il palazzo che ci vide uniti nella nostra beata incoscienza giovanile oggi assiste alla mia disfatta e alla mia infinita malinconia. Si, è colpa mia se è andata a finire così, se non sono riuscito a tenere insieme i pezzi del nostro rapporto. La colpa è mia e di non averti aperto prima il mio cuore. E' il mio maledetto viziaccio di tenermi sempre tutto dentro e di accettare tutto, soprattutto le tue impuntature e piccole cattiverie nei miei confronti. No, non è per i tuoi silenzi la sera, per la tua indifferenza ed il tuo avere la testa da un'altra parte quando siamo insieme ma per il tuo ignorarmi a bella posta quando siamo in mezzo agli altri ministri. Lo hai sempre saputo che la cosa mi feriva ma tu sembravi farlo apposta e ultimamente sembravi ancora più contento di farlo. Mi hai umiliato e questo è peggio di qualsiasi tradimento. Non posso più sopportarlo, scusami.
P.S. Ho deciso, torno da zietto,
Addio,
Sempretuo
Caro Sempretuo,
Mi dispiace usare parole che potranno ferirti ma lo sapevi fin dall'inizio che questa storia non avrebbe avuto un futuro. Sei stato tu a volere questa pazzia, sapendo come la pensavo e i patti che avrei comunque dovuto rispettare ma tu, niente, cocciuto come un mulo hai voluto a tutti i costi costringermi a compiere un passo che, non puoi dire non te l'avessi detto fin da subito, non ero pronto per fare. Sono lieto però che tu lo abbia finalmente capito. Anch'io starò via per un po', ed è meglio se non ci sentiamo.
P.S. Porta i miei rispetti allo zio. Ah, la Vaporella la rivorrei indietro. L'ho pagata io.
Ciao
Angelino
Angelino pur sempre carissimo,
quanta freddezza nelle tue parole. Allora è proprio finita? Ma certo, lo denota l'estrema volgarità della pretesa sull'inutile elettrodomestico. Lo sai che odio le faccende di casa. Prenditi pure tutto! Anzi no, l'home theatre, il regalo dello zio, vorrei tenerlo, se non ti dispiace.
Eppure, pensandoci bene, sono sicuro che in te ci sia ancora, pur celato dall'obbligo di restare fermo nelle tue opinioni, quella solarità che mi fece tanto sperare, quando decidemmo di camminare insieme sulla strada del nostro destino.
Scusami se ti sembro patetico, ma è la malinconia e ho finito la nutella.
P.S. Sono passato da casa. Hai dimenticato l'orologio del Milan. E penso che dovremo ragionare sul gatto. Qualcuno dovrà pur prenderselo.
Sempretuo
Caro Sempretuo,
Il gatto non posso tenerlo. Lo sai, sono allergico ma tu hai voluto anche impormi la bestiaccia. Da quando sono qui da zia Carmela non starnutisco più.
P.S. Passo a prendere la Vaporella e l'orologio domani, se non ti dispiace.
Angelino
Angelino,
non c'è problema, sarò in casa tutto il giorno. Ti aspetto. Ci sarà la pastaal forno.
Ormai dovreste aver capito che i bei discorsi sul governo unico europeo, il riequilibrio tra le varie aree dell'eurozona in ambito fiscale e legislativo, i trasferimenti di sghei, il fogno di un popolo europeo fuso in una sola anima sono una bugia gigantesca usata dai politici (chiamiamoli ancora così per poco) per giustificare la loro adesione al progetto di realizzare il capolavoro della shock economy nell'ultima roccaforte rimasta della democrazia, il continente europeo. L'Europona, la Felix Europae non ci sarà mai; papino non vi porterà alle giostre come vi aveva promesso. E' Jesus che ve lo dice.
Dal canto suo la Mutti, la mame Angela che per la terza volta è stata eletta dai bimbi tedeschi come Cancelliera dei diritti dei lavoratori lo ha detto senza mezzi termini: "Gli eurobond mai!"
Gli eurobond, per intenderci, sono quella figura mitologica sulla quale fingono di litigare i massimi vertici del pensiero economico governativo, i Nobel mancanti Brunetta e Fassina.
Niente eurobond, ossia condivisione degli svantaggi provocati da questa e dalle prossime crisi strutturali globali e massimizzazione dei vantaggi per un solo paese. Indovinate quale.
Intermezzo per chi si fa coglionare dai servizi televisivi degli omini di burro sulla Germania Paese dei Balocchi ansiosa di accogliere i tanti ciuchini pinocchi della periferia.
