama a chiedergli di rovesciare il governo Berlusconi perché alcuni ministri italiani si erano lamentati con i colleghi francesi e tedeschi che il Premier stava con la testa da un'altra parte e non era in grado di governare la crisi e fare le fottutissime riforme. Al che - non ridete ora - Obama avrebbe risposto sdegnato che gli Stati Uniti non intervengono nelle politiche degli stati sovrani e quindi ciccia. Vi lascio fare le vostre congetture sull'interpretazione da dare a questa parabola del falcone neocon e indovinare chi sarebbero le nuore che dovrebbero intendere e se il messaggio debba o no essere ascoltato alla rovescia per capirne il vero significato.

A proposito di falconi e operazioni condor, ricordate quel vecchio carosello anni '70 dove i cittadini del Paese Felice erano costantemente minacciati dal perfido Jo Condor ma quando invocavano "Gigante, pensaci tuuuuu!!!" arrivava uno spilungone ex machina che risolveva tutto con saggezza e comminando infine la giusta pena all'odioso pennuto? Riguardiamocelo (e fate bene attenzione alla forma che assume l'uccellaccio folgorato: Confindustria o Terzo Reich?)


Perché questa botta di nostalgia dell'infanzia? Perché l'infanzia è il periodo del cosiddetto "pensiero magico". Ieri sera, dopo le rivelazioni di Luttwak sul golpe, venendo alla vittoria alla Enver Hoxha di Renzi che, secondo il falcone, "piace molto ai banchieri", si è passati al tema della serata: cosa farà Renzi per rilanciare l'economia.
Uno si sarebbe aspettato un'analisi sulle oggettive difficoltà di applicare strumenti espansivi in regime di vincolo monetario che impone politiche economiche pro-cicliche. Invece abbiamo assistito ad una lunga seduta di autocoscienza piddina durante la quale il pensiero magico è stato applicato in maniera psichedelica alla macroeconomia.

Hanno duettato, scambiandosi allucinazioni e formule alchemiche per la realizzazione della pietra filosofale, mentre perfino la Santanché scuoteva sconsolata la testa, il bocconiano Tito Boeri, quello dell' "hai voglia aggiungere del rum" e la statista Debora Serracchiani, assistiti al famiglio Formigli che porgeva gli zuccherini.
Chi non ha visto farà fatica a immaginare cosa possa essere uscito da quelle menti. Alla fine ho spento il televisore con lo sgomento che dà la consapevolezza di essere nelle mani di gente che non ha assolutamente idea di cosa stia facendo e di quale sia la realtà con la quale dovrà confrontarsi. Una cosa veramente allucinante, tanto per parlare da vecchi hippies.

Innanzitutto è stata letta la notizia che Renzi pensa ad una manovra da 150 miliardi di euro da impiegare in manovre di tipo keynesiano in cinque anni. (Il piano quinquennale!)
Già questa è grossa ma i nostri allucinati non si sono affatto scomposti. 
Noi sappiamo che ci sono il Fiscal Compact, l'ERF, tutte cosucce per pagare le quali proprio il nostro amico amerikano dice che ci vorranno 10 IMU all'anno per cittadino. Sappiamo che i trattati europei impediscono qualunque tipo di manovra keynesiana, ovvero di intervento statale di investimento nell'economia reale, perché lo vieta il pensiero dominante ordoliberista. Il fatto che la Germania non rispetti le regole non c'entra, perché si parla di noi e noi non siamo la Germania.
Soprattutto, il vincolo esterno, ziobonino, impedisce qualsiasi forma di creazione di moneta che non sia quella che il drago Smaug a guardia del tesoro decida di elargire a caro prezzo ai paesi dell'eurozona. E sempre che la Germania accetti di fare un passo indietro.
Non è la tesi dei populisti e degli economisti euroscettici, è ciò che prevedono l'architettura dell'euro e la shock economy nati dal pensiero hayekiano.

Questi invece, siccome non possono certo andare in TV, dopo che undici milioni di bip bip li hanno votati, a dir loro: "Cucù, finora s'è scherzato, ora vi romperemo il culo", sono costretti ad inventare, ad applicare il pensiero magico, tanto i loro elettori credono alla benzina che costerebbe 70 volte 7 uscendo dall'euro e quindi vanno sul sicuro. Contano su un bacino di ignoranza economica di enormi dimensioni.
Ecco quindi che, visto il grande successo di Renzi, e sempre per quella storia dell'autorevolezza, potranno andare in Europa a cambiare le regole. E' semplice, basta ridiscutere ed è ovvio che quegli altri diranno di si. Ci sono i vincoli sulla spesa? Non c'è problema, si ridiscute e vedrai che ci faranno lo sconto. Dopotutto allo sportello c'è Draghi, vedrai che come ci vede, sgancia.
Insomma, l'apparizione in un alone di luce del mostriciattolo di Firenze a Bruxelles farà cadere la Merkel in ginocchio e l'incantesimo della fata cattiva sarà sciolto. La Germania accetterà qualunque cosa. Di cacciare gli eurobond, di rinunciare al primato sull'export, di accollarsi le difficoltà dei PIIGS spremendo i contribuenti tedeschi, di smettere di fare la Germania. 
L'anima benedetta di John Maynard il bianco apparirà a cavallo di un destriero e i forzieri dei paesi del Sud Europa si riempiranno di miliardi e miliardi di euro da spendere per costruire scuole (è una mania quella dei renziani per le scuole), mandare ottanta euro anche ai morti e salvare le amate banche di partito; i derivati sottoscritti dai comuni da quelli che non capivano l'inglese si trasformeranno nell'albero degli zecchini, le casse dei comuni strariperanno di sghei e ci sarà figa e piadina per tutti.
Ditemi se, anche se io ci ho affabulato un po' sopra, riascoltando la puntata, non è proprio quello che affermano. 

