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giovedì 30 ottobre 2014

Piddinicidio


Siamo di nuovo alle botte, alle botte in testa (alla testa, Ramon) come a Napoli e a Genova. A Napoli 2001 c'era uno di loro, Bianco, ma dopo si sono fatti furbi. Agli interni mettono quello di centrodestra, così quando menano gli operai possono darne la colpa ai fascisti. 
Operai minacciati di licenziamento ("tanto ti sistemi da un amico") picchiati in Piazza Indipendenza - guarda l'involontaria simbologia - per difendere l'Ambasciata tedesca e la Thyssen-Krupp (quella del rogo e punita, secondo alcuni, da una giustizia italiana troppo severa). 
Non si può nemmeno dare la colpa agli ammeregani, stavolta, perché non c'era alcun G8 e parata imperiale di mezzo. Un fatto interno, internissimo, cosa loro. E se c'è una cosa di cui non si può accusare questo governo è di non far capire chiaramente cosa vuole fare e dove vuole arrivare.
Nonostante ciò, ancora una volta, nessuno si meraviglierà del fatto che non esista più il servizio d'ordine del partitone che una volta proteggeva i propri manifestanti da provocatori interni ed esterni e governi reazionari.
Ci sarà chi, tornando a casa con la testa sanguinante e sentendosi chiedere: "Cos'è successo, t'ha menato il tuo governo di sinistra??!" risponderà: "Niente, niente, ho sbattuto contro la porta".
Siamo al piddinicidio e bisognerà vedere se le vittime avranno la capacità di opporsi alla violenza con la quale verranno imposte le riforme.

Bella incazzatura tonica, Landini, mi è piaciuto ma, mi faccia capire, siamo ancora alla scapoli vs. ammogliati degli operai onesti contro il resto del mondo disonesto? Lo sa che siamo tutti coinvolti? Menano pure i ragazzi di CasaPound perché difendono la sovranità nazionale contro quella stessa Eurodittatura che non vuole noie nei suoi locali e che vuole licenziarvi; tanto che cce vo', vi sistemate a casa di un amico. Non l'avete sentito quello con gli occhi fuori dalla testa come DiCaprio in "The Wolf of Wall Street?" che detta la linea economica, anzi, finanziaria, a Renzi?
Avete mai belato per le botte a CP? No, perché sono fascisti e perché l'Europa ci protegge dagli ammeregani. Ora menano voi e belate come agnelli a Pasqua. 
Dovevate impiegare meglio quei due euro delle primarie fasulle. Ha ragione la Pina, sa, perché provate a negare che non fate i torpedoni degli iscritti da portare alle manifestazioni a Roma (e ora dovrete includere nel pacchetto, oltre al cestino da viaggio, anche il trauma cranico) ma purtroppo ha ragione anche sulle elezioni interne. Sa a cosa fanno pensare le primarie? Al Festival di Sanremo, dove si sa già con un mese d'anticipo chi lo vincerà. E mica hanno bisogno di minacciarvi per farvi votare quello che vogliono loro. Basta farvi capire che quella è la linea del partito. Imparerete mai la lezione? 

Sapete cosa sta facendo la vostra dirigenza oggi, all'indomani delle botte? Renzi chiede chiarimenti ad Alfano (il fascio agli Interni) e SEL chiede la sfiducia per Alfano. Povero Angelino, che vogliano fargli fare la fine di Fini?

Non lo capite ancora? Quante mazzate sul coppino vi serviranno ancora?
Eravate pure andati tutti in coro alla Leopolda... GOT IT????

Poco fa, sulla mia pagina Facebook, Patrizio (che ringrazio) ha lasciato questo commento:
"Franco parlo per conoscenza delle persone che lavorano all'Ast di terni, che supportano il PD da sempre (se non sei iscritto al PD, non ci entri a lavorare) dell'umbria, e della citta' di terni. Conoscevo personalmente anche i 4 operai(che fra l'altro erano anche nel comitato umbri per renzi), la mattina avevano anche fatto lo striscione:'renzi siamo tutti con te, sappiamo che ci salverai'... li conosco bene, l'umbro medio e in particolare il ternano medio sono stupidi e votano PD perche' una volta si chiamava PC. Se c'e' una regione che avrebbe la scelta facile alle politiche quella e' l'umbria, gli umbri potrebbero votare solo due gruppi o 5s o lega, 5s perche' non esiste regione piu' martoriata dal pd e dalla falsa opposizione berlusconiana che l'umbria, lega perche' con la residenza come requisito per i concorsi pubblici, tutti gli umbri lavorerebbero. Invece chi ti votano? il pd e i berlusconiani per l'80 per cento, oltre tutto molto spesso questi operai dell'acciaieria sono anche quelli che durante le manifestazioni del pd minacciano i commercianti che se non chiudono li riempono di botte. Sono ternano, ho avuto nonno e papa' che hanno lavorato per l'acciaieria, e conosco i 4 operai personalmente, oltre a un mucchio di persone che ci lavorano nell'acciaieria , e da ternano e umbro vi dico una e una sola cosa: per me di botte ne meritavano il triplo perche' e' gente che oggi prende le botte e domani ti va a menare perche' hai parlato male del governo del PD. Gli hanno fatto la testa rossa? be' tanto ce l'hanno vuota, e nel 2015 voteranno tutti in massa per il PD alle regionali. Gia' alle comunali il PD ha preso il 60 per cento, e hanno votato PD nonostante non sapessero nemmeno chi fosse il candidato sindaco."
Eppure qualcuno che ha quasi capito c'è 

C'è speranza? O la Leopolda è una birreria?

Vi lascio con un quiz storico. Chi indovina vince un manganellino d'oro. Chi ha pronunciato questa frase? Poi provate a sostituire misure con riforme e, volendo, distruggere con rottamare. 

"Le misure da me intraprese non verranno certo ostacolate da scrupoli giuridici di qualsiasi tipo. La mie misure non verranno ostacolate da nessun intervento burocratico. Io mi trovo qui a dover esercitare la mia giustizia, io qui devo solo distruggere e togliere di mezzo, e basta!" 


P.S. Intanto proseguono gli acid test della stampa italiana.



lunedì 7 ottobre 2013

L'asimmetria del tradimento


La parola a più alta frequenza nei prossimi anni sarà tradimento. Se un giorno vi sarà l'auspicato maxiprocesso di Norimberga v. 2.0 gli scranni degli imputati saranno riempiti da una bella razza assortita di politici, economisti, banchieri e i loro emissari, sorprofessori, vecchi tromboni e tamburini della Eurojugend, galoppini, ex-calciatori, sicari prezzolati, esecutori materiali e pali, collaborazionisti e reggitori di moccolo, tutti accomunati dal medesimo capo di imputazione: alto tradimento. Sarà un fenomeno continentale ma la delegazione italiana sarà folta e di altissimo livello. Praticamente il gotha della prima e seconda repubblica. E posso sbilanciarmi dicendo che la maggioranza del gruppone sarà rappresentata da elementi della cosiddetta Sinistra*. Di governo e di finta opposizione, di alleanza per opportunismo e di quella composta da coloro che hanno le visioni e danno i numeri, gli assistiti insomma.

Si parlerà apertamente di tradimento quando gli italiani si accorgeranno di ciò che significherà l'applicazione pratica del Fiscal Compact che impone il pareggio di bilancio in Costituzione, ovvero l'ergastolo dell'austerità e il divieto di applicare politiche espansive in economia. Una follia peggiore del Trattato di Versailles.
La pistola fumante del tradimento da parte di coloro che, invece di difenderlo, hanno venduto il proprio paese ad interessi stranieri molto ben identificabili e a poteri sovranazionali ostili.
Perché sia chiaro agli atti dei futuri rendiconti di giustizia umana e divina, ricordiamo come si sono comportati i maggiori schieramenti politici al momento della ratifica alla Camera del Fiscal Compact.
La Lega ha votato contro. Il PDL ha contato cinque contrari e 43 astenuti ed è il partito che si è maggiormente spaccato sulla decisione. L'Italia dei Valori si è astenuta. Il partito di Fini ha votato a favore tranne un astenuto. A favore senza contrari o astenuti l'Unione di Centro e il PD.

fonte
Non c'è da meravigliarsi. Vedete, qualsiasi cosa l'Europa metta loro davanti, fosse anche la condanna a morte dei loro connazionali, i piddini la firmano perché, da bravi e solerti apprendisti hanno paura di sembrare ancora troppo inesperti e di non venire assunti dopo il periodo di prova, di non passare l'iniziazione.
Se oggi i sondaggi li danno al 32% delle intenzioni di voto, non è perché gli italiani siano diventati improvvisamente di sinistra ma perché il PD si sta spostando sempre più a destra. Una destra antisociale, elitista e smaccatamente reazionaria, pur se paludata da un vomitevole buonismo di facciata agito sul palcoscenico da appositi figuranti pitturati di rosso.
Questa merda non è neppure giusto chiamarla destra, chiamiamola con il suo nome: Reazione.

