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venerdì 6 dicembre 2013

Tre palle due euro


Vulisse 'a Maronna, domenica ci leviamo il pensiero delle primarie. Nel senso che ce le leviamo dai coglioni. Scusate il francese, ma è che ormai ce li hanno montati a neve ben ferma.
Tre palle? Si, lo so che di solito sono due e i nonni-flipper ne hanno cinque, ma qui sono tre, anche se in partenza erano quattro ma uno l'hanno fatto fuori perché non era bello e sécchesi, diciamolo. Il PD ci tiene all'immagine, come il PDL.
Così i tre candidati in lizza sono Matteo Renzi, il guru di Bischerology che raccoglie consensi bulgari tra i ggiovani; Pippo Civati, il meno amato dai bimbiminkia ma forte in area MILF e Gianni Cuperlo, l'idolo delle grannies.


fonte scenaripolitici.com
Per fortuna non ho un candidato favorito, né devo scervellarmi su chi votare, essendomi le sorti del PD e delle sue kermesse finto-democratiche totalmente indifferenti. Oltretutto, sugli argomenti che a me interessano, questi tre bambocci sono perfettamente intercambiabili.

Di Renzi abbiamo già parlato fin troppo in passato. Per quanto riguarda Civati basta leggere quella specie di raffigurazione grafica dell'unico neurone piddino che è la MOZIONE. Scusa Pippo, ma che cazzo è la postumità?




E' su Cuperlo che vorrei spendere due parole in più, avendolo udito ieri sera dalla Gruber infrangere il record mondiale di fesserie PUDE sull'euroexit, sciorinandone ben sette in un minuto. Record che sarà difficile battere e resisterà a lungo, come quello di Mennea a Città del Messico.
Insomma, per il dalemino biondo, il giorno dopo l'uscita dall'euro vi sarebbero:
1) Lunghissime code agli sportelli.
2) Svalutazione immediata della nuova moneta.
3) Le materie prime costerebbero molto di più.
4) Inflazione.
5) Il Nord Europa applicherebbe dazi e accise sulle nostre esportazioni.
6) Vi sarebbe una stangata sui mutui i cui tassi di interesse uscirebbero dall'Euribor.
7) Infine... è stato calcolato che il costo pro capite per ogni cittadino italiano dell'uscita dall'euro sarebbe di 10.000 euro annui per i dieci anni successivi.



C'è anche il video, per chi non ci credesse. Consiglio di tenere a mente queste dichiarazioni, caso mai un giorno al Cuperlo scappasse di dire: "L'avevamo sempre detto che bisognava uscire".
Non temete, però, sulla crisi europea i tre rinnovatorigiovanichefinalmentecambierannoilpiddì la pensano uguale a Romano Prodi e Massimo D'Alema, i firmatari del trattato di Lisbona. Il dogma non si discute.  

Riguardo a chi vincerà, ribadendo che non me ne può fregare di meno, tutti danno Renzi come cavallo vincente - e sappiamo che chi entra Papa in conclave ne esce cardinale - ma io non sottovaluterei il potere di Kaiser Soze, ovvero D'Alema nello spingere il suo candidato. No, non Civati, questo Peter Parker che non è riuscito a farsi mordere dal ragno radioattivo anche se l'avrebbe tanto voluto, ma Cuperlo,  così ammodino e coiffeur unisex pour piddins. Tanto li controllate voi i voti? E Renzi lo hanno già fottuto una volta, per dire.

La vera incognita, piuttosto è l'affluenza. Si parla di una stima di 1.800.000 votanti ma si teme addirittura che non saranno più di 1.500.000. Tanto più che la percentuale dei piddini che NON andrà a votare, come mostrato in un sondaggio a Ballarò sarebbe addirittura del 65%. M'hai detto niente!
Dovessero i votanti rasentare appena il milioncino, cosa si inventeranno? Ne aggiungeranno con la computer graphics? Recluteranno i soliti extracomunitari? Rivedendo il film noteremo troppi piddini con  l'orologio? Non resta che far passare altri due giorni di agonia e lo sapremo. E finalmente 'sta rottura di palle sarà finita.

fonte scenaripolitici.com

domenica 2 dicembre 2012

L'uomo bisegretario



Le tre leggi della robotica versione piddina. (Asimov revised)

1. Un piddino non può recar danno a un segretario né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un segretario riceva danno.
2. Un piddino deve obbedire agli ordini impartiti dai segretari, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un piddino deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.