Il bello è che Boeri sa, non può non sapere. Sa che la disoccupazione nel Sud dell'eurozona non è uguale a quella del Nord (evita però di dire perché); sa che aderire al vincolo esterno significa cedere sovranità ma dice che si potrebbe sempre rivedere qualcosa. Ah, beh. Renzi è l'argine contro il fronte antieuro ma deve fare le riforme. Addirittura, sarebbe il caso di svalutare l'euro (!!) per far partire la crescita. Qui il casino non è solo convincere la Germania ma gli Stati Uniti che forse, qualche vantaggio da un euro più forte rispetto al dollaro lo ricavano e non so se vi rinuncerebbero. Ma certo Renzi può convincere anche Obama, che cce vo? (Cos'è, un altro "ghepensimi"?) Senza contare che ormai Fassina aveva capito che non si può svalutare l'euro ma soltanto i salari e ora che facciamo, lo rigettiamo in confusione? Sarebbe una crudeltà.

Tra le assurdità della serata non parliamo poi di Serracchiani e del suo "rafforzando il paese in Europa si può ridiscutere" (aridaje)  e della citazione del Canada, come paese che investe nel pubblico, dimenticando che notoriamente quel paese può fare il cavolo che gli pare non essendo soggetto a vincolo esterno. Proprio non ci arrivano.
Mioddio, questi sono coloro che ci governeranno per i prossimi anni con la Carosellonomics. 
Credono, con il risultato elettorale bulgaro, di potersi accreditare presso la Merkel come alleato più fedele pro-euro contro Francia e Inghilterra (uhm, quel gatto l'ho già visto passare) e rimediare il trattamento di favore per la bella faccia del bamboccio, ma finirà appunto come le altre volte, con l'Italia trascinata nella polvere e ancora più serva di prima. Altro che gigante.

martedì 20 maggio 2014

Violeremo l'Eurozona rossa

I nemici del capitale vanno presi a calci in culo

Credo stia sfuggendo a molti un fatto di portata storica: per la prima volta la Sinistra che si presenta alle elezioni è finalmente unita attorno ad uno scopo comune: difendere l'euro ovvero, ma tu guarda la realtà romanzesca, l'estrema incarnazione dello sterco capitalistico del demonio al servizio della restaurazione reazionaria, come ammettono gli shockeconomisti nei peggiori bar di Chicago quando sono assolutamente sobri.
Ribadisco il semplice concetto chiave:

L'euro è lo strumento al servizio della restaurazione reazionaria.

Ora, se l'euro è strumento della reazione, di conseguenza dovrebbe essere il nemico numero uno della sinistra per come ce la ricordiamo. Invece no. Addirittura ne è divenuto il feticcio. Totem e tabù direbbe un sopravvalutatissimo psicoanalista viennese.
Non si salva nessuno, si è formato un Fronte unito che nemmeno per la Guerra Civile spagnola.
Che lo difendano è una cosa inaudita per chi segue la sinistra fin dai tempi dei brufoli ma gli attuali simpatizzanti ed elettori non paiono accorgersi dell'enormità, forse perché  hanno i cervellini rossi fritti persi in un limbo dal quale non riescono ad uscire e nel quale li ha spinti la fiducia cieca nel partito e nei compagni, oltre forse a qualche incantesimo della fata del dentino. 
L'eurocrazia insomma è riuscita a dare una mano di blu di prussia orostellato alle cinquanta sfumature di rosso del sangue dei lavoratori e a farle virare nel viola della vergogna.
E' vero, ci sono alcune emazie che sono rimaste escluse dalla competizione elettorale e che casualmente sono euroscettiche, come il Partito Comunista di Marco Rizzo e i vari Fronti Popolari di/della Giudea, ma me ne occuperò tra breve.
Tutti uniti quindi per l'Euro, con l'Euro e nell'Euro. Vediamo come.

Partendo dalla vostra destra, non c'è bisogno che ricordi le posizioni sull'euro di quella cosa chiamata PD, il fetusissimo serpentone metamorfico che incarna ormai a tal punto il lato oscuro che, nel prossimo capitolo della saga di "Guerre Stellari", Darth Vader scoprirà che l'anziano migliorista è suo padre. Loro sono l'avanguardia, Bischerino in testa, del PCI, il Partito Collaborazionista Italiano. Citiamo per onore al merito anche la Trimurtacci sindacale e i suoi volantini terroristici sulle conseguenze dell'uscita dall'euro, ad uso dei poveri pensionati. Confutatis maledictis.

Assieme al PD però c'è Sinistra, Ecologia e Libertà, con Madame Tojetequeicartelli che ci indica il nostro futuro stile di vita da migranti e Paravendola, che considera l'uscita dall'euro una sciagura ed esprime il concetto in puro serpentese sul giornale del #poverogramsci: «Sarebbe un tragico errore uscire dall'Euro. La predicazione populista che indica nell'euro il nemico, lo spauracchio, la ragione della nostra condizione di crisi è una predicazione che serve semplicemente a suggestionare e ad impedire di vedere il problema vero: alcuni in Italia, molto pochi, che hanno troppi euro. E troppi hanno pochi euro in tasca». Flammis acribus addictis.

I Verdi, lo sappiamo, votano per la Kellerina che ha paura che la Germania non possa vendere più i suoi prodotti perché senza l'euro diventerebbero carissimi e ai tedeschi crescerebbe la disoccupazione, meschini. Il verde, da colore della speranza è diventato quello della muffa. Lacrimosa dies illa.

Si ma, direte, c'è la Lista Tsipras, che include Partito dei Comunisti Italiani e Partito della Rifondazione Comunista, oltre a tutto l'intellettualume primavera-estate del #misinotasolosevototsipras. Quella che vuole cambiare l'Europa. Si, ma senza toccare l'euro; un po' come togliere la tovaglia a strappo senza far cadere i bicchieri. 
Ho già detto cosa penso del greco che persiste nell'ottusa e sociopatica difesa dell'arma di distruzione di massa del suo popolo nonostante ne abbia sotto gli occhi la tragedia ma ve lo faccio ascoltare, l'Alexis, così vi beate e non pensate che io abbia le traveggole:
"Se qualcuno decidesse di andare via dall'euro sarebbe la distruzione della moneta unica e nessuno lo vuole in Europa, vogliamo solo una moneta comune che sia di tutti i paesi. Dies Irae, dies illa.