La galassia di centrodestra, da parte sua, non ha ancora capito il problema rappresentato dalla degenerazione neoplastica del concetto di Europa. Non riesce a mettere a fuoco la necessità di liberarsi dal vincolo dell'euro, se non addirittura da quello della stessa Unione Europea. Forse perché è stata per troppo tempo "rappresentata, stuprata, corrotta da una persona che, da venti anni, pensa solo ai cazzi suoi", come osservava amaramente qualche giorno fa Filippo Rossi.
Purtuttavia, al suo interno, oltre alla Lega, contiene molte più voci critiche, rappresentate da chi ha votato contro (come Guido Crosetto) o si è astenuto (non ci crederete ma tra questi vi è la tanto vituperata Michaela Biancofiore); più dissidenti di quanti ve ne siano obiettivamente nel centrosinistra. Ecco l'asimmetria.
Lo stesso discorso di inadeguatezza si può fare per il M5S (entrato in Parlamento successivamente alla ratifica del trattato) che, a parte proporre un improbabile referendum, non si decide a sposare la battaglia del ripristino della sovranità monetaria, percepita anche dal movimento ancora come troppo "di destra", visto che è nei programmi, ad esempio, di Forza Nuova.

Mi sembra ovvio che, in questo momento, occorrerebbe azzerare tutte le aggettivazioni politico-ideologiche ed unirsi nella soluzione del problema, senza pregiudizi ideologici a fare da zavorra, con tutti coloro che vogliono starci.

Tornando alla ex sinistra ora Reazione a vocazione ultraliberista, che propugna dei fatti la disparità sociale, la fine del welfare e il primato assoluto del profitto attraverso la dottrina dello shock versione europea: la auspica ma senza avere il coraggio di ammetterlo, come fanno invece i reazionari a viso aperto, ed è perfettamente rappresenta dai commensali che si sono radunati attorno ad un tavolo a cena venerdì 20 settembre: Mario Draghi, GRNP, Enrico Letta e Eugenio Scalfari a casa di quest'ultimo, come raccontavano Dagospia e il Fatto qualche giorno fa. A discutere ancora una volta delle intemperanze di Berlusconi e delle ultime strategie per portare avanti l'agenda mortale europea, immaginiamo.
O magari, ancor peggio, a studiare come tergiversare in attesa di un improbabile arrivo della Cavalleria che invalidi il Fiscal Compact ed altri trattati capestro salvando loro la faccia.

Sono convinta infatti che, tolta una certa percentuale di gente in cattiva fede che si è venduta l'anima per il solito vecchio sterco del demonio, la maggioranza di questa sinistra cialtrona = Reazione abbia approvato il Fiscal Compact senza avere la minima idea delle sue conseguenze, senza nemmeno leggerne il testo, ossia per ignoranza, insipienza e idiozia tintura madre. L'hanno approvato per ordine di scuderia, perché l'ha detto il Partito e il Segretario, poi qualcuno tra più scafati avrà detto: "Si, è una cosa forte, impossibile da realizzare e da criminali. Favorirà solo i più forti ma vedrete che tanto non sarà mai applicato perché qualcosa accadrà nel frattempo. Ci pareremo il culo anche stavolta."

E se stavolta non fosse così?


* Utilizzo i termini sinistra e destra, centrosinistra e centrodestra per comodità ma bisogna tenere presente che lo scontro attuale e ancora più quello del futuro è da considerarsi tra le idee di Progresso e Reazione.

martedì 4 giugno 2013

Compagni di merende



Stamattina Repubblica titola drammatica: "B. Il Colle ora deve difendermi". Deve. Mica se lo volesse, cortesemente, magari, se non disturbo. No, deve. La protervia del vecchio boss.
A questo si aggiungono le smanie di Letta per il presidenzialismo. Ma si, facciamo eleggere dal popolo, che notoriamente è incapace di intendere e di votare, un presidente dotato di più poteri di Obama. Magari proprio lui, il noto pregiudicato, così è contento. Ci tiene tanto. E poi anche il Venerabile vedrebbe coronato un sogno.

Piddini, vil razza dannata, questo mostro l'avete creato voi e, quando pareva morto, messo da parte da chi si era reso conto, in vece nostra, che avrebbe ancora condizionato i destini del paese ai suoi guai giudiziari, lo avete rianimato, gli avete ridato vita.
Mentre la creatura fuggita dal laboratorio ricomincia a far danni voi che fate? Organizzate campagne di stampa di vero e indipendente giornalismo televisivo e non contro Grillo. Tutti schierati, dalla Rai a La7, particolarmente zelante, con veri e propri gurkas con il coltello tra i denti. Giornalisti codini con i padroni e americani con i nemici dei padroni. Che si preoccupano della violenza verbale, della mancanza di serietà, quella parola che voi dirigenti falliti avete sempre in bocca come la gomma. Attraverso questi zerbini che si credono tappeti persiani, fate le pulci ai bilanci, agli stipendi degli altri, puntate il ditino contro chi ha osato disobbedirvi e guastarvi i piani, corrugando la fronte e scandalizzandovi del vaffanculo, povere vergini intonse. E siete quelli che gongolavano per aver arraffato una banca. 

Il guaio dell'Italia non è B. che pretende l'immunità assoluta anche dal peccato originale - poraccio, lui ha i soldi, che deve fare? - ma voi che lo usate per i vostri lerci scopi, i vostri miseri tentativi di inseguire i ricchi nell'arricchimento, elevarvi da pidocchi a padroni, con le capesse del sindacato a far le merende con gli euronazisti dopo averlo messo nel culo a Cipputi.   

Non temere, Silvio, che questi ti salvano, come sempre. Vedrai che Lettuccio tuo uno strapuntino al Colle te lo rimedia. Tanto gli italiani dimenticano tutto.


(E' come "Via col Vento", si guarda e riguarda sempre volentieri.)

sabato 11 maggio 2013

Funeralia


La sinistra è morta. Datevi pace. Comincia a puzzare. Non potete stare più lì attorno alla bara a chiedervi come è potuto succedere. Le mosche cominciano a ronzare e bisogna coprirsi il naso con il fazzoletto.
E' andata. 
Chiudete la cassa, avvitate le ventiquattro viti.  Fatele il funerale, accompagnatela in spalla al cimitero. Piangete quanto volete, assoldate le prefiche, sbattete la testa contro il muro, coprite il feretro con la bandiera rossa bagnata delle vostre lacrime. Era tanto buona.
Ditele una messa da requiem e poi chiamate la banda a suonare Bandiera Rossa e l'Internazionale. I partigiani con il gonfalone.
Seppellitela in una piramide assieme a tutti i suoi parenti, discendenti, segretari, dirigenti, collaterali ed affini. Sigillatevi assieme i suoi traditori assassini. Condannateli a seguirla, a perdersi nell'ombra con lei, con i due euro da consegnare al traghettatore dagli occhi di bragia. 
Oppure crematela, se preferite un sacro fuoco purificatore. Bruciatela assieme alle sue troppe vedove. Osservatela un ultimo istante mentre le fiamme l'avvolgono e il forno si richiude sul nostro sgomento. Poi, dalle ceneri, se il vento della storia non le disperderà per sempre, fate rinascere qualcosa di nuovo. Di bello.

Colonna sonora

domenica 5 maggio 2013

Tutti da Luttwak il sabato sera

Ieri sera in televisione è successa una cosa sconvolgente. Anni e anni di certezze ideologiche, di delicati equilibri mentali interni che regolano e tengono rigorosamente separati in compartimenti stagni i Buoni dai Cattivi, il lato buono della Forza da quello oscuro, sono di nuovo improvvisamente saltati, come ormai sta succedendo sempre più spesso, frantumati da un evento imprevisto, un cigno nero - ma sarebbe meglio dire un falco - che ci ha sbattuto le ali in faccia facendoci risvegliare dal torpore.
Edward Luttwak, il falco, appunto, quello che per anni abbiamo considerato l'emblema ultimo dell'imperialismo ammeregano ed il suo portavoce presso il volgo della lontana provincia italiana - e lo è ancora, per l'amor di Dio, ci mancherebbe - ha esposto con parole semplici e disarmante pragmatismo americano qual è l'attuale problema dell'Europa e lo ha detto in televisione, in prima serata, di fronte ad una platea di suocere dietro le quali le nuore alle quali far intendere erano ancora più numerose.
Ascoltate questo primo passaggio del suo intervento, nel quale cita (non a caso, credo) una nota opera divulgativa del nostro amato neo premier Lettanipote.