C'è un profumo in giro che, più che di finistra, sa di Bulgaria. E poi davvero qualcuno pensava che le primarie del PD, nonostante i neocon, i poteri forti e i cosiggiovani, non sarebbero state vinte dal segretario del PD? Andiamo... Siam mica qui a stritolare passerotti in mano e a sparare ai tacchini sul tetto. 

sabato 1 dicembre 2012

Il Neorenzi


Matteo Renzi mi ricorda il protagonista de "L'avvocato del diavolo", Kevin Lomax. Un giovanotto capace ma tremendamente ambizioso che viene accalappiato dal Diavolo affinché diventi il suo agente speciale sulla terra. 
Renzi si è ritrovato candidato a sinistra perché si è prestato a sfruttare lo stesso equivoco che fece considerare di sinistra uno come Tony Blair. Una sinistra che si autoproclama tale ma che non lo è. Che, nonostante il raggiro, riesce a babbiare i boccaloni addestrati ormai da decenni a vergognarsi di essere di sinistra e a dimenticare quali siano i principi irrinunciabili della sinistra. Ne elenchiamo qualcuno, anzi il più importante? La difesa sempre e comunque delle classi più deboli e meno rappresentate contro le lobby di influenza legate soprattutto al potere del denaro. Altro che Cayman, neoliberismo a schiuma frenata, il cuore è uno Zingales e va, l'Ichino di fronte allo scoglio dei poteri forti e il profumo inebriante di destra monetarista e nuovo secolo americano.

L'altra sera quando, rispondendo di politica estera nel confronto con DonPeppone, tra tante emergenze internazionali disponibili, ha fatto quel pistolotto ormai cult sulle ragazze iraniane che non possono andare a ballare, ho capito che colui che parlava non era il sindaco di Firenze o il candidato cosìggiovane di centrosinistra ma il diavolo in persona. Un caso di possessione diabolica, insomma. L'Iran infatti è l'ossessione personale di Michael Ledeen e il prossimo obiettivo della trentennale guerra contro il terrorismo del Nuovo Secolo Americano. Coincidenze?
Già in un altro post avevo parlato della frequentazione del Giamburrasca descamisado con uno dei più famigerati falchi neoconservatori americani, già mentore di un'altra giovane promessa non mantenuta della politica italiana, Daniele Capezzone.
Ledeen non lo si può descrivere in poche parole, perché gli inizi della sua carriera ed influenza risalgono addirittura agli anni settanta, quando in Italia si muoveva tra SISMI e P2, elargendo preziosi suggerimenti su come era meglio per noi comportarci per ottenere il plauso imperiale. Più che storico e politico è un trattato ambulante di spionaggio e intrighi e sembra lo stampo sul quale gli autori di "X-Files" crearono il personaggio del'Uomo che fuma. Ecco, Ledeen è uno di quelli che "i presidenti passano, ma lui resta". Ai tempi di Reagan fece da tramite come interprete tra il presidente e Bettino Craxi durante la crisi di Sigonella. Non stupisce che proprio Bobo Craxi abbia lanciato l'allarme per le relazioni pericolose di IrRenzi con questo popo' di villain. Il sospetto che quelli come Ledeen abbiano fatta pagare cara a Bettino l'insubordinazione  non ce la leviamo dalla testa da quel lontano ormai 1985. Non sto neanche a ricordare che, nel 2001, sul Wall Street Journal, Ledeen salutò come «epica» la vittoria di Berlusconi.

Del resto le frequentazioni neocon e neoliberiste del nostro Giannino Stoppani  fanno sicuramente simpatia e curriculum a destra. Cosa che dovrebbe rendere molto ricettive certe antenne.
Ma anche se non ci fossero apparizioni diaboliche all'ombra del Matteo, rimane il fatto che la sua agenda è rigorosamente rossoblu, come i colori ammeregani e conservative, il suo programma cento idee in padella del GuruGori è il solito piano di rinascita democratica con meno Berlusconi - ormai agente bruciato - e più Berluschini, tutti prostrati da controiniziati al monoteismo dell'Euro. L'euro è il Signore e Mario Monti è il suo profeta. E ricordate che "ce lo chiede l'Europa". Volete dirle di no, alla zoccola?