"In Germania lo stipendio di quasi un lavoratore a tempo pieno su quattro è sotto la soglia minima retributiva di € 9,61 in Germania-Ovest e € 6,81 in Germania-Est. Ciò significa che la percentuale degli occupati che guadagnano al di sotto di questo livello è più alta che in Gran Bretagna e solo di poco inferiore a quella degli Stati Uniti." (Günter Wallraff, "Germania anni dieci". Leggete questo libro sulle condizioni di lavoro di basso livello in Deutschland, come horror è meglio di Stephen King.)
P.S. Scommetto che credevate che la Germania Est fosse scomparsa nel 1989. Invece è lì, ottimo serbatoio di manodopera di serie B. E mammina vuole toglierle anche i contributi.
E bello de zio che fa, mentre la Führerin sogna un nuovo Patto Von Ribbentropp-Molotovallargato alla Cina per completare la definitiva trasformazione del modo di produzione tedesco da occidentale ad asiatico?
Va in giro con la sua bella valigia di spazzole a vendere i prodotti italiani negli Stati Uniti. "Salve, signora, abbiamo bisogno di investimenti stranieri in Italia". Le phisique du rôle ce l'ha, indubbiamente.
Nel frattempo che il ragazzo fa il giro delle casalinghe disperate, Telefonica, probabilmente indebitandosi con le banche che detengono anche il debito spagnolo, e con i soldi che quelle banche ricevono da noi tramite i fondi ESM, acquista i debiti di Telecom Italia e la proprietà dell'ultimo chilometro di doppino finisce in mani spagnole. Olé. Ma si, privatizziamoci anche l'ultimo tratto di colon e chissà che non risolviamo anche il problema della stitichezza. Pagheremo per cacare ma vuoi mettere la soddisfazione?
Non descrivo lo schifo provato a sentire ieri sera al TG gli strepiti delle false oche del Campidoglio, soprattutto quelle piddine e della CGIL, dei tamburini della Hayekjugend che invocavano disperati l'intervento del governo per bloccare la vendita di un asset così importante come la telefonia agli stranieri. Con le oche della libertà che ricordavano quanto fosse stato patriota Silvio a salvare Alitalia dalle grinfie francesi (Alitalia è il prossimo articolo battuto all'asta Italia). Ma brutti bastardi, se siete sempre voi a fare il palo mentre ci saccheggiano?
I politici. Jesus ve lo ha detto, devono essere messi in condizione di non nuocere al progetto. Servono ancora momentaneamente solo se proni, docili, pronti a tutti i servizi, anche quelli igienici, disposti ad accontentarsi di stecche adeguate al loro status di forme servili di vita in via di estinzione secondo un tariffario ben preciso che non potrà mai ammetterli allo status di élite. Maggiordomi forniti di soldi, certo, per illuderli di possedere una ricchezza da mantenuti; di puttane, per giustificare la presenza dei coglioni nei pantaloni, e qualche posto in provincia per dar loro un'anticchia di poterucolo da quattro soldi. Per il resto non contano niente. Quando verrà il momento saranno gettati in pasto alla folla che nel frattempo si sarà fatta feroce e ansiosa di assaggiarne le carni.
Destra, sinistra, non c'è più alcuna differenza. La sinistra traditrice infame e la destra ostaggio di uno che per vent'anni ha sempre fatto solo i cazzi suoi (come amaramente osservava l'altra sera Filippo Rossi) è giusto che vengano cancellate, eradicate dalla storia, negando ai partiti che le rappresentano qualsiasi tipo di consenso. In sostituzione però ci vuole qualcosa che si opponga al progetto di distruzione della democrazia in nome del profitto. Ci sono poche cose da fare e con la massima urgenza ma la principale è mandare in culo l'Europa di Ludovico Van e delle stelle gialle e il suo regime monetario per salvare questo paese e restituirgli la dignità che una classe di parassiti corrotti gli ha tolto e rompere il giocattolo ai fautori del trionfo del mercato Moloch. Ovviamente è un invito rivolto a tutti i paesi periferici che stanno soffrendo la chemioterapia imposta dal nord e perfino ai notoriamente scarsi e singolarmente eroici resistenti tedeschi, le piccole rose bianche.
Se i cosiddetti movimenti alternativi (cinque stelle o eventuali futuri in Italia, euroscettici e resistenti europei in generale) non lo capiscono, meriteranno di sparire anche loro. Per non parlare dei fottuti odiatori del proprio paese che tifano per i conquistadores e le Panzerdivisionen, che costituiranno la seconda portata del pasto. Il mappazzone dei collaborazionisti.