Apro una brevissima parentesi. [Se vogliamo considerare il M5S di sinistra, genericamente parlando, nemmeno questo movimento è per l'uscita dall'euro, e Vespa ieri sera è stato molto abile a farlo ammettere a Grillo, oltre a far sembrare l'anziano comico un vecchio. Immagino i pensionati che votano PD perché dà loro sicurezza, rappresentando la conservazione, quanto si saranno incuriositi al discorso sulle stampanti 3D con le quali ti stampi tutto.] Chiusa parentesi. Non fiori ma opere di bene.

Se questo è il quadro delle posizioni sull'euro dei partiti di sinistra che partecipano alle elezioni europee, andiamo a dare un'occhiata agli antagonisti e a coloro che sono fuori dal Parlamento e dalla competizione elettorale europea, per vedere se magari qualcuno ha capito ma è troppo piccolo per contare qualcosa e i suoi belati non si sentono per motivi di amplificazione?
Forse tra i resti mortali dei no-global ci sarà qualche fuoco fatuo, qualche fiammella che illumina le coscienze sull' euro come strumento al servizio della restaurazione reazionaria?

Mi hanno segnalato questo intervento di Vittorio Agnoletto nel programma di Adriana Santacroce, "Linea d'Ombra". Claudio Borghi sta spiegando, con la santa pazienza che lo contraddistingue, di quanto eventualmente aumenterebbe per l'utente finale il costo alla pompa della benzina, uscendo dall'euro. Scoprire che  si tratterebbe solo di pochi centesimi, per giunta eliminabili con una rimodulazione delle accise, per Agnoletto è stato troppo. Guardate voi stessi la scena perché merita.


Altro giro, altro eroe di quei tristi giorni di Genova. Ieri sera c'era il solito talk show di regime su La7, una di quelle trasmissioni "for piddins only" che, se è la serata giusta, sembrano la cronaca di un trip collettivo dove compare Renzi circonfuso di luci psichedeliche e poi, dopo un po', sbarellano tutti, e chi osserva è tentato di chiamare il SERT perché vanno avanti per ore. Eppure chi le fa è convinto di fare informazione.
Tra la solita inutile e dannosa piddina, altri personaggi in cerca d'autore, il grillino da seviziare in diretta e il solito Cretinetti che auspicava un aumento dell'export italiano per uscire dalla crisi - come se le industrie lo facessero apposta a farsi strangolare da una moneta troppo forte - e si lamentava della lamentosità degli italiani, c'era Casarini, ricordate, quello che "violeremo la zona rossa". Ha fatto il numero di "quello più a sinistra di voi" ma niente. Nessun reminder a Cretinetti sul ruolo fondamentale dell'euro come impedimento all'export.


Toh, chi si rivede, il Servizio d'Ordine!
A proposito di G8 e di quando il serpentone di allora negò la protezione ai manifestanti pacifici (quelli pestati a sangue, non gli Agnoletti e i Capuleti) perché il partitone non volle sporcarsi il grembiulino protestando contro la globalizzazione. Guardate chi si rivede, il Servizio d'Ordine! 

Dicevo prima delle emazie. Dell'unica particella di sinistra che ha il coraggio di dirsi contro l'euro, Marco Rizzo.  Ascoltate bene come pensano tuttavia di opporsi al capitale ed alla globalizzazione. Sono immagini strazianti di come sono ridotti i comunisti in Italia.



Terribile. Ma ecco un'ultima vera chicca, un bijoux. Credevo fosse uno scherzo ma pare sia veramente il video per la campagna elettorale di Franco Arminio, candidato con il greco.




Dona eis requiem. Amen.

martedì 13 maggio 2014

Compagni di prebende

Hanno voglia i bimbiminkia renziani a dire nei salotti bene della propaganda televisiva: "Ma io non li conosco, mai visti, all'epoca stavo tra i semidivezzi o, al massimo, mi schiacciavo i brufoli". Gli anni '90 erano anche quelli di "X Files" e forse Mulder e Scully potrebbero spiegare come mai Primo Greganti, ma non solo, anche il conto Idea, per tacer di altri bei personaggini già noti alle questure, risultano vent'anni dopo ancora iscritti al Partito Democratico, che non è più il PCI ma una cosa diversa, come tengono a precisare i compagni.
"Ah, fosse per me, Greganti l'avrei perfino espulso, guardi!" diceva sdegnata la Bonafé ieri sera da Formigli, commentando la sospensione a divinis del Compagno G. Lo dice, poi però non riesce a fare il salto quantico e a chiedersi: "Già, perché stavano ancora lì a fare la campagna per Chiamparino?" Niente meccanica quantistica neppure per il giornalista che, a proposito, avendo di fronte Di Caterina, è riuscito a non fargli la domandina sulla Milano-Serravalle, giusto per curiosità.

A proposito, sulle nuove inchieste Expo & C. la migliore comunque l'ha detta Bersani, come al solito: "Le indagini vanno fatte, ma questo polverone rischia di danneggiare il Pd alle elezioni”. Ma quanto ci dispiace! Eh, lo sappiamo che alle europee vi giocate tutto quello che vi siete venduti, dall'anima vostra e delli mejo, agli orifizi dei vostri elettori e, per proprietà transitiva, di quelli di tutti noi italiani. Il motto del PD non è forse diventato "E quando ci ricapita"? 
La madonnina in rosso con poppe non ha forse detto in un fuorionda, lo racconta il "Fatto" su spiata di un cinquestelle, che "siamo una democrazia matura e possiamo anche pensare che un solo partito possa governare il Paese”? Matura nel senso di fracica, di prossima alla putrefazione, s'intende. Si narra che Cuperlo, l'esponente della sinistra che su Twitter ha un fake più a sinistra di lui, sia rimasto inorridito dalla sfacciataggine della dama del Palio nel rivendicare la grande ambizione del partito democratico, e cioè quella del Ein Partei, ein Reich, visto che il Fuhrerino lo hanno già trovato. 