"Questo euro di cui si muore". Pazzesco. Avrete notato l'incredulità e la stizza che si dipingeva in diretta nei volti dei piddini presenti, alle parole del falcone. Ebbene, ascoltate ora (sono immagini e parole forti, rimanete seduti e calmi, respirate lentamente, è tutto ok) la risposta di Sergio Cofferati, ex capo della CGIL, uno teoricamente de sinistra, che ultimamente hanno scongelato dalla crioconservazione per mandarlo in sala rianimazione nel tentativo di risvegliare il PD in coma parlandogli e raccontandogli le favolette sull'Europa, il fogno europeo, gli Stati Uniti d'Europa e il nostro tesssoro, l'euro.
Ascoltate e stupite:


I padri fondatori dell'Europa. Cioè quei bei tomi della sinistra europea, affossatori dei diritti delle classi lavoratrici europee per conto e su commissione delle élite privilegiate, tra i quali colui che i piddini hanno recentemente fatto finta di voler far diventare Presidente della Repubblica; l'eurodaddy per eccellenza, Romano Prodi.
Le menzogne sulla gratitudine per i vantaggi eccezionali dell'euro all'Italia, ai quali non credono intimamente più nemmeno i più pasdaran tra i liberisti alle vongole nostrani. La solita menata della liretta che avrebbe avvantaggiato solo la FIAT (ah, Sergio, rimembri ancor!) e impoverito la vedova, l'orfano e il proletario (per citare Bagnai). La svalutazione sistematica, la liretta sottoposta alla speculazione, il debito pubblico. Il 1992-93 che furono "anni di virtù  che portarono poi alla nascita dell'euro". (AIUTOOO!!)

Qualche anima buona chieda a Cofferati come spiega, con parole sue, quest'esplosione del rapporto debito/PIL e come esso si concili con la virtù teologale del chissaccheccosa

Cofferati in pochi minuti non risveglia il PD, che ormai è in coma depassée - volgarmente, è andato - ma distrugge, già che c'è, ciò che resta della dignità della sinistra, svelandone, se ce ne fosse ancora bisogno, l'oscena attitudine al tradimento ed all'inganno nei confronti delle proprie classi di riferimento. Senza contare che il Cinese ci toglie ogni residuo dubbio sul ruolo della sinistra italiana di fenomenale collaborazionista e volonterosa carnefice al servizio di chi ci sta uccidendo, l'euronazismo. Con loro che in cambio hanno il permesso di salvarsi un po' di robba prima del saccheggio finale.
Ascoltate il falcone Luttwak come risponde al Cinese. Facendogli notare che, mentre loro pensano a come fare gli Stati Uniti d'Europa senza danneggiare troppo la Germania, tra una quindicina d'anni, il disoccupato intanto muore. Non volete dargli un bacio in bocca?

Ma ancora più devastante è stato il passaggio in cui Luttwak ha spiegato perché l'IMU è una provvedimento regressivo e arbitrario. Un siluro che ha centrato in pieno il cuore governativo del sistema, dal PD collaborazionista, al PDL che prima regge il sacco a Monti per un anno e poi strepita per l'abolizione dell'iniqua gabella. Fino al professorone della Bocconi ridotto in nanosfere.

 

Insomma, una cosa veramente inaudita. Un'inversione dei poli magnetici ideologici.  
Possiamo discutere fino a domani di come forse la chiave per interpretare l'uscita antieuro di Luttwak sia motivata dalla considerazione che "la crisi europea sta mettendo in difficoltà il mondo intero" e quindi si tratti ancora una volta di pragmatismo dettato dalla necessità di difendere interessi americani e globali. Difesa non certo nel senso idiota dell'invidia per una moneta forte che intendono i piddini e gli stolti, ma in quello del "facciamo qualcosa prima che 'sti pazzi facciano saltare anche noi".
Possiamo parlare del fatto che il fanatismo monetario che Luttwak definisce come tipicamente europeo, dalle parti di Chicago ha avuto molti autorevoli sostenitori nella corrente liberista dell'economia. 
Oltre a quello dell'euro c'è infatti anche il problema del contemporaneo fallimento delle teorie economiche che per decenni hanno imposto il principio della deregolamentazione e del primato della finanza sull'economia, oltre alla distruzione sistematica del principio dello Stato come principale regolatore economico. Luttwak è falco ma anche volpe, questo lo sa benissimo. 
Tuttavia, ciò che è innegabile è che Luttwak ha esposto il fatto che la sinistra italiana sta difendendo e presto sarà l'unica a farlo, un sistema fallimentare e dannoso per  non solo l'Italia ma l'intera Europa. E ciò mentre in Europa cresce ogni giorno il numero delle voci contrarie a questa follia, perfino a sinistra.

Tra le innumerevoli sfumature di grigio di questa maledetta stagione dell'euro, ci mancava solo l'esperienza del sogno bagnato con protagonista il falcone neocon.

A chi interessa, qui c'è  la puntata integrale.

lunedì 29 aprile 2013

Il governo primavera del Dottorino Morte


Non so se siete a conoscenza del fatto che questo nuovo governo Letta bello de zio  è convinto di andare in Europa (diciamo meglio, in Germania) a "rinegoziare" i patti e le condizioni di partecipazione al Battle Royale dell'euro. Insomma, questi fanno credere al popolo stremato dalla crisi che andranno là con il ditino alzato ad agitarlo in faccia alla Merkel, che lei si impietosirà e cancellerà il Fiscal Compact chiedendo pure scusa.
Che rimedieranno invece in risposta un pernacchio con la mano molle, anche se chi glielo farà sarà tedesco e non partenopeo, evitano di aggiungerlo. Eppure quel simpaticone di Schauble ha già fatto preventivamente capire che non se ne parla nemmeno di discutere il primato teutonico e le regole da Piano Funk reloaded applicate ai vicini europei. Manco era fatto il governo e già dettava le condizioni per la nostra sopravvivenza

Quindi, secondo il mio modesto parere, questo governo parte già con un piede affondato in una menzogna non da poco, direi colossale. Una menzogna che potrà non sembrare tale al piddino che è convinto che l'euro ci abbia salvato dall'iperinflazione delle carriole ma che appare insultante e disgustosa a chi sa qual è il problema e cosa occorrerebbe per risolverlo.
Vedremo come riusciranno a rivendere in casa la figura da peracottari e le quattro palle che rimedieranno a Berlino. I media dovranno sfoggiare veramente tutte le loro doti di persuasione e manipolazione della realtà per far ingoiare la balla agli italiani.

Per il resto, che si può dire di questo governo di Große Inkulation, dove viene sancita l'inevitabilità dell'accettazione del ricatto berlusconiano e la disponibilità del PD a fare di tutto pur di tornare al potere?
Dal punto di vista umano, essendo un governo TINA, potevano andar bene anche il mio parrucchiere, il tuo fruttivendolo e il suo gommista.
Sembra il governo dei bimbi in colonia dai preti in montagna e si ha la sensazione che abbiano mandato in campo la primavera. Nomi tutto sommato sacrificabili se le cose dovessero andare male. Per esempio se il Re Nano non fosse soddisfatto di come gli hanno impiattato il salvacondotto e, con il malcontento crescente per le manovre lacrime e sangue che dovranno indubbiamente fare per "morire per Maastricht", non decidesse di rovesciare il tavolo ed andare ad elezioni per vincere di nuovo. Tanto questo è un governo a DNA piddino, lui non c'è e non c'è alcun  nome importante PDL presente, stanno tutti in panchina, anzi in tribuna d'onore. Non ci sono nemmeno pezzi da novanta piddini, quelli che se la cavano sempre, per la verità, a parte bello de zio, quindi l'ipotesi primavera (e inciucio) è confermata. Governo di pupi, di AmbrAngiolini Alfani con l'auricolare collegato al puparo. Gente che esegue gli ordini, non abbaia e non sporca.

E' un governo di ggiovani, secondo il parametro italiano secondo il quale a quarant'anni sei ancora un poppante con il latte sulle labbra. Un governo di ministri immagine, con una bella dose di paraculaggine tipicamente cattocomunista e centovetrine pour épater le piddin
Le sette donne, ad esempio, come se l'esperienza Fornero non dimostrasse che essere donna non basta, se non a fare demagogia e femminismo vista mare; la dottoressa di colore utile per far saltare subito il salvavita razzista della Lega e sviare l'attenzione, visto che lo ius soli, mi dispiace, non è argomento da economia di guerra quale stiamo vivendo, ma materia per tempi di vacche grasse.
La ex campionessa tantobbrava, il giovane turco, la vecchia marpiona radicale, il banchiere all'economia, i ciellini a mazzetti. 
Le pidielline che da settimane monopolizzavano tutti i talk show e ora capiamo perché: una, la De Girolamo,  convinta che la lontra sia un uccello, all'agricoltura e Meg Ryan Lorenzin paracadutata alla salute (sempre meglio comunque di Sacconi che aveva la mogliera in Farmindustria) e che forse è giusto capisca poco di medicina, tanto lì si dovrà solo privatizzare, mi sa. 