Questo post è un test di verifica, il vostro INVALSI. Serve per valutare il vostro livello di depiddinizzazione e raggiunta consapevolezza dei veri motivi della crisi che stiamo vivendo, ovvero della distruzione del vostro futurosecondo un progetto ben preciso e non per un destino cinico e baro.
Il vostro compito è guardare il video seguente. Lo so, è meno invitante di un National Geographic sul comportamento sociale del paguro bernardo ma sono solo 34 minuti e alla fine ne sarà valsa la pena. O la va o la spacca, dalla vostra reazione a questo stimolo dipenderà la vostra capacità di svegliarvi, ribellarvi e riuscire a salvarvi dalla catastrofe.
Scoprirete infatti che l'Europa è di fatto governata dal peggior pensiero economico che sia mai stato concepito da mente umana (basta guardare i risultati della sua applicazione pratica), per il quale l'unica moneta circolante deve essere quella corrispondente all'esatto contenuto del deposito di Paperon de Paperoni. Tanti lingotti d'oro, tanta moneta, non uno sgheo di più, ovvero il REGIME AUREO.
Perché se stampiamo sghei ed iniettiamo liquidità nel sistema, seguendo la regola che è il credito che crea il deposito e non viceversa, poi la gente è capace che smette di essere povera e si arricchisce, riporta ciò che gli è stato prestato alla banca con in più i profitti nel frattempo maturati. Finisce che c'è possibilità per tutti di emanciparsi con i frutti del proprio ingegno e lavoro, e questi invece hanno una concezione aristocratico-arcaica della ricchezza. Vale solo quella che hai accumulato in passato e che trattieni analmente in banca sotto forma di lingotti. Per questo vogliono portarci via la nostra, sia sotto forma di beni immobili che di depositi. Per trasformarla in oro.
La circolazione del denaro deve essere limitata per evitare l'inflazione che, secondo loro, danneggia il povero ma non è vero, l'inflazione è come una gran cacata liberatoria e loro, lo ripeto, sono stitici, amano trattenere.
Per il resto il loro credo è quello liberista modello classico shock economy: deregulation finanziaria, privatizzazioni, cancellazione del ruolo dello stato come controllore, somministratore di welfare e generatore di politiche espansive, liberalizzazione assoluta del mercato del lavoro, diminuzione della tassazione e poter fare tutto ciò che si vuole senza che nessuno rompa i coglioni. Soprattutto quando si tratta di restituire i soldi a coloro che hanno il sacro diritto di possederli, ovvero i già ricchi, le élites, togliendoli a coloro che se li erano guadagnati con il lavoro di una vita.
E' evidente che in un regime del genere all'insegna dell'austerità e della stitichezza coatta possono regnare solo povertà e ineguaglianza generalizzate.
Quando ci spiegano l'origine della crisi attuale (nata dalla deregulation finanziaria liberista, dal fatto che il mercato non si autoregola proprio per un cazzo, e non perché c'erano troppi soldi in giro nell'economia reale ma semmai nel meraviglioso mondo dei derivati), per poter rimanere nell'ambito ristretto del loro canale rettale, i Vienna Boys danno la colpa alla FED, che stampa denaro, ovvero caca; a quei petomani di Bernanke e perfino di Mario Draghi perché a volte proprio scappa e loro non riescono a trattenerla.
E' stata l'iniezione di liquidità nel mercato per colpa degli anglosassoni e del loro NAZIONALISMO MONETARIO (leggi sovranità monetaria), oltre che la loro invidia per l'euro (muhahahaha!), a generare la crisi dell'euro. Che non è dell'euro ma di DEBITO PUBBLICO. (Che l'Uomo abbia pietà di loro quando gli calerà addosso il suo furiosissimo sdegno.) Insomma, in una riga: "LA COLPA DELLA CRISI E' DELLE POLITICHE KEYNESIANE".
Non una parola sul mercantilismo tedesco, sul fatto che fossero soprattutto le banche tedesche ad inondare di prestiti ad alto rischio i mercati dei paesi periferici e sul fatto che siano stati i famosi salvataggi delle banche incoscienti a far aumentare il debito pubblico dei paesi coinvolti.
Non crediate però che il discorso di questi Vienna Boys sia squisitamente economico. E' iperpolitico. Quando ci spiegano la loro visione del mondo e la ricetta che, già applicata con successo da quarant'anni in giro per il mondo, cerca di compiere il suo capolavoro nella vecchia Europa, ci dicono che la politica, ovvero il controllo democratico del popolo sulle scelte economiche del proprio governo, non serve più e deve essere depotenziata. Ci pensano loro o i loro scagnozzi caso mai a tirare qualche levetta ogni tanto.