Sappiatelo, o inculoprendenti di tipo A - perché quelli di tipo B votano ancora B., appunto - che comunque rivoterete domani rivoterete non per il cosiggiovane o per l'apparato, per il parroco o il chierichetto, per il vecchio o presunto nuovo, ma per coloro che di voi se ne strafottono e pensano sempre di fregarvi mandandovi il candidato simpaticone, con il sorriso a 47 denti e la camicia bianca - capirai, l'idea è vecchia, risale a Juan Domingo Peron. 
Potreste perfino ritrovarvi, per colmo di sfiga, a votare il prossimo premier di centrodestra. Perché ricordate, infine, che ormai sono ammessi solo due partiti: uno di destra e l'altro di estrema destra. Anche se sono di sinistra.



domenica 25 novembre 2012

No MES no MUOS


«Le forze della coalizione [PD, SeL e PSI, ndr], in un quadro di lealtà e civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare ad assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi; (…) ad appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica».
Oggi, quando andrete al seggio in cui voterete uno tra i cinque garzoni della BCE (cit. Alberto Bagnai), fate una carezza ai vostri piddini e chiedete loro di spiegarvi qualcosa circa il MES, il Fiscal Compact e gli altri eventuali futuri trattati capestro che il PD si è impegnato solennemente a rispettare e ad imporre in questo paese una volta tornato al potere o non impedendone la ratifica dall'opposizione. Senza alcuna discussione in parlamento, senza neppure essersi fatti venire un dubbio di legittimità costituzionale o di semplice buon senso ma contando sulla vocazione da lemmings suicidi dei propri sostenitori che, qualsiasi boiata il PD proponga, basta mettere su il teatrino con la donna, il gay, il buon padre di famiglia, il nonno rincoglionito e il ggiovane simpaticobravoragazzo, una famiglia Addams ancora più orrenda di quella originale, e vanno in massa a votarli, contenti pure di finanziare il partito con altri milioni di euro, alla faccia degli esodati fottuti dalla Fornero mentre Bersani, Camusso e compagnia, compreso il centrodestra, ovviamente, li tenevano fermi.

Sono cattiva e brutta, lo so, ma ascoltate cosa diceva già dallo scorso giugno Lidia Undiemi dei trattati capestro di Mario Draghi e della BCE. Ve lo ripeto ancora una volta. Chiunque vincerà queste cazzo di primarie farsa, il programma sarà quello della shock economy a noi destinata da tempo dal FMI, dall'Eurozona e da tutto il cucuzzaro finanziario attraverso i loro agenti venduti e traditori.



E, già che ci siete, chiedete anche cosa pensa di fare la regione siciliana guidata dal meglio fico del bigoncio Crocetta riguardo al MUOS, il modo che hanno gli imperiali di dimostrarci il loro affetto bombardandoci con l'inquinamento elettromagnetico dei loro sistemi ultrasofisticati di telecomunicazione militare. Chiedete se avrà il coraggio di supportare la battaglia del comune di Niscemi, se gli USA avessero la sfrontatezza di scavalcarne l'opposizione ed impiantare le parabolone ugualmente, perché loro sono loro e i siciliani non sono un cazzo.

Svegliatevi, perdio, non fate i lemmings o le pecore felici di pagare per la transumanza domenicale al seggio. Prendete per la cravatta i candidati, prendeteli a schiaffi e ricordate loro che sono i vostri dipendenti, che devono fare i vostri interessi e non devono permettersi di decidere del nostro futuro per un piatto di lenticchie. Perché sicuramente non lo fanno per amore.



(grazie a Claudio Messora per i video)

sabato 24 novembre 2012

Semo venuti già votati


In esclusiva mondiale, i risultati delle primarie del PD, rivelati per voi da un'inedita centuria di Nostradamus.