Come è la reazione del popolo al nuovo governo? Il piddino si è subito mutato in una nuova specie: il potevandarepeggista, variante del vediamoliprimalloperista. La congolese e la campionessa, le migranti modello lusso funzionano perfettamente: fanno dimenticare il Quagliariello alla manipolazione della Costituzione ad usum caimani e i tecnici superstiti del governo Monti ancora tra le palle. Noto un certo entusiasmo nei piddini, poeri nani. Non sarà il meraviglioso governo di cambiamento di Bersani che il Grillo bastardo e cattivo ha impedito loro di fare ma questo dei bimbi in colonia potrà accontentarne comunque  l'aspirazione alla mediocrità e permetter loro di identificarcisi in pieno.

Noi che abbiamo votato altrimenti e siamo cani fuori dall'uscio non ci sentiamo rappresentati da questo governucolo ma è un bene, è un motivo d'orgoglio. Vederli oggi, chiusi al Trianon a suonar campanelle a morto per l'Italia e festeggiare mentre fuori la follia o la disperazione (sperando non si tratti di altro) colpivano i soliti innocenti, li ha allontanati ancora di più dal mondo reale e dalla nostra comprensione.
Non solo, ma sentirli pronunciare quelle parole sacre, quel "giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne le leggi, nell'esclusivo interesse della nazione, ecc.", ecco, soprattutto quell'esclusivo interesse della nazione, pensando a condoni, insabbiamenti e patti inconfessabili, a me ha fatto l'effetto di un porco***  in chiesa.

venerdì 22 febbraio 2013

Perché lo faccio


Lo faccio per Napolitano che, il giorno dopo il voto, toh! va in Germania. Spero ad incontrare una Merkel assai incazzata per i risultati. Perché a lei il voto italiano interessa, eccome se interessa.
Lo faccio per lo spietato e sociopatico Monti e i suoi ministri, per le sue riforme che spero cadano per terra e gli rimbalzino dove sapete voi sotto forma di enorme schwanzstuck. Anch'esso tedesco, che gli piace tanto.
Lo faccio per il grigio apparatchik fallito Bersani che, in una piazza Plebiscito dove tra un manifestante e l'altro potevano correre dei bimbi in triciclo, e in un atmosfera di infinita tristezza piddina, dove nemmeno le bandiere ci credevano, ha detto ancora che con Grillo si andrà fuori dalla democrazia. Con il MES e il pareggio di bilancio invece no.
Lo faccio per Renzi che chiede il voto utile grillino per parare il culo a chi l'ha trombato alle primarie. 
Lo faccio per Vendola, che si mette con Bersani facendo finta di non sapere quali trattati capestro ha promesso di rispettare per entrare a far parte del fogno europeo.
Lo faccio per Ingroia che ha solo riassemblato dei pezzi di una sinistra che non sta assieme nemmeno per miracolo e che non ha avuto il coraggio di un vero rinnovamento.

Lo faccio per B., per la sua faccia da morto in camera ardente che ancora non sa di esserlo, per le sue oscene bugie da ricco senza vergogna che illudono i fessi poveri che lo votano. 
Lo faccio per il pensionato che ha fatto la fila con la sua lettera in mano e al quale mi rivolgo: mi raccomando, domenica rivotalo!
Lo faccio per la Lega, per il suo spirito rivoluzionario venduto al miglior offerente per un piatto di cassoeula.
Lo faccio per Casini e per tutti i democristiani ancora in circolazione, compresi quelli che impestano gli altri partiti, come l'arrogante nostra dipendente Rosy Bindi.
Lo faccio per Giannino, anzi per le sue giacche. E poi per gli altri economisti liberalcicisbei del suo movimento che non conoscono nemmeno il cambio esatto dell'euro.
Lo faccio per Fini, per la sua incapacità di creare una vera destra moderna. Uno che quando ne ha avuta la possibilità, si è fatto frenare dal DNA.
Lo faccio per Crosetto e Meloni, anche loro vittime del loro DNA.
Lo faccio per i radicali che, se dio vuole, spariranno nello zerovirgola che si meritano dopo averla data a tutti.

Lo faccio per quelli che hanno più paura di Casaleggio che dei Casalesi.
Lo faccio per l'intera classe politica italiana, soprattutto per coloro che ho votato in passato e che con il mio voto ci si sono nettati e ora lo pretenderebbero di nuovo in nome del voto utile a continuare a fregarmi.
Lo faccio per i giornalisti e i massmediologi che credono ancora nel potere assoluto della televisione e non riescono più ad interpretare cosa sta succedendo veramente tra la gente.
Lo faccio per tutti questi esseri inutili e dannosi affinché si prendano la sbadilata in fronte. Lo faccio come atto rivoluzionario. Di protesta ma anche di infinita rottura di coglioni. Faccio qualcosa assieme al mio popolo, fosse l'ultima cosa folle che faccio nella vita. Non mi interessa se è la scelta giusta. Viste le proposte alternative, credo non si possa fare altrimenti e dovranno pur tenerne conto. 
Voto Movimento 5 Stelle. E se anche loro ci deluderanno allora sarà rivoluzione davvero.


P.S. Prima di starmi zitta fino ad urne riaperte, qualche consiglio pratico. Se non ve la sentite di votare nessuno di questi cialtroni e nemmeno vi fidate del corrusco Casaleggio, almeno non votate scheda bianca perché è materia prima per i brogli. Piuttosto annullate la scheda scrivendoci sopra un bel pensiero poetico oppure fate verbalizzare la vostra intenzione di non votare rifiutando e facendo annullare la scheda. 
Però, già che siete lì, perché non pensare alla faccia del vostro politico preferito in senso negativo, - ne avrete uno? - quando leggerà i risultati martedì?  Quando vi ricapita? Pensateci.

giovedì 21 febbraio 2013

L'uno e trino


L'altra sera su La7 purpurea di Cairo, nel programma di Mentana "Bersaglio mobile" (che titolo da cecchino) ho visto un attore interpretare tre politici diversi o tre attori diversi interpretare lo stesso politico. Mi riferisco all'intervista separata in casa a Bersani, B. e Monti, i tre candidati mainstream a queste elezioni politiche fuori stagione, espressione della volontà del grande occhio di Euron. 
Sono riuscita a seguire parzialmente i deliri di Bersani e B. ma, sul finire di B. mi sono addormentata e mi sono risvegliata solo sul finale di trasmissione con la vocetta di HAL9000 che ripeteva i suoi proclami filotedeschi.
L'impressione generale è stata quella di aver assistito ad una visita psichiatrica a tre pazienti e di aver ascoltato con un misto di sconcerto e pena i loro deliri. 
L'anziano con i dané che molesta altri anziani inviando loro lettere ricattatorie, l'altro che si esprime con una pittoresca e paesana insalata di parole e molesta altri anziani nel bar del circolo, per imitare l'altro, promettendo loro di togliergli il ticket (ci sarebbe da scrivere un intero pezzo solo su questo poveruomo che ha perso completamente il contatto con la realtà del suo paese). 
Infine quello che, tolto dal suo ambiente ad atmosfera controllata e messo in un altro ruolo troppo impegnativo per lui, non ha retto al burn-out e ora sbarella di delirio di onnipotenza peggio di Norma Desmond sul set di DeMille, millantando crediti dai mercati, dagli altri statisti europei e permettendosi perfino di dire agli elettori italiani che "la Merkel non approverebbe un governo di sinistra nell'anno delle sue elezioni". 

Se il Ph. D. Mentana voleva farci capire meglio con chi abbiamo a che fare prima del voto ci è riuscito in pieno e lo ringrazio per il contributo alla decisione di tanti italiani di guardarsi bene dal votare questi figuri. 
Sono tre pazzi e pure pericolosi perché da queste elezioni hanno tutto da perdere e cercano di annaspare per non finire nelle sabbie mobili dei loro reciproci fallimenti personali e di partito aggrappandosi alle nostre giacche e tirandoci giù con loro. Noi invece, come direbbe un economista tedesco senza il master a Chicago ma bravino lo stesso, da questo voto abbiamo da perdere solo le nostre catene e saremo ben lieti di sfuggirgli.
Questa entità elettorale una e trina è un bel bersaglio mobile da impallinare con un voto che consegni la triade all'archivio delle esperienze politiche fallimentari della nostra storia di povero paese provinciale ma con la vanità e la spocchia di potenza mondiale che avremmo potuto essere se il gatto non ci avesse mangiato i libri.

I tre dell'Ave Maria sono terrorizzati perché c'è nell'aria, lo si respira, qualcosa di indubbiamente simile alla vigilia di un clamoroso atto collettivo che andrà contro la politica tradizionale, al di là delle bandiere, dei colori e delle ideologie. Un atto che nasce dalla consapevolezza che non si può fare altrimenti. La gemmazione spontanea di una rivoluzione culturale di cui il famigerato Grillo è solo il catalizzatore forse perfino inconsapevole.
Hanno voglia l'ambiguo Santoro e la penosa Unità a tirare in ballo gli slogan fascisti da appiccicare al Movimento 5 Stelle. Sono tentativi disperati di gente che è disposta invece a votare chi li ha già consegnati mani e piedi legati al neoegemonismo del complesso chimico-industriale tedesco. Infami traditori che cercano per l'ennesima volta di spaventare i loro piddini, papiminkia e borghesacci con il solito ricatto del voto utile e della minaccia comunista da una parte e berlusconiana dall'altra (cioè la minaccia fantasma) che, tra parentesi, intanto si becca forse un'altra televisione ma, non temete, appena al governo il Bersani vi fa il conflitto di interessi, vi scende il cane e vi ridipinge pure casa.