L'euro quindi "è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici." (cit.)
Disciplina, come fossimo bimbi in colonia. L'etica protestante del paternalismo.
La cosa incredibile che dicono ad un certo punto, è che dobbiamo scordarci l'unione politica dell'Europa, il superstato europeo (ciò di cui cianciano a vanvera i belli de zio nostrani) perché è un'utopia e non potrà mai realizzarsi. Ovvero non sarà mai realizzata l'unica cosa in grado di rendere tollerabile la moneta unica. Non si compirà anche perché un'unione politica sarebbe DANNOSA per la moneta unica! L'euro va bene così, i salvataggi ai paesi membri da parte della BCE per le politiche recessive di austerità dovranno essere possibili solo IN CAMBIO DI RIFORME (ovvero di cessione di sovranità, diritti e ricchezza nazionale). I nuovi valori da introiettare sono e saranno:
AUSTERITA', DISCIPLINA, VERITA'
Oplà! Capite? Riuscite ad immaginare qualcosa di più lontano da
LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ ?
Quel genio del crimine di Jesus Huerta de Soto va perfino oltre l'infinito. Si fa pesante. Dice che l'ideale sarebbe che negli Stati Uniti alla FED fosse PROIBITO di acquistare debito pubblico federale e che ciascuno stato dell'unione potesse fare affidamento non più sui trasferimenti fiscali dal Tesoro ma sulle manovre di salvataggio di stile europeo (citofonare Cipro e Grecia per informazioni).
Insomma, questo pazzo furioso vorrebbe prendere l'unica OCA sana, tirarle il collo e farcisi il foie-gras. E, già che c'è, distruggere il mondo.
In definitiva, poi vi lascio alla visione obbligatoria del filmato, per la shock economy versione europea l'euro è il grimaldello che serve a scardinare tutto ciò che questo sciagurato continente ha costruito in secoli di progresso civile, sociale e industriale allo scopo di ripristinare il regime aureo, del quale l'euro è il proxy, limitare la circolazione del denaro e la creazione di ricchezza per far risaltare ancor meglio gli scarafaggi ricchi sul tappeto bianco della società delle élites. Per questo, secondo Jesus & i suoi Discepoli, "E' praticamente impossibile uscire dall'euro" (e ve lo dicono sogghignando).
Tornando alla vostra cura Ludovico. Le reazioni prodotte dal documentario saranno essenzialmente di quattro tipi:
1) Se siete d'accordo con le affermazioni di questi nazistoidi hijos de puta madre iberici (tutti appartenenti alla famigerata Scuola Austriaca di Von Mises e Von Hayek), tornate alla prossima sessione e non prima di esservi riletti tutti i post con le parole chiave: crisi economica e shock economy, questo post e soprattutto i link ai siti ivi suggeriti.
Non azzardatevi a commentare positivamente le parole dei Vienna Boys contenute nel documentario perché verrete immediatamente abbattuti senza pietà. Siamo in guerra e questa non è una guerra per signorine. E' arrivato il momento di smascherare i nostri persecutori, compresi i loro fiancheggiatori e volonterosi carnefici e raccogliere materiale per Norimberga v.2.0.
2) Se provate un lieve disagio alle parole "L'euro è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici" ma non riuscite ancora a capire cosa ciò significhi, ovvero ciò che vi hanno fatto e vi faranno veramente per farvi smettere di cacare, aumentate la dose, riguardate il video o altrimenti aprite il portafoglio e guardateci dentro (e attenti che il portafogli non si metta a guardare voi).
3) Se il video vi provoca rabbia, indignazione, sgomento e un'improvvisa sete di vendetta, siete sulla buona strada. Ancora un po' di studio, di impegno e riuscirete a crearvi un'immunizzazione permanente contro le farfanterie dei dirigenti piddini e di quelli della destra venduta al Signor Cazzimiei.
4) Se alla fine della visione vomitate non solo il pranzo di oggi ma anche la cena di ieri sera, siete perfettamente guariti. Come premio e balsamo vi regalo la lettura di questo straordinario post di Istwine.
P.S. Grazie agli amici di Twitter: sil viar per avermi suggerito questo post e il titolo e soprattutto a Cristiano Ghilardini per avermi segnalato l'immondo filmato.
