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mercoledì 26 marzo 2014

Per Elysium



Ridete, ridete, poveri necrofori incaricati di trasportare il cadavere della sinistra al crematorio per poi spargerne le ceneri sulle rovine del nostro paese.
Avete notato come l'eternamente immusonita Garbo della CGIL si scompisci quando ha vicino i Gauleiter difensori del primato tedesco che impongono i sacrifici ai lavoratori italiani? Ricordate quanto si divertì al tavolo dei padroni con Monti, tra un astice e un "coeur d'ouvrier à la sauce suprême"?
Sapete perché irRenzi ride così, pensando alle sue riforme? Perché gli hanno promesso un posto su Elysium. Una di queste sere lo vengono a prendere con il carro trainato dai ciuchini.

Vedete, in contrasto, il teutonico Schultz apparentemente immune all'ilarità piddina che lo affianca? Non è che non comprenda il fine umorismo renziano che titilla i rigidi neuroni della sindacalessa, è che è troppo preso dalla serafica contemplazione mistica dell'ennesimo trionfo della volontà del suo paese, vero caso di psicosi latente applicata al concetto di nazione.
Ad ogni modo ce ne sarà anche per la sinistra tedesca, non dubitate. La sua idiozia ci ha regalato due nazismi e due guerre in un secolo esatto. Grazie, non dovevate, ma la prossima volta io tifo Morgenthau. Un bel ventennio di ritorno all'arcadia non vi farebbe male. E nei cofani delle Mercedes ci potete coltivare le patate.

Dice, ma sei antitedesca. Embé? Che loro sono filoitaliani, con i loro stramaledetti compiti a casa? Considerate più amichevole un black mamba o Schauble?
Sei antieuropea. Si, sempre di più e me ne vanto. L'ormai odioso "inno alla gioia" (de che?) mi da il vomito e me ne fotto se è del Ludovico Van. In culo pure a lui. Io rivoglio il mio paese e voglio uscire da questo incubo.
Ma il problema non è l'euro, come dice il direttore di un giornale, non il giornalaio sotto casa, ovvero Antonio Padellaro. No, il problema è proprio quello ma i sinistri di merda ci ridono sopra.
L'euro non è un problema nemmeno per Grillo. Ok, pazienza, si voterà Giorgia Meloni o la Lega, adesso vediamo. Peccato non poter votare Marine Le Pen. Adieu mon ami, je t'aime moi non plus.

Ma così non sei di sinistra. Ebbene, vi darò un dolore ma mi sono dimessa da sinistra. Sono l'esempio vivente che dall'essere di sinistra si può guarire.  Voi state pure a piangerci su, a rollarvi le Spinelli e a farvi i fogni lucidi con i lotofagi greci,  io sono già lontano, oltre. Se vi schiodate potete anche raggiungermi.

venerdì 6 dicembre 2013

Tre palle due euro


Vulisse 'a Maronna, domenica ci leviamo il pensiero delle primarie. Nel senso che ce le leviamo dai coglioni. Scusate il francese, ma è che ormai ce li hanno montati a neve ben ferma.
Tre palle? Si, lo so che di solito sono due e i nonni-flipper ne hanno cinque, ma qui sono tre, anche se in partenza erano quattro ma uno l'hanno fatto fuori perché non era bello e sécchesi, diciamolo. Il PD ci tiene all'immagine, come il PDL.
Così i tre candidati in lizza sono Matteo Renzi, il guru di Bischerology che raccoglie consensi bulgari tra i ggiovani; Pippo Civati, il meno amato dai bimbiminkia ma forte in area MILF e Gianni Cuperlo, l'idolo delle grannies.


fonte scenaripolitici.com
Per fortuna non ho un candidato favorito, né devo scervellarmi su chi votare, essendomi le sorti del PD e delle sue kermesse finto-democratiche totalmente indifferenti. Oltretutto, sugli argomenti che a me interessano, questi tre bambocci sono perfettamente intercambiabili.

Di Renzi abbiamo già parlato fin troppo in passato. Per quanto riguarda Civati basta leggere quella specie di raffigurazione grafica dell'unico neurone piddino che è la MOZIONE. Scusa Pippo, ma che cazzo è la postumità?




E' su Cuperlo che vorrei spendere due parole in più, avendolo udito ieri sera dalla Gruber infrangere il record mondiale di fesserie PUDE sull'euroexit, sciorinandone ben sette in un minuto. Record che sarà difficile battere e resisterà a lungo, come quello di Mennea a Città del Messico.
Insomma, per il dalemino biondo, il giorno dopo l'uscita dall'euro vi sarebbero:
1) Lunghissime code agli sportelli.
2) Svalutazione immediata della nuova moneta.
3) Le materie prime costerebbero molto di più.
4) Inflazione.
5) Il Nord Europa applicherebbe dazi e accise sulle nostre esportazioni.
6) Vi sarebbe una stangata sui mutui i cui tassi di interesse uscirebbero dall'Euribor.
7) Infine... è stato calcolato che il costo pro capite per ogni cittadino italiano dell'uscita dall'euro sarebbe di 10.000 euro annui per i dieci anni successivi.



C'è anche il video, per chi non ci credesse. Consiglio di tenere a mente queste dichiarazioni, caso mai un giorno al Cuperlo scappasse di dire: "L'avevamo sempre detto che bisognava uscire".
Non temete, però, sulla crisi europea i tre rinnovatorigiovanichefinalmentecambierannoilpiddì la pensano uguale a Romano Prodi e Massimo D'Alema, i firmatari del trattato di Lisbona. Il dogma non si discute.  

Riguardo a chi vincerà, ribadendo che non me ne può fregare di meno, tutti danno Renzi come cavallo vincente - e sappiamo che chi entra Papa in conclave ne esce cardinale - ma io non sottovaluterei il potere di Kaiser Soze, ovvero D'Alema nello spingere il suo candidato. No, non Civati, questo Peter Parker che non è riuscito a farsi mordere dal ragno radioattivo anche se l'avrebbe tanto voluto, ma Cuperlo,  così ammodino e coiffeur unisex pour piddins. Tanto li controllate voi i voti? E Renzi lo hanno già fottuto una volta, per dire.

La vera incognita, piuttosto è l'affluenza. Si parla di una stima di 1.800.000 votanti ma si teme addirittura che non saranno più di 1.500.000. Tanto più che la percentuale dei piddini che NON andrà a votare, come mostrato in un sondaggio a Ballarò sarebbe addirittura del 65%. M'hai detto niente!
Dovessero i votanti rasentare appena il milioncino, cosa si inventeranno? Ne aggiungeranno con la computer graphics? Recluteranno i soliti extracomunitari? Rivedendo il film noteremo troppi piddini con  l'orologio? Non resta che far passare altri due giorni di agonia e lo sapremo. E finalmente 'sta rottura di palle sarà finita.

fonte scenaripolitici.com

domenica 20 ottobre 2013

Benvenuti nel paese del piddinismo reale


O del regno dei lacché dei banchieri, dei collaborazionisti del Quarto Reich, degli odiatori e fustigatori del loro stesso popolo, degli assassini dell'economia reale e liquidatori della proprietà privata, abbarbicati alle poltrone delle loro partecipate e ASL, dei comuni, regioni e provincie, in nome delle quali sono disposti a premere il pulsante dell'autodistruzione di questo paese. 
Donnette, omuncoli e ommemmerda, grigi compagni e variopinti supercazzolari, madonne piangenti e rivoluzionari in cachemire, intellettuali di 'sto cazzo e scribacchini un tanto all'etto, conduttori di programmi di propaganda a senso unico, sempre a ciucciare il chupachupa a due facce, bianco e rosso: il pietismo cristiano con il culo degli altri e il falso amore per il proletario in crosta di moralismo. 
Loro tanto superiori, i jedi buoni, quelli che alla fine sposano la principessa, che devono vincere e se non vincono diventano delle belve, perché il potere deve essere loro. Hanno venduto le madri e le sorelle per arrivare dove sono e non rinunceranno ad un grammo di ciò che hanno ottenuto ma vorranno sempre di più, quindi che crepi pure la democrazia, se è necessario. 
Loro devono governare perché nelle favole non vince mai il cattivo. Peccato che lavorino per il cattivo o, in questo caso, per il Re di Prussia. O la regina.