Ecco perché Bersani, che ha buon fiuto ed è uomo di mondo, si preoccupa della riapparizione all'orizzonte, come un Django che trascina la sua cassa da morto, di Primo Greganti, colui che imparammo a conoscere all'epoca di Tangentopoli come Compagno G, l'unica mela marcia in bocca al serpentone metamorfico, allora ancora PCI e prima della muta nelle successive pellacce.
Ricordate come finì quella stagione, con DC e PSI annientati dalle inchieste di Mani Pulite, la nascita di Fozza Itaia e il PCI passato indenne dalle forche caudine con l'unica perdita registrata in colui "de quei che parlen no".
Perché fu salvato il bottegone e si fece finta che il PCI fosse l'unico partito onesto sì da traghettarlo nella seconda repubblica? Ora cominciamo a capirlo. Per illudere gli italiani che esistessero ancora la politica e le sue categorie ideologiche e che le classi subalterne fossero ancora rappresentate politicamente; per tenerli impegnati con lo spettacolino dell'antiberlusconismo rituale, del finto bipartitismo conflittuale propedeutico all'avvento del partito unico che, per abilità della sinistra vendutasi astutamente a chi contava, ovvero all'élite, e per manifesta inferiorità personale di Berlusconi, viene oggi identificato nel Partitodemocratico.
Quindi hanno ragione i piddini ad essere euforici al pensiero di un trionfo finale e a temere che qualcosa possa impedirlo, magari Giuseppe Grillo da Genova? Direi proprio di no.

La riapparizione di Greganti, come il nuovo passaggio di una cometa infausta dal ciclo ventennale, è segno che la finzione del sistema politico all'anglosassone sta venendo meno, ma non perché gli italiani si stanno accorgendo della commedia - magari!, ma perché non serve più a chi l'ha messa in scena. Potremmo essere al redde rationem, poveri piddini.
I poteri finanziari e multinazionali che costituiscono l'élite stanno sostituendo uno ad uno nei posti chiave i politici con i loro famigli che nulla hanno a che fare, non solo con la politica ma purtroppo con la democrazia.
Il centro del potere è sovranazionale, rappresentato in Europa dal sarcofago vuoto dell'Unione Europea che non è il sogno lucido di Ventotene ma un campionato ad armi impari tra paesi di serie A e paesi di serie B. La legiferazione e il governo della res pubblica di questi ultimi sono affidati ai trattati capestro sovranazionali che parlamenti sempre meno rappresentativi della volontà popolare approvano senza discutere. I loro governi vengono cambiati, sempre attraverso ukase esterni, con la stessa disinvoltura con la quale Madame Lagarde si cambia d'abito. Il prossimo step sarà la dichiarazione di esubero con successivo licenziamento in blocco della classe politica dei paesi satellite, con il definitivo asservimento di questi ultimi, se non accade un miracolo.

In Italia, paese retrocesso nella serie cadetta già dagli anni novanta delle prime privatizzazioni del presunto amico Mario Draghi, ora a guardia della Banca Centrale, per demolire il sistema democratico si è cominciato con lo smantellamento del centrodestra: PDL e Lega. Puttane minorenni e diamanti, delfini ribelli e cavalli golosi. Berlusconi eliminato con uno di quei bei regolamenti di conti all'interno dell'élite di cui l'affaire Strauss-Kahn è stato buon esempio.
Ciò che è accaduto nel 2011 è sempre più chiaro.  Ogni giorno ormai escono nuovi resoconti di quei famigerati negoziati di Cannes, quando il nostro destino venne deciso a tavolino tra Francia, Germania e Stati Uniti in una trattativa che non era più solo economica ma bellica. Una guerra alla quale ancora non ci rendiamo conto di partecipare e che è iniziata con l'instaurazione dei vari governi fantoccio Monti-Letta-Renzi. Loro vogliono andare a battere i pugni sul tavolo ma leggetevi come la Merkel, piangendo come una bimba e battendo i piedini per terra, ottenne le lacrime di sangue degli italiani.

Eliminato Berlusconi, l'uomo più famoso d'Italia lasciato al beffardo destino di passare il tempo con anziani non in grado più di riconoscerlo (come ha notato argutamente Carlo Freccero), la cavalcata del PD verso il potere assoluto sembrava arrivata all'ultimo gioioso giro di campo nello stadio della vittoria. Invece appare Grillo con il tutti a casa e le scatolette di tonno. Da italiani sempre bendisposti e fatalmente ottimisti ci siamo illusi che fosse veramente qualcosa di nuovo ma le elezioni europee stanno facendo emergere tutta la sua ambiguità. Del resto ce lo ricorda lui stesso: "Se non ci fossimo noi ci sarebbe Alba Dorata". Sembra "la nonna sta uscendo sul terrazzo", un bel messaggio in codice. Il ruolo del movimento è stato forse quello di sparigliare le carte, di allungare ancora per un po' il brodo della democrazia e l'illusione dello scontro tra opposte fazioni? Ha avuto sicuramente il merito di mandare in Parlamento tanti bimbi impertinenti e magari in ottima fede a gridare che il re è nudo ma ora, difendendo l'euro e quindi la dittatura dell'élite, ma partecipando al tempo stesso al gioco mediatico di far credere di opporvisi, cosa dobbiamo pensare?