Sono veramente subdoli, i compagni. Molto peggio dei ragazzi con l'orecchino da pirla di Chicago e i loro FAREisei, che almeno te lo dicono in faccia che devi morire.
Lo so che non si dovrebbe guardare trasmissioni in ecoprogressismo (cioè finto) de sinistra e neppure commentarle su Twitter, tanto meno quelle in antieurismo origginale perfettamente imitato, ma come si fa altrimenti a smascherarne i trucchi e a far capire finalmente a nuore e suocere che chi ci tiene la testolina sott'acqua a fare gluglu sono proprio loro, quelli che "si pensava allora [anni 90] che si potesse distinguere la questione dell’euro da quella di una politica economica sociale"?
Perché molti italiani, soprattutto quelli della prima linea, i fantaccini delle PMI in trincea, lo sanno già perfettamente chi li ha fottuti ma bisogna ripeterlo fino all'urto di vomito, finché l'avranno capito tutti, fino all'ultimo lavoratore ed imprenditore. E se ciò dovesse voler dire rinnegare gli ardori di gioventù verso l'ideologia che fino ad un certo punto ha preteso di difendere i lavoratori e poi è passata al nemico, pazienza, ce ne faremo una ragione. Bisogna amare le rose che non cogliemmo, non quelle che ci straziarono le dita con le spine.
L'ultimo esempio di subdola propaganda di regime è stata la puntata di lunedì sera di "Presadiretta", programma di Riccardo Jacona, giornalista d'inchiesta di scuola santoriana, su Raitre. Tantobbravo. Argomento: l'austerità ed i suoi effetti nefasti sulle economie dei paesi del sud Europa.
E' sembrato partire bene, dando voce agli imprenditori, che sanno benissimo qual è il problema e lo chiamano per nome: euro. Se siamo in queste condizioni, se le fabbriche chiudono nel Nordest ma non solo e, peggio ancora, le nostre migliori aziende vengono svendute in questa immensa casa d'aste all'aperto che è divenuta l'Italia, è colpa dell'euro, di questa moneta aliena troppo forte che ci toglie competitività impedendoci di svalutare e costringendoci a mantenere livelli minimi di inflazione che chiamano però disoccupazione e crollo della domanda interna.
Non solo, Jacona intervista Olaf Henkel, l'ex presidente della Federazione industrie tedesche, il quale ammette la dannosità di una moneta unica troppo forte per i paesi della periferia e propone la scissione dell'euro in Euronord ed Eurosud e l'uscita dal vincolo per i paesi maggiormente posti in difficoltà dalle politiche pro-cicliche di austerità,. Idea condivisa anche da AfD, il partito antieurosifaperdire tedesco.
E qui l'asino ha un primo cedimento, la zampa gli si piega facendolo ragliare di dolore.
E' vero che Henkel è tra gli aderenti al Manifesto di Solidarietà Europea(che Jacona cita senza però nominare gli innominabili firmatari italiani Borghi e Bagnai; lo farà in seguito a trasmissione ormai quasi conclusa, peggio el tacòn del buso).
Sappiamo tuttavia che questi proclami di presunta magnanimità teutonica provengono da lupi travestiti da nonne. Ci lascerebbero andare, è vero, ma non prima di aver ripagato in euro i debiti contratti con le loro banche virtuose (quelle da €55.6 trilioni di esposizione sui derivati, per intenderci) nel periodo in cui la Germania aveva bisogno di finanziare i paesi periferici affinché acquistassero le sue merci.
Il beneficio per noi invece consisterebbe nel costringere i nostri presunti alleati europei, in realtà feroci concorrenti e con il vizietto del bonci bonci bon bon bon, a tornare ad affrontare il rischio di cambio, come accade nei mercati per bene e non nei casinò con le roulette truccate.
Ricordiamolo, prima che qualcuno si illuda inutilmente domenica prossima: non esiste un partito tedesco che intenda rinunciare veramente all'indebito vantaggio apportato dall'euro all'economia tedesca perché in Germania non esistono partiti che lavorino contro il loro paese, a differenza dell'Italia dei morituri de Maastricht.
Quindi anche Henkel parla pro domo sua ma Jacona omette di dircelo. Oops! Andiamo avanti.