"Nell'anno del grillo che Esperia assorda con il suo frinire
tra colli e monti distrutti dal guerreggiar di mercanti e banchieri 
 dal Signore del Drago comandati
grande lotta vi sarà tra messeri a singolar tenzone spinti.

La grande balena bianca vittoriosa su falce e martello
e grande volontà di popolo uno sol di loro candidati, 
il nato in fin di settembre, l'uom di Placentia, eleggerà
ed accrediterà presso la grande loggia dell'Uomo D'Oro.

Secondo verrà chi già di fortuna ebbe a girar la ruota e del Giglio si fa messagger,
terzo colui che dal tacco viene e con sua favella forbita orecchi e orecchini confonde,
poi l'unica donzella biondocrinita quarta a pugnar tra cotanti messeri
ed ultimo colui che con Bacci e Venere riduce l'omo in cenere."

Si tratta ovviamente di significati esoterici  che solo pochi eletti, scusate il gioco di parole, sono in grado di interpretare. Quindi, dopo un'attenta esegesi frutto di notti insonni a base di RedBull e caffé, ecco la classifica finale delle primarie, estrapolata dall'antica sapienza delle quartine misteriose del grande veggente.

1) Pierluigi Bersani
2) Matteo Renzi
3) Nichi Vendola
4) Laura Puppato
5) Bruno Tabacci

A lunedì per il confronto della previsione con i risultati.

martedì 13 novembre 2012

#csxfactor La carne frullata


A me interessa una cosa sola, attualmente, della politica del mio paese. Ovvero ciò che intende fare per opporsi alla tecnocrazia finanziaria che, avanzando in Europa con le sue Panzerdivisionen iperliberiste a colpi di terrorismo shockeconomico, intende depredare le nostre ultime risorse. Non lasciandoci neppure il riso in bianco o la mela cotta perché tanto finiremo presto la nostra esistenza come carne frullata.

Sinceramente mi pare che, di fronte allo scempio programmato di un'intero paese, alla rapina di tutti i secoli, le unioni gay, le questionidigenere, le quoterosa, le droghe leggere, e tutti i begli argomenti che percolano dai modevni dibattiti televisivi dei concorrenti del Gran Varietà Elettorale vadano in secondo piano, scivolino giù, giù fino a toccare pericolosamente il chissenefrega. Eppure sono le sole cose che oggi, dopo il grande dibattito #csxfactor, fanno salivare gli sbrodolini mediatici, ormai definitivamente in piena deriva piddiminkia, divisi solo su chi si è aggiudicato il confronto. Perché quello che conta, 'ntu culo a DeCoubertin, non è partecipare ma vincere.
Se si sia imposto il segretario del maggior partito di sinistra che cita Papa&Giovanni come personal guru o l'outsider doppiato da Ceccherini; se la Puppato di Ferro vestita come Maggie, o il tizio con tante, sinceramente troppe effe. Per non parlare dell'imbucato democristiano. Questo è il problema.
Nella serata, per giunta, del trionfo su tutti del convitato di pietra #Oscar Giannetto, un instant character inventato dai twittaroli sullo spunto di un lapsus della supporter di Paravendola (un capolavoro di comunicazione creativa).

Visto quindi che a me frega solo dell'economia e io personalmente la domanda sull'euro l'avrei fatta, riascoltiamo i cinque supereroucci pronunciarsi sul tema, e vergogniamoci pure per loro.
Non so voi, ma io ho provato un senso di sconforto e di profonda costernazione a sentire le banalità, le ovvietà imparate a memoria sui bignamini offerti loro dalla BCE, gli slogan recitati a sopracciglio alzato per convincerci ancora una volta della favoletta mitologica della crisicheciavevaportatosullorlodelbaratro. Non pretendevo dei Nouriel Roubini o dei Paul Krugman ma, santoiddio, qui si tratta di gente che non ne ha proprio un'idea e ha tutta l'intenzione di governarci.