Vivono un momento di straordinaria euforia, di orgasmo multiplo permanente, i piddini. Un loro inetto Quisling è diventato premier; un altro, quello che lancia i moniti dalla finestra del Palazzo è addirittura più potente di qualunque Papa Re. 
Sono orgasmici perché pensano di aver ucciso finalmente un Maramaldo che, quando faceva loro comodo per la spartizione del bottino: una banca a me, una televisione a te, avevano sempre tenuto artificialmente in vita. Soprattutto per dare uno spauracchio, un capro espiatorio diversivo al loro popolaccio elettore, a quei rincoglioniti che li votano sempre e comunque perché convinti che siano coloro che li difendono dai "fascisti". Poveri giucchi.

Per ricompensare i loro fedeli elettori, loro, che sono ottimi amministratori locali - ve li consiglio -  li ripagano con città squallide, sporche, imbastardite da ogni tipo di umanità mescolata a casaccio e senza senso, dove il modello estetico per l'arredo urbano è la festa di partito con la puzza di gnocco fritto e l'orchestrina dei chitarrosi progressisti. Città con strade con buche grandi come dopo un passaggio di B52 ma dove l'eterna fiera in piazza rimane la soluzione per tutti i problemi. Senti di aziende che chiudono, di conoscenti che perdono il posto di lavoro, di poveracci che si attaccano una corda al collo e loro che pensano a quale stronzata organizzare in piazza la prossima domenica spendendo i tuoi soldi. Sempre che non siano impegnati con le primarie, ovviamente. Le primarie, già. Altro diversivo per gli stolti e per i fessi che pagano pure due euro per l'entrata.

Nel paese del piddinismo reale le beghe di partito diventano l'argomento principe dei telegiornali, dei notiziari e dei dibattiti serali. I prossimi proprietari di questo paese prigioniero, di questa Guantanamo economica, ci infliggono pure lo strazio di assistere ai contorcimenti ed esibizionismi autoerotici dei nostri kapò, ai quali concedono di reggere una dittatura posticcia e patetica, con una parvenza di governo di una repubblichetta di Salò fasulla ed inutile.

Questi traditori infami della classe operaia e becchini di quella parte di popolazione che da proletariato era riuscita a diventare classe borghese grazie a politiche economiche espansive, hanno ucciso la sinistra su commissione ed abbracciato, per idiozia suprema e infinita sete di potere, il peggior totalitarismo della storia, il neoliberismo. E, come ci insegna la Cina, se il comunismo applicato si fonde con il liberismo fanatico, quest'ultimo diventa invincibile. 
E' stato un ottimo investimento, però. Quasi a costo zero. Li hanno comperati con poco, è bastato salvarli da Tangentopoli per farli illudere di avere i superpoteri e poter passare indenni nel cerchio di fuoco della storia.  
Da quel momento ci hanno fregato con i professori cicciosi e balanzoni, gli omini di burro che ci hanno portato nel Paese degli Eurobalocchi per trasformarci in bestie da soma e  vogliono continuare a farlo con i finti buoni, le bambine vecchie con la zeppola, i supergiovani bischeri, le incrostazioni del Walter che non vengono via, le madri superiore in borghese criptolesbico, le sindacaliste en travesti, i baffini sopraffini, i Cuperlo o il suo pio anagramma, le dozzine e dozzine di nullità insomma che manteniamo con il finanziamento pubblico. 
Voi non lo sapete ma avete tutti adottato due o tre piddini a distanza. 

Mi consolo pensando che questi bastardi che ci stanno consegnando mani e piedi legati ai loro padroni controrivoluzionari rimedieranno infine un calcio sotto il tavolo prima di essere avviati alla vivisezione al posto dei beagle. Allora sarebbe bellissimo esserci. 


Mi si contesta ultimamente di essere divenuta monotematica, noiosa e fanatica. Ebbene si, lo confesso. E' che, stando sul Titanic che affonda, non si riesce  pensare ad altro che all'acqua gelida.
Quindi, se sono monotematica, francamente me ne infischio. (Non è fascismo, è Clark Gable).

lunedì 26 agosto 2013

Sturmundlettentruppen


Che ci volete fare, siamo governati da questo qui. Il bello de zio in versione "proteggo tutto tranne le palle, che tanto non ho", ha avuto, se non altro, il potere di rimettermi di buonumore dopo un inizio di giornata abbastanza fetuso. L'effetto ilarità da associazione con le Sturmtruppen di questo condottiero armato di fuciletto a tappo che ha ribadito l'impegno italiano a difendere le piantagioni in Afghanistan, costi quel che costi, è però svanito presto. 
Ma ci pensate che questo genio, che un Nouriel Roubini sotto l'effetto di sostanze e da squalificare per doping ha definito oggi sul Pude Pravo, "una persona seria e rispettata a livello internazionale" (ma forse li stava solo prendendo solo per il culo, dài), potrebbe cadere per lo sgambetto del solito personaggio che da vent'anni condiziona, sinistra permettendo, i destini di questo paese?

Certo, è ovvio, a toglierci il sonno in queste notti deve essere il pensiero che Violante sia in ambasce per le sorti del suo tecnico televisivo preferito, di nuovo in pericolo, e che Fassino sia ancora fermo tra la casella della banca e quella della barca, motivato nella vita solo dal cambio di consonante. Forse è proprio questo, il timore che questo meraviglioso governaccio di incapaci con la prevalenza del piddino e l'obbligo del controfagotto del PDL stia per tirare le cuoia, che ci provoca il risveglio precoce alle quattro di mattina, con la civetta fuori che urla, le gambe che non trovano riposo e tutti i pensieri più foschi che iniziano a tormentarti.

Come faremo, si chiedono attoniti gli italiani, senza il Giovannini e il suo ottimismo della volontà, per il quale la crisi è finita e forse è stato tutto solo un sogno, un inception di qualche mercato cattivo e invidioso dell'euro? 
Come sopravviveremo senza la Kyenge, che da quando è diventata ministro non fa altro che accusare i suoi connazionali (nel senso di italiani) di razzismo e che, a sentirla parlare, dà l'impressione che Rosa Parks non sia ancora nata e che l'Italia sia il Sudafrika dell'Apartheid? Come proseguirà la nostra vita con il rimpianto di cosa mai avrebbe potuto fare la canoista per noi se quella zozza IMU non si fosse messa di mezzo?
E poi il delirio di Delrio, il sorrisetto da banchiere di Saccomanni (anche lui con l'ipotesi crisi come episodio psicotico acuto ormai superato grazie agli psicofarmaci governativi), il "saggio" Quagliariello, la "cosa" Cancellieri, il duo Mauro-Bonino, quelli che si sono arresi prima che la guerra fosse cominciata, i Lupi, le De Girolamo con le Lontre Volanti, la Carrozza fantasma, nel senso che si dice nessuno l'abbia mai vista, la Lorenzin con le mani in mano per fortuna. 
E poi le Fontanelle, gli inconsistenti, le anime d'o priatorio: Fassina, Moavero Milanesi, Trigilia, Franceschini, D'Alia, Bray. Scheletrucci senza stele, morti senza nome. Una prece e una strusciatina al cranio, che porta buono.

Io sto già elaborando il lutto, non so voi.

venerdì 21 giugno 2013

Solstrazio d'estate

History repeating.  Allons enfants de la Turquie.

Primo giorno d'estate nella Repubblichina di Salòtto del governo delle larghe pretese guidato da bello de zio.
Un governuccio, un governicchio che finora si è fatto notare per la consistenza da zucchero filato dei suoi provvedimenti e per la rassomiglianza - per libertà di manovra e spessore - con il governo fantoccio del Manchukuò dell'ultimo imperatore della Cina Pu Yi. 
Governo che non intende assolutamente cacciare la ministra rematrice beccata a fare la furba sulla tassa più odiata dagli italiani, per giunta nella città che applica una delle aliquote IMU più alte d'Italia. Sentitene le giustificazioni, durante la confessione piddiminkia a Don Conchita De Gregorio sul Rude Pravo:  non sapevo che mi avevano fatto una palestra in casa, non mi occupo di queste cose (eh già, lei rema, non ha tempo), da quando sto a Roma non vedo i figli (fotte e chiagne), c'è stato il terremoto, le cavallette. La ministra cambiale: pagherò. Si, ma intanto non si schioda dalla poltrona, bello de zio la difende e, se fosse toccato ad un qualunque cristo di noi, l'avrebbe già azzannato Equitalia alla gola. 