Torniamo ai nostri poveri piddini. Riusciranno i loro eroi a farcela anche stavolta a salvare le chiappe e a traghettare i Compagni G, i conti gabbietta, le coop, le banche, le partecipate, i bimbiminkia e tutto il piddinume incrostatosi nei gangli del potere locale a suon di prebende? Loro, distratti dalla madonna popputa si illudono di sì ma forse bisognerebbe chiedere ai bookmakers inglesi a quanto danno la sopravvivenza di quel partito nelle scommesse ai tavoli dei pub. Una Tangentopoli 2 monografica tutta dedicata al serpentone potrebbe spazzare via ciò che era sopravvissuto riuscendo a passare tra una monetina e l'altra fuori dall'Hotel Raphael.
Mi sa che stavolta la fregatura se la siano presa dandosi come leader il Renzi, che quando si definiva rottamatore mandava il messaggio in codice anche lui, come Grillo. Lo mandava alla finanza predona che gli sorregge amorevolmente le terga e che gli ha già probabilmente assicurato una serena vecchiaia quando la democrazia passerà di moda ma potrebbe anche gettarlo via come un kleenex usato alla prima occasione se dovesse dimostrare di non capire chi comanda veramente e gli venisse in mente di voler salvare qualcuno dal bottegone che crolla.

Sarebbe bello poter osservare, sorseggiando una birretta fresca sotto un palmizio, il tremendo risveglio del piddino (nel senso più onnicomprensivo del termine) dal sogno dell'appartenere al partito degli onesti e dei seri e scorgere il terrore nei suoi occhi prima che affondi nelle sabbie mobili della storia ma purtroppo il crollo del PD, rappresentando l'ultimo baluardo del sistema partitico, potrebbe coincidere con la fine del sistema democratico.
Se fosse solo per il PD, che si fottesse, ma l'unica tenue speranza che ci rimane per salvare la democrazia è costruire una resistenza contro il progetto reazionario che si nasconde dietro la retorica europea. Appoggiare chiunque vi si opponga, a cominciare da chi si batte contro la moneta unica, anche se magari non ci piace il suo colore. L'importante è creare un gruppo, una compagnia dell'anello eterogenea ma guidata da uno scopo comune, che possa costringere l'élite, seppure nel teatrino di cartapesta di Bruxelles, ad ascoltare le voci non di classi ma di popoli interi che sono sottoposti ad una minaccia di guerra permanente dove l'approdo è solo la povertà e la schiavitù. Dobbiamo farlo in tutta Europa, dobbiamo unire le forze. Non votare alle europee o votare i collaborazionisti significa solo il suicidio.




sabato 3 maggio 2014

L'importanza delle lingue nel raggiungimento dell'Erasmus


Voi la credete morta ma il tanatogramma della sinistra registra ancora attività residua. 
Il supereroe Micromegaloman lancia l'appello e raccoglie le firme per mandare Berlusconi in galera (l'assoluta priorità di un'Italia alla catastrofe) e soddisfa così la compulsione dei compagni a contarsi, questa sorta di grooming che lenisce l'angoscia da estinzione. 

Al contempo, SEL medita di confluire nel PIDDONE, il crogiuolo nel quale vengono fusi tutti i rottami di ciò che fu il PCI, assieme a quelli della DC perché non fanno la differenziata. 
Il motivo della diaspora e della fuga da Paravendola? Gli ottanta euro di Renzi, che al cambio, in denari sarebbero trenta. Migliore che sente il fiato del migliorista sul colle, è fisiologico. Mirano a diventare forza di governo. Ma certo, al governo con Renzi e gli squali della finanza busona e gli eurocrati che lo pungolano da dietro, ma facendo finta di pomiciare con Pippo il bello per salvare le appartenenze.
Cosa non si fa per evitare un futuro da zerovirgola e favorire in ogni modo l'acquisizione dello stile di vita dei migranti da parte degli abitanti della ex quinta potenza industriale del mondo. Ce lo chiede Laura.

A proposito di durezza del vivere. E la mesta Spinelli con il suo TetroHeuroCannabinolo, che combina con il greco? Tsipras, che qualche maldipancino all'interno di Syriza nei confronti dell'euro lo sente, ha confermato che lui vuole "salvare la Grecia dentro l'euro" e che "non esiste un problema euro". Io sto provando grande compassione per il destino di quel glorioso paese ma il nobile sentimento mi vacilla quando leggo che Syriza e il toyboy delle dame di S. Vincenzo della sinistra in tournée in Italia rischiano di essere il primo partito con un leader del genere "o non capisci un cazzo o sei disonesto". 

Intanto si è appena celebrato, nonostante la disoccupazione e la precarietà alle stelle, il rito tribale del primo maggio e i compagni sono riusciti a sfancularsi perfino a colpi di concertoni con chitarrosi ribelli all'attacco del povero Renzi che più che mettere Poletti al lavoro cosa poteva fare? 
Colui che, dai e dai, alla fine ha cantato davvero "vola ragazzo lassù, vola tra l'ANPI e Pelù", dal palco del concertone 1 (quello romano ed origginale, mica quello 2 eretico di Taranto, con tutti quegli operai scassacazzi dell'ILVA), ha letto un comunicato con il quale ha accusato Renzi di fare l'elemosina agli italiani e di essere il "boy-scout di Gelli", scatenando l'ira delle sarapiche piddine ma soprattutto dell'ex glorioso foglio del PCI, scatenatosi nella nuova fregola da attenzionamento. "Ma Pelù visitò Villa Wanda!!"


Povero Antonio Gramsci, che credeva di aver visto il peggio nel carcere fascista e non immaginava cosa la sua "Unità" sarebbe diventata. Si consolerebbe forse a leggere i commenti dei lettori sotto a questi pezzi di giornalismo organico anfibio. Forse c'è ancora una tenue speranza di salvarne qualcuno.

