Questo post è un test di verifica, il vostro INVALSI. Serve per valutare il vostro livello di depiddinizzazione e raggiunta consapevolezza dei veri motivi della crisi che stiamo vivendo, ovvero della distruzione del vostro futurosecondo un progetto ben preciso e non per un destino cinico e baro.
Il vostro compito è guardare il video seguente. Lo so, è meno invitante di un National Geographic sul comportamento sociale del paguro bernardo ma sono solo 34 minuti e alla fine ne sarà valsa la pena. O la va o la spacca, dalla vostra reazione a questo stimolo dipenderà la vostra capacità di svegliarvi, ribellarvi e riuscire a salvarvi dalla catastrofe.
Scoprirete infatti che l'Europa è di fatto governata dal peggior pensiero economico che sia mai stato concepito da mente umana (basta guardare i risultati della sua applicazione pratica), per il quale l'unica moneta circolante deve essere quella corrispondente all'esatto contenuto del deposito di Paperon de Paperoni. Tanti lingotti d'oro, tanta moneta, non uno sgheo di più, ovvero il REGIME AUREO.
Perché se stampiamo sghei ed iniettiamo liquidità nel sistema, seguendo la regola che è il credito che crea il deposito e non viceversa, poi la gente è capace che smette di essere povera e si arricchisce, riporta ciò che gli è stato prestato alla banca con in più i profitti nel frattempo maturati. Finisce che c'è possibilità per tutti di emanciparsi con i frutti del proprio ingegno e lavoro, e questi invece hanno una concezione aristocratico-arcaica della ricchezza. Vale solo quella che hai accumulato in passato e che trattieni analmente in banca sotto forma di lingotti. Per questo vogliono portarci via la nostra, sia sotto forma di beni immobili che di depositi. Per trasformarla in oro.
La circolazione del denaro deve essere limitata per evitare l'inflazione che, secondo loro, danneggia il povero ma non è vero, l'inflazione è come una gran cacata liberatoria e loro, lo ripeto, sono stitici, amano trattenere.
Per il resto il loro credo è quello liberista modello classico shock economy: deregulation finanziaria, privatizzazioni, cancellazione del ruolo dello stato come controllore, somministratore di welfare e generatore di politiche espansive, liberalizzazione assoluta del mercato del lavoro, diminuzione della tassazione e poter fare tutto ciò che si vuole senza che nessuno rompa i coglioni. Soprattutto quando si tratta di restituire i soldi a coloro che hanno il sacro diritto di possederli, ovvero i già ricchi, le élites, togliendoli a coloro che se li erano guadagnati con il lavoro di una vita.
E' evidente che in un regime del genere all'insegna dell'austerità e della stitichezza coatta possono regnare solo povertà e ineguaglianza generalizzate.
Quando ci spiegano l'origine della crisi attuale (nata dalla deregulation finanziaria liberista, dal fatto che il mercato non si autoregola proprio per un cazzo, e non perché c'erano troppi soldi in giro nell'economia reale ma semmai nel meraviglioso mondo dei derivati), per poter rimanere nell'ambito ristretto del loro canale rettale, i Vienna Boys danno la colpa alla FED, che stampa denaro, ovvero caca; a quei petomani di Bernanke e perfino di Mario Draghi perché a volte proprio scappa e loro non riescono a trattenerla.
E' stata l'iniezione di liquidità nel mercato per colpa degli anglosassoni e del loro NAZIONALISMO MONETARIO (leggi sovranità monetaria), oltre che la loro invidia per l'euro (muhahahaha!), a generare la crisi dell'euro. Che non è dell'euro ma di DEBITO PUBBLICO. (Che l'Uomo abbia pietà di loro quando gli calerà addosso il suo furiosissimo sdegno.) Insomma, in una riga: "LA COLPA DELLA CRISI E' DELLE POLITICHE KEYNESIANE".
Non una parola sul mercantilismo tedesco, sul fatto che fossero soprattutto le banche tedesche ad inondare di prestiti ad alto rischio i mercati dei paesi periferici e sul fatto che siano stati i famosi salvataggi delle banche incoscienti a far aumentare il debito pubblico dei paesi coinvolti.
Non crediate però che il discorso di questi Vienna Boys sia squisitamente economico. E' iperpolitico. Quando ci spiegano la loro visione del mondo e la ricetta che, già applicata con successo da quarant'anni in giro per il mondo, cerca di compiere il suo capolavoro nella vecchia Europa, ci dicono che la politica, ovvero il controllo democratico del popolo sulle scelte economiche del proprio governo, non serve più e deve essere depotenziata. Ci pensano loro o i loro scagnozzi caso mai a tirare qualche levetta ogni tanto.
L'euro quindi "è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici." (cit.)
Disciplina, come fossimo bimbi in colonia. L'etica protestante del paternalismo.
La cosa incredibile che dicono ad un certo punto, è che dobbiamo scordarci l'unione politica dell'Europa, il superstato europeo (ciò di cui cianciano a vanvera i belli de zio nostrani) perché è un'utopia e non potrà mai realizzarsi. Ovvero non sarà mai realizzata l'unica cosa in grado di rendere tollerabile la moneta unica. Non si compirà anche perché un'unione politica sarebbe DANNOSA per la moneta unica! L'euro va bene così, i salvataggi ai paesi membri da parte della BCE per le politiche recessive di austerità dovranno essere possibili solo IN CAMBIO DI RIFORME (ovvero di cessione di sovranità, diritti e ricchezza nazionale). I nuovi valori da introiettare sono e saranno:
AUSTERITA', DISCIPLINA, VERITA'
Oplà! Capite? Riuscite ad immaginare qualcosa di più lontano da
LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ ?
