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sabato 24 novembre 2012

Semo venuti già votati


In esclusiva mondiale, i risultati delle primarie del PD, rivelati per voi da un'inedita centuria di Nostradamus.

"Nell'anno del grillo che Esperia assorda con il suo frinire
tra colli e monti distrutti dal guerreggiar di mercanti e banchieri 
 dal Signore del Drago comandati
grande lotta vi sarà tra messeri a singolar tenzone spinti.

La grande balena bianca vittoriosa su falce e martello
e grande volontà di popolo uno sol di loro candidati, 
il nato in fin di settembre, l'uom di Placentia, eleggerà
ed accrediterà presso la grande loggia dell'Uomo D'Oro.

Secondo verrà chi già di fortuna ebbe a girar la ruota e del Giglio si fa messagger,
terzo colui che dal tacco viene e con sua favella forbita orecchi e orecchini confonde,
poi l'unica donzella biondocrinita quarta a pugnar tra cotanti messeri
ed ultimo colui che con Bacci e Venere riduce l'omo in cenere."

Si tratta ovviamente di significati esoterici  che solo pochi eletti, scusate il gioco di parole, sono in grado di interpretare. Quindi, dopo un'attenta esegesi frutto di notti insonni a base di RedBull e caffé, ecco la classifica finale delle primarie, estrapolata dall'antica sapienza delle quartine misteriose del grande veggente.

1) Pierluigi Bersani
2) Matteo Renzi
3) Nichi Vendola
4) Laura Puppato
5) Bruno Tabacci

A lunedì per il confronto della previsione con i risultati.

martedì 13 novembre 2012

#csxfactor La carne frullata


A me interessa una cosa sola, attualmente, della politica del mio paese. Ovvero ciò che intende fare per opporsi alla tecnocrazia finanziaria che, avanzando in Europa con le sue Panzerdivisionen iperliberiste a colpi di terrorismo shockeconomico, intende depredare le nostre ultime risorse. Non lasciandoci neppure il riso in bianco o la mela cotta perché tanto finiremo presto la nostra esistenza come carne frullata.

Sinceramente mi pare che, di fronte allo scempio programmato di un'intero paese, alla rapina di tutti i secoli, le unioni gay, le questionidigenere, le quoterosa, le droghe leggere, e tutti i begli argomenti che percolano dai modevni dibattiti televisivi dei concorrenti del Gran Varietà Elettorale vadano in secondo piano, scivolino giù, giù fino a toccare pericolosamente il chissenefrega. Eppure sono le sole cose che oggi, dopo il grande dibattito #csxfactor, fanno salivare gli sbrodolini mediatici, ormai definitivamente in piena deriva piddiminkia, divisi solo su chi si è aggiudicato il confronto. Perché quello che conta, 'ntu culo a DeCoubertin, non è partecipare ma vincere.
Se si sia imposto il segretario del maggior partito di sinistra che cita Papa&Giovanni come personal guru o l'outsider doppiato da Ceccherini; se la Puppato di Ferro vestita come Maggie, o il tizio con tante, sinceramente troppe effe. Per non parlare dell'imbucato democristiano. Questo è il problema.
Nella serata, per giunta, del trionfo su tutti del convitato di pietra #Oscar Giannetto, un instant character inventato dai twittaroli sullo spunto di un lapsus della supporter di Paravendola (un capolavoro di comunicazione creativa).

Visto quindi che a me frega solo dell'economia e io personalmente la domanda sull'euro l'avrei fatta, riascoltiamo i cinque supereroucci pronunciarsi sul tema, e vergogniamoci pure per loro.
Non so voi, ma io ho provato un senso di sconforto e di profonda costernazione a sentire le banalità, le ovvietà imparate a memoria sui bignamini offerti loro dalla BCE, gli slogan recitati a sopracciglio alzato per convincerci ancora una volta della favoletta mitologica della crisicheciavevaportatosullorlodelbaratro. Non pretendevo dei Nouriel Roubini o dei Paul Krugman ma, santoiddio, qui si tratta di gente che non ne ha proprio un'idea e ha tutta l'intenzione di governarci.