Le soddisfazioni migliori del Piddiwatching e di quello che non è più ormai solo il PUDE come partito ma come Pensiero Unico Dell'Euro, ci giungono come sempre dalla televisione. Una settimana intensa, e vedrete da qui alle elezioni europee che crescendo rossiniano sarà. 
Lunedì intervistona in giacca e cravatta da colloquio di lavoro del famiglio Formigli a ciò che resta di Berlusconi. La domanda più interessante è stata: "Ma ce la fa Renzi??!"
Martedì, mi dicono, nel freak show di Floris grande numero di Pina Picierno con srotolamento di scontrino da ottanta euro di spesa che dura due settimane. Roba da far impallidire le performance tipo sparizione dell'anguria da accovacciata.
Mercoledì solita esibizione di Adinolfi, il tronfio della volontà e giovedì, da Santoro, l'ostensione dell'operaio, ovvero del candidato del PD, ovvero, l'ossimoro vivente. In omaggio a tutti i partecipanti, il critico d'arte arruolato nel truppone filotedesco e Zingy Stardust, l'economista più bono che bravo, il liberista a corrente alternata ("l'euro è il problema ma non è il problema, l'Europa è un'OCA ma non è un'OCA"). 

Lasciatemi spendere però due parole in più per la vera avanguardia della propaganda piddina, ovvero #canottoemezzo di Dietlinde la belva della Merkeljugend. Una trasmissione di approfondimento che sta diventando un fetish show per master and servants. Come non definire infatti  bondage estremo l'abuso continuato ai danni di un filosofo come Cacciari che già si presenta in tv con la maglietta "DIFFIDATO"? Per non parlare dell'interista Severgnini che sarebbe ora si decidesse tra il magnificare Albione o un'Europa che Albione aborrisce sempre più.  
E' in prossimità delle elezioni europee che in Lilli sta prendendo sempre più il sopravvento Dietlinde. L'altra sera, discorrendo con non ricordo più quale ospite, facile fosse il Piddinoditurno, è partito uno spottone a favore dell'industria automobilistica tedesca dal titolo "quale italiano non sogna di comperare un'auto tedesca?" Spottone con tanto di marche citate: MERCEDES, AUDI, BMW. Va bene che non era la RAI ma non era vietata la pubblicità palese nei programmi "politici"?
Il meglio però è stato ieri sera. La vittima nella vergine di Norimberga era il povero Fitto e l'esempio da imitare era la candidata piddina lingualunga e poliglotta. Inevitabile per Lilli finire a parlare di lingue e di internazionalsocialismo. (Mioddio ma quanto mi siete inconsce a volte!)
Stavano parlando di tutt'altro quando la Domina, a tradimento, a Fitto: "Lei quante lingue parla?" E lui, meschino: "Maah, l'inglese.... ma devo ancora studiarlo". La Domina, schifata, alla piddina: "E lei?" "Quattro!" 
E' così che raggiungono l'Erasmus multiplo.

(Mi scuso per il livello basso di questo post ma la sinistra questo offre. Miserie e ignobiltà.)

Addendum pomeridiano:
Su Radio Radicale (PUDE conclamata) convegno "L'Europa che faremo" organizzato dal PD. Grandinata di cazzate grandi come noci. Cerco di riassumerne qualcuna a memoria. 
Le politiche di austerità che "stanno affossando il sogno e la fratellanza e il manifesto di Ventotene" e kitemmuort? Volute e realizzate dai governi di centrodestra degli ultimi anni. (!!) Fassina che piagnucola sulla deflazione salariale ma come al solito non riesce a fare l'ultimo step e tira per la giacca Zingy Stardust e il suo ultimo libro. (Se lo dice luiii!) 
"E ora chiamiamo uno studente che ha fatto l'Erasmus!" (e te pareva). Pistolottone autoerotico del fanciullo su quanti viaggi s'è fatto e alla domanda pelosetta dell'intervistatore se, "alla luce della sua esperienza ritenga fondata la critica all'euro" lui risponde: "nooooo, io non avrei mai potuto farmi st'esperienza senza l'Europa e l'erasmus." Peccato che si sia lasciato scappate il dettaglio che lui l'orgasmus l'ha avuto a Budapest, ovvero in Ungheria, che non è nell'euro. La ripassassero prima, almeno.

venerdì 18 aprile 2014

Vota Famiglia Piddini


Lo so, è brutto ma vi tocca. L'analisi della propaganda deve occuparsi anche del manifesto di regime e del suo messaggio.
Li avrete già visti senz'altro quelli della campagna del PD per le europee: la sacra famiglia con babbo, mamma e figli (anche se la rossa sembra più una zia o una cognata) che "ce lo chiedono"? 

Sullo sfondo c'è la bandiera blu orostellata ma è moscia, non garrisce, è appuntata in modo strano, in orizzontale come un lenzuolo. I cinque sembrano in posa di fronte al filo del bucato.  L'effetto panni stesi è dovuto a quel brandello di paesaggio che si intravvede sullo sfondo. C'è un curioso effetto "inquadratura sbagliata" e uno si meraviglia che non ci sia pure la giraffa che spunta a tradimento dall'alto.  Lenzuolo, poi, porta facilmente a sudario, specie se le stelle gialle, non importa a quante punte siano, dal fondo dell'inconscio ti suggeriscono cose orribili accadute sempre in Europa non così tanto tempo fa. Inoltre il drappo copre lo sfondo, lo occulta, si frappone. Potrebbe nascondere qualcosa o qualcuno dietro. Magari il Van Rompuy o il Barroso, per tacer della Lagarde? Primo epic fail, quindi. 

Poi ci sono i testimonial o per modo di dire. Di solito il testimonial in pubblicità è una persona attraente con la quale vieni spinto a desiderare di condividere qualcosa. Magari lo stesso aperitivo, marca di tonno o di biscotti. Ecco perché c'è la corsa all'accaparramento dell'attore hollywoodiano, anche se un po' ammuffito ma comunque rodato da anni di fantasticherie delle platee a suo riguardo. Se prendi ad esempio Antonio Banderas per vendere i biscotti, seppur riducendolo ad un povero pazzo flippato che parla con una gallina, hai comunque di fronte Zorro, ti ricordi di com'era e ti viene lo spirito materno di coccolartelo, porellocometeseiridottoviéqqua. 
Il testimonial è, in alternativa, il o la supermodel, il figone e la figona che, associandoli al prodotto, ti inducono a comperarlo perché così, in pieno delirio psicotico, puoi identificarti e diventare come loro, anche se nella realtà non ci riusciresti mai.