Quel genio del crimine di Jesus Huerta de Soto va perfino oltre l'infinito. Si fa pesante. Dice che l'ideale sarebbe che negli Stati Uniti alla FED fosse PROIBITO di acquistare debito pubblico federale e che ciascuno stato dell'unione potesse fare affidamento non più sui trasferimenti fiscali dal Tesoro ma sulle manovre di salvataggio di stile europeo (citofonare Cipro e Grecia per informazioni).
Insomma, questo pazzo furioso vorrebbe prendere l'unica OCA sana, tirarle il collo e farcisi il foie-gras. E, già che c'è, distruggere il mondo.
In definitiva, poi vi lascio alla visione obbligatoria del filmato, per la shock economy versione europea l'euro è il grimaldello che serve a scardinare tutto ciò che questo sciagurato continente ha costruito in secoli di progresso civile, sociale e industriale allo scopo di ripristinare il regime aureo, del quale l'euro è il proxy, limitare la circolazione del denaro e la creazione di ricchezza per far risaltare ancor meglio gli scarafaggi ricchi sul tappeto bianco della società delle élites. Per questo, secondo Jesus & i suoi Discepoli, "E' praticamente impossibile uscire dall'euro" (e ve lo dicono sogghignando).
Tornando alla vostra cura Ludovico. Le reazioni prodotte dal documentario saranno essenzialmente di quattro tipi:
1) Se siete d'accordo con le affermazioni di questi nazistoidi hijos de puta madre iberici (tutti appartenenti alla famigerata Scuola Austriaca di Von Mises e Von Hayek), tornate alla prossima sessione e non prima di esservi riletti tutti i post con le parole chiave: crisi economica e shock economy, questo post e soprattutto i link ai siti ivi suggeriti.
Non azzardatevi a commentare positivamente le parole dei Vienna Boys contenute nel documentario perché verrete immediatamente abbattuti senza pietà. Siamo in guerra e questa non è una guerra per signorine. E' arrivato il momento di smascherare i nostri persecutori, compresi i loro fiancheggiatori e volonterosi carnefici e raccogliere materiale per Norimberga v.2.0.
2) Se provate un lieve disagio alle parole "L'euro è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici" ma non riuscite ancora a capire cosa ciò significhi, ovvero ciò che vi hanno fatto e vi faranno veramente per farvi smettere di cacare, aumentate la dose, riguardate il video o altrimenti aprite il portafoglio e guardateci dentro (e attenti che il portafogli non si metta a guardare voi).
3) Se il video vi provoca rabbia, indignazione, sgomento e un'improvvisa sete di vendetta, siete sulla buona strada. Ancora un po' di studio, di impegno e riuscirete a crearvi un'immunizzazione permanente contro le farfanterie dei dirigenti piddini e di quelli della destra venduta al Signor Cazzimiei.
4) Se alla fine della visione vomitate non solo il pranzo di oggi ma anche la cena di ieri sera, siete perfettamente guariti. Come premio e balsamo vi regalo la lettura di questo straordinario post di Istwine.
P.S. Grazie agli amici di Twitter: sil viar per avermi suggerito questo post e il titolo e soprattutto a Cristiano Ghilardini per avermi segnalato l'immondo filmato.
Ho cominciato a leggere il blog del prof. Alberto Bagnai. E' una lettura che consiglio a tutti coloro che, come me, si sono rimessi a studiare nel mezzo del cammin di lor vita, per cercare di capire che cosa stia succedendo al nostro futuro. Informarsi e studiare per non affogare nel mare magnum di menzogne a mezzo stampa e TV (che tanto ci avevano abbindolati l'anno scorso) e districarsi fra tutte le cazzabubbole più o meno astruse che si spacciano per alternativa al pensiero unico liberista. Quello che miracolosamente è riuscito ad unire in un matrimonio d'interesse l'ABC della politica italiana. Il compromesso storico in salsa friedmaniana tra i due corni del bipolarismo italiano: la destra e la destra estrema.
Gli scritti di Bagnai - ho appena cominciato a leggerli ma intanto vi consiglio questo articolocome aperitivo - sono una lettura illuminante non solo dal punto di vista economico, per scoprire il punto di vista dell'economia ortodossa sull'attuale follia surreale del Monty Mario's Flying Circus (che in realtà ha una sua logica perversa), ma anche dal punto di vista squisitamente politico.
Sono interessanti perché dimostrano che non c'è bisogno di allontanarsi troppo dall'economia classica per capire gli sfaceli che sta provocando questo governo di bancari e soprattutto per coloro che per tanti anni hanno votato la sinistra parlamentare e hanno creduto nelle sue politiche e, purtroppo, anche nella sua buona fede, in maniera - lo scopriamo solo ora, ahimè - ingenua e fideistica.
Ci raccontano, ad esempio, che non solo l'Europa "che ce lo chiede" non è affatto una buona mamma amorosa ed imparziale che vuole solo il nostro bene ma è una matrigna che considera alcuni figli prediletti ed altri bastardi; che, nei confronti della classe operaia e di quella lavoratrice in genere è stato perpetrato da parte della sinistra parlamentare un tradimento di classe che in altri tempi avrebbe richiesto il lavacro con il sangue e per il quale la mia ira funesta nei confronti del Partito Bestemmia si fa ogni giorno più simile a quella del Pelide Achille.