Abbiamo ancora un giorno e mezzo per liberarci di altri inutili partitelli in mano a vanesi cicisbei o altri residuati bellici inesplosi. Quello che il triumvirato dei falliti non capisce è che la gente adesso indaga, controlla, verifica, non si fida più e, se scopre l'inganno, s'incazza. Prendetevela con Google, invece che con i vostri elettori se non accettano più passivamente chiunque si candidi. Ieri in rete è stato un massacro. Sono stati sacrificati al pubblico ludibrio il gagà che non aveva detto agli amici Giannino, l'atroce video piddino degli smacchiatori, le lettere ricattatorie di B. fotografate e sbattute sui social con su scritto il messaggio di risposta. Nessuna pietà. 
Parlate pure, vomitate dallo schermo tv le vostre cazzate e false promesse, non vi ascoltiamo più e ci rivediamo martedì. Sarà un piacere diventare massa critica e rompervi gli schemi.

Martedì sarà un gran bruciar di culi. Sarà bello registrare le loro facce sui DVD e farle passare e ripassare sul teleschermo nei futuri momenti di tristezza. 
Non sarà una passeggiata, però. Martedì scopriremo il concetto di democrazia che hanno le figure istituzionali e i partiti mainstream quando scopriranno che non tutti gli italiani hanno seguito i diktat di questa arrogante casta di servi padroni. 
Vedrete che ci prenderemo altro che dei coglioni, dei senzatesta, degli sciagurati. La prima cosa che diranno è che bisogna tornare al voto, che non vale perché loro non hanno vinto. Verrà fuori il loro lato peggiore da dittatori dentro, la loro ira funesta di incantatori disattivati. 
Aspettatevi il monito del presidente peggiorista, sconvolto dalla disfatta del suo esecutore fallimentare di riferimento. Aspettatevi l'ira del nano che griderà sicuramente al broglio e quella dei piddini che saranno riusciti ancora una volta a "farsi fregare le elezioni". 
Intanto però assisteremo, speriamo, all'addio ai Casini e ai Fini ed al conseguente coma etilico di B. 
Qualunque cosa accada speriamo faccia capire agli italiani che la democrazia, con tutti i suoi difetti, è l'unica cosa che può salvarci e che non permetteremo che ce la tolgano. Se lo ricordi, l'uno e trino.

sabato 16 febbraio 2013

Silenzio


Shhh, non diciamolo, stiamo zitti. Tanto loro non fanno vedere le piazze al caviale e non raccontano la realtà ma solo il loro reality show televisivo.  
Zitti, facciamogli credere che voteremo per loro, per questi dinosauri che stanno attirando gli asteroidi. Giochiamo pure a far finta di essere puffi piddini sottomessi  a Gargamella; papiminkia ansiosi del ritorno di Mr. Spockia perché lui ci renderà più giovani, ci spianerà le rughe e ci farà pure il bonifico in banca. Raccontiamo in giro che quei nuovi partiti così nuovi ci piacciono un sacco, che siamo incantati dai Giannino fashion, dai giudici prestati all'archeologia politica, dai fratelli e sorelle d'Italia, dai Casini e dai Fini e che se potessimo li voteremmo tutti, tutti, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.

Shhh, stiamo zitti, non lasciamoci sfuggire nulla. Facciamogli la sorpresa.

Non è caviale, sono persone.

venerdì 4 gennaio 2013

Elezioni precoci


Buon anno a voi, cari lettori, e buon anno al nostro paese che il mese prossimo andrà alle urne per il suo primo episodio di elezione precoce. Elezioni invernali per l'inverno della democrazia.
Febbraietto corto e maledetto, si dice. Quest'anno lo sarà ancora di più, con una campagna elettorale che si preannuncia come un unico coro di eurocrati con qualche stecca di corno e qualche voce dissonante. Così poche che forse le noteranno solo i fortunati dall'orecchio assoluto. La sensazione è che, chiunque vinca, il nostro destino sia comunque segnato. A meno di colpi di scena dell'ultimo minuto e di poco probabili ravvedimenti.

Il fronte degli eurocrati a menu fisso e scarso, il Partito Unico dell'Euro, è rappresentato ovviamente in primis dal Salvatore (dell'euro a spese degli italiani) Mario9000 Monti, che prima non si candida, poi si candida, tanto si sa benissimo che si candida e che la sua agenda sarà la nuova versione delle tavole della Legge. Io sono il signore euro tuo, non avrai altro euro all'infuori di me. Il bello è che anche qui, come nel caso di Mosè, non è farina del suo sacco. Lui riceve ordini dal cespuglio in fiamme,  torna giù da sé stesso e tira mazzate ad un popolo che non ha neppure un vitello d'oro da adorare perché se lo è venduto per poter pagare le tasse per i fondi salva stati che i tedeschi fanno pagare a noi.

Mario9000 piace enormemente al borghesume di cui è archetipo, alla razza padrona, tanto che il suo parco sostenitori alle prossime elezioni, più che un'insieme di forze politiche, sembra il foyer della prima della Scala  pieno di padroni delle ferriere, sciurette cotonate, arricchiti, marchesidelgrillo e piemontesi con l'orologio fermo ai tempi dei Savoia.
Il suo governo, conseguenza del primo golpe iperborghese della storia avallato da un comunista, è stato il perfetto esempio di governo controrivoluzionario senza la rivoluzione. Il governo che ha un'unica voce in agenda - quella vera, non quella per la stampa edulcorata dalla penna del piddino: "Fottere i lavoratori". O meglio, fottere coloro che dipendono da un salario o pensione per vivere e che, se hanno qualche risparmio investito nel mattone, dovranno risputarlo perché il governo gli metterà il dito ben in fondo alla gola.
Se volete la conferma della spocchia, del merdoso senso di superiorità dei ministri sorprofessori del governo Monti abbiate lo stomaco di guardare questi videoblob del Fatto Quotidiano:

Video-blob: un anno di governo Monti (prima parte)Video-blob: un anno di governo Monti (seconda parte).

Un freak show di mediocri fenomeni da baraccone convinti di essere dei geni, capitanati da quel Monti che, un anno fa,  escludeva di essere ancora in politica in futuro. Uno che, in un frammento del video, porta la Grecia ad esempio del successo dell'euro! 
Il meglio però è nella seconda parte, dedicata ai ministri per caso di questo governo tenico. Le ministre chiocce con i figli spalmati su due o tre posti fissi e ben remunerati che esortano i figli degli altri ad accontentarsi della minestrina e della mela cotta. La piagnona choosy, la scimmietta non sento che non si pente della sua riforma ammazzalavoratori, tanto si consolerà con l'orto che giustamente si rifiuta di donarle i suoi frutti. 
E ancora Polillo, il sottosegretario all'economia, che dice agli esodati di non agitarsi troppo. Lui li preferisce mescolati. Gli OGM "che fanno bene" di Clini, il ritorno al nucleare sempre del ministro ironicamente dell'Ambiente. L'altro sottosegretario Martone, il docente prodigio, il bambino con i baffi che dà degli sfigati ai fuoricorso. Gente da dimenticare come un incubo dopo una peperonata a cena.

Questa destra reazionaria in loden e chanel è peggio di quella del Bagonghi, dello Smemorato di Arcore che non si ricorda di aver costretto un Parlamento di suoi servi a giurare che una puttanella marocchina era la nipote di Mubarak perché così lui aveva millantato per telefono ad un pubblico ufficiale. Che non si ricorda di aver promesso di non candidare amici siciliani dalle coppole chiacchierate e poi il giorno dopo crea una lista apposta per Dell'Utri. E' una destra peggiore perché, a differenza dello Smemorato, questi non devono rendere conto a nessuno, non hanno il romanticismo del "mi hanno votato gli italiani" e soprattutto non sono altrettanto ricattabili. Sono rotti a tutte le intemperie, hanno guardato troppo in fondo al baratro ed ora il baratro guarda loro. Sono preda del delirio di chi è convinto che la Storia sia finita e che abbia dichiarato la loro vittoria a tavolino. Vittoria che è lì a portata di mano, basta solo superare un ultimo ostacolo, ovvero eliminare le ultime voci dissenzienti. Silenziarle, ha detto utilizzando una terminologia da killer prezzolato, il presidente del consiglio. 