Detto che le domande di Sky erano caricate a salve, e che la questione euro era ridotta al "come si comporterà da presidente del consiglio in Europa e nei confronti della Germania?", comincio da Renzi.
L'Europa, per il nostro ragazzotto, sono gli Stati Uniti d'Europa, ma anche il servizio civile europeo obbligatorio. Con un presidente eletto dal popolo. L'America, insomma.
Ma la Germania? Eh, noi nei confronti della Germania siamo provinciali però, noi che abbiamo creato l'Erasmus (mica il Rinascimento, eh) dobbiamo copiare le cose buone che ha fatto. Tranquilli, non i mini jobs da 50 centesimi all'ora ma l'accordo con la Svizzera, il famoso piano Rubik. Quello che Monti non farà mai, nemmeno morto.
Sempre per Lucignolo, la BCE dovrebbe essere centrata sui bisogni della gente e non sugli interessi delle banche. Praticamente lui pensa ad una Banca Etica Centrale Europea. Bello ma, chiamiamo San Giorgio e gli facciamo tagliare la testa al Draghi?
Renzi nomina lo spauracchio del DEBITO PUBBLICO (non sa, lo sciagurato, che il nostro problema è il debito PRIVATO), proclama di voler mescolare l'acqua del rigore con l'olio della crescita e non rinegozierebbe mai il patto di stabilità. Lui si tiene il suo Dash.

Vendola, il fognatore. Il grande progetto europeo sta deflagrando, il fogno non è più un fogno. L'Europa deve difendere il welfare, il rigore non dev'essere cieco ma mirato al taglio della spesa corrente, e via supervendolando. La parola chiave, comunque, il concetto che rimarrà nella storia del suo intervento a #csxfactor è lo sforamento controllato.

Bersani, il segretario Don Peppone che ha nel Pantheon il papa buono, anzi la sua versione dissociata: Papa & Giovanni. Il più conciliante dei candidati, il più sornionamente clericale, convinto che l'unico problema sia il recupero della pecorella teutonica smarrita. Lui andrebbe dalla Merkel - ma vorrei vederlo a fare lo stesso discorso con quella carogna di Schauble - e le direbbe: "Dai, non litighiamo." Accetterebbe di rinunciare ad un po' di sovranità nazionale, tanto è la nostra, purché la Germania capisse ed allentasse la stretta. 
Anche per lui, comunque, non c'è necessità di toccare il patto di stabilità. Proprio la dimostrazione, invece, che la Germania non vuole capire.

Tabacci, dal canto suo, vuole un'Europa più forte, un'Europa federale, la difesa unica europea. Arridaje, ma a chi dovremmo fare la guerra? Ai cinesi? 
Colui che, in confronto agli altri, è una specie di Chicago boy, ci comunica inoltre che i greci non vogliono affatto tornare alla dracma e noi non dovremmo tornare alla lira perché questo significherebbe svalutare e noi dobbiamo competere ma con un'economia forte. "Chissà dove saremmo ora senza l'euro", " faremmo i conti con il pallottoliere", il best of eurominkia, insomma. 

E infine la Puppato, la cui opinione economica si intuiva talmente superflua da far dimenticare allo skyconducente perfino di chiedergliela. Posseduta dalla casalinga di Voghera, la medium ci trasmetteva alcuni messaggi fondamentali, primo su tutti un perentorio "L'EURO NON SI DISCUTE", con il tono con il quale una madre pronuncerebbe "questa casa non è un albergo". Amo le donne quando credono che in politica il segreto del successo sia usare l'autoritarismo da tinello. Anche lei vuole lo sbocco federale e la difesa unica europea (finalmente cominciamo a capire a cosa cazzo servono gli F35. La guerra è vicina).
Non a caso appartiene alla Puppato la frase più inquietante della serata, forse un messaggio in codice da propaganda bellica tipo "Il --  nonno -- è -- uscito -- a -- cercare -- il -- gatto: "Ci sono i morti e ci sono le pompe funebri"
Giuro, non ci ho dormito.



Per chi se lo fosse perso ieri sera.

sabato 29 ottobre 2011

Piovono borsette


Vedere la Sinistra litigare mi rassicura. Mi convince che non sto sognando, che questa che sto vivendo è la realtà. E' il mio totem.

P.S. Mi sa che dopo la Maria e la Patonza, toccherà far girare anche la Leopolda.

mercoledì 29 dicembre 2010

Prematurata la supervendola


Se è vero il detto "parla come magni", di cosa mai si nutrirà Nichi Vendola, per uscirsene con frasi come quella che segue?
“Cambia molto se la democrazia è non soltanto la fotografia sincronica degli umori ideologico-culturali del presente ma se, in qualche maniera, ha una capacità, se possiamo dire così, di proiezione diacronica, di prospettazione che va oltre il limite generazionale, se il ‘bene comune’ lo preserva con lungimiranza, se assume la bisessuazione del linguaggio che la fonda come principio di realtà ed esodo dalla gabbia del neutro-maschile”. (“I dilemmi della speranza: un dialogo”)
Un leader che si propone come elemento di rottura con il passato dovrebbe prima di tutto evitare di parlare come gli antichi politici delle convergenze parallele. Dovrebbe farsi capire. Perfino dagli operai, se necessario.
Senza abbindolare con melodie da pifferaio magico o puntando agli intestini come i populisti miliardari ma esprimendo concetti chiari e semplici. Parole comuni, senza additivi, pesticidi e conservanti.