Detto che le domande di Sky erano caricate a salve, e che la questione euro era ridotta al "come si comporterà da presidente del consiglio in Europa e nei confronti della Germania?", comincio da Renzi.
L'Europa, per il nostro ragazzotto, sono gli Stati Uniti d'Europa, ma anche il servizio civile europeo obbligatorio. Con un presidente eletto dal popolo. L'America, insomma.
Ma la Germania? Eh, noi nei confronti della Germania siamo provinciali però, noi che abbiamo creato l'Erasmus (mica il Rinascimento, eh) dobbiamo copiare le cose buone che ha fatto. Tranquilli, non i mini jobs da 50 centesimi all'ora ma l'accordo con la Svizzera, il famoso piano Rubik. Quello che Monti non farà mai, nemmeno morto.
Sempre per Lucignolo, la BCE dovrebbe essere centrata sui bisogni della gente e non sugli interessi delle banche. Praticamente lui pensa ad una Banca Etica Centrale Europea. Bello ma, chiamiamo San Giorgio e gli facciamo tagliare la testa al Draghi?
Renzi nomina lo spauracchio del DEBITO PUBBLICO (non sa, lo sciagurato, che il nostro problema è il debito PRIVATO), proclama di voler mescolare l'acqua del rigore con l'olio della crescita e non rinegozierebbe mai il patto di stabilità. Lui si tiene il suo Dash.

Vendola, il fognatore. Il grande progetto europeo sta deflagrando, il fogno non è più un fogno. L'Europa deve difendere il welfare, il rigore non dev'essere cieco ma mirato al taglio della spesa corrente, e via supervendolando. La parola chiave, comunque, il concetto che rimarrà nella storia del suo intervento a #csxfactor è lo sforamento controllato.

Bersani, il segretario Don Peppone che ha nel Pantheon il papa buono, anzi la sua versione dissociata: Papa & Giovanni. Il più conciliante dei candidati, il più sornionamente clericale, convinto che l'unico problema sia il recupero della pecorella teutonica smarrita. Lui andrebbe dalla Merkel - ma vorrei vederlo a fare lo stesso discorso con quella carogna di Schauble - e le direbbe: "Dai, non litighiamo." Accetterebbe di rinunciare ad un po' di sovranità nazionale, tanto è la nostra, purché la Germania capisse ed allentasse la stretta. 
Anche per lui, comunque, non c'è necessità di toccare il patto di stabilità. Proprio la dimostrazione, invece, che la Germania non vuole capire.

Tabacci, dal canto suo, vuole un'Europa più forte, un'Europa federale, la difesa unica europea. Arridaje, ma a chi dovremmo fare la guerra? Ai cinesi? 
Colui che, in confronto agli altri, è una specie di Chicago boy, ci comunica inoltre che i greci non vogliono affatto tornare alla dracma e noi non dovremmo tornare alla lira perché questo significherebbe svalutare e noi dobbiamo competere ma con un'economia forte. "Chissà dove saremmo ora senza l'euro", " faremmo i conti con il pallottoliere", il best of eurominkia, insomma. 

E infine la Puppato, la cui opinione economica si intuiva talmente superflua da far dimenticare allo skyconducente perfino di chiedergliela. Posseduta dalla casalinga di Voghera, la medium ci trasmetteva alcuni messaggi fondamentali, primo su tutti un perentorio "L'EURO NON SI DISCUTE", con il tono con il quale una madre pronuncerebbe "questa casa non è un albergo". Amo le donne quando credono che in politica il segreto del successo sia usare l'autoritarismo da tinello. Anche lei vuole lo sbocco federale e la difesa unica europea (finalmente cominciamo a capire a cosa cazzo servono gli F35. La guerra è vicina).
Non a caso appartiene alla Puppato la frase più inquietante della serata, forse un messaggio in codice da propaganda bellica tipo "Il --  nonno -- è -- uscito -- a -- cercare -- il -- gatto: "Ci sono i morti e ci sono le pompe funebri"
Giuro, non ci ho dormito.



Per chi se lo fosse perso ieri sera.

lunedì 12 novembre 2012

Le smanie per la legislatura

Lo splash screen del sito del PD. 
Questa sera i (non ho parole...) Fantastici 5 cuochi del PD si litigheranno l'onore, una volta vinte le elezioni, di andarci a cucinare le polpette avvelenate nel ristorante a menu fisso della BCE. Buona visione, io mi guarderò un porno. Almeno quelli non fingono.
Che peccato che, tra questi stracci di supereroi con i superpoteri forti, non ci sia anche Shpalman, che sarebbe l'unico veramente con le carte in regole. L'avrei votato volentieri. Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta su chi non si voterebbe.