Il racconto filmato sugli sfaceli della crisi sembra farsi sempre più critico nei confronti dell'Europa e del suo mostriciattolo monetario ma, improvvisamente, in questo coraggioso ed alternativo centro stampa de sinistra, in questo indymedia barricadero in prima serata, ecco l'irruzione dell'Eurogendfor con i tonfa e i taser. La musica cambia, si interrompe, appare il monoscopio della Deutscher Fernsheh-Rundfunk e va in onda, in sostituzione, vogliamolo gradire, il documentario "Oh quanto è bello fare la valigia e andare a lavorare in Germania. Sottotitolo: volevo una casetta piccolina a Berlìn."
Inizia insomma il solito incredibile spottone pubblicitario dell'ufficio immigrazione tedesco con i disoccupati italiani che svuotano splendidi paesini siciliani per andare a fare i muratori, i carpentieri, i pizzaioli in Sassonia e di questo ringraziano il grande cuore della pallida madre Germania e l'ingratitudine dell'amara terra loro. Non si parla di riforme Hartz, di divaricazione sempre più ampia tra salari alti e minimi, ormai ridotti questi ultimi ad elemosine compensate da indebiti e sleali aiuti di stato (che i Chicago Pirlas considerano sussidi, non aiuti, ricordate?) di deflazione salariale e contrazione della domanda interna che significano solo che la Germania sta truccando le carte.
No, la Germania è la nuova America, l'Eldorado, Xanadu, il Paese dei Balocchi e questi omini di burro sono ansiosi di caricarvi sui carri e (de)portarvici. E' brutto il termine deportazione? Perché smantellare un paese come il nostro pezzo per pezzo ed appropriarsi dei suoi asset migliori non è un crimine?
Guardate il poster qui sopra. Sono indiani ma è un dettaglio. Finalmente capiamo cos'è la stabilità con la quale bello de zio ce li sta sciroppando da qualche giorno. Dimenticando che quando il nostro PIL cresceva ed eravamo la quinta potenza mondiale, i governi cambiavano dal mattino alla sera ed eravamo tutt'altro che stabili.
Piccola nota terminologica. La stabilità è il contrario della dinamicità, è un concetto molto più adatto a descrivere un cadavere imbalsamato che un organismo vivente e dinamico. Il termine stabilità in economia mi sembra incompatibile con la crescita.
Questi quindi ci vogliono stabili, in formalina. Allo 0% di crescita e allo 0% di pareggio di bilancio. Intatti ma morti.
Tornando alla trasmissione "Presadiretta", dopo il Triumph des Willens il povero asino, lo avrete intuito, è ormai stramazzato a terra.
Ma come, se prima Jacona ci aveva detto, per bocca del confindustriale tedesco, degli imprenditori, degli economisti, che se noi della periferia siamo ridotti così è per colpa dell'euro e del mercantilismo dei paesi del nord? La cosa non ha senso. La situazione è schizofrenica. L'unica spiegazione è che a Riccardino stiano puntando una pistola alla tempia.
Ma no, è tutto perfettamente normale e scientifico.
Si torna sempre lì, ad instillare nella vittima il senso di colpa per essere stato torturato.
Questi si comportano seguendo i protocolli tipici della tortura. Arriva un signore gentile che ti spiega che ciò che ti sta accadendo è male, che stai soffrendo e lui lo sa ed è lì per aiutarti. Ti fa vedere che ce ne sono altri come te nella cella e che siete tutti delle povere vittime. Quando ha ottenuto la tua fiducia, ti spiega che se ti torturano è perché te lo meriti, perché sei stato cattivo e adesso tornerai di là per la tua punizione e lui darà loro una mano.
Jacona però sa che qualcuno inevitabilmente noterà il conflitto dialettico tra la Germania che vuole eliminarci come concorrente e quella che accoglie premurosa i nostri emigranti. Non può permettere che passi il sospetto che la Germania stia ottenendo il suo Grande Reich senza aver sparato un solo colpo ma solo invadendo le nazioni con i capitali, comperando qualche politico in qua e in là, così da farsi consegnare, con grandi sorrisi e da fattorini mansueti come cuccioli di beagle, paesi interi chiavi in mano.
Quindi, ha bisogno di qualcosa di forte, che faccia dimenticare, tra l'altro, la solita questione delle responsabilità della Sinistra collaborazionista nel progetto di restaurazione reazionaria in Europa. Cosa c'è di meglio del fascismo populista che, essendo nero, è elegante e si porta con tutto? Tanto, di tutto il puntatone, per l'effetto recenza, ricorderete solo l'ultima parte.
Una spruzzatina ancora di antieurismo nella persona di Jacques Sapir, economista francese autore di un articolato piano di uscita dall'euro, immagini della crisi in Francia, paese ufficialmente in recessione ed ecco gli estremisti di destra, i negazionisti, gli antisemiti, i razzisti.