Dopo questo bell'esempio di dare il buon esempio, torniamo al "governo del fare", come si proclamano addosso. Io direi piuttosto del facce (ride). Basta leggere le ottanta misure ottanta "per il rilancio dell'economia" strombazzate a reti unificate sui telegiornali divenuti ormai una broda a senso unico brezneviano.  Ottanta misure assolutamente cosmetiche, palliative, molto piddine, agghindate da pensatone de sinistra. Tante belle idee, molte delle quali in realtà partorite dal M5S,  rapite in culla dal B. e poi date in affidamento familiare a bello de zio appunto.
L'impignorabilità della prima casa, ad esempio. Una vera e propria violazione di copyright elettorale senza vergogna, attuata mentre prosegue ovviamente la campagna mediatica governativa - ma direi soprattutto piddina - contro Grillo e il suo movimento

Non abbiate dubbi sulla bontà del M5S, cari colleghi.  Questo è un perfetto esempio di relazione causa-effetto. Se il piddino si agita e soffre, se scioglie i cani da lecco nei talk show e ogni discussione diventa un'interminabile gara di blow-job reciproci tra piddini, vuol dire che Grillo è nel giusto.  Il giorno che al piddino andrà bene ciò che fa e dice Grillo, sarà il momento di mandare Beppe affanculo per sempre. Per ora state sereni che l'improvvisata all'assemblea di Monte Paschi ha lasciato diversi culi in fiamme ed è per questo che si agitano tanto sulle poltrone di velluto.
Lasciamo pure che delle signore unquartodoradicelebrità si sentano delle Rosa Luxembourg e ricordiamo che l'antenato del PD, quello che parla di purghe, espulse un certo Pier Paolo Pasolini per omosessualità.

Tornando alle ottanta misure antirughe di Vichy, queste non rilanceranno una beddissima minchia, visto che non si parla di cancellare MES e Fiscal Compact, ovvero l'obbligo di pareggio di bilancio e il rapporto debito-PIL al 3% checichiedeleuropa per mantenere i suoi vizietti e pagare al posto della Germania; provvedimenti che matematicamente impedirebbero la ripresa economica nei prossimi vent'anni, se sciaguratamente applicati.
E qui uno si domanda: ma questi lo sanno veramente cosa sono questi trattati capestro che vengono imposti dai tedeschi ai PIIGS a causa dell'esposizione sui derivati di Deutsche Bank, ovvero una cazzo di banca privata per la quale anche gli americani si sono già svenati nel tentativo di salvarla?

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
Ecco una vera misura impressionante, cara Angela (fonte ZeroHedge)
E' che questi politici sono solo degli organismi mononeuronali piddini o proprio dei sociopatici? Non è un enigma facile da risolvere. A volte si ha l'impressione di essere proprio in mano a dei deficienti. Gente che non sa assolutamente un cazzo di economia, non parliamo di quella macro, ma nemmeno di ragioneria, ma che sa maneggiare bene il coltello. 
Gente messa lì proprio per la sua ignoranza e perché priva di ogni curiosità relativa al perché degli avvenimenti. Uomini e donne i cui eventuali dubbi sono già stati preventivamente saldati mediante sostanziose prebende.
E il guaio è che anche gli imprenditori, quelli strangolati dalla crisi, dimostrano di non sapere come stanno le cose realmente. Li senti ripetere a pappagallo le minchiate del pensiero unico eurista e ti verrebbe voglia di prenderli a schiaffi perché è delle loro chiappe che si sta parlando ma loro credono ancora nell'euro, nella virtuosità dell'export e soprattutto nella madre di tutte le fregnacce: la spesapubblicaimproduttiva.
Penso che, senza un'opera di divulgazione a tappeto presso gli imprenditori dei danni provocati dalla trappola dell'euro, dal ruolo della Germania e del sistema bancario, non si innescherà mai una vera rivoluzione in questo paese. La borghesia non si è ancora svegliata.

Il governo del Lettino non ci pensa proprio ad informare il popolo delle vere cause della crisi e, non avendo altro compito che intrattenere e distrarre il pubblico nell'attesa che arrivi la big band,  ovvero il prelievo forzoso che servirà per salvare il culo alle banche private (tedesche maanche italiane), utilizza vari mezzucci noti a noi psicologi come distrattori. Ad esempio il tokenismo, ovvero l'inclusione  decorativa e puramente paracula del ministro donna e per giunta nera, che avrà l'unico scopo di distrarre la Lega pungolandone le terga xenofobe con il teaser del "nero è bello e ce l'ha pure più grosso". Il meccanismo è banale, a livello di riflesso patellare o di cane di Pavlov.
Basta farla minacciare al momento giusto di dare la cittadinanza, il lavoro, la casa e tua sorella a chiunque metta il naso in Italia: i razzisti insorgono e la insultano, così le altre ministre donne devono difenderla e a loro volta insorgeranno le femministe. Una reazione a catena in piena regola che farà scrivere paginate condite di sdegno e riprovazione ai giornali, che così si guadagnano la giornata e giustificano la loro presenza in edicola.
Eppure un perfetto imbecille capirebbe subito che, nel corso della più grave crisi economica dopo il '29, parlare di allargare i diritti agli stranieri mentre quelli degli italiani vengono compressi in una stretta mortale, è una strategia assolutamente demenziale.

In fondo, dall'altra parte, anche le traversie di Silvio sono dei bei distrattori. Lui, con quell'aria da Sansone pronto a far crollare il Tempio sui Filistei ma anche lui in attesa di qualcosa. Già, ma che cosa? No, le sentenze delle sue magagne giudiziarie non c'entrano. Sono già scritte da qualche parte.
Perfino l'oroscopo sostiene che il 2014 sarà l'anno della sua fine politica. Sono solo un  bel gioco di società per tenere impegnato il neurone della Biancofiore e tenere assieme il fan club dei B-liebers.

E' un clima da Fortezza Bastiani, si, di attesa di qualcosa di clamoroso, ce ne siamo accorti da tempo, ma nei prossimi giorni parleremo in dettaglio dell'ipotesi frattalica e delle sue implicazioni in stile history repeating. Chiedendoci ad esempio se le discese a rete di Silvio contro l'euro hanno un senso preciso e rappresentano un segnale per qualcuno. Con interessanti parallelismi storici.
Tutto ciò che ruota attorno al governo di Pu Letta, alla telenovela "Tormento piddino", alla lotta continua contro Grillo è fuffa. Molto rumore per nulla. Rotoli di pluriball.
E' il silenzio sottostante, sono le manovre in garage che sono interessanti.
Cercheremo di scoprirle.

martedì 4 giugno 2013

Compagni di merende



Stamattina Repubblica titola drammatica: "B. Il Colle ora deve difendermi". Deve. Mica se lo volesse, cortesemente, magari, se non disturbo. No, deve. La protervia del vecchio boss.
A questo si aggiungono le smanie di Letta per il presidenzialismo. Ma si, facciamo eleggere dal popolo, che notoriamente è incapace di intendere e di votare, un presidente dotato di più poteri di Obama. Magari proprio lui, il noto pregiudicato, così è contento. Ci tiene tanto. E poi anche il Venerabile vedrebbe coronato un sogno.

Piddini, vil razza dannata, questo mostro l'avete creato voi e, quando pareva morto, messo da parte da chi si era reso conto, in vece nostra, che avrebbe ancora condizionato i destini del paese ai suoi guai giudiziari, lo avete rianimato, gli avete ridato vita.
Mentre la creatura fuggita dal laboratorio ricomincia a far danni voi che fate? Organizzate campagne di stampa di vero e indipendente giornalismo televisivo e non contro Grillo. Tutti schierati, dalla Rai a La7, particolarmente zelante, con veri e propri gurkas con il coltello tra i denti. Giornalisti codini con i padroni e americani con i nemici dei padroni. Che si preoccupano della violenza verbale, della mancanza di serietà, quella parola che voi dirigenti falliti avete sempre in bocca come la gomma. Attraverso questi zerbini che si credono tappeti persiani, fate le pulci ai bilanci, agli stipendi degli altri, puntate il ditino contro chi ha osato disobbedirvi e guastarvi i piani, corrugando la fronte e scandalizzandovi del vaffanculo, povere vergini intonse. E siete quelli che gongolavano per aver arraffato una banca. 

Il guaio dell'Italia non è B. che pretende l'immunità assoluta anche dal peccato originale - poraccio, lui ha i soldi, che deve fare? - ma voi che lo usate per i vostri lerci scopi, i vostri miseri tentativi di inseguire i ricchi nell'arricchimento, elevarvi da pidocchi a padroni, con le capesse del sindacato a far le merende con gli euronazisti dopo averlo messo nel culo a Cipputi.   