Nei manifesti del PD non c'è niente di tutto questo, niente glamour o fantasticheria. Hanno scelto il piddinoqualunque: l'umarell e la zdaura - ovvero i tipici anziani da regione rossa, la belloccia piddina della porta accanto, la polposa-si che incontri di solito dietro lo sportello del comune o l'infermiera che ti fa il cazziatone in ospedale, e il giovane barbuto, più fraticello mancato che rivoluzionario alla Che. Alex, appunto. Io ho un'altra idea di Alex, come si è visto.
Questi soggetti, immagino scelti dopo estenuanti sedute di casting, dovrebbero, nelle intenzioni dei pubblicitari di partito, indurci ad identificarci con loro e votare PD. 
Ora, che me lo chiedano i due vecchi e le due ganze è una roba proprio lunare. Non voterei PD nemmeno se me lo chiedesse Michael Fassbender nudo nel letto, figuriamoci questo Alex, bellino lui. 

Infatti il senso di fastidio si spiega. I testimonial sono i fenotipi dell'elettore piddino. Chi non è piddino non può essere allettato da un messaggio che in pratica lo esclude perché nessuno vorrebbe essere come quei cinque sfigati totalmente privi di appeal, se mi si perdona il razzismo. Inoltre tre su cinque non ci guardano nemmeno negli occhi, nonostante la richiesta, ma guardano su in alto, forse l'uccellino. Solo Chiara e Claudia ci guardano in faccia, Chiara con una certa strafottenza checazzovoi e la mano sul fiancone in più.
Vedete, oltre ai testimonial al di là di ogni tentazione, è quel "ce" che frega la campagna, che non la rende capace di attirare nuovi elettori che non siano quelli fidelizzati ed incancreniti nel PD da decenni. "Ce" significa "lo chiede a noi", insomma è una roba intrapiddina. Lo so che "ve lo chiede Mario" avrebbe provocato scrosci di risate e "ve lo chiede Chiara" commenti irripetibili. Inoltre "ve lo chiede" sarebbe suonato imperativo categorico e fascista e loro sono de sinistra. Insomma, se lo chiedono e si stanno passando il messaggio tra di loro. Fail, perché se un partito è ridotto a contare solo sui propri affiliati è messo male. E quelli non sono cittadini qualunque, volendo scimmiottare il M5S, ma sono piddini inside.

Infine ci sono le motivazioni per le quali 'sti bei soggetti dovrebbero indurci a tagliarci le vene per il lungo in modo da automacellarci secondo il rito ordoliberista per l'Europa. Perché avete capito che il vero Mario è Draghi e non l'umarell che osserva il cantiere, vero? 
"Un'Europa solidale sarà un 'Europa solida". "Niente bufale a tavola, tranne quelle DOP". "I miei studi a Parigi, il mio stage a Berlino, la mia vita qui". "L'Italia che vince battendo il rigore". "Banda larga in tempi stretti". Una vera strage di meningi per nulla, perché alla fine, oltre il punto, c'è solo il cazzo che ce ne frega.

Coraggio, ancora un po' di giorni e poi li copriranno con le tette e i culi, che almeno sono sinceri.



giovedì 10 aprile 2014

Grulli e pupe


Poteva, la dolce dolce Alessandra Moretti, costretta di recente a pronunciare in TV la parola (sconosciuta alle piddine timorate) "pompini", non venire risarcita con un ticket per una poltrona Fraulein in Europa, non essendosi qualificata per un ministero per un ette? E potevano altresì non venire beatificate e poste sotto il ceruleo manto orostellato dell'UE altre fenomene del PD come la Mosca, la Bonafé e la Picierno? Di queste prime quattro abbiamo ammirato diverse performances televisive che ce le fanno qualificare a metà tra l'OMG (Oh My God) e il WTF (What The Fuck). 
La Mosca, bionda economista Lettiera e moritura per l'euro dalla voce soave come una smerigliatrice, la Bonafé in quota emiliane letali, sottocoda di Bersani assieme alla Moretti. La Picierno, una specie di Carmen La Qualunque dalla bocca larga e dalle idee ancora più letali delle emiliane di cui sopra.
La signora Chinnici non ho il piacere di conoscerla e spero vivamente che sia la migliore del bigoncio se no annamo bene proprio.
Cinque donne che il PD manda a Bruxelles affinché compiano i crimini dell'eurodittatura ai danni dei PIIGS. Ragazzi, ma qui è tornata la famiglia di Charlie Manson e non ci avevano avvertiti.

Stasera ho ascoltato sul solito PD Channel, la tele purpurea di vergogna di Cairo, l'esponente del M5S Giulia Sarti affermare che si candidano certe soggette solo perché donne. E' vero, è il fenomeno delle "inquantodonne" che ho già descritto in precedenza. Al che la Moretti, dall'alto dell'eurolista, ha detto che le donne del PD sono candidate perché hanno tutte delle storie. Tese, immagino.
Intanto però Matteorenzi, detto tutto in un orgasmo, alla Formigli, con la scusa delle quote rose di 'sta minchia e secondo il principio dell'inquantodonna acchiappapiddini ha piazzato tutte le sue groupies nei punti strategici. Compreso l'allucinante Nardella sulla poltrona ancora calda del suo culo di sindaco di Firenze.
Lo avete mai ascoltato il vicesostitutobischero discorrere sull'euro che avvantaggia il turismo, soprattutto nel cambio con il dollaro? E' roba pesa, a vostro rischio e pericolo, attenti perché dà dipendenza. Grulli e pupe, insomma*.