Se il problema fosse solo il borghesume reazionario le cose sarebbero tutto sommato gestibili. Il problema è che nel foyer ci sono anche i collaborazionisti smaniosi di collaborare. Quelli che non si sono ancora accorti che lo avranno dato via per niente e che rimarranno come l'altra volta a piagnucolare che "ci rubano le elezioni". Vedrete se mi sbaglio, con la manovra a tenaglia che stanno organizzando i restauratori della Grande Balena Bianca, l'unico sistema di potere che l'impero considera affidabile per questa pittoresca provincia mediterranea.
Povero Bersani, esponente di quel sottopotere piddino che per una dirigenza in una partecipata locale si venderebbe altro che l'anima e altro che al Diavolo. Potrà anche vincere le elezioni ma se il centrosinistra è pronto a sottoscrivere con il sangue (nostro) la cura letale di Monti, con appena qualche dettaglio di differenza per salvare le apparenze, perché non gli è concesso fare diversamente, cosa cambierebbe in concreto per noi?

Questa è la guerra dei miliardari contro la piccola e media borghesia, la classe che ha dimostrato che, con i diritti dei lavoratori e un buon welfare, il popolo può raggiungere un certo grado di benessere e salire nella scala sociale. Questo, per i ricchi che hanno una concezione aristocratica della ricchezza, basata sul sangue e sull'affinità di conto corrente, è insopportabile. Amano essere in pochi e vorranno essere ancora meno in futuro. Basterebbe un partito con dei buoni numeri che decidesse di difendere quel ceto medio sotto attacco e si opponesse all'eutanasia di democrazia e diritti che vuole l'oligarchia dei super ricchi ma quel partito non è il PD, che ha deciso di curare i propri interessi, le proprie botteghe chiare ed oscure e i propri investimenti. Esattamente come ha sempre fatto e farà ancora B. Alla faccia dei lavoratori.


sabato 1 dicembre 2012

Il Neorenzi


Matteo Renzi mi ricorda il protagonista de "L'avvocato del diavolo", Kevin Lomax. Un giovanotto capace ma tremendamente ambizioso che viene accalappiato dal Diavolo affinché diventi il suo agente speciale sulla terra. 
Renzi si è ritrovato candidato a sinistra perché si è prestato a sfruttare lo stesso equivoco che fece considerare di sinistra uno come Tony Blair. Una sinistra che si autoproclama tale ma che non lo è. Che, nonostante il raggiro, riesce a babbiare i boccaloni addestrati ormai da decenni a vergognarsi di essere di sinistra e a dimenticare quali siano i principi irrinunciabili della sinistra. Ne elenchiamo qualcuno, anzi il più importante? La difesa sempre e comunque delle classi più deboli e meno rappresentate contro le lobby di influenza legate soprattutto al potere del denaro. Altro che Cayman, neoliberismo a schiuma frenata, il cuore è uno Zingales e va, l'Ichino di fronte allo scoglio dei poteri forti e il profumo inebriante di destra monetarista e nuovo secolo americano.

L'altra sera quando, rispondendo di politica estera nel confronto con DonPeppone, tra tante emergenze internazionali disponibili, ha fatto quel pistolotto ormai cult sulle ragazze iraniane che non possono andare a ballare, ho capito che colui che parlava non era il sindaco di Firenze o il candidato cosìggiovane di centrosinistra ma il diavolo in persona. Un caso di possessione diabolica, insomma. L'Iran infatti è l'ossessione personale di Michael Ledeen e il prossimo obiettivo della trentennale guerra contro il terrorismo del Nuovo Secolo Americano. Coincidenze?
Già in un altro post avevo parlato della frequentazione del Giamburrasca descamisado con uno dei più famigerati falchi neoconservatori americani, già mentore di un'altra giovane promessa non mantenuta della politica italiana, Daniele Capezzone.
Ledeen non lo si può descrivere in poche parole, perché gli inizi della sua carriera ed influenza risalgono addirittura agli anni settanta, quando in Italia si muoveva tra SISMI e P2, elargendo preziosi suggerimenti su come era meglio per noi comportarci per ottenere il plauso imperiale. Più che storico e politico è un trattato ambulante di spionaggio e intrighi e sembra lo stampo sul quale gli autori di "X-Files" crearono il personaggio del'Uomo che fuma. Ecco, Ledeen è uno di quelli che "i presidenti passano, ma lui resta". Ai tempi di Reagan fece da tramite come interprete tra il presidente e Bettino Craxi durante la crisi di Sigonella. Non stupisce che proprio Bobo Craxi abbia lanciato l'allarme per le relazioni pericolose di IrRenzi con questo popo' di villain. Il sospetto che quelli come Ledeen abbiano fatta pagare cara a Bettino l'insubordinazione  non ce la leviamo dalla testa da quel lontano ormai 1985. Non sto neanche a ricordare che, nel 2001, sul Wall Street Journal, Ledeen salutò come «epica» la vittoria di Berlusconi.

Del resto le frequentazioni neocon e neoliberiste del nostro Giannino Stoppani  fanno sicuramente simpatia e curriculum a destra. Cosa che dovrebbe rendere molto ricettive certe antenne.
Ma anche se non ci fossero apparizioni diaboliche all'ombra del Matteo, rimane il fatto che la sua agenda è rigorosamente rossoblu, come i colori ammeregani e conservative, il suo programma cento idee in padella del GuruGori è il solito piano di rinascita democratica con meno Berlusconi - ormai agente bruciato - e più Berluschini, tutti prostrati da controiniziati al monoteismo dell'Euro. L'euro è il Signore e Mario Monti è il suo profeta. E ricordate che "ce lo chiede l'Europa". Volete dirle di no, alla zoccola?

Sappiatelo, o inculoprendenti di tipo A - perché quelli di tipo B votano ancora B., appunto - che comunque rivoterete domani rivoterete non per il cosiggiovane o per l'apparato, per il parroco o il chierichetto, per il vecchio o presunto nuovo, ma per coloro che di voi se ne strafottono e pensano sempre di fregarvi mandandovi il candidato simpaticone, con il sorriso a 47 denti e la camicia bianca - capirai, l'idea è vecchia, risale a Juan Domingo Peron. 
Potreste perfino ritrovarvi, per colmo di sfiga, a votare il prossimo premier di centrodestra. Perché ricordate, infine, che ormai sono ammessi solo due partiti: uno di destra e l'altro di estrema destra. Anche se sono di sinistra.



lunedì 12 novembre 2012

Le smanie per la legislatura

Lo splash screen del sito del PD. 
Questa sera i (non ho parole...) Fantastici 5 cuochi del PD si litigheranno l'onore, una volta vinte le elezioni, di andarci a cucinare le polpette avvelenate nel ristorante a menu fisso della BCE. Buona visione, io mi guarderò un porno. Almeno quelli non fingono.
Che peccato che, tra questi stracci di supereroi con i superpoteri forti, non ci sia anche Shpalman, che sarebbe l'unico veramente con le carte in regole. L'avrei votato volentieri. Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta su chi non si voterebbe.

Siccome però c'è chi si sdilinquisce per la rappresentante della specie protetta alle primarie del Partito Bestemmia, voglio riportarvi un estratto dal programma di questa fantastica Donna Panda:
"E allora spero di avere la possibilità di parlare di politiche del lavoro, dire che da questa crisi ne usciamo contagiando il nuovo piano industriale del Paese con  green e blue economy, valorizzando di più l’agricoltura di qualità e la bellezza dell’Italia. Affermare la mia volontà di tagliare “la Politica” e le sue spese folli e non il Welfare e la sanità pubblica. Ribadire che occorre attivarsi perchè la giustizia sia davvero equa e sappia garantire tempi accettabili così come la pubblica amministrazione deve cambiare nel segno della trasparenza, efficienza e qualità con meccanismi che rivelino il merito e premino le best performances. E poi ricordare che a questa Italia serve una marcia in più sui diritti civili, sull’istruzione, sul sostegno alle famiglie.
Da ultimo spero anche, come unica donna, di riuscire a comunicare alle donne la mia voglia di rappresentare tutte le loro istanze, e sono molte, trasversali ad ogni punto del mio programma. Occorrono politiche di genere attive e attivanti…perchè la mia idea di mondo è davvero diversa dal mondo in cui viviamo oggi." (fonte "Il fatto quotidiano")
Puppato (ma ti voterebbero a Livorno?), come cazzo pensi di poter fare tutte queste belle cose e di portare avanti la tua idea di mondo diverso, quando il tuo partito ha votato la riforma Fornero, la riforma dell'art.18, appoggia per bieco opportunismo la shock economy di Mario Monti, dai tagli al welfare alle patrimoniali ai danni dei pesci piccoli e fessi e, per non lasciar alcun dubbio sulla sua fedeltà al Programma Unico Europeo, obbliga i votanti alle primarie a sottoscrivere l'adesione al contratto capestro del fiscal compact dell'Eurozona, quello che distruggerà definitivamente quel welfare che vorresti salvaguardare? Ma ci credete davvero tutti scemi?