Non temere, Silvio, che questi ti salvano, come sempre. Vedrai che Lettuccio tuo uno strapuntino al Colle te lo rimedia. Tanto gli italiani dimenticano tutto.


(E' come "Via col Vento", si guarda e riguarda sempre volentieri.)

venerdì 24 maggio 2013

Il processo di decondizionamento del piddino in cinque fasi


Ieri Beppe Grillo ha detto che tra un anno (se riusciremo a smentire Keynes che ricordava che nel lungo periodo saremo tutti morti) sarà indetto un referendum popolare sull'euro. Giusto il tempo di raccogliere le firme e di prendersi un anno per informare il popolo sulla questione.
Beh, sempre meglio di niente e del giovane di bottega che vuole morire per Maastricht; l'intento di rispettare la volontà popolare è lodevole, oltre che molto comodo, vista l'implicazione di delega della decisione, ma non c'è tempo, bisogna risolvere prima la questione con altri mezzi.  Questo non è l'acqua pubblica ma il destino di una nazione.

Le persone, gli esperti in grado di elaborare un piano di uscita dalla trappola ci sono già. Basta radunarli, chiuderli in conclave e farli uscire solo quando il piano, che esiste già in varie versioni, è pronto nella forma definitiva e più adatta al caso Italia. Però poi è la politica che deve materialmente  agire. 
Per quello che tecnicamente dovrebbe assomigliare, per discrezione e rapidità di esecuzione, ad un golpe economico, visto che non sarebbe opportuno, per ovvi motivi, mettersi a gridare alla finestra "Ehii, domani o al massimo giovedì usciamo dall'euroooo!!, mi pare che manchino completamente purtroppo le figure di coloro con le palle che si prendano la responsabilità ed assumano il comando delle operazioni. Bisogna lavorare su questo, su una classe dirigente che lo faccia.

Ad ogni modo, per quanto riguarda l'informazione del pubblico, penso si possa fare in maniera efficace grazie alla cara vecchia informazione.
Si tratta di disattivare decenni di propaganda e condizionamento televisivo. Non abbiamo certo di fronte delle comode tabulae rasae sulle quali scrivere e disegnare i nostri pupazzetti a piacimento. Però si può farecliccare, prego.

Vi propongo quindi un programma di decondizionamento in cinque fasi. Per i più svegli ed aperti mentalmente basterà la volontà di applicarsi, superare appena un paio di giorni di scimmia e i risultati saranno rapidi e duraturi.
Per i piddini, che dovranno in più elaborare il lutto della consapevolezza del tradimento della loro parte politica di riferimento (l'inception è: "è la sinistra che ci ha venduto alle élite reazionarie") occorreranno forse metodi più coercitivi. Comunque, ricordate, è per il loro bene.



Fase prima - la storia

Lettura di "Shock Economy" di Naomi Klein (2008). Il testo che racconta quarant'anni di politiche ultraliberiste nel mondo  (il libro è stato scritto prima che iniziasse l'attuale agonia europea) e la loro evoluzione nel concetto di "economia dei disastri". Quella che da una catastrofe possono scaturire grandi opportunità d'impresa  ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego.
La lettura del testo può essere rinforzata, ma non sostituita, dalla visione di questo documentario.





Fase seconda - l'antecedente

Visione del film "Diario del saccheggio" (2006) di Fernando Solanas. Il racconto degli anni di privatizzazione selvaggia e distruzione del ruolo dello stato in Argentina; dell'aggancio della moneta locale al dollaro (PAROLA CHIAVE: VINCOLO ESTERNO) fino al default del 2001 dopo il quale l'Argentina si è risollevata a prezzo di grandi sacrifici e cambiando completamente rotta economica.


"Ma noi non siamo l'Argentina!!" Urla e si dibatte il piddino immobilizzato, nonostante cominci a capire che i dolori di quel paese lontano gli ricordano eventi molto recenti e vicini a casa sua. 
Bene, è ora di far risuonare le note del dolce, dolce Ludovico Van  ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego, così soavemente simbolico del VINCOLO ESTERNO, pardon, sogno europeo. Urlerà un po', il piddino, ma è sempre per il suo bene.




Fase terza - l'illuminazione

Inizia la parte tosta del programma. Quella dove bisogna materialmente sturare i neuroni. Per i soggetti piddini, più che una tecnica di decondizionamento sarà un esorcismo. Molto doloroso.
Utilizzeremo per prima cosa le formule di questo manuale:


Indi si proseguirà con la lettura del "Il tramonto dell'euro" del medesimo autore, Alberto Bagnai (2012). Una rilettura, a seguito della prima, non guasta, soprattutto a chi è vergine in economia. Insomma, due botte ci vogliono.
Dopo la cura d'urto, come mantenimento, bisogna cominciare ad assumere regolarmente ogni giorno i contenuti dei seguenti blog:

Avvertenza: in questa fase di assunzione di consapevolezza, la visione anche accidentale di Ballarò, Piazzapulita, Servizio Pubblico ed altre trasmissioni di Propaganda PUDE che raccontano invece una realtà opposta e funzionale al sistema euro, può causare accessi d'ira alternati a  momenti di sconforto. E' una reazione perfettamente normale ed attesa.



Fase quarta - la rivelazione

Avvertenza. La visione dei filmati della fase quattro può provocare nel soggetto decondizionando nausea e vomito. E' perfettamente normale e previsto. Preparate i secchi.

A questo punto, se siamo fortunati, il piddino comincia ad intuire qualcosa. Gli altri, i più svegli ed aperti mentalmente,  hanno capito, già probabilmente dalla fase due, che sono stati trascinati in una trappola senza uscita apparente e che i loro attuali disastri economici ed esistenziali sono causati dall'EURO.
Un VINCOLO ESTERNO, ricordate la fase due ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego, imposto da un'élite che ha scoperto che una nota e vecchia (1961) teoria neoclassica (AREA VALUTARIA OTTIMALE) che apparentemente illustrava come dovrebbe funzionare una moneta unica per il bene di tutti, del 99%, poteva essere applicata, rovesciandola, con la complicità fondamentale dei politici rappresentanti le classi lavoratrici, per fare il bene unicamente dell' 1%. Come viene descritto nell'articolo:



Vogliamo ora riascoltare, in religioso silenzio, la DICHIARAZIONE DI GUERRA?





Povero piddino, mutazione teratologica di quel pidiessino e poi diessino che aveva tanto creduto nell'Ulivo e nella gustosa prospettiva di un'Italia tutta prosperosa e dalle coscione burrose come la Bologna del dotto professor Prodi. Sentitelo nel 1998 come era contento del suo trappolone in itinere e come già ammetteva che, nell'unione, sarebbe stata la GERMANIA ad avvantaggiarsene). Birichino, biricò.


"Beh", accenna con un lamento il piddino, "alla luce dei recenti avvenimenti, il Professor Prodi avrà forse cambiato idea?" Oh, NEIN, meine kleine Schwantzstucken Kopf.
Ascoltatelo qui pontificare nel 2012 della supremazia germanica e della sua irreversibilità, con una povera studentessa greca. OHI! OHI! DIALOGOI.


"Maestraaa! Ma questo", alza il braccino il bimbetto dell'asilo, "non doveva fare l'interesse dell'Italia e non della Germania?"
Eh, cara voce dell'innocenza, vallo a spiegare ai piddini.

Se ancora qualche soggetto dovesse infine persistere nel negare che la politica attuale non rappresenti un disegno reazionario, con l'euro come suo malleus economicarum, che sta permettendo alla Germania di riaccarezzare sogni di grande Reich grazie al VINCOLISMO ed al MERCANTILISMO,  con noi a fare da servi sciocchi, ricordategli da chi è stato governato fino a pochi mesi fa. 
Dalla voce insinuante e dal serpentese di Romano Prodi all'eloquio metallico senz'anima di Mario Monti. Siamo alla fase finale:



Fase 5 - La confessione

Giunti a questo punto della terapia, le pubbliche ammissioni di colpa degli agenti del nostro disastro, simili alla sfida "prova a prendermi" che lanciano i peggiori serial killer inviando lettere con brandelli delle vittime ai giudici istruttori, ci aiutano nel compito di illuminare definitivamente il soggetto, dando ad egli la conferma ultima del tradimento subìto.
A questo punto, tutto torna:

Ricordate la fase 1, LA STORIA? Anche l'altra volta (anni '40) cominciò con la conquista della GRECIA:



Mi rendo conto che, come ultimo colpo di coda, nel piddino più riottoso potrebbe sorgere il dubbio:
"Ma ora c'è il PD al governo" [con il PDL, ma è un dettaglio, n.d.a.] "possiamo andare a RINEGOZIARE IN EUROPA".