Siccome però c'è chi si sdilinquisce per la rappresentante della specie protetta alle primarie del Partito Bestemmia, voglio riportarvi un estratto dal programma di questa fantastica Donna Panda:
"E allora spero di avere la possibilità di parlare di politiche del lavoro, dire che da questa crisi ne usciamo contagiando il nuovo piano industriale del Paese con  green e blue economy, valorizzando di più l’agricoltura di qualità e la bellezza dell’Italia. Affermare la mia volontà di tagliare “la Politica” e le sue spese folli e non il Welfare e la sanità pubblica. Ribadire che occorre attivarsi perchè la giustizia sia davvero equa e sappia garantire tempi accettabili così come la pubblica amministrazione deve cambiare nel segno della trasparenza, efficienza e qualità con meccanismi che rivelino il merito e premino le best performances. E poi ricordare che a questa Italia serve una marcia in più sui diritti civili, sull’istruzione, sul sostegno alle famiglie.
Da ultimo spero anche, come unica donna, di riuscire a comunicare alle donne la mia voglia di rappresentare tutte le loro istanze, e sono molte, trasversali ad ogni punto del mio programma. Occorrono politiche di genere attive e attivanti…perchè la mia idea di mondo è davvero diversa dal mondo in cui viviamo oggi." (fonte "Il fatto quotidiano")
Puppato (ma ti voterebbero a Livorno?), come cazzo pensi di poter fare tutte queste belle cose e di portare avanti la tua idea di mondo diverso, quando il tuo partito ha votato la riforma Fornero, la riforma dell'art.18, appoggia per bieco opportunismo la shock economy di Mario Monti, dai tagli al welfare alle patrimoniali ai danni dei pesci piccoli e fessi e, per non lasciar alcun dubbio sulla sua fedeltà al Programma Unico Europeo, obbliga i votanti alle primarie a sottoscrivere l'adesione al contratto capestro del fiscal compact dell'Eurozona, quello che distruggerà definitivamente quel welfare che vorresti salvaguardare? Ma ci credete davvero tutti scemi?


P.S. Ascoltare l'insipienza galattica di questi candidati in tema di micro e macroeconomia è peggio del waterboarding al piscio di gatto.

mercoledì 24 ottobre 2012

Le ultimarie del PD


Per fortuna non ho il problema di votare alle primarie del PD, ma a chi intendesse spendere due euro per il partito e dilaniarsi nel dilemma Matte/oRenzi o PierluigiBersani o ParaVendola o Kitemmuort, suggerirei di leggersi prima qualche brano della Carta d'Intenti, dei dieci piani di scelleratezza della coalizione di presunto centrosinistra. Ovvero del contratto capestro che chi oserà votare per le primarie del Partito Bestemmia dovrà sottoscrivere con una goccia di sangue, l'amputazione del mignolo e la promessa futura della cessione del secondo canale ad vitam e ad libitum.

Riprendo da Piovonorane di Alessandro Gilioli, al quale rimando per i condivisibili e fin troppo urbani commenti a questa boiata infame:
«Le forze della coalizione [PD, SeL e PSI, ndr], in un quadro di lealtà e civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare ad assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi; (…) ad appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica».
A me basterebbe questo paragrafo per rovesciargli il tavolino e mandarli tutti affangala. Per chi non avesse capito bene, questi disgraziati, che hanno firmato l'unconditional surrender a bordo della portaerei Europa, ci obbligano ad ingoiare a cucchiaiate il fiscal compact, ovvero la nostra condanna a morte come paese avanzato. Il fiscal compact che vieta per legge qualsiasi politica economica diversa dal liberismo menemiano dei Chicago boys, ed è un atto di sottomissione alla globalizzazione, l'adesione allo shibari dell'euro, al legame a nodi scorsoi alla moneta unica. E per farlo sono disposti ad allearsi con chiunque, anche con il Diavolo, se occorre. Con la destra, non ne parliamo.