P.S. Ascoltare l'insipienza galattica di questi candidati in tema di micro e macroeconomia è peggio del waterboarding al piscio di gatto.

lunedì 24 settembre 2012

Il Diavolo veste PD

"In un nuovo centrosinistra europeo Monti può trovarsi a perfetto agio. È una personalità liberale che con la sua azione può mitigare positivamente le resistenze stataliste che ci sono ancora tra i socialisti. La sua insistenza sul completamento del mercato unico è giusta. Ha posizioni che a me paiono compatibili con il nostro orizzonte programmatico." (Massimo D'Alema, luglio 2012)
E' l'ora del quiz. Per chi si sentisse ancora vagamente di sinistra, è più inquietante la prima pagina di venerdì di "Milano Finanza", con l'annuncio dell'endorsement elettorale di Goldman Sachs (ovvero della finanza casinò) al Partito Democratico di Bersani o la dichiarazione di D'Alema tratta da un'intervista di un paio di mesi fa?

Seriamente, dopo queste due pistole fumanti del patto diabolico, dopo questa doppia dichiarazione d'amore, qualcuno potrebbe ancora appassionarsi alla disfida delle primarie del PD, al minuetto delle alleanze del PD con il centro si, centro no, UDC, uhm forse, Svendola si, Svendola no, se c'è Di Pietro io non ci vengo, però se Casini viene, a meno che non ci sia D'Alema, e via dicendo?
Quando ho letto l'articolo di Antonio Satta, riportato su un blog complottardo, sono andata a controllare che non fosse una bufala o una di quelle finte prime pagine di giornale satiriche. Invece era proprio vero. Tutto sul sito del giornale finanziario. Non solo, ma quelli del PD il pezzo se lo sono incorniciato anche nel loro  sito. Ne vanno orgogliosi. Se poi li inviteranno anche al prossimo raduno Bilderberg, come camerieri del catering, è fatta.

L'imperterrito di sinistra potrebbe pensare, vedendo un titolo del genere da bacio della morte mediatico, ad una manovra sottile da menti raffinate proprio per spingere i terrorizzati dai baccelloni comunisti, ancora pronti ad invaderci, a rivotare l'ex gestore del ristorante "La Grande Abbuffata" e far perdere il PD alle elezioni, un po' come l'altro tocco della medusa Papi al candidato BischeRenzi.
Invece no. Dato che la sinistra in Italia si trova ormai solo in tracce, come le emazie nelle urine, e non conta assolutamente più niente - è quella che è uscita dal Parlamento, per intenderci - non c'è più bisogno di trame più o meno occulte per danneggiarla.
Quella che siede ai tavoli del ristorante senza accorgersi dei maiali che vi si abbuffano, che prepara le aragoste e i pranzi luculliani (per i politici) e le sbobbe (per il popolo) nella cucina da incubo di Chef Monti, ha ormai da tempo abdicato al suo ruolo di difensora dei lavoratori. Nella lotta di classe più feroce di tutti i tempi, nella guerra dichiarata dall'1% al restante 99%, questa sinistra di Vichy ha scelto da che parte stare.
La mission del PD, l'avete sentito l'immarcescibile baffino, consiste nel mitigare le resistenze stataliste che affliggono ancora i socialisti. Più chiaro di così.
Non solo Goldman Sachs si appresta quindi ad accettare il PD e Bersani  - o un qualunque famiglio - come eventuali successori di Monti ma credo che per quei marpioni chi sieda in Parlamento sia assolutamente irrilevante. Tanto, ciò che conta è quello che i partiti faranno dopo le elezioni e su quello non hanno dubbi.

Non è un caso, ma non lo nota quasi nessuno, che siano spariti i programmi dei partiti. Davvero, non se ne parla più, nessuno ne ha uno da presentare.
Ricordate il programma dell'Unione del 2006, pieno anzi, ripieno di buoni propositi e promesse mai mantenute, come la Commissione d'inchiesta sui fatti del G8, la legge sul conflitto d'interessi (!!) Un volumone con la copertina gialla e la scritta nera. Altra epoca. Non ce n'è più bisogno. Il programma è unico per tutti i partiti, come il pensiero. Menu fisso. Neoliberismo e dottrina dello shock.
Di conseguenza, se questa prospettiva non vi garba, se il governo Monti vi pare stia solo attuando effettivamente della macelleria sociale a vantaggio di chi si sta arricchendo senza controllo con la finanza casinò, non illudetevi che, se le elezioni le vince Bersani o qualunque altro figuro, "la sinistra andrà al potere". Pensate alla frase di D'Alema e chiedetevi quale sarà mai il loro orizzonte programmatico e cosa vi riserverà il completamento del mercato unico.

Se il neoliberismo non vi piace per il vostro futuro allora dovrete evitare di votare coloro che attualmente si fanno venire le smanie e le caldane per Monti. Come D'Alema.
E non crediate che sia tutto amore. Non lo fanno né per Monti né per il bene dell'economia, come la Minetti,   lo fanno solo perché a loro conviene, perché la crisi è solo una scusa, un'opportunità.
Il sistema ha scoperto che investire su una classe dirigente corrotta fino al midollo, infoiata di denaro e abbarbicata alla poltrona, può essere molto più redditizio, per papparsi un paese intero, che piazzare bombe e far tintinnare le sciabole. Non c'è bisogno di niente, nessuno scarmazzo o violenza. Si va via con un filo di gas. Basta promettere ai politici la conservazione della poltrona, il mantenimento del feudo in provincia nelle partecipate, il vitalizio, la pensione milionaria, l'assunzione della mignotta preferita, farli ingozzare di soldi e daranno la loro fedeltà incondizionata. Il golpe se lo comprano, portano a casa e montano da soli, come il mobile dell'IKEA.
Peccato per quegli imperterriti di sinistra che ancora ci credono, alle favole.

martedì 15 novembre 2011

Uno spettro si aggira per l'Italia


E' lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell'anarchia provocata dall'ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di "demoplutocrazia" e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo "tedeschi geneticamente nazisti" ed altre facezie.

Scusate ma su questa storia mi ci sto amminchiando e comincio a pensare che questa reazione pavloviana contro il nuovo governo, dai toni così accesi e pregiudiziali, con una sfiducia che si basa oltretutto su argomenti propagandistici alcuni dei quali sembrano provenire dall'ufficio stampa della defunta Okhrana,  siano l'ennesima forma di manipolazione dell'opinione pubblica. La più subdola, quella che non avviene sui media mainstream dai mandanti facilmente riconoscibili ma nella "libera" Rete, affidata a voci cosiddette indipendenti. Un tam tam, una campagna virale che porta nel giro di pochissimi minuti migliaia di persone a ripetere gli stessi concetti di Borghezio senza che nessuno pensi di approfondirne la veridicità. Ad esempio che, se Monti e Draghi sono advisors di Goldman Sachs, lo sono anche Gianni Letta - nel governo B. fino all'altro giorno - e, come detto sopra, anche esponenti del centrosinistra. Se questo sarà un governo infame aspettiamo almeno che promulghi una legge ad personam o vergogna o profondamente iniqua, oppure ci affidiamo direttamente alla Precrimine?

Ancora, appena il nano è scivolato sul bananone, la prima cosa che gli italiani hanno pensato è che era avvenuto un golpe, non che qualcuno aveva dovuto rimediare alla cosmica cazzata da loro fatta eleggendo B. per ben quattro volte, ed hanno invocato le elezioni riparatrici subito, sul tamburo. Tra l'altro ignorandone il costo medio sui 3-400 milioni di euro.
Cioè, seguite bene il ragionamento: fino a cinque minuti prima B. li aveva delusi ed ingannati, e per ciò avrebbero voluto strozzarlo ma ora, cinque minuti dopo, B. in fondo era stato eletto dagli italiani e non si può andare contro la volontà popolare. Anzi, B. era un eroe perché si parava a petto nudo contro i poteri forti per difenderci tutti, anche i comunisti.

Eh si, in definitiva, gli italiani la caduta di B. l'hanno presa male. Preferivano il mafioso perché se l'erano scelto loro liberamente. Oddìo, c'erano voluti prima vent'anni di rimbambimento televisivo collettivo e robuste iniezioni di propaganda populista ma alla fine il popolo si era espresso. Alla cazzo ma si era espresso. Brutti banchieri schifosi, rispettate la volontà popolare di mandare i mafiosi al governo, please, e di farci continuare a sognare mentre il loro tetraplegico governo nulla fa e nulla cambia affinché tutto rimanga immobile e nessuno li disturbi mentre fanno i loro affari.
La democrazia piace agli italiani solo quando permette loro di eleggere un dittatore ridicolo che li diverta, che titilli di tanto in tanto il loro istinto predatorio e li consoli nascondendo loro la realtà, facendoli vivere alla giornata in un mondo di sogni. Se devono eleggere un parlamento di capaci ed onesti o se sono spinti all'azione, alla risoluzione forzata di problemi, dopo un po' rimpiangono l'ultimo buffone che li ha oppressi ma tanto tanto divertiti, soprattutto lasciandoli liberi di non fare, di oziare e crogiolarsi nel tirare a campà.