Bene, come ultimo atto del processo di decondizionamento, ricordate al soggetto che l'attuale presidente del consiglio ha scritto per lui questo libercolo:


Non fateglielo nemmeno leggere. Sbatteteglielo proprio in faccia. Potrà conservarlo come attestato di partecipazione.

venerdì 19 aprile 2013

A Bersani non rimane che il rigatino


Che si può dire oggi all'amico piddino, agli ex amici nonniminkia che ti hanno tolto l'amicizia su Facebook perché criticavi Bersani sotto elezioni prevedendo da perfetta Cassandra tutto ciò che sta succedendo?
Che fare con quello che ancora ci crede e, come dicono gli psicanalisti, razionalizza e nega, ovvero cerca giustificazioni all'operato ingiustificabile del de cuius per lenire il senso di perdita? Come finire di abbattere l'ultimo avamposto dell'atroce credulità piddina, ovvero l'incredibile "fiducia nell'assoluta onestà di uno come Bersani"?

Un bel "te l'avevo detto" per tutti, scuotendo la testa, potrebbe essere il colpo di grazia per i dolenti, lo ammetto, ma alla fine, perché avere pietà degli stolti in un mondo che più darwiniano non si può? Che si estinguano e amen. Che finiscano tra le specie fantastiche come il catoblepa.
Sono anni che questo partito informe di materia organica anfibia comunemente detto Piddì ha eliminato qualunque residuo di sinistra al suo interno ed è il camuffamento più efficace che sia riuscito alla vecchia Democrazia Cristiana. Con la differenza che la DC aveva fior di statisti come Moro e Andreotti e questa mutazione, lasciamo perdere. Sono anni che ha tradito la sua classe di riferimento per buttarsi a destra ma questi hanno sempre continuato a votarlo perché "partito di sinistra".
Hanno avuto bisogno della tranvata e della pubblica smerdata di un candidato di bandiera platealmente rigettato da un plebiscito al contrario per svegliarsi e rendersi conto che vedevano i partiti morti.

Gennaro Carotenuto ha twittato stamattina che dietro al consenso a Marini da parte di PD e PDL di ieri vi sarebbe stato un accordo per fare senatori a vita Berlusconi e Prodi. Con le ovvie implicazioni di salvacondotto per il pluripregiudicato.
Avevate qualche dubbio a riguardo? Pensavate, come i piddini dolci di sale, che B. non chiedesse qualcosa in cambio per i suoi voti ad un candidato espressione del PD? Suvvia.
Eppure l'accordo è saltato perché alla fine nemmeno la Fassina e la Moretti se la sono sentita di avallare la bersanata.
E, inoltre, l'abbraccio di Bersani ad Alfano, un abbraccio a B. per procura, ha fatto traboccare il vaso e suonare la sveglia ai militanti che hanno visto finalmente l'inciucio grande come un condominio.
I piddini sconvolti dall'ipotesi Marini (Franco) sono scesi in Piazza Montecitorio con cartelli tipo "Non vi rivotiamo più", (ma dicono sempre così poi gli passa), "Non fatelo" e alcuni iscritti hanno dato fuoco alle tessere.

Bersani, di fronte alla rivolta della base e soprattutto del partito, ha capito e stamattina ha fatto di nuovo le instant primarie al cinema Capranica (ormai è un partito indoor) per scegliere un nuovo nome da gettare in pasto ai leoni. Il candidato uscito dalla spremitura a freddo delle meningi bersane è Romano Prodi. Quello che, guarda caso, sta spopolando su Youtube con un video sulla crisi economica in cui afferma che "nella vita c'è anche il suicidio".
Risultato della terza votazione: Romano Prodi 22 voti, Stefano Rodotà 250, schede bianche 465.

Ieri un buontempone ha votato Raffaello Mascetti, il personaggio di "Amici Miei" interpretato da Ugo Tognazzi.
Ecco, vista la mala parata, io consiglierei a Pierluigi Bersani di fare il rigatino. Chi ha visto il film capirà.


Per le esequie è stata scelta la cremazione.

sabato 13 aprile 2013

Una robba seria


Nei prossimi giorni vedremo se i piddini hanno qualcosa di tondo tra le gambe oppure se l'unico utilizzo delle palle che conoscono è quello che avevano le famose clic-clac di enne estati fa.
Vedremo se tireranno fuori un po' d'orgoglio, se si condiranno la zucca con un pizzico di sale o si faranno come al solito portare in giro dalla loro dirigenza.
Dirigenza che intanto ha dato loro un nuovo bubbolo con il quale baloccarsi. E' bastato comprare una consonante e Fassino ha gridato: "Abbiamo un(a) Barca!"
Barca, il ministro montiano neoPD così giovane e già segretario, è la situazione Tony Blair. DILF belloccio, autocertificato de sinistra, parlantina incantapiddini. Occhio a fare battute sui social su questa new entry direttamente al primo posto, perché vi mordono. Come mordono coloro che mettono in discussione Bersani, quellochehavintoleprimarie. Hanno già deciso, volubili come Zerline, visto che Renzi ormai è venuto loro a noia, che il nuovo amore è lui. A parte Bersani, ovvio. "My heart belongs to daddy", cantava Marilyn. 

Poro babbino. Chissà se, dopo essersi incaponito fino all'umiliazione - Renzi dixit - l'ha capita Bersani che è inutile insistere con il voler tirare a fondo nelle sabbie mobili della Seconda Repubblica il M5S.

Abbiamo assistito a scene pietose di giornaliste di buona famiglia che si sono appaparazzate per carpire i segreti dell'agriturismo del mistero. Quello dove Repubblica voleva far credere avvenissero gli atroci riti di rieducazione dei grillini ribelli.
A proposito di Repubblica, questo Rude Pravo piddino arruolato nella lotta contro il Male rappresentato dal Grillo Nero, si è distinto nella fabbricazione di una serie completa di balle al duralluminio, come quella, ad esempio, del deputato M5S alla ricerca di collaboratori da pagare 2,5€ all'ora. Il bello è che la maggioranza dei commentatori di stampo democratico dei fatti politici si forma sul Rude Pravo e quindi finisci per assistere ad un enorme spreco di sdegno prezioso per cose che non esistono. E tutto ciò a scapito dei fatti e dei problemi veri che sarebbero da approfondire, vedi oltre.
Insomma, niente da fare.
Nonostante un gigantesco spiegamento di forze terrestri, navali ed aeree e feroci gurkas armati di penne taglienti che avevano cercato fino all'ultimo di trovare la magagna, di smascherare l'incoerenza nei grillini per gettarle in pasto al piddino ansioso di illudersi di essere moralmente superiore agli altri, smuovere il Beppe diventa una mission impossible. Evidentemente Bersani non sa che gli insetti, a differenza dei mammiferi come il giaguaro, resistono anche ai raggi gamma e che sopravviverebbero probabilmente ad un inverno nucleare.

Tanto per chiudere l'argomento e per rendere il concetto ancora più chiaro, Grillo  ha scritto un pepatissimo post sul suo blog in cui rigira il coltello seghettato nella ferita del Monte dei Paschi di Siena.
Uno scandalo finanziario sul quale è calato un silenzio mediatico praticamente tombale; piddino ma anche pidiellino, segno che forse la banca senese potrebbe rappresentare uno degli argomenti topici per l'inciucio prossimo venturo con il trombato dei poteri forti. O meglio la relazione carnale multicanale che va avanti da vent'anni anche se i due fingono di essere solo nemici. Perché, caro Santoro, anche la sinistra, come Noemi e Ruby, ha avuto rapporti consenzienti con B. fin da minorenne.

E' giusto quindi che PD e PDL spurghino dalle loro fogne, vengano allo scoperto e facciano le loro cosacce alla luce del sole. E' l'unico modo per far capire agli italiani con chi hanno avuto a che fare finora.
L'incontro nella loro Teano, "obbedisco" compreso" è già avvenuto, del resto. Lasciamo che eleggano qualche altro Hindenburg o Pètain che finisca di svendere l'Italia e ne distrugga il tessuto economico a colpi di liberismo al servizio del mercantilismo tedesco. Magari Prodi, che forse speriamo avrà l'onore di presenziare ai funerali di stato della sua creatura mostruosa precocemente scomparsa: l'euro.