Vendola invece, a giudicare dalla frase di cui sopra e dalle altre riportate nella preziosa raccolta a cura di Claudio Cerasa e ripresa dal Tafanus ieri, oltre ad alcune concettine niente male che gli escono soprattutto quando è ospite di Daria Birignardi, ama deragliare con queste libere associazioni che Grillo ha liquidato brutalmente, non senza ragione, come supercazzole e che Metilparaben sarebbe in grado di riprodurre all'infinito con uno dei suoi celebri "generatori di". In questo caso "generatore di concetti vendoliani".

Il wannabe candidato del centrosinistra, inspiegabilmente osannato anche dalla nuova destra di FLI, parla, che delusione, come uno di quei vecchissimi intellettuali demoplutocattocomunisti di una volta; quelli che, leggendoli, ti facevano temere di essere dislessica e che parlavano così proprio per non farti capire un cazzo e finire per avere sempre ragione sulle masse. Magari mi sbaglio, ma la bisessuazione del linguaggio non ti può uscire all'improvviso una mattina così, come un foruncolo, ma necessita di un preciso atteggiamento mentale.

E non è solo il parlar forbito per stupire la platea, è anche l'utilizzo sfrenato di ovvietà quasi imbarazzanti. Quando non usa la supervendola prematurata contro i suoi interlocutori, Nichi diventa poeta per caso e narratore sublime di piccole grandi immagini indimenticabili.
“Le primarie sono come il bambino che si porta all’orecchio la conchiglia per ascoltare il rumore del mare: sono il rumore della vita”.
(Babba bia!)
“Ricordo la sensazione di infinita libertà nell’andare a cercare un orecchino adeguato alle mie tasche, un semplice cerchietto d’oro, e il dolore del buco fatto in gioielleria, lì capii quanto la bellezza nasca nel grembo del dolore”.
Se per Nichi il dolore è farsi il buco nell'orecchio, figuriamoci se avesse dovuto partorire o subire un'infibulazione faraonica. E poi lo stesso concetto lo abbiamo sentito pronunciare mille volte dalle vecchie zie: "Per esser belle bisogna soffrire".

E che dire di una frasetta come questa:
“Vengo rimproverato, anzi mi viene mossa un’imputazione di reato. Io sono reo di porto abusivo di sogno e devo dire che tendenzialmente mi dichiaro colpevole”.
Disciamolo, questo è una spanna sopra a Moccia. Anzi, lo eclissa proprio.

La mia preferita però è questa:
“La sessuazione di un processo elettorale”.
Di fronte a certi concetti si può solo dire: "Ma comme fa?"
Insomma, per riassumere gli esiti della dissezione anatomica del candidato Vendola, lo definirei uno che parla come Aldo Moro, pensa come Federico Moccia e si crede un genio come Giovanni Allevi.

Se penso che, in altrernativa, c'è Piero Fassino che vorrebbe essere operaio sotto Marchionne, quasi quasi, se fossi un elettore di sinistra, mi sparerei.

domenica 7 novembre 2010

Andare in piazza

Una giornata qualsiasi a sinistra. Un Bersani descamisado e definito, da chi c'era, finalmente deciso ed aggressivo (mah!) dal palco annuncia che ci sarà una grande manifestazione l'11 dicembre. Per chiedere le dimissioni di Berlusconi, il quale si prenderà paura e se ne andrà immediatamente, suppongo. Visto che Fini non si sacrifica per il piddì e non stacca la spina al nano depassée, ci tocca smuovere i torpedoni. Le grandi manifestazioni non hanno mai spostato un voto negli ultimi quindici anni ma va bene lo stesso. Era aggressivo, il Bersani piazzista, e questo ai piddini basta. Sono persone semplici. Li accontenti con poco. E poi in fondo cosa pretendi, è un segretario economico, l'hanno pagato solo un euro. 
Addirittura Bersani, nella concitazione, si lancia nella profezia, preconizzando un PD prossimo PRIMO PARTITO D'ITALIA. Qualcuno faccia qualcosa.

Quale pensate sia stata la risposta alla mobilitazione invocata dal maggiore partito d'opposizione? A sinistra risponde a Bersani uno squillo, il trombettiere Nichi Vendola che dice "No, io alla manifestazione di un altro partito non ci vengo". Figuriamoci, un partito di sinistra che va ad una manifestazione di sinistra. Ma quando mai.

In riva all'Arno, i rottamatori, gli sfascisti, quelli che mettono in serio pericolo la granitica solidità del PARTITO, al quale, che cazzo, bisogna riservare RISPETTO, dicono: "Ma si, in fondo noi una merenda la si potrebbe venire a fare con voi". Disposti a passeggiare a fianco di quella dirigenza che, con ragione sacrosanta, vorrebbero buttare nel cesso.