Quindi, parafrasando il calciatore Eranio, sono completamente d'accordo a metà con Marco Travaglio.
Nel senso che, se è vero che Monti è l'unica soluzione probabile ad una situazione disperata, non condivido il suo ottimismo quando dice che con Monti proposto come premier e non imposto, andando alle urne subito, gli italiani sconfiggerebbero il caimano ferito sul campo, dandogli la mazzata finale ed eleggendo l'attuale opposizione allargata alle nuove formazioni di centro, al governo. E' la convinzione anche di molti piddini, ingolositi dai sondaggi che li vedrebbero (il condizionale è d'obbligo), partito vincitore delle prossime elezioni.
Mi dispiace ma io degli elettori italiani non mi fido più. Dico apertamente che è meglio che non votino per un po', che venga loro sospesa la patente elettorale. Il suffragio universale, in mano a gente che vota le Minetti e i Trota, elegge gli Scilipoti transumanti e gli uomini delle cosche, i sommersi e gli indagati, è una jattura.
Per votare bisogna meritarselo.
Di fronte a certi nomi e certe facce, un elettore serio avrebbe dovuto dire: io 'sta zoccola non la mantengo a 10000 euro al mese e nemmeno questo somaro. Invece li hanno votati tutti. La criminalità di B. e dei suoi compagni di merende consiste da sempre nel fatto che ti impongono i loro candidati farlocchi, ma poi gli elettori, invece di stracciare la scheda, votano i candidati farsa, li accettano legittimandoli in pieno.
B. non avrebbe dovuto nemmeno essere candidato perché incompatibile a causa del conflitto di interessi, grazie ad una legge vecchissima degli anni '50, cassata with a little help from my friends, grazie all'opposizione. Un candidato illegittimo che però arriva sulla scheda e viene votato, hai voglia poi di dire che non è legittimato dal voto popolare.


Prima che riprendano quella dannata matita copiativa in mano e facciano altri danni irreparabili sarebbe meglio che gli italiani fossero sottoposti ad una disintossicazione à la Muccioli dalle quintalate di propaganda che hanno assorbito in tutti questi anni. Dovrebbero rinunciare ai Minzolini quotidiani. Guardare meno televisione tette-culi ed essere informati in maniera un po' più obiettiva. Riabilitati a riconoscere i fatti dalle pugnette.
E poi, amici piddini, non fidatevi mai dei sondaggi. Ricordatevi del fenomeno della "desiderabilità sociale" che, in questo momento, spinge le persone intervistate a rinnegare B. perché è caduto, perché è un perdente e a dichiarare che non lo voterebbero più nemmeno morti.
Ciò che molti fanno nella cabina elettorale però è un atto sessuale simile alla masturbazione, quando vengono fuori le perversioni più nascoste, e di solito ciò che risulta in termini di voto non è mai socialmente desiderabile.
Se andassimo alle urne ora, con gli elettori ipersensibilizzati al mantra strappamutande del "Monti uomo di Goldman Sachs" e tutti i media ancora  in mano sua  a propinare ogni giorno la triste storia del poverosilvio disarcionato dai poteri forti, dai massoni antipiduisti, dalle magie di Harry Potter e della Perfida Culona Nazista e ovviamente dai comunisti, con la Rete a fare il controcanto, il nano si prenderebbe la sua bella rivincita. Forse vincerebbe addirittura a man bassa, lasciando Bersani e gli altri dell'opposizione con l'uccello in mano. Per l'ennesima volta a dare la colpa a Veltroni che non si decide a partire per l'Africa.


Update novembre 2013. Faccio tanta ma tanta fatica a non cancellare questo post. Maro' che cantonata... Amichetta, avevi proprio ragione.

Update febbraio 2019. Ho deciso che questo post sopravviverà alla Grande Purga Staliniana in corso su questo blog. Deve rimanere ad imperitura memoria di quando ero una CRETINA.

giovedì 10 novembre 2011

Full Monti

A B. deve essere arrivata finalmente con pacco celere la proposta che non  poteva rifiutare. Un segnale forte e chiaro tipo la sirena del porto quando c'è nebbia. Ok, sabato si dimette e il circo di Arcore leva le tende dopo diciassette anni di repliche, le ultime delle quali a platea vuota. 
Se non lo facesse, perché "io non ho mai detto che mi sarei dimesso" o "sono stato frainteso" questa volta, secondo me, sarebbero per lui volatili assai amari, quasi come un tipo particolare di mandorle. Peccato che non sapremo mai quale password, incanto patronus o Expelliarmus avrà usato Napolitano - in qualità di messaggero alato -  per convincerlo.

Ora che il nome del successore è noto ormai anche ai tombini, so quale potrebbe essere la facile battuta: "Siamo in mutande e ci organizzano il Full Monti."
So che a sinistra sono tutti preoccupati di cadere in mano alla Trilateral, agli Illuminati e forse ai Rettiliani in combutta con la Skulls & Bones. Come se non fossimo stati finora in mano alla P2 e ad un agglomerato informe, ad un percolato di cosche e comitati di affari sempre a legalità borderline. Come se l'Italia non fosse da decenni commissariata e a sovranità limitata. Ricordo che, durante l'ultimo governo Prodi, quando si mise Gianni Riotta al TG1 al posto del berlusconiano che l'aveva preceduto, la prima intervista che il direttore mandò in onda fu quella con Henry Kissinger. Un po' come se la prima dichiarazione del nuovo Papa appena eletto venisse rilasciata a Tele Satana.
Non facciamoci prendere dagli isterismi che non è cosa. Ci va ancora grassa se riusciremo a salvare il culo da questa sciagura mondiale. Monti? Se penso che poteva toccarci D'Alema vado a stappare lo champagne.

Circolano teorie sul "patriottismo" di B. e sul suo ruolo di supposto salvatore della patria contro i poteri forti. Ok, però adesso fate fretta che le scialuppe stanno per terminare e l'acqua ci arriva già alle chiappe.
Vedo che noti statisti dell'opposizione (per non far nomi: Di Pietro)  rifiutano di salire sulla scialuppa del Titanic perché la panca è scomoda e il salvagente non si intona con il loro completino. 
Un'avviso ai naviganti: in questi giorni si vedrà chi merita il nostro voto in futuro. Stiano attenti perché, almeno io personalmente, prenderò nota di tutto, mi segnerò tutto e non tollererò sgarri e vigliaccherie di sorta. Chi sbaglia in questo frangente c'est foutu. Anche il PD stia bene attento a non salvare ancora una volta B. lanciandogli una ciambella a tradimento quando noi siamo distratti a guardare l'iceberg che ci passa accanto.
Per quanto riguarda la Lega, come ha detto giustamente Scalfari ieri sera dalla Gruber, essa rappresenta in Italia circa l'11% dei voti. Di fronte alla necessaria große Koalition modello "Angela a cavallo del grande Schwanstuck" per salvare l'Italia, i suoi numeri cessano di essere determinanti. Forse veramente la Lega non conta più una sega. Che il simulacro di Bossi e famiglia si astengano, che vadano a remengo, e vedremo se i Maroni e i Tosi li seguono.

Monti in questo momento è il chirurgo che deve praticare l'amputazione e cercare di salvare il paziente in cancrena avanzata.  Non deve essere simpatico né farvi godere tutti come ricci. In un certo senso è il Mister Wolf della situazione. Deve risolvere problemi. Non possiamo pretendere che sia il principe azzurro, né che si trasformi in Che Guevara (anche se ha studiato con Tobin, quello della omonima tassa) e dichiari guerra al capitalismo.  Queste sono stronzate per tempi di vacche grasse.
Ma vi rendete conto? Dopo un governo che ha fatto ministro dell'istruzione la Gelmini con le sue gallerie per i neutrini è come resuscitare dopo morti.
Lasciate stare le nostalgie, le smanie preandropausiche per B. e il cospirazionismo un tanto al chilo e mettetevi in testa una cosa. L'Italia non ha mai avuto piena sovranità anche per colpa sua. Perché siamo dei cialtroni, geniali ma dei cialtroni, inaffidabili.

Monti è una persona normale, non è un sociopatico affetto da sessuomegalomania e in più capisce di economia. Vi pare poco? 
Non riempirà di criptozoccole in tailleur i suoi ministeri. Non sceglierà i ministri in base alle abilità sessuali padroneggiate. Ci toglierà di mezzo le Biancofiore, le Carfagna, i Bondi, i Calderoli, i Lupi, le Brambille rossocrinite, i Bonaiuti, i Cicchitto, i Crosetto, i Capezzone, eccetera eccetera.
Non farà miracoli e faremo sacrifici salati ma finalmente non dovremo più vergognarci di essere italiani.
Non sentiremo più barzellette del cazzo anche ai funerali. L'Italia sta per passare dai bocchini alla Bocconi. Quasi un salto nell'iperspazio.

P.S. Update 2012. Post scritto in evidente stato alterato di coscienza, sotto l'effetto della Sindrome del Salvatore.


*Complimenti all'autore della vignetta, segnalatami su Facebook.

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