"Nei prossimi mesi qua è una roba seria", la frase pronunciata da un Bersani tutto sudato di fronte agli emissari del Grillo,  ci è rimata impressa e non a caso.
Voi credete che si riferisse alla crisi, alle imprese che chiudono, ai disperati che si suicidano a coppie perché glielo chiede l'Europa?
No, questa è la sinistra che, con una manifestazione e un senonoraquando passa tutto, anche la povertà. E' la sinistra che ha trovato il modo di vendere l'illusione della democrazia ai suoi seguaci al modico prezzo di 2 euro e poi, passate le primarie con le comparse con l'orologio, fa come cazzo gli pare, ma soprattutto s'impegna anima e corpo per mantenere il potere. Un potere che non è solo dei papaveri ma anche delle margheritine sottostanti.  Un potere che la rivoluzione di Tangentopoli ha risparmiato in nome della spartizione di interessi, di territori e di tanta, tanta robba, con altri poteri più o meno presentabili. 
Roba seria o robba seria, quindi?
Non è mica solo il Monte Paschi, sul quale Grillo ha avuto la cattiva idea di andare ad indagare e, tu guarda, dal momento che ha avuto l'idea di presenziare all'assemblea dei soci, l'inferno gli si è scatenato contro. Ci sono altre cosette. Una serie di paroline chiave da googlare per chi avesse voglia di informarsi: Penati, Serravalle, D'Alema, Unipol. 

Ecco, per tornare al prologo. Se i piddini avessero le palle - e ne basterebbero due - dovrebbero chiedere conto ai loro dirigenti di tutti questi punti oscuri; non pagliuzze ma travi portanti. Dovrebbero pretendere da loro la rassicurazione che la smania che hanno addosso di occupare tutti i posti disponibili del potere non deriva dalla necessità di salvare personaggi e situazioni, magari mettendosi d'accordo con chi, per storia e vicissitudini, si trova nella stessa Barca. 

giovedì 21 marzo 2013

A voi piddini

E' uno spettacolo penoso ed imbarazzante. I piddini stano perdendo la dignità, il ritegno e l'amor proprio. I loro argini emotivi stanno cedendo sotto l'onda di piena della paura di non riuscire ad afferrare  il troppo desiderato successo elettorale. Come una finale di Champions che ti sfugge al 94' per un rigore che non c'era.
Chi ha a che fare con loro in questi giorni sa che non ci si ragiona. Stanno tutti nel reparto degli agitati, sottogruppo di quelli che hanno la crisi paranoidea da cortisone e ti guatano con gli occhi torvi: "Tu ce l'hai con me! Si, non vuoi fare l'alleanza con me, tu hai votato Grillo, bastardo!"

Non se la prendono più con il nemico storico B. perché inconsciamente, anche se da svegli lo negano, sanno di essere stati morsi sul collo e di essere diventati come lui fin dal 1994. Se la prendono con il nuovo nemico: i grillini. La zeppa tra le ruote, l'imprevisto, il cigno nero che gli sta rovinando i piani di conquista del Lebensraum oltre l'Emilia rossa e l'infinito, di tutte le istituzioni e di tutti i gangli del potere.

Il piddino - e per piddino io intendo l'insieme di piddini, PDini e PUDini della tassonomia di Bagnai, senza fare distinzioni - già normalmente ti sfianca con quel buonismo iperglicemico  che ti fa solo venir voglia di strangolare lentamente un tenero coniglietto; ma se si sente minacciato nel diritto divino di comandare, come accade in questi giorni, se vede il suo piccolo grande fogno infrangersi sul muro della realtà, tira fuori tutta la meschina cattiveria di cui può essere capace il borghese piccolo piccolo. Piccolo perché ideologicamente debole e per questo ancor più pericoloso perché ti attacca alla gola.
Quando, come in queste prime fasi di elaborazione del lutto postelettorale da semitrombatura, è in fase maniacale, dà veramente il peggio di sé e diventa ancora più insopportabile perché perde il senso dell'umorismo. Il piddino agitato e non mescolato ti inonda di sarcasmo spuntato e di battute che però non fanno più ridere perché odorano della propria tragedia. E tu provi l'imbarazzo dello spettatore del comico che non fa più ridere.
Se ci pensate bene è il fenomeno che si è verificato a Sanremo, con un Crozza che ripeteva tragicamente il numero di Bersani smacchiatore credendo di celebrarne l'imminente gloria ma dando invece l'impressione di parlare di qualcosa di perduto, di sconfitto, di finito, di terribilmente out. 

C'è un motivo profondo ed oscuro che spiega questo clima di tragedia che si attacca come la pece ai dirigenti, ai seguaci ed agli elettori, fino ai più sfegatati piddiminkia.
La consapevolezza che il redde rationem, che i conti con l'elettorato che hanno tradito adottando le peggiori politiche shockeconomiste sottomesse al mercantilismo del Nord Europa, è sempre più vicino. Ricordate quel gioiello in bianco e nero di Vittorio De Sica dove, per tutto il film, una voce stentorea ripete: "Alle diciotto comincia il Giudizio Universale!"?



Il clima da crollo di un'era, da fine regime, da giudizio universale li sta intossicando e reagiscono proiettando  la colpa su nemici esterni, sui traditori, su coloro che hanno voltato loro le spalle, negando al contempo che ci sia qualcosa di fatalmente coattivo nel loro destino che li spinge a ripetere gli errori.
Non avevo mai visto niente di più imbarazzante e tragico del finale di campagna elettorale, chiusi nel teatro d'avanspettacolo  - mentre fuori si teneva una festa che era la festa al regime e che stabiliva l'ineluttabilità del voto al M5S di chi voleva cambiare le cose - con il becchino Moretti a recitare l'orazione funebre. "Con questa dirigenza non andremo mai da nessuna parte", gridava una volta con in corpo ancora un'anelito di vita. Poi è entrato in banca pure lui. 

Il senso di tragedia è dato anche dall'attaccamento e dalla bizzarra fascinazione per il babbo senza palle Bersani. Quello che è tenuto sotto mattarello dall'azdora ma con gli amici del bar racconta di quando smacchiava i giaguari. Un personaggio patetico nel suo imbarazzante provincialismo che però al piddino dà tanta sicurezza, come fosse l'oggetto transizionale, l'orsacchiotto sul cui naso ci siamo tutti fatti i dentini.
Renzi è sembrato troppo autonomo, troppo voglioso di uscire dal cortiletto e di farsi una vita sua e quindi nel segreto dell'urna delle primarie il piddino ha votato per la figura che maggiormente gli ricordava il concetto di delega. Come quando ti scoccia andare alla riunione di condominio e deleghi il vicino più insulso ma che consideri per questo più innocuo, colui che sai che non voterà mai a favore del rifacimento del tetto da ventimila euro.

A voi piddini è ispirato alla celebre canzone di Alberto Fortis, quella che fece scandalo perché diceva: "io vi odio, o voi romani, io vi odio tutti quanti... ecc. ecc."
Ecco, tra me e me, soprattutto in bagno, io canto spesso "io vi odio o voi piddini" ma poi penso che non è giusto odiarli. Loro mi odiano perché non li ho più votati ma se vuoi fare veramente un dispetto a chi ti odia devi amarlo. Devi inondarlo d'amore. Così io amo i piddini. Gli elettori e i simpatizzanti, intendo. Per i dirigenti non ho alcuna pietà, per loro vedrei bene una di quelle punizioni che solo i più boia degli dei sono capaci di immaginare. Il tradimento che hanno commesso nei confronti delle classi che avrebbero dovuto difendere li rende dei reietti dell'umanità, dei pezzi di materia anfibia comunemente detta merda.

Odio i dirigenti ma amo i piddini sempliciotti perché penso abbiano ancora un margine di redenzione possibile. La loro idiozia è conseguenza dell'ignoranza, del vizio della delega, dell'antica propensione al centralismo democratico, della pigrizia intellettuale di non andare mai oltre "l'ha detto il partito".
Se però si impegnassero e studiassero, se si informassero, potrebbero scoprire, ad esempio, che il mitico Prodi, quello per il quale hanno votato, lavorava per il re di Prussia. Potrebbero capire che è stata la sinistra in mano ai loro dirigenti a portarli sull'orlo del precipizio, non il nano malefico che, grazie ai compagni di merende è riuscito solo a fare i propri affari per vent'anni. Che se ora non usciamo subito dall'euro l'euro uscirà da noi tipo Alien, sbudellandoci senza pietà.
Se vedrò un piddino redimersi sulla via della luce e della conoscenza lo abbraccerò come un fratello.