Veniamo a sapere che l'euro era sin dal primo momento un meccanismo che ci avrebbe stritolati. Lo avevamo sospettato ma non avevamo avuto il coraggio di farci spiegare dall'economia ortodossa cosa accade di solito ad un paese economicamente debole quando viene agganciato forzosamente ad una moneta forte a cambio fisso. Don't cry for me Argentina.
Scopriamo che, udite udite, il nostro problema attuale non è il debito pubblico, come ripetono a mantra ohm i tecnocrati a progetto ma più probabilmente il debito privato, che rappresenta ben il 60% della passività sull'estero dell'Italia. Capitali affluiti dall'estero nel nostro appetitoso paese "figlio bastardo" e prestati dalle nostre banche a privati che, arrivata la crisi - più che prevista - non sono più in grado di onorare i debiti e quindi costringono i tecnocrati in lacrime a spolpare i cittadini per rifinanziare le banche esposte con i creditori stranieri. Perché, lo sapete, le banche sono "too big to fail", troppo grosse e stronze per fallire. Almeno fosse richiesta alle banche, da parte di coloro che rappresentano ancora per poco lo Stato, una contropartita del tipo "smettetela di giocarvi i soldi che vi diamo alle macchinette". No, sono generose elargizioni liber(iste) a fondo perduto fatte con il culo dei cittadini.
Cittadini che dovranno sempre più rinunciare alla democrazia ed alla rappresentatività perché sono solo degli scolaretti indisciplinati che non vogliono fare i compiti. Da domare a bastonate.
Lo avevamo sospettato e fa piacere che qualcuno ce lo confermi. La fola del debito pubblico è solo una scusa per ammazzare il lavoro salariato, distruggere il potere sindacale e il welfare per privatizzare tutto in nome del "mercato che si autoregola" e continuare ad arricchire chi si sta arricchendo esponenzialmente grazie alla crisi. La riprova che il debito pubblico non è il vero problema ce la fornisce il fatto che i primi paesi ad essere stati colpiti da quest'ultima crisi europea (2007) sono stati quelli con il debito pubblico in calo! Quelli che in teoria avrebbero dovuto essere i più virtuosi secondo i dettami bocconiani.
Tornando alla sinistra ormai destra più a destra della destra (che dio la fulmini). Come scrive Bagnai:
"1) rivendicando l’euro la sinistra italiana si è suicidata politicamente, perché l’euro è il coronamento di due progetti non esattamente di sinistra: il progetto imperialistico della Germania, e il progetto di “disciplina” dei sindacati mediante il vincolo esterno, caro alle classi dominanti dei paesi periferici;
2) l’ideologia del “vincolo esterno”, tra l’altro, era intrinsecamente di destra perché disconosceva in modo paternalistico il diritto dei cittadini di orientare le scelte economiche del proprio paese, delegandolo a istanze tecnocratiche spacciate per indipendenti, e si basava su un ampio progetto di disinformazione, volto a nascondere i costi economici dell’euro ampiamente documentati dalla letteratura economica; la Realpolitik suggeriva però alla sinistra di aderire a questa ideologia di destra, che era l’unica che le desse qualche speranza di accedere ogni tanto alla stanza dei bottoni;
3) continuando a difendere l’euro, per evitare una spiacevole autocritica, la sinistra si espone al rischio di essere sorpassata a sinistra. Lascerà cioè un argomento vero e inoppugnabile (l’euro ha strangolato l’economia italiana) in mano alle destre più becere e nazionaliste (dalla Lega in giù). E allora la situazione diventerà difficilmente reversibile."
Non è forse vero? Riflettano gli elettori di sinistra, in vista delle prossime elezioni dove le destre compreso il PD saranno tutte insieme appassionatamente attaccate al carretto dell'agente monetarista con licenza di uccidere e presunto vincitore morale della crisi globale Mario Monti. Riflettano e preghino che B. non decida di cavalcare l'uscita dall'eurocome trovata elettorale alla "vi tolgo l'ICI" perché allora Bersani può attaccarcisi, al distributore. Tanto, visto che il primo fascismo finì al distributore, cominciare dal distributore non può che portar sfiga al neo(s)fascismo monetario dello gnocco fritto.
I montiminkia, in nome dell'attaccamento al potere di cui Formigoniè solo l'esempio più clamoroso e sgargiante, hanno scelto un sistema che ha fallito in tutto il mondo e prima o poi fallirà anche in Italia. La storia potrebbe punirli severamente ma non se ne rendono ancora conto.
Ci sono paesi che dalla crisi sono passati e usciti adottando politiche economiche alternative al neoliberismo e soprattutto non recessive. Da noi non c'è un partito che voglia nemmeno provarcisi, a trovare un'alternativa. Anche Grillo si guarda bene dal dire qualcosa di definitivo sull'euro. I cittadini però possono informarsi e forse costringere una nuova classe dirigente a formarsi sulle ceneri di quella attuale. Non è che abbiamo molte carte da scegliere, tra la Morte e l'Impiccato che continuano ad uscirci.
Ho riassunto in maniera sicuramente frettolosa - e me ne scuso - alcuni concetti che ho trovato sul blog di Bagnai ma volevo solo stuzzicarvi l'appetito in vista di un loro approfondimento. Se avete due ore e mezza di tempo, guardatevi anche questa intervista a cura di Claudio Messora che contiene riassunti gli argomenti discussi in maniera più analitica sul blog "Goofynomics".