Insomma arriva Marine Le Pen (definita "la figlia del Diavolo"), alla quale viene chiesto: "Lei pensa che se torniamo alle nazioni potremo sopravvivere alla globalizzazione?" La ragazza inviata ha studiato, sa che le nazioni sono un ormai inutile orpello da rimuovere e la globalizzazione un dogma assoluto.
Marine non ce le manda a dire: "Mi chiedevo come mai non ci sia in Italia un movimento che metta in discussione l'Europa".
Jacona guarda diritto in macchina come Norma Desmond e dice: "Vogliamo consegnare l'Europa ai fascisti? Continuiamo così."
Insomma, non è la sinistra che ha voluto l'euro per conto delle élite reazionarie ma è la Le Pen che è fascista.
Abbiamo perso due ore ma c'è un'altra tacca sulla nostra carlinga. Avanti il prossimo.
Se chiedete ad un tenutario di stalk show (uno qualsiasi, tanto hanno l'attacco universale) se sia possibile affrontare argomenti diversi dalla propaganda di regime e far parlare per il tempo necessario esperti che forse potrebbero denudare l'Imperatore, egli vi risponderà come ha fatto Gianluigi Paragone dopo la valanga di insulti beccatasi in diretta dal popolo di Twitter la sera dell'esordio del suo programma:
"Non lo facciamo perché fanno scappare i telespettatori. Noi abbiamo superato l'obiettivo di share che ci era stato fissato. Di share e di target. Bye bye."
Basta, chiuso, l'ha confessato.
E tutto ciò dopo essersi fatto bello per tutta la settimana precedente con i promo "annamo, occupamo, menamo"che, ormai lo possiamo dire, costituivano pubblicità ingannevole acchiappagonzi.
Lo schiaffo però alla fine l'ha preso lui, da quei telespettatori che si sono sentiti giustamente coglionati, che rappresentano al giorno d'oggi la vera critica televisiva e che non te la mandano certo a dire ma proprio ti ci mandano, e che la prossima volta non ti guardano più.
La Rete e il suo potere non conteranno un cacchio secondo le sussiegose dame di corte di Versailles, ma Mentana ieri sera s'è risentito assai di questa rivolta popolare contro gli stalk show (lui che andò su Twitter ma poi, visto che non lo facevano giocare, si prese il pallone e andò via) e ci ha fatto su la serviziessa sul tiggì, facendoci però capire che per lui, come per i tenutari chitarrosi, conta solo la stroncaturina d'ordinanza dell'Aldo Grasso, ovvero del collega di corporazione, del pari grado, sulla pagina di carta. Loro sono loro e voi...
E, per ribadire il concetto di cosa sia il vero dibattito politico televisivo con il massimo di democrazia possibile e la par condicio di princisbecco, ha riesumato, a corredo del pistolotto, nientepopodimeno che le immagini in bianco e nero e ormai ectoplasmatiche di Kennedy e Nixon del 1960 e le Tribune Politiche italiane dei Zatterin e Jacobelli.
Roba di 50 anni fa. Non ho parole. Questi non sono giornalisti, sono archeologi ma convinti purtroppo di stare sempre sul pezzo. Invece stanno su qualcos'altro con due zeta, oltre che completamente fuori dallo Zeitgeist.
Perché allora Paragone ha invitato Bagnai a fare da numero di contorno ad un incontro di wrestling e all'esposizione di infelici fenomeni da baraccone come il frackarolo Testa e L'Uomo Piddino Adinolfi, più le solite ragazze in bikini con il cartello del "round"?
Facendolo andare in onda, per altro, il Bagnai, all'ora dei vampiri, con un pubblico trattenuto con l'inganno per 3 ore in un pollaio immondo, ormai stremato dalla tortura della vociaccia della Santanché a tutto volume e dal waterboarding della propaganda piddina?
Vi svelo un trucco. Quando si presenta l'ospite di una trasmissione con il termine "rivoluzionario", "idee rivoluzionarie", tra sorrisetti sardonici e ammiccamenti di intesa tra compagni di merende, come era accaduto l'altra sera tra Paragone, Mentana e Lilli Cougar presentando Bagnai nell'anteprima della serata, è evidente che sarà agguato. Occhio ragazzi! Insomma #sevedeva.