Però devo dire anche che sono esausta di discussioni, di scemenze da semidivezzi sessantenni, di blogger che per una paginetta sull'Espresso si arruolano nell'esercito della Piddijugend alla caccia dei cinquestelle da sputtanare sui social network, senza nemmeno preoccuparsi di fare uno straccio di fact-checking sulla notizia che riguarda un collega.
Sono stufa di infantilismo e soprattutto di ignoranza colpevole. Il mio livello di pazienza è già in rosso, non discuterò più con il piddino che viene qui o altrove a  cercare di insegnarmi a stare al mondo. Non ripeterò più per la duemilionesima volta perché l'euro è il problema e perché reggere il moccolo a Monti ed agli altri esattori del recupero crediti tedesco per un anno, da parte della sinistra, è stato criminale. Manderò direttamente e preventivamente affanculo chi insiste nel ripetere: "Si, dici che il problema è l'euro ma poi non dici concretamente come uscirne e cosa succederebbe poi. Non fai delle proposte concrete."
Darò loro cinque minuti al massimo per trovare il link al filmato che spiega il "come uscire", gli incorporo pure per l'ennesima volta il filmato di Claudio Borghi - che non parla di referendum - poi, se non lo guardano o non lo capiscono, punterò la Morte Nera sul loro insulso pianeta piddino e lo distruggerò.


Ogni limite ha una pazienza.

martedì 12 marzo 2013

La prevalenza del piddino


Dite quello che vi pare, ma l'annuncio che il M5S potrebbe votare l'autorizzazione a procedere nei confronti di B. e addirittura votarne l'ineleggibilità, è stato come infilare le dita della povera ragazza in coma nella 220v. Una bella scossa anche solo l'aver osato dirlo. Soprattutto mentre era in corso di svolgimento la caimanata del Lacché Day con le truppe mammellate di fronte a Palazzo di Giustizia e Angelino a bestemmiare la memoria di Falcone e Borsellino di fronte alle loro sacre immagini. Bella adunata sediziosa di sciurette maschi e femmine, davvero. 

Un partito che non riesce a mandare il popolo, pardon, il pullman di pensionati a manifestare in piazza per il leader morente perché quelli preferiscono la gita a Loreto con la dimostrazione di pentole. Un leader che è costretto a farsi venire le malattie più strane per rimandare all'infinito il confronto con la giustizia ma soprattutto con la pubblica vergogna di essere stato estromesso per manifesta incapacità ed indegnità dai nuovi gestori dell'Italia per conto terzi ed essere stato ridotto al solo status di imputato per fattacci suoi. Ragazzo, levati di torno e lasciaci lavorare. Meglio la Boccassini, a pensarci bene.

Immagino lo scompiglio in casa PD all'annuncio forcaiolo del M5S ai danni del caimanuccio loro. Loro che gliele hanno sempre perdonate tutte e addirittura lo hanno promosso a padre della patria, gli hanno fatto approvare tutte le leggi ad personam mentre lui, ingrato, si comperava i deputati del governo Prodi un tanto al chilo. (Lo so, lo sapete già, mi ripeto come un disco incantato, ma i piddini diventano blu dalla rabbia come i puffi quando glielo si ricorda e a me piacciono di quel colore, specie quando virano infine sul viola.)
Ricordiamo che B. è una parte del monstrum PD-PDL e che se lui sta male, soprattutto politicamente, neanche il PD si sente molto bene. Se schiatterà l'uno se ne andrà finalmente anche l'altro e lo sanno.

Ecco spiegato perché ogni tanto spunta D'Alema.  Significa che c'è un caimano in difficoltà. Poi, terminato il soccorso rosso, egli ritorna nell'ombra come un Balrog di Moria. E questi studentelli vorrebbero addirittura arrestarlo, il caimano, portarlo a San Leo, rinchiuderlo dell'orrido buco di Cagliostro e gettare la chiave. Populisti e giustizialisti che non sono altro.

Il PD, dal canto suo, è un esercito allo sbando, con le pezze al culo e gli anziani e i ragazzini da mandare in prima fila come ultima scelta dopo la Puppato con il sito web. Poveretta, come s'offre.
Nell'ultima battaglia il PD ha perso quasi tre milioni e mezzo di soldati. Tra coloro che hanno voltato le spalle al Primariato di Bettola ci sarà pure chi lo avrà fatto per delusione, per essersi sentito tradito da un partito che ha appoggiato per un anno, approvandone tutte le porcate shockeconomiste, il dottor Morti in missione per conto del Reich
La rabbiosa versione ufficiale dal bunker del Primariato è invece quella che spiega l'emorragia di voti con una manovra di condizionamento occulto di elettori particolarmente dolci di sale (trad. cretini) che avrebbero seguito un nuovo Messia urlante nato, come in un incubo di Cronenberg, dallo stesso grembo fecondo di mostri mediatici che è la televisione. E, secondo il primario in persona, Grillo sarebbe mosso dalla sete di potere, mentre i piddini sarebbero come la volpe di Pinocchio: "noi non lavoriamo per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri".
Questi non sono politici da chiedersi "dove abbiamo sbagliato", "facciamo autocritica", una cosa molto di sinistra una volta - ma questi non sono di sinistra, già, che sbadata. 
Chiusi nel bunker, i generali negano la realtà e ancora sognano un'illusoria vittoria. 
Di fronte alle critiche dei pochi generali realisti, dei giovani turchi (bel nome, se pensiamo che furono quelli che sterminarono gli armeni) reagiscono con rabbia, battono i pugni sul tavolo, negano. E, per i rapporti con l'esterno, la consegna è  far finta di nulla, dare la colpa agli altri, andare avanti con regale sussiego e cosmica spocchia come se niente fosse accaduto. E soprattutto insultare il popolo, accusarlo di tradimento, di scarso patriottismo, di diserzione e di  vigliaccheria. 
Che sia un esercito in rotta lo dimostra anche l'utilizzo di truppe gurkas, di goumiers incaricati di bastonare ed intimidire in rete e sui media chi osa negare il diritto divino del PD di governare.  Compresi i Desperate House Organs che si occupano della parte mainstream dei killeraggi e degli attenzionamenti degli avversari, spargendo poi il terrore per via televisiva nei confronti dei "collettivi studenteschi" che entrano in Parlamento. Infine ci sarebbero gli intellettuali con gli appelli. Si, ancora.

Il povero Primariato di Bettola non si accorge di essere accerchiato e senza uscita per il solito vecchio problema militare dell'aver aperto troppi fronti. A Nord i Renzi che lo lavorano ai fianchi con la calma di chi può contare su ottimi appoggi e che al momento opportuno potrebbero dare la mazzata finale. 
A Sud il M5S che gli fa proposte oscene come la rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti attirandolo nella trappola di dover rifiutare proposte irrifiutabili dal punto di vista degli elettori incazzati che però lascerebbero la Turco e gli altri apparatchiki senza stipendio. Di accettare che il tempo della politica come mestiere fine a sé stesso sia finito non gli passa manco p'a capa.
Non rimarrebbe ad Est che l'abbraccio fraterno con il gemello siamese PDL ma ciò significherebbe ammettere di essere sempre stati una cosa sola, la partitocrazia a due dei superstiti di Tangentopoli con spartizione del bottino rimanente e l'abbraccio finirebbe con l'essere mortale.
Ad Ovest, infine, la possibilità di governare da solo, di mettere in pratica il rimanente delle ricette shockeconomiste del Partito Unico dell'Euro e giocarsi per sempre, con un popolo ridotto sul lastrico dai patti con l'Europa, la possibilità di avere di nuovo un centrosinistra al governo.
Un centrosinistra ridotto allo 0,07% dalle cui ceneri far rinascere finalmente qualcosa di nuovo.