Ma c'è dell'altro nella Magnamagna Carta. Ci sono le solite supercazzore prematurate con scappellamento di Sistina come fosse Fanfani sui diritti civili - volute dalla preta Bindi, e alcuni colpi ben assestati alla Costituzione e alla democrazia (rimando sempre a Gilioli per il dettaglio).
Curioso, ma non troppo; la Bindi si appella alla Costituzione (a sproposito) quando vuole impedire la legalizzazione delle unioni gay ma se ne dimentica quando si tratta di questioni ancor più fondamentali come le regole democratiche e di rappresentatività del popolo. Basti vedere come verrà aggirato, pulendosi con la Carta, il vincolo di mandato.

Questa coalizione non ha un programma perché il programma è quello di Monti, il salvataggio dell'Italia dalle grinfie di J. Maynard Keynes. Visto che si tratta solo di eseguire gli ordini, qualunque scherano andrebbe bene, anche l'autista della Finocchiaro o lo stesso Mario Monti. Eppure i piddini grigi, che non sono per niente choosy visto che si litigano a borsettate un posto da boia, sono indecisi da morire se la mannaia la debba impugnare il segretario allo gnocco fritto o il Bischerenzi o qualcun'altro purchessia.
L'avete udito il Matte/oRenzi parlare delle regole delle primarie ed appellarsi al garante della privacy minacciando le carte bollate. Ha paura di perdere i voti dei bimbiminkia. Ha paura che il bottegone faccia vincere il segretario. (Ma quando mai!)
Mica si scandalizza per i contenuti ultraliberisti da tea party della Carta degli intenti. Lui e Bersani condividono lo stesso programma, quindi di quali primarie, di quale competizione, di quali differenze stiamo parlando? 

Termino con Pietro Ichino, grande consigliere di Renzi.
“Considerare la finanza come cattiva, come la responsabile della crisi economica globale equivale a dimenticare che senza finanza lo stato non avrebbe neppure potuto prendere il denaro a prestito nei mercati internazionali, e che quindi non avrebbe potuto praticare quelle politiche keynesiane (??!) che gli stessi Bersani e D’Alema indicano come necessarie e salutari. Perciò mi chiedo se in questa polemica contro la ‘finanza cattiva’ non torni fuori  quell’antica concezione manichea della sinistra che da una parte mette la operosa e buona classe operaia, mentre dall'altra la classe borghese rapace e sempre a caccia di rendite. Una polemica che, se fosse in questi termini, trasformerebbe il Pd in una creatura politica più antica di quello stesso Pci che aveva tentato di mandare in soffitta queste differenze."
(Non ho bisogno di ricordare che i prestiti dai mercati internazionali si traducono in interessi da restituire, non sono a fondo perduto, come i bonifici alle Olgettine).
Insomma, esorta Ichino, che la sinistra la smetta di essere sinistra così sarà perfetta. Non è meraviglioso tutto ciò?

venerdì 17 dicembre 2010

Famolo senza preliminarie

Se la prendono con il Sor Bersani perché non vuole le primarie e, piuttosto che darla vinta a Vendola, preferisce andare subito al sodo, magari in una dark room, all'impiedi e chi c'è, c'è. 
Sono delusi. Ah già, si erano abituati alle primarie, al lungo strusciamento e lingua in bocca prima delle due botte e via al modico costo di due euri. 

Guarda, quasi quasi do ragione al segretario con l'espressione da labrador. In tempo di guerra non si può fare tanto i difficili.
Tanto le preliminarie sono noiose, si sa già chi le vince, cioè il candidato gradito alla dirigenza; quello che si sa già che vincerà - e non dite che non è vero. 
Altrimenti perché sui depliant che il Piddì ci recapita nella cassetta della posta, il Prescelto è sempre contrassegnato con un matitone che lo punta o con un "Vai (suo nome)!" scritto in bella evidenza in rosso? Lui, l'Eletto, in prima pagina con il faccione sorridente e gli altri candidati nell'ultima, con le fotine piccole piccole.
Tanto per salvare l'apparenza, direbbe uno spirito maligno.

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