E' stato calcolato che la FIAT, dagli anni settanta ad oggi, abbia ricevuto l'equivalente di più di 7 miliardi di eurodi soldi pubblici, aiuti di Stato, reinvestendone 6,2. Solo l'anno scorso abbiamo versato nelle sue casse 591,832 milioni. L'Italia è il terzo sostenitore pubblico nel mondo della FIAT, dopo Serbia e Brasile.
La FIAT, ovvero gli Agnelli, i Cordero (sempre agnello è) e ultimamente i Gran Elkann, sarebbero praticamente quelli che Cetto La QuaRomney, il miliardario cafone prima scelta dei Repubblicani americani per la corsa alle presidenziali contro Obama, definisce parassiti che vivono a spese dello Stato.
Eppure, nonostante tutto quel ben di dio elargito con munificenza in cambio di un ombrello nel culo - e che non include la CGI versata nei secoli dai cittadini nelle casse FIAT - pare che le cose non vadano bene e che Fabbrica Italia, una specie di Isola Che Non C'è industriale, non si farà più. E i soldi che vi abbiamo dato? Boh, non so, chiedete a Lapo.
La FIAT potrebbe andarsene dall'Italia perché c'è un problemino. L'Europa, questa padrona in frustino e tacchi a stiletto, come sapete, ci chiede sacrifici e Mario Monti, in teoria, sarebbe il maggiordomo incaricato di mettere a posto la servitù, bacchettando nocche, lasciando gli indisciplinati senza cena e le industrie senza aiuti di stato mentre i lavoratori leccano la suola delle scarpe.
L'Europa naziliberista proibisce gli aiuti di stato perché segue alla lettera il manuale del neoliberismo: "Le centoventi giornate di Chicago" che come ha motto: "Chi ha, ha e chi non ha, che si fotta."
L'Europa non vuole ma bisogna che voglia per forza, perché senza aiuti pare che la FIAT, secondo una vecchia leggenda metropolitana, non sia capace di andare avanti.
Così ieri Marchionne, l'amministratore genio che tutti i condomini della galassia ci invidiano, colui che gestisce la baracca mentre Lapo si fa il restyling completo e Jaki studia da potere forte, è stato cinque ore in una stanza con Mario9000 nel tentativo di crackarlo in modalità "full ammo" e "god mode".
Immaginiamo la scena.
L'ha buttata là piagnucolando: "La guerrigliera a Pernambuco mi dà un mucchio di soldi...è pazza di me." "Su, dammi una decina di miliardi che la prossima settimana mi arriva l'eredità dello zio canadese buonanima e te li restituisco subito". "Insomma, dammi le agevolazioni, se no spaco botilia."
Peccato che le agevolazioni fiscali valgano per tutte le multinazionali che investono in paesi stranieri. La Djalma si adegua soltanto, finché non le faranno girare le balle sul serio. Io glielo avrei fatto notare. Come, ad essere proprio cattivi, mi sarebbe venuto da chiedergli: "Abbéllo, non sarà che Obama e il sindacato americano ti hanno prestato i soldi per risanare Chrysler, te li stanno chiedendo indietro mandandoti i men in black e tu cerchi di farteli dare dall'Italia?"
Si ignora cosa abbia risposto Mario Monti al padrepio che, i buchi nelle mani, vuole farli venire allo Stato. Essendo in Italia temo che tutti i buoni propositi di Chicago e del neoliberismo andranno a farsi fottere. Friedmanisti in teoria, Keynesiani col culo degli altri.
P.S. Del resto, la Fabbrica Italia, l'Europa, l'ombrello in culo, Pernambuco e Milton Friedman sono tutte cazzate. Ecco cosa conta veramente al giorno d'oggi:
GQ Cina ha eletto Lapo Elkann 'uomo dell'anno', in quanto stiloso e forte esempio di italianità e di innovazione con la seguente motivazione:
"Esportatore dello stile italiano all'estero, ha attualizzato la sua mission anche attraverso il marchio Italia Independent, il brand che coniuga la tradizione dell'italianità con l'innovazione di materiali e processi produttivi per esportare un made in Italy "rinnovato" nel mondo globale".
Siate felici. Questo successo l'avete pagato anche voi.
Non sono sicura di aver visto dare nei giorni scorsi, sui giornali e in televisione, troppo risalto alla notizia dell'invio alla Grecia da parte del Potere Finanziario Mondiale, tramite i suoi scagnozzi della Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale), dell'ennesima lettera minatoria. C'è da capire i nostri media reticenti a divulgarla. La ricetta è destinata presto anche a noi e sperano di nascondercelo fino all'ultimo reggendo il sacco a Monti che gabella di aver salvato l'Italia da un baratro che esisteva solo nella testa di qualche mente raffinata. Quelle che scrivono le lettere non a singoli individui ma ad interi paesi, appunto. Finora solo il Dio della Bibbia aveva osato ammonire popoli interi imponendo le tavole della Legge ma questi intendono evidentemente surclassarlo.
Se leggiamo nel dettaglio le ultime pretese degli strozzinirivolte alla nuora greca ma affinché altre suocere mediterranee intendano, le cose dovrebbero diventare chiare anche per il più ottuso e tardo dei nostri concittadini, compresi coloro che pensano che con la "sinistra" al governo cambieranno le cose.
Ecco cosa gli strozzini chiedono ai Greci, per uscire dalla crisi da loro creata e per rimanere nell'Eurozona che fa comodo a loro. Non una lotta seria alla corruzione endemica dei paesi mediterranei, non una redistribuzione delle ricchezze in senso equo ma questo:
1.
Incremento della flessibilità degli orari di lavoro: in tutti i settori si dovrebbe passare da cinque a sei giorni lavorativi per settimana.