Mi dispiace piddini e papiminkia, ma il M5S e la sua intransigenza ve la meritate tutta perché l'avete creata voi. Qui temo ci sia gente che ha in mano un mandato popolare e che abbia tutta l'intenzione di usarlo, se non altro nell'euforia del successo e con la beata scelleratezza dei giovani. Se lo farà veramente sarà una cosa magnifica. Quanto di più simile ad una rivoluzione possiamo concederci con i nostri miseri mezzi. Sono arrivati i sorci verdi.

martedì 25 dicembre 2012

Io sono laggenda


Cosa vi aspettavate da dei banchieri, per Natale? Un prosciutto di Carpegna? Il cesto della Conad? Un mutuo all'80% per una prima casa? La promessa che l'anno prossimo, se giocheranno al Casinò dei derivati, pagheranno di persona e non accetteranno più aiuti di stato o di continente che pagate voi? 
Niente di tutto questo. A Natale i banchieri regalano l'agenda. E solo se siete clienti particolari, se no c'è il calendario stile "Macellerie Sociali Riunite" senza figure e la penna a scatto con il logo.

Monti, il Monetary Man, siccome siamo polli importanti da diversi miliardi di euro, ci ha preparato la sua agenda in pelle di esodato per cliente Vip e non ce la regala, ovviamente, perché non esistono agende gratis, ce la impone per la nota legge macroeconomica del O così/O Pomì. E quelli che si ostinano ancora a chiamarsi partiti e non consigli di amministrazione, dovranno seguire l'agenda nemmeno fosse il Pentateuco. Perché, supponiamo, il bocconiano ci avrà perso le notti a suon di RedBull a scriverla, a pensare le varie voci della piattaforma programmatica, come direbbe Bersani, tra technicalities e "interlocking directorships". Con in più la fatica di dover tradurre in italiano ciò che suona così bene in inglese.
Un'agenda di cui fino a ieri avevamo soltanto sentito parlare ma che ora, grazie alla rete, sfogliamo avidamente alla ricerca di proposte nuove, coraggiose ed innovative. 
Un momento. Che odore di piddino, si sente, aprendo la prima pagina del PDF. Mah, sarà un'impressione. No, continuando a leggere è proprio odore pungente di bisognafarismo piddino, di intenzionismo senza attuazione concreta. Insomma, belle frasi veltroniane ad effetto e dietro il nulla di diverso dallo status quo del Pomì. Noi che in passato li abbiamo votati, ahimè, capiamo subito il piddinese, come Harry Potter la lingua dei serpenti. 

L'agenda di Monti, dunque, sa di piddino. Ieri mattina in rete si sono infine scoperti gli altarini. Sul blog di Mantellini, poi a valanga da Dagospia ad altri blog, per giungere finalmente ma timidamente in serata sui media mainstream, la rivelazione sul vero autore o solo volonteroso revisore, chissà, dell'agendina di 25 pagine di  Monti. Grazie al solito PDF chiacchierone, come già si scoprì che Giorgio Gori aveva messo mano al programma di Matteo Renzi, le proprietà del file del documento  programmatico di Monti rivelano la mano del Prof. Pietro Ichino. Ancora attualmente senatore PD ma voglioso di salire sulla scialuppa dei naufraghi ricchi tenendo in braccio questa bella bambina che si chiama Agenda. La sorellina di Spread.
Che miserie. Il PD fregato da un PDF. Le scuse di Ichino che sostiene che si, erano idee già nel programma di Matteo Renzi e, no, sono mie, però, boh. 

Lo so che quello di Pietro non si deve considerare tradimento ma "circolazione delle idee", come osservava  ieri su Twitter Antonio Polito. Però, direbbe la signora Coriandoli: "Son cose poco belle". E un Salvatore che si fida di uno chiamato Pietro desta qualche perplessità, visti i precedenti.
Del resto capisco Monti. Mica poteva dare in pasto agli elettori già scioccati da IMU, riforma Fornero, recessione e crollo del mercato immobiliare, una bella dose di monetarismo di Chicago in forma non diluita. In questi casi, si chiama l'anestesista piddino che confonderà il paziente con l'intenzionismo e il bisognafarismo e lo renderà talmente tranquillo che non si accorgerà nemmeno del taglio a T.

"È un grande errore giudicare le politiche ed i programmi per le loro intenzioni piuttosto che per i loro risultati." (Milton Friedman)

La battuta del titolo è di @SteBaglio. La vignetta è del grande Edoardo Baraldi.

mercoledì 24 ottobre 2012

Le ultimarie del PD


Per fortuna non ho il problema di votare alle primarie del PD, ma a chi intendesse spendere due euro per il partito e dilaniarsi nel dilemma Matte/oRenzi o PierluigiBersani o ParaVendola o Kitemmuort, suggerirei di leggersi prima qualche brano della Carta d'Intenti, dei dieci piani di scelleratezza della coalizione di presunto centrosinistra. Ovvero del contratto capestro che chi oserà votare per le primarie del Partito Bestemmia dovrà sottoscrivere con una goccia di sangue, l'amputazione del mignolo e la promessa futura della cessione del secondo canale ad vitam e ad libitum.

Riprendo da Piovonorane di Alessandro Gilioli, al quale rimando per i condivisibili e fin troppo urbani commenti a questa boiata infame:
«Le forze della coalizione [PD, SeL e PSI, ndr], in un quadro di lealtà e civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare ad assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi; (…) ad appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica».
A me basterebbe questo paragrafo per rovesciargli il tavolino e mandarli tutti affangala. Per chi non avesse capito bene, questi disgraziati, che hanno firmato l'unconditional surrender a bordo della portaerei Europa, ci obbligano ad ingoiare a cucchiaiate il fiscal compact, ovvero la nostra condanna a morte come paese avanzato. Il fiscal compact che vieta per legge qualsiasi politica economica diversa dal liberismo menemiano dei Chicago boys, ed è un atto di sottomissione alla globalizzazione, l'adesione allo shibari dell'euro, al legame a nodi scorsoi alla moneta unica. E per farlo sono disposti ad allearsi con chiunque, anche con il Diavolo, se occorre. Con la destra, non ne parliamo.

Ma c'è dell'altro nella Magnamagna Carta. Ci sono le solite supercazzore prematurate con scappellamento di Sistina come fosse Fanfani sui diritti civili - volute dalla preta Bindi, e alcuni colpi ben assestati alla Costituzione e alla democrazia (rimando sempre a Gilioli per il dettaglio).
Curioso, ma non troppo; la Bindi si appella alla Costituzione (a sproposito) quando vuole impedire la legalizzazione delle unioni gay ma se ne dimentica quando si tratta di questioni ancor più fondamentali come le regole democratiche e di rappresentatività del popolo. Basti vedere come verrà aggirato, pulendosi con la Carta, il vincolo di mandato.

Questa coalizione non ha un programma perché il programma è quello di Monti, il salvataggio dell'Italia dalle grinfie di J. Maynard Keynes. Visto che si tratta solo di eseguire gli ordini, qualunque scherano andrebbe bene, anche l'autista della Finocchiaro o lo stesso Mario Monti. Eppure i piddini grigi, che non sono per niente choosy visto che si litigano a borsettate un posto da boia, sono indecisi da morire se la mannaia la debba impugnare il segretario allo gnocco fritto o il Bischerenzi o qualcun'altro purchessia.
L'avete udito il Matte/oRenzi parlare delle regole delle primarie ed appellarsi al garante della privacy minacciando le carte bollate. Ha paura di perdere i voti dei bimbiminkia. Ha paura che il bottegone faccia vincere il segretario. (Ma quando mai!)
Mica si scandalizza per i contenuti ultraliberisti da tea party della Carta degli intenti. Lui e Bersani condividono lo stesso programma, quindi di quali primarie, di quale competizione, di quali differenze stiamo parlando? 

Termino con Pietro Ichino, grande consigliere di Renzi.
“Considerare la finanza come cattiva, come la responsabile della crisi economica globale equivale a dimenticare che senza finanza lo stato non avrebbe neppure potuto prendere il denaro a prestito nei mercati internazionali, e che quindi non avrebbe potuto praticare quelle politiche keynesiane (??!) che gli stessi Bersani e D’Alema indicano come necessarie e salutari. Perciò mi chiedo se in questa polemica contro la ‘finanza cattiva’ non torni fuori  quell’antica concezione manichea della sinistra che da una parte mette la operosa e buona classe operaia, mentre dall'altra la classe borghese rapace e sempre a caccia di rendite. Una polemica che, se fosse in questi termini, trasformerebbe il Pd in una creatura politica più antica di quello stesso Pci che aveva tentato di mandare in soffitta queste differenze."
(Non ho bisogno di ricordare che i prestiti dai mercati internazionali si traducono in interessi da restituire, non sono a fondo perduto, come i bonifici alle Olgettine).
Insomma, esorta Ichino, che la sinistra la smetta di essere sinistra così sarà perfetta. Non è meraviglioso tutto ciò?

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