Del resto, se guardiamo alla fine ingloriosa che hanno fatto le donne del governo Letta, con la Cancellieri, la pagaiante e la De Girolamo kaputt, la Kyenge beccata con conti da decine di migliaia di euro alla faccia dei fratelli neri che muoiono di fame e la Bonino colpita e affondata dalla vicenda dei Marò, dovremmo sostenere che le donne lo fanno meglio? Per non parlare di Madame Tojetequeicartelli con le sue tagliole e del vario cucuzzaro femminile posto in otto ministeri del governo Renzi. Anche lì un ampio repertorio di appartenenti alla nuova frontiera della misoginia: le piddine. Affiancate solo da pochi esemplari scelti di altre categorie molto amate: la sciuretta e la zia ricca. 

Promettono bene anche queste. Come la Pinotti alla Difesa (tanto cosa c'è ormai più da difendere in Italia?) che ha un'idea leggermente confusa dell'utilizzo dei cacciabombardieri, e la Guidi (Sviluppo Economico) con il  "Marchionne è un privato e la FIAT può fare ciò che vuole".
Tecnicamente queste non sono nemmeno donne, sono privilegiati femmina perché vanno al potere in quanto pezzi di apparato di partito e membri dell'élite. Saranno bravissime a battersi in Europa per difendere i propri privilegi, infatti.
Ah, dimenticavo. C'è un leggerissimo problema con il virus Ebola in Africa e in Europa si stanno approntando misure di controllo contro il propagarsi del contagio, tipo negli aeroporti. La Lorenzin, oltre ad impararsi a memoria i bugiardini per ammazzare il tempo e far sera al ministero, pensa di fare qualcosa anche in Italia o verrà introdotto l'obbligo di lingua in bocca con il migrante ebolizzato se no sei razzista? 


* Ringrazio Giuseppe, lettore di questo blog, per avermi regalato questa definizione.

martedì 8 aprile 2014

Il carrozzone e il boomerang

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Una mia curiosità: secondo voi sono credibili i sondaggi che, quasi all'unanimità tranne quello pubblicato sul sito Scenaripolitici (qui sotto) che lo dà al 27,9%, piazzano il PD ben oltre il 30%, soglia notoriamente psicologica per le elezioni in Italia? Percentuali vicine a quel 34,4% del 1976 che provocò manovre atlantiche di dissuasione anticomunista molto efficaci? Tuttavia allora era il PCI di Berlinguer, appunto, erano ancora comunisti. Ora sappiamo che il PD è cosa assai diversa. Un mutante nato miracolosamente dall'incontro carnale contro natura tra la lotta comunista e il capitalismo. Un bimbo che è tutto suo padre. Il Gatto Atlantico ormai si fida del bamboccio, che è cresciuto all'insegna dei sani principi del neoliberismo hardcore.

Se confrontate i dati del sondaggio di SP riguardanti gli altri partiti con quelli della tabella qui sopra, essi risultano abbastanza omogenei. Solo per il PD vi è una differenza, una forchetta (facciamo i fighi) che arriva, per SWG con il suo 35,0% tondo tondo, a ben 7 punti in più. Non è poco.

fonte

Alle ultime elezioni europee del 2009 il PD raccolse il 26,1%. Alle ultime politiche del 2013 ottenne il 25,42% alla Camera e il 27,43 al Senato. L'intenzione di voto che emerge dal sondaggio di Scenari Politici è coerente con quelle percentuali, mentre gli altri sondaggi attribuiscono al PD, di fatto, un aumento di quasi dieci punti percentuali in un anno

Sapete, è come quando le agenzie di scommesse cominciano a notare che tutti stanno puntando su un cavallo o un concorrente di un reality, e tutti dalla medesima città ed alla stessa ora. Scattano gli allarmi.
Non sto dicendo che i sondaggisti che vanno in TV o pubblicano sui giornali stanno tirando la volata al PD, ovvero al PUDE, ci mancherebbe, e nemmeno che SP sta facendo il contrario, oppure che qualcuno di questi sondaggisti non sa fare il suo mestiere. Solo che questo dato mi incuriosisce. Mi ricorda tanto l'effetto bandwagon, ovvero il presentare un partito come vincente sperando che l'attitudine ovina di certi elettori li faccia confluire tutti nel suo corral. L'effetto collaterale del bandwagon è l'effetto boomerang. Ovvero che prevalga la componente asinina dell'elettorato, quella che lo fa impuntare di fronte al cancello del corral.

In ogni caso sarebbe curioso che il PD ottenesse gli stessi voti del 1976 nonostante abbia stravolto completamente la sua natura, da partito comunista difensore della classe lavoratrice ad esecutore materiale del trionfo del capitalismo assoluto. O anche l'elettorato comunista ha compiuto una mutazione genetica di massa, una clamorosa inversione a U verso il capitale e contro i propri interessi, e dovremmo pensare in questo caso al successo della più grande operazione di brainwashing della storia, oppure i sondaggisti telefonano sempre ai soliti pensionati piddini, gli unici che ormai trovano in casa di giorno.

Per anni abbiamo tacciato di farloccaggine i sondaggi che davano a Berlusconi numeri da Imperatore dell'Universo. Ecco, ora non vorrei che in piena fregola da Dittatura del Piddinariato, non si vedesse il nandrolone pompato in certe percentuali dai muscoli troppo pronunciati e dalle performance da record mondiale. Io, per cavarmi i dubbi, un test antidoping lo farei.

A questo punto vi propongo anch'io un sondaggino. Nessuna valenza scientifica, ovviamente, vista l'esiguità del campione, ma solo un'altra mia curiosità da soddisfare, se volete.
Anche qui potete rispondere alla cazzo. Perché gli intervistati lo fanno e spesso, oppure tendono a rispondere secondo ciò che percepiscono come socialmente desiderabile. Ovvero ciò che l'intervistatore si aspetta che loro rispondano. Il carrozzone va avanti da sé.


Berlusconi a sorpresa si schiera con gli euroscettici. Alle elezioni europee tu:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
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