2.
Ridurre il riposo minimo giornaliero a un massimo di 11 ore: le ore occupabili dal lavoro diverrebbero, così, 13.
3.
Eliminare qualsiasi restrizione di orario massimo tra mattina e pomeriggio.
4.
Ridurre a una sola tipologia (e cifra) il salario minimo.
Non vi è bisogno di commento. Dev'essere la stessa inebriante sensazione che avevano i medici nazisti quando avevano a disposizione cavie umane o le industrie tedesche che sfruttavano la manodopera schiavistica dei lager. Poter disporre delle vite di coloro che servono solo allo scopo di cederci le loro ricchezze e poi possono essere buttati via.
L'Oro alla Finanza Mondiale. Care spose, preparate a sacrificare i vostri anelli.
I comandamenti di cui sopra non sono altro che la teoria dello shock economico, i cui dogmi sono: deregolamentazione del mercato, tagli al welfare e riduzione in povertà dei lavoratori attraverso la riduzione del potere d'acquisto di fronte all'aumento incontrollato dei prezzi. E' la maledizione di Friedman. E' la guerra totale dichiarata dai ricchi ai non ricchi per la conquista della ricchezza suprema. La lotta di classe perfetta. Però la chiamano "salvataggio della Grecia". La nemesi del cavallo di Troia.
Se qualcuno ancora si domanda come mai una teoria economica che in quarant'anni dalle sue prime applicazioni sperimentali in Sudamerica, ha impoverito milioni di persone e ucciso più che una guerra, sia ancora così ottusamente applicata a forza ad interi paesi ma non solo: sia l'unica teoria economica insegnata nelle università e considerata alla stregua di una religione, incontestabile ed ineluttabile, basta fare il semplice ragionamento del cui prodest. Basta cambiare punto di osservazione.
Perché, secondo il suo scopo dichiarato, essoterico, il neoliberismo dovrebbe favorire la liberalizzazione della concorrenza e del mercato e propugnare il bene dell'economia ma, visto il suo totale fallimento, dato che i popoli soggetti ai suoi dettami sprofondano nella povertà, potremmo parlare, guardando come tentano in tutti i modi di mantenerlo in vita, di un caso di accanimento terapeutico applicato ad una dottrina economica.
Ma se invece interpretiamo il liberismo secondo il suo scopo esoterico e più profondo, mai apertamente dichiarato ma nemmeno mai negato, che è arricchire una elite in maniera illimitata, allora dobbiamo ammettere che è il sistema economico perfetto per il fine che si propone. Ecco perchè non si studiano altre teorie economiche nelle università. Ecco perché Mario Monti riesce a passare per un grande economista. Perché il potere ha trovato lo strumento perfetto, l'arma finale, la sua arca.
Insomma, per riassumere. Nel secolo scorso, la presenza di potenze nucleari comuniste nel mondo e, nei paesi industrializzati, di partiti di sinistra detentori di un certo potere di contrattazione sociale, aveva impedito al capitalismo di assumere la sua forma estrema, già vista appunto durante il nazismo, e di trionfare nello ristabilimento della diversità (in)naturale e quasi razziale tra ricchi e poveri.
Le soluzioni economiche keynesiane della prima metà del secolo scorso, secondo alcuni, sono proprio l'espressione di un capitalismo che, spaventato dalla possibile rivoluzione proletaria in senso comunista, si mette la maschera buona e accetta di scendere a patti con gli straccioni. Ovunque però i lavoratori sono deboli e non rappresentati e difesi, come nel terzo mondo, il liberismo può cominciare ad impratichirsi con i metodi più brutali di espropriazione del bene comune a vantaggio di pochi eletti. Con l'indebolimento della controparte imperiale comunista negli anni ottanta, anche i paesi industrializzati come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna introducono le idee liberiste in economia. Sono gli anni di Reagan e di Thatcher.
Con il crollo del comunismo nel 1989, per il capitalismo sarà valanga. Niente riuscirà più a fermarlo. I paesi dell'Est comperati con l'illusione della libertà - era solo liberismo - e gettati in pasto agli oligarchi locali. La Cina che crea un ibrido economico mostruoso con pezzi di totalitarismo comunista ed altri di liberismo sfrenato. Le Tigri Asiatiche in balia della speculazione selvaggia.
Gli anni novanta e duemila sono gli anni della degenerazione finanziaria, della forma neoplastica del capitalismo, della speculazione, della deregolamentazione che diventa caos e che prende il sopravvento, distrugge le economie reali per creare grandi ricchezze singole ma anche immensi numeri di denaro virtuale. Che crea attentati, guerre, nemici, per nascondere le sue crisi periodiche sempre più frequenti ed aver l'alibi di andare a metastatizzare nuovi paesi. Quel cancro, insomma, che io credo distruggerà un giorno o l'altro il liberismo che lo ha lasciato proliferare nel mercato, proprio a causa del dogma friedmaniano che il mercato va lasciato libero di autoregolamentarsi.
Loro hanno creato la crisi - o solo il suo mito - ma non fanno nulla per eliminarla. Ne agitano lo spettro per imporre la vittoria finale del capitalismo peggiore sugli ultimi paesi che ancora non hanno sperimentato fino in fondo la dottrina dello shock economico. A ben pensarci, rimaneva proprio solo l'Europa occidentale per completare l'album.
Pregate che vincano davvero la battaglia finale quei massoni che dicono di lottare da jedi buoni contro il lato oscuro della forza per ristabilire un briciolo di keynesismo in economia perché se aspettate che vi difenda la sinistra, potete già cominciare ad arrendervi e ad offrire spontaneamente i conti correnti.
La sinistra l'hanno comperata promettendo ai suoi apparatchik di non toccare i loro feudi, i loro protettorati locali. Vi hanno traditi già vent'anni fa. Ma questo è materia per un altro post. Per ora dico solo di temere non i greci ma i banchieri, anche quando portano doni.
Se ha firmato il decreto sulla spending review, si suppone che l'abbia letto. Se l'ha letto, deve aver trovato nel testo qualcosa che non lo faceva sembrare tanto equo e solidale, se oggi ha sentito il bisogno di riprendere il governoraccomandandogli clemenza nel menare fendenti sui poveri italiani poveri. Insomma, come al solito, prima firma, poi fa finta di non sapere cos'ha firmato.
E quell'altro figuro del PD, Fioroni? Parla di allearsi con i "moderati" del PDL. Cioè con la destra, visto che anche l'Italia come gli Stati Uniti, come diceva la buonanima di Gore Vidal, è ormai un paese con due soli partiti: uno di destra e l'altro di estrema destra.
Questi, pur di tornare al governo, ad un qualunque governo purché si comandi come nell'Emilia dei vecchi tempi, si alleerebbero non solo con i repubblichini di B. ma perfino con i narcos messicani, ai quali sicuramente raccomanderebbero di avere la mano ben ferma quando decapitano le loro vittime, quando fanno i tagli, insomma, perché la sinistra è misericordiosa e non vuole causare sofferenze al popolo.
Moderati. La parola moderato mi rende sempre particolarmente nervosa. Perché è la stessa ipocrisia di Don Kitammuort, il giovane muratore. Perché il moderatismo è l'alibi della sinistra per vendersi anche gli ultimi orifizi e potersi finalmente mettere il completino firmato da destra alla moda ed entrare nei salotti buoni delle Santanché.
E' la sinistra traditrice e infame che da anni tiene fermi gli italiani mentre il nazismo neoliberista li massacra e ogni volta dice che, comunque, le dispiace proprio tanto tanto.
E' il caldo che fa surriscaldare i circuiti a Mario9000 e lo fa straparlare? Quest'uomo è veramente il presidente del consiglio più sopravvalutato degli ultimi 150 anni visto che inanella una scemenza dopo l'altra? Oppure le sue ultime uscite antiparlamentari, antitedesche, praticamente antidemocratiche, sono piccole voci dal sen fuggite - come la "crisi è una magnifica opportunità" di Passera - sprazzi di verità che tonnellate di propaganda, di martellamento da guerra psicologica non riescono più a nascondere?
Insomma, tra uno spread a 1200 e l'altro - questa le è scappata mentre stava pulendo il fucile delle cazzate, lo ammetta, Smonti - e gaffes a ripetizione peggio di Iddu, viene fuori ogni giorno di più il personaggio dell'inesperto ma pur sempre innocente professorone al quale forse è stato affidato un compito troppo pesante per le sue esili spalle. Talmente inesperto delle astuzie della politica da camminare di continuo sul filo della lama dell'incidente diplomatico e della crisi di governo. Ma è proprio così?
Io penso invece che questo demolitore controllato degli ultimi baluardi di economia reale e stato sociale, nonché di democrazia europei, uno che le lezioni di Tobin, secondo me, potrebbe anche essersele dormite, sappia benissimo ciò che sta facendo.
E' la totale apparente idiozia delle sue azioni di governo che fa giungere alla conclusione che di idiozia non si tratti affatto ma di strategia. Basta sapere qual'è il masterplan e tutto diventa chiaro.
Applicare leggi che spingono il paese dritto in bocca alla recessione ed impoveriscono ancor di più i poveri, con la novità di un inedito attacco frontale al ceto medio chiamato a pagare veri e propri pizzi e riscatti per il proprio sudato benessere e a fronteggiare lo shock di una possibile terrificante retrocessione nella povertà; non toccare un capello alla mostruosa per corruzione classe politica italiana, non fare nulla per il bene generale ma solo per una minoranza di fortunati che si arricchiranno ancora di più, non può essere solo il frutto di follia, altrimenti sarebbe già scattato il T.S.O.
Sembra effettivamente un idiota uno che si mette ad attaccare l'istituzione parlamentare tedesca, la rappresentanza democratica del popolo di un paese, la Germania, che sta giusto per decidere se accettare il fiscal compact o dichiararlo incompatibile con la propria Costituzione Federale. E' una pura follia, tanto più se è vero che i nostri destini di paesi fetusi dipendono da quella decisione tedesca dalla quale si salverebbe, di conseguenza - dicono - l'euro e quindi i nostri culi. Sembra idiozia o follia, eppure lui lo ha fatto.
L'uomo non sembra avere alcun senso della Storia, altrimenti saprebbe quanto sono sensibili i tedeschi al concetto di democrazia. Forse crede anche lui, come Fukuyama, che la Storia, se non proprio già finita, lo sarà nel momento che tutto il mondo si appresterà a cantare a squarciagola "sweet home Chicago" mentre si demoliscono a colpi di spread e crisi economiche create a tavolino, gli ultimi baluardi di democrazia mondiale e di stato sociale.
E' una storia che comincia negli anni settanta. Cile, Argentina, Bolivia. Neoliberismo imposto attraverso la dottrina dello shock su paesi cavia. Allora come oggi non c'era alternativa. Le riforme andavano accettate per forza ed erano i tecnocrati ad imporle.
I risultati erano economie e vite devastate ma, non importa, chi doveva arricchirsi lo aveva fatto e avrebbe dovuto continuare a farlo. I CEO dovranno guadagnare almeno cento, mille volte più dei loro operai. Non importa se sono degli imbecilli, sarà così per principio. Un mondo di pochi ai quali è concesso tutto e di molti ai quali tutto verrà negato, in nome, paradossalmente, della libertà. Il ritorno in pompa magna dell'Aristocrazia.
Anni ottanta. Reagan, Thatcher, il neoliberismo del dottor Mengele dell'economia Friedman infetta anche i paesi anglosassoni. Strage di posti di lavoro, distruzione di diritti fondamentali, laissez faire e deregulation, guerra totale allo stato sociale, lingua in bocca con i dittatori più sanguinari, da Pinochet a Saddam Hussein. Ognun per sé e Dio per i ricchi. Poi la Russia, la Cina, il passaggio in un amen dagli orrori del comunismo a quelli del capitalismo. Friedman unleashed, altro che Django.
La rivoluzione a metà del Sudafrica, la fine dell'apartheid concessa purché i neri non rompessero le palle in economia, rigorosamente liberista e in mano ai bianchi. Tanto, San Mandela riuscirà sempre a far sciogliere il sangue nell'ampolla al momento giusto.
Alla fine degli anni novanta c'è da andare ad arraffare le ultime riserve energetiche e così si inventano il Nuovo Secolo Americano e la Guerra al Terrorismo. Nel 2001, per accelerare il processo, che altrimenti avrebbe impiegato troppo tempo per realizzarsi, ecco l'evento catalizzatore, lo Shock Supremo. Poi altre guerre in paesi dove c'è da inaugurare il nuovo corso delle forze armate privatizzate. L'incubo di Eisenhower divenuto realtà. Le guerre dei contractors, dove questi costano troppo per essere sacrificati in battaglia, così si bombardano i civili e si fa prima. E, oltretutto, si applica quella dottrina dello shock che è così efficace per piegare le volontà dei popoli da sottomettere.
L'Italia, nel frattempo, è in mano al grande imprenditore, all'oligarca alla milanese che, invece di applicare la dottrina dello shock, vivacchia e cincischia nel populismo più aberrante per paura di perdere voti. Anche il nostro paese dà però il suo contributo alla mission, nell'anno dello Shock Supremo, mettendo su il grande show della repressione Pinochet style. Genova come cavia, gemellata suo malgrado con Santiago (l'unica intuizione brillante della carriera di D'Alema). Pensate alla Diaz, a Bolzaneto come prodromi dell'11 settembre e tutto acquisterà un senso. Quanta gente ha più manifestato in piazza in così grande numero dopo Genova? Che fine ha fatto il movimento no global, l'unico in grado di opporsi al capitalismo hardcore? La lezione è servita. I vecchi massacrati in Corso Italia e sbattuti al TG1 in prima serata ci hanno insegnato che "non si deve protestare". Se no, "un due tre, arriva Pinochet".
Noi poi siamo stati commissariati con un soft golpe e non con i carrarmati - solo un idiota può credere alla favoletta dello Smonti che all'improvviso riceve la chiamata da Napolitano - perché Iddu pensava un po' troppo ai suoi interessi (e alla figa) e stava dimenticandosi degli amici e questo è sempre pericoloso quando si è parte di un club di sodali.
Rimaneva l'Europa, con l'euro nato deforme e suscettibile alle infezioni della speculazione finanziaria, nuova arma suprema del sistema. Bisogna fare qualcosa.
Ci vendono che Smonti è uno statista, che della politica, tutto sommato, si può fare a meno, vista anche l'opposizione calabrache e collaborazionista che ci ritroviamo. Che questa è l'ora delle decisioni irrevocabili e senza alternativa. Che se non facciamo i bravi viene la crisi e ci porta via i risparmi. Che, con Giolitti, lo spread sarebbe a 9500.
E' commovente chi, come Oscar Giannino, tenta disperatamente di trovare il modo di domare i mercati impazziti e di risolvere la crisi globale utilizzando gli stessi strumenti che l'hanno ingenerata. Giannino è un uomo intelligente, però è come i credenti. Accecato dalla fede, non vede che il dio in cui crede - il liberismo della shock economy - è la causa del male che descrive. Per questo nemmeno lui, che pure è dotto medico e sapiente, sarebbe capace di fare meglio di Smonti. Sempre Chicago è.
Questi liberisti che si lamentano della degenerazione del liberismo mi ricordano tanto il Topolino apprendista stregone in "Fantasia" che, giocando incoscientemente con il libro degli incantesimi, provoca un disastro che solo il mago in persona riuscirà a rimediare.
Bisogna essere proprio dei fedeli per non vedere che i derivati e gli interessi sul debito sono le scope e i secchi pieni d'acqua. Più si cerca di fermarli, pronunciando la formula che li evoca, per giunta, e più loro aumentano e finiscono per annegare le nostre disgraziate economie e noi cittadini con loro.
Solo nella favola, alla fine, c'è un mago che viene a fermare il disastro e a fare la ramanzina al discepolo scriteriato.
Bisogna smetterla con gli incantesimi, con l'utopia scellerata del mercato che si autoregola. E' ora di rendersi conto che quel sistema economico in cui Giannino crede ciecamente e che si è attaccato all'Europa come una sanguisuga, dopo aver devastato nei decenni precedenti le Americhe, è solo in grado di produrre povertà generalizzata e ricchezza selezionata per pochi. Per pochi stregoni che mandano in giro per il mondo i loro tecnocrati a divertirsi con scope e secchi. Finti salvatori, maghi e re taumaturghi che invece devono solo eseguire un piano specifico. Quello di arraffare tutto ciò che è rimasto da arraffare.
Chiunque li abbia conosciuti fin da piccoli, abbia giocato con i loro figli, li abbia avuti come vicini o, ancor peggio, come parenti, riconoscerà che i ricchi sono cattivi. Odiano i poveri, tranne quelli che risaltano così bene sui loro bianchi manti, come i bambini negri.
Sono convinta che il ricco pensi che il negro che muore di fame in Africa sia stato creato solo per titillargli quel minimo sindacale di compassione che serve a distinguerlo dal coccodrillo ed evitare di essere inavvertitamente riciclato in forma di borsetta. Odiano i poveri e dedicano la loro vita a perseguitarli.
Questi ricchi soloni che ci governano, ad esempio. Devono essersi chiesti: "Come facciamo a far loro sputare quei quattro schei che insistono a volersi tenere in banca? E quelle case? Cosa credono, pidocchi di merda, di potersi permettere ancora l'appartamentino al mare comperato con il TFR di una vita di lavoro?"
E' evidente che ci odiano, soprattutto noi che non siamo più poveri come i nostri nonni ma nemmeno ricchi come loro. Noi che non siamo proprio pezzenti - ai quali invece possono anche regalare la loro roba vecchia - ma media borghesia creatasi grazie al duro lavoro, con proprietà immobiliari e qualche soldo in banca per la vecchiaia, senza particolari vizi se non quello antico del risparmio. Qualche BOT, BTP, CCT, al massimo un portafogliuccio in finta pelle di valuta estera: dollari, franchi svizzeri, sterline. Robetta ma che, per noi, è anche troppo, secondo loro.
Non si spiega se non con la cattiveria la decisione di minacciare i nostri risparmi con i più sporchi giochi finanziari, di tassarci la casa fino all'ultima goccia di sangue. Di fottersene bellamente di ogni concetto di progressività della tassazione, così da affondare il coltello nelle nostre carni e fare solo un graffietto ai loro simili.
Perché il ricco non sopporta che la ricchezza si estenda oltre il famigerato 1%. A quel punto fa di tutto per ristabilire le debite proporzioni tra lui e il resto del mondo pezzente e cercare di far rientrare anche i più riottosi wannabe rich nel 99%. Non c'è cosa che lo faccia più imbestialire dell'idea di un benessere su larga scala, condiviso. E la vera ricchezza risalta meglio sullo sfondo della povertà generalizzata, ora globalizzata.
L'avete sentita Christine la macchina da soldi infernale, Lagarde, la maitresse del FMI, dire che prova più compassione per i negretti (vedi sopra) che muoiono di fame in Africa, soprattutto per colpa sua, che per i greci strangolati dai suoi sodali della finanza d'alto bordo. "Non si aspettino compassione", ha detto. Ma si figuri, madame, se ci saremmo permessi di aspettarcela da lei.
I neri, del resto, portano fortuna alla Lagarde. E' stato per merito di una cameriera di colore che ha potuto portar via la sedia da sotto al culo del suo predecessore Dominique Strauss-Kahn.
Piccolo inciso. Scordatevi che le donne, quando scendono in politica e si ritrovano con il potere in mano, siano migliori degli uomini. Sono sempre, prima di tutto, femmine di ricco. Se devono applicare la crudeltà istituzionale del neocapitalismo lo faranno con grande passione. Ricordate la cazzutissima Signora Thatcher, che ancora provoca polluzioni notturne ai fanatici del neoliberismo, che è il loro mito assoluto assieme al presidente demente? Pensate che, quando "Milk Snatcher" morirà, sarà ricordata come grande statista? No, passerà alla storia per essere stata quella che tagliò i fondi per il latte nelle scuole, da qui il nomignolo, per un atto di pura cattiveria, da vecchia strega cotonata più adatta a dirigere con sadismo un collegio di proletari brufolosi che la Gran Bretagna.
Anche la callipigia Merkel non sta offrendo un gran esempio di presunta superiorità politica femminile. Meno male, benvenute signore, ben ritornate sulla Terra. Chiudo l'inciso.
Di questa cattiveria istituzionale i ricchi sono molto fieri, soprattutto se sono riusciti, con l'addestramento, ad unirla ad una straordinaria ottusità mentale.
Come scrive Giulio Sapelli nel suo saggio "L'inverno di Monti":
" La conseguenza di questo rifiuto della soluzione politica è stata non soltanto l’aumento della sofferenza sociale, ma l’emergere di una crudeltà istituzionale sino a oggi inusitata. Prodotto del potere dimidiato (per fortuna!) dei professori italici, i quali, come quelli europei e di tutto il mondo, vivono nell’iperuranio dell’astrattezza. In primo luogo gli economisti, che troppo spesso sono solo professori e non intellettuali, con conseguenze ancor più umanamente devastanti: concepiscono i soggetti umani come cavie e non come persone. Non si tratta, infatti, di piangere, ma di chiedere scusa, di pentirsi e di avere un attimo di coscienza e non di autostima illimitata di sé. Si tratta di capire che le decisioni politiche – perché tutto è aristotelicamente politico quando si è nella polis – hanno conseguenze sulle persone. Le persone, non bisogna mai dimenticarlo, non solo soffrono, ma si ribellano e dilaniano il loro essere se colui che decide non le ascolta, non le consulta."