Eccoli lì. Patetico il primo nella sua illusione di essere ancora segretario di un partito di sinistra, neanche fosse il Berlinguer del PCI. Sarà anche l'unico partito a radicamento nazionale, economico Bersani, ma è un albero che non dà frutti. 
Ottuso il secondo, il Nichi, che continua a credere di poter vincere qualcosa scavalcando l'apparato, il partito, il segretario da un euro, da sinistra.
Infine i ragazzini bellini, quelli che rappresentano il nuovo, i Giamburrasca che mettono i petardi nella tasca della giacchetta di Bersani, con Paravendola che li redarguisce e bacchetta come la Signora Geltrude: "Seguo Renzi a Firenze e dintorni ma vorrei dirgli che bisogna che tutti insieme costruiamo una alternativa al centrodestra anche nel linguaggio, si rottamano i sistemi non le persone che sono ecosistemi preziosi anche se pezzi da novanta della nomenclatura”. Bersani è un ecosistema, che vi credevate? 
Ai bellini dico, state attenti figlioli, perchè quando si incazza veramente, il segretario, potrebbe anche diventare cattivo. Pensate che ieri, in preda all'aggressività, ha perfino gridato: "A noi Berlusconi e la Lega ci fanno un baffo." Si è confuso, poverino. Voleva dire culo.

Unità a sinistra, alternativa? Solo se si fa come dico io, pensa ognuno dei contendenti. Il finale lo conoscete già. Sono vent'anni che la destra più cialtrona di Al Pappone & Le Sue Mignotte ci governa. Tanto anche se per caso tra un Berlusconi  e l'altro governa, la sinistra non tocca nulla, non sposta, non abbaia e non sporca. La sinistra è il miglior amico di Berlusconi.

giovedì 4 novembre 2010

I dolori del giovane Vendola


Siccome i satelliti di Silvio tirano sempre fuori l'articolo della Repubblica di Stefano Malatesta, "Il Gay della FGCI" del 1985, sono certa che Nichi Vendola non avrebbe difficoltà a spiegare, una volta per tutte, cosa intendeva dire quando si riferiva al diritto dei bambini ad avere una sessualità loro, giusto per zittire le malelingue e fugare i dubbi che potrebbero venire ai suoi tanti ammiratori.
Riporto dal citato articolo la dichiarazione incriminata, attribuita a Nichi: 
"Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti - tema ancora più scabroso - e trattarne con chi la sessualità l' ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione. Le donne, da questo punto di vista, sono notevolmente più sensibili."
Obiettivamente sono parole ambigue che necessitano un chiarimento. Dire che i bambini hanno una loro sessualità è verissimo. Dire che possono avere rapporti tra loro è  già fuorviante, perchè quelle dei bambini tra di loro (ribadisco, tra di loro) sono esplorazioni, manipolazioni in forma di gioco ma non sicuramente qualcosa di paragonabile ai rapporti sessuali veri e propri dell'adulto.

Il concetto fondamentale da capire e da tenere a mente è che la sessualità infantile è qualcosa di totalmente diverso dalla sessualità adulta perché è un sessualità in via di maturazione e definizione e quindi i due mondi sarebbe meglio rimanessero nettamente separati. Se non altro perchè si tratterebbe, comunque la si volesse vedere, della relazione tra un consenziente e  un non consenziente. E' per questo che la pedofilia è una perversione, perchè si abusa di qualcuno che non è in grado di poter scegliere in piena libertà se partecipare o no non solo al rapporto ma all'atto della seduzione. 

Se il bambino manifesta curiosità sessuale nell'ambito della sua propria sessualità infantile, che può benissimo essere freudianamente perversa e polimorfa, ciò non vuol dire che la sessualità infantile possa incontrare quella adulta senza problemi. La curiosità infantile riguardo alle cose sessuali deve ricevere risposte educative chiare e senza malizia o condizionamenti moralistici da parte dell'adulto - di solito il genitore, ma in forma di una relazione assolutamente non seduttiva. E' ovvio che questo non significa eliminare l'affettività dal rapporto adulto bambino ma solo la componente di seduzione.

E vengo al punto centrale del problema. Sostenere che i bambini possano avere rapporti con gli adulti non è scabroso, è demenziale e profondamente dannoso come messaggio da divulgare. Io come donna sono appunto sensibile, come dice Vendola, ma come vittima della pedofilia lo sono ancora di più. Purtroppo è risaputo che il mondo della pedofilia, sbandierando un supposto diritto dei bambini alla sessualità,  giustifica il via libera ai rapporti tra bambini ed adulti.
Ecco perchè è indispensabile che l'articolo del 1985 e il senso di quella frase venga chiarito da Vendola. Magari con una delle sue garbate videolettere. 
Grazie in anticipo.

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