Sarà agguato perché il compito dei volonterosi tenutari di questi casini televisivi di regime è di occuparsi amorevolmente della rieducazione mediante passaggio dalle forche piddine, dei ribelli che oggi sono soprattutto quelli che denunciano la deriva antidemocratica in politica ed economia, annunciando al contempo ogni giorno dal web l'inadeguatezza del mezzo televisivo come strumento di resistenza. Tirando giù loro le mutande, ai tenutari, per mostrarne le vergogne ogni volta che se ne ha l'occasione. Come sto facendo io adesso.
Non dimentichiamo che, nello specifico, stiamo parlando della più piddina della reti, la setta sulfurea del Cairo. Un rete che ogni sera celebra i fasti del PUDE con i suoi Formigli, Santoro, Mentana, Crozza, Gruber, e Telese (da pochi giorni passato a Canale 5) e celebra un sacrificio rituale al San PD, protettore dell'anima loro. Praticamente la Radio Maria del PD.
Quindi, se ti invitano lì, vuol dire che ti si pappano, ti masticano e poi ti sputano. E se il tuo mondo di appartenenza è il web per loro sei ancora più gustoso. Video kills the web star. Puoi essere sicuro che ti attirano in TV solo per massacrarti e farci lo snuff movie.
Come è successo alla blogger di Mangino Briosche, invitata dal subdolo Telese (buono quello!) all'ultima puntata di "In onda", e dal cui post cito questa grandissima verità:
"La tv è un trappolone che non risparmia nemmeno chi lo tende: è impossibile entrarci senza restarne coinvolti, presi nel gioco del colosseo, nella schermata playstation in cui ciascuno usa le sue armi e vince uno solo. Purtroppo le mie armi non erano quelle giuste, soprattutto la più giusta di esse: non voler avere le armi, non voler combattere. In TV può vincere davvero solo la diserzione, ora lo so."
Siccome siamo inguaribili ottimisti, o forse solo coglioni, ogni volta ci rammarichiamo per la delusione nei confronti di un programma che sembrava essere diverso. Ma diverso da chi e da che cosa? La televisione ha cessato di avere funzione educativa quando è sparito il maestro Manzi dai palinsesti ed è iniziata la commercializzazione anni 80, con la falsa liberalità del culo all'aria e del pornettino la notte e la marmellata di monnezza ad ogni ora del giorno affinché il pubblico devolvesse i suoi neuroni alla causa della globalizzazione. Dovremmo attenderci oggi, in piena accelerazione forzata della decadenza verso la restaurazione reazionaria, una televisione capace di opporsi al regime?
Una televisione che pensa che l'unico istinto da coltivare nel telespettatore sia il sadismo di assistere alla pubblica umiliazione di gente qualunque, massacrata da cuochi miliardari, esposta nelle sue oscene deformità fisiche e mentali e malattie imbarazzanti, sottoposta a torture fisiche e psichiche in gare di soppravvivenza secondo il principio del "vince solo chi riesce a sopraffare l'altro con ogni mezzo"? E tutto questo facendo credere che sia tutto vero, genuino, un vero snuff movie dove la gente muore davvero mentre invece è tutta roba finta e tinta?
Con il telespettatore che intanto viene torturato sul divano del salotto dalla più sottile tecnica di distruzione sistematica dell'attenzione che è l'interruzione pubblicitaria? Come fai a seguire qualsiasi ragionamento se ogni dieci minuti "ora c'è la pubblicità, non andate via". Ma andatevene affanculo voi.
La televisione è tornata alle sue origini naziste, a quando Goebbels era entusiasta del suo potenziale propagandistico.Guardate la faccia del nazi in questo raro filmato, il ghigno con il quale si rivolge al telespettatore. Lui considera quelli al di là del catodico dei deficienti che andranno in solluchero di fronte a qualunque cosa lui gli proporrà di guardare. Sono passati ottant'anni ma non si sentono.
L'informazione televisiva è un cadavere disteso sul tavolo autoptico. I tenutari attaccano dei fili alle braccia e alle gambe e le muovono, facendoci credere che quella cosa sia ancora viva. Sono proprio cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. E' una definizione dei giornalisti di Giorgio Gaber, 1980, che calza a pennello anche a tutti i tenutari, chitarrosi e no. E dai tempi di Gaber non è cambiato niente, anzi, è sempre più il Salò di Pasolini. I poeti avevano previsto la decadenza della cultura, come gli economisti i disastri delle sperimentazioni ultraliberiste.
Rassegnamoci. La televisione ha ormai un'unica funzione: fungere da ottimo induttore del sonno. E, non dovesse funzionare, siamo fortunati che, a differenza dell'incubo di Orwell, possiamo ancora spegnerla ed escluderla dalla